«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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martedì 30 settembre 2008

La tenuta delle istituzioni e il senso della democrazia



di Marco Imperato
(Magistrato Distrettuale Requirente presso la Procura Generale della Corte di Appello di Bologna)



E’ notizia di ieri l’esternazione quanto meno minacciosa fatta dal premier circa l’eventualità (denegata) che la Consulta possa accogliere le eccezioni sollevate nei suoi due processi milanesi contro la legge che sospende i processi a carico delle 5 cariche più alte dello Stato.

Nello stesso giorno anche Ghedini aveva utilizzato (evidentemente in maniera volontaria, trattandosi di giurista) un argomento populista e di nessun valore (il fatto che Napolitano abbia promulgato la legge ...) per difendere il lodo Alfano, facendo anche lui capire che l’unica sentenza “accettabile” dalla maggioranza è quella in cui la Corte Constituzionale sancisse la compatibilità con l’ordinamento del lodo.

Non mi pare di aver letto sufficienti e adeguate risposte da nessuno, nemmeno un comunicato a tutela dell’alto organo in questione da parte del presidente Napolitano (a sua volta tirato per la giacchetta ...).

Eppure mi sembra si tratti di comportamenti del tutto incompatibili con il sistema di equilibri previsti dalla Carta Costituzionale (rileggo in questi giorni le pagine di Scoppola e penso che per sua fortuna non aveva ancora visto il peggio), senza dimenticare che proprio la Consulta rappresenta uno delle poche soluzioni istituzionali che ci vengono ammirate, invidiate e copiate all’estero.

Il problema non è solo di metodo, perchè in quei “messaggi” di Berlusconi e Ghedini si rivela, oltre a degli interessi particolari (in ipotesi legittimi, non è questo che mi interessa ora discutere), una concezione demagogica della democrazia, segnata da una particolare insofferenza verso tutti gli istituti non legittimati dal popolo (Corte Costituzionale, Presidente della Repubblica, Magistratura, Authority di vario tipo), ignorandone il ruolo centrale e cancellando ogni reale supremazia alla Costituzione.

Questa insofferenza si percepisce da anni ed è stato uno dei grimaldelli usati per fare leva sull’opinione pubblica contro un sistema accusato di essere non democratico, irresponsabile e inefficiente.

Peccato che quasi nessuna voce si levi a difesa di un sistema creato dai Padri Costituzionali proprio per evitare e contenere le deviazioni patologiche e populistiche della democrazia nonché per evitare che questa si trasformasse in una dittatura della maggioranza (e infatti in questi giorni cade per l’ennesima volta ogni ipotesi di finto dialogo ... non c’è una classe politica da nessuna delle due parti che abbia la levatura morale e il senso istituzionale di fare alcunché di condiviso per il Paese da ANNI).

A corollario di questo leggo indiscrezioni su un CSM ridisegnato e diviso nel quale comandi da una parte (quella dei giudici) il Presidente della Repubblica (ma che in prospettiva sarà il vero vertice dell’esecutivo, oltre che incarnarsi in Berlusconi) e dall’altra (quella dei pm) il Ministro della Giustizia ... con buona pace di Montesquieu e della separazione dei poteri.

Reazioni ?

Anche questa volta zero ...

Così come non ce ne sono state alla lettera di Saviano o alle gravissime denunce sollevate dall’Espresso su esponenti politici di spicco (anche al governo) nella questioni della gestione da parte della camorra dei rifiuti in Campania ... (per cambiare argomenti e settore).

D’altronde i regimi post-seconda guerra mondiale hanno imparato che farsi scivolare tutto addosso e occuparsi solo della gestione del consenso di massa sia il metodo più semplice per controllare il potere e marginalizzare ogni minoranza riformatrice (non dico certo rivoluzionaria ...)

Dove andremo a finire se non si riprende a seminare e praticare un minimo di senso della legalità, di rispetto delle istituzioni e di condivisione dei valori costituzionali?

Saluti dal ciglio del precipizio.


18 commenti:

Anonimo ha detto...

nel precipizio ci siamo già, e dal basso non si vede alcuna luce

Anonimo ha detto...

