«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
.

giovedì 25 settembre 2008

Il governo Berlusconi e la giustizia: se non fosse una tragedia, sarebbe una farsa.




Il governo è sempre più impegnato a riformare la giustizia, nell’interesse … proprio. Ossia a riformarla perché sia sempre più INefficiente e più INgiusta. Il resto sono chiacchiere e propaganda demagogica.



di Liana Milella
(Giornalista)


da Repubblica.it del 25 settembre 2008


Giustizia, nuovo blitz del Pdl in arrivo l’immunità per i ministri.

Dopo il lodo Alfano, pronto il lodo Consolo per salvare Altero Matteoli.
Il parlamentare, che è anche legale del ministro, ha preparato un apposito ddl.
Il responsabile delle Infrastrutture è sotto processo per favoreggiamento a Livorno.


Roma - Un lodo Alfano per il premier Silvio Berlusconi. Per bloccare i suoi processi Mills e Medusa. Quello è già fatto. È alle spalle.

Adesso serve un lodo Consolo per il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, di cui Consolo è pure avvocato.

Aennino il ministro, aennino il proponente. Tutto in famiglia. Com’è stato per il lodo Alfano.

Uno scudo protettivo per fermare i processi alle alte cariche dello Stato fresco di pochi mesi.

Un disegno di legge, pensato e scritto dal deputato Giuseppe Consolo, affidato alle cure del capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, nelle prossime “priorità” della commissione Giustizia della Camera.

Una nuova porta aperta verso il definitivo ripristino dell’immunità parlamentare in stile 1948 per tutelare e mettere al riparo chi è già nei guai con la giustizia.

In comune con il lodo Alfano la solita norma transitoria, quella che disciplina l’utilizzo di una legge, e che, anche in questo caso come per tutte le leggi ad personam, stabilisce che il lodo Consolo “si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge”.

Giustizia di casa nostra per tutto il governo Berlusconi.

Stavolta per i suoi ministri.

Per Matteoli in particolare, visto che a Livorno c’è un suo processo per favoreggiamento.

Ma vediamo prima la proposta e poi la persona e il processo a cui si applica.

Che si va a inventare Consolo per il suo cliente? Una leggina, due articoli in tutto, che rivoluziona le regole costituzionali per i reati ministeriali, quelli commessi da soggetti che sono, o sono stati, ministri. Un giochetto facile facile.

Rendere obbligatoria la richiesta di autorizzazione anche per i reati che, a parere del tribunale dei ministri, non meritano una copertura ministeriale e quindi, stando alle norme attuali, devono essere valutati e investigati dalla procura. Se, a parere dei pm e dei giudici, il delitto è stato commesso, il soggetto va a processo come un normale cittadino.

Eh no, questo a Consolo non sta affatto bene.

Anche perché c’è giusto il suo compagno di partito e legalmente assistito, il ministro Matteoli, ex capogruppo di An al Senato nella scorsa legislatura, e prima ancora ministro dell’Ambiente, che nel 2005 viene messo sotto inchiesta dalla procura di Livorno per aver informato l’allora prefetto della città Vincenzo Gallitto che c’erano delle indagini sul suo conto per l’inchiesta sul “mostro di Procchio”, un complesso edilizio in costruzione a Marciana, nell’isola d’Elba.

Il tribunale dei ministri del capoluogo toscano decise che quel reato non aveva niente a che fare con la funzione di ministro ricoperta da Matteoli e rispedì le carte alla procura. Matteoli non si dette per vinto.

Divenuto nel frattempo senatore convinse la Camera a sollevare un conflitto di attribuzione contro Livorno per la “ministerialità” del reato.

La Consulta lo considera ammissibile e dovrà pronunciarsi.

Nel frattempo il processo è congelato. Adesso Consolo lo vuole ibernare definitivamente.

