«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 18 gennaio 2009

Un colpo alla mafia ed uno alla sedia





CittaInsieme e
CittaInsiemeGiovani
(*)



Forse Piercamillo Davigo ha ragione quando dice che “in Italia delinquere conviene”

Il precedente che vede soggetti a vario titolo implicati in vicende giudiziarie intenti a moralizzare il mondo della politica e dell’imprenditoria dai pericoli della criminalità organizzata (ma pare non quella individuale) è recente e altrettanto tragicomico.

Iniziò nel 2006 il centro-sinistra che, in probabile difficoltà nel coprire gli organici, affidò a pregiudicati del calibro di Cirino Pomicino (curriculum: una condanna definitiva a 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito, un patteggiamento a 2 mesi per corruzione) e Alfredo Vito (curriculum: condannato definitivamente a 2 anni per corruzione) l’importante scranno alla commissione parlamentare antimafia.

L’idea, geniale nella sua originalità, costituì l’applicazione pratica dell’assioma assai in voga negli ultimi anni nel mondo della politica: “i reati degli altri sono sempre i più gravi”.

Non sortendo l’esito sperato però i due sparirono dalla nuova commissione targata Pisanu, lasciando un vuoto incolmabile.

La pensata però sembra essere piaciuta all’Ars [l’Assemblea Regionale Siciliana] che dal 1991 ha visto nella commissione antimafia un vantaggioso moltiplicatore di “poltrone” che nell’isola si sa, non sono mai abbastanza.

Nonostante l’eccellente lavoro svolto dall’ultima composizione presieduta da Calogero Speziale (Pd) che ha sollecitato l’autorevole legge regionale 15/2008 (Misure di contrasto alla criminalità organizzata), dell’onorevole compito di “indagare sulle attività dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti al suo controllo, sulla destinazione dei finanziamenti erogati e sugli appalti” nonché di assumere “ogni altra iniziativa di indagine e proposta per il migliore esercizio delle potestà regionali in ordine al fenomeno mafioso in Sicilia” sono state incaricate anche vecchie conoscenze dei tribunali isolani.

Stiamo parlando di Salvino Caputo (Pdl), imputato per falsa testimonianza a favore dell’ex presidente Cuffaro (condannato in 1° grado a 5 anni e 6 mesi ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento personale semplice e rivelazione di segreto d’ufficio, e dunque capolista Udc al Senato per la Sicilia) e Orazio D’Antoni (Mpa), ex assessore del comune di Catania condannato in 1° grado per abuso d’ufficio a 2 anni e 2 mesi nello stesso processo che vedeva imputati l’ex sindaco Scapagnini (promosso anch’egli per meriti penali) più mezza giunta comunale.

Tutti presunti innocenti fino a giudizio definitivo e anche fino al giudizio divino qualora quello umano dovesse concludersi con una condanna.

Ci si chiede a questo punto come potrà la commissione svolgere la propria attività di repressione del fenomeno senza provare nessun turbamento se nello scacchiere dell’antimafia a muovere le pedine troviamo abili pensatori che si distinguono dall’avversario solo per il titolo di reato imputato.

Se è vero che la Costituzione formalizzando un’importante regola morale enuncia che tutti si presumono innocenti fino a giudizio definitivo, è altrettanto moralmente corretto sostenere che i membri di ogni commissione anticrimine, non solo antimafia, debbano essere essi stessi scevri anche dal più piccolo sospetto.

Per due motivi: da un lato si evita di svilire agli occhi del singolo il lavoro dell’intera commissione, che potrebbe essere equivocato come il mascheramento di secondi fini o come azioni di puro marketing elettorale, dall’altro per venire incontro all’interesse del componente che nella sua veste di imputato finirebbe con il sottrarre tempo ed energie utili per dimostrare la sua innocenza in un giudizio che nel perdurare arreca seri danni all’immagine che rischiano di stabilizzarsi nel caso sopravvenga la prescrizione (che non equivale alla sentenza di assoluzione).

Più un’ulteriore ragione dettata da esigenze di trasparenza, buon andamento e opportunità che verrebbero meno qualora dovesse intervenire una condanna definitiva, con il conseguente e solito terremoto politico che spinge i meno accorti sulle risibili posizioni di mai provati (nel processo) “teoremi giudiziari”.

E allora, così come accade nelle democrazie liberali dell’Europa continentale e del nord America, dove ben chiaro è il concetto di presunzione di innocenza, i rappresentanti politici sotto inchiesta, se da un lato non è possibile escluderli dall’assemblea elettiva perché così han deciso gli elettori, seppur con il concorso esterno dei partiti che li hanno candidati, dall’altro lato, avendo a mente il delicatissimo ruolo che vanno a ricoprire, dovrebbero perlomeno essere tenuti lontani dai gangli del potere in attesa di una sentenza assolutiva (e non prescrizionale) che dissipi ogni dubbio.

