«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 29 gennaio 2009

Flores d’Arcais: Le bugie su Di Pietro e la verità di Gramsci




di Paolo Flores d’Arcais


da Micromegaoniline

I quattro minuti integrali dell’intervento di Antonio Di Pietro (vedi sotto) sono inequivoci e inequivocabili: l’accusa al Presidente Napolitano di essere stato qualche volta non imparziale non è affatto seguita, quale esplicitazione dell’accusa stessa, dall’affermazione che “il silenzio è mafioso”.

Tale affermazione è successiva ad una serie di altre considerazioni, a cui è evidentemente riferita, che riguardano perfino il fatto che (ex) terroristi possano dare lezioni nelle università (trasparente il rimando al recente caso Morucci) mentre i familiari delle vittime vengono dimenticati.

Addolora, dunque, che praticamente tutti i mass media abbiamo saltato la parte intermedia dell’intervento di Di Pietro, e abbiamo riferito, del tutto inesattamente, l’espressione “il silenzio uccide, il silenzio è mafioso”, al giudizio di Di Pietro sulla imparzialità del Presidente Napolitano.

In tal modo ascoltatori e lettori hanno ricevuto l’informazione, del tutto errata, che Di Pietro abbia dato del mafioso a Napolitano.

Addolora che sulla base di questa informazione errata l’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro abbia parlato addirittura di “reato”.

E infine, oltre che addolorare, indigna che alla testa delle accuse infondate a Di Pietro sia stata fin dal primo momento una testata fondata dall’uomo la cui frase più famosa, e più che mai attuale, suona: la verità è rivoluzionaria.


Lo stralcio dell’intervento di Antonio Di Pietro nel quale si fa riferimento al Presidente Napolitano




L’intero intervento di Antonio Di Pietro





47 commenti:

faulty_tower ha detto...

Alcune considerazioni "del giorno dopo" sulla manifestazione

Abbiamo ascoltato interventi di familiari delle vittime di mafia che, con coraggio e dignità, hanno raccontato della lro sofferenza personale e della loro esperienza diretta inerente il rapporto con le istituzioni prima e dopo le perdite subite.

Abbiamo ascoltato le voci di altre associazioni che promuovono la coscienza critica e l'informazione, e che si sforzano di moralizzare dal basso quelle stesse istituzioni così ipocrite e assenti.

Abbiamo ascoltato un discorso vibrante ma composto di Antonio di Pietro che ha supplicato il Presidente Napolitano di svegliarsi e di reagire.

Abbiamo ascoltato le parole di Marco Travaglio sulla umiliazione che la magistratura sta subendo in questi giorni ad opera della politica e del CSM, parole come al solito dette a bassa voce ma tanto più potenti proprio in quanto sussurate. Molti di quelli che erano in piazza forse già sapevano per aver ascolttao in streaming o per aver letto i precedenti articolo pubblicati on-line in cui il giornalista denunciava questa vergogna, questa ennesima spallata berluscon-piduista a uno dei poteri dello stato. Ma , come sempre, mai abbassare la guardia e mai stancarsi di ripetere anche fino alla nausea se qualcosa non va.

Carlo Vulpio ha aperto una finestra agghiacciante sulla situazione in cui si trovano ormai da anni le procure di Matera e Catanzaro, un vero cancro che l'azione dei giudici di Salerno ha solo inciso superficialmente facendo scaturire un rivolo di pus. Il bisturi è stato però subito loro sottratto dalla "istituzioni" e dall' "organo di autogoverno della magistratura" per evitare che l'ulcera potesse essere aggredita più radicalmente, più profondamente.

Abbiamo ascoltato le scudisciate di Grillo, la sua ironia tanto più pungente in quanto focalizzata sulla negazione continua, quotidiana sui nostri diritti di persone e di cittadini.

Abbiamo infine ascoltato le parole agghiaccianti di Pancho Pardi , che in un clima di silenzio attentissimo ha nuovamente fatto risuonare il suo allarme. La nostra democrazia è a rischio in quanto anomala, malata, autoreferenziale e arrogante. La democrazia italiana ha un problema , questo problema si chiama Silvio berlusconi e bisogna fermarlo, una volta per tutte.

Tutto questo io ho sentito e tutto questo ci tenevo a raccontarvi.

Stamattina i giornali titolano a caratteri cubitali "Di Pietro attacca il Quirinale"

Fiumi di inchiostro per stigmatizzare gli "attacchi offensivi " da parte di Di Pietro e per dare risonanza alle puntualizzaioni e alle note di biasimo ipocrite e velenose che sono immediatamente partite da Camera, Senato e finanche dal Quirinale stesso.

Delle denunce di Travaglio, nulla

Delle grida d'allarme di Pardi, zero.

Del dolore e dello sdegno di Sonia Alfano e degli altri familiari delle vittime, nisba.

Della cronaca di Vulpio, meno di nulla.

Del senso della manifestazione, dell'organizzazione, del tema, della scaletta, dei partecipanti e delle parole dette da chi è salito sul palco per chiedere giustizia, indovinate un pò? Un bel niente.

Non vi fidate dei giornali, delle televisioni. Tutto quello che vi dicono è falso.
Informatevi, la rete vi mette a disposizione tutto quel che vi serve per sapere esattamente come stanno le cose.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

I media hanno sempre reinterpretato i fatti, cambiando, di volta in volta, la faccia della Verità. E' il loro (sporco) lavoro.
Detto ciò, ho come l'impressione che si voglia preparare il terreno, affinché il prossimo Presidente della Repubblica* abbia, non solo più poteri, ma anche maggiore garanzie di 'rispetto' da parte dei cittadini (pardon, sudditi). Il terreno va preparato con la calma dovuta, come anche gli italiani e la loro coscienza da modificare. Vietare un innocente striscione oggi, vuol dire incarcerare il manifestante che lo garrisce domani, sempre che ci sarà data la possibilità di manifestare, domani.

* l'ipotesi Berlusconi

Maria Teresa ha detto...

Nonostante in Piazza Farnese ci fossero numerosissimi giornalisti, è caduto il silenzio sui contenuti della manifestazione espressi dai vari partecipanti. E così non sono uscite dalla piazza la carica delle parole di Salvatore Borsellino le parole piene di passione di Sonia Alfano, la lucida analisi di Marco Travaglio, le parole piene di coraggio di Emiliano Morrone e di Francesco Saverio Alessio, le riflessioni di Carlo Vulpio, le considerazioni di Pancho Pardi, le parole piene di dolore della mamma di Attilio Manca, etc. Non sono uscite fuori dalla piazza neanche le denuncie di Di Pietro, con esclusione di un suo appello al Capo dello Stato, subito trasformato da tutta la stampa e da tutti gli esponenti politici in “vilipendio”. Un’offesa di fatto inesistente in quanto Di Pietro si è limitato ad una semplice critica dicendo quello che tanti (io compresa) pensano sul mancato intervento del Presidente della Repubblica sul lodo Alfano, nonché sul suo comportamento in ordine alla decapitazione della Procura di Salerno. Un’offesa inesistente in quanto, come ha rilevato con intelligenza anche Flores D’Arcais, la frase “il silenzio è mafioso” non era riferita a Napoletano. A dire la verità, Travaglio su questi temi è stato molto più duro di Di Pietro, ma era difficile attaccarlo perché lo ha fatto mettendo in fila una serie di “fatti” minuziosamente argomentati, all’interno di un discorso molto articolato, difficili da “smantellare”.
Escluso, perciò, Travaglio ed escluso Grillo che in questa occasione è stato quasi ecumenico e che ha esordito con “Non voglio gridare, voglio calmarmi, voglio essere buono e non dire neanche una parolaccia. Non voglio neanche nominare Napolitano, se no poi dicono Grillo attacca il Presidente”, ci si è scagliati contro Di Pietro per mettere in atto l’ormai consolidata tattica: scandalizzarsi su cose secondarie per non parlare dei veri problemi (giustizia e democrazia). E così, si attira l’attenzione su un fantomatico insulto e nessuno parla degli interrogativi che i vari interventi dei partecipanti alla manifestazione hanno posto, pur con diversi accenti: che cosa stava scoprendo De Magistris?, perchè la Procura di Catanzaro ha “nascosto” alcuni atti relativi a Mastella?, perché tutti quelli che hanno cercato di capire qualcosa nella vicenda di De Magistris (Forleo, Vulpio, Procura di Salerno) sono andati incontro a conseguenze molto gravi?, perchè nessuno dice che il Tribunale del riesame ha sentenziato che l’azione della Procura di Salerno è stata legittima?, perché si accomuna Genchi alle intercettazioni telefoniche e si parla di un archivio che in realtà non esiste?, etc. etc.
Su tutto questo non è stata scritta neanche una riga.
E così, ancora una volta, l’informazione è rimasta “imbavagliata”.
“La giustizia e le informazioni imbavagliate rendono la democrazia in pericolo” ha affermato nel suo intervento Pancho Pardi ...

