«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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martedì 27 gennaio 2009

Chi di spada ferisce, di spada perisce




di Stefano Racheli
(Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma)





Il GIP presso il Tribunale di Roma ha applicato alla persona indagata di violenza sessuale la misura cautelare degli arresti domiciliari (non poteva fare di più visto che questa è stata la richiesta del PM).

Il Ministro Alfano – così almeno è stato affermato dalla stampa nazionale – ha inviato gli ispettori.

L’ANM tace.

Pure, stando al clamore suscitato, avrebbe dovere di dire se anche in questo caso si sia verificata una pagina nera della magistratura italiana (così nera da indurre a invocare gli anticorpi) o, al contrario, la politica sia entrata a gamba tesa nell’esercizio della giurisdizione.

La questione non è di poco conto perché, se il giudice deve eseguire, in un determinato processo, gli ordini del politico di turno, l’art.101 della Costituzione è bello che fritto, dato che, nei fatti, la Costituzione verrebbe a suonare così: “I giudici sono soggetti soltanto al potere politico”, con buona pace del principio della divisione dei poteri.

Ma – dirà qualche amabile lettore – non vedi cosa succede intorno a te? Degrado da tutte le parti, situazione economica decotta, criminalità vincente: e tu ci vai cianciando di divisione dei poteri?

Sissignori – rispondo – vado cianciando proprio di divisione dei poteri perché a tutti i mali da voi denunziati non abbia ad aggiungersi anche la suprema ferita: l’abolizione de facto del principio della divisione dei poteri, per difendere il quale partirò di lontano e precisamente dalle lucide pagine del compianto Norberto Bobbio:
«Per divisione dei poteri oggi si intende un insieme di apparati o strumenti giuridici che costituiscono il cosiddetto stato di diritto (…). Questi mezzi si fondano su alcune massime della convivenza umana (…) riconducibili a due grandi principî: 1) il principio di legalità; 2) il principio di imparzialità (…). L’uno e l’altro principio sono diretti a frenare due abusi di potere che sono caratteristici di ogni società in cui vi sono governanti e governati e quindi di ogni stato classista o meno: l’abuso derivante dal giudizio arbitrario (non fondato su una norma generale) e quello derivante dal giudizio parziale (dato da una delle parti in causa)» (così N. Bobbio, Politica e cultura).

Dunque, amici del blog, cominciamo col dire che quando si parla di “divisione di poteri”, non si parla di sesso degli angeli, ma del fatto che ci possano essere, a vostro danno, abusi di potere (se già ci sono oggi, con la divisione, figurarsi senza!).

Per questo la Costituzione ha stabilito che il giudice sia soggetto soltanto alla legge; per questo ha stabilito che nessuno possa essere sottratto al giudice naturale precostituito per legge; per questo ha stabilito che il giudice non possa essere rimosso senza il suo consenso: per evitare che si abusi del potere.

Bella roba – dirà forse qualcuno – e se il giudice emette provvedimenti strampalati? Se ciò accade, ci saranno tutti i rimedi propri del processo senza che alcuno – da fuori del processo – possa interferire. Se infatti – pensarono i padri costituenti – questo qualcuno dovesse ingerirsi e decidere al posto del giudice, accadrebbe che: a) questo qualcuno diventerebbe il giudice; b) si renderebbero possibili abusi di potere.

Dunque, conclusero i costituenti, se non si vuole che il rimedio sia peggiore del male, contentiamoci di avere giudici indipendenti, le cui pronunzie siano correggibili ad opera di altri giudici, all’interno di un processo, piuttosto di avere giudici-intrusi, privi di regole e non correggibili: insomma tra due mali si scelse il minore.

