«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 28 settembre 2008

Mafia e potere



Il 16 settembre 2008 si è tenuto a Milano, a Palazzo Marino, un dibattito pubblico per la ricorrenza del 30° anniversario della morte di Peppino Impastato, dal titolo “Mafia e potere a Milano a 100 passi dal duomo”.

Il dibattito è stato molto interessante.

Il tema è importantissimo, perché è evidente che siamo, nel nostro Paese, a una fase “nuova” della dinamica delle organizzazioni mafiose.

“Eliminati” i mafiosi con la coppola, i Reina, i Santapaola, i Provenzano, la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra non sono affatto finite.

Esse vivono e prosperano più che mai e, anzi, paradossalmente è quasi certo che abbiamo preso infine i Reina, i Santapaola e i Provenzano proprio perché alle mafie quelli come loro non servivano più.

E’ accaduto alle mafie quello che accade anche alle imprese.

C’è stato il tempo in cui l’impresa si faceva secondo certe logiche per così dire artigianali del dopo guerra.

Ma poi sono arrivati i figli di quegli imprenditori che la fanno in tutt’altro modo.

Mentre i loro padri mettevano da parte i soldi a poco a poco e parlavano ancora il dialetto, le nuove generazioni di imprenditori parlano le lingue e compiono audaci operazioni finanziarie.

Così, della mafia, della ‘nrangheta, della camorra vivono e operano oggi le “nuove generazioni”.

Le organizzazioni criminali oggi non sono più bassa manovalanza che ha contatti con il potere e l’economia. Sono pezzi perfettamente integrati del potere e dell’economia.

Non tengono più i soldi sotto il mattone e non si parlano con i “pizzini”.

Non ammazzano i giudici. Li fanno trasferire.

Non ammazzano i giornalisti. Li licenziano.

Non chiedono i subappalti del movimento terra, ma partecipazioni azionarie.

Non chiedono qualche centinaia di euro di pizzo, ma il finanziamento di un’opera pubbica.

Questo, ovviamente, condiziona insuperabilmente le dinamiche politiche ed economiche del Paese.

Chi ha potere – politico ed economico – ha anche legami dai quali non è possibile defilarsi a piacimento.

Certe relazioni producono condizionamenti insuperabili.

Difesa da tutto questo dovrebbero essere le leggi e i tribunali.

Proprio per questo i tribunali sono in corso di smantellamento e le leggi non sono più qualcosa di prestabilito da rispettare tutti, ma qualcosa che si cambia al bisogno per venire incontro alle esigenze di chi le può fare e disfare.

Il Parlamento non è più il luogo dove si discutono e si perseguono gli interessi generali del Paese, ma una sorta di proprietà privata di pochi segretari di partito che designano chi deve occuparlo e vi installano i portatori di tanti grandi e piccoli interessi privati.

Ciò che il potere e l’economia hanno sempre fatto nel nostro Paese è tentare di fare credere che i legami con le organizzazioni criminali non ci fossero o fossero del tutto accidentali e occasionali.

Purtroppo è assolutamente evidente che non è così.

I casi che lo dimostrano sono centinaia.

Basterebbe per tutti la vicenda di Michele Sindona e delle sue banche.

Riportiamo qui sei video tratti da Youtube (non li abbiamo messi lì noi e, dunque, non sappiamo quanto ci resteranno).

I primi tre sono relativi all’intervento di Gianni Barbacetto al dibattito del 16 settembre a Milano.

Gli altri tre sono tratti dalla trasmissione della Rai Blu Notte.

Su questi stessi temi, il 10 maggio scorso, abbiamo pubblicato, a questo link, uno scritto di Felice Lima con altri due video.

Qui in fondo riportiamo i link ad alcuni documenti relativi al sen. Marcello Dell'Utri e a Vittorio Mangano.


Gianni Barbacetto (1 di 3):





Gianni Barbacetto (2 di 3):





Gianni Barbacetto (3 di 3):





Marcello Dell'Utri (1 di 3):





Marcello Dell'Utri (2 di 3):





Marcello Dell'Utri (3 di 3):





Il testo integrale della sentenza di condanna in primo grado del sen. Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa

Vittorio Mangano su Wikipedia

Elogio di Mangano eroe 1

Elogio di Mangano eroe 2

La sentenza nella causa Berlusconi/Travaglio/Luttazzi

Il decreto di archiviazione del G.I.P. Giovanbattista Tona




19 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...

interessante

Luigi Morsello ha detto...

