«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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lunedì 26 gennaio 2009

Tutto quello che leggete è falso





di Marco Travaglio
(Giornalista)




da Voglioscendere


Nell’ottobre ‘96, dovendo giustificare con i rispettivi elettori l’inciucio della Bicamerale, destra e sinistra presero per buona la bufala del “cimicione” che Berlusconi disse di aver trovato nel suo studio e attribuì alle “procura deviate”.

Poi si scoprì che era un ferrovecchio inutilizzabile, piazzato in casa sua da un amico del capo della sua security incaricato di “bonificargli” la reggia.

Ma intanto la Bicamerale era nata e il cimicione-truffa aveva svolto la sua sporca funzione.

Ora Al Tappone ci riprova con un’altra superballa, assecondato al solito dalla presunta opposizione e dai giornali: il presunto “scandalo” dell’“archivio Genchi”, che dovrebbe spianare la strada alla controriforma delle intercettazioni.

Gioacchino Genchi è un funzionario di polizia, in aspettativa da anni, che collabora con la magistratura fin dai tempi di Falcone, ha fatto luce sulle stragi di mafia, ha risolto decine di omicidi insoluti e tuttora collabora con varie Procure in indagini su malaffari, mafioserie e fatti di sangue.

Che fa Genchi: intercetta? No, non ha mai intercettato nessuno.

Dunque, qualunque cosa si voglia sostenere sulla sua attività, non ha alcun legame con la legge anti-intercettazioni.

Che fa allora Genchi? I magistrati,secondo la legge, dispongono intercettazioni e acquisizioni di tabulati telefonici. Poi li passano al consulente tecnico, che li “incrocia” grazie a software sofisticati e relaziona sui contatti telefonici fra indagati intercettati e non indagati.

Genchi l’ha fatto anche nelle indagini di De Magistris, prima che fossero scippate al titolare.

Tutte le cifre che si leggono sui giornali e i commenti dei politici (compreso l’ineffabile presidente del Copasir Francesco Rutelli, amico dell’indagato n. 1 di “Why Not”, Antonio Saladino) sono falsi o manipolati o frutto di crassa ignoranza.

Chi si scandalizza per le “migliaia di telefoni controllati per conto di De Magistris”, chi strilla perché fra quei numeri ci sono quelli di “molti non indagati”, di parlamentari non intercettabili, di agenti segreti, non sa quel che dice. O mente sapendo di mentire.

Per conto di De Magistris, Genchi ha trattato 730 utenze, appartenenti a un numero molto inferiore di persone (ciascuna usa più telefoni e più schede): fra queste ci sono decine di indagati e centinaia di non indagati.

Com’è inevitabile, visto che i tabulati indicano chi chiama chi, chi viene chiamato da chi, e da dove, e a che ora, ma non il contenuto della conversazione. E ciascun indagato parla con decine di non indagati.

Nessuno può sapere chi sono queste persone (onorevoli? agenti segreti? papi?), finchè non si risale al titolare dell’utenza.

Solo dopo, se l’utente è coperto da immunità o altri privilegi, si provvede a fermarsi o a chiedere il permesso. In ogni caso è impossibile violare segreti di Stato leggendo il tabulato di una spia (non si sa cosa dice), né intercettandola: la legge vieta a militari e agenti segreti di “trattare al telefono argomenti classificati”.

Se uno 007 parla al telefono di segreti di Stato, è lui a violare la legge, non chi lo ascolta.


12 commenti:

Maria Teresa ha detto...

Questa intervista a Gioacchino Genchi è molto interessante e significativa

Anonimo ha detto...

Non sul contenuto, ma sul titolo: se tutto quello che leggiamo è falso, perché mai dovrei credere a TE ?

Anonimo ha detto...

Ho sentito il presidente del Copasir, intervistato su La7. Mi sono venuti i brividi.

Sul "caso GENCHI", gli è stato chiesto se il dott. Genchi sarà sentito, lui non ha detto "ne si, ne no", ma ha citato molti personaggi tra cui Luigi Demagistris ed ha concluso citando il procuratore capo di Catanzaro.

Temo che la sentenza sul "caso GENCHI", sia stata anticipata (con tremendo cipiglio)in televisione durante una trasmissione alle ore 20:30.

ps
Come si pone il procuratore capo di Catanzaro circa le indagini di WHY NOT, Toghe lucane, Poseidon ecc...?!

pps
Gli scavi, stanno procedendo molto alacremente. Il buco deve essere abissale per affossare la Giustizia e con essa la COSTITUZIONE e forse anche qualche milione di cittadini italiani.

Stefano
Genova

Annalisa ha detto...

Altra intervista a Genchi, davvero interessante..

http://www.radio.rai.it/radio1/radioanchio/view.cfm?Q_EV_ID=274252

Anonimo ha detto...