Se mai voleste avere una rappresentazione plastica di quello che i costituenti vollero evitare, pensate a ciò che accadrebbe se in ordine a tutti i processi di rilevanza politica e/o economica, dovessero giudicare le camere o qualsiasi altro organo politico: pensate ai fatti di Napoli giudicati dai politici di Napoli; ai fatti di mafia giudicati dai politici delle terre di mafia, etc etc

Dunque fino ad oggi ci siamo tenuti stretti gli artt. 101 e 107 della Costituzione cui non ha mancato di rendere ossequio lo stesso legislatore allorché, nel varare la nuova (recentissima) disciplina in materia di responsabilità disciplinare dei giudici, ha stabilito che “l’attività di interpretazione di norme e quella di valutazione del fatto e delle prove non danno luogo a responsabilità disciplinare”.

Ora, nel caso dello stupratore che qui ci interessa, la legge parla chiaro. L’art. 275 codice procedura penale afferma infatti: “la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata” (ricordo a tutti ed evidenzio che non si sta qui parlando di misura della pena né della sua effettività, ma della carcerazione preventiva, del fatto cioè che uno debba rimanere in galera prima che la sua condanna sia stata definitivamente emanata).

Non starò qui a dire se e come l’art. 275 fu introdotto per difendere gli indagati (politici) dall’assalto dei magistrati cattivissimi e crudeli; non starò neppure a dire se la norma attuale sia migliore o peggiore della normativa precedente (che, all’alba dei tempi, lo si sappia, impediva di tornare in libertà a chi commetteva gravi delitti per i quali era obbligatorio quello che allora si chiama ordine di cattura); tanto meno mi permetterò di affermare se, nel caso di specie (trattandosi di persona confessa, collaborativa, incensurata, dalla vita “normale”, etc etc), risultino “adeguate” o meno - come pretende la legge - le misure diverse dalla custodia in carcere.

Io mi limito a osservare che il caso è disciplinato dal citato art. 275 e che l’interpretazione di questa norma, così come la sua applicazione, appartiene solo al magistrato chiamare a giudicare.

Aggiungo che il giudizio emesso è sottratto, secondo la legislazione vigente, al sindacato di chiunque (ivi compreso il Ministro della Giustizia), salva naturalmente la sorte delle impugnazioni proponibili avverso il provvedimento causa di tanto clamore.

Dunque sembrerebbe proprio che i magistrati oggetto di tanto vituperio possano stare tranquilli. Dico “sembrerebbe che possano” e non “possono” perché, purtroppo per loro, c’è un grosso “ma”.

Quale questo “ma”? Il recentissimo provvedimento (del quale si attende ancora la motivazione) emesso dalla Sezione Disciplinare del CSM nei confronti di Apicella & C.

In esso infatti i magistrati sono stati chiamati a rispondere, tra l’altro, di avere omesso “di prendere in considerazione possibili modalità alternative” rispetto al provvedimento adottato; di aver emesso provvedimenti aventi una oggettiva funzione divulgativa e mediatica. E’ poi stato loro contestato di aver creato discredito, anche a livello locale, per l’eccezionale rilevanza che la vicenda ha assunto a livello nazionale.

Il Ministro ha anche aggiunto che la motivazione del loro provvedimento ingenerava la sensazione di un’interpretazione distorta della funzione e del ruolo del magistrato. Tirate voi le somme: se tanto mi dà tanto, io al posto del PM e del GIP oggetto dell’odierno clamore mediatico, non dormirei sonni tranquilli.

Hai voglia a invocare la Costituzione; hai voglia a dire che se lo stupratore, incarcerato, si fosse suicidato in carcere, sarebbe stato ben possibile brandire l’art. 275 come una clava contro il giudice “disumano” di turno.

Tutto inutile: Alfano manda, Alemanno plaude, il popolo grida, l’ANM tace.

Ma – vi chiedo – se mai voi foste imputati di un qualche reato (fate ovviamente i più ampi scongiuri, anche volgari), vorreste essere giudicati in base alla legge ovvero a seconda che Alfano (o chi per lui) mandi o che Alemanno (o chi per lui) plauda?

E, quanto alle gente che strepita, vi piacerebbe di più il giudizio di un tribunale (per scalcinato che sia) o un bel giudizio a furor di popolo?

