«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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sabato 24 gennaio 2009

Il comunicato dell’A.N.M. del 23 gennaio 2009. Ovvero: dell’assassino al funerale della vittima.


versione stampabile



di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)





1. Le ragioni di questo scritto

Scrivo le cose dolorose che seguono solo perché credo che, anche in tempi terribili e in contesti molto degradati, a tutto ci debba essere un qualche limite.

E il comunicato emesso dalla Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati ieri 23 gennaio 2009 (che si può leggere a questo link) supera francamente, a mio modesto parere, ogni possibile limite.

Esso, che incredibilmente si intitola addirittura “La chiarezza necessaria” (ma, in fondo “Pravda” – il titolo del più famoso quotidiano sovietico – non vuole forse dire “verità”?), contiene una tale quantità di mistificazioni e doppiogiochismi da imporre a ognuno che sia in grado di riconoscerli (e ogni magistrato lo è) di denunciarli, per non esserne complice e per rispetto al sacrificio di chi, per la giustizia è morto o ha perso l’ufficio o lo stipendio.

Questo terribile comunicato viene emesso il giorno dopo la pubblicazione della lettera di dimissioni dall’A.N.M. di Gabriella Nuzzi (che si può leggere a questo link) e dovrebbe servire a impedire che i contenuti di quella nobilissima lettera facciano capire a tutti cosa è l’A.N.M..

Preciso che non è in alcun modo mia intenzione qui offendere né polemizzare con nessuno e che scrivo queste cose solo per dovere di verità. Esse costituiscono esercizio del mio diritto di critica argomentata che fino a ieri (e spero ancora oggi e domani) era protetto dal precetto dell’art. 21 della Costituzione, che anche in tempi come questo dovrebbe costituire limite allo strapotere di ogni tipo di “padrone”, politico o corporativo.

Il mio scritto è lungo e me ne scuso, ma la storia è complessa e i mistificatori fondano le loro speranze di successo proprio nella complessità dei fatti.

Confido che ci siano ancora lettori disposti a fare la fatica dell’approfondimento, indispensabile per la comprensione di ciò che ci rende ciò che siamo diventati.


2. La “mistificazione cronologica”

In tutte le epoche della storia al funerale dei giusti hanno partecipato i complici degli assassini.

Tutti i regimi, tutti i crimini collettivi, tutti i “peccati sociali” sono stati commessi grazie alla complicità di tanti che il giorno dopo si sono sottratti a questa responsabilità.

E’ un doppio gioco che si fonda su quella che definirei una “mistificazione cronologica”, che sfrutta una peculiarità del modo con cui la mente umana archivia i fatti.

Dunque, “noi italiani” parliamo del fascismo in terza persona. Saremmo stati “vittime” del fascismo, che sarebbe stato altro da noi.

Mentre è evidente che, invece, siamo stati fascisti.

I tedeschi raccontano che Hitler ha ucciso sei milioni di ebrei. Ma Hitler quasi certamente materialmente non ne ha ucciso nessuno. A uccidere gli ebrei sono stati il capocondomino che ha redatto l’elenco dei condomini non ariani, il capostazione che li ha messi sul treno, il conducente del treno che li ha portati a Dachau, l’idraulico che ha aperto il gas nelle docce, eccetera.

Tutti costoro, il giorno dopo la caduta di Hitler, hanno dato la colpa a lui riuscendo a far si che non si parlasse di loro.

Grazie a questo espediente cronologico, essi possono oggi dirsi addirittura antinazisti.

Venendo a esempi più recenti, la magistratura associata riesce oggi a dirsi “amica di Falcone e Borsellino” e a commemorarne l’assassinio insieme a coloro che in vita Giovanni e Paolo li hanno perseguitati senza se e senza ma, isolati, sconfitti, eccetera.

Ieri, 23 gennaio 2009, la Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati ha emesso un comunicato con il quale tenta per l’ennesima volta nella storia del mondo di sfruttare il deplorevole espediente della “mistificazione cronologica”.

Il passaggio più clamoroso di questo documento è, infatti, quello nel quale l’A.N.M. trova il coraggio di scrivere che a Catanzaro «Una indagine giudiziaria [quella di Luigi De Magistris] è stata prima ostacolata dal dirigente dell’ufficio e poi illegittimamente avocata dal procuratore generale».

Fantastico !

Così l’A.N.M. fra due anni (quando il passare del tempo avrà confuso le cronologie) si vanterà pure di avere denunciato con la “chiarezza” messa nel titolo del documento che l’avocazione di Favi fu illegittima e che il Procuratore capo di De Magistris ne ostacolò il lavoro.

Peccato che lo abbia fatto solo il 23 gennaio del 2009, dopo che De Magistris è stato ormai finalmente messo nella impossibilità di nuocere.

E peccato che l’avocazione di Favi sia stata eseguita – manu militari e peraltro con una tempistica molto preoccupante – IL 20 OTTOBRE 2007. Ossia, un anno e tre mesi fa !!!

Dove sono stati questi magistrati dell’A.N.M. in questi quindici mesi?

Perché hanno taciuto in ostinato e complice silenzio?

Eppure, l’illegittimità di quella avocazione è apparsa immediatamente evidente a tutti, tanto che il collega Antonio Ingroia, solo cinque giorni dopo (il 25.10.2007) l’ha definita “impensabile” ad Annozero; la stessa trasmissione nella quale il Segretario Generale dell’A.N.M. Cascini, il 18 dicembre scorso, ha fatto le sorprendenti dichiarazioni che tutti hanno udito e che si possono rivedere nei video che ho riportato in un articolo che si trova a questo link).

E, preso atto del colpevole silenzio serbato fino a ieri, per un anno e tre mesi, dall’A.N.M. su quelle vicende, non si può non prendere atto di come la condotta e le cose dette ad Annozero del 18 dicembre scorso dal suo Segretario ancora oggi in carica e, fra l’altro, il suo attacco ai colleghi di Salerno e, per contro, il silenzio assoluto da lui serbato su quanto accaduto a Catanzaro siano l’esatto opposto di ciò che viene scritto nel comunicato di ieri. Dal che la necessità che o si riconosca che il comunicato è una deplorevole ipocrisia furbescamente postuma o si faccia dimettere il Segretario Generale.

Intanto prendiamo atto che l’A.N.M. confessa finalmente “solo” un anno e tre mesi dopo che è accaduto ciò che tutto il resto del mondo denuncia dal giorno in cui è accaduto. E questa confessione fa astutamente, come si è detto, solo dopo che De Magistris è stato definitivamente “cacciato” e solo quando ormai la “denuncia” non servirà a null’altro che a tentare – paradossalmente – di fare apparire i vertici dell’A.N.M. – che NULLA hanno fatto mentre la “cacciata” avveniva – innocenti rispetto alla “cacciata” medesima.

Insomma: i complici degli “assassini” che un anno e tre mesi dopo il funerale scrivono una commossa commemorazione del “morto” sul bollettino della loro parrocchia.

Ma dinanzi alla gravità di quella avocazione che essi stessi qualificano oggi come illegittima, non avrebbero dovuto queste stesse persone assumere una onesta e coraggiosa posizione, quando essa era attesa e invocata da magistrati e cittadini?

E con che coraggio possono assumere oggi (che è inutile fino a essere offensiva) una posizione che hanno rifiutato di assumere quando sarebbe stata doverosa e preziosa?


3. I silenzi dell’A.N.M.

Nel comunicato di ieri che sto commentando si cerca di fare passare i silenzi dell’A.N.M. come frutto di una “tradizione consolidata” che sarebbe un valore positivo.

In realtà, si tratta di un evidente disvalore, frutto di una necessità “politica” dell’A.N.M., che discende dal coinvolgimento dei suoi principali protagonisti (i maggiorenti delle correnti) in tutte le vicende del potere interno.

L’A.N.M. non può assumere posizioni “vere” ed “efficaci” sui fatti gravi che riguardano la magistratura, perché in quei fatti sono coinvolti i suoi maggiorenti.

Dunque, l’A.N.M. parla poco perché parlare la esporrebbe al confronto e imporrebbe trasparenza.

Mentre l’A.N.M. è l’associazione sindacale o parasindacale più “silenziosa” di tutte.

Per scoprirlo, basterà andare sul sito dell’A.N.M. (a questo link) e constatare come sia un sito sostanzialmente “morto”, nel quale si trovano solo documenti dai contenuti del tutto generici e, quindi, sostanzialmente fumosi: diciamo, “propaganda”.

Basterà andare nel sito di qualunque altra associazione di qualsiasi genere e con qualsiasi obiettivo per fare il paragone fra la vitalità di chi ha interesse a farsi conoscere e chi, proprio al contrario, ha interesse a non parlare mai troppo chiaro e a non farsi scoprire.


4. La confessione paradossale

Nel comunicato si scrive anche che: «Magistrati professionalmente inadeguati o addirittura collusi con le diverse forme di potere illegale non hanno subito analogo rigore da parte degli organi disciplinari. Sulla vicenda di Catanzaro si è intervenuti in ritardo e in maniera inadeguata, lasciando nell’opinione pubblica e nei colleghi un senso di insoddisfazione e di incompiutezza. Una indagine giudiziaria è stata prima ostacolata dal dirigente dell’ufficio e poi illegittimamente avocata dal procuratore generale».

Bene, tutto questo è vero.

Ma è paradossale che a dirlo siano proprio i dirigenti dell’A.N.M..

Tutti, tranne loro, infatti, si chiedono (e da anni): ma costoro dov’erano quando è accaduto quello che loro fingono di denunciare?

E scrivo “fingono” di denunciare, perché, come sempre, la denuncia è anche in questo caso, oltre che inaccettabilmente tardiva (è come se io “denunciassi” che sono state le BR ad uccidere Aldo Moro: sai che “denuncia”), del tutto generica e non accompagnata, come invece sarebbe doveroso, da alcuna concreta iniziativa che possa far sperare che a ciò che si denuncia si voglia anche in quale modo provare a porre fine.

Quando mai loro hanno fatto qualcosa contro quello che oggi denunciano?

In definitiva, ciò che scrivono più che una denuncia finisce con l’essere, come ho detto, una confessione.

Il pianto dell’assassino al funerale della vittima.

E per fare uno dei tanti esempi concreti che potrebbero farsi di altre gravissime situazioni che meriterebbero una grande attenzione e sulle quali, invece, l’A.N.M. continua a tacere (adesso, però, sappiamo che un comunicato sarà emanato fra tre anni, quando non servirà più a nulla), basti citare qui la vicenda della quale dà dettagliata notizia Carlo Vulpio in un prezioso (come sempre) articolo del suo blog, che può leggersi a questo link.

Carlo Vulpio è uno dei giornalisti più documentati sulle vicende giudiziarie di Catanzaro e su quanto accaduto in questi ultimi mesi nella vicenda qui in discussione ha scritto sul suo blog quattro articoli decisamente inquientanti, che si possono leggere ai quattro link che seguono: “Vento forte tra Salerno e Catanzaro 1”, “Vento forte tra Salerno e Catanzaro 2”, “Vento forte tra Salerno e Catanzaro 3” e “Vento forte tra Salerno e Catanzaro 4”.

Dove si entra nel paradosso assoluto è nel brano del comunicato che sostiene: «Noi vogliamo proseguire, non con le parole ma con i fatti, in un percorso di rinnovamento della magistratura e dell’associazionismo, che porti al superamento delle logiche di appartenenza correntizia nel governo della magistratura e del corporativismo nel suo significato di difendere a tutti i costi qualsiasi condotta dei colleghi che non risponda a canoni di deontologia professionale».

Parole messe nero su bianco da chi è stato ed è nei posti chiave dell’«appartenenza correntizia», come loro stessi testualmente la definiscono.

Scrivono, poi, «proseguire … in un percorso di rinnovamento …» come se un tale percorso fosse mai stato avviato.

E il tutto mentre un consigliere del C.S.M., Fabio Roia di Unicost, senza che nessuno lo smentisca, si spinge solo la settimana scorsa a negare sui giornali addirittura che esista un problema di “correntismo” (cfr a questo link), dicendo cose come: “I detrattori delle correnti parlano invece di presunte degenerazioni, del fatto che certe nomine avvengano solo sulla base di appartenenze a questo o quell’altro gruppo. Dico che questo non è mai avvenuto perché noi nominiamo, ad esempio, procuratore della Repubblica una persona che sia meritevole della nomina, a prescindere dalla sua adesione o meno ad una corrente. La corrente, poi, è un veicolo di conoscenza del magistrato”.

L’A.N.M., per favore, informi il cons. Roia di quello che succede, evidentemente a sua insaputa, al C.S.M..

E chi vuole avere un esempio di come vengono fatte le nomine dal C.S.M. e di come il cons. Roia non dica la verità in quella intervista, legga, fra i mille casi che si possono citare, quello raccontato nei particolari nell’articolo a questo link, che riguarda proprio il caso della nomina di un socio di corrente del Consigliere Roia, fatta in palese e ostinata violazione di legge, con i voti di tutti i consiglieri di Unità per la Costituzione insieme ai consiglieri di nomina politica (quelli, per intenderci, di cui Berlusconi e Violante vorrebbero aumentare il numero). L’“ostinazione” di cui parlo sta nel fatto che Roia e i consiglieri di Unicost, pur essendo evidente l’illegittimità della nomina e pur essendo stata dichiarata tale anche dal TAR, hanno resistito nei loro intenti fino alla parola definitiva del Consiglio di Stato, che, per l’ennesima volta ha dovuto dire a tutti che il C.S.M. agisce al di fuori della legge.

In ogni caso, se le cose avessero un senso, in un mondo normale e non “al contrario” come il nostro, i vertici dell’A.N.M., nel mentre confessano che «Magistrati professionalmente inadeguati o addirittura collusi con le diverse forme di potere illegale non hanno subito analogo rigore da parte degli organi disciplinari. Sulla vicenda di Catanzaro si è intervenuti in ritardo e in maniera inadeguata, lasciando nell’opinione pubblica e nei colleghi un senso di insoddisfazione e di incompiutezza. Una indagine giudiziaria è stata prima ostacolata dal dirigente dell’ufficio e poi illegittimamente avocata dal procuratore generale», dovrebbero o dire cosa di concreto – come dicono proprio loro «con i fatti e non con le parole» - hanno fatto per opporsi a tutto questo la cui gravità è sotto gli occhi di tutti o, prendendo atto che ne sono stati e purtroppo ne sono ancora a molti titoli politicamente complici, dimettersi.