Dal cache di Google ho reperito questa notizia che copincollo anche se si tratta di cosa che dovrebbe esser risaputa; ma non si sa mai:
http://209.85.129.132/search?q=cache:h7SfJD0bdNIJ:notizie.alice.it/notizie/politica/2008/12_dicembre/18/de_magistris_iannelli_a_csm_ho_agito_per_tutelare_archivio_genchi,17281239.html+iannelli+%22Ho+agito+per+tutelare+archivio+Genchi%22&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it&lr=lang_it
De Magistris/ Iannelli a Csm: Ho agito per tutelare archivio Genchi
Per questo non inviato atti a Procura Salerno
postato 39 giorni fa da APCOM
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Roma, 18 dic. (Apcom) - Gli atti delle inchieste Why Not e Poseidone non furono inoltrati dalla Procura di Catanzaro a quella di Salerno, quando venne richiesto, per "tutelare" la riservatezza del cosiddetto archivio Genchi, contenuto appunto nei due faldoni. Questo, secondo quanto ha riferito il presidente della Prima Commissione del Csm Ugo Bergamo, sarebbe il cuore della difesa del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, che, davanti ai consiglieri di Palazzo dei Marescialli, ha ribadito quanto affermato durante la precedente audizione e la propria convinzione di aver agito "con correttezza"

Anonimo ha detto...

Mi sembra che i vari tasselli si vanno ricomponendo in un puzzle raccapricciante. De Magistris bloccato e delegittimato da politici e mass--media, i P.M. di Salerno, pure. Ora Genchi, il consulente di De Magistris. Mi preoccupo. Cosa bolle nella pentola che stavano scoperchiando a Catanzaro ? De Magistris parlava di Massoneria. Genchi nella intervista cui vi rimando parla di una situazione paragonata alla quale Palermo é un paradiso.
Non ci sono prove sufficienti per rispondere alla domanda che ho posto. Ma mi sembra che ci siano numerosi indizi che conducono a ritenere che la probabile risposta esatta sia la seconda. Vi riporto e segnalo quanto segue
Genchi, un uomo da difendere
di Salvatore Borsellino, da 19luglio1992.com
Ma può un uomo mentire spudoratamente usando affermazioni false per cercare di distruggere la reputazione di un uomo come Gioacchino Genchi che ha sempre servito e continua a servire lo Stato? Lo Stato, quello vero, quello per cui è morto Paolo Borsellino e non l'antistato che ormai all'interno del primo si è saldamente annidato grazie proprio a quella trattativa per la quale Paolo Borsellino ha dovuto essere eliminato.
Un uomo forse no, ma non se è qualcuno che ha dovuto essere indicato come "alfa" nel corso delle indagini di uno dei processi sui mandanti esterni di quella strage che finora sono stati sempre bloccati quando stavano per arrivare dove non si può arrivare, cioè alla verità. ................................ continua su 19luglio1992.com
Genchi, l’uomo dei telefoni
Gioacchino Genchi, il consulente delle procure che lavora sui tabulati telefonici. L'uomo che Mastella ha chiamato "Licio Genchi". L'ultima consulenza gliel'hanno strappata: quella sull'inchiesta tolta al pm di Catanzaro Luigi De Magistris.

di Gianni Barbacetto, da Il Venerdì, 2 novembre 2007

La battaglia politico-giudiziaria del momento si combatte a Catanzaro, dove vive e lavora il magistrato Luigi De Magistris. E a Roma, dove stanno i suoi indagati più eccellenti, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e il presidente del Consiglio Romano Prodi. Ma, per capire come è nata quella battaglia, bisogna andare più a sud: a Palermo. È qui, in un palazzone moderno confiscato alla mafia (famiglia Ganci, quella che «era nel cuore» di Totò Riina), la centrale operativa da cui sono partite le indagini più delicate di De Magistris, quelle sui rapporti telefonici tra gli imprenditori e i politici. È qui che sono stati scoperti i contatti tra il principale indagato – l’imprenditore Antonio Saladino – e suoi interlocutori, tra cui Mastella e Prodi. È qui che lavora il superconsulente della procura di Catanzaro, che li ha svelati. Si chiama Gioacchino Genchi. Ha 47 anni, qualche chilo di troppo e gli occhi sempre incollati ai due, tre, quattro schermi di computer che stanno sulla sua scrivania. Ha lavorato per anni nell’ombra, ma ora è finito anche lui nel clamore della vicenda De Magistris. Al pm hanno strappato l’inchiesta. Ma anche Genchi ha avuto la sua dose di polemiche: Mastella lo ha prima definito pubblicamente «mascalzone», poi in una conferenza stampa lo ha chiamato «Licio Genchi». Chi è, davvero, il superconsulente di Palermo che ha fatto arrabbiare il ministro della Giustizia?
continua su
http://temi.repubblica.it/micromega-online/genchi-luomo-dei-telefoni
Caso De Magistris: ora sotto accusa Gioacchino Genchi
http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=12450&Itemid=78
di Monica Centofante - 23 gennaio 2009
E’ il “caso Genchi” ad essere ora alla ribalta della cronaca. Messo fuori gioco De Magistris con le sue scottanti inchieste e i giudici di Salerno che avevano scoperto un complotto ai suoi danni (volto proprio a soffiargli le indagini), si punta ora al consulente informatico delle procure Gioacchino Genchi.
Da oltre un anno destituito dall’incarico che proprio su delega dell’allora pm De Magistris aveva assunto nell’ambito delle inchieste Why Not e Poseidone. ...