Rispondete in cuor vostro a queste semplicissime domande, anche per saper controbattere a quelli (e sono tanti!) che dicono “eh, va bene ma…!”, “sì d’accordo però…”, dove quei “ma” e quei “però” finiscono per essere la breccia attraverso cui passa la fiumana dell’inciviltà.

Dica l’ANM se, anche in questo caso, vengono auspicate “rapide risposte istituzionali” ed una “tempestiva iniziativa del CSM” (quella del Ministro già c’è: dunque non c’è nulla da auspicare, ma, se mai, c’è da applaudire agli anticorpi).

Dite voi che leggete se vi fa piacere andare a rotta di collo verso un sistema in cui i giudici (non illudetevi: non tutti sono cuor di leone), siano come quelli descritti da Procopio di Cesarea nel suo Carte segrete: “La forza delle leggi e delle convenzioni, che si fonda sulla saldezza del sistema, si era dissolta: regnavano violenza e caos; il governo assumeva sempre più il volto di una dittatura: e almeno fosse stata stabile, invece ogni giorno cambiava e ricominciava da capo, senza sosta. Le decisioni dei magistrati sembravano quelle dei mentecatti, il loro cervello era schiavo della paura di un uomo solo; quando i giudici si trovavano davanti a tesi contrastanti, non erano certo l’equità e la legge a dettare i loro verdetti”.

Intendiamoci: non voglio né fare del buonismo né, tanto meno, sottovalutare le gravissime sofferenze inferte da chi delinque alle parti offese. E sono ben d’accordo che le pene siano non già esemplari (non si può punire un uomo, al di à della misura equa, per dare un esempio agli altri), ma adeguate alla gravità dei fatti (il che oggi difficilmente avviene e non solo per gli stupratori e gli omicidi, ma anche per gli inquinatori, i corrotti, gli intrallazzatori e via dicendo); sono soprattutto d’accordo che la pena non sia, dopo il processo, sterilizzata al punto di diventare una barzelletta che non intimidisce nessuno e, talora, da rendere il delitto “pagante” (il che pure accade).

Voglio però, come so e posso, difendere dei principi di civiltà che, nella specie, possono così riassumersi: i giudici facciano i giudici e i politici i politici; chi è processato si presume innocente fino a sentenza avvenuta; la carcerazione preventiva è un’eccezione e come tale va applicata perché così vuole la legge (se non piace, la si cambi, senza pretendere che la si applichi agli “assessori” e la si disapplichi per i “rumeni” e assimilati) e, infine, si mantenga ferma e salda la distinzione (costruita in duemila anni di civiltà giuridica) tra giusto processo e linciaggio a furor di popolo.



22 commenti:

nanni64 ha detto...

Allora non sono stata la sola ad allarmarmi quando ho sentito la notizia che lei commenta e che la TV ha annunciato come se fosse una cosa normale.
Vi riporto il mio commento sul blog di Travaglio.
Non so se ho proposto una strada giusta, ma qualcosa bisogna pur fare.

# 103 commento di nanni64 - lasciato il 25/1/2009 alle 11:56

Per Marco Travaglio. 1.
Il giudice competente di Roma ritiene che non sussistano i presupposti per la misura cautelare del carcere, ritenendo sufficiente quella degli arresti domiciliari, per il ragazzo incensurato autore del reato di violenza carnale, reo confesso.

Il Ministro Alfano non é d’accordo e manda gli ispettori. E’ l’ennesima ingerenza sul merito di provvedimenti giurisdizionali, praticata dal Ministro, che sempre più chiaramente mostra di sentirsi quale il dirigente della funzione giurisdizionale esercitata dai magistrati, avallato da buona parte del resto del ceto politico, di maggioranza e di opposizione, e dai mass-media che danno questo genere di notizie come se si trattasse di un normale e fisiologico esercizio del potere, e non invece di un atto abnorme di ingerenza.

Ci stanno abituando alla normalità del patologico.