Caro Procuratore,
ecco come risponde il Governo e come il popolo è più intento ad ascoltare quest'ultimo piuttosto che le "grida" di dolore emanate dalla sempre più infilzata Carta Costituzionale:Dal Corriere della Sera: "Il ministro (il pregiudicato Maroni) ha sottolineato che «tutte le strutture dello Stato hanno agito contemporaneamente». È un «risultato eccezionale - ha aggiunto - dovuto all'intensificazione dell'azione di contrasto» dopo la strage di Castelvolturno."
Cari giudici, ad ogni operazione del genere non fate altro che avallare gli elaborati tenuti nei casseti da parte del ministro degli interni ed utilizzati alla bisogna per quietare il popolo: in questo caso all'indomani della strage di Castelvolturno!

graziella ha detto...

Condivido pienamente la sua analisi e d'altronde come potrebbe non essere così?Mi sento anch'io sull'orlo del precipizio che vedo sempre più "nero" e profondo.La gente ascolta e non capisce ciò che realmente sta accadendo alla nostra democrazia.L'opposizione ascolta e comprende ma ha anch'essa tanti scheletri nell'armadio ed è quindi difficile che possa reagire con l'autorevolezza richiesta da questo tragico momento storico che tutti noi stiamo attraversando.Insegno diritto ed economia ed ogni giorno in aula cerco di parlare di diritti umani.di solidarietà,di empatia con l'altro e dell'alto valore che deve avere la politica per tutti noi.Ma ho una grande rivale..la realtà virtuale che quotidianamente viene spacciata loro da tutti i mezzi d'informazione.Speriamo che il ciglio si trasformi nella riva di un fiume per fare come il saggio che si mise lì ad aspettare che la vita riprendesse il suo corso normale.

Anna ha detto...

...e le dichiarazioni di Alfano di oggi? ci danno un nuovo colpetto, contribuendo ad aumentare il rischio di perdere l'equilibrio, qui, sull'orlo del baratro...

http://www.dire.it/HOME/alfano_a.php?c=14380&m=3&l=it

A.

Luigi Morsello ha detto...

E' il delirio di onnipotenza di un uomo che ha un EGO mostruoso ed insaziabile e che ha bisogno di essere continuamente alimentato.
Che c'entri la bassa statura di Berlusconi ?
In genere causa complessi di inferiorità ai quali si reagisce alimentando quelli esattamente opposti.
Egli sostiene di essere alto m. 1,71.
Allora perchè porta i tacchi rialzati ?
E' ipotizzabile che non superi di molto m. 1,60.

Vittorio Ferraro ha detto...

Se il "lodo Alfano non passerà indenne l'esame della Corte Costituzionale ci sarebbe da fare "una profonda riflessione" sulla giustizia...

Tra le cose da fare, poi, vi è "...il miglioramento DELl'ORDINE E DECORO di tutte le città compresa la lotta all'imbrattamento dei muri che una cosa che GLI ITALIANI sono stufi di vedere."

La prima è un'affermazione gravissima.
La seconda è uno spot in puro stile populistico.
Ma entrambe fanno parte della stessa esternazione del Presidente del Consiglio!

"I classici insegnano che non bastano buone regole ma che occorrono anche uomini buoni, che agiscano cioè nello spirito delle regole. La migliore delle costituzioni nulla può se gli uomini che la mettono in pratica sono corrotti o si corrompono o, comunque, non ne sono a misura. Anzi, oggi sembra che si sia prossimi a mettere mano incisivamente alla costituzione, per personalizzare la politica e metterla in contatto diretto con gli elettori, per superare le forme di organizzazione e mediazione politica dei partiti, per ottenere investiture dirette, insomma per innovare profondamente le forme della nostra convivenza politica..."
"Le forme di governo possono facilmente degenerare nelle loro contraffazioni. Esse mantengono la facciata esteriore solo per coprire il verminaio del nudo potere per il potere. L'aristocrazia degenera in oligarchia:il governo egoistico dei pochi sui molti; la monarchia, in tirannia; la democrazia, in regime della massa, informe, senza qualità, dove individui spregiudicati costruiscono le loro fortune..."
"Onde, anche le democrazie, secondo questa teoria" - di degenerazione delle forme di governo - "che contiene una profezia, sono condannate, prima o poi, a perire, consegnandosi inermi a chi sa approfittare per i suoi fini, sia essa una oligarchia più o meno nascosta o un ostentato demagogo..." Gustavo Zagrebelsky: imparare democrazia.

Anonimo ha detto...