Nel giorno in cui il Guardasigilli Angelino Alfano, alla Camera, strizza l’occhio all’opposizione, in particolare ad Antonio Di Pietro, e dice che si può “aprire un confronto su norme che vietino la candidabilità di persone che siano state condannate con sentenza passata in giudicato” e mentre il Senato, all’opposto, blocca la richiesta di arresti per il pidiellino Nicola Di Girolamo, ecco che si materializza il lodo Consolo, presentato per tempo l’8 maggio 2008, ma rimasto tra le proposte da valutare in commissione.

All’improvviso esplode l’urgenza.

Con una legge che mette sullo stesso piano chi è ministro e ha commesso un reato nell’ambito delle sue funzioni, e quindi, in base all’articolo 96 della Costituzione, gode di una parziale tutela in quanto spetta alla Camera o al Senato dare il via libera all’indagine, con chi invece è pur sempre ministro, ma ha commesso un delitto nelle vesti di normale cittadino.

Consolo pretende che il tribunale dei ministri trasmetta il fascicolo “con relazione motivata al procuratore della Repubblica per l’immediata rimessione al presidente della Camera competente”.

Una surrettizia autorizzazione che verrebbe garantita a un comune cittadino giudicabile per un reato commesso in coincidenza con la funzione di ministro, ma al di fuori del suo lavoro di membro del governo.

Un’indebita protezione ad personam, una sorta di invito a delinquere, perché tanto le Camere, come la storia cinquantennale dell’autorizzazione a procedere dimostra ampiamente, sono sempre pronte a negare ai giudici la possibilità di indagare.

24 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma dico... come si fa ad attaccare così i Membri del Governo, e/o addirittura lo stesso Presidente, proprio nel momento in cui la cammorra, la 'ndrangheta e la mafia (con il loro esercito di straccioni imbottito di alcol e droga, come dice Saviano) gli hanno dichiarato guerra?
Caro Saviano, una vera lotta alle mafie deve cominciare col rifiuto della protezione da parte di uno stato che non ha mai voluto superare le stesse mafie.
Forleo e de Magistris, che i libri sul "sistema italia" li fanno scrivere agli altri, hanno dichiarato di voler rinunciare alla scorta.

Anonimo ha detto...

Se non fosse tutto vero, si potrebbe pensare di assistere a una pochade per deliziare il tempo degli italiani.
In questa vicenda mi sembra che non sia violata solo la costituzione, ma soprattutto la dignità dei "normali" cittadini, discriminati dalla casta in un modo tale da poter essere considerati ormai sudditi a tutti gli effetti.

LEX

Anonimo ha detto...

Sì, sarà anche vero quello che dice la giornalista di "Repubblica", sarà vero tutto ... ma credo che ai cittadini interessi maggiormente avere un sistema giudiziario efficiente, piuttosto che un sistema idoneo a perseguire il premier.

Vedete, chi ha una causa civile pendente da diciassette anni in primo grado quasi quasi si "incavola" a sentir sempre parlare dei soliti noti e mai di come rimediare, in generale, allo sfacelo del processo civile.

Questi interventi, in questo contesto, potranno trovare il plauso incondizionato di alcuni, ma non certamente quello dei milioni di persone che hanno cause pendenti da anni e anni in Tribunale.

Credo che se le varie maggioranze che hanno preceduto quella attuale avessero provveduto ad una seria riforma nel senso dell'efficienza del processo civile, oggi le critiche della giornalista avrebbero un'accoglienza migliore da parte di chi non scrive ogni giorno sui blog e non ha tessere di partito in tasca.

Nel nostro contesto, perseguire il premier e dedicare la maggior parte dei servizi giornalistici sulla giustizia soltanto a questa circostanza è come costruire un tetto dorato ad una palafitta costruita su una palude, la palude della giustizia con la "g" minuscola dove vivono tutti gli altri italiani.

Anonimo ha detto...

"Uguale per tutti", grazie per aver ripreso l'articolo di Liana Milella tratto da La Repubblica; c'è veramente bisogno che notizie del genere rimbalzino sulla rete.
Credo che una simile esigenza sia ancor più forte oggi, che la notizia del diniego dell'autorizzazione all'utilizzo delle misure cautelari sul senatore De Girolamo è introvabile: una riga nell'articolo de La Repubblica da voi pubblicato sul blog, un breve comunicato sul sito dell'Italia dei valori, e poco altro. Gli altri grandi giornali tacciono.
Per ora il resconto più completo l'ho trovato su: http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/11006/2008-09-25.html, cui rimando.