Exidor ha detto...

Bisogna infittire il numero di questi appuntamenti.
Non possiamo permettere che possano archiviare tutto ciò che è stato fatto ieri come una "quasi imitazione di Piazza Navona", in cui qualcuna, Sabina Guzzanti, fu sì, eccessiva, greve ed inopportuna.
Il loro lavoro è cercare di far assimilare - parificandoli - i due eventi, bollandoli entrambi come manifestazioni di volgarità e aggressività, in modo che questi eventi diventino meno interessanti per i curiosi che cercassero di saperne di più. E se questo genere di eventi non saranno sempre più frequenti, avranno vinto loro.
E' opportuno ripetere l'esperienza a breve, magari di SABATO (come fanno anche i megapartiti per raccogliere più adesioni), e convocare quindi un "incontro tra Italiani" in una piazza, in modo da spiegare esattamente cosa hanno fatto per delegittimarci e cosa faranno per cercare di auto-legittimarsi.

Luciana ha detto...

Non vorrei sembrare una che gufa, anche perchè questa considerazione non l'ho fatta io per prima ma l'hanno fatta i ragazzi di Casa della Legalità.

Che non sono venuti alla manifestazione proprio per questo motivo (o almeno questo era uno dei motivi).

Io ve l'avevo detto.

L'avevo detto che se Di Pietro fosse venuto e avesse provato ad aprire bocca, anche solo per dire "buongiorno", tutto il circo nanesco avrebbe spostato su di lui le luci, oscurando totalmente i contenuti di una manifestazione civile, pacifica, nemmemo troppo chiassosa, popolata da gente corretta e sensibile alla richiesta di giustizia che tutti avvertiamo.

Eravamo non molti ma eravamo BELLI, SINCERI e SOLIDALI.

Sapevamo che tutti i media ci avrebbero schifati ma eravamo lì lo stesso.

Alcuni di noi si sono fatti una 24 ore senza sonno, in pulman e poi a piedi e poi IN piedi e poi di nuovo in pulman, via verso casa.

Ma va bene così, l'importante era esserci.

Sonia Alfano, rivolgendosi ai tanti giornalisti presenti (perchè ce ne erano parecchi) ha detto loro di essere stupita di tutto quell'affollamento e che dal momento che avevano registrato molte cose, chiedeva loro un piccolo piacere: di mandarle in onda, di far conoscere, di far sapere anche a chi non era potuto intervernire.

Eccola accontentata...

Tornando a Di Pietro, io SO che non possiamo impedire ad un uomo politico di partecipare ad un raduno del genere, ma visto il vento che tira, bisogna SEMPRE mettere in conto che la sua partecipazione verrà sicuramente strumentalizzata, a scapito della manifestazione stessa.

Perciò non c'è da stupirsi più di niente. C'è solo da chiedersi se la sua partecipazione sia stata opportuna, per noi, più che per lui.

Preciso però che pur pensandola così, non me la sarei sentita di impedirglielo, perchè se quello è il suo pensiero è giusto che lo esprima.

Luciana

Luigi Morsello ha detto...

Vero, quanto dice Paolo Flores d'Arcais è la pura verità, ma le mente deboli di tantissimi italiani saranno capace di intenderla ?

Anonimo ha detto...

Oggi sono chiacchierona. :)

I nostri garruli governanri usano sapientemente il bastone e la carota.

Oggi hanno approvato (dopo averla inspiegabilmente rinviata) la legge anti-stalking.

Questa è la carota.

Per controbilanciare questa lieta novella, hanno anche fatto questo:

ROMA - Confermato a 5 anni il limite di ammissibilita' per le intercettazioni. Il governo ha infatti introdotto un emendamento al ddl, che lascia invariata la previsione attuale: si potranno intercettare tutti i reati con pene superiori ai cinque anni, piu' alcune fattispecie gia' previste nell'attuale Codice di procedura penale come la pornografia minorile, il contrabbando, i delitti contro la pubblica amministrazione e i reati concernenti sostanze stupefacenti e armi. Una sola eccezione: non si potranno piu' intercettare i reati di "insider trading" e aggiotaggio. (Agr)

Un bel bastone nodoso e giù con il Maalox

Luciana

salvatore d'urso ha detto...

X Luciana...

Permettimi di dissentire... poichè se fosse vero... allora vuol dire che si è già perdenti in partenza... quindi tanto vale non manifestare...

Se i media si son comportati in questo modo... allora bisogna organizzare un'altra manifestazione dedicandone buona parte al loro squallido comportamento che hanno tenuto in questa occasione.

All'autoritarismo non ci si adegua mai... e chi fa parte di associazioni antimafia... lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro... mai abbassare la testa... altrimenti il potere ne approfitterà di volta in volta... fino a schiacciarvi...

E poi la lotta alla mafia non è solo delle vittime di mafia... l'unione fa la forza... questo ce lo hanno dimostrato proprio le associazioni antimafia e sarebbe assurdo fare ora dei passi indietro... oltre che poi estromettere proprio la parte sana della politica... quella poca che c'è davvero rimasta.

Anonimo ha detto...

Conscio della mia crassa ignoranza del diritto (e anche del rovescio) costituzionale ed amministrativo, mi permetto tuttavia di manifestare la mia perplessità circa il comportamento del presidente del C.S.M. in occasione delle note vicende calabresi. il quotidiano "IL GIORNALE",pubblicava su internet l'articolo, del quale si espone la seguente parte:

La richiesta del Quirinale Atti e informazioni sulla vicenda De Magistris sono stati chiesti dal segretario generale della presidenza della Repubblica, Donato Marra, al procuratore generale della Corte di appello di Salerno. La richiesta è stata avanzata su preciso mandato del Capo dello Stato, dopo la decisione di sequestrare atti di inchieste condotte dall’ex pm della procura di Catanzaro De Magistris ora in servizio a Napoli. Il Capo dello Stato intende esaminare ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti, che - prescindendo da qualsiasi profilo di merito - presenta aspetti di eccezionalità, con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi della funzione processuale cui consegue - come ha più volte ricordato la Corte costituzionale - la "compromissione del bene costituzionale dell’efficienza del processo, che è aspetto del principio di indefettibilità della giurisdizione".

La mia perplessità e conseguente alla lettura degli articoli riferiti ai poteri conferiti al C.M.S. nella Costituzione italiana agli articoli 104, 105, 106 e 107.
ove non mi pare si possa evincere la competenza del C.M.S. e tanto meno del suo presidente, nel merito della giurisdizione (spero si dica così) che spetta esclusivamente alla Magistratura.

Il C.M.S. (dalle reminescenze di educazione civica di epoca scolastica) dovrebbe essere il garante dell'indipendenza della Magistratura; soprattutto dal potere esecutivo e anche dal presidente del C.S.M. e dal C.M.S. stesso.
Ma probabilmente non capisco nulla e questo commento sarà bene censurarlo.

Altrimenti esponendo l'articolo citato,alla luce del fatto che il Tribunale del Riesame di Salerno ha rigettato le istanze di Riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro e conferma l’impugnato provvedimento e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali”.
Rischio di offendere qualcuno, insinuando che è stato compiuto un "incolpevole" tradimento della Costituzione da parte di altisimi organi costituzionali.

Stefano
Genova

nanni64 ha detto...

Per Luciana.

Non sono d'accordo. Di Pietro non ha offeso nessuno. Lo colpiscono perché hanno paura dell'istanza di legalità che lui rappresenta. Ed é da almeno un mese che é oggtetto di un attacco bipartisan continuo.

Sonia Alfano e Borsellino sono stati molto più duri di lui.
Mi limito a riportarti la frase detta dalla coraggiosa Sonia e anche i post da lei firmati sul blog http://www.familiarivittimedimafia

la frase: "si ricordi che questa nostra Seconda Repubblica si fonda sul sangue di Falcone e Borsellino e di centinaia di vittime innocenti della mafia e si renda conto che i suoi silenzi altro non fanno che avallare l'operato di chi ha addosso la responsabilità di quelle stragi e siede adesso nelle aule del Parlamento Italiano".

I post di seguito.