Berlusconi continua a vomitare una serie incredibile di menzogne, tra le quali, stasera, quella che un magistrato ed un consulente avrebbero intercettato 350 mila persone tra cui il capo dei servizi segreti ...Continua fare campagna elettorale per il suo partito invece di fare il capo del Governo di questo Paese e lo fa esercitando il suo potere di premier e i nostri soldi, e nessuno la fa notare, come se questo abuso fosse una cosa normale.

Adesso, come annunziato dal premier l’esercito presidierà non più in forma simbolica le città (a protezione, non della cittadinanza dalla criminalità, ma dei politici dalla cittadinanza, la quale tra poco, anche per via della recessione, diverrà consapevole, nonostante la censura, di quello che sta accadendo, e affamata dalla recessione, inizierà, come in Grecia, come in Islanda, a protestare con vigore).

Sono state chiuse le piazze più importanti. Il diritto di riunione sarà subordinato al pagamento di una cauzione. La stampa é muta. I magistrati pure. Entrambi docilmente complici con il “nuovo” che si sta instaurando. Il Presidente della Repubblica é muto pure. Cosa é rimasto della nostra democrazia ? Cosa é rimasto a parte l’assurda ed ingiustificata convinzione dei sudditi ipnotizzati dall’antenna delle TV di vivere ancora in una democrazia?

Caro baluardo Marco Travaglio. Ora faranno le nuove nomine alla Rai e sarà ancora più censura, se é mai possibile immaginarne una peggiore di questa che vediamo.

Non basta più che ciascuno faccia la sua parte, da solo. E’ necessario riunire le forze. Subito. Un collegamento strettissimo tra quelli che intendono opporsi a tutto questo e che vogliono difendere la democrazia e la Costituzione.

Un unico blog di resistenza democratica, di informazione e di elaborazione di proposte. Un insieme di cervelli che lavorano insieme per individuare strategie difensive efficaci e le attuano con l’aiuto di tutti noi. Denunce all’estero, sensibilizzazione della massa ancora incosciente, acquisto di pagine di giornali, volantinaggio ...

Il 28 gennaio ti ritroverai alla manifestazione insieme ad altre fiaccole. Altre le puoi contattare facilmente. C’é bisogno di costituzionalisti, di intellettuali, di professori, di gente dello spettacolo, di tutti.
Tu che hai capito, tu che sai, fa qualcosa. Sta succedendo tutto con una rapidità inimmaginabile. Riflettici.
Con stima e gratitudine per tutto quello che già fai.

Gabriele Di Maio ha detto...

Articolo molto chiaro, e del tutto condivisibile

Anonimo ha detto...

E' quanto mai necessario ed urgente domani mercoledì 28 Gennaio alle ore 9 in Piazza Farnese manifestare tutti a sostegno dell'indipendenza della magistratura dal potere politico e solidarietà a De Magistris, Forleo, Apicella, Nuzzi, Verasani e quanti come loro sono ancora indipendenti.

francesco siciliano ha detto...

Io, solito quisque de populo, nella domanda 3 all'ANM che si rivolgeva ai Ragazzi di Locri mi riferivo a questo episodio e, giuro che non ci conosciamo, mi rallegro di avere recuperato il principio Quod principi placuit, legis habet vigorem (Ulpiano ): "ciò che è piaciuto al principe ha vigore di legge" applicato ai casi De Magitris e Apicella & C.. Mi sembra che il dott. Racheli, con altri richiami dica la medesima cosa. Ci sono, tuttavia, due cose da dire che aumentano la tristezza: quel principio è spesso applicato non dal potere politico nelle piccole e insignifcanti cose quotidiane e, soprattutto, NON C'E' PIU' BISOGNO DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE E SOTTOPORRE IL PM ALL'ESECUTIVO, SIAMO GIA' OLTRE.

Valeria di Muzio ha detto...

Grazie per quello che fate, speriamo di riuscire a mobilitare al più presto una più grande fetta dell'opinione pubblica.

