«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 4 settembre 2008

Clementina (ovviamente) aveva ragione


Visto si indaghi


di Marco Travaglio
(Giornalista)



da L’Unità del 4 settembre 2008


La notizia che la Procura di Milano intende indagare Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, per l’ipotesi di reato di concorso nell’aggiotaggio contestato a Ricucci e Consorte nelle scalate del 2005 non è nuova. Almeno per i pochi che si sono ostinati a tenersi informati.

Purtroppo, mai come nel caso di quest’indagine bipartisan, la politica s’è rivelata incompatibile con la verità delle carte.

Breve riepilogo. Il 20 luglio 2007 il gip Clementina Forleo chiede al Parlamento, su istanza della Procura di Milano, l’autorizzazione a usare 60 telefonate intercettate fra alcuni furbetti del quartierino e sei parlamentari, tre di Forza Italia (Cicu, Comincioli e Grillo) e tre Ds (D’Alema, Fassino e Latorre).

Di questi solo Grillo è già indagato, perché contro di lui pendono elementi diversi dalle telefonate.

Su Fassino, Cicu e Comincioli, nessun sospetto: le telefonate con le loro voci servono a corroborare le accuse a Consorte e a Ricucci, ma la presenza di quelle voci rende necessario - in base alla demenziale legge Boato - l’ok del Parlamento anche per usarle contro non parlamentari.
Restano D’Alema e Latorre, che per il gip Forleo potrebbero essere “consapevoli complici del disegno criminoso”: l’aggiotaggio contestato a Consorte per la scalata Bnl e a Ricucci per l’assalto al Corriere.

Dunque la gip chiede al Parlamento di autorizzarne l’uso a carico sia dei due furbetti, sia dei due politici.

La Casta insorge come un sol uomo, accusando la Forleo di aver abusato del suo potere, “scavalcando” la Procura nell’accusare due politici non ancora indagati.

Il pm Greco dichiara al Sole-24 ore che la Procura è sulla stessa linea del Gip: senza l’ok delle Camere, non si possono indagare due politici in base a telefonate non ancora autorizzate.

Ma contro la Forleo, abbandonata dall’Anm e costretta a difendersi da sola, continua l’iradiddio di attacchi culminati al Csm in un procedimento disciplinare e in una procedura per trasferirla.

Dal primo viene assolta, la seconda viene accolta a gentile richiesta della Casta, tant’è che oggi Clementina sta traslocando a Cremona.

Intanto le giunte di Camera e Senato autorizzano l’uso delle telefonate per Fassino e Cicu (che non rischiano di esser indagati) e salvano gli “indagabili” D’Alema e Latorre.

Per D’Alema si ricorre a un cavillo: siccome nel 2005 era europarlamentare, la richiesta va inoltrata a Bruxelles, dov’è ancora pendente in commissione.

Per Latorre il Senato, dopo dieci mesi di melina, decide di non decidere e rispedisce la richiesta al mittente. Cioè ai giudici di Milano.

Qui, a fine luglio, la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Gamacchio (Forleo assente per malattia) una nuova istanza al Senato per usare le telefonate di Latorre con Ricucci e Consorte “al fine di valutare la posizione del senatore Latorre”, visto che esse sono l’unica fonte per “l’innesco di una investigazione”.

Non si può indagare su Latorre finché il Senato non sbloccherà le intercettazioni.

Su Ricucci e Consorte, invece, l’ok del Parlamento non serve più in quanto nel frattempo la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge Boato là dove richiedeva il permesso delle Camere anche per le telefonate contro i privati cittadini a colloquio con parlamentari.

Il che dimostra che la Forleo era in perfetta linea con le richieste della Procura e non aveva scavalcato nessuno né commesso alcun abuso.

Sarebbe il caso che qualcuno le chiedesse scusa, a cominciare dal Pg della Cassazione e dal Csm che l’han cacciata in malomodo, trattandola come una mezza matta.