Appello a Napolitano affinchè rompa il silenzio e difenda la Costituzione

"Vorremmo far presente, sia ai vari esponenti politici pronunciatisi oggi riguardo alle parole di Antonio Di Pietro rivolte al Presidente della Repubblica che al Quirinale stesso, che le affermazioni fatte dai componenti dell' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, vanno nella stessa direzione e sono state ben più dure". Cosi Sonia Alfano, presidente dell' associazione che riunisce le famiglie degli Eroi di Stato che, questa mattina, ha promosso la manifestazione di Piazza Farnese cui hanno aderito, tra gli altri, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Beppe Grillo e Carlo Vulpio. "Anche noi familiari - ha proseguito la presidente - come già affermato nel corso della manifestazione, ci chiediamo il perchè dei troppi silenzi del Capo dello Stato che tace anche quando le funzioni istituzionalmente previste per la sua carica gli imporrebbero di pronunciarsi ed intervenire. Sulla rimozione dello striscione esposto da alcuni dei nostri ragazzi, fatta salva l'estraneità del Quirinale, ci chiediamo chi abbia preso la decisione di vietare una libera espressione del pensiero per nulla offensiva. Ancora una volta chiediamo al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di prendere posizione sulle continue violazioni della Costituzione operate dall'oligarchia che governa il paese e di smettere di avallare, in qualità di Capo del CSM, le decisioni, lesive per la democrazia, adottate dall'organo di autogoverno della magistratura in merito alla presunta "guerra tra procure". Infine, la presidente Sonia Alfano, ha rivolto un ennesimo invito al Capo dello Stato affinché "si ricordi che questa nostra Seconda Repubblica si fonda sul sangue di Falcone e Borsellino e di centinaia di vittime innocenti della mafia e si renda conto che i suoi silenzi altro non fanno che avallare l'operato di chi ha addosso la responsabilità di quelle stragi e siede adesso nelle aule del Parlamento Italiano".

P.zza Farnese: Signor Presidente, ad essere offesi siamo noi

Queste le riflessioni dei componenti dell'' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, per voce della presidente, Sonia Alfano, sulla manifestazione di ieri in Piazza Farnese in difesa della democrazia e della legalità costituzionale. Alla luce di quanto detto e scritto dalle forze politiche italiane in merito alla manifestazione di Piazza Farnese, da noi promossa, ci preme fare alcune riflessioni. Abbiamo letto e sentito centinaia di dichiarazioni sulla rimozione dello striscione "Napolitano dorme, gli italiani insorgono" e sulle presunte offese, in realtà mai proferite, da parte di Antonio Di Pietro, aderente alla manifestazione, al Capo dello Stato. Le uniche notizie passate sulla stampa ed al centro dell'attenzione degli esponenti politici si sono concentrate su questi due episodi che, seppur meritevoli di attenzione, non hanno di certo rappresentato gli elementi più rilevanti della manifestazione. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la cui carica merita tutto il nostro rispetto, si è persino premurato di diffondere una nota nella quale smentiva qualsiasi responsabilità in merito alla rimozione dello striscione. Nessuno, neppure il nostro Presidente della Repubblica, ha dato risposta od attenzione alla disperata richiesta di giustizia che da quel palco è stata urlata dai familiari delle vittime di mafia ne tantomeno, alcuna carica istituzionale, si è preoccupata di indignarsi nel vedere una donna di oltre ottanta anni, madre del carabiniere Pietro Morici, che a questa nazione ha donato la propria vita, scendere in piazza per chiedere che la Costituzione Italiana, intrisa del sangue del proprio figlio, venga rispettata. L'unica risposta che abbiamo ottenuto dalle nostre Istituzioni è stata una levata di scudi per delle offese inesistenti e mai pronunciate nei confronti del Presidente della Repubblica, il quale si è detto offeso da alcune garbate riflessioni fatte dal nostro palco. Alla luce della nota diramata dal Quirinale vorremmo porgere una domanda diretta al nostro Presidente; Signor Presidente, non si indigna per personaggi come Marcello Dell'Utri che, seppur abbiano tradito i principi di questa nazione, occupano gli scranni del Parlamento Italiano? Ad essere offesi ed indignati siamo noi nel constatare il silenzio di tutti davanti alle denunce delle famiglie degli uomini e delle donne morti in difesa della Costituzione Italiana. Ad essere offesi siamo noi nel leggere la nota del Quirinale risentito per delle garbate affermazioni e non per le decine di pregiudicati ed amici di boss che siedono in Parlamento. Ad essere offesi e delusi siamo noi nel dover, ancora una volta, scendere in piazza per pretendere giustizia e rispetto dei principi fondanti di questo Stato, nonostante abbiamo già pagato a questa nazione il prezzo più alto che si possa pagare.

Luciana ha detto...

Intercettazioni. Caliendo: ''Insider trading? Errore di battitura''

19.55 29/01/2009, RaiNews24 - Le ultime notizie

Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo spiega cosi' come mai il governo, nei suoi emendamenti di modifica del ddl intercettazioni, non abbia inserito tra i reati intercettabili, quelli di insider trading e di aggiotaggio.

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No comment

Luciana

Anonimo ha detto...

Scusatemi è solo uno sfogo, ma dopo aver assistito alla manifestazione mi viene una immensa nostalgia.

Io rivoglio Cesare Terranova,Giangiacomo Ciaccio Montalto, Bruno Caccia, Rocco Chinnici, Alberto Giacomelli, Antonino e Stefano Saetta, Rosario Livatino, Antonio Scopelliti.

Io li rivoglio indietro e per questo continuo a ricordare.....

Bastian Cuntrari ha detto...

Non ero a piazza Farnese, ma ho seguito l'intervento di Di Pietro sul web: be', se non avessi letto delle feroci accuse lanciate al suo indirizzo immediatamente dopo, non mi sarei accorta di nulla.
No sono una linguista, nè una filologa, ma - anche da una elementare lettura (non faziosa, però) - del suo discorso, a me appare chiarissimo che la frase "incriminata" si riferisse alla piazza: "La rispettiamo, Signor Presidente. Ma non vogliamo starcene zitti se Lei fa (o non fa) qualcosa che non ci piace. Perché lo stare zitti (il silenzio) è mafioso. E noi non siamo mafiosi".
Sui blog (anche sul mio) la vicenda è stata ripresa più volte, ma pare che - purtroppo - la massiva, potente disinformazione abbia già mietuto vittime.
Avanzo una proposta di rottura: fate esaminare la frase ad un linguista, ad un filologo, insomma... a uno che ci capisce: fategli fare l'analisi logica della frase; fategliela dissezionare e vedete cosa ne vien fuori. Sono sicura che il responso sarà a favore di Di Pietro (nei cui confronti non sono supinamente sempre d'accordo) e pubblicateli.

(L.C. - Roma)

Luciana ha detto...

X salvatore d'urso e nanni64

Vi siete sbagliati nel confondervi. :)

Io non ho detto che non doveva parlare Di Pietro, ho detto solo che sapevo che la cosa sarebbe finita così.
Ho scritto che perfino se avesse detto soltanto "buongiorno", gli si sarebbero avventati come le cavallette.

Ho anche precisato che pur ritenendo la sua presenza (e anche quella delle bandiere IDV) fuorviante (infatti, come volevasi dimostrare...), NON ME LA SAREI SENTITA DI NON FARLO INTERVENIRE.

E soprattutto NON HO DETTO che Di Pietro abbia offeso qualcuno, perchè per ciò che ne ho potuto capire ieri, nelle sue parole non c'è traccia di offesa per nessuno se non per i mafiosi e per i loro simpatizzanti.

Questo sia chiaro per tutti.

Non ritengo che queste manifestazioni siano inutili e non abbasso la testa, tanto è vero che ieri c'ero anche io.

E ci sarò ogni volta che sarà necessario e che potrò.

Con simpatia. :)

Luciana

Anonimo ha detto...

Stavo per rispondere anch'io a Luciana quando ho letto questo suo ultimo post e ho capito.
Ma vorrei aggiungere comunque una considerazione.

Con una premessa: ritengo più che giusto e doveroso che Di Pietro sia sceso in piazza a dire ciò che ha detto, non solo perché anche lui ha diritto di parlare (potrebbe farlo ovunque) ma perché le sue idee e ciò che dice sono perfettamente in linea con il senso, lo spirito e i contenuti della manifestazione nella quale è intervenuto, alla stregua di qualunque altro ospite. Però non era tra gli organizzatori, e avrebbe fatto meglio a non far venire le bandiere. Non perché i tg l'hanno fatta passare per manifestazione politica (sapevamo sarebbe successo così). Non perché hanno mandato in onda solo immagini tratte da quei pochi minuti in cui le bandiere IdV si sono viste (cioè quando stava parlando lui). Ma perché era un ospite. Perché era una manifestazione di cittadini organizzata dai familiari delle vittime di mafia, e come hanno chiesto loro (e come aveva senso) doveva esserci solo il tricolore.