Io da semplice cittadina non so davvero che fare, sono d'accordo con nannni64: manifestiamo, riuniamoci, denunciamo.

Ogni tanto, quando mi sento esplodere di rabbia:
1. penso a Gandhi (grazie per avermi ricordato quella frase stupenda)
2. scrivo al Presidente della Repubblica una mai come quella sotto riportata, che data di oggi

Grazie di cuore e a presto

Egregio Presidente,
la gente muore sulla Salerno-Reggio Calabria, ad esempio sotto una frana provocata dall'incuria e dallo scempio del territorio ad opera di amministratori corrotti e senza scrupoli.
Però se un magistrato osa indagere su questa corruzione e sui danni che essa provoca, non vengono rimossi i politici corrotti, no, tutt'altro: con mille cavilli si copre la corruzione e viene rimosso il magistrato.
E' uno scandalo non più tollerabile.
Spero che i cittadini italiani si rendano conto al più presto che NESSUNA ISTITUZIONE LI DIFENDE.

ps. Le ricordo una bellissima frase di Gandhi, fresca come una boccata d'aria primaverile: ' Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo'. Spero possa ispirare anche Lei; personalmente, è l'unico pensiero che mi sostiene.

salvatore d'urso ha detto...

Roma, 15:40

STUPRO CAPODANNO: ANTIGONE, GIUSTI ARRESTI DOMICILIARI
"Sbaglia Alemanno e sbagliano quelli che se la prendano con i giudici romani. Nel caso dello stupro di Capodanno i magistrati hanno agito legittimamente e in perfetta coerenza con quanto previsto dal codice di procedura penale. Non c'erano i presupposti per l'applicazione della custodia cautelare in carcere visto che il ragazzo era reo confesso e non sarebbe mai scappato". Lo dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, secondo il quale "oramai pare che il diritto e la Costituzione non valgano piu' niente. Valgono solo le chiacchiere da bar dei politici che alimentano un senso di insicurezza diffuso. La sicurezza e' una cosa seria. A Roma i delitti sono in calo. Questa e' una buona notizia. Di fronte ai delitti di criminalita' comune i politici dovrebbero tacere e far lavorare serenamente la magistratura". In ogni caso, conclude Gonnella, "quando i delitti diminuiscono e' sempre il frutto di politiche sociali e criminali decise e promosse negli anni precedenti".

salvatore d'urso ha detto...

Alfano: "La giustizia italiana?
Troppo lenta e inefficiente"


ROMA - "L'inefficienza del sistema giudiziario ha oltrepassato ogni limite di tollerabilità coinvolgendo negativamente lo sviluppo del Paese". Negativa l'analisi del Guardasigilli Angelino Alfano sullo stato della Giustizia.

Nella sua relazione al Parlamento, il ministro propone "un intervento articolato" e annuncia "norme antimafia, riforme del processo civile e penale, interventi sul sistema carcerario, sulle professioni e riforme della Costituzione".

salvatore d'urso ha detto...

Al ministro Franco Frattini


Egregio Ministro Frattini,

lei ha oggi affermato che “l’antisemitismo umilia la persona umana”. Accusare ingiustamente un giornalista e il suo gruppo di lavoro di antisemitismo rappresenta, di conseguenza, una insopportabile offesa per la dignità personale e per quella professionale.

Lei ha agito al riparo del suo ruolo pubblico, piegandolo ad interessi censori di parte ed ha utilizzato un’ occasione ufficiale e solenne, oseremmo dire sacra, come il giorno della Memoria, per insultare chi non poteva difendersi. Siamo sbigottiti per le sue dichiarazioni e ci chiediamo se lei conosca l’esatto significato e la valenza del termine che ha adoperato.
Egregio Ministro, iscrivendoci tra gli esempi di antisemitismo dei media, ha tuttavia dimenticato di essere un pubblico ufficiale che di fronte ad un reato (e l’antisemitismo per il nostro codice lo è), ha il dovere di denunciarlo alla magistratura.