5. Il pubblico ministero immaginario

Tutte le imposture per essere compiute richiedono una certa audacia e non poca sfrontatezza.

Nel comunicato dell’A.N.M. ne vengono profuse in quantità.

Il passaggio più surreale – diciamo il “surreale assoluto” – è quello che recita: «Così come riteniamo necessario che le indagini in corso non vengano obliterate ma siano condotte a termine senza indugi».

Qui è come se gli “assassini” al capezzale del morto dicessero: «Noi riteniamo necessario che lui risusciti».

Se non si dovessero piangere lacrime amare, ci si potrebbe abbandonare a una risata liberatoria.

Ciò che i vertici dell’A.N.M. autori del proclama qui in discussione sanno benissimo è:

1. che, rimosso Iannelli, capo della Procura Generale di Catanzaro torna ad essere ad interim il Favi autore della avocazione da loro stessi definita illegittima e ora indagato per corruzione in atti giudiziari dalla Procura di Salerno;

2. che i termini per la chiusura delle indagini preliminari a Salerno sono molto vicini alla scadenza;

3. che chiunque assuma la titolarità di quelle indagini dovrà leggere centinaia di faldoni di carte processuali, che i colleghi Apicella, Nuzzi e Verasani “masticavano” da tempo e conoscono benissimo.

Dunque, all’A.N.M. che, addirittura, «ritiene necessario che le indagini in corso non vengano obliterate» (e d’altra parte si tratta di una affermazione banalmente ovvia: c’è forse qualcuno che si sognerebbe di dire in pubblico che ritiene necessario che le indagini in corso vengano insabbiate?), bisogna chiedere: colleghi cari e chi le porterà avanti quelle indagini, un pubblico ministero con i poteri di Mandrake?

Quale immaginario inquirente avrà le capacità per studiare nel poco tempo che resta le carte del procedimento e il coraggio leonino per sfidare un C.S.M. che manda a casa senza stipendio in una settimana chi si permette di condurre quelle indagini in un modo che non gli piace?

In sostanza: cari colleghi dell’A.N.M., premesso che, in ipotesi, i colleghi di Salerno avrebbero potuto essere puniti con un procedimento disciplinare dai tempi “normali” (cioè di un paio d’anni come quelli della maggior parte degli altri magistrati), così da consentirgli per intanto di concludere le indagini che l’A.N.M. dice di non volere “obliterate” (ma usare parole più comprensibili no, vero?), averli “spazzati via” in un paio di settimane con le modalità di cui dirò qui appresso è secondo voi in qualunque modo compatibile con l’auspicio che le indagini vadano avanti? O non è proprio compatibile con un auspicio esattamente opposto?

E togliere addirittura lo stipendio al Procuratore Apicella (come se egli risultasse inidoneo già in sede cautelare anche a fare il consigliere di una sezione civile di Corte di Appello) ha o no una terribile efficacia intimidatoria nei confronti di chiunque prenderà il suo posto?


6. Il gioco delle tre carte delle responsabilità disciplinari

Anche i colleghi dell’A.N.M. sembrano comunque avere una qualche percezione del senso e degli effetti degli interventi dei loro soci di corrente del C.S.M. e, dunque, danno luogo nel comunicato all’ennesima mistificazione.

Scrivono, infatti: «Magistrati professionalmente inadeguati o addirittura collusi con le diverse forme di potere illegale non hanno subito analogo rigore da parte degli organi disciplinari. Sulla vicenda di Catanzaro si è intervenuti in ritardo e in maniera inadeguata, lasciando nell’opinione pubblica e nei colleghi un senso di insoddisfazione e di incompiutezza. Una indagine giudiziaria è stata prima ostacolata dal dirigente dell’ufficio e poi illegittimamente avocata dal procuratore generale. Comportamenti che certamente non possono giustificare le gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti processuali che pure si sono verificate, ma sui quali sarebbe stato doveroso intervenire con altrettanto rigore e tempestività».

La parte che voglio commentare qui è quella in neretto.

I vertici dell’A.N.M. fanno da sempre in questa vicenda un orribile gioco delle tre carte, consistente nell’“entrare” e “uscire” dal merito delle vicende medesime.

A parole dicono costantemente – anche in questo comunicato – di non volerci entrare, ma poi ci entrano pesantemente. Bastino per tutti gli interventi del Segretario Generale Cascini ad Annozero (che, come detto, si possono rivedere nei video a questo link).

Qui le condotte dei colleghi De Magistris, Apicella, Nuzzi e Verasani vengono qualificate testualmente dai vertici correntizi dell’A.N.M. «gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti processuali».

Dunque, non ci si può esimere dall’affrontare il merito di questa grave accusa.

Se De Magistris avesse commesso «gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti processuali» sarebbe stato condannato dal C.S.M. per «gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti processuali».

Invece è stato condannato dal C.S.M. con la sentenza che si può leggere tutta intera a questo link.

Si tratta di una sentenza la cui motivazione mi appare tecnicamente indifendibile (le osservazioni critiche mie e di altri si possono leggere a questo link). Ho pregato in tutte le sedi i miei colleghi – e anche quelli ai vertici correntizi dell’A.N.M. – di dire qualunque cosa su quella sentenza. A tutt’oggi non ho trovano nessuno, dico NESSUNO, che abbia preso la parola per difenderla in qualche modo.

Dunque, allo stato, non solo manca la prova che De Magistris abbia compiuto «gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti processuali» ma abbiamo una sentenza del C.S.M. che contiene essa «gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti» motivazionali. Basti per tutte il sostenere la tesi (con riferimento al Capo E di incolpazione) che “errore evidente” equivalga, nella lingua italiana e nella legge, a “errore grave”.

Delle eventuali responsabilità dei colleghi Apicella, Nuzzi e Verasani dirò quando avrò letto la motivazione del provvedimento del C.S.M..

Escludo, comunque, che il brano del comunicato dell’A.N.M. che sto commentando si possa riferire con un qualche fondamento ai colleghi di Salerno, perché, in mancanza (non sono state ancora depositate) delle motivazioni del C.S.M., l’affermazione dell’A.N.M. che quei colleghi avrebbero commesso «gravi e inaccettabili torsioni degli strumenti processuali» sarebbe una del tutto gratuita presa di posizione nel merito della vicenda, che loro dicono di non aver mai voluto prendere.

Intanto, fino al deposito delle motivazioni (che ho il terrore di scoprire, per necessità di cose, ancora peggiori, sotto il profilo della fondatezza tecnica, di quelle della sentenza su De Magistris), ciò che possiamo giudicare sono solo le procedure seguite dal C.S.M. per mandare via nel più breve tempo possibile (il Presidente della Prima Commissione del C.S.M. Bergamo promise ai giornali “se non prima delle feste, entro l’anno”) i colleghi di Salerno, procedure che destano tutte le preoccupazioni di cui dirò appresso in ordine alla loro legittimità.

In ogni caso, intanto, si deve prendere atto che l’A.N.M. fa nel suo comunicato un altro gioco delle tre carte, consistente nell’esprimere valutazioni negative di merito contro i colleghi di Salerno, tacere delle valutazioni negative di merito che appaiono evidenti con riferimento alla condotta del C.S.M. e usare la decisione del C.S.M. – allo stato addirittura non ancora motivata (e non motivata in violazione da parte del C.S.M. del codice di procedura penale, che esige che i provvedimenti cautelari devono avere la motivazione contestuale ed essere depositati entro cinque giorni dalla deliberazione) – come “prova” (?!) della fondatezza delle censure di merito dell’A.N.M. ai colleghi.

Il paradosso assoluto.

Il suicidio morale di questa associazione.


7. Le illegittimità delle procedure seguite al C.S.M. contro i magistrati di Salerno

Delle procedure seguite dal C.S.M. contro i colleghi di Salerno ho scritto in un articolo dal titolo “Il C.S.M. da garante a carnefice dell’indipendenza dei magistrati”, che si può leggere a questo link (sul blog è a questo link).

Mi limito, dunque, qui a una sintesi delle abnormità che in tanti abbiamo ravvisato:

1) apertura di un procedimento ex art 2 legge guarentigie, in violazione della legge medesima, che la consente solo per le ipotesi di fatti “non colpevoli”; l’illegalità di questa procedura nel caso di specie è evidente, clamorosa e inconcepibile;

2) la procedura, assurdamente, è ancora pendente; si ha dunque una procedura amministrativa – non “garantita” e ancora pendente – quando si aveva diritto a un processo che, peraltro, è già in corso;

3) in quella sede i colleghi sono stati indotti a difendersi e in relazione alla collega Nuzzi sono state indicate a comprova della sua asserita responsabilità disciplinare le dichiarazioni rese in quella sede (dichiarazioni il cui utilizzo in sede disciplinare appare palesemente illegittimo);

4) con riferimento ai colleghi diversi dal dr Apicella, non si capisce ai sensi di quali norme si sia agito in sede cautelare disciplinare, ossia se ex art. 13 o art. 22 della legge disciplinare (sono radicalmente diversi quanto a presupposti e sanzioni); i termini a difesa in ipotesi ex art 13 sono più lunghi; i colleghi sono stati convocati mercoledì per sabato, ovvero con soli 2 gg interi (cfr art 172 comma 5, c.p.p.) di intervallo, quindi forse con violazione del termine minimo a difesa; l’art 22, comma 2, pone un termine minimo inferiore a quello che si da a tanti delinquenti e un CSM con maggiore propensione garantista ben poteva dare un termine maggiore (cambiava molto se avessero avuto, per esempio, sette giorni per difendersi?);

5) tutta la procedura è stata fatta sui giornali, con continue “esternazioni” di Consiglieri del C.S.M. e i colleghi hanno appreso le notizie dall’ANSA prima che da comunicazioni ufficiali (ma a De Magistris non era stato contestato anche questo disciplinarmente, rilevando peraltro poi che, per De Magistris, l’accusa era infondata?);

6) Consiglieri del CSM hanno in molte occasioni anticipato giudizi alla stampa, sicché la loro imparzialità non è neppure ipotizzabile;

7) il C.S.M. non poteva procedere disciplinarmente d’ufficio, perché esso è il “giudice”; l’azione la devono promuovere il P.G. della Cassazione o il Ministro; il C.S.M. ha invocato sui giornali l’intervento di quelle autorità e anche i vertici dell’A.N.M. hanno chiesto sui giornali quell’intervento; questa cosa pregiudica ulteriormente la già difficile da ipotizzare
imparzialità dei giudici e dell’A.N.M.;

8) ma c’è di molto peggio, perché, per le ragioni ampiamente spiegate nell’atto difensivo a questo link, il C.S.M. ha agito in mancanza di una richiesta rituale del Ministro, utilizzando come “richiesta” contro i colleghi diversi dal dr Apicella quella che era una “comunicazione” (quella di cui all’art. 14 della legge 109/2006), inviata, peraltro, al C.S.M. e non alla Sezione Disciplinare (si tratta di due “autorità” formalmente diverse e l’atto inviato all’una non legittima l’altra ad agire);

9) incomprensibilmente, il Procuratore Generale della Cassazione, a fronte della prospettata “guerra fra Procure”, ha chiesto provvedimenti cautelari solo contro il Procuratore Apicella e nessun altro;

10) nonostante non ci sia alcuna paragonabilità fra le condotte ascritte ai colleghi di Salerno (redazione con motivazione che non piace di un decreto confermato poi dal Tribunale del riesame) e quelle dei magistrati di Catanzaro (resistenza illegittima a un legittimo provvedimento giudiziario anche con l’adozione di un provvedimento – il c.d. “controsequestro” palesemente e sotto molti profili abnorme) i colleghi di Salerno sono stati sanzionati assai più di quelli di Catanzaro, perché al Procuratore Apicella è stato addirittura tolto lo stipendio, sospendendolo dalle funzioni: è tecnicamente sostenibile che la gravità dei fatti ascritti al Procuratore Apicella sia tale che, ai soli fini cautelari, egli non potesse neppure essere trasferito a una sezione collegiale di Corte di Appello? E questa sanzione così sproporzionatamente grave non ha uno straordinario effetto intimidatorio su chiunque si potesse sognare di prenderne il posto?

Tutto questo l’A.N.M. finge di non averlo visto.

Su tutto questo rifiuterà per sempre di dare una qualche risposta. Se costretta sotto tortura a una risposta, la rifiuterà dicendo … di non volere entrare nel merito !!!

Così si deve interpretare tutta la contorta e illogica prima parte del comunicato di ieri: «In quei documenti non vi è stato alcun riferimento al merito delle indagini, ma solo a profili attinenti alla professionalità e al metodo, tanto nei confronti dei colleghi di Salerno quanto di quelli di Catanzaro. Noi non plaudiamo alle sentenze di assoluzione e condanna e, a maggior ragione, in occasione di una decisione della sezione disciplinare. Non esistono dichiarazioni in tal senso dei dirigenti dell’associazione. Comprendiamo l’amarezza dei colleghi nei cui confronti sono state inflitte gravi sanzioni. Noi riteniamo, tuttavia, che spetti solo agli organi istituzionalmente competenti stabilire, nel pieno rispetto delle garanzie procedurali, chi deve essere condannato o assolto e che sia sbagliato da parte della politica prendere spunto da queste vicende per preannunciare riforme».

Quanto al fatto che, come si sostiene nel brano del comunicato testé riportato, non ci sarebbero dichiarazioni di plauso alle sanzioni inflitte da parte di dirigenti dell’A.N.M. ci si deve chiedere come qualificare le dichiarazioni del Presidente Palamara, che dopo le sanzioni inflitte ai colleghi ha dichiarato ai giornali: «Prendiamo atto di come il sistema dimostra di avere gli anticorpi»; «E’ stata data una risposta sollecita di fronte a una vicenda delicata che è stata una pagina nera della giustizia. Non entriamo nel merito della decisione che rispettiamo».