Tuttavia (qui la mia considerazione) dobbiamo stare molto attenti a non autocensurarci. Essere rispettosi, onesti, leali, agire nella legalità... sì.
Censurarci... no.
Perché se abbiamo paura che ci strumentalizzino possiamo smettere di avere paura: è una certezza. Qualunque cosa avessimo fatto e detto, chiunque ci fosse stato o fosse mancato non avrebbero comunque mai mandato in onda le parole di Salvatore Borsellino, quelle che credo in assoluto le più crude e dure che siano state pronunciate l'altra mattina. O quelle di Sonia Alfano (idem).
Si sarebbero inventati qualcosa comunque, e non sarebbero mai giunti a non dare la notizia per non farsi attaccare come censori. Non è gente stupida, è gente disonesta, è diverso.

Rischiamo di fare la stessa fine di questa ombra di opposizione che ci ritroviamo: Berlusconi la spara grossa, e quelli per evitare la strage contrattano. E sono anche convinti poi di aver fatto bene o di aver ottenuto un risultato se anziché la strage definitiva si ritrovano fra le mani solo un gruppo di cadaveri (proprio quelli che da subito Berlusconi voleva accoppare).

Per paura di essere strumentalizzati finiamo per censurarci. Stiamo attenti che di questo passo facciamo il loro gioco.
Non dobbiamo aver paura di parlare. Anche di essere duri. Anche di dire cose che -seppure più morbide o collaterali al contenuto principale- faranno da specchietto per le allodole.

Sono d'accordo con il reitero della manifestazione, a più non posso. La prossima volta Sonia sarà costretta a guardare negli occhi i giornalisti, e responsabilizzare prima loro che noi cittadini, e chiedergli "vi siete guardati allo specchio? avete coraggio di mostrare quello che siete e che fate ai vostri figli? avete ancora una coscienza? vi rendete conto che siete complici di assassini?".

Silvia.

Silvio ha detto...

Come avrei voluto dire in precedenza, in riferimento al dibattito sulla partecipazione della Magistratura alla manifestazione, i cittadini che rappresentano istituzioni, partecipando alle manifestazioni con altri cittadini, hanno un ruolo di garanzia dell’incolumità e del rispetto dei diritti costituzionale ed individuali di chi è presente in piazza.

Purtroppo, abbiamo imparato, che scendere in piazza per rappresentare istanze politiche può essere molto pericoloso; a genova, molti, oltre a lasciare i denti, sono stati probabilmente segnati per tutto la loro vita da quell’esperienza, che non dimenticheranno più.

Quindi scendere in piazza, denunciare i guasti di un sistema politico, ma anche istituzionale, diventa pericoloso e poter contare su persone con ruoli istituzionali che condividono quelle istanze può costituire una garanzia.

Difatti a mio avviso, Di Pietro ha difeso, sfidando il benpensantismo della casta assisa più là a motecitorio, il diritto di critica politica di alcuni manifestanti di Bologna. Secondo me quest’ultimo volevano dire una cosa molto semplice: che la gente insorge davanti alla mancanza di senso istituzionale di chi, ricoprendo incarichi istituzionali non ne rispetta le regole che ne stanno alla base; mentre il Presidente della Repubblica, che di quelle regole dovrebbe essere il garante, si lascia passare tutto davanti senza nulla eccepire, senza neanche dire, di fronte ad attacchi così serrati contro il potere giudiziario, che fuori dalle regole costituzionali nessuna istituzione può funzionare nel quadro dell’equilibrio dei poteri.

Pazienza! Però mentre il CSM rallentava forse fatalmente indagini esiziali, riguardanti la deriva criminogena della comunità calabrese, il Presidente della Repubblica ossequiava i calabresi, recandosi presso le città di quella regione. So che è stato a Reggio e Cosenza, per spiegare che i giovani, gli agnelli sacrificali dello sfascio della loro regione, devono fare qualcosa per il rinnovamento. E mentre il Presidente questo faceva, alcuni reggini, come anche altri cittadini di diverse città, si raccoglievano davanti al CSM, per supplicarlo di non gettare nuovamente nello sconforto gli abitanti di quella regione. Quei tanti giovani, o meno, che voglio quel cambiamento e lo vogliono vedere con i propri occhi. Perché il Presidente di quel consesso, piuttosto che rimbrottare quei giovani con un paternalismo degno di Napoleone III, non li ha aiutati attraverso le proprie prerogative istituzionali (tra le quali ovviamente non rientra il paternalismo). Il Presidente della repubblica presiede il CSM, ha un ruolo di indirizzo e “moral suasion” non trascurabile nella “fisarmonica” dei suoi poteri (come ama dire il nostro caro Giannini citando il costituzionalista e già Presidente del Consiglio Amato).

Forse siamo di fronte ad un caso, peraltro non raro, di interpretazione paternalistica dell’istituto costituzionale, privo di ruolo politico e incapace di garantire il rispetto degli equilibri costituzionali. Certo questa è la mia personale critica politica all’attuale Presidente del Consiglio. Spero che ancora mi sia consentita.

E spero che ci sia sempre qualcuno in una piazza, magistrato, politico, parlamentare, avvocato e sicuramente anche medico, che possano dare qualche garanzia alla libertà di critica, che si batta per la libertà del pensiero e dell’opinione, anche rischiando la propria reputazione come parlamentare e come cittadino.

Cosa che a mio personale avviso ha fatto Di Pietro. Risultato: una denuncia da Loiero (per i “ 9 miliaridi finiti alla mafia”; agenzie hanno raccolto un comunicato della Giunta calabrese dove si informava di tale denuncia), una denuncia politica di “non saper stare nelle istituzioni” e una evocativa “frattura” nell’IdV, da gettare nell’agone delle elezioni europee.

E tutto questo per denunciare l’illegittima censura operata non si sa da chi nei confronti di un messaggio contenuto in un tazebao? Esponendosi al linciaggio della casta?

Hanno ragione Di Pietro non è un uomo delle istituzioni italiane.

Silvio Liotta

Generazione V ha detto...

A Piazza Farnese ieri si è parlato di cose estremamente serie come Mafia e Stato, c'erano tutti i parenti delle vittime della mafia, ci sono state dichiarazioni che avrebbero suscitato uno scandalo tale da far sprofondare nel caos un intero Paese Democratico... sono stati fatti nomi eccellenti... è stata prospettata una possibile soluzione riguardo ai mandanti occulti della strage di Via D'Amelio dove perse la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta... è stata data la possibile chiave di lettura della nascita della seconda Repubblica e alla sua evoluzione...
Ma la censura e la controinformazione è l'arma piu meschina e subdola che può essere usata a scopo politico-diseducativo... solo in un regime mediatico-mafioso, come il nostro, tutto il Parlamento si alza in piedi per applaudire, quasi fossero complici, la solita copertura in veste di messa in scena teatral-parlamentare... ad applaudire il solito caso montato ad arte appena se ne trovi il minimo appiglio e fatto diventare la piu grande offesa che una persona possa ricevere... essere poco arbitro e imparziale!!! non è niente in confronto alla gravità delle cose dette da Salvatore Borsellino...
Ognuno è libero di pensare quello che vuole, c'e stata offesa o meno, ma ragionate proprio su questo: perché l'attenzione su Piazza Farnese è stata volutamente focalizzata bipartisan su quello che ha detto Di Pietro (giusto o sbagliato che sia) e non su quello che, invece, ha detto Salvatore Borsellino??? perche sono quelle le dichiarazioni gravi che dovevano essere pubblicate nelle prime pagine di tutti i giornali... la notizia choc con cui dovevano aprire tutti i TG...le cose che dovevano far traballare tutte il Parlamento e tutte le Istituzioni e far uscire la gente in piazza col sangue negli occhi dalla rabbia!!!
Questo forse è il vero significato da dare alla frase "il silenzio è mafioso" visto che a tutti i giornali e tv è piaciuta cosi tanto

Anonimo ha detto...