Ma soprattutto sarebbe il caso che il Senato accogliesse quanto prima la richiesta, consentendo alla Procura di fare le indagini necessarie a stabilire se Latorre abbia commesso reati o no.

L’interessato si rimette al voto del Senato, “qualunque cosa deciderà per me va bene”.

Eh no, troppo comodo.

La maggioranza l’ha il Pdl che, con la consueta e pelosa solidarietà di casta, tenterà di salvare Latorre perché una mano lava l’altra, cane non morde cane, oggi a te domani a noi.

Il Pd dovrebbe, per mostrarsi davvero alternativo, respingere il gentile omaggio sulla linea Prodi: “Nulla da nascondere, si indaghi pure”.

Un anno fa Veltroni dichiarò a MicroMega: “Fassino e D’Alema han chiesto alla Camera di autorizzare le intercettazioni che li riguardano. Dunque nessun limite verrà frapposto all’azione dei giudici”.

Dunque anche per Latorre il Pd chiederà il via libera del Senato, o è cambiato qualcosa?


17 commenti:

tanino ferri ha detto...

Dr.ssa Forleo,
so che preferirebbe che questo messaggio le fosse inviato dal Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Ma anche io sono il popolo italiano, ed io, anche se non ho mai dubitato di Lei,
Le chiedo scusa.

caesare ha detto...

E' davvero sconsolante vedere un magistrato solerte come la Forleo trasferirsi da una procura all'altra contro la sua volontà e sol perchè ha svolto con diligenza le proprie funzioni. Mentre un politico, di centro sinistra, in controtendenza con la posizione di Prodi che evidentemente no ha nulla da nascondere, si appella ad un parlamento eletto attraverso un sottoprodotto della legge Acerbo (invece di un unico listone, alle elezioni di oggi si presentano tanti listini più brevi).

Ciò significa che La Torre intende richiamare i suoi colleghi alla solidarietà di casta. Intende, in modo per nulla coraggioso, nascondersi dietro l’organo collegiale (la giunta per le autorizzazioni) del senato. Egli da rappresentante del popolo e di ciascun cittadino dovrebbe indicare la “corretta via” da seguire in casi siffatti. Tale via dovrebbe sicuramente prevedere il rispetto delle istituzioni repubblicane: quindi in primis della magistratura che sta svolgendo le proprie funzioni, ovvero indagare sul senatore; la funzione di senatore (che non è a mio giudizio una qualità, come indicato nel famigerato lodo alfano - Legge 23 luglio 2008, n. 124) in quanto risorsa pubblica va tutelata e quindi si dovrebbe fare il massimo di chiarezza sui cittadini che esercitano tale funzione pubblica.

Il senatore La Torre avrebbe dovuto immediatamente indicare al senato l’unica strada rispettosa dell’ordinamento repubblicano, avvero concedere nei tempi più brevi l’autorizzazione alle indagini. Invece che fa? Richiama il Senato della Casta (e non più della Repubblica) ad assolvere i propri obblighi di Fratellanza degli Illuminati: proteggere “l’iniziato” dagli inquisitori togati. Peraltro nessuno ha espresso il proprio voto per La Torre, uomo del Listone; perché allora egli dovrebbe dar conto delle proprie azioni al popolo o ad un organo preposto ad emettere giudizi in nome del popolo? Se mai La Torre dovrebbe dar conto delle proprie azioni al proprio partito, il quale ha deciso la sua presenza nel Listone in posizione utile. Noi (è un noi impersonale) abbiamo votato il Listone targato PD e dovrebbe essere il PD ha dar allora conto del comportamento dei suoi eletti. Ma gli organi del PD già si sono espressi, già hanno esplicitato la posizione politica da tenere in casi come questi: il presidente dell’assemblea costituente Prodi ha espresso con la propria posizione il massimo rispetto per la magistratura; Veltroni, segretario, più volte si è espresso per il rispetto delle indagini, per esempio nel caso Del Turco, suscitando peraltro tutte le ire di Galli della Loggia di cui il blog si è ampiamente occupato.