Un complimento vivissimo alla Redazione: siete formidabili !!!

Anonimo ha detto...

A nome dei giornalisti licenziati. Grazie. Pino Finocchiaro

Felice Lima ha detto...

Grazie di cuore a te, carissimo Pino (Finocchiaro), per la testimonianza di rettitudine e di coraggio che hai dato e dai con il tuo lavoro di giornalista che preferisce essere "licenziato" che "servo".

Felice Lima

Marco Mambrini ha detto...

Segnalo che è possibile ascoltare la registrazione audio integrale (con dicascalie degli interventi) del dibattito pubblico del 16 settembre collegandosi a questo link: http://blip.tv/file/1281994/

Ringrazio per l'attenzione ed auguro buon lavoro!

Stefania Tirelli ha detto...

Gent.ma Redazione,

Sono perfettamente d’accordo con quest’articolo, ma vorrei aggiungere qualcosa, se mi è consentito, senza voler peccare di superbia.
Credo che il problema vero sia ancora più grave e più profondo. Cerco di spiegarmi al meglio: qualsiasi riforma o cambiamento sia fatto in ambito di giustizia non porterà alcun miglioramento se non minimo. Anche se tutte le persone con procedimenti penali in corso fossero espulse dal parlamento e tutti i giudici corrotti fossero sostituiti, se le leggi cambiassero e i codici civili e penali fossero riscritti, il risultato sarebbe lo stesso!

Quello che voglio dire è che l’uomo è debole ed il potere “seduce”. La seduzione è qualcosa di sottile, che ti “prende i sensi” e “non ti fa più ragionare”. Non si tratta più di mafia e di connivenze politico-economiche con essa, ma di coscienza che non esiste più. Il potere, il denaro, il successo… Oggi sono questi gli “dei” da adorare e venerare!

L’onestà, la coerenza, la generosità, l’integrità morale... sono principi ormai dimenticati e che oggi possiamo trovare solo nelle persone umili (come noi che c’incontriamo in questo blog) o che hanno sofferto, alle quali purtroppo non è concesso di “emergere”. Con il termine “umili” non voglio essere dispregiativa, anzi… Credo che l'umiltà sia una qualità indispensabile per capire e aiutare. Gli “umili” sono i veri “illuminati”, i veri “nobili d’animo”... ai quali è concesso solo di scrivere su di un blog il loro parere!

E allora che fare? Possiamo continuare a lottare; per noi, per i nostri figli e per tutte le persone che amiamo! Possiamo “raccontare” le “verità nascoste” come i profeti divulgavano la parola di Dio nell’antichità! Da quei “vangeli” è nata una grande religione; dalle nostre parole potrebbe nascere “un grande mondo”.

Grazie a tutti voi per quello che scrivete!

Stefania – Reggio Emilia

Luciana ha detto...

Interessante post, del quale mi piace soprattutto il passaggio seguente:

"Ciò che il potere e l’economia hanno sempre fatto nel nostro Paese è tentare di fare credere che i legami con le organizzazioni criminali non ci fossero o fossero del tutto accidentali e occasionali".

Ecco, non è da adesso che l'andazzo va avanti, è da SEMPRE.

I morti eccellenti ci sono stati perchè i poteri collusi, mafiosi, inprenditoriali e politici, dovevano solo affinare le armi, imparare il galateo, capire come si sta al mondo.
Ma è normale, venivano tutti fuori da una guerra mondiale, anzi due, quale galateo volevate che conoscessero se non quello del mercato nero?

Credo però che sia pericoloso pensare che ai novelli gattopardi bastino il potere e la quasi totale impunità raggiunti negli ultimi decenni.
Prova ne sono gli attentati sventati rivolti contro magistrati impegnati nell'antimafia.

No, purtroppo la violenza è un pilastro portante di certi "affari".

E, pensate come siamo ridotti, considero una benedizione certi licenziamenti o trasferimenti.

Un giornalista licenziato può continuare a scrivere e denunciare.
Un giornalista morto no.

Un giudice trasferito, pur se ignobilmente, può continuare il suo lavoro.
Un giudice morto no.

Pagherei non so cosa pur di sapere che alcune delle migliori menti che questo Paese abbia mai avuto (penso a Giancarlo Siani, Pippo Fava, Borsellino, Falcone e tanti altri) sono ancora qui tra noi a spronarci, a darci coraggio.