I doveri di un giudice

di Giovanni Bianconi
Ha impiegato quasi un mese Luigi De Magistris — giudice del tribunale del Riesame di Napoli, ma più famoso per essere l’ex pubblico ministero di Catanzaro rimosso da sede e funzioni, per motivi disciplinari, dal Consiglio superiore della magistratura— a scrivere i motivi per cui l’imprenditore Alfredo Romeo è rimasto in carcere. Era il tempo evidentemente necessario a studiare tutte le carte e spiegare, nei minimi dettagli che hanno richiesto 106 pagine, quella decisione.
Nel frattempo però avrà fatto anche altro, e certamente avrà seguito la vicenda tornata alla ribalta delle cronache sul cosiddetto «archivio Genchi», dal nome del consulente tecnico di cui proprio lui s’è servito per le sue inchieste calabresi, fino al momento in cui gli sono state sottratte. Vicenda che quindi lo coinvolge personalmente. Una settimana fa il dottor De Magistris ha saputo di essere stato convocato, per dare spiegazioni sul lavoro di Genchi, dal comitato parlamentare per la sicurezza presieduto dal senatore Francesco Rutelli. Il quale ha pubblicamente annunciato che l’organismo da lui guidato svolgerà un lavoro «equilibrato e severo» per accertare quello che c’è (se c’è) dentro e dietro l’«archivio Genchi»; che poi potrebbe chiamarsi Genchi-De Magistris, visto che il materiale arrivato in Parlamento è figlio del lavoro congiunto del magistrato che delegava e del perito che acquisiva dati, li elaborava e ne chiedeva altri, e poi il magistrato delegava di nuovo, e così via.
Dunque il giudice sapeva di doversi presentare davanti a Rutelli quando ha scritto (o ha lasciato scritto, se l’aveva fatto prima), nelle motivazioni sull’imprenditore Romeo tenuto in carcere con l’accusa di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta, che quest’ultimo aveva un «rapporto, che presenta aspetti francamente poco chiari, con l’allora ministro Francesco Rutelli». O quando, qualche riga sopra, ha definito «consolidati » i rapporti dello stesso Romeo «con i parlamentari Rutelli e Lusetti, entrambi del Partito democratico, e con l’onorevole Bocchino del Pdl». Mettendo sullo stesso piano il primo (ascoltato su sua iniziativa in qualità di testimone nell’inchiesta napoletana, di cui non risultano al momento contatti diretti con l’imprenditore inquisito) con gli altri due che invece sono indagati e per i quali la Procura ha chiesto l’arresto, considerandoli «sodali » di Romeo nella presunta associazione per delinquere.
Letti alla luce di ciò che è accaduto negli ultimi giorni, gli accenni di De Magistris a Rutelli appaiono, con la stessa franchezza rivendicata dal giudice, generici e un po’ gratuiti. Inopportuni e fuori luogo. Perché possono far pensare a un’accusa buttata lì, en passant, senza che ce ne fosse motivo. Con la conseguenza che tutti possono immaginare chissà quale motivo; compreso il tentativo di delegittimare uno dei suoi «controllori». Sospetto talmente inquietante che un magistrato non può permettersi di suscitare. Sulla vicenda del cosiddetto «archivio Genchi» è bene che non si sollevino ulteriori polveroni e si faccia chiarezza, nell’interesse di tutti; a cominciare dal consulente e da De Magistris, che ritengono di aver svolto il loro lavoro nel pieno rispetto di regole e garanzie. Bisogna accertare tutto senza strumentalizzazioni e senza scandalismi, ma anche senza gettare ombre preventive e apparentemente pretestuose su chi quegli accertamenti è chiamato a svolgere.

Anonimo ha detto...

"Più etica nelle istituzioni.
Più etica,maggiore coscienza civile.Specie in chi è chiamato a rappresentare cittadini e istituzioni.Specie in questo periodo in cui la macchina giudiziaria è tirata a mille per seguire processi e fascicoli in esubero.Luigi Martone, presidente vicario della Corte d'Appello di Napoli, esprime così tutto il suo disincanto nel commentare le notizie su indagini e pubblica amministrazione che da mesi tengono allerta l'opinione pubblica napoletana. ....
Deve cambiare la coscienza di chi svolge un ruolo nelle istituzioni, occorre maggiore rispetto dell'etica pubblica e per il suo ruolo" (da IL MATTINO 30.1.09)

"A vostro compito il vegliare a che il Potere esecutivo mai violi la Legge". Quintino Sella alla prima Corte dei Conti, 1 ottobre 1862.
(sempre da IL MATTINO 30.1.09)
"Anche per il Procuratore generale Galgano le intercettazioni rappresentano uno "strumento unico"visto il clima di "intimidazione sulle vittime dei reati e sui testimoni".Se non è possibile adoperarle "tanto vale chiudere il libro delle indagini".
Ora, mi chiedo,come il Ministro Alfano, all'inaugurazione anno giudiziario a Napoli, riuscirà, in coerenza con quanto sopra ad illustrare le modifiche ormai certe ed osannate in merito alle intercettazioni.
C'è da inorridire difronte a tutto questo.
Sentendomi profondamente scandalizzata, RINGRAZIO questo blog che mi consente "pubblicamente" di esternare il mio senso di sgomento.
Grazie a UGUALEPERTUTTI.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Caro Silvio,
Con riferimento alla denuncia di Loiero e della Giunta regionale calabrese contro Di Pitro, non molto tempo fa ho letto sul Quotidiano della Calabria di un sammit che si sarebbe svolto tra Loiero, Bova e Minniti. Mi è sembrato naturale scrivere al quotidiano che oramai i sammit Ndrangheta, Massoneria e Malapolitica li fanno alla luce del sole! Ecco, il loro delirio di onnipotenza che gli deriva dall'impunità li porta anche a questo! A denunciare Di Pietro!
b

Luciana ha detto...

Da

http://toghelucane.blogspot.com/2009/01/prove-tecniche-di-regime.html


giovedì 29 gennaio 2009

Prove tecniche di regime

(ASCA) - Roma, 29 gen - ''Apprendiamo dai quotidiani che con straordinario tempismo il Tribunale del Riesame di Napoli, estensore dottor Luigi De Magistris, ha inteso depositare le motivazioni dell'ordinanza che ha negato la scarcerazione ad Alfredo Romeo proprio all'antivigilia dell'audizione dello stesso De Magistris presso il Copasir in merito al cosiddetto 'archivio Genchi'. La circostanza non puo' passare inosservata, dal momento che l'atto firmato dal dottor De Magistris, ripreso oggi con ampio risalto dagli organi di stampa, si sofferma diffusamente e arbitrariamente sul senatore Francesco Rutelli, che del Copasir e' presidente. Di fronte a quello che ha tutte le sembianze di un tentativo di intimidazione, al presidente Rutelli va tutta la nostra solidarieta' personale e istituzionale''. Lo dichiarano in una nota congiunta Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello, componenti del Copasir.

(continua)

Luciana

Luciana ha detto...

X Silvia.

Quello che hai detto rispecchia esattamente quello che volevo dire io.

Mi ero dimenticata la storia delle bandiere IDV.
Durante la mattinata era stato ricordato più volte, a chi le aveva portate, di non sventolarle se non quando fosse intervenuto Di Pietro.
A dire il vero hanno obbedito in pochi però va bene lo stesso.
Si sa che se hai una bandiera, ti dispiace non sventolarla.

Il problema è che chi ti sta riprendendo ed è in mala fede, approfitterà della tua gioia per scopi loschi.

Nessuno deve autocensurarsi (a parte che il comportamento della pseudo opposizione credo sia dettato da altre esigenze, molto lontane dsl tentstivo di evitare la rissa. Credo piuttosto che tentino di evitare le inchieste...).

Dobbiamo però essere consapevoli che anche per uno starnuto potremo essere attaccati.

A questo punto nemmeno dovremmo arrabbiarci più quando vediamo certe mistificazioni.
Dobbiamo invece ragionare lucidamente e cercare di smontare i loro castelli di sabbia.

Per esempio, perchè non inviare a qualche autorevole giornale straniero la cronaca esatta della manifestazione?

Più bella cosa non c'è che fagli fare una figura di cacca all'estero, ai nostri cosiddetti giornalisti. ;)

Luciana

Luciana ha detto...

Scusate la frammentazione, le idee mi vengono a rate. :/

Dimenticavo di sottolineare il commovente comportamento degli altri appartenenti a IDV.

Con le lacrime agli occhi e segni evidenti di svenimento imminente, tutti solidali con il nostro Presidente della Repubblica, attaccato da quel contadino sovversivo (non l'hanno detto ma ci scommetto quello che volete che L'HANNO PENSATO) di Di Pietro.

Bella gente, non c'è che dire.

Stiamo a vedere come procede il tutto.

Se fossi Di Pietro, visto come stanno le cose, farei trovare loro i trolley pronti sul pianerottolo...

Luciana

Anonimo ha detto...

Io credo che qui sia in gioco la democrazia e il futuro della nostra Repubblica.
E non esiste partito che tenga sono tutti ugualmente complici nessuno escluso.

Ora ci restano i magistrati o i militari.