Solo Palamara e i suoi soci di corrente e di A.N.M. possono sostenere che questo non sia un plauso alle sanzioni. Solo chi è così tanto abituato a distinguo fittizi, può sostenere che plaudire alla pronuncia di una sanzione e sostenere che essa ha costituito l’“anticorpo” non significhi anche approvare nel merito quella sanzione.

Se le cose stessero come sostiene - contro ogni buon senso ed evidenza - il comunicato dell’A.N.M., deve immaginarsi che essa avrebbe applaudito anche a una sentenza chennesò di condanna a morte di Apicella, dicendo: “Non entriamo nel merito della sentenza. Siamo lieti che una sentenza sia stata emessa”.

Mentre è ovvio che puoi essere lieto che una sentenza sia stata emessa solo se la puoi ritenere giusta. Se hai elementi per ritenerla non giusta, non devi gioire della sua emissione, ma dolertene grandemente. Perchè per chi fa il giudice, ma anche per chi fa qualunque altro lavoro, una sentenza è “una cosa buona” solo quando è giusta. L’idea che una sentenza possa essere buona in ogni caso, anche se sbagliata, possono averla solo il collega Palamara e i suoi compagni di corrente e di Giunta dell’A.N.M. e solo perchè è funzionale oggi alla loro politica, anche a costo di violentare ogni tipo di logica.


8. La finta “necessità politica”

Il brano riportato da ultimo contiene, nelle ultime righe, un’altra inaccettabile mistificazione.

Si cerca di giustificare quanto si è fatto cercando di dare a intendere che in ogni caso si dovrebbe stendere un velo pietoso sulla condotta del C.S.M. e dell’A.N.M. perché esse sarebbero giustificate dalla necessità di evitare che il potere politico traesse spunto dalla vicenda di Catanzaro per fare le minacciate riforme.

Si vuole dare ad intendere, in sostanza, che se in danno dei colleghi di Salerno si fossero fatte delle “forzature” e delle illegittimità, ciò sarebbe stato fatto per il nobile fine di togliere alibi al potere politico per la minacciata riforma.

Ma è, invece, di tutta evidenza che il potere politico farà le riforme che ha minacciato, perché esse sono funzionali ai suoi disegni di potere. Ed è altrettanto evidente che non sono i fatti di Catanzaro a fornire alibi al potere. Quegli alibi, purtroppo, glieli fornisce, invece, l’indifendibilità del nostro autogoverno.

Ci si deve chiedere, infine, con quale audacia i vertici dell’A.N.M. scrivono che il loro «pensiero va in particolare ai familiari delle vittime della mafia, ai ragazzi di Locri e più in generale a tutti coloro che per questa causa hanno sacrificato la propria vita e che per noi sono costante punto di riferimento».

Ma i vertici dell’A.N.M. dove li hanno mai visti e sentiti “i ragazzi di Locri” e con che coraggio li menzionano nel mentre ne tradiscono clamorosamente le speranze? Lo slogan dei ragazzi di Locri – “E adesso trasferiteci tutti” – fa riferimento, infatti, proprio all’ingiusto trasferimento di De Magistris.

Ma chiedere un minimo di pudore è troppo?

Come possono mai questo autogoverno e questa A.N.M. chiedere il sostegno dell’opinione pubblica contro un potere politico che non può che gioire per l’oggettivo vantaggio che trae dalla condotta proprio di questo C.S.M. e di questa A.N.M.? La “malapolitica” ha chiesto strillando che i colleghi di Salerno venissero fermati lo stesso giorno delle perquisizioni e mentre queste erano ancora in corso. In un tempo record (magari tutti i processi fossero così fulminei) è stata accontentata. Perché mai l’opinione pubblica dovrebbe credere che il C.S.M. e l'A.N.M. siano un baluardo contro il “potere” e difenderne l’indipendenza (che allo stato non traspare proprio da nulla) dal “potere”?


9. Il gioco delle tre carte complessivo nella vicenda di Salerno

Per concludere, è indispensabile una ricostruzione estremamente sintetica dello “schema di gioco” che è stato seguito nella dolorosa vicenda di cui si occupa il proclama di ieri dell’A.N.M..

I punti logici e cronologici in cui si è articolato lo schema sono i seguenti:

1) le indagini di De Magistris vengono fermate in maniera illegittima (da ieri, finalmente e dopo che siamo sicuri che De Magistris non possa più nuocere, lo dicono anche quelli dell’A.N.M.): avocazione illegittima e illegittima interferenza del Procuratore Capo;

2) sulla illegittimità di questa interferenza tutti tacciono e l’A.N.M. “fa finta di niente” quando sarebbe dovuta intervenire e duramente, salvo poi venire a confessare – senza le coerenti inevitabili dimissioni e quando ormai non serve più a nulla – che «magistrati professionalmente inadeguati o addirittura collusi con le diverse forme di potere illegale non hanno subito analogo rigore da parte degli organi disciplinari. Sulla vicenda di Catanzaro si è intervenuti in ritardo e in maniera inadeguata, lasciando nell’opinione pubblica e nei colleghi un senso di insoddisfazione e di incompiutezza»;

3) De Magistris viene punito e trasferito con una sentenza del C.S.M. tecnicamente indifendibile, della quale ho già detto sopra; e anche su questo l’A.N.M. ha taciuto complice;

4) la Procura di Salerno avvia delle indagini su quanto accaduto e, non ottenendo atti che la Procura Generale (titolare illegittima dell’indagine, perché, se, come sostiene ormai anche l’A.N.M. – il che è quanto dire –, l’avocazione è illegittima, illegittima è conseguentemente la titolarità di quelle indagini in capo a quella Procura Generale e l’A.N.M. dovrebbe chiedere che esse tornino all’ufficio che legalmente le dovrebbe avere) le nega, dispone perquisizioni e sequestri ritenuti legittimi dal competente Tribunale del riesame;

5) subito – il giorno delle perquisizioni – insorge la malapolitica, che sui giornali strepita contro la Procura di Salerno, chiedendo che la si fermi;

6) l’indomani la Procura di Catanzaro fa l’assurdo e paradossale “controsequestro” del quale ho scritto nel mio articolo che ho citato sopra (e che si può leggere a questo link);

7) la malapolitica e la malastampa si inventano il “conflitto fra Procure”, mentre invece si tratta di una Procura che procede ad atti legittimi (confermati, infatti, dal competente Tribunale del riesame) e di indagati (“indagati”, non “procure”) che resistono illegittimamente;

8) la tesi del “conflitto fra Procure” è come l’uovo di colombo, perché offre a tutti e anche all’A.N.M. l’alibi per dire che loro non vogliono “entrare nel merito” e che vogliono solo “sedare un conflitto”;

9) l’A.N.M. emette il comunicato del 10.12.2008, che si può leggere a questo link; si tratta di un comunicato poco chiaro, che nasconde tutto sotto una cerchiobottistica neutralità falsa e strumentale;

10) ma il 18 dicembre ci pensa il Segretario Generale dell’A.N.M. Cascini a svelare l’ipocrisia, andando ad Annozero, dove spara – scusate il bisticcio, ma va detto “a zero” – nel merito e solo contro i colleghi di Salerno; dovendosi escludere che Cascini sia uno sprovveduto, la sua condotta corrisponde a una precisa strategia politica: partiti con l’alibi della “guerra fra Procure”, si va verso l’epurazione dei soli salernitani;

11) e infatti il Procuratore Generale della Cassazione chiede il trasferimento cautelare del solo Procuratore Apicella; l’accusa al C.S.M. viene sostenuta dal dr Giovanni Palombarini, magistrato di grande prestigio ed esponente di primissimo piano di Magistratura Democratica;

12) il C.S.M. procede con le illegittimità di cui ho già scritto sopra, nel più totale silenzio complice dell’A.N.M.;

13) il C.S.M. e l’A.N.M. pregano accoratamente e ripetutamente il Procuratore Generale della Cassazione e il Ministro della Giustizia di chiedere sanzioni contro i nostri colleghi, alla faccia della imparzialità del giudice – il C.S.M. – e della “neutralità nel merito” che non si comprende come l’A.N.M. ancora provi a sbandierare nel comunicato di ieri;

14) il Ministro comunica al C.S.M. di avere chiesto al P.G. della Cassazione di procedere disciplinarmente nei confronti di tutti – salernitani e Catanzaresi – e chiede che si tolga lo stipendio al solo Apicella (vai a capire perché gli si deve togliere lo stipendio e vai a capire perché solo a lui);

15) il C.S.M. fa quello che abbiamo visto;

16) la collega Nuzzi dà le dimissioni dall’A.N.M.;

17) l’A.N.M., questa A.N.M., fa il comunicato di ieri che sto commentando.

Come ho detto all’inizio, credo davvero che ci debba essere un limite a tutto.

Scrivere quello che ho analizzato e commentato fin qui e addirittura intitolarlo «La chiarezza necessaria» mi sembra francamente al di là di tutto.

In ogni caso, questa è “la magistratura”, questo è il suo “autogoverno”, questa la sua associazione.

Il sacrificio di Luigi, Gabriella, Dionigio e Luigi ha avuto, fra gli altri, questo ulteriore merito: fare apparire tutto per ciò che è.

Ogni persona di buona volontà, ogni magistrato con un’anima, da oggi non potrà più dire di non saperlo o di non averlo capito.



55 commenti:

Anonimo ha detto...

Attenzione.

Stanno chiudendo il cerchio.
Alzo zero su Genchi.

Terra bruciata attorno a LDM ed a tutto ciò che ha scoperchiato e scatenato.

Il lavoro è quasi compiuto ...

Gabriele Di maio ha detto...

"questa è “la magistratura”, questo è il suo “autogoverno”, questa la sua associazione.

Il sacrificio di Luigi, Gabriella, Dionigio e Luigi ha avuto, fra gli altri, questo ulteriore merito: fare apparire tutto per ciò che è.

Ogni persona di buona volontà, ogni magistrato con un’anima, da oggi non potrà più dire di non saperlo o di non averlo capito"

Sottolineo quest'ultimo passo, perchè riassume bene la situazione attuale.

Troppi preferiscono ancora trincerarsi dietro il "non so" o il "non ho capito" e restano inerti.

Non mi sembra un atteggiamento del quale andare fieri.

Con tutte le scusanti possibili, forse c'è un pò da vergognarsi a non interessarsi (o a fingere di non interessarsi) di queste vicende ed a non avere il coraggio di assumere una posizione.

baron litron ha detto...

... In ogni caso, questa è “la magistratura”, questo è il suo “autogoverno”, questa la sua associazione...

letto, digerito e compreso l'articolo del dottor Lima. una domanda mi viene spontanea, e la rivolgo a chi sappia rispondermi (perché io sinceramente non lo so): è obbligatorio, e in tal caso in base a quale norma, che i magistrati si riuniscano in unica associazione nazionale, oppure vivano sciolti isolati e reietti?

mi spiego meglio: tutte le categorie di lavoratori (dipendenti) hanno i loro sindacati. c'è chi dice siano troppi, sovrapposti, ridondanti, ma in ogni caso non c'è il sindacato unico dei medici, degli spazzini o dei metalmeccanici, ma per ogni categoria ci sono tre sindacati nazionali, più svariati sindacati di categoria, di base, locali, trasversali .... di conseguenza, il lavoratore che non si sentisse adeguatamente tutelato per dire, dalla CIGL, potrebbe cercare nella UIL o nel sindacato di base migliori risposte alle proprie rivendicazioni, e una più puntuale rappresentanza delle proprie posizioni.

per i magistrati invece pare che il sindacato si debba presentare come monolitico, granitico, inossidabile, tanto da non chiamarsi nemmeno sindacato ma "associazione", gentile eufemismo postfascista di altre strutture, sempre con desinenza in "zione" ma con diversa iniziale.....

sarà mica questa una comoda coperta, una facciata di serena condivisione di ideali e aspirazioni, dietro la quale nascondere i più sordidi giochi di spartizione di carriere, posizioni di potere, ammiccamenti a questo o quel partito in funzione degli interessi di questa o quella corrente, come mi pare di aver capito dalla lettura di diversi articoli sul tema?

e allora - vengo alla domanda centrale - mi chiedevo se non fosse il caso (qualora la legge lo consentisse) di fondare un'altra ANM, con un altro nome, dichiaratamente antagonista all'attuale, esterna ad essa, e nella quale far confluire tutti quei magistrati che sinceramente ne hanno le tasche piene della gestione presente e passata, e delle sue pesantissime ripercussioni sulla composizione e sul comportamento del CSM.

avrebbe senso? avrebbe seguito? smuoverebbe le coscienze (parola grossa) di certi caporioni togati? metterebbe insomma il sale sulla coda di qualcuno?

Anonimo ha detto...

P***a "miseria"... non ci volevo credere... sono andato a leggere il comunicato ed è tutto vero!
Ho già comprato il biglietto aereo per essere il 28 prossimo in Piazza Farnese a Roma. Se non fosse che la manifestazione è contro il CSM, esecutore e mandante unitamente al governo di provvedimenti illegittimi contro valorosi magistrati, mi farei immediatamente rimborsare.

Anonimo ha detto...

Con il motto: "guerra tra procure", mi ritorna in mente un ritornello degli anni settanta, ovvero la teoria degli opposti estremismi; "...espediente retorico...", volto a confermare la centralità della politica del principale partito di governo.

Quel periodo fu foriero degli anni di piombo.

La retorica di oggi, mi sembra, invece, foriera della demolizione totale dello STATO DI DIRITTO.

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

TUTTI IN PIAZZA mercoledì 28

ps.
Porterò con me anche la stampa di questo articolo, che tornerà utile per illustrare la motivazione della mia presenza davanti all'Ufficio Territoriale del Governo di Genova,
Sarà il certificato della mia solidarietà al pensiero espresso dal Giudice Felice Lima e dei tanti che ambiscono all'indipendenza della Magistratura Italiana.

pps.
Nello stesso corpo dell'edificio che ospita la Prefettura di Genova, adiacente all'ingresso principale, è ubicato l'ingresso della sala "SIVORI".
Sala storica, ove nel 1892 Filippo Turati, fondò il Partito dei Lavoratori Italiani (PSI).