Ci auguriamo che lei si limiti semplicemente a chiederci scusa, senza rinunciare a pronunciare nei nostri confronti le critiche più severe. Altrimenti saremo costretti a chiedere di essere processati, consegnando al giudice le sue parole per ottenere un giudizio imparziale, mettendo a disposizione di una valutazione serena non solo la puntata di Annozero, “La guerra dei bambini”, ma tutta la nostra vita spesa a difendere i diritti degli ebrei e quelli di qualunque altra minoranza.



Michele Santoro e la redazione di Annozero

Stefano Riva da Vittoria ha detto...

Concordo pienamente.E a proposito(purtroppo) di violenze, riprendo il titolo dell'intervento per ribadire che chi di spada ferisce di spada perisce ma anche che chi di mistificazione ferisce di intercettazione perisce...
Ho appreso dal tg1 delle 17( incredibile a dirsi ma è proprio il tg1!)che sono stati arrestati i presunti(così bisogna scrivere,nonostante tutto) autori del cd. stupro di Guidonia: non dall'arresto nasce il mio stupore,ma dal fatto che nel dare la notizia è "scappato" all'autore del servizio il particolare che ai fini dell'arresto sono state DECISIVE LE INTERCETTAZIONI dei cellulari dei malviventi...e ora chi lo dice al Consiglio dei ministri e al suo presidente? ma come, l'elemento base che ha dato origine al più grande (e berlusconiano)scandalo della storia repubblicana italiana che consente di reprimere efficacemente i crimini più efferati? e il supersindaco Alemanno ritirerà il suo plauso alle forze dell'ordine? e i magistrati che hanno autorizzato tali intercettazioni?erano immunizzati dagli "anticorpi" del sistema? scusate la divagazione,ma dovevo sommessamente sfogarmi, in attesa della manifestazione di domani a Roma. Un grazie di cuore a Voi tutti per l'impegno e la fondamentale "disinformazione" che ci date.

Luciana ha detto...

X il Dott. Stefano Racheli

"Dite voi che leggete se vi fa piacere andare a rotta di collo verso un sistema in cui i giudici (non illudetevi: non tutti sono cuor di leone), siano come quelli descritti da Procopio di Cesarea"


Caro Dott. Racheli, è proprio perchè sappiamo bene che non tutti i giudici sono cuor di leone che cerchiamo di tenerci stretti quei 4 o 5 che dimostrano di esserlo. :(

Luciana (che domani sarà a Roma per dimostrare che non tutto il popolo è bue)

Vittorio Ferraro ha detto...

Il "Crucifige" e la democrazia. E' un interessantissimo libro di Gustavo Zagrebelsky.

Scrive l'autore: "Si era dato un contrasto tra Pilato, il procuratore romano della Giudea, e il Sinedrio di Gerusalemme, la massima autorità ebraica. La posta in gioco era la vita di Gesù. Tra l'imposizione di una decisione unilaterale, la liberazione di Gesù con un atto di imperio che al procuratore era certamente consentito, e la resa ai notabili del Sinedrio che chiedevano la conferma della condanna a morte da essi già pronunciata, Pilato scelse un'altra possibilità e aprì una procedura "democratica", appellandosi al popolo".

"La folla che gridava il crucifige! era esattamente il contrario di quel che la democrazia critica presuppone: aveva fretta, era atomistica, era instabile, emotiva e quindi estremistica e manipolabile... una folla terribilmente simile al "popolo" al quale la "democrazia" potrebbe affidare le sue sorti nel futuro prossimo. Essa condannava Gesù "democraticamente" e così finiva per rafforzare il dogma del Sinedrio e il potere di Pilato".

I due piccoli passi li ho tratti dal libro "Imparare democrazia". Anche questo un libro da leggere.


Questi nostri "illuminati" rappresentanti stanno disegnando gli scenari del nostro futuro prossimo venturo ed il tutto "in nome del popolo italiano".

salvatore d'urso ha detto...