Nei paesi democratici l’informazione è libera, anzi criticare il potere è sinonimo di prestigio e libertà, questo non vuol dire che poi non ci siano degli interessi nascosti ma fa parte del mondo: le notizie però vengono date.
Ora qui ce la siamo giocata da parecchi anni “l’informazione”!
Nei paesi democratici i giudici oltre ad applicare la legge si fanno garanti dei valori e dei diritti dei cittadini, i giudici costituzionali dovrebbero gridare con il megafono quelle che sono le violazioni della Costituzione, i giudici della Corte dei Conti dovrebbero scoprire le violazioni le frodi gli inghippi loro sottoposti (invece impiegano anni per confermare il nulla con proficui stipendi, dunque o sono incapaci o sono tutte illazioni) i giudici dei vari tribunali dovrebbero stare dalla parte della legge, i PM dovrebbero iscrivere immediatamente ogni notizia di reato, nominata o innominata, acquisita personalmente o comunicatagli da altri …….
….dovrebbero… dovrebbero ..ma qui tutto funziona al contrario

Nei paesi democratici i giornalisti chiedono che venga lasciato aperto il carcere di Guantanamo per i Ceo delle banche e qui si depenalizzano i reati finanziari…
Quanti reati perpetrati dalle banche e mai indagati !
Già ma ricordiamoci che le leggi le fa il parlamento ed è tutto detto!

Occorre che voi magistrati onesti vi diate una mossa perchè sta precipitando tutto velocemente soprattutto con la crisi economica cui dovremo far fronte e con le migliaia di persone che perderanno il lavoro.
Agitare il popolo a piacimento è cosa assai facile quando tanti cominciano a non godere più di un sostentamento economico.
La deriva potrebbe essere devastante!

i militari non voglio neanche prenderli in considerazione!

Eleonora

Anonimo ha detto...

Spiacente per Voi tutti, ma stamani pure il numero 2 dell'I.D.V. ha preso le distanze dalle dichiarazioni del vostro "idolo" nei confronti del nostro Presidente. E meno male che Egli è un ex-comunista: figuriamoci se fosse stato un ex-democristiano!

Prendetene atto anche Voi, e siate meno "tifosi" e più obiettivi, a meno che non vogliate entrare in politica per trovare un lavoro più redditizio del vostro (se ne avete uno) e "sistemarvi", com'è prassi costante in questo sciagurato paese!

Anonimo ha detto...

Su questo sono d'accordissimo con te! Non mi sarei mai aspettata che perfino loro applaudissero.

Ma si può vedere da qualche parte la registrazione? Io non l'ho vista e vorrei assicurarmene con i miei occhi, è troppo incredibile una cosa del genere.

Silvia.

Anonimo ha detto...

"Nessuno deve autocensurarsi"
"Dobbiamo però essere consapevoli che anche per uno starnuto potremo essere attaccati".

La prima frase è vero - non so per la seconda. Se non sbaglio qualche tempo fa Le Monde ha vinto una cause alla Corte Europea di Giustizia. Il giornale è stato accusato di aver criticato il Presidente francese di allora. La Corte ha sottolineato il diritto fondamentale di "free speech" e la libertà di criticare chiunque. E' fra i diritti fondamentali dell'unione europea.Ovviamente Le Monde aveva scritto un'articolo - Di Pietro ha solo parlato!! Sono sicuro che qualche addetto al lavoro che legge questo blog potrebbe trovare la sentenza .
Servirebbe un'analisi attenta alla Carta dei Diritti Fondamentali per documentare quello che manca in Italia, che ha ratificato il trattato di Lisbona?.
Un class action non è possibile in questo paese. E' possibile in Europa? Servirebbe?

L'anonimo celtico

Vincenzo Scavello ha detto...

La distorsione della VERITA' eretta a sistema nella "democrazia" della terra di Ben-godi.

Questo avviene, da un po' di tempo, nei Palazzi Italiani.

Il buon Tonino, nell'Italietta provinciale ed ipocrita, ha un solo difetto: Quello di parlare come pensa! - Chi oserebbe pensare che dietro le sue parole possano nascondersi retropensieri?

Vi ricordate, inizialmente, a chi era diretto il lodo Alfano? A tutti i "perseguitati" ci era stato detto! - Invece serviva a salvare il Premier e per non farla troppo sporca è stato esteso alle altre massime cariche dello Stato.

Così oggi per le intercettazioni!

In realtà si disarma la GIUSTIZIA, sottraendogli uno strumento cardine per le indagini. Si è detto che costano troppo, ma si è omesso di dire che grazie alle intercettazioni sono stati mandati in galera i peggiori latitanti del nostro Paese e che la confisca dei loro beni supera, in termini monetari, più di mille volte i denari spesi per le intercettazioni.

Il gioco funziona troppo bene e per questo cercano di romperlo e di smontarlo!

Non trascuriamo cosa sarebbe potuto emergere dalle inchieste del Dott. De Magistris ... e siamo venuti al nodo della questione!

Perchè, invece di sottrargli le inchieste, con tutto quello che ne è derivato, non gli hanno imposto di celebrare i processi? Perchè, nonostante lo avesse chiesto, non è stato affiancato da altri Magistrati in modo da costituire un Pool?

Eh! Quelli mica so' fessi!

Però pretendono e fanno di tutto per far apparire che i fessi siano gli altri!

Di Pietro fa scalpore perchè è un Parlamentare e perchè, proprio perchè contadino dalla "coccia" di pietra, si rifiuta di ingurgitare la dose di bromuro destinata, obbligatoriamente, chi varca le soglie del "nuovo" Parlamento. In molti, invece, ne bevono a litri!

Se qualcuno fosse tentato di non far intervenire Di Pietro alle manifestazioni, aiuterebbe quanti auspicano e impongono il silenzio più totale! In tal caso, nessuno darebbe nemmeno notizia di quanto avvenuto, proprio come è successo diversissime volte.

Grazie dell'aiuto Tonì!

Se dovessimo distrarci o sopirci un attimo, per stanchezza o negligenza, sappiamo che Antonio Di Pietro, continuerebbe a dire le cose che vorremmo sentir dire anche da altri.

E fino a quando c'è qualcuno che dice e pensa le nostre stesse cose, forse vale la pena di continuare a vivere nella nostra cara e amata Italia.

Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Magnifico! il dott. Luigi De Magistris, Giudice del tribunale della libertà che si sta occupando anche dell'on.Rutelli, convocato per rendere conto proprio al Copasir (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica), presieduto proprio dall’on. Francesco Rutelli!
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere per la morte della nostra democrazia... Il controllore che viene chiamato a rendere conto dal controllato! Ma tutto ciò è legale? (domanda retorica)
Al peggio non c'è mai fine.

Irene

Anonimo ha detto...

Questo Blog è seguito da tanti calabresi. E devo ammettere che grazie a tale circostanza si è rafforzato in me l'orgoglio calabro! Se si facesse rete sarebbe un'ottima idea. Ad esempio, ho avuto il piacere di conoscere Saverio Alessio ed Emiliano Morrone due di noi costretti a scappare perché menti libere. Facciamo qualcosa?
b

salvatore d'urso ha detto...

X Luciana...

Ma io so benissimo che quello che hai scritto lo hai fatto in buona fede...

Ma bisogna riflettere meglio e più approfonditamente su certe decisioni...

l'altro ieri ne hai avuto l'esempio e non mi riferisco solo alle polemiche su Di Pietro e mi spiegherò meglio...

Il Paese è in una confusione totale... i cittadini politicamente si sentono smarriti... non capiscono se in politica ci sia davvero una parte buona o no... la maggior parte pensano che fa tutto schifo... ed è quello che vuole la parte politica malata del paese... confondere per poter sopravvire e rafforzarsi.

I media sappiamo bene chi li controlla e cosa scrivono e perchè...

Se non ci fosse stata IDV i giornali avrebbero scritto e i tg avrebbero fatto vedere le immagini di quella piazza dandovi ragione... i politici a plaudire tutti per i manifestanti... Veltroni avrebbe detto che il Governo ora avrebbe dovuto mandare un messaggio forte nei confronti di chi sta lottando da tempo contro la mafia... il PDL avrebbe detto che già hanno fatto ottime riforme in proposito... ecc...

Quindi tante parole... le solite per poter solo acquisire crediti nei confronti dei cittadini che apprendevano da casa le notizie del giorno. Quindi la confusione sarebbe aumentata... magari a scapito soprattutto di chi manifestata e veniva preso in giro dalle poltrone del parlamento.

