«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 5 febbraio 2009

Tre slogan per l’A.N.M.



di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)



Facendo seguito alle puntuali ed efficaci osservazioni del prof. Panissidi, segnalo come alla preoccupante sommarietà del giudizio contro i colleghi di Salerno celebratosi dinanzi al C.S.M. sia connesso uno dei numerosi profili di illegittimità di quella procedura.

La legge prescrive come regola generale (e sempre per i provvedimenti cautelari) la contestualità del dispositivo e della motivazione.

Detto in parole più semplici, per i “non addetti ai lavori”, il provvedimento deve essere emesso tutto intero e completo della sua motivazione.

E’ prevista per alcuni provvedimenti (il caso più comune è quello della sentenza penale all’esito di un dibattimento, ma non solo) la pronuncia del dispositivo da solo e la stesura della motivazione successivamente, in un termine stabilito dalla legge.

L’ordinanza con la quale i colleghi Nuzzi e Verasani sono stati trasferiti e il Procuratore Apicella addirittura sospeso dalle funzioni e dallo stipendio avrebbe dovuto essere adottata, per legge, in maniera da avere la motivazione contestuale al dispositivo.

Il C.S.M., invece, ha pronunciato il solo dispositivo e la motivazione, non ancora nota, pare sia stata depositata in queste ultime ore, a molti giorni di distanza dalla pronuncia del dispositivo (che risale al 19 gennaio).

Non ci si può non chiedere, dunque, il perché di questa ulteriore “anomalia”.

Alla ricerca di una risposta, l’unica possibile sembra la seguente: che il C.S.M. abbia avuto una speciale incomprensibile premura di “fare il più presto possibile”.

Questo gli era stato chiesto da più parti.

Fra gli altri, i vertici dell’A.N.M. avevano sollecitato il Ministro ad “attivarsi” nel più breve tempo possibile.

E il Presidente della Prima Commissione Ugo Bergamo (uno dei politici dei quali Berlusconi e Violante vogliono aumentare il numero in modo che siano in maggioranza nel C.S.M.) aveva promesso su tutti i giornali che il C.S.M. avrebbe provveduto “se non prima delle feste, entro l’anno”.

Deve essere per accontentare tutti costoro che il C.S.M. ha convocato i colleghi di Salerno con soli tre giorni (o poco più) di anticipo sull’udienza fissata per “cacciarli” (un termine che rende praticamente impossibile qualunque difesa tecnica accurata) e per questo deve avere deciso di annunciare subito al mondo (in tempo reale) il dispositivo (peraltro già ampiamente prevedibile sulla base di una serie di esternazioni giornalistiche dello stesso Bergamo e di altri consiglieri del C.S.M.) del provvedimento, senza neppure attendere di averne scritto la motivazione.

Su questa vicenda c’è, all’interno dell’A.N.M., un faticoso tentativo di dibattito.

Allo stato TUTTO quello che l’A.N.M. ha ritenuto di dire ufficialmente consiste nel comunicato del 10 dicembre 2008 (che si può leggere a questo link, commentato da Stefano Racheli a questo link) e nel comunicato del 23 gennaio 2009 (che si può leggere a questo link, commentato da me a questo link).

Ognuno, leggendoli, può giudicare da sé dell’adeguatezza di ciò che c’è scritto lì e della coerenza con i fatti. A prescindere dalla poca chiarezza – di contenuti e di intenti – dei comunicati medesimi.

A queste prese di posizione scritte, si devono aggiungere, poi, la partecipazione del Segretario Generale Cascini ad Annozero (rivedibile e commentata a questo link) e gli interventi sui giornali dei vertici dell’A.N.M. per pregare, prima, il Ministro di intervenire al più presto contro i colleghi e per dirsi soddisfatti poi di quanto fatto dal C.S.M. (questi ultimi commentati da Stefano Racheli a questo link).

Nel dibattito “interno” all’A.N.M. cui ho fatto cenno sopra, un collega che ha ricoperto un importante incarico in una delle correnti ha chiesto provocatoriamente a Stefano Racheli di “fare delle proposte” (come se non ne avessimo fatte mille e non fossero i fatti stessi a imporre una serie di interventi concreti e ineludibili).

In ogni caso, per “sdammatizzare” un po’ la tragica vicenda in questione e fare dell’umorismo nero, accolgo l’invito a fare proposte e propongo all’A.N.M. degli slogan.

Quelli che potrebbero essere gli slogan per un più efficace rilancio dell’attività dell’A.N.M..

Ne propongo tre:

“Anche il Procuratore Apicella, come Totò Riina, qualunque cosa abbia fatto, ha diritto a un giusto processo”

“Chiediamo all’ONU di proporre una moratoria dei trasferimenti sommari dei magistrati da parte del C.S.M. su richiesta dei politici”

“I consiglieri che ritengono che la Costituzione consenta al C.S.M. di imporre manu militari ‘modelli di giudici’ ritenuti ‘buoni’ e comunque graditi al potere (cfr l’articolo di Nicola Saracino a questo link) trovino un modo di farlo nel rispetto delle leggi vigenti”



2 commenti:

Anonimo ha detto...

L'ordinanza doveva essere contestuale al dispositivo....
Molto inguenuamente mi chiedo se sotto sotto non ci sia un problema di termini per le impugnazioni.
Non è che poi sorge un problema dei trenta giorni anzichè quarantacinque come per De Magistris?
Per cui viene negato l'esame in altri gradi?
Caro dr, Lima può per chiarezza ipotizzare per noi non addetti ai lavori quali passi successivi si presentano?
A quali altri organi unitariamente o separatamente la decisione può essere impugnata?
De Magistris fece il ricorso per cassazione fuori termine.
Per la sospensione dello stipendio a quale organo si deve impugnare?
E quando e da cosa? dall'ordinanza o dal dispositivo?
Il caso De Magistris ci è bastato per essere molto diffidenti di tutto e di tutti.
Grazie
Alessandra

Felice Lima ha detto...

Per Alessandra.

I provvedimenti in questione vanno impugnati dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

I colleghi di Salerno hanno incaricato valenti avvocati, che faranno tutto nei termini di legge.

Felice Lima