Quanto al c.d. e probabilmente futuro Lodo Consolo, se è vero che la speranza è sempre l'ultima a morire, la mia è che il Parlamento commetta ancora una volta, come fece nel 2003 con il Lodo Schifani e come ha replicato quest'estate con il Lodo Alfano, l'errore di approvare il testo come legge ordinaria, rendendolo pertanto ee anche per ciò solo suscettibile di dichiarazione di illegittimità costituzionale da parte del Palazzo della Consulta.
A prescindere dal fatto che il tentativo riesca, l'impressione è che a Roma tutte le strade portino all'impunità.
Stefano Marras - Sassari

Anonimo ha detto...

Non riesco più a trovare le parole per esprimere il mio sdegno, soprattutto mentre apprendo dal sito di Antimafia2000 che il PM Nino di Matteo è stato vittima di un grave atto intimidatorio. Ma già, invece di proteggere i fedeli servitori dello Stato sovraesposti e di fare qualcosa per rendere più efficace la lotta contro la criminalità organizzata, loro sono troppo impegnati a scrivere leggi per rendersi immuni e per poter continuare a delinquere indisturbati, mentre buona parte della popolazione assiste a questo allucinante spettacolo senza reagire, come un branco di pecore. Come i Campani cui si appellava nel suo recente articolo Saviano, comincio a pensare che gli Italiani siano irredimibili. Scusate lo sfogo.

Irene

Gennaro ha detto...

Siamo veramente nel ridicolo,spero solo che questa bufera abbia fine al più presto. Buon lavoro a tutti

Vito D. ha detto...

E'difficile pensare ad una giustizia più inefficiente di quella attuale, quindi ogni tentativo di riformarla va valutato in tutti i suoi aspetti e non in un'ottica semplicemente antiberlusconiana di cui il paese è francamente stufo

Cesare ha detto...

non riesco a capire...mi sforzo, ma non riesco proprio...ma coloro che scrivono qui "...ma smettiamola di prendere di mira Berlusconi (anche se qua ci si sta allargando a macchia d'olio), i problemi sono nel funzionamento della giustizia, ecc..." come fanno a non rendersi conto che la situazione è il frutto di questi atteggiamenti? che tutte le modifiche che i parlamenti ma soprattutto i governi Berlusconi hanno introdotto nel sistema giustizia (centinaia!) non fanno che favorire pochi a scapito di tutti gli altri? che il blocco di procedimenti nei loro confronti ha conseguenze anche su tanti altri? che è questo che impedisce di avere una giustizia efficiente, anche solo per il fatto di NON occuparsi delle vere problematiche? oltretutto non si accorgono nemmeno che in qs caso sono coinvolti ALTRI politici...è assurdo. tranquilli cmq...tra poco non sarà nemmeno possibile discuterne quindi...

Anonimo ha detto...

La corruzione e il metodo mafioso sono sempre più una prassi diffusa, una "componente della normalità italiana", come le definisce ad esempio Scarpinato nel suo ultimo libro (Il ritorno del Principe), "..espressioni di un modo antico di esercitare il potere (...)basato sul controllo di pochi sui molti, che tracima spesso nell'abuso organizzato dei pochi ai danni dei molti, producendo ingiustizia e sofferenza sociale."
Analizzando la storia non possiamo che giungere alla medesima conclusione. Così, se la giustizia non funziona è perchè il "Principe"(con tutta la sua compagine come lo chiama Scarpinato, non vuole che funzioni. Fortunatamente con alcune eccezioni, brevi periodi dove sono state le minoranze a fare la differenza, si pensi ai partigiani, ad esempio, o alla stessa Costituzione.
Questa è la speranza a cui possiamo aggrapparci, così come possiamo solamente difendere e "lottare" per la ns Costituzione,i ns diritti e l'uguaglianza dei cittadini (principio fondamentale per una democrazia reale!)"restistendo" come già allora ci esortava il Borrelli.
Ricordando ciò che disse P.Calamandrei parlando della Costituzione nel suo discorso: ".. ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta."