Mentre dopo la partecipazione di Di Pietro... si è visto come si osn bene spesi nel puntare il dito contro Di Pietro... e il resto degli interventi... il loro contenuto... come si è ben visto a nessuno è potuto importare... questo perchè avrebbe associato IDV ad una lotta che gli altri partiti hanno da tempo abbandonato e difatti in quella piazza non era presente nessun esponente politico di nessuno di quei partiti.

IDV per fortuna c'è stata... e soprattutto non ha fatto le solite chiacchiere... come gli altri sul palco ha detto delle verità scomode... e finchè si dice la verità non si sbaglia mai. I cittadini hanno tantissimo bisogno di verità per poter giudicare e per poter scegliere chi davvero sta dalla loro parte.

Quindi oltre a 10 100 1000 piazze navona... anche 10 100 1000 piazze farnese!!!

salvatore d'urso ha detto...

X Irene...

In Un altro paese... proprio per come stanno i fatti... Francesco Rutelli avrebbe dovuto dare le dimissioni... ma per loro fortuna siamo in Italia... speriamo solo che questa loro fortuna stia comicniando a scemare.

Annalisa ha detto...

Oggi è uscito il primo numero 2009 di Micromega. Vi consiglio di leggerlo.

Segnalo in particolare:

tavola rotonda
Paolo Flores d’Arcais / Andrea Camilleri / Antonio Di Pietro - Il partito dei senza partito

giustizia e democrazia
Carlo Vulpio - Censura al Corriere e altri yesmen
Antonio Massari e Sandro Ruotolo - Salerno-Catanzaro, due procure e una menzogna
Ferruccio Pinotti - Golpe giudiziario e poteri ‘opachi’
Gianni Barbacetto - Memores Domini, pecunia non olet

Anonimo ha detto...

Per chi non era presente a Piazza Farnese su" radioradicale"c'è la ripresa video di tutta la manifestazione:
http://www.radioradicale.it/scheda/271499

Luciana ha detto...

Risposte varie

X L'anonimo celtico

"anche per uno starnuto potremo essere attaccati".

La prima frase è vero - non so per la seconda."

Ma guarda il caso Di Pietro.
NON ha detto le frasi che gli attribuiscono (frutto di un rivoltante montaggio) eppure tutti giù a pestare e a rigirare il coltello nella piaga.

Un circo mediatico capace di pompare cose inesistenti e di ignorare le gravissime accuse lanciate da tutti gli altri ospiti, è capace di tutto.

In questi giorni penso spesso a Walter Tobagi, a Fava, Alfano Impastato e a tutti gli altri che colpevolmente dimentico.

Che ne è stato del loro insegnamento?
A chi era diretto il messaggio scritto col loro sangue?
Tranne qualche rara e preziosa eccezione, DOVE SONO I GIORNALISTI IN ITALIA??

Con quale coraggio viene cacciato Paolini dalle dirette TV?
Non è lui che disturba i cronisti, sono loro che disturbano noi!

Dobbiamo andare a cercare la libera stampa all'estero, è l'unica soluzione.


X salvatore d'urso

"Ma bisogna riflettere meglio e più approfonditamente su certe decisioni..."


Ehm, ma io non ho preso nessuna decisione. O_o

La decisione di non partecipare l'hanno presa i ragazzi di Casa della Legalità e io ho sintetizzato il loro ragionamento (chiaramente espresso in questo post http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=7681&Itemid=1 ).

Ho trovato interessante ciò che avevano scritto ma non sono tra quelli che penserebbero di impedire a chicchessia di partecipare a queste manifestazioni.
Dico solo che bisogna mettere in conto anche gli attacchi più assurdi e soprattutto, cosa che volevano sottolineare anche i ragazzi di CdL) si rischia di far passare per "protesta di una parte politica" quello che è invece un "movimento di cittadini al di fuori dei giochi politici".

Infatti, come da copione, il problema adesso è tutto tra Di Pietro e i suoi alleati, Di Pietro e il governo, Di Pietro e quelli di IDV.

Delle cose dette in piazza nisba, niente, nada de nada.
Per tutti, quella era una piazza piena di simpatizzanti IDV che portavano avanti istanze dell'IDV.

Dei cittadini che chiedevano giustizia, dei parenti delle vittime di mafia nessuna traccia.
Volatilizzati.

In quella piazza l'unico elemento fuorviante dal tema era proprio Di Pietro. E non perchè non parlasse di cose inerenti, ma perchè in quanto politico avrebbe inevitabilmente (e involontariamente) deviato l'attenzione...sullo scontro politico invece che sulle persone che erano lì a protestare.

Pazienza, a da passà 'a nuttata...


Luciana

Anonimo ha detto...

Più lo ascolto e più mi accorgo che questo è uno dei migliori discorsi della storia fatti da Di Pietro. Il tribuno, come lo hanno appellato alcuni giornalisti, questa volta si è davvero conquistato l'affetto, la stima e la fiducia di tantissimi cittadini.
Grazie Di Pietro. Da parte di tutti gli italiani per bene.

Felice Lima ha detto...

Per “Anonimo delle 9.33”

Gentile Anonimo,

l'articolo di Giovanni Bianconi che Lei riporta è un concentrato di rozzezze tecniche e, purtroppo, non solo tecniche.

Fra le tante, ne segnalo solo due:

1. Il provvedimento del Tribunale del riesame non è stato adottato da Luigi De Magistris, ma da un collegio di tre giudici.

Luigi De Magistris è stato l'estensore della motivazione, ma la motivazione è quella concordata da tutti e tre i componenti del collegio e FIRMATA DAL PRESIDENTE, che, con la sua firma, ne assevera la coerenza con quanto voluto dal collegio.

Paradossalmente, in ipotesi, potrebbe anche essere accaduto che De Magistris non fosse d'accordo con quella parte della motivazione, ma abbia dovuto metterla, perchè voluta dagli altri due componenti del collegio, che avrebbero costituito maggioranza.

2. L'organismo presieduto da Rutelli sentirà Luigi De Magistris per chiedergli delle informazioni, ma Rutelli non è e non può definirsi sotto nessun profilo (come invece fa Bianconi per creare un'apparenza di fondamento al suo "ragionamento") "controllore" di De Magistris.

Se si tiene conto di questo, l'articolo di Bianconi è una accozzaglia di cose illogiche e Bianconi dimostra solo di essere un "giornalista italiano", espressione che riaschia di avere oggi come oggi una valenza talmente offensiva da potere attirare su chi la usi una querela per diffamazione: "Giornalista italiano a chi?"

Felice Lima

Luigi Morsello ha detto...

Man mano che vado avanti a leggere i post mi sento sempre più rasserenato e sempre molto meno solo.

nanni64 ha detto...

Anche, io, Luigi.
Anche io.
E non é poco.

Per Felice Lima: sei per noi una fiaccola. Ti vogliamo davvero bene.
Ci sei sempre.

Però, da qualche parte, per favore, puoi rispondere alla mia domanda precisa ?

:

Si muove qualcosa tra i toi colleghi ? Per favore dcci notizie al riguardo. Senza di voi noi non possiamo niente !

Che fine hanno fatto i PM di Salerno ? Che decisione hanno preso ?

E cosa pensate della manifestazione ? Della reazione della rete alla disinformazione ?

Ogni tanto l'asino ha bisogno della sua carota. Oppure del bastone.

Vorrei sapere cosa ne pensate voi. E soprattutto mi piacerebbe sapere se si muove qualcosa lì oppure no. E anche se ci sono notizie sul Procuratore Apicella, su Gabriella Nuzzi (confidenziale: la sento come una sorella) e su (????) Verasani, del quale nulla si é detto e che mi pare coperto dal silenzio (anche il suo: pentito ? )

Con affetto. Stringiamoci tutti chè il momento é duro assai !
Coraggio !!!

Anonimo ha detto...

Io ho trovato il mio partito. Il partito dei senza partito.
Potrebbe essere un'iniziativa rivoluzionaria.
Quello che ora la politica ufficiale teme è "lo spontaneismo".
Questo termino si ricava dalla proposta GEC sulla costituzione dell'ufficio stampa ANM che sottolinea "l'esigenza di superare lo "spontaneismo" nel modo di partecipare al dibattito pubblico su questioni di interesse generale".
Chissà perchè mi sembra che ci sia qualche allusione e questo forum?
Mah forse è presunzione.
Alessandra

salvatore d'urso ha detto...

"Secondo quanto ha riferito la stampa - si legge nella denuncia - il parlamentare ha affermato nel corso di una nota e recente manifestazione di piazza 'vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di piazza Navona. Ma in una civile piazza c'è il diritto di manifestare, presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d'accordo con alcuni suoi silenzi. A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzò".

salvatore d'urso ha detto...