Roma, 19:22

ALFANO, PROMOSSA AZIONE DISCIPLINARE PER 41 TOGHE
In questi otto mesi di legislatura, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha promosso 41 azioni disciplinari nei confronti di altrettanti magistrati e proposto 12 inchieste amministrative e altrettante indagini conoscitive per "accertare eventuali violazioni disciplinari rispetto ad alcuni clamorosi fatti di cronaca che hanno suscitato legittimo allarme e giuste preoccupazioni nei cittadini". Lo ha detto il Guardasigilli, nella sua relazione alla Camera in cui e' tornato a definire "inaccettabile" lo scontro avvenuto tra le procure di Salerno e di Catanzaro sul caso de Magistris. "Ho utilizzato il potere di richiedere provvedimenti cautelari al Csm nell'intento di restituire serenita' al Paese e ai tanti cittadini sconcertati da questi episodi, recuperando cosi' per quanto possibile credibilita' all'istituzione giudiziaria in tal modo compromessa", ha ricordato Alfano, "e il Csm ha confermato la bonta' di questa iniziativa di essenziale ripristino delle regole cosi' clamorosamente violate".

salvatore d'urso ha detto...

Roma, 19:24

ALFANO, INEFFICIENZA OLTRE SOGLIA TOLLERABILE
Il grande "avversario" della giustizia italiana e' la "lentezza": l'"inefficienza del sistema ha oltrepassato ogni limite di tollerabilita'". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel corso della sua relazione al Parlamento sullo stato della Giustizia. La questione, ha rilevato il ministro, "e' oggi diventata una vera e propria priorita' nazionale, un'emergenza che riguarda sia il settore penale sia quello civile". Se l'avversario e' la lentezza, ha ricordato Alfano, il grande "alleato" sta invece in "quella grandissima maggioranza di magistrati che ha vinto il concorso avendo passione per questo lavoro e che ogni mattina si alza e va a svolgerlo con zelo, onesta' e devozione alle istituzioni repubblicane", nonche' nelle "decine di migliaia di dipendenti dell'Amministrazione e delle forze dell'ordine".

Anonimo ha detto...

invito i genovesi che per qualsiasi motivo non potranno recarsi a roma domani 28 gennaio a venire davanti alla prefettura in via roma vicino a piazza corvetto.

Luciana ha detto...

da http://www.carlovulpio.it

Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi Apicella vanno difesi.
E non solo perché sono magistrati, ma perché sono magistrati che hanno fatto semplicemente il proprio dovere e per questo, oggi, stanno pagando.

(continua)

Luciana ha detto...

da http://toghelucane.blogspot.com/

segnalo questo post di Nicola Piccenna

Il re è nudo, e pure i suoi cortigiani lo sono

Cinzia ha detto...

Mi permetto di ripostare gli stralci di due commenti non miei per evitare che la loro importanza venga seppellita dalla sequenza dei post aggiunti in questi ultimi giorni.

stralcio da un commento di Maria Teresa del 26 gennaio 2009 17.44

accogliendo la proposta di Cinzia penso che i partecipanti di questo blog che vogliono incontrarsi alla manifestazione, possano farlo tra le 9 e le 9.30 all’angolo di sinistra dell’incrocio tra via dei Baullari e Piazza Farnese (venendo da via dei Baullari).

stralcio dal commento di Avvilito del 27 gennaio 2009 15.13

Che fare, dunque? Forse l’idea potrebbe essere quella di una partecipazione simbolica, non come singoli, ma proprio come “portavoci” e amici di Ugualepertutti? Il che, ammettendo una qualche forma di visibilità della manifestazione sia pur ridottissima, darebbe anche la possibilità di far conoscere l’esistenza di questa realtà.

stralcio del mio commento di risposta ad Avvilito

l'idea che proponi nel tuo ultimo intervento "di una partecipazione simbolica, non come singoli, ma proprio come “portavoci” e amici di Ugualepertutti" io la trovo ottima, ma avrei piacere di sapere cosa ne pensa la Redazione a questo proposito.