Francesca ha detto...

Non riesco a capire fino in fondo il senso dell'intervento dell'anonimo delle 11.30, certo per mia manchevolezza.
Forleo e De Magistris non hanno rifiutato le scorte,; la Forleo ha espresso una ben precisa perplessita' ed un timore fondato in un momento particolarissimo della sua vicenda e per ragioni assai circostanziate.
Ne' i due magistrati fanno scrivere ad altri i libri sul sistema Italia; essi hanno scritto atti del loro ministero in cui viene descritto chiaramente un "sistema" che non e' propriamente quello divisato dalla legge.
Saviano e' protetto dallo Stato; e' giusto che anche due servitori esemplari ( non credo che nessuno piu' dubiti di questo ) lo siano, anche in considerazione delle gravissime minacce che hanno ricevuto ( qualcuna purtroppo anche andata a segno).
La giurisdizione e' funzione importantissima per uno Stato democratico e non si puo' pensare che sia diversamnete "intesa" nei vari soggetti fra i quali e' diffusa.
Quando opera bene da' risultati pregevoli e rende i cittadini piu' sicuri.
Non possiamo rassegnarci a ricevere nulla di meno di cio' che ci spetta dal suo corretto esercizio.
E francamente, questa dilagante fuga dalla giurisdizione, specie perche' propugnata dai massimi esponenti ndelle istituzioni, non e' proprio un gran bel segnale.
Se poi, nonstante sia spudorata a tal punto, non desta alcuna indignazione, nessuna protesta (quando e' davvero rivoltante), questo, non altro, deve preocurare allarme sulla tenuta democratica del nostro Paese

Pietro Gatto ha detto...

Caro Anonimo delle 12,51

mi pare di capire che lei ha una causa civile pendente in primo grado da 17 anni.

Cosa dire? Che è uno scandalo, punto.

Ciò posto, davvero non capisco il ragionamento che la porta a prendersela non con chi sta al potere, ma con la giornalista che bacchetta proprio quel potere il quale, invece di impedire che cause come la sua si protraggano per 17 anni, è tutto indaffarato a risolvere i propri problemi giudiziari. Prima le alte cariche, adesso anche i ministri.

Un sistema, come dice lei, 'idoneo' a perseguire il premier, non mi sembra una cosa sbagliata. È un sistema che fa proprio il principio di uguaglianza.

Non vedo neanche alcuna contraddizione tra un sistema giudiziario efficiente e un sistema idoneo a perseguire il premier. Direi anzi che un sistema giudiziario efficiente assicura speditezza nei procedimenti, anche in quelli nei confronti del premier.

Si parla dei soliti noti per evidenziarne i soprusi. Lei dovrebbe essere il primo ad indignarsi. Ma chissà perché, se la prende con la giornalista.

Lei ha ragione a dire che quelli di prima non hanno fatto molto in tema di giustizia. Dunque?
Ciò non giustifica che quelli di adesso possano sentirsi legittimati a non fare nulla allo stesso modo. Altrimenti, la prossima volta, chi dobbiamo votare?

Francesca 2 ha detto...

Ve ne racconto un'altra, fresca di giornata.

La Cassazione ha respinto il ricorso dei proprietari di Marinagri che invocavano il dissequestro della milionaria struttura turistica costruita con fondi pubblici e venduta (pare che si continui ancor oggi...) con profitti privati, al centro della indagine Toghe Lucane.
Anche il S. P.G. della Cassazione aveva concluso per l'accoglimento della richiesta dei proprietari (sarebbe interessante leggere in base a quale argomentazione, visto tutto quello che c'e' scritto nell'avviso di conclusione delle indagini).
La Cassazione ha mantenuto fermo il sequestro cautelare anche dei fondi (un fiume di soldi pubblici) pronti a finire sui conti correnti della societa' proprietaria.
La notizia e' di stamani.
Ma nessuno ne parla, ne' l'ANSA, nemmeno quella locale che pure aspettava con...ansia il responso, ne' altri siti di informazione.
Sara' forse perche' rappresenta un altro punto a favore delle tesi sostenute dal "cattivissimo" De Magistris?
Stavolta qualcuno dovra' dare qualche spiegazione, visto pure il silenzio calato sulla monumentale richiesta di archiviazione delle accuse contro De Magistris presentata in giugno dalla Procura di Salerno.
Solo La Voce delle Voci ne ha parlato diffusamente nel numero di settembre (a proposito, il mensile ha cominciato la pubblicazione dell'elenco di tutti gli oltre 24.000 massoni italiani noti; la prima puntata ce l'ha fatta ad uscire, le altre chissa'....).
Vox clamans in deserto!