Quanto astio, quando odio, quanta acredine ... ma che ti ha fatto costui ? Ti ha tagliato la pensione ?

Achille ha detto...

Per Anonimo delle 17.32.

Gentile Anonimo,

ciò che Lei ipotizza è privo di fondamento.

Le pensioni non hanno subito più danno che ad opera di altri governi.

Ciò che stiamo subendo è una violenta modifica della Costituzione materiale in palese contrasto eversivo con quelle formale.

La prova è nel numero e nella gravità di sentenze di incostituzionalità pronunciate dalla Corte su leggi fatte e utilizzate a fini eversivi.

Non siamo tutti come Lei, che considera la perdita della pensione come la cosa più grave che possa succedere.

Alcuni di noi considerano più grave una deriva nella quale solo i potenti hanno diritti, nella quale i potenti e i ricchi derubano i poveri, nella quale i lavoratori si precarizzano ogni giorno che passa, nella quale i condannati per mafia vengono nominati senatori, eccetera eccetera.

Provi a non misurare tutto in soldi e a non vendere l'onore, la libertà e la dignità per la promessa - non mantenuta e non mantenibile - di regalarle un po' di soldi ritoccando - fra enne anni - l'Irpef di un punto percentuale.

Achille

Anonimo ha detto...

E' sicuro di non essere come me, caro Achille ? :)

Ed è sicuro che "i soldi" siano l'argomento principale del mio intervento? Lo rilegga in chiave ironica, e vedrà che il senso Le apparirà più chiaro.

Se così non fosse, lo esplicito: non date la colpa all'attuale governo di ogni male, ché la giustizia era già in affanno vent'anni prima. Lo sapete benissimo. E non è certo migliorato con i governi che nel tempo si sono succeduti, di destra come di sinistra.

Il "lodo Alfano" è, pertanto, solo una goccia nel mare dell'inefficienza, quella che ci colloca al 155° posto nel mondo ! I veri problemi sono altri.

Il principale, dal mio punto di vista, è riuscire a guardare in faccia la parte quando si fa un rinvio di oltre un anno, o si manda a PC fra due/tre anni !

Sapendo che egli ignora che non è colpa nostra, ma di chi non ha provveduto a semplificare le procedure, aggravando, anzi, il peso dei fascicoli in Tribunale e annullando, per giunta, il necessario filtro delle Preture.

La responsabilità va, pertanto, distribuita.

Fate voi le percentuali.

Cordiali saluti.

Achille ha detto...

Per Anonimo delle 20.07.

Sono totalmente d'accordo con tutto ciò che ha scritto.

Mi scusi se posso avere frainteso il suo pensiero, ma mi dia atto che il commento al quale ho replicato era molto sintetico e si prestava all'equivoco.

Achille

Anonimo ha detto...

Ha ragione, caro Achille, in effetti il mio commento era troppo "stringato".

In ogni caso, sappia che La seguo sempre nei Suoi interventi e che concordo spesso, molto spesso, con la Sue opinioni.

Cordiali saluti.

Luigi Morsello ha detto...

Concordo con Vittorio Ferraro.
Anonimo scrive a ruota libera.
Mi rincresce che Achille gli abbia dato ragione, non ce l'ha.
E pare avere un conto aperto con la magistratura.
E non si firma, per cui non merita accoglimento.

Felice Lima ha detto...

Gentile dr Morsello,

me lo permette un consiglio affettuoso?

Esponga i Suoi argomenti, ma rispetti quelli degli altri.

Le è stato detto in molti modi che su questo blog è del tutto legito scrivere anonimamente.

Lei è libero di essere d'accordo o no. Potrebbe evitare di trattare con disprezzo chi pensa diversamente da Lei?

Lei scrive: "non si firma, per cui non merita accoglimento".

Un altro potrebbe scrivere di Lei: "Scrive in neretto, per cui è arrogante e non merita risposta".

Oppure: "Pretende di avere sempre l'ultima parola su quelli di cultura pari o inferiore alla sua (ma poi, come fa a stimare, da quattro righe su un blog, quale sia il grado di cultura dei suoi interlocutori? E cosa intende per cultura?). Dunque, è un interlocutore prepotente" (mi riferisco al Suo commento del 30.9 alle 14.24 in calce al post "Vecchi obiettivi e nuove strategie").