Ma questa è un'altra storia.

Fraterni saluti

Stefano
Genova

Anonimo ha detto...

B dice che dall’archivio Genchi uscirà un grande scandalo. Ha perfettamente ragione: per la prima volta dall’avvento della c.d. seconda Repubblica un Magistrato aveva preso ad indagare i colpevoli di gravissimi crimini che operavano con la copertura di pezzi deviati dei governi!

Anonimo ha detto...

Da due anni,forse in maniera maldestra, forse in maniera grossolana, forse in maniera poco abile, batto e ribatto sul forum di politica a cui partecipo, sul caso impropriamente conosciuto come "il caso De Magistris". Praticamente nessuno risponde. Eppure certi forumisti sono più competenti di me, più preparati e pure ben più giovani. Se sono inadeguato e l'argomento interessa potrebbero essi scrivere e dibattere. Niente, niente, niente.
Non capisco. Per me questo insieme di fatti concerne non tanto i giudici, quanto noi cittadini ordinari " normalmente" ignoranti di problemi giuridici. Io ho risentito il giudizio dato dal CSM come uno schiaffo da me ricevuto e non meritato. La mia solidarietà va innanzitutto ai miei concittadini e dunque necessariamente anche a quei giudici che hanno subito quelle condanne. Credo che nella nobile lettera del giudice Gabriella Nuzzi quanto sto scrivendo sia ben meglio espresso di quanto io possa farlo. Ora perchè tanto silenzio nel vostro ambiente e perchè tanto silenzio fra noi cittadini? Incomprensibile. Eppure non tutto è astruso in questa vicenda. Proprio ieri, prima di leggere l'articolo dell'ottimo giudice Felice Lima, in un mio post avevo sottolineato la frase "Una indagine giudiziaria [quella di Luigi De Magistris] è stata prima ostacolata dal dirigente dell’ufficio e poi illegittimamente avocata dal procuratore generale» , frase che commentavo con greve ironia.
Chiunque può arrivarci, almeno per casi così semplici, e allora perchè tanta indifferenza? In tutti i casi io non dispero e paradossalmente la lettera che qui si commenta mi fa pensare che il vento può cambiare. E deve cambiare.

Anonimo ha detto...

Dott. Lima,

grazie per questa micidiale lucidissima analisi dell'accaduto.
Il re è nudo !
Sì, ogni persona di buona volontà, ogni "cittadino" con un’anima, da oggi non potrà più dire di non saperlo o di non averlo capito.

Anonimo ha detto...

Il comunicato dell'ANM non mi convince.

Si contraddice quando dice di rimettersi alle valutazioni nelle sedi competenti, e poi taccia di illegittimità l'avocazione-Favi e dà per certe le ingerenze nelle indagini di De Magistris (se ci pensi, nemmeno la procura di Salerno ha assunto questa posizione, non avendo esercitato l'azione penale).

Andando più al sodo della vicenda, mi pare di poter dire, anche avendo letto - in parte - il decreto di perquisizione di salerno nei confronti dei pm di cz, che con le "prove" che ha sin qui raccolto la procura di salerno l'accusa non andrà lontano.

D'altra parte, questa era probabilmente la valutazione degli stesssi ppmm di SA, se non hanno chiesto misure cautelari o non hanno comunque chiesto il rinvio a giudizio ma hanno ritenuto di dover fare una perquisizione.

Inoltre, scoprendo le carte con il decreto di perquisizione e sequestro, dubito che sperassero di poter raccogliere altre prove successivamente.

Insomma, credo che sapessero che con la perquisizione e sequestro l'inchiesta sparava le sue ultime cartucce.

A questo punto bisognerà vedere quali elmenti si sono aggiunti con le perqusizioni e il sequestro di dicembre.

Complessivamente, credo che le ipotesi di reato su cui indaga Salerno non si reggano su solide basi, sicché pare probabile che la tesi del complotto a fini di insabbiamento non troverà conferma.

Per quanto riguarda poi il procedimento disciplinare, credo che si sia trattato sin qui di un "ingiusto" processo, sia per i tempi concessi alle difese che per la natura delle contestazioni elevate, sia per la inaudita (ed inedita) severità delle misure adottate, sia, ultimo ma non meno importante, per il fatto che la sezione disciplinare del CSM non mi pare ontologicamente un giudice affidabile (parte dei componenti non hanno le competenze tecniche per delibare la fondatezza di certe contestazioni - bisognerebbe fare il pm di mestiere per molti anni - si tratta inoltre di giudici "elettivi" e quindi in un certo senso "politici", che hanno peraltro giudicato con i riflettori puntati addosso e con la dichiarata intenzione di fare in fretta).

A mio avviso la vicenda aveva un solo elemento di "singolare gravità", ossia il sequestro dei fascicoli in originale, con conseguente "espropriazione" di un ufficio giudiziario della propria funzione.

Sappiamo che quello giudiziario è un potere "diffuso", che ogni singolo magistrato esprime una frazione di un "potere dello stato" (e infatti può sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla C.Cost).

Togliere a un pm il fascicolo significa "sospendere" l'esercizio della funzione giudiziaria.

E' un po' come impedire al parlamento di riunirsi.

Questo era un fatto grave e mi pare senza precedenti.

Anche il tanto vituperato controsequestro mi pare molto meno abnorme di quanto è stato scritto su questo blog.

In astratto, MOLTO IN ASTRATTO, per come configurati i reati a carico dei PM di SA, la competenza di CZ c'è e c'è anche il collegamento con il fascicolo Why Not.

Certo, sarebbe opportuno astenersi dall'indagare su chi ti indaga, ma questo non rende illegittimo, nè tantomeno abnorme, il provvedimento (anche se forse può essere valutato negativamente sotto il profilo della correttezza
e dell'equilibrio).

Perquisizioni personali dei pm e degli zainetti presenti nell'abitazione da perquisire mi paiono poi del tutto lecite.

Per il resto, motivazioni pertinenti o apparanti, pagine troppe o troppo poche, sono pane per i rispettivi TDL e per la comunità scientifica.

Non certo per il disciplinare, pena una gravissima compromissione dell'indipendenza della magistratura e quindi del primato delle leggi.

Sul correntismo e sull'indipendenza interna dei magistrati, non ho elementi per giudicare.

saluti a tutti
ele

Cinzia ha detto...

GRAZIE GRAZIE GRAZIE
INFINITAMENTE GRAZIE

All’inizio di questo scritto la prima relativa distrazione dal leggerlo tutto di getto è stata quella ovvia di seguire il link per dare una scorsa al comunicato di cui non ero a conoscenza.
Un comunicato tutto sommato breve e comprensibile in tutte le sue sfumature di vergognosa menzogna, anche per me, semplice cittadina informata dei fatti.
Man mano che lo leggevo la mandibola inferiore, sensibile allo sconcerto, cadeva verso il basso in completo abbandono alla forza di gravità.
Mentre leggevo ognuno dei passaggi sottolineati in questo post mi ritrovavo sempre più incredula, tanto da non riuscire quasi a prestare fede ai miei occhi.
In particolare leggendo questo passaggio
"Una indagine giudiziaria è stata prima ostacolata dal dirigente dell’ufficio e poi illegittimamente avocata dal procuratore generale." !!!ò_O!!!
ho pensato che eravamo veramente al colmo. E invece no.
No, ci si può spingere anche oltre.
Alla fine del documento mi sono ritrovata con la bocca aperta, le lacrime agli occhi e nell'incapacità totale di razionalizzare e tradurre con qual si voglia parola il mio pensiero.
Per fortuna, anzi no, per l'amore che la vita stessa ha della verità e della giustizia e a dispetto di tutti gl’impostori che vorrebbero venderci le loro menzogne di piombo come fossero oro colato, abbiamo il dono di persone nobili, competenti, sincere, oneste e capaci di parlare per noi, per la nostra rabbia impotente e per il nostro riscatto.
Felice Lima è una di queste ed io ringrazio lui e la vita che ce l’ha donato.
GRAZIE e la mia gratitudine non sarà mai abbastanza, per questo la mia rabbia, il mio sdegno e il mio sconcerto andrò a manifestarlo in piazza il 28 gennaio.

Oggi, leggendo qua e là in rete, ho trovato questa citazione che mi ha fatto rabbrividire per quanto rappresenta perfettamente la linea strategica dei nostri vertici di potere istituzionale e politico, seguiti con fedele rigore da tutto ciò che gli ruota servilmente intorno:
media, sindacati, corporazioni e associazioni di categoria.
Leggete qua da dove vengono le basi della “moderna comunicazione”:

La Grande Bugia è una bugia così enorme da far credere alla gente che nessuno potrebbe avere l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame.
(Adolf Hitler, “Mein Kampf”)

Non ve l'aspettavate che potesse essere lui il grande ispiratore eh?

Mauro ha detto...

Il (mal)trattamento a persone oneste e giuste (una sparuta minoranza scomoda che “disturba” e che si vorrebbe far sparire...o emarginare e condannare alla morte civile?) da parte di detentori di potere/i (co)sparsi e spalmati, a vario titolo partitico/politico, nelle c.d. istituzioni, è l'unico “diritto” certo, a questi riservato e “uguale per tutti”;

non v'è distinzione di razza, di religione, di sesso, di appartenenza politica. Non è vista di buon occhio questa componenente più sana in una società che insegue, e gareggia all'insegna del “così fan tutti” (e guai se i sospetti sul figlio di Di Pietro fossero fondati), per il peggio senza fine...come le tv e la stampa omologate imboniscono.

Certo, può far “piacere” all'incredulo onesto operaio quando vede che anche l'onesto e rigoroso magistrato è alla pari, accomunato alla stessa sorte nel subire angherie (infatti so di giudici che come tanti comuni cittadini non hanno ricevuto risposte da ...o addirittura, talmente impotenti a fronte di vessazioni, consigliare di pagare la multa ingiusta!)... cinicamente per la serie “mal comune mezzo gaudio”.
Ma credo che il peggior sentimento (rancoroso) vada e tocchi a quei giudici che hanno preferito e scelto di stare dalla parte del ricco/potente “re” in danno del povero/impotente “mugnaio”;

e ancor peggio, se anche la polizia fosse al servizio del potere (esecutivo) e non del popolo!
Dopo aver assistito a inchieste avocate (o scippate come ai tempi di Guariniello per la Fiat), a sequestrati che si dissequestrano, a indagati che a loro volta indagano i loro indagatori, a ricusati che giudicano i loro ricusatori....insomma, a controllori che stavano a guardare e che poi, dopo i provvedimenti letali... andrebbero controllati, tutto e di più può succedere?

Opporsi e rivoltarsi mi pare doveroso! Specie se il CSM ("centro di salute mentale"... della serie: “mentre il medico studia l'ammalato muore”) sbaglia la diagnosi e quindi la cura...“Cascini”, o addirittura abbia bisogno di “auto...curarsi”.

Medice, cura te ipsum? E il dottor Lima, in ottima salute, a quanto pare può starne alla larga o farne a meno. Visto che oltre al danno vi si aggiunge la beffa! Con ammirazione e stima, Mauro C.

Anonimo ha detto...

Caro dr. Lima (me lo conceda)
io ho letto il suo scritto e per me è condivisibile sino ad un certo punto.
Perchè soltanto ora?
Perchè queste critiche non sono state rivolte prima?
Perchè si è permesso di arrivare a tanto?
Non posso farci nulla: contesto la santificazione di persone che ritengo non siano affatto sante.
Il dr. Saracino mi disse in un precedente commento che non bisogna guardare agli atti pregressi. Io invece guardo e non per vicende personali ma per quello che vivo, ed ho vissuto, nelle dimensioni locali.
A mio parere qui si confonde una giusta critica nei confronti di enti spesso inadeguati con l'attribuzione di vittime sacrificali a persone che con quegli enti andavano a stretto braccetto! Perchè queste odierne vittime ( e lei sa che non mi riferisco a De Magistris o alla Forleo) prima hanno goduto di quel sistema ed oggi lo contestano?
E' questo che non mi torna....ed io intravedo appunto il pericolo di permettere a queste presunte vittime di continuare ad agire come hanno fatto in passato: allineate ai diktat di un "ente" oggi così contestato.
Dove erano queste presunte vittime quando il cittadino comune si rivolgeva all'organo competente a vigilare sul loro operato e tutto veniva tranquillamente archiviato, dilazionato, disperso?
Se proprio vogliamo parlare di vittime sacrificali, per favore, ricordiamo le vittime comuni di tutti gli errori giudiziari che hanno visto impuniti coloro che li hanno commessi. Il caso Tortora insegna.....ma ci sono tanti tanti altri casi, rimasti ignoti e che hanno prodotto immane sofferenza.
Si dica anche che il CSM agisce in modo "originale" e l'operato non appare conforme a criteri di legalità, ma la battaglia, a mio modestissimo avviso, va estesa all'esame di tutto....compresi i rapporti tra i magistrati e le "correnti" del CSM......
Allora sia autocritica e si comprenda "perchè" e si agisca, per favore.
Mathilda

Anonimo ha detto...

Scusandomi per la mia impertinenza
integrata dalla mia incompetenza, provo ad esprimere il mio modesto pensiero

359. Come si fa l'esame di coscienza?

L'esame di coscienza si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro i comandamenti di Dio, i precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato, a cominciare dall'ultima confessione ben fatta.

Quanto sopra, risulta essere il precetto per l'esame di coscienza di un buon cristiano.

Parafrasando, tale raccomandazione, penso possa essere lecito asserire che:
L'esame di coscienza di un buon magistrato si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro la madre di tutte le leggi, ovvero la COSTITUZIONE, contro l'imparzialità della giurisdizione e gli obblighi del proprio stato, a cominciare dall'ultimo giudizio ben fatto.

Nella lettura del commento di "ele", mi è sembrato di rilevare che le dichiarazioni del Giudice Apicella non abbiano trovato riscontro.