Anonimo ha detto...

Per Cesare:

1) Quando hanno introdotto il nuovo rito penale e hanno cominciato a cambiarlo ogni giorno Berlusconi non era ancora in politica;

2) Quando Catanzaro passava il 99,7% dei candidati all'esame da avvocato mentre a Milano passava solo il 5% Berlusconi non era ancora in politica;

3) Quando hanno abolito le Preture e dato cause di 3 milioni (di lire) ai giudici di Tribunale, comletando così la crisi della giustizia civile, Berlusconi non era in politica ...

Devo continuare ?

Anonimo ha detto...

Per anonimo delle 22.59.
Feramati, per favore!
Non vorrei che continuando arrivassi a dire che era presente, invece, nel commando che ha falciadato ben 7 persone l'altro giorno a Castelvolturno!
E così, perdere la nostra causa!
b

Anonimo ha detto...

Avrei un idea: anzichè fare continui piccoli passi per smantellare la Giustizia in Italia, perchè non abolirla immediatamente per legge?
Tanto agli italiani non interessa un bel niente di quello che succede al di fuori dalla propria porta di casa.
Rita

Mauro ha detto...

22 ANNI per il 1° grado------Giusto non sparare sul/la "pianista"...ma qualche spronante frecciatina non farebbe male. Nel senso (buon) che nonostante le procure si siano blindate - e la Boccassini che invitava i suoi body guard a usare "anche" maniere "pesanti"contro i "cani da guardia" ( per avvicinarmi al mondo anglo(dell'avv. Gatto)-americano, da noi Montanelli preferiva "guardiani pubblici")che la tallonavano e l'incalzavano con domande scomode sui potenti, s,intende!, tutto il giornalismo ruota attorni a questi; una esigua minoranza, e ancor meno i loro processi, mentre . appunto - non si parla dei 10 milioni di "comuni mortali" che comprende chi si becca una sentenza dopo 17 anni (giustizia denegata, a presindere dall'esito!).

Se possa giovare aggiungo che la mia ne aveva 18 (e con che spirito, "laico", che entusiasmo, che aspettativa si può far ricorso?), e magari - di più effetto - 22 e con udienza in appello il 2011...dell'avv. Petrullo, cons.re com. di An a Potenza e in tempi di mastelliana memoria, nondimeno di Castelli..."in aria" o di "Al...fini" attuali.
Ora, dopo decenni, esperiti tutti i tentativi, esaurite - come in un gioco - tutte le toto-combinazioni possibili, bisogna trovare altre soluzioni...dal "basso"...invertendo la rotta. Anche perché ci siamo rotti...più delle Toghe. Che nemmeno m'illudono e/o m'incantano (come per Marinagri) quando la Cassazione mi rassicura che magistrati e sentenze (dopo averle, accuratamente, lette, s'intende) si possono criticare o addirittura censurare (ai primi di luglio 2004, ma guarda caso si trattava di un avvocato "reo" di aver scritto una lettera poco affettuosa a un Pm; come avvocato era il beneficiato della 2690/04 cui gli viene riconosciuto il danno "esistenziale" - ma se è di routine per un avv.? - causato da "stress da multa") o addirittura un giudice che accoglie la richiesta di 120 avvocati che lamentavano dei tempi inaccettabili, che apportano danni quantificabili, poi riconosciuti e risarciti!