ASCOLTA L'INTERVITA DI RADIO ANCH'IO A GIOACCHINO GENCHI: Clicca!

Misteri e misteri. Non sono uno spione.
da http://gioacchinogenchi.blogspot.com

« ... a Catanzaro ci sono tantissimi magistrati per bene, che lavorano in condizioni disumane, in una realtà criminale che è in assoluto la più difficile e complessa di tutta Italia. Palermo, in confronto, sembra la Svizzera. E consideri con attenzione il paragone che ho fatto».
Edoardo Montolli”
SOPRATTUTTO LEGGETE:
“L’audizione del dott. Genchi al Processo Borsellino bis
Scritto da Marco Bertelli Domenica 10 Agosto 2008 17:06
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=585:la-testimonianza-del-dott-genchi-al-processo-borsellino-bis&catid=14:i-mandanti-occulti&Itemid=20
"Era doveroso riportare il contenuto di questa importante e inquietante testimonianza (del dr. Gioacchino Genchi, ndr), tenuto conto dell’impostazione di alcuni motivi d’appello e delle correlate richieste istruttorie. Attraverso essa abbiamo appreso che i vuoti di conoscenza che tuttora permangono nella ricostruzione dell’intera operazione che portò alla strage di via D’Amelio, possono essere imputati anche a carenze investigative non casuali. Addirittura questo limite sembra possa avere condizionato l’intera investigazione sui grandi delitti del 1992, come è spesso capitato per i grandi delitti del dopoguerra in Italia, quasi esista un limite insormontabile nella comprensione di questi fatti che nessun inquirente indipendente debba superare. Tutto ciò ripropone con attualità la necessità di riprendere nelle sedi opportune le indagini sulle questioni alle quali manca tuttora risposta". .................. .........................

Anonimo ha detto...

Il "caso Genchi" ed il presidente del del Copasir.

Anche in questo caso possiamo ipotizzare un conflitto di interessi?
Dopo aver ascoltato gli interventi di G. Genchi nella trasmissione di radioanchio, segnalata molto opportunamente da Annalisa, forse il punto di domanda, nella prima frase, è superfluo.

Adesso guardate, ed ascoltate serenamente, pacatamente, l'intervista a tutto campo di Rutelli

Stefano
Genova

Anonimo ha detto...

Con riferimento a: "De Magistris/ Iannelli a Csm: Ho agito per tutelare archivio Genchi
Per questo non inviato atti a Procura Salerno". Sono veramente ignorante in tutte le materie. Ma mi sembra anche di essere diventato matto. Come può un capo ufficio, asserire inpunemente, che certi documenti di competenza del funzionario di quell'ufficio (ora sotto inchiesta), non sono stati trasmessi all'ufficio competente per lo svolgimento delle indagini, al fine di tutelare il consulente dell'indagato. E oggi quel consulete (scusate il termine) è sputtanato dalle più alte cariche dello stato (minuscolo)

E' evidente sono pazzo, e soprattutto non capisco niente.

Vi prego suggeritemi (pazientemente) la vera interpretazione dei fatti

Stefano
Genova

Anonimo ha detto...

Per Stefano:
non per tutelare Genchi ma per tutelare l'archivio, ossia per "proteggere" le informazioni riguardanti potenti vari, ossia per evitare che il vaso di Pandora fosse scoperchiato.

Andrea Sacchini ha detto...

Io so che la maggior parte di tutto quello che leggo è falso, o alla meno peggio tendenzioso. Lo so bene.

Il problema grosso è che purtroppo la maggior parte della persone non sa. E molte in buona fede perché ritengono attendibile ciò che sentono o leggono.

E, sinceramente, più che scriverlo sui nostri blog non so cosa si possa fare.

Complimenti per questo blog e per l'opera meritoria che fate.

Anonimo ha detto...

E se fosse falso, caro Sacchini, quello che scrivete sui "vostri blog" ?

Nicola Saracino ha detto...

Per anonimo delle 14,23.

Ma è semplice, gentile anonimo: ci sarebbe un anonimo ben informato che ci avverte che ciò che scriviamo e leggiamo è falso e noi ci fermiamo, subito!

Nicola Saracino