Nell'intervista ad "Anno Zero", appariva palese che ìl sequestro dei documenti trattenuti ingiustificatamente da sette mesi presso la Procura di Catanzaro, era volto a dimostrare che parte della documentazione probatoria inerente le indagini svolte dal giudice Luigi De Magistris fosse stata sottratta alla valutazione del GIP, per favorire l'archiviazione del caso riferito al ministro Mastella.

Ergo, la Procura di Salerno non andava cercado nuove prove a sostegno dell'inchiesta "Why not", ma cercava i documenti comprovanti la grave omissione della procura di Catanzaro volta a danneggiare il giudice Luigi De Magistris e le sue inchieste.

Stefano
Genova

graziella ha detto...

In questi tempi cos' bui in cui il "Regime" si afferma sempre di più con il beneplacito della maggioranza dei cittadini è davvero difficile mantenere la speranza che la Verità e la Giustizia possano ritornare ad essere protagoniste del nostro vivere quotidiano.Troppo poche le voci che si levano contro la deriva democratica di cui tutti,anche quelli che oggi plaudono ad essa, sono vittime. Troppo poche ancora queste voci coraggiose e libere.E' dovere di tutti cominciare ad unirci a loro e a diffondere in tutti gli ambienti che frequentiamo la verità su quanto sta accadendo.E'questo l'unico modo per mostrare la nostra gratitudine e ringraziarli per essere Maestri di vita.Alziamoci tutti insieme a loro ed avviamo ua sana e giusta battaglia democratica sulle piazze delle nostre città.
Grazie dott.Lima,grazie perchè con le sue parole non ci permette di ignorare e dimenticare.
Graziella

Felice Lima ha detto...

A Mathilda.

Cara Mathilda,

poiché Lei vuole assolutamente che io accetti la Sua sfida (che io finora ho accuratamente evitato non perchè abbia motivo di temerla, ma perchè non serve a farci stare meglio), io lo faccio e cerco di esporre a Lei e a tutti lo schema del Suo ragionamento e quello del mio.

Lei sostiene che il dr Apicella non sarebbe una brava persona.

E' una Sua tesi che io qui non voglio qui né smentire né confermare.

Per la semplice ragione che la circostanza è del tutto irrilevante e discuterne, come Lei pretende, serve solo a una Sua esigenza privata.

Per dimostrarLe questo, Le faccio un esempio.

Immaginiamo che in un paese di fantasia ci sia un assassino.

Costui due anni fa ha ucciso il marito di una signora.

Sono passati due anni e oggi egli si trova in carcere.

Lì vede un secondino che tortura un altro detenuto e interviene in difesa del compagno di cella, denunciando il secondino.

A questo punto, il direttore del carcere, prende l'assassino e, dopo averlo fatto calunniare da altre guardie, lo fa processare da giudici corrotti e lo fa condannare a morte.

A questo punto, alcuni buoni cittadini, conosciuta la storia, insorgono, chiedendo che il direttore del carcere venga rimosso e che il sistema carcerario e giudiziario venga cambiato.

Qui arriva Lei, che nel mio raccontino recita il ruolo della moglie dell'uomo ucciso dall'assassino. E dice: "Basta, per carità. Ma come potete difendere e santificare un assassino? Per favore, fatemi il piacere. Lo stanno fucilando? Fanno bene. Se lo è meritato. Dite che lo stanno fucilando per una buona azione? Chissenefrega. Pensate alla cattiva azione che ha fatto a me".

Vede Mathilda, Lei fa l'avvocato.

Dunque, conosce bene la differenza fra "giustizia" e "vendetta privata" e fra "fatti personali" e "sistema legale".

Dunque, ciò che ora deve fare, è provare a guardare alle cose non nella prospettiva del Suo personale rancore (non posso sapere se legittimo o no), ma nella prospettiva della battaglia che tanti combattiamo per un Paese migliore.

Cara Mathilda, se io nella mia vita avessi dato spazio (anche poco) ai rancori, oggi sarei un mostro.

Per fortuna, invece, nonostante le tante cose che ho visto e subito (come tanti altri), sono stanco, avvilito, affaticato, preoccupato, ma con il cuore lieto e l'animo sereno. Senza alcun rancore per nessuno e senza quel veleno dell'anima che è l'odio a rovinarmi la gioia e le relazioni con il mondo.

Cara Mathilda, anche io, come Lei, ho subito numerosi processi che ho ritenuto ingiusti. Anche io ho subito sentenze che non condivido e che mi hanno fatto male. E come me e come Lei tantissime altre persone. Ma il problema del mondo non sono i nostri personali problemi e le nostre personali vicende.

E Le aggiungo dell'altro.

Lei, Mathilda, fa l'avvocato e io il giudice.

Questi "mestieri", come tutti i "mestieri" creanlo "abiti professionali" e "mentali".

Io come giudice giudico migliaia di persone, che Lei come avvocato difende.

Fra queste migliaia di persone, tantissime sono "brave persone", tantissime altre "schifose persone".

Secondo Lei, io quando giudico e Lei quando difende dobbiamo prendere in considerazione le qualità complessive di queste persone o dobbiamo attenerci al caso che il fascicolo processuale ci mette davanti?

Sono sicuro che Lei concorderà con me che ci dobbiamo attenere al caso e al fascicolo.

Secondo Lei io quando giudico un pregiudicato che ha già fatto dieci rapine in passato e oggi è accusato di una undicesima, ma si dice innocente, devo esaminare gli atti e giudicare con lo stesso rigore con cui giudicherei se della rapina fosse accusato un notaio incensurato o, poichè l'imputato è un rapinatore abituale, debbo condannarlo e basta, "a prescindere", perchè tanto se lo merita e sarebbe assurdo che uno così finisse pure assolto?

Mathilda, Dio ci giudica alla fine della vita.

Secondo Lei, io e Lei possiamo giudicare gli uomini prima di Dio?

Noi consideriamo e giudichiamo non gli uomini, il segreto dei cui cuori per fortuna non conosciamo (pensi che sotto molti profili non conosciamo neppure il segreto del nostro di cuore), ma i fatti.

Io voglio un C.S.M. che rispetti le regole e si attenga ai fatti.

Non voglio un "padrone" che decide lui chi è "buono" e chi è "cattivo" e fucila senza processo quelli che ha deciso che sono cattivi.

Sempre, peraltro, questo tipo di "padroni" finisce per fucilare non chi "è cattivo", ma chi "gli dà fastidio".

Spero che ora sia definitivamente chiaro il mio pensiero, nella più totale libertà, ovviamente, da parte Sua di mantenere le scelte che, da parte Sua, ritenga più giuste, ma nella chiarezza, da parte mia, del senso delle mie.

Un caro e affettuoso saluto.

Felice Lima

besugo 2 ha detto...

Reagiamo contro i poteri forti che credono di poter fare quello che vogliono e hanno ubbidito al DIKTAT del ministro fella giustizia,(il minuscolo è voluto) facendo un'azione ignobile. Dobbiamo stare vicini ai MAGISTRATI che rappresentano l'ultimo BALUARDO della DEMOCRAZIA in ITALIA.

Anonimo ha detto...

Che vergogna! Che squallore! Che gente!
E il cittadino dovrebbe affidarsi alle sentenze di chi non ha gli attributi per schierarsi, o fa finta di schierarsi, e in ritardo?
Ma sciogliete questo sindacato. Oramai è morto. Abbandonatelo tutti, ritirate le vostre partecipazioni. Le correnti, gli schieramenti? Ma dove stiamo?
E non mi venite a dire che siccome siete magistrati non potete scendere accanto a chi mercoledi manifesta PER VOI.
No, non potete dire di dover apparire imparziali quando ve le date di santa ragione e soprattutto uccidete senza tritolo chi ha come punto di riferimento solo la legalità e giurò, come voi che forse lo avete dimenticato, FEDELTA' ALL'ORDINE GIUDIZIARIO E ALLO STATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
Ma chi rappresenta questa ANM? Quanti non ne fanno parte? Cominciate a dirlo.
La gente manifesta per evitare che si abbatta la vostra casa scricchiolante e voi non vi affacciate neanche alla finestra a salutare? E che dovrebbe pensare un cittadino che mercoledi sacrifica tasca e tempo per valori che vengono traditi al vostro stesso interno?
Il CSM ha violato le regole della procedura disciplinare? Ha invocato la richiesta ai suoi richiedenti? L'ANM ha dato una botta al manico e una alla pentola (non lo dico in napoletano se non comprendereste)?
Ditemi voi: è più grave il danno fatto dai corrotti dei fascicoli di Catanzaro vietati e protetti o quello fatto da chi ha tolto al cittadino la minima credibilità che ancora sperava esistesse nella magistratura? Ditelo voi che vi occupate di ricercare la verità, ma non la trovate mai e spesso la proteggete e la nascondete.
Io ringrazio eternamente chi come la dott.ssa Nuzzi ha gli attributi di affermare che "la legge deve essere uguale per tutti, deboli e potenti". Questo è il nuovo art. 3 della Costituzione del 2009. Ma voi siete nei vostri orticelli privati senza capire che un fungo nascosto e invisibile ha ormai invaso le vostre stupide piantine e presto dovrete scendere a far spesa al supermercato del potente e cibarvi di prodotti geneticamente modificati da chi con abilità vi ha portato alla morte.
Noi manifestiamo, ma io lo faccio con poche speranze e soprattutto perchè è l'unico modo che ho per dire grazie a chi, come Nuzzi e gli altri, ha sempre lavorato per garantire ai cittadini un mondo migliore.
Maurizio Dati

Prospero Pirotti ha detto...

iL Paradosso
>
Se Di Pietro fosse Ministro della (In) Giustizia, il 28 scenderebbe in Piazza Farnese a protestare. Alt! Qualcosa di molto simile è accaduto quando era MezzoMinistro: si approvava l'Indulto, anziché DIMETTERSI, faceva la manfrida tra i banchi dell'opposizione e del Governo.
>
Il 28 ci sarà Lumia, il cui PD nelle vicenda non ha speso una dichiarazione che fosse una. Il termine "Dimissione" nel vocabolario c'è perché è giusto che i ragazzini delle Medie sappiano che quando uno dice di essere in disaccordo con qualcosa, si dimette
>
Eppure sarebbe bastato che Di Pietro con il suo folto stuolo di deputati e senatori avesse occupato Camera e Senato: De Magistris e Forleo sarebbero stati già ai loro posti, invece vedrete che i Berluscones inseririranno lo Jus Primae Noctis.
>
Non si può pretendere il rischio da parte di chi in questo Blog si espone, ma da coloro che sono eletti e ricevono: stipendio faraonico, finanziamento pubblico ora doppio, pensione dopo due anni sei mesi ed un giorno, pretendere coerenza, linerarità e, quindi, RISULTATI, è proprio il minimo. Mi irrita vedere Di Pietro con il megafono come fosse un comune cittadino. Mi ferisce vedere un qualsiasi politico in una manifestazione popolare: mi sento preso per il culo. Quando a Travaglio e Grillo, loro è la colpa, solo loro se si è giunti a tanto. 1) Poche rivendicazioni, ma INDISCUTIBILI e su quelle martellare sino allo spasimo. Invece hanno sparato un post al giorno: hanno trattato lo scibile, soprattutto il genovese.2) Se ogni manifestazione di piazza sin dal 2006 fosse stata seguita da migliaia di schede elettorali restituite, ora sarebbe in ginocchio come per Tangentopoli, peggio di tangentopoli. Il 28 ci saranno anche loro: altre chiacchiere. Ci si deve preparare al peggio: l'arroganza è come quella palla di neve che scendendo a valle diventa montagna. Siamo nelle mani di nessuno, o di qualche volenteroso che nulla può.
E gli dobbiamo essere grati, perché rischia.

Felice Lima ha detto...

Per Ele (commento del 24.1 alle 23.55)

Gentile Ele,

ciò che Lei dice in ordine alla legittimità del "controsequestro" di Catanzaro, come alcune altre delle Sue considerazioni è, a mio modesto parere, del tutto privo di fondamento tecnico.

Le ragioni di questo mio assunto Le può leggere nell'articolo ”Il C.S.M. da garante a carnefice dell’indipendenza dei magistrati”, al quale, per brevità, La rinvio.

Un caro saluto.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Caro dr. Lima
Mi dispiace di essere stata fraintesa.
Io non asserisco che Apicella non sia una brava persona: è un giudizio morale ed io non ne faccio e, sinceramente, penso che siano problemi suoi.
Non è per battaglia personale e/o per rancore personale che mi esprimo così.
Io vivo, come lei ben sa, nei luoghi dove le citate persone hanno espresso la loro attività.
E proprio per la mia attività di avvocato che svolge la professione in detti luoghi forse io parlo per fatti e non per rancore. Già in passato ho detto anche attraverso il blog che personalmente SO come Apicella abbia violato la norma dell'art. 11 c.p.p. ed è rimasto impunito dal medesimo CSM. SO però di tanto altro riferito nei "corridoi" e quanto riportato sui giornali. Ma so anche di magistrati di alto ed indiscusso valore che sono stati attaccati da Apicella, dalla Nuzzi, definita da un giornale locale "implacabile accusatrice", e che sono stati sanzionati dal CSM....non si comprende perchè.....e queste persone portano avanti la loro difesa nelle sedi istituzionali....senza giornali sui quali esternare.....
Anche su Verasani ( e mi dispiace), notizie da giornali sia ben chiaro, si parla di altro procedimento disciplinare a causa di una vittima di errore giudiziario (fatti del 93/94).
Si criticano magistrati appartenenti ad ANM, e molti iscritti sono di Salerno, li conosco attraverso i loro provvedimenti e da questi ho visto espressioni di legalità....non di violazioni normative.
Però questi magitrati vengono indirettamente attaccati e, sinceramente, non mi appare giusto ed adeguato.
Questo cercavo di esprimere. E confermo pienamente il senso di quanto prima detto: il problema è ampio ed investe alla radice il sistema e quel sistema va assolutamente contrastato. Ho il timore però che a paladini per tale contrasto si faccia assurgere a simbolo persone che sono comunque il frutto del sistema.....
Spero di essere stata questa volta più chiara ma non m'intratterrò in futuro sull'argomento poichè ho il senso di essere stata un po' strumentalmente equivocata.
Se così non fosse porgo le mie scuse.
Grazie Mathilda

Anonimo ha detto...

effettivamente il comunicato dell'A.N.M., con quell'inedito inciso sulla illegittimità dell'avocazione e con quella protestatio ("noi non abbiamo mai plaudito"), lascia esterrefatti, per usare la formula di cui si servono i P.M. negli appelli contro le sentenze di assoluzione più stupefacenti.
In questo caso, la sentenza (dell'A.N.M.) è di autoassoluzione.