Ma veniamo ai giornali...sti. La dice lunga il pres. Cossiga, quando 6 anni fa sulla perquisizione alla Sarzanini ci tenne a dire che l'avrebbe sempre "assolta" qualora - trattasi di violazione di segreto d'ufficio o istruttorio - non fossero congiuntamente "condannati"gli stessi operatori giudiziari e di polizia. Poi se la prende con il Corriere...che ha come portavoce un "giustizialista" quale V. Grevi e per attaccare i Csm e alcuni giudici costituzionali (gli "amici" Onida, Zagrebelski e Flich...la cui nomina ha gettato un'ombra sulla Corte...)...suscitando perplessità nel direttore (f.de b.).

Non ne esce bene, del tutto, nemmeno il coraggioso Carlo Vulpio che parlando e ricamando sulle Toghe lucane, per esempio non ha ricordato di un precedente - da lui riportato sul Corriere 2 anni fa - significativo e di aggancio all'inchiesta De Magistris che riguarda uno sconcio edilizio del figlio ma che la madre, da ex pres. del tribunale l'ha difeso e giustificato; a meno che le accuse di Vulpio non fossero infondate: non mi pare, se l'obbrobrio nei Sassi (?) lo si vede da un miglio.

Il dott Bruno Tinti afferma che la giustizia non lo si può più ammalare, essendo già morta! Però, in tv, un genitore assetato di giustizia, gli replica e gli dice, ma lei per 40 anni cosa ha fatto, dov'era?
E quindi cosa si può fare ora, con le risorse e mezzi disponibile se non attivarsi di più e impegnarsi a migliorare l'organizzazione, copiando modelli già funzionanti (come a Torino, a Bolzano...bravo Tarfusser, che si muove col Mercedes sequestrato alla malavita...encomiabile Giuseppe Spadaro che , in Calabria circa 15 anni fa, il primo giorno che prende in consegna l'ufficio assegnatogli con 1600 fascicoli arretrati, convoca lo staff e invita - senza alcuna pretesa - a darsi da fare per ridurre il fardello (che non ti lascia lavorare tranquillo)...e in un anno smaltisce 1200 pratiche. (razionalità, efficienza ed economicità).

Ai Giornali...sti: affollare le aule giudiziarie per contattare uno per uno gli utenti (più che altro forzati, pochi per scelta spontanea) e trascrivere le loro disavventure vessatorie (irrazionali, di inefficienza e antieconnmiche)facendo nomi e cognomi...visto che i presidenti e procuratori (separati in casa? anche se il Pc e il presidente, concittadini, viaggiano, per "risparmiar...si", insieme con la stessa auto? E poi whi not anche a carriere separate (utopia): chi potrebbe impedirlo?

Nel frattempo nel microcosmo della giustizia che sta nel Cono d'ombra succede di tutto e di più, ma che non ha nulla a che vedere con mancanza o scarsezza di fondi! Mi dicono che: paga chi ha diritto al "gratuito ptrocinio" (mentre l'avv. Gatto ci fa sapere che la ricca Inghilterra in merito è di manica larga!); l'Agenzia delle Entrate chiede somme (con sanzioni e interessi?) relative a una "sentenza" che nessuno ti ha comunicato e prima ancora un uff.le giuda., in compagnia di un'altro, veniva a fare l'elenco dei mobili senza alcuna autorizzazione, infatti non ti lascia nemmeno un pezzo di carta compreso un verbale di contestazione; poi un g,e ti avvisa cvhe in giorno tale c'è udienza...puntuale non si presenta la parte attorea; l'agente delle vendite ti fa notificare che il giorno x verrà....., al telefono dice di avere l'atto del giudice, la cancelliera l'ultima volta aveva scritto di suo pugno sul foglio del 1° e unico avviso che l'udienza era stata, ed è!, fissata per il 24 ottobre, però 15 giorni fa, un'altra dà fotocopia di un' udienza che s'era tenuta in aprile (presente solo l'avv. sempre "latitante"?)come risulta da altro foglio della 1° udienza del 25/01/08; IL G.E. "nessuna delle parti è comparsa (? il soccombente, un metro e 80, circa 90 kg che ha contestato e polemizzato in presenza di 2 amici avvocati e l'aula gremita, è nessuno?!), visto l'art.631 C.P.C.( a mano, caratteri invisibili e illeggibili, con logica scontata, "leggo": "rinvia all'udienza del 03/04/08, i numeri a caratteri cubitali). Ora se l'udienza è "nulla", e non si comunica a voce alla parte "invisibile" la data della prossima e poi si cita un art. che detta l'obbligo dell'avviso scritto...? "roba nostra" - questa sì di cui parlare, caro Vulpio - da tribù accampata e non da paese civile (ex culla del diritto, surclassati dagli inglesi che venivano a scuola da Beccaria, più di 200 anni fa)...con un Presidente che firma atti "incostituzionali". Mauro C.