Allora Senatore della Repubblica Nicola La Torre, membro della commissione Giustizia, vogliamo rispettarle queste istituzioni repubblicane? Vogliamo rispettare l’indirizzo generale del PD; o forse gli aderenti a RED (corrente d’alemiana anti veltroniana) sono esenti dagli indirizzi generali del Partito.

Anonimo ha detto...

Buongiorno sono tornato a rileggervi.

prendendo spunto dalla notizia dell'unità, volevo porre una domanda a cheigestisce il sito (o chi può rispondermi)

Allora leggo, e si sapeva, del Trasferimento della Dr.ssa Forleo a Cremona.
La mia domanda è,

ma non bisogna aspettare l'esito del ricorso al TAR?

Oppure prima e COMUNQUE, un giudice (gip) viene spostato, poi se ha ragione torna?

Oppure Clementina ha rinunciato al ricorso?
perdonatemi se le domande sono "troppo" banali.

ma io non sono "pratico" ne di giustizia, ne di ricorsi.

Grazie Nicola

Nicola Saracino ha detto...

Per Nicola delle 11,27.

Il trasferimento è operativo, immediatamente.

Può essere sospeso solo dal Tar, se ricorrono gravi motivi.

Se il Tar, accoglierà il ricorso, eventualmente proposto, l'interessata dovrà tornare nella sede che le è stata tolta, con le sue funzioni.

Nicola Saracino

Anonimo ha detto...

Non si tratta di un "700", non bastano semplici "gravi motivi" !

Per la decisione di sospendere l'efficacia del provvedimento occorrono ENTRAMBI i requisiti del "fumus boni iuris" e del "periculum in mora".

Vorrei proprio vedere come si farà, qui, a sostenere che il danno dovuto al trasferimento è "grave" E "irreparabile" !

Il ricorso al TAR non andava neppure provato, ma siamo in Italia, quindi non si sa mai ... :)

Nicola Saracino ha detto...

Per l'anonimo delle 12,53.

Anche per il "700" è richiesto il fumus; è stata usata la formula "gravi motivi" solo per favorire la generale comprensione.

La ringraziamo comunque per la precisazione.

Nel resto le sue valutazioni appaiono alquanto immotivate ...

Nicola Saracino

Anonimo ha detto...

Da Nicola


Grazie per intanto al mio "omonimo" per l'informazione e grazie da parte mia anche a:
Anonimo delle 12.53.

Al quale chiedo un chiarimento
...Vorrei proprio vedere come si farà, qui, a sostenere che il danno dovuto al trasferimento è "grave" E "irreparabile"!


probabilmente ho capito male, ma letto così (come l'ho capito io) sembra dire che:

- Noi sosteniamo che il trasferimento è giusto perchè il fatto è grave e irreparabile -

Io in realtà, sostengo l'esatto opposto, e vengo a spiegarmi

Per me la Dr.ssa Forleo non solo non ha fatto niente, di quello che gli viene attribuito, ma avrebbe avuto dover ricevere perlomeno un grazie.

Io comunque spero che la Forleo
RESTI A MILANO

Anonimo ha detto...

Le mie "motivazioni" non erano parte di alcuna "comparsa", caro Dott. Saracino.

Volevo soltanto avvertire che non vedo alcun'astratta possibilità che "passi" una sospensiva al TAR (quale sarebbe il pregiudizio IRREPARABILE ?) ma, come Lei mi insegna, non si sa mai, non essendo il diritto una scienza esatta. Specialmente in Italia :)

Nicola Saracino ha detto...

Per l'anonimo delle 17,21.