No, malgrado tutto, non rimpiango i vecchi tempi, quando "sembrava" che non tutto fosse perduto.

Mi fa imbestialire invece vedere che non riusciamo a scrollarci dalle spalle queste carogne, perchè scrollarseli di dosso vorrebbe dire rinunciare anche a quei miseri privilegi che ci concedono.

E il popolo italiano non se la sente di fare un sacrificio del genere.
Preferisce andare a cena fuori dallo Zozzone...

Luciana

Anonimo ha detto...

Grazie anche a Te Stefania, per le verità scritte!
Gianni Barbacetto fa parte di una minoranza di giornalisti non omogenei al "sistema" che per fortuna si stanno facendo spazio nel desolante panorama mediatico del paese. Onore al suo, ed al loro, coraggio!
Ma certamente non sono e non possono essere loro i depositari delle verità per le quali l'Italia si ritrova ad essere governata dall'attuale classe politica bipartisan e, grazie a quest'ultimi, a non essere più lo "Stato culla del diritto" come veniva considerata dai Paesi più evoluti del mondo.

Anonimo ha detto...

Concordo con le belle parole di Stefania, anche se non apprezzo le "religioni laicizzate", senza Trascendente.

Quello che dice Stefania attiene alla morale. In realtà, per il buon funzionamento del diritto, non è necessario far ricorso alla morale profonda di ciascuno.

Basta un poco di senso civico, assai diffuso in molti paesi più civili del nostro.

Anonimo ha detto...

Per Stefania e coloro che condividono le sue considerazioni.

Il ragionamento di Stefania è comprensibile. Spiega come soggetti dotati di cultura ,sensibilità ,intelligenza media possano auto lobotomizzare la propria capacità critica ,il proprio senso morale ed etico a fronte dei vantaggi apparenti (più spesso) o reali connessi ai soldi e al potere . Però se cogliamo il messaggio profondo trasmesso dal potere mafioso e colluso e dalla "spettacolarizzazione " mediatica dello stesso ,scorgiamo innanzitutto un'indicazione comportamentale e una minaccia sempre latente rivolta alla massa:"se vuoi essere ricco ,avere successo, emergere ,ti devi lobotomizzare,devi "cedere alla debolezza",devi farti sedurre, non devi "ragionare". Se non comporti così sarai povero, umile-umiliato e coglione. L'umanità è divisa in due :chi stà di quà e chi di là".
Ma il ragionare ,riflettere l'essere critico costituisce un modo d'essere se stessi dell'uomo e della donna contemporanei altrettanto naturale del cedere alla seduzione e in particolare alla seduzione del potere. Ciò che il potere colluso e mafioso pretende dalle masse è qualcosa che somiglia assai più alle forme di sottomissione al capo dei primati(gorilla e scimpanzè) che alla "sottile seduzione del potere". Non a caso i medici del S. Rita di Milano che hanno dichiarato agli inquirenti di "eseguire gli ordini del capo" cercavano l'immedesimazione in ridicoli modelli negativi :" Sono l'Arsenio Lupen della medicina.." .
Altre due considerazione :non è vero che non esiste più la coscienza ma è vero che l'istigazione a lobotomizzare la coscienza critica parte dall'alto.
Non è vero che i boss mafiosi non usano più i "pizzini" ma è vero che oggi li consegnano a stimatissimi avvocati ,come l'avvocato Trapani .
E' assolutamente falsa l'idea che " Qualsiasi riforma o cambiamento sia fatto in ambito di giustizia non porteterà alcun miglioramento se non minimo".
Da dove discende questa certezza della signora Stefania Tirelli?
Che sia difficile e problematico in questo contesto di governo è certamente lecito crederlo, ma la spensierata rassegnazione sul tema della giustizia esibita dalla signora da sinceramente fastidio.

Anonimo ha detto...

Per anonimo delle 21.49.
Grazie, per quanto mi riguarda, in tema di considerazioni(avevo condiviso quelle di Stefania), da adesso condivido le tue!
b

Anonimo ha detto...

