«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 19 febbraio 2009

“Mills fu corrotto dalla Fininvest” al legale inglese 4 anni e 6 mesi





da Repubblica.it del 17 febbraio 2009



Milano – L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano.

Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.

Successivamente, nel corso del dibattimento, Mills aveva poi parzialmente ritrattato quella versione cercando di discolpare il presidente del Consiglio.

Il premier era in un primo momento imputato insieme all’avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all’approvazione del “Lodo Alfano” sull’impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale.

Mills è stato condannato a risarcire anche 250 mila euro alla parte civile Presidenza del Consiglio (paradossalmente al suo coimputato).

I giudici hanno inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura perché valuti la testimonianza di Benjamin Marrache, uno dei testimoni nel processo.

Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un’ombra pesante anche sul suo comportamento.

Secondo il Tribunale, i 600 mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del ‘98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso – così come sostenuto dalla Pubblica accusa – in due processi che vedevano imputato l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian).

“In un Paese normale – ha denunciato Antonio Di Pietro – il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le sue dimissioni”.

“Se Mills è stato condannato in quanto ‘corrotto’ – prosegue il leader dell’Idv – significa che abbiamo un corrotto, ma anche un corruttore. Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: in America, Obama ha mandato via i ministri che avevano avuto problemi con il fisco; in Italia, se corrompi un testimone, vai a fare il presidente del Consiglio”.

Forza Italia accusa invece i giudici milanesi di aver pronunciato una sentenza “scontata, politica e a orologeria”.

Commentando la condanna, la difesa dell’avvocato Mills ha lamentato che la presenza di Silvio Berlusconi come coimputato nel processo mi-lanese ha impedito al collegio di giudici presieduto da Nicoletta Gandus un’attenta valutazione dei fatti.

“E’ un processo – ha commentato polemicamente l’avvocato Federico Cecconi – che senza l’ombra dell’altro soggetto coimputato sarebbe stato esaminato in modo più sereno”.

L’imputato ha limitato invece a definirsi “molto deluso”.


1 commenti:

Vittorio Ferraro ha detto...

L'11/02/09 il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, in occasione dell'innaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, ha "deliziato" l'uditorio sullo stato della corruzione nel nostro paese.
Ha descritto una situazione tremenda: siamo agli "ultimi posti delle classifiche internazionali sulla lotta alla corruzione".

Sempre alcuni giorni fa è stata pubblicata una sentenza nella quale è stato accertato che Mills è stato corrotto dalla Fininvest.

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile". art. 95 cost.

"I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore..." art. 54, comma 2 cost.

Un'altra norma, l'art. 97, richiama, poi, il principio attinente al buon andamento dell'amministrazione.

La mia è una riflessione amara sul nostro paese: privo di qualsiasi reazione.