Mi creda, tutti meritano considerazione, "accoglimento" e risposta. O comunque, questa è la linea "editoriale" di questo blog.

Un luogo come questo "funziona" solo se tutti si sentono ugualmente degni, ugualmente legittimati, ugualmente "colti", ugualmente tutto. Altrimenti finisce in un luogo di rissa.

Sono certo che vorrà considerare il fine costruttivo di queste mie osservazioni.

Un caro saluto.

Felice Lima

Luigi Morsello ha detto...

@ giudice Lima: prendo atto e mi adeguo.
Ricordo però, a mia parziale giustificazione, che ho diretto carceri per 40 anni e ciò mi ha reso un po' (troppo ?) aggressivo (pur avendo recuperato, dopo il 1975, ma anche prima, tanti detenuti ad una vita libera, dal carcere e dalla tentazione-necessità di commettere altri reati).
Lei è un giudicante, ma se è mai stato un Pubblico Ministero sono sicuro che mi comprenderà meglio.
D'altra parte, il vaglio di ammissibilità dei commenti lo fa la Redazione e tanto mi deve bastare.
Ringrazio e le ricambio cordiali saluti.

Felice Lima ha detto...

Per il dott. Morsello (commento delle 20.41).

Gentilissimo Dottore,

La ringrazio per la comprensione accordata al mio suggerimento e per averne condiviso lo spirito costruttivo.

In linea con ciò che Lei scrive aggiungo due considerazioni:

1. Sono stato pubblico ministero, ho un carattere "primario" e La comprendo, ma, poichè la parola scritta è povera di quei contributi che dà al discorso la mimica, il sorriso, eccetera, se non ci sforziamo di essere garbati con i nostri interlocutori è facile risultare, anche al di là delle intenzioni, antipatici e scortesi.

2. Per la Redazione non pubblicare un commento è una scelta dolorosa e faticosa. E se è più facile bloccare un commento illegale, è molto più difficile sindacare lo stile, perchè questo rischia di privare il blog della ricchezza che deriva dalla pluralità di caratteri e di approcci dei lettori.

L'auspicio è dunque che ognuno si sforzi sinceramente da sé di esporre i propri argomenti in maniera da "conquistare" gli altri e non da ferirli.

Un caro saluto.

Felice Lima

Luigi Morsello ha detto...

Grazie per la sua replica, giudice Lima.
Mi era, però, ben chiara la differenza fra parola parlata e parola scritta.
Nel linguaggio delle mail, delle chat e degli sms si usano, per dare un significato scherzoso o privo di cattiveria alle stesse, le c.d. "faccine".
Se non le spiace, potrei inizare ad usarle nel sito.
Mi pare, non ne sono certo, di averne già vista qualcuna.
Faccio un esempio, che chiude questo mio commento.
Eccolo.
:-)DD (sorriso a trentadue denti).
un cordiale saluto.
luigi morsello

stefania tirelli ha detto...

x Dott. Lima

Lei è sempre un esempio da seguire per tutti.
Grazie per ogni suo intervento: ogni volta che lei scrive, io (e non credo di essere la sola) mi arricchisco.

Stefania - Reggio Emilia

Anonimo ha detto...

In realtà assistiamo ad una grave carenza di "risposta politica " e civile da parte verso le spinte eversive e anticostituzionali che mirano a schiacciare l'evoluzione sociale e storica aperta dalla Carta Costituzionale nel nostro paese.

Io credo che non solo il "lodo Alfano "sia incostituzionale ma anche l'attuale legge elettorale definita una "PORCATA" da quello stesso ministro che l'aveva proposta e fatta approvare.
Questa legge non garantisce alcuna reale rappresentanza ai cittadini italiani , è totalmente incostituzionale e avrebbe dovuto essere subito abolita dal polo delle sinistre appena giunte al governo ( questo fatto getta non solo un grave discredito sull'affidabilità delle oligarchie a sinistra, ma ha contribuito a delegittimarle definitivamente agli occhi degli elettori).
Oggi sarebbe necessario promuovere un referendum popolare per impedire le disastrose conseguenze della perpetuazione di tale sistema di elettorale.
E' lo stesso modo di fare politica che va cambiato se non si vuole davvero finire "nel precipizio".
L'Italia deve trovare nuovi leader politici che mostrino di aver capito l'importanza della Costituzione e nei fatti dimostrino di volerla attuare,finalmente.