Ho il dovere morale di dire che sono un moderato e che certe critiche mosse al decreto di Salerno mi trovano consenziente. Decreto legittimo, come ha statuito il T.d.L., ma con connotati di inopportunità. Questo il mio sommesso avviso. Però resto esterrefatto quando vedo che, praticamente, tutta la Procura di Salerno chiede un chiarimento, e l'associazione non recepisce una normale istanza di democrazia interna; resto esterrefatto quando, ascoltando l'intervista di Apicella, vengo a sapere che una così grave misura cautelare è stata adottata in quel modo, con un'istruttoria così compressa, nel silenzio assoluto e unanime delle "diverse sensibilità culturali" di un associazionismo giudiziario, di solito dimostratosi ben più loquace, vivace e intemperante, in relazione a pratiche di incompatibilità, o di promozione, o di illecito disciplinare, o di incompatibilità ambientale, molto ma molto meno significative di questa... Mi scuso con i bloggers se uso un linguaggio contorto, ma almeno Felice Lima ha capito perfettamente che cosa sto dicendo e all'occorrenza, con il suo stile diretto e la sua facilità di espressione, mi tradurrà in italiano.

Credo sia venuto il momento di usare il defibrillatore nei confronti dell'associazione. Autoconvochiamo un'assemblea, come a suo tempo fecero Palmieri e gli altri napoletani sulle questioni (anch'esse importanti) del trattamento economico.

Ernesto Anastasio - Giudice del Tribunale di Torre Annunziata

francesco siciliano ha detto...

Il mio piccolo contributo alla "resistenza" oltre che essere pubblicato su questo sito è spesso pubblicato sul sito dei ragazzi di locri acui appartengo e a cui cerco di dare il mio contributo nella direzione di comprendere i problemi anche con la sottolineatura delle regole tecniche; ciò perchè quando si è giovani e, comunque, quando si valutano le cose è bene capire che spesso non si giunge a delle soluzioni solo perchè è difficile il cammino tecnico.
MI SEMBRA TUTTAVIA PARADOSSALE che l'ANM al fine di richiamare impegni civili di resistenza si ancori al movimento dei ragazzi di locri per indicare il suo cammino. L'ANM ha già scritto in Costituzione il suo cammino e, soprattutto, in quanto sindacato di coloro i quali sono chiamati ad applicare e fare applicare la legge, ha, per così dire un cammino obbligato. Per fini non intuibili, può, ovviamente richiamarsi a movimenti giovanili o culturali o associazioni e, in questo caso, avrebbe fatto bene a richiamare anche, come faro, il cammino di UGUALE PER TUTTI percorso da Felice Lima, Gabriele Di Maio, Stefano Racheli, Nicola Saracino e tanti altri loro colleghi su questo laboratorio culturale; ovviamente ciò non è stato ritenuto "politicamente" conveniente nonavnedo Voi una corrente in seno all'ANM.
In ogni caso, oltre a ringraziare ancora una volta lo splendido corragio e la lucida analisi del dott. Lima, io mi chiedo: atteso che in maniera un pò tradiva ( meglio tardi che mai) l'ANM sembra affermare che a Catanzaro sono stati commessi atti censurabili, quali iniziative diverse da comunicati "politici" assumerà nelle sedi competenti l'ANM? Sosterrà ora un altro Magistrato soggetto al principio «quod principi placuit legis habet vigorem»? Quali iniziative assumera l'ANM per far si che l'espropriato De Magistris possa recuperare attraverso l'istituto della retrocessione il bene della sua professionilità? Quali inizative assumerà l'ANM per chiarire che un atto giudicato legittimo nelle sedi competenti sia risultato motivo della sanzione cautelare facoltativa più grave per il dott. Apicella peraltro prevista dalla norma, in particolare e in maggior misura, per il caso di procedimento penale pendente a carico del Magistrato?
Un grazie di cuore a Felice Lima e al blog con la speranza che, stavolta, visto che da questo sito partono sempre istanze articolate sulle norme di legge ed espressione di cortesi, legittime ed argimentate forme di manifestizione del pensiero, l'ANM voglia interloquire nel concreto e dare risposte

Anonimo ha detto...

Caro Felice,

avevo già letto le Sue considerazioni più squisitamente. Evidentemente non siamo d'accordo.

Tuttavia, penso che Lei si stia spendendo con molta generosità e coraggio per quello in cui crede e che la sua azione abbia messo in moto sani processi critici e autocritici nella magistratura.

La Sua "azione" è salutare, e comunque ha il mio rispetto, anche se alcuni dei presupposti dai quali - mi sembra - muovono i suoi ragionamenti (es. la cospirazione di ambienti giudiziari a danno di De Magistris) mi paiono "fallaci".

buona domenica.
ele

Anonimo ha detto...

Nel commento delle ore 1.01 di Cinzia è espresso benissimo quanto anch'io avrei voluto dire, le mie reazioni durante la lettura sono state identiche, e del tutto simili le mie considerazioni.
E, soprattutto, provo la stessa gratitudine, davvero infinita, per Felice Lima; per il Suo infaticabile impegno e il lavoro immane che su questo Blog la tragicità degli ultimi avvenimenti gl'impone, in aggiunta al già durissimo lavoro, proprio quando aveva con tanta pena preso e dato atto di non farcela.
Il paragone che mi viene in mente per la Sua coscienza è quello con una roccia; una roccia che ha la trasparenza di un cristallo purissimo.
L'auspicio viene immediato e conseguente: se solo questo Paese potesse cominciare, anche molto, ma molto, ma molto alla lontana, ad assomigliargli....
G R A Z I E
siu

Marco Maggi ha detto...

Il comunicato può essere un tentativo di delegittimare preventivamente la manifestazione del 28, che se avesse successo sarebbe difficile e scomoda da tenere segreta.

Finora non ne ho sentito parlare nei telegiornali nazionali, nonostante sia patrocinata anche dall'associazione Familiari Vittime di Mafia. Ma se la piazza si riempie, che figura ci fanno i telegiornali, soprattutto RAI?

C'è qualcosa, però, che mi sfugge completamente. A un certo momento c'è stato un cambiamento di rotta nel csm, dall'essere accusati di voler diventare "la terza camera del Senato" al farsi zerbini del Ministro. Perché?

Qualcosa è successo dietro le quinte, qualcosa è stato promesso. Ma cosa? Se passa la riforma della giustizia, quale garanzia contiene e per chi?

Anonimo ha detto...

Grazie dott. Lima,
da oggi, Lei ha pazientemente e tenacemente spiegato i FATTI,
per chi non voleva proprio capire,
Lei gli ha scritto tutti gli avvenimenti,
i quli non sono un punto di vista, sono la VERITA',
e sono il modo per far conoscere a noi cittadini i FATTI, visto che in questo NOSTRO AMATO PAESE, è ormai VIETATA la corretta informazione.
Non rinunciate a informare il PAESE,
è l'unico modo che ormai ci resta per non essere fagocitati dal SISTEMA.
Paolo Manicone

Anonimo ha detto...

L'A.N.M. si accorge, a due anni circa di distanza che il Procuratore Capo ostacolava le indagini e che l'avocazione è stata illegittima.
Così, se riformeranno l'ordinamento giudiziario con decretazione d'urgenza, faremo sciopero nel 2011.

Carlo Pappalardo
Tribunale di Cosenza

Gianluigi (Giurisprudenza) ha detto...

pudore?
nah...se c'è una cosa che mi è chiara da quando seguo la politica, l'inciucio, il malaffare, la collusione, connivenza politico-criminale è... che il pudore in questi soggetti non esiste minimamente!
es. Mancino su Paolo Borsellino (davanti a Salvatore) e sul famoso incontro al Viminale: "perchè avrei dovuto dare un appuntamento ad una persona che non conoscevo?"
beh... no comment!
ho usato Mancino perchè, casualmente o meno, è uno dei personaggi presenti sia ieri sia oggi...
uno dei personaggi che dimostra come la seconda Repubblica non esiste e come essa non sia altro che una degenerazione della prima!
il lavoro del Pool di Palermo e quello di Tangentopoli han molte similitudini con la vicenda Why Not...differenti son gli effetti.
nel '92 ancora la stampa, per sommi capi, funzionava... oggi la stampa è al servizio del potere (si noti che nessun tg principale ha dato notizia della sentenza del Tribunae del Riesame, mentre ha fatto la veglia alla condanna di Apicella-sic!-).
nel '92 i magistrati si facevano saltare in aria (e questo fu un dramma per noi che li piangiamo ancora, ma anche un errore strategico per i suoi stessi esecutori e/o mandanti, più o meno occulti, perchè ha dato una forza ed un'intoccabilità notevole ai giudici di mani pulite...sarebbe scoppiata la guerra civile se gli avessero torto un capello!)
oggi i giudici(grazie al cielo)non saltano in aria(speriamo!!!)ma saltano dalle poltorne!
ed in più...il potere (destra e sinistra all'unisono) tenta proprio di farli fuori...distruggere il già barcollante sistema giudiziario e gli equilibri costtuzionali(e deomocratici)...con la complicità dei giudici stessi! CSM e ANM (per quanto sopra) e di tutti quegli altri che tacciono!
onore a De Magistris
onore ad Apicella
onore alla Nuzzi
onore alla Forleo
onore ai 25 PM salernitani che han fatto fronte compatto pro Apicella
onore a Paolo e Giovanni...

grazie dott. Lima, grazie infinite anche a Lei per questo suo impegno! Le chiedo solo una cosa: continuare!

con affetto,
Gianluigi (Magistrato di domani...almeno spero)

Luciana ha detto...

Bellissimo post.

Mi sono spaventata quando l'ho visto la prima volta, ma poi ce l'ho fatta ad arrivare in fondo. :D

Ne valeva la pena.

Come sempre, l'ho riportato anche sul mio sito e, dopo averlo stampato, me lo porterò anche a Roma mercoledì prossimo. :)

Luciana

Anonimo ha detto...

nel mio commento delle 11,53, dopo "considerazioni squisitamente", è saltato un "tecniche".

ciao
ele

Felice Lima ha detto...

Al collega Ernesto Anastasio (commento delle 10.55)

Caro Ernesto,

intanto grazie di cuore per la Tua presenza qui.

Nel condividere tutto ciò che hai scritto (che si comprende benissimo), ci tengo a dire a Te e a tutti che nessuno di noi difende il decreto di Salerno “incondizionatamente” o “non moderatamente” (permettimi, per sdrammatizzare, questa che è una battuta, con riferimento alla Tua precisazione di essere “un moderato”).

Facciamo i magistrati e su quel decreto ciascuno di noi ha opinioni varie e diversificate.

E’ che la questione non è questa.

A me e agli altri che stiamo discutendo di questa cosa sembra che si possa ampiamente controvertere su quel decreto, come su tutti i provvedimenti giudiziari. Quante sono le sentenze – anche della Cassazione – del cui stile e delle cui modalità si potrebbe tanto discutere ed effettivamente tanto si discute?

Ma ci sembra che, invece, ciò che non sia possibile fare – non perché non piace a noi, ma proprio perché la Costituzione e la legge lo vietano espressamente – sia cacciare in quindici giorni dei magistrati e lasciarne uno addirittura senza stipendio, perché ad alcuni non piace come hanno scritto un decreto.

Fare – intenzionalmente (da parte di chi vi ha avuto interesse) – confusione fra controvertibilità tecnica e se vuoi anche deontologica di un atto e sindacabilità disciplinare del merito dello stesso, significa violare gli artt. 101 e 107 della Costituzione e dare l’ultima definitiva mazzata all’indipendenza dei magistrati.

Questa è la partita che stiamo giocando.

A oggi, il risultato della partita è che il Procuratore di Salerno che verrà a sostituire il collega Apicella si troverà sul tavolo la scelta fra essere “obbediente” o “indipendente” e avrà chiaro che la posta in gioco sarà il suo stipendio.

Questo è quello che hanno fatto i compagni di corrente dei nostri colleghi che scrivono l’inverosimile comunicato che mi sono permesso di commentare, dallo spudorato titolo “La chiarezza necessaria”.

Questo è quello che dovrebbe preoccupare ogni magistrato che voglia potere restare “indipendente” in un tempo in cui TUTTI ci vogliono “obbedienti”.

Ancora grazie e un saluto caro.

Felice

Anonimo ha detto...

Caro Felice, il mio intervento voleva significare proprio questo: possiamo anche avere diversi punti di vista, ma di fronte alla gravità dei fatti e all'evidenza di un certo atteggiamento opportunistico dei vertici dell'associazione magistrati, non possiamo negare la crisi di autorevolezza e rappresentatività dell'associazione stessa.
A questa crisi dobbiamo rispondere, o dall'interno, oppure (se è proprio necessario) dall'esterno. Tu ed altri colleghi avete lanciato la metaforica pietra (questo blog) nello stagno, e meritate un "grazie" convinto per quello che avete fatto e continuate a fare, nonostante l'atteggiamento schizzinoso di tanti (a proposito, te lo ricordi quel tizio sulla ML di magistratura democratica che spiegava agli altri come "attrezzarsi" per mettere il filtro ai tuoi messaggi? scusa se rievoco questi trascorsi... ma è per fare capire a chi ci legge che il tuo sforzo non è solo quello di dedicare del tempo al blog, ma anche quello di dialogare con chi, letteralmente, non vuole ricevere alcun input).
Dunque, sarò ingenuo, sarò un fesso, ma per stare un po' più in pace con la mia coscienza ribadisco che è venuta l'ora di prendere qualche iniziativa idonea a smuovere ulteriormente le acque stagnanti dell'associazionismo giudiziario. Sul "che fare" mi piacerebbe che si aprisse un dibattito.