Neanche la mia precisazione era un capo di sentenza :-)

In ogni caso la sua replica mi spinge ad osservare che quello dell'inamobvibilità del magistrato è un valore costituzionale molto importante; se si ravvisasse un uso illegittimo del trasferimento non sarei così sicuro che non si debba ravvisare anche il pericolo di compromissione di quel valore.
Ed un magistrato è pienamente legittimato a difenderlo.

Nicola Saracino

Anonimo ha detto...

Caro Nicola, omonimo del Dott. Saracino,

La questione, se non ho capito male, sta in questi termini:

1) La Dott.ssa Forleo vorrebbe che il trasferimento fosse annullato, pertanto avrebbe fatto ricorso al TAR.

2) Il TAR prima di decidere nel merito (dopo 10 anni e più, talvolta ...), può adottare provvedimenti di "sospensiva", con i quali, appunto, "sospende" l'efficacia dell'atto impugnato.

3) Nella fattispecie, la Dott.ssa Forleo chiederebbe, o avrebbe già chiesto, se non ho capito male, al TAR l'annullamento dell'atto di trasferimento, nonché, in via cautelare, la "sospensione" della sua efficacia in attesa della sentenza definitiva di merito.

4) Avevo detto, a riguardo, soltanto che non mi sembrava ricorressero i presupposti per la concessione della sospensiva, che sono, oltre alla apparente fondatezza del ricorso (fumus boni iuris):

I) Da un lato che il provvedimento del quale si chiede la sospensiva importi un pericolo di danno GRAVE (e dov'è la gravità?);

II) Dall'altro lato, che il provvedimento del quale si chiede la "sospensiva" importi un pericolo di danno IRREPARABILE (e dov'è l'irreparabilità?).

ENTRAMBI questi presupposti debbono, inoltre, COESISTERE: non ne basta uno solo.

Tenga poi conto che al TAR le sospensive vengono di solito concesse "con il contagocce".

In sintesi, è molto difficile che il TAR conceda una sospensiva. Però è anche vero che nessuno, a maggior ragione in Italia, può anticipare con precisione un giudizio. Quindi, in bocca al lupo !

Vittorio Ferraro ha detto...

Dott. Saracino, il rischio di un uso illegittimo del trasferimento del singolo magistrato - in considerazione della preannunciata e sicura modifica dell'art. 104, comma 4, della Carta Costituzionale -, in futuro, purtroppo, potrà diventare sempre più comune.

Ridurre in minoranza la componente della Magistratura in seno al C.S.M. ( si prevede a 1/3) è un brutto segnale di pericolo, nel senso da Lei prospettato: visti i poteri che la Costituzione assegna al CSM: di assunzione, di assegnazione, di trasferimento, di promozioni, e provvedimenti disciplinari.

Concordo con Lei quando afferma che l'eventuale uso illegittimo del trasferimento finirebbe con il compromettere il valore della inamovibilità del magistrato.

Non a caso, aggiungo, questo principio è posto all'inizio del primo comma dell'art. 107 della Carta!

Anonimo ha detto...

Si, ma noi fans della Forleo, cosa dobbiamo rispondere? "Crepi il lupo?" O "Lunga vita al lupo?"
b

Anonimo ha detto...

Ti assolvo ma ti trasferisco lo stesso.
"Davanti al Giudice Amministrativo può venire in considerazione non solo la violazione di legge, ma anche l'eccesso di potere, il quale, denunciato in alcune delle sue figure sintomatiche, consente al giudice un penetrante sindacato sul provvedimento di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale".(C:Cost.457 02)
Se vogliono, possono tutto.
Alessandra

Nicola Saracino ha detto...

Per Alessandra delle 11,50.

Gentile Alessandra, noi cerchiamo di parlare "facile" affinché tutti comprendano.

L'eccesso di potere, al pari dell'incompetenza e della violazione di legge, sono i classici difetti dell'atto amministrativo ricompresi nel generico concetto d'illegittimità al quale ci siamo riferiti.

Il nostro timore è che un eccesso di tecnicismo restringa la platea delle persone che capiscono ...