Dopo la manifestazione di piazza Farnese, il provvedimento depositato alla Procura di Roma
"Ha oscurato la limpidezza morale e il credito del presidente della Repubblica"
Le camere penali denunciano Di Pietro
per le offese al capo dello Stato


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Antonio Di Pietro
alla manifestazione
di piazza Farnese
ROMA - L'Unione delle camere penali italiane ha depositato oggi presso la Procura della Repubblica di Roma una denuncia contro il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ipotizzando l'accusa di offesa all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica. La denuncia, che fa riferimento a quanto accaduto durante la recente manifestazione di piazza a Roma, è stata firmata dal presidente delle Camere penali Oreste Dominioni e dal vicepresidente Renato Borzone.

"Secondo quanto ha riferito la stampa - si legge nella denuncia - il parlamentare ha affermato nel corso di una nota e recente manifestazione di piazza 'vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di piazza Navona. Ma in una civile piazza c'è il diritto di manifestare, presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d'accordo con alcuni suoi silenzi. A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzò".

"La vistosità della portata offensiva - si legge ancora - e delegittimante l'altissima funzione istituzionale esercitata dalla suprema carica dello Stato repubblicano, di tali affermazioni, ha determinato unanimi comportamenti di ferma indignazione. Tra questi l'opinione di un ex presidente della Repubblica che vi ha riscontrato un palese carattere di reato".

Secondo la denuncia, "accusando il presidente della Repubblica di comportamenti non imparziali e omissivi assimilati a quelli di natura omertosa propri della mafia, l'onorevole Di Pietro ha oscurato la limpidezza morale e il credito di cui devono essere necessariamente circondate le attribuzioni al capo dello Stato, delegittimandolo nella persona e nella istituzione che rappresenta".


Per l'Unione delle camera penali, dunque, "l'attacco al capo dello Stato si rivela palesemente strumentale a sostenere la presa di posizione dell'onorevole Di Pietro sui temi della riforma generale della giustizia. Trascinando nella mischia del confronto politico, l'aggressione che in questa sede si sottopone al vaglio della signoria vostra tenta di mettere in discussione l'adeguatezza del ruolo della suprema istituzione dello Stato nella gestione -quale garante della Costituzione- della futura ed eventuale vicenda parlamentare di riforma della giustizia".

(31 gennaio 2009)

salvatore d'urso ha detto...

Commento al precedente post:

Credo che sia accaduta una cosa gravissima...

Mi chiedo e vi chiedo se su una manifestazione di piazza nella quale partecipa e parla ai manifestanti un leader politico alcuni membri della camera penale possano motivare una denuncia penale nei confronti di tale leader cominciando in questo modo:

"Secondo quanto ha riferito la stampa"

Ma ci sono i video a riguardo... persino radioradicale ha messo a disposizione l'intero filmato della manifestazione... quindi perchè basare una denuncia penale su quanto la stampa riporta...

Ma la stampa non può fingersi giudice... dove tale stampa tra l'altro non ha mai e dico mai riportato l'intero discorso che ha fatto l'onorevole Di Pietro e tanto meno i telegiornali o i programmi televisivi che si occupano di politica.

Ma questi magistrati... sono buoni magistrati... gli daranno di sicuro persino una bella promozione...

Anche se sono più che convinto che si tratta solo di annunci per screditare italia dei valori in vista delle elezioni europee e per oscurare il resto della manifestazione e delle critiche portate alle istituzioni italiane che non fanno il loro dovere democratico.

Anonimo ha detto...

Soltanto in un tg3 in tarda sera, è stata fatta una velocissima panoramica di Piazza Farnese. Una breve immagine bellissima. Tante persone composte, belle, giovani ,attente, interessate, calme e tranquille.
Da ieri vedo in tv l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Tra i costumi e l'atmosfera....
ho riletto l'accusatoria del Guicciardini (se qualcuno ha la pazienza di trascriverla)e sembra di essere tornati al 1400.
E' ora di cambiare. Aria nuova.

nanni64 ha detto...

Mi sono chiesta: perchè un esposto alla Procura avente ad oggetto un fatto notorio ?
Intendo dire: perché dare alla Procura una notizia criminis (crimine inesistente, s'intende) che la Procura già aveva, perché trattasi di fatto ampiamente divulgato ?

E come mai a comunicare il già noto é una istituzione che dovrebbe caratterizzarsi per la sua competenza tecnica al riguardo (ossia che dovrebbe sapere che non c'é necessità di denunciare ciò che é già noto, attesa la procedibilità d'ufficio del reato e la obbligatorietà dell'azione penale)?

E come mai a questi tecnici sfugge anche che chi ha parlato é un parlamentare, dunque un soggetto non perseguibile per ciò che dice nell'esercizio delle sue funzioni ?

E come mai gli sfugge che palesemente quanto dichiarato da Di Pietro rientra nel diritto di critica, attesa l’abrogazione del reato di lesa maestà ?

E poi come viene in mente a questi avvocati penalisti di fare proprio loro questo tipo di denuncia ?
Che ci appizzano loro, direbbe Tonino ?
Già: che ci appizzano loro, mi sono chiesta.

Poi un lampo. Mi é venuto in mente che i clienti di questi signori sono gli indagati, gli imputati, i condannati, e anche quelli che commettono ora reati e che pertanto domani potranno essere indagati, processati, condannati...
E mi é venuto in mente che a tutti i delinquenti di questo Paese, e soprattutto a quei grandi delinquenti che portano addosso dei colletti bianchissimi, la battaglia per la legalità di Di Pietro non piace per niente.

Però certamente si tratta di un caso, di una pura coincidenza.
Di una curiosissima coincidenza, per niente allarmante.

PER FELICE LIMA: mi hai fatto sentire in colpa !!!
Anche perché conosco benissimo, perché lo vivo, lo strazio di non riuscire a dedicare alle bambine il tempo che vorrei.
Lo tolgo al loro presente,tutte le volte in cui tento di informarmi, di informare, di dare coraggio, appoggio, insomma di dare un piccolo contributo per proteggere il nostro Paese da pericolose derive.
E’ una scelta ogni volta difficile, perché si tratta di sacrificare una parte del loro presente. Ma io lo faccio perché penso al loro futuro. Glielo stanno strappando.
Io e mio marito ci siamo divisi le competenze: io cerco di fare qualcosa perché possano continuare a vivere in un paese libero. Lui cerca di capire dove potremo andare o mandare le bambine se e quando questo paese diventerà del tutto e definitivamente una dittatura del malaffare.
Scusami ancora. Ti prometto di non coinvolgerti più.
Però se “mi scappa” sappi che non ti colpevolizzo per quello che purtroppo non arrivi a fare. Lo so già. E non ho nulla da perdonarti. Solo da ringraziarti. Sia per l’impegno che per l’affetto che ci dai.

nanni64 ha detto...

Il quadro mi si é fatto più chiaro. Vengo a sapere dal blog di Di Pietro, che l'autore della denuncia é il legale della famiglia Berlusconi,e dal blog di Travaglio quanto sotto riporto.
Adesso capisco molto meglio "che ci appizza".

A quanto dice Nanni64 (# 42) aggiungo che il prof. Dominioni (il quale, se la memoria non mi inganna, è stato legale, oltre che di Berlusconi, anche di Dell’Utri e di Sindona) non ha mai mancato di esprimere, con innegabile coerenza, le sue opinioni circa il ruolo della magistratura. In un articolo sul “Riformista” (‘Ecco le nostre linee guida per la giustizia’, 5 mar. 2008) p. es. il presidente dell’Unione Camere Penali indicava come imprescindibile “una riforma in senso liberaldemocratico della magistratura” (!) che elimini l’“interferenza, ormai non più accettabile, del potere giudiziario su quello esecutivo”, e non ha mai perso occasioni per denunciare l’“eccessivo potere della magistratura”, la sua “abnorme sovraesposizione di potere” eccetera: si veda da ultimo l’intervista dello scorso novembre, in occasione della riconferma a alla guida dell’Uicp. L’uomo giusto al posto giusto.


http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2642&Itemid=80

Luigi Morsello ha detto...

@ Luciana: senza Antonio Di Pietro la manifestazione di pochi, belli e sinceri (non dubito), sarebbe passata totalmente sotto silenzio.
Guardiamo in faccia la realtà.
Ma davvero si pensa che Di Pietro non l'abbia calcolato ? Se pensate che Di Pietro sia così ingenuo commettete un grosso, madornale errore, gli ingenui siete voi.
Se non buttava lui il macigno nello stagno (un sasso non basta nemmeno per lui) nessuno avrebbe avuto tanta visibilità da criticare efficacemente il capo dello Stato.