POLIZIOTTI MORTI: MARONI, VINCEREMO CRIMINALITA'
...Gabriele Rossi e Davide Alighieri, i due agenti della Polizia di Stato morti il 26 settembre durante l' inseguimento di un' automobile guidata da un pregiudicato. ...
...Accanto a Maroni hanno preso posto il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, il deputato di An Mario Landolfi,...
Tralasciando il fatto che Maroni ha precedenti penali per aggressione ad un polizziotto in servizio e che il TG1 già nell'immediatezza della tragedia aveva dato la notizia che la volante stava inseguendo gli autori della strage di Castelvolturno (rivelatosi poi, l'inseguito, un semplice drogato)... gli altri due membri del governo non sono oggetto di indagini da parte della magistratura per collusione con il clan dei casalesi?

stefania tirelli ha detto...

Per anonimo delle 21.49

Grazie per la critica alle mie parole; apprezzo sempre gli interventi intelligenti e meditati.

Forse sono veramente rassegnata… Lasciate però che vi spieghi il motivo.
Ho vissuto sulla mia pelle cosa significa “ribellarsi” a coloro che “comandano”; ho vissuto sulla mia pelle cosa significa “non tacere”, ma denunciare…
Il risultato? La mia vita e quella della mia famiglia è diventata un inferno! Minacce e intimidazioni anche da Pubblici Ufficiali, sentenze ingiuste ed ingiustificate, documenti ”scomparsi nel nulla” dopo essere passati di Procura in Procura… La mia casa messa all’asta e l’impossibilità di trovare un lavoro nella mia città! Articoli di giornale diffamatori al servizio dei “privilegiati”.
Per questo mio padre si è ammalato; per questo io mi sono ammalata; e poi mio fratello… E quando dico malata non intendo un banale influenza…

Come posso non avvertire questo senso di rassegnazione? Io continuo a combattere la mia battaglia, non mi fermo e non mi arrendo, ma vi assicuro che l’aiuto più grande l’ho avuto dalle persone più umili.

E ora ditemi… Chi può sopportare tutto questo? Solo chi crede fermamente in quello che fa; solo chi ha una coscienza pulita ed è certo di essere nel giusto! Null’altro conta! Solo la fede in se stessi! Perché nessuna persecuzione, fisica o psicologica, può intaccare un sincero ed innato senso morale ed etico.

Grazie ancora per avermi fatto riflettere.

Stefania – Reggio Emilia

Anonimo ha detto...

Stefania
"Non ti curar di lor, ma guarda e passa"
b

Anonimo ha detto...

per anonimo delle 23.07. Spero che qualcuno segnali a Maroni questo blog ,cosicchè possa rendersi conto di come viene recepita da una parte dei cittadini "vittoria dello stato" per la sconfitta delle bande armate di cammorristi casalesi e di come l'esultanza per il successo delle forze di polizia cozzi con le grottesche figure dei politici di "riferimento" dei clan che siedono vicino a lui. Non credo che Maroni per aver auto qualche precedente per colluttazioni durante manifestazioni pubbliche o cortei possa neppure minimamente essere paragonato a un Cosentino O Landolfi. Eppure il ridicolo della nostra casta politica che non conosce i normali ricambi necessari in una seria democrazia rappresentativa si manifesta proprio in questi fotogrammi ufficiali che vedono il ministro dell'interno ispiratore del bliz accanto ai sottosegretari o segretari indagati per collusioni con gli autori degli efferati delitti camorristi oggetto del bliz stesso.Nella precedente legislatura potevamo ammirare il senatore Andreotti accanto a Furio Colombo e Felice Casson(tanto per fare un esempio).
Per Stefania Tirelli . Mi piacerebbe se raccontasse il suo caso con più precisione.

salvatore d'urso ha detto...

2 MAFIE...

UNA VESTE LA COPPOLA...

L'ALTRA LA CRAVATTA...

LA PRIMA LA VEDIAMO PUBBLICIZZATA IN TV... CON LE SUE STRAGI... E I TANTI SQUALLIDI MODI DI AGIRE...

LA SECONDA E' QUELLA CHE CI MOSTRA LA PRIMA IN TV... AFFINCHE' CONTINUI A RIMANERE NASCOSTA... E CONTINUARE A COLTIVARE... INDISTURBATA I SUOI AFFARI...