Detto questo la sua precisazione è pertinente.

Nicola Saracino

Anonimo ha detto...

Il Dott. Saracino ha ragione.

L'eccesso di potere è sempre stato un escamotage per censurare il merito dell'atto, con l'elaborazione delle c.d. "figure sintomatiche", ma ciò non toglie che si tratta pur sempre di un sindacato di legittimità e di un processo eminentemente scritto, per giunta con notevolissime limitazioni dal punto di vista probatorio, nonostante le recenti riforme.

Anonimo ha detto...

da Nicola

grazie Anonimo del 8 settembre 2008 18.46
adesso mi è chiaro, grazie veramente perchè è stato molto esaustivo.

e a tal proposito, vorrei anche aggiungere:

Alessandra scrive:
...consente al giudice un penetrante sindacato sul provvedimento di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale".(C:Cost.457 02)
Se vogliono, possono tutto.
Alessandra

e Nicola Saracino riprende,
...Gentile Alessandra, noi cerchiamo di parlare "facile" affinché tutti comprendano...

ecco vero!
io poi sono molto ignorante in materia, ma vi leggo mooolto volentieri.
certo non vi rompo sempre le scatole per tutte le delucidazioni che avrei bisogno.
Però se considerate (in generale) che io, e spero di non essere il solo, che c'è anche qualche "semplice cittadino" che vi legge, quando scrivete aiutatcei a comprendervi.

Grazie ancora a tutti (non c'è alcun intento polemico nella mia richiesta sia chiaro)

Francesca ha detto...

Debbo dirvi che io la vicenda dell'autorizzazione a procedere nei confornti di Latorre, D'Alema e Fassino la sapevo in modo diverso, tanto piu' che mi pare che le vicende nel frattempo accadute abbiamo fatto guadagnare un anno prezioso ai possibili indagati (e parallelamente perdere un anno alle possibili indagini su di loro, capaci di allontanare qualunque sospetto da loro oppure, nel caso fossero emersi elementi a loro carico, farli giustamente rinviare a giudizio).

La commissione per le autorizzazioni a procedere a suo tempo, un anno fa, diede il via libera per Latorre (D'Alema, con gli avv.ti Calvi e Rossi oppose la competenza del Parlamento Europeo, slavo oggi negare il suo consenso alla audizione finalizzata all'esame della sua pratica, un anno dopo...).
Immediatamente dopo le Camere si sciolsero per effetto della nota protesta Mastella, con la conseguenza che il giudizio della Commissione per le autorizzazioni si consolidava cosi', non essendo piu' in carica il Senato. Dunque si sarebbe potuto dar seguito gia' un anno fa alla iscrizione (qualcuno piu' esperto di me mi dica se sbaglio, per favore).
Perche' oggi viene riprodotta la stessa istanza (per di piu' da altro GIP giusto nel periodo della assenza della Forleo per malattia, visto che e' ancora in servizio a Milano, non avendo il Ministro ancora firmato il decreto, viceversa firmato per De Magistris)?
Quale passaggio mi sfugge?
Voglio dirvi che, cogliendo il suggerimento di qualche frequentatore del blog, ho letto "Gli Impuniti" di Pamparana, libro che, al netto della dichiarata partigianeria per questo governo, offre molti spunti di riflessione su come vanno le cose quando si lambiscono i poteri forti, di qualunque "parrocchia" siano.
Ho poi letto il memoriale di Calcara, pubblicato da Salvatore Borsellino sul suo blog 19luglio1992. Pur nel suo carattere a volte visionario, il documento e' sconvolgente, specie se raccordato a molti altri documenti che ci e' toccato di leggere in questo ultimo periodo. In piu', chi scrive e' stato ritenuto attendibile da chi ha seguito le orme di Paolo Borsellino.
Non si puo' fare finta di non sapere; e comunque nessuno poi potra' dire di non aver saputo.