Luigi Morsello ha detto...

Dai commenti che leggo, alcuni decisamente sopra le righe o del tutto insufficienti, sembra si possa dedurre che lo smantellamento della giustizia abbia avuto inizio in epoca pre-berlusconiana.
Si cita, a mio giudizio a spoposito, il nuovo codice di procedura penale (anno 1988, entrato in vigore un anno dopo) dimenticando che il precedente era del 1931 e prevedeva il metodo inquisitorio e la formazione della prova nel segreto dell'ufficio del giudice istruttore.
Si riferisce, ed è vero, che poi il codice di procedura è stato continuamente stravolto da leggi 'ad hoc', anch'esse pre-berlusconiane.
Per quanto mi risulta le modifiche sono iniziate 10 anni dopo, Berlusconi era già 'sceso in campo' (ne avremmo volentieri fatto a meno).
In realtà la reazione della Casta è successiva all'abrogazione della immunità parlamentare, che si sta tentando d reintrodurre e conseguente alla "primavera di Praga" italiana: la stagione di MANI PULITE, che il potere politico-finanziario-mafioso si trovò del tutto impreparato a fronteggiare.
Ma durò poco.
Se poi qualcuno di lor signori compra il libro-inchiesta di Lodato e Scarpinato "Il ritorno del principe" allora forse, sottolineo forse, si perdebbero tante illusioni, come le avevo già perse io e adesso questa perdita sta diventando irreparabile.
Leggete un po' di più e pensate prima di scrivere e di congratularvi.
Il solo fatto che scrivete sui blog (eppure questo è autorevole) è la prova che siete, siamo dei sudditi e non più cittadini.
E' un po' come per il tifo per gli atleti, specie i calciatori: loro prendoono un sacco di soldi e voi (io non più da decenni) vi marcite il fegato quando la squadra del cuore perde.
Siamo seri !

Anonimo ha detto...

Lei, caro Morsello, non era forse ancora dipendente pubblico quando ci furono le modifiche pre-berlusconiane ? Se il Suo settore era la pubblica sicurezza, come immagino, dovrebbe saperne abbastanza.

Altrimenti, mi scusi, ma voglia prestare egualmente attenzione a quello che Le dico.

Parlo soprattutto della fine delle Preture e del conseguente caos nei Tribunali, diventati giudici di primo grado.

Lei, evidentemente, non ha mai dovuto scrivere una sentenza complessa in materia civile, anche se il valore della causa era soltanto pari a 1.800 Euro.

E Lei forse non sa che la complessità di una causa, nel senso della voluminosità del fasicolo e della lunghezza dei verbali da decrittare, non è sicuramente data dal suo valore !

Ora, se Le dico che esistono giudici addetti al civile in certe sedi del centro-nord che hanno anche 1.200 cause civili (e più) sul ruolo, e se Le dico che quasi la metà di queste cause potrebbe essere decisa da un giudice di rango inferiore, com'era una volta il Pretore, credo di aver detto abbastanza sulla crisi della giustizia !

Voglia infine spiegarmi, per favore, cosa c'entra questo problema con Berlusconi, visto che le Preture hanno cessato d'esistere sotto uno dei tanti governi della sinistra, precisamente nel 1998.