IL TORERO MOSTRA AL TORO IL SUO MANTELLO ROSSO... IL TORO ANZICHE' CONCENTRARE LA SUA ATTENZIONE SUL TORERO CONTINUA AD ATTACCARE INSTANCABILMENTE IL DRAPPO ROSSO... FINO A QUANDO IL TORO SFIANCATO CROLLA SOTTO I RIPETUTI AFFONDI DEL TORERO... SE IL TORERO VENISSE INFILZATO DAL TORO IL DRAPPO ROSSO CADREBBE A TERRA SENZA RAPPRESENTARE PIU' ANCH'ESSO ALCUNA MINACCIA...

MA IL COLORE... DEL MANTELLO E' TROPPO BELLO DA GUARDARE...

Luciana ha detto...

X Stefania Tirelli

Hai tutta la mia solidarietà.

Luciana

Stefania Tirelli ha detto...

Per anonimo delle 16.06
e per tutti coloro che mi hanno dimostrato solidarietà o che comunque si sono interessati con serietà alla mia storia.

Vorrei tanto raccontare ciò che è successo, con nomi e cognomi, ma prima di farlo vorrei sapere se, dal punto di vista giuridico, ci possono essere delle conseguenze, visto che i processi sono ancora in corso… Lo chiedo perché sono stata accusata dalla D.I.G.O.S. di aver personalmente ed intenzionalmente divulgato la mia storia, dandola in paso ai giornali… Come se avessi bisogno di altre minacce o ingiustizie!!!!!!

Per il momento mi limito ad una breve sintesi dei fatti (diversamente dovrei scrivere un libro!) e cercherò di essere molto “fredda” ed “obbiettiva” ma altrettanto sincera… alla faccia di tutti gli ipocriti che” istigano” le brave persone a denunciare i reati invece di voltarsi dall’altra parte o addirittura diventare complici!

Tutto ha avuto inizio circa quattro anni fa; per una serie di inquietanti circostanze mi sono ritrovata catapultata in un mondo nel quale massoneria deviata o non, autorità, servizi segreti nazionali ed internazionali e “DELINQUENTI” di classe privilegiata (tutti d’accordo tra loro) regnavano (o dovrei dire regnano) incontrastati su tutto ciò che di illegale si può immaginare, oltre che al “consueto (ormai all’ordine del giorno!) riciclaggio” di denaro sporco. Nella mia immensa ingenuità, ma profonda onestà, mi sono rivolta alla D.I.G.O.S. ed ho denunciato quanto sapevo!
Da quel giorno la mia vita e quella della mia famiglia non sono più state le stesse. Avrei potuto fingere di non aver capito oppure avrei potuto entrare a far parte di questo “mondo privilegiato” dove il denaro, il potere e la politica sono già di per sé un’associazione a delinquere!
Sicuramente la mia vita sarebbe stata più facile e non mi sarei ritrovata SOLA a combattere “GOLIA” (per usare un eufemismo!). Con altrettanta certezza però so che la mia coscienza mi avrebbe uccisa se mi fossi comportata diversamente. Quindi ho preso una decisione: denunciare! Non mi pento di ciò che ho fatto, ma sicuramente non mi aspettavo tutta questa “collaborazione” di malavitosi ad ogni livello: dal carabiniere di provincia al giudice del tribunale, dalle autorità alle istituzioni, da Reggio Emilia a Roma!
Ma in fondo cosa potevo saperne io? Nella mia ignoranza, prima di questi fatti, nemmeno sapevo, per esempio, chi erano Licio Gelli o Sindona o i vari Ministri o i nomi dei mafiosi più ricercati (che in confronto ai personaggi attuali sono “agnellini sacrificali”)... La politica non faceva parte della mia vita! e nemmeno la mafia!

Oggi mi sembra di essere un’enciclopedia! Sono diventata addirittura custode di segreti di stato! Non certo un privilegio, visto che non ho nemmeno più la casa!!! Nonostante tutto riesco ancora a sorridere alla vita, perché in fondo al mio cuore so di avere fatto la cosa giusta. L’unica cosa che mi fa soffrire immensamente è che a pagarne le conseguenze non sono solo io, ma tutta la mia famiglia… Per fortuna anche loro (e da dove sarei potuta uscire altrimenti???) sono brave persone e non mi rimproverano nulla di ciò che ho fatto!

Grazie ancora a tutti voi per l’interesse.

Buona giornata.

Stefania – Reggio Emilia

Anonimo ha detto...

Ottima la rappresentazione del torero bifronte -Coppola e cravatta-e del toro infilzato mente punta al drappo rosso. Mi piacerebbe se Salvatore D'Urso ci parlasse di più del drappo rosso!