Se abbiamo un minimo di amor proprio, come categoria, dobbiamo infatti chiederci: che ne sarà delle venticinque firme dei colleghi di Salerno? e che ne è stato delle 253 firme a sostegno di De Magistris? Io all'epoca non firmai, ma adesso firmerei: ho visto troppe cose alla Blade Runner...

Ernesto Anastasio

Exidor ha detto...

Le annuali cerimonie di commemorazione a Capaci e in Via D'Amelio dovrebbero averci abituato, data la folta presenza della politica in quelle occasioni, che l'assassino torna sempre sul luogo del delitto.

E la mancanza di verità concrete ed assolute sui due attentati di cui sopra ci fanno capire che, tra le alte cariche dello Stato inattaccabili, sono incluse anche quelle esplosive piazzate sotto un'autostrada o nel bagagliaio di una 126.

Secondo una mitologica definizione, esistono bestie che piangono dopo aver ucciso e divorato la propria preda.

Vorrà dire che, quando tutta l'assoluta inammissibilità e gravità delle violazioni commesse sarà sanzionata e la Legge avrà fatto di nuovo il suo ritorno, le borse che porteranno con sè i magistrati onesti saranno non più in cuoio, ma in pelle di coccodrillo.

Il segnale di vicolo cieco c'era, all'imbocco della strada intrapresa ultimamente da ANM e CSM. Ma non hanno potuto vederlo perchè troppo presi dal guardare dove mettevano i piedi, timorosi di calpestare l'onorabilità di qualche eminenza politica, che temono più di ogni altra cosa.

Ogni fase di transizione e rigenerazione è dolorosa, e resa tanto più lunga quanto più è difficile percorrerla.
E al capolinea si alternano corse finite e corse all'inizio, in una sorta di staffetta.

Aspettiamo fiduciosi, e sempre al Vostro fianco, dottor Lima.

Anonimo ha detto...

Per il dott. Ernesto Anastasio
“... per stare un po' più in pace con la mia coscienza ribadisco che è venuta l'ora di prendere qualche iniziativa idonea a smuovere ulteriormente le acque stagnanti dell'associazionismo giudiziario ... Se abbiamo un minimo di amor proprio, come categoria, dobbiamo infatti chiederci: che ne sarà delle venticinque firme dei colleghi di Salerno? e che ne è stato delle 253 firme a sostegno di De Magistris? Io all'epoca non firmai, ma adesso firmerei: ho visto troppe cose alla Blade Runner...”

Benvenuto tra noi ! Ogni contributo é preziosissimo. Soprattutto quello dei magistrati. Perché i cittadini, poco possono fare per lo strazio della giustizia, se gli stessi magistrati ne sono autori o complici silenziosi. La prego: passi parola !
Grazie di esserci.
Anna.

Anonimo ha detto...

Anche io gentile Anna volevo ringraziare il dottor Ernesto Anastasio. Lo faccio incoraggiato da Lei: Grazie! Mi auguro che in gran numero sappiate porre un argine alla deriva cui stanno per condurci degli sciocchi governanti con il fondamentale supporto che gli deriva proprio dalla magistratura associata e dai magistrati distaccati in gran numero nei vari ministeri. Il pericolo non è che si arrivi ad una dittatura, bensì il collasso dello Stato! I magistrati sono responsabili alla pari con i politici di quanto successo: de Magistris è stato massacrato dai suoi colleghi, solo perché aveva scoperto il "sistema" marcio calabrese, ove gli stessi sono parte integrante.
Inutile andare a trovare la responsabiltà del singolo: impossibile! Una impercetibile responsabilità per ciascuno degli indagati su cui il valoroso magistrato aveva ravvisato le ipotesi di reato. E tutte insieme, esse, con l'allontanamento di colui che avrebbe potuto rianimarla, hanno ucciso la Calabria.

Francesca ha detto...

Mi rendo conto che sara' difficile la partecipazione alla manifestazione del 28 gennaio a Roma di Felice Lima e degli altri Magistrati che qui hanno dimostrato d'aver ben compreso l'estrema gravita' del momento.
Sarebbe bello incontrarsi tutti, non piu' virtualmente come abbiamo fatto per molti mesi, ma proprio fisicamente per stringerci attorno ad una giustizia che non sa essere UGUALE PER TUTTI.

Con l'imprudenza che mi connota (e che talvolta mi ha procurato qualche garbato "cicchetto" nella fase di inoltro dei miei commenti) debbo dire - e mi attendo di essere accusata di complottismo -che sin dall'inizio ho pensato che l'iniziativa di Catanzaro di procedere all'illegittimo controsequestro avesse avuto ispiratori terzi che volevano buttarla in rissa, proprio per pervenire all'esito che abbiamo visto.
L'evidente illogicita' ed infondaatezza delle misure che sono state prima chieste e poi attuate e la chiara sproporzione nel trattamento dei magistrati delle due Procure purtroppo ha finito col confermare il mio sospetto.
L'importante era fermare, una volta per tutte, gli accertamenti che, partiti da De Magistris, avevano lambito le piu' alte sfere della politica (e non solo!), erano rimbalzati su Salerno e minacciavano di dare nuove rivelazioni proprio partendo dall'opera di illegittimo contrasto attuato sull'attivita' di LDM.
Non credo che possa piu' essere negata quest'evidenza.
Come una continuita' senza piu' segreti si legge nell'attacco al Dr. Genchi, definito un "mascalzone" dal ministro Mastella proprio in concomitanza con la propalazione del suo coinvolgimento nella inchiesta Why not (da cui e' stato subitaneamente escluso subito dopo l'impensabile avocazione, oggi ritenuta illegittima anche dall'ANM, i cui vertici non dimentichiamo quali fossero all'epoca dei fatti.
Oggi si ritorna sul super perito, stranamente mentre monta (speriamo molto) la protesta contro l'ingiusto trattamento inferto alla Procura di Salerno.
Il prossimo bersaglio sara' forse Sagona, il perito che aveva individuato i flussi di denaro che dalla CE transitavano dove non dovevano.
Insomma, se ora dovesse cominciare a sostenersi che LDM forse non aveva tanto torto, bisogna pestare duro sui suoi collaboratori, dipinti come spregiudicati ed additati a pubblico ludibrio.
Vi e' pero' che quando si esagera, il risultato e' controproducente.
Dice bene chi ricorda che l'annientamento fisico dei magistrati simbolo d'Italia (gia' oggetto di clamorose denigrazioni risultate inefficaci), se blocco' la loro opera di contrasto a disegni oscuri e scellerati, suscito' una reazione pubblica spontanea che sorprese tutti, proprio per l'efferatezza del metodo.
Di efferatezza del metodo si puo' parlare anche in questo caso, con la speranza che l'esageratamente chiara illegittimita' ed illiceita' delle condotte e delle omissioni dell'ANM, del CSM e di altre istituzioni coinvolte susciti una reazione generale adeguata e forte.
Mi auguro che non solo la societa' civile, ma anche i magistrati che non si riconoscono nei metodi e nel "sistema" di cui parla l'ANM abbiamo il coraggio di dare un segnale pronto e forte di dissenso (non nel 2011....!).
Lo debbono a tutti i cittadini, che dal rispetto e dalla corretta applicazione delle norme generali e astratte in maniera uniforme ed equa, senza distizioni di condizioni personali e sociali, vedono garantiti i loro diritti sanciti dalla carta costituzionale.

Anonimo ha detto...

La ringrazio dottor Lima, la sua esposizione non è stata affatto noiosa. Forse inadeguata dal punto di vista di una sua immediata fruizione televisiva. I tempi dei media sono più che contratti.
Ringrazio lei e gli altri Magistrati ed Avvocati, nonchè mormali cittadini che intervengono in questo blog "di nicchia".
Io appartengo a quest'ultima "categoria", oltre che essere un operatore di polizia.
Ciò che mi amareggia è il sapere che ai vertici di istituzioni nelle quali di deve necessariamente riporre fiducia e la convinzione che vi accedano "i migliori", i "saggi" ..... ed invece si assiste alla eterna replica della più meschina e ripetuta storia del malaffare e del maggiordomato del potere.
Come farà un cittadino o un poliziotto ad avere fiducia in istituzioni rappresentate da questi figuri?
Voi, noi ..... non avremo mai spazio adeguato e se lo avremo sarà sempre e solo una nicchia che il malaffare, l'arroganza e l'incompetenza necessariamente sarà costretto a concedere, pur tentando di sopprimere.
Sempre più spesso mi vado a rileggere i vostri articoli sul "chi ce lo fa fare", e di altri, disposti a pagare il prezzo della coerenza.
Ne ho bisogno e mi aiutano a vivere la mia professione con un minimo di dignità.
Sempre più spesso mi convinco che si vuole ridurre la Magistratura ad avere la stessa autonomia che ha un agente di polizia municipale nell'accertare "divieti di sosta"..... cioè solo in quella ..... e non sempre.
In questa realtà si viene affossati per poco più ed in modo ancora meno garantito..... semmai nei confronti dei magistrati di Salerno vi sia stato un briciolo di garantismo.
Grazie a voi tutti Magistrati, avvocati e cittadini nell'aiutarci a non sentirci soli.

francesco siciliano ha detto...

Io vivo in un luogo in cui o è stato depenalizzato il reato di corruzione ( e tutto ciò che ruota intorno alla pubblica amministrazione: luogo in cui, come noto, si usano soldi collettivi a fini redistributivi e progettuali per i processi di sviluppo) ovvero, e ne sarei molto felice, vivo in un luogo in cui i pubblici amministratori sono nella loro totalità stretti osservanti delle norme di legge. Rispetto alla seconda retorica eventualità le mie piccole conoscenze quotidiane sulle piccole cose ( permessi di costruire, cooperative di lavoratori, sussidi, composizioni di organi locali, libertà di voto ecc..) mi portano ad escludere questo processo di beatificazione. Detto questo, senza alcuna polemica o rivalsa di situazioni personali o professionali, mi preme dire che qualche interlocutore del blog ha esercitato l'azione penale nel luogo in cui vivo e ho aveva dimenticato che anora oggi esiste per il PM il potere di ricercare aliunde la notzie di reato ( ammesso che la polizia amministrativa non supporti in alcune direzione) o io ho una visione distorta della realtà ovvero il principio «quod principi placuit legis habet vigorem» a volte si sceglie come modus operandi onde non compricarsi la vita. Se fosse vera quest'ultima eventualità, mi permetto di osservare, che non serve gridare adesso che si è giunti al culmine ovvero gridare ora perchè ci si trova di fronte ad una manifestazione apicale di quel principio ciò perchè quel principi è giunto all'apice perchè vive tranquillamente alla base della quotdianità. Lo scatto di orgoglio o di rabbia o più legittimamente di rivendicazione di principi costituzionali non passa e non può passare attraverso prese di posizione ma solo attraverso fatti e comportamenti conseguenti all'applicazione di quel principio nella propria esperienza quotidiana.

francesco siciliano ha detto...

mi scuso per qualche errore di troppo dovuto a digitazione di getto in particolare ho piuttosto che o
mi scuso

Anonimo ha detto...

Caro Dott.Lima
tutti i suoi lucidissimi scritti di questi mesi, spiegati con totale comprensibilità per noi semplici cittadini, dimostrano tutte le sue capacità di grande magistrato,come ce ne sono stati e ce ne sono tantissimi in Italia.
Tutto questo che succede, mi chiedo se è stata una trappola dove l'intero ordinamento giudiziario è "ingenuamente" incappato.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Per anonimo delle 9.33

“mi preme dire che qualche interlocutore del blog ha esercitato l'azione penale nel luogo in cui vivo e ho aveva dimenticato che ancora oggi esiste per il PM il potere di ricercare aliunde la notizie di reato ... mi permetto di osservare, che NON SERVE GRIDARE ADESSO che si è giunti al culmine ovvero gridare ora perchè ci si trova di fronte ad una manifestazione apicale di quel principio ciò perchè quel principi è giunto all'apice perchè vive tranquillamente alla base della quotidianità. LO SCATTO DI ORGOGLIO O DI RABBIA O PIU’ LEGITTIMAMENTE DI RIVENDICAZIONE DI PRINCIPI COSTITUZIONALI NON PASSA E NON PUO’ PASSARE ATTRAVERSO PRESE DI POSIZIONE, ma SOLO attraverso fatti e comportamenti conseguenti all'applicazione di quel principio nella propria esperienza QUOTIDIANA”.

Rispondo.
Non credo che sia utile confondere i fatti che riguardano singoli con i fatti che riguardano tutti.
Non credo che sia utile fare allusioni generiche e provocatorie a chi scrive in questo blog, costringendolo o a subirle in silenzio o a distogliere l’attenzione dal generale al particolare, replicando in merito a dette insinuazioni.
Non credo che sia utile mettere in contrapposizione il quotidiano ed il singolo, con lo straordinario e il collettivo.
Non credo che chi ha sbagliato nel suo quotidiano non abbia la possibilità di tornare sui suoi passi, aderendo ad una battaglia per la legalità collettiva.
Non credo che chi nella sua quotidianità si crede a posto con la sua coscienza possa esimersi dalla partecipazione ad un movimento collettivo di resistenza ad attacchi durissimi alla Giustizia indipendente ed UGUALEPERTUTTI ed alla democrazia.
Non credo che sia utile, di fronte ad un dito che indica la luna, guardare il dito piuttosto che la luna.

Guardi la luna soltanto: davvero crede che tutto va bene? E se ritiene che in effetti quel dito ha ragione e i fatti siano gravissimi, davvero crede che basti la quotidianità? Davvero non teme che anche la quotidianità degli onesti non possa diventare domani impedita, ove ci si limiti ad una silenziosa quotidianità ?
Ricordo che De Magistris, e gli altri, sono stati silenziosi nella loro quotidianità e sono stati bloccati: non le sembra che la silenziosa quotidianità del singolo non sia sufficiente ?
Anna

Anonimo ha detto...

Scusate. Il mio commento é rivolto all'intervento di Francesco Siciliano
Anna

Anonimo ha detto...