Dateci opinioni e adesioni. Grazie

Anonimo ha detto...

Per Cinzia
Impossibilitata a partecipare,ti conferisco la mia "delega" alla partecipazione della manifestazione.
Questa riformina varata è come la social card per noi cittadini.
Alessandra

Anonimo ha detto...

La rampogna al Signor Antono Di Pietro, coinvolge tutti quelli che fisicamente o idealmente si trovavano in Piazza Farnese.

Oggi sappiamo che rappresentiamo una minoranza ineducata che ha sempre torto.

Ora dall'altissimo, la minoranza ineducata, ma informata, lo sa chiaramente come stanno le cose.

Per chi chiede pane(GIUSTIZIA) e pane non c'è, in alternativa al popolo (a tutto il popolo),non resta che accontentarsi "della brioche".

A buon intenditor poche parole.

RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE!

Stefano
Genova

Anonimo ha detto...

Al di là della tristezza per non essere stata lì con voi stamattina, la mia impressione è pessima, di fronte al fatto che la notizia è, c'è poco da fare, la lesa maestà di Napolitano.
Però mi dico anche che almeno, a fronte di cento righe su di lui, hanno dovuto scriverne tre per spiegare le motivazioni della manifestazione, che senza la sceneggiata napolitana mi chiedo sconsolata quale visibilità avrebbe avuto...
Secondo e impareggiabile merito, essere servita da cartina di tornasole, efficace quant'altre mai, per dimostrare -ce ne fosse stato ancora bisogno- da che parte sta Veltroni.
Grazie a tutti voi che siete stati a piazza Farnese, stamattina, anche a mio nome.
Non molliamo.
Un abbraccio.
siu

Mauro ha detto...

X Salvatore D'Urso (e Santoro, comm. del 27 ore 17.56)
Anzitutto esprimo solidarietà per tutto quanto questo gruppo di arditi sta facendo nel tentare di fermare la deriva democratica... anche se quanto segue può sembrare o. t., ma non lo è: l'igiustizia e la disinformazione è sconfinata!
(Onore e merito na a quel coraggioso Giudice dello Yemen che ha accolto e protetto una bambina di 10 anni vittima più che altro di leggi tribali!).
Remare controcorrente (e controvento, in senso lato e globale) costa fatica e ci vuole forza e coraggio (e "...chi non ce l'ha non se lo può dare") per essere anche "(De)Felice".
Ma qui si tratta di ribaltare la frittata da far venire il mal di "Panza...na" alla sinistra (quella che però intende Carlà: "...essere e sentirsi toccati da problemi che non hai, delle ingiustizie di altri...") se si fa passare Santoro per antisemita e Fini, Alemanno, Gasparri, la Meloni (fosse Melloni...) e...per sionisti da far la morale al lefebvriano-negazionista Williamson e quindi al Papa che li ha perdonati?
A breve la smentita alla B... visto che le parole (non) di Frattini sono funzionali alla propaganda di governo per cancellare le "Fratt...aglie" umane (di carne tenera, come gli agnellini della Pasqua...!) attaccate alle macerie di Gaza: per non dimenticare, appunto, il presente con la scusa del remotissimo passato e del più "recente" con l'eterna contabilità dei morti come per la guerra dei numeri delle manifetazioni di piazza?

PS: buona la "Fiamma" Nirenstein, per riattizzare il fuoco (cannoni e missili contro fionde e petardi lanciati da gente ridotta a stenti?) e così, anche, "bruciare", azzerare Santoro?
"Sciò...àlla ipocrisia e demagogia, strumentale: "Per qualche...consenso in più"?

Colgo l'occasione per augurare buon lavoro al dottor Racheli, cui apprezzo molto la franchezza e lo stile dei suoi forbiti interventi.
Con stima Mauro C.

Anonimo ha detto...

Ora IO SO chi ha distrutto le prove e pure gli indizi.
Alessandra