E' una banalizzazione forse non del tutto disinteressata voler distogliere l'attenzione dal complesso dei problemi della giustizia soltanto per attaccare "'o gobbierno".

Difatti questo governo prima o poi cadrà, se non altro di morte naturale. Sarei curioso di sapere cosa diranno allora, nonché a chi daranno la prossima volta la "colpa" se la giustizia italiana sarà ancora al suo meritatissimo 155° (centocinquantacinquesimo) posto nel mondo !

Luigi Morsello ha detto...

Non rispondo ad un anonimo che vuole restare tale, se non per dirgli che non conosce nemmeno il dialetto.

Luigi Morsello ha detto...

Vi invito a leggere quanto Bruno Tinti ha scritto sul suo blog, a questo link: http://www.chiarelettere.it/post/2038819.html
Così qualcuno ci penserà bene, prima di scrivere, che cosa scrivere.

Anonimo ha detto...

Le rispondo comunque: il dialetto ha varie inflessioni locali, tanto che varia anche a distanze di due chilometri. Non lo sapeva? Ad ogni modo Le traduco in italiano: "il Governo". Va bene così ? :)

P.S. - Potrebbe egualmente rispondere, alla Sua età, di poco superiore alla mia, un pochino di saggezza e di raffreddamento ai "bollori" si presume ... la Redazione sa da tempo perché preferisco non fare il mio nome.

Anonimo ha detto...

Io, che non sono nessuno, mi inserisco invece volentieri nella conversazione tra Anonimo e Morsello. Chiedo ad entrambi di perdonarmi l'intrusione ma vorrei far notare come il fatto che Berlusconi non fosse presente quando è iniziato lo smantellamento della giustizia (che evinco dai commenti qui sopra), non lo rende irresponsabile di fronte agli atti di smantellamento compiuti da lui in persona e dai suoi (spesso per suo conto o comunque da lui coperti). Se già prima la giustizia non funzionava (io forse sono troppo giovane per saperne) è in ogni caso innegabile che le sue azioni governative e/o personali non hanno fatto altro che affossarla sempre più, in questi ultimi anni.
Non si sta dando a Berlusconi la colpa del Male nel Creato, ma la colpa di stare tentando (e riuscendo) la distruzione sistematica dello stato di diritto. Se poi altri l'hanno preceduto (e comunque con meno virulenza) non si può giustificare il suo operato, ma che dico? Non si può DIMENTICARE il suo operato, PASSARCI SOPRA per vedere più in là. Quello che sta facendo adesso lui (è lui che è lì) e che si accinge a fare E' il "più in là".
Liberissimi di analizzare comunque anche il passato per rintracciare le radici di questi mali odierni, per sradicarle. Ma qui, prima che ai politici, la colpa sarebbe da ascrivere al popolo italiano o a chi lo ha educato e cresciuto negli anni e nei secoli (gli ultimi almeno): qui, come giustamente si dice anche nei commenti ad un altro post, il tribunale è l'unico luogo dove residua un po' di legalità, nella vita quotidiana non ce n'é per niente. E' ovvio che si tratta quindi di un baluardo destinato a cedere.
Silvia.

Luigi Morsello ha detto...

@ ANONIMO, giorno 27 settembre, ore 13.16.
La Redazione lo sa ed i lettori no ? Dev'essere un "segreto di Stato".
Se vuole, può farmelo sapere con un e-mail privata, la troverà leggendo il mio profilo.
Diversamente, io non risponderò ai suoi commenti.
La pratica di restare anonimi mi sembra moralmente scorretta, per chi commenta ovviamente, non per la Redazione che dà voce, com'è giusto, a tutti, purchè si usi un linguaggio educato.

Anonimo ha detto...

Se è così curioso, caro Morsello, Le dirò, molto vagamente, che esercito funzioni giurisdizionali, e che per tale motivo non intendo fare il mio nome. Altri lo fanno, ma non per questo mi permetto di biasimarli.

Si tratta soltanto di una scelta personale, non condivisa dalla Redazione, ma che la Redazione ha sempre rispettato, come prego che faccia anche Lei.

Grazie.