L'Avv. Siciliano è del Foro di Cosenza; fa riferimento a qualche interlocutore del blog che ha esercitato l'azione penale nel luogo in cui egli vive, quindi a Cosenza; lo scrivente è stato P.M. per quasi sette anni a Cosenza, e quindi è lecito pensare che la critica sia rivolta appunto a chi scrive.
Per fatto personale, intendo rispondere, e perdonate se parlo di me stesso:
1) non ho mai avuto il vizio di gridare, né in passato come P.M., né oggi ... come interlocutore del blog;
2) non mi straccio le vesti se taluno mi critica, perché non ho la presunzione né di essere perfetto né di essere intoccabile (ovviamente senza "ingoiare" passivamente l'altrui punto di vista, quando esso evidenzia un eccesso di soggettivismo);
3) professionalmente non mi sono mai occupato, se non in udienza, di quelli che il codice penale chiama "delitti contro la P.A.", per la semplice ragione che nella Procura di Cosenza vige una semispecializzazione, ed io non ero nel pool che si occupa di corruzione, abusi di ufficio ecc. (dico questo senza nulla togliere al lavoro egregio condotto in questi anni dai colleghi, in un contesto normativo e di ristrettezze di bilancio in cui è sempre più difficile produrre risultati eclatanti);
4) sono passato alla giudicante perché caratterialmente mi ritengo più portato alle funzioni giudicanti, e questa, caro Avvocato, non è stata una scelta di comodo: basti pensare che, essendo stato assegnato al civile, ho dovuto "riconvertirmi" da una materia all'altra e sto affrontando il carico non lieve del ruolo di una sezione distaccata dove da tempo nessuno chiede di andare;
5) con tutti i miei limiti personali, e con tutti gli sbagli che, pur sempre in buona fede, avrò fatalmente commesso, mi resta comunque, credo, il diritto di parola per sostenere, pacatamente ma seriamente, che nell'associazione magistrati c'è, oggi, un grave deficit di democrazia interna e di rappresentatività. Questo era, a stretto rigore, il tema dei miei precedenti interventi;
6) nell'associazione magistrati ho creduto a lungo, e non ho lesinato le mie energie come segretario della sottosezione di Cosenza. Non ho omesso di stimolare la sezione di Catanzaro, in più di un'occasione, a porre in essere interventi più costruttivi (le occasioni non sono mancate in questi anni, anche prima del caso De Magistris). All'incarico associativo fui eletto - ci creda o no chi mi legge - senza essermi mai candidato, nemmeno informalmente: i colleghi vollero farmi questo "scherzo", e questo è per me un bellissimo ricordo.
Saluto l'Avv. Siciliano senza rancore e con un pizzico di rimpianto per la bella Cosenza, dove sono sicuro che altre persone, oneste e intelligenti quanto lui, non mi disistimano. Ernesto Anastasio

francesco siciliano ha detto...

Egregio Dottore Anastasio,
se il mio scritto è stato da Lei interpretato come disistima personale, mi creda, mi scuso e correggo non era disistima quanto semmai sprono a tradurre in pratica il suo grido.
So che l'Ufficio in cui ha lavorato è diviso in settori e con quello scritto non ho affermato che Lei o altri abbiano omesso di perseguire fatti specifici. Il mio post voleva dire piuttosto, mi sembrava chiaro, che la difesa dell'indipendenza della Magistratura impone che questa sia indipendente ed ossequiosa della legge anche quando la sua opera possa sembrare o sia impopolare, ovvero isolante, oltre a ciò l'Ufficio del P.M. deve essere il luogo in cui risultanze investigative o notizie di reato vengono vagliate attraversi meccanismi di tutela del diritto e del processo. La Magistratura, tuttavia, non deve e non può dare l'impressione di non vedere dati di fatto che non sono sempre espressione di costume sociale anche perchè taluni fatti, pur se espressione di costume sociale, sono previsti dalla legge come reato. Anchè perchè, a mio modesto avviso, la vicenda per cui discutiamo rappresenta l'ultima tappa di un'autostrada a cui hanno lavorato, purtroppo, anche molti colpevoli silenzi dei Magistrati (da intenedersi come strade impervie che è meglio non percorrere). Il mio appunto al suo grido d'allarme, pertanto, non era e non poteva essere nè espressione di disistima personale ( credo che ci saremo inconcriati poche volte e non in udienza) nè appunti professionali quanto semmai la convinzione che se il dott. De Magistris avesse volutamente limitato il suo campo d'azione nulla di tutto questo sarebbe accaduto.
Spero di essermi spiegato meglio
Con cordialità

Anonimo ha detto...

Al giudice Felice Lima.
Signor giudice, pur esprimendo la mia solidarietà al popolo italiano che, in primis, ha subito un vulnus grave con la sentenza del CSM e pur esprimendo la mia solidarietà ai giudici di Salerno, mi permetto di esprimerle il mio rispettoso disaccordo su un punto che può sembrare a torto di secondaria importanza.
Lei afferma: "Mentre è evidente che, invece, siamo stati fascisti."
I fascisti, nelle ultime elezioni libere, raccolsero il sette per cento dei voti, meno di quel che raccolgono ai nostri giorni molte liste estremiste in Europa. Il tradimento venne dall'élite del nostro paese che consegnò il potere al regime. Fra i membri di questa élite molti assunsero posti di potere dopo la liberazione e dimentichi del loro ruolo preceden te, furono fra i primi ad avallare la leggenda degli italiani fascisti.
La verità è che quando la violenza domina in un paese gli esseri umani perdono coraggio e finiscono per abbassare la testa. Se così non fosse non esisterebbe violenza. Accusare i deboli dei peccati dei forti e pretendere obbligatoriamente l'eroismo da tutti è una ingiustizia, ma soprattutto un errore, proprio per il caso presente. Io credo che si debba comprendere la posizione dei tiepidi, rispettarne le esitazioni e confortarli dando loro una speranza e convincerli civilmente a prendere posizione, il che è a loro stesso vantaggio e a vantaggio del nostro paese.
Evidentemente non novero fra i "deboli" l'illustre rappresentante dell'ANM.

Anonimo ha detto...

Caro dottore Ernesto Anastasio, beato Lei, per le ragioni espresse nel punto 2 del suo scritto delle 11.27!
Io al posto suo mi sarei rosicchiato il pc.

Anonimo ha detto...

Va bene! Chiusa la parentesi personale, ripropongo il tema: che cosa fare (oltre a dialogare su questo prezioso blog) per stanare i vertici dell'associazione magistrati e costringere l'associazione stessa a farsi carico dei gravi problemi di metodo e di merito sottesi alle misure cautelari adottate nei confronti dei magistrati di Salerno?
E.A.

francesco siciliano ha detto...

Chiarito, quindi, che non ci sono disistime particolari provo a rispondere ad Anna ritornando ancora più articolatamente sulla "materia del contendere". Premetto e ribadisco di essere un quisque de populo semplice operatore del diritto di periferia e, in quanto tale, esprimo ovviamente qualunquismo soggetivizzato; a me sembra che la materia del contendere sia il c.d. modello di magistrato ( che tradotto vuol dire come si esercita la funzione giurisdizionale). Su questo punto, esponenti del CSM, Responsabili Giustizia di Partito, autorevoli commentatori hanno detto la loro e, salvo rare eccezioni, questi hanno definito "cattivi magistrati" gli espropriati; "cattivi magistrati" i giudici attenti alla motivazione di provvedimenti e, al tempo stesso, hanno proposto il modello dei "buoni magistrati" che, secondo un ragionamento a contrario ( lo dico da quisque) dovrebbe significare inquirenti e requirenti che non alzano troppo il tiro nelle indagini insomma magistrati tranquilli. A tale modello di Magistrato, purtroppo, si contrappone l'art. 3 della Costituzione dove è scritto che il modello di buono o cattivo Magistrato non si valuta sulla base della mancanza di notabilità degli indagati ( notabilità faccio presente ad Anna che vale in assoluto sul territorio nazionale e in relativo rispetto al distretto in cui si lavora): in altri termini si è detto colui che non si ferma perchè sta facendo troppo rumore è un cattivo Magistrato ( ovviamente non si è potuto affermare che il primo è un cattivo magistrato perchè fà inchieste non fondate posto che tale ultimo risultato è e deve essere necessariamente il risultato delle valutazioni di altri Giudici a ciò deputati in funzione del ruolo). Quello che molti hanno combattutto e combattono è proprio il tentativo di codificare ( quantomeno sotto il profilo del precedente disciplinare)il principio di rilevanza della notabilità. Da quanto precede deriva che il principio di rilevanza della notabilità non può essere combattuto solo indistintamente nelle sue manifestazioni apicali ma ogni giorno nel proprio lavoro quotidiano di esercente la funzione giurisdizionale: ciò perchè così impone la legge.
Io come tanti altri di questo blog e di altre associazioni intendiamo difendere il Magistrato che applica l'art. 3 della Costituzione e, pertanto, a volte i distinguo debbono essere fatti senza, tuttavia, che ciò rappresenti manifestazione di stima o distima: l'importante è capire per cosa si combatte ovvero - meglio precisare di questi tempi - per cosa si dissente.

Felice Lima ha detto...

A Ernesto (Anastasio) e a tutti.

Caro Ernesto,

grazie davvero e di cuore di tutto. Della tua presenza e della tua pazienza.

Il tuo ultimo commento - sul "che fare" - secondo me mette il dito nella piaga.

Io non ho ricette.

E penso che la partita sia difficile, perchè il malato è molto molto grave e non vuole in nessun modo accettare l'idea di essere malato e di farsi curare.

Penso anche, però, che forse ora la misura è davvero colma e che, quindi, una qualche reazione si possa almeno sperare.

Credo che non ci possa essere salvezza senza una presa di coscienza non voglio dire collettiva, ma almeno un po' diffusa.

In quest'ottica mi pare che la presenza di ognuno in più a dire e fare sia preziosa e utilissima, perchè in questi contesti tanti si "attivano" in relazione al fatto che vedono altri attivarsi o no.

La strada che ho scelto io è stata quella della "denuncia".

Secondo una logica per la quale mi è parso che il "potere" (e quello interno alla magistratura è certamente un "potere") si avvalesse anche di una aura di nobiltà e bellezza che ne copriva i misfatti.

Ho pensato che forse dire un po' di verità e lasciare il re nudo avrebbe potuto indurre altri a reagire e non stare più sottomessi.

Alcuni frutti di questo mi sembra siano arrivati.

Ora si tratta di capire come procedere oltre.

Credo che ognuno debba fare qualcosa.

Non so bene cosa, ma credo che se ognuno facesse qualcosa - quello che sente più vicino alle corde del suo cuore, quello che riesce a fare con convinzione, quello che gli sembra giusto - questo innescherebbe davvero una rivoluzione.

Inoltre, mi sembra, Ernesto, che ci voglio la pazienza di cui anche tu hai dato prova qui.

La pazienza di andare oltre le questioni personali; la pazienza di capire che dobbiamo giocare la partita di oggi nei modi che la vita oggi ci mette davanti; la pazienza di prendere il buono di ogni cosa senza farsi scoragiare da quello che non funziona di ogni cosa.

Insomma, la storia delle rose e delle spine.

In definitiva, a me pare che stiamo provando - ognuno come può - a mettere in campo un nuovo metodo.

E mi pare che, per quel po' che in pochi si poteva fare, il metodo stia funzionando.

Se il metodo funziona, c'è speranza che sia lui a far venire fuori nuove idee e persone.

Intanto ancora grazie di cuore e mettiamoci tutti a pensare come fare la prossima mossa.

Ti abbraccio.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Che fare?
Visto che il dr. Lima ritiene che la partecipazione di magistrati potrebbe essere ingiustamente strumentalizzata, rivolgiamo un invito formale al Dr.Palamara di parteciparvi come rappresentante della categoria.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Mi domando soltato dove trovi il Dottor Lima IL TEMPO per scrivere queste cose !

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo delle 21,26 che si chiede dove il dr. Lima trovi il tempo per scrivere....
Sicuramente anche di notte togliendo ore di sonno al suo riposo per il suo profondo senso civile visto che chi dovrebbe occuparsi incessantemente fino alla soluzione delle necessità dei nostri enormi problemi è costantemente in televisione a fare salotto o in campagna elettorale in pianta stabile.
Noi apprezziamo l'impegno del Dr.Lima, è utile e necessario come le sue sentenze.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Arriva fresco, fresco dall'Ansa un comunicato che mi fa pensare che, in un certo modo, pure il CSM partecipi alla manifestazione del 28: De Magistris sarà giudicato dal CSM al soggetto dello "scandalo" Genchi.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_874917706.html
Obbiettivamente qualcosa di scandaloso c'è davvero.

marilena ha detto...

Egr.Dott.Lima,grazie a Lei e a tutte le persone ONESTE che ancora ci sono!!!!L'ignorare le verità su certi fatti(con l'aiuto continuo dei tg di "regime"!!)ci rende tutti meno preparati e,meno pronti a DIFENDERCI!Grazie per la chiarezza che fate e,per partecipare anche noi, cittadini comuni,a queste REALTA' SPAVENTOSE!Solo così il popolo Italiano potrà capire in che "letamaio"siamo e,fare qualcosa di buono per difendere la Giustizia e l'Onestà...parole ormai ABUSATE da persone che NON SON NEPPURE DEGNE DI NOMINARLE!!!!Grazie!Noi vi sosterremo sempre!!!Cari saluti Marilena

Anonimo ha detto...

Sono molto sconcertata.
Ho letto tutto il post del Giudice Lima e molti commenti e non posso, da semplice cittadina non sentirmi avvilita da questo sfascio!
Credo nella Giustizia, nell'attività della Magistratura, ma, mi chiedo, di quale Magistratura? Se i vertici si dimostrano "collusi" con il potere politico e si rendono servi e si dimostrano incapaci di contenerne l'illegalità anzi aggiungono anche la loro, come fa un semplice cittadino a sostenere quei tanti Magistrati che fanno il loro dovere con capacità e dedizione?
Il "che fare" non è solo vostro, ma anche nostro.
Grazie per il vostro impegno!
Mila Fozzi