CittàInsieme – CittàInsiemeGiovani



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(*) CittàInsieme è un movimento che da moltissimi anni costituisce uno dei principali riferimenti della società civile a Catania.




10 commenti:

nanni64 ha detto...

Mi pare sconcertante che debbano spendersi tante parole per esprimere un concetto così tanto ovvio.

La presunzione d innocenza é il principio in base al quale nessuno può essere punito se non vi é certezza della sua responsabilità, certezza da raggiungersi nel rispetto delle norme processuali, relative anche ai mezzi di prova. E’ quel principio in base al quale, nel dubbio, il sospettato non può essere condannato, anche se esistono elementi di prova gravi a suo carico. E va assolto anche se quelle prove sono sotto il profilo non giuridico schiaccianti (si pensi a prove inutilizzabili per ragioni puramente formali).

Oltre alla responsabilità giuridica, però c’é la responsabilità politica e morale, le quali non sono soggette al sindacato di un giudice ed alle quali non sono applicabili le regole processuali.
Se nell’ambito di intercettazioni illegittime, ma non smentite nella loro genuinità, Tizio dichiara di avere preso delle tangenti, queste dichiarazioni sono più che sufficienti per un giudizio di disapprovazione morale nei confronti di Tizio, e se Tizio esercita un potere politico, anche per un giudizio di responsabilità politica.
Come ha efficacemente osservato Travaglio, se io vedo la mia cameriera infilarsi in tasca delle posate d’argento, non me la tengo in casa a lavorare fino a sentenza passata in giudicato. E nemmeno lo farebbero quei tanti politici e opinionisti che sono soliti trasformare una sentenza di assoluzione emessa per assenza di prove sufficienti in una sentenza di accertamento dell’innocenza dell’imputato ed una sentenza declaratoria della prescrizione in una sentenza di assoluzione.

Non credo che possa esserci buona fede nel richiamo alla presunzione di innocenza fatto riguardo alle indagini ed ai processi, fino al terzo grado, riguardanti gli uomini politici.
Nessuno di quelli che lo invocano lascerebbe amministrare i suoi soldi da uno sospettato di essersi appropriato del denaro altrui.
E’ solo fumo negli occhi, quello che buttano.
Il guaio é però che la gente ci crede.

Anonimo ha detto...

Perché non cogliere al volo la proposta di un commentatore anonimo del 5 gennaio:spezzare il silenzio mafioso che avvolge tutte le ultime inchieste di De Magistris e rendere pubblico il materiale investigativo? Questa è l'unica risposta sensata da dare a chi vuole impedire la conoscenza pubblica di fatti importantissimi che riguardano tutta la società italiana! Invece di arzigogolare e azzeccarbugliare intorno al problema centrale:divulgare,raccontare ,far sapere...Speriamo che il messaggio sia raccolto da chi di dovere!Il pessimismo come l'ottimismo sono solo inadeguate risposte emotive...

Luciana ha detto...

De Magistris su MicroMega: attacchi eversivi contro la magistratura

07.55 19/01/2009, RaiNews24 - Le ultime notizie

In questi mesi, scrive il magistrato, ''si consolidano nuove forme di 'eliminazione' di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al fascismo''.

Luciana

Anonimo ha detto...

per anonimo delle 21.19
hai perfettamente ragione!
il guaio è che i giornali calabresi sono organi ufficiali del sistema. bisognerebbe utilizzare il decreto come un libro e pubblicizzare la sua presentazione in ogni comune ed in ogni paesino della calabria!
si può fare benissimo.
b

Cinzia ha detto...

Da qualche parte si continua a parlare di Giustizia

Il Governo mette l’ennesimo bavaglio alla magistratura

Attacco alla Costituzione. Parlano Roberto Scarpinato e Antonio Ingroa

Anonimo ha detto...

ciao cinzia,
non vorrei sembrare un .... ma tu e annalisa siete veramente due ragazze stupende!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Annalisa ha detto...

2009-01-19 14:42
De Magistris: il Csm boccia richiesta di ricusazione
Via libera a camera consiglio per decidere su trasferimenti

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - E' stata nuovamente respinta l'istanza di ricusazione presentata dai pm di Salerno nei confronti della sezione disciplinare del Csm. E dunque ora il Csm puo' procedere con la camera di consiglio che deve decidere se trasferire in via d'urgenza i magistrati campani e i loro colleghi di Catanzaro e se sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella.

Anonimo ha detto...

All'Anonimo delle h:21.09

Attiviamo tutti gli strumenti disponibili per informare l'opinione pubblica sulla mancanza di trasparenza nella camera di consiglio del CSM e reclamiamo contezza di quanto avvenuto nel procedimento contro Apicella.
Per quanto concerne la possibilità di rendere pubblico il materiale investigativo di De Magistris ci dovrebbe essere una norma che in casi specifici è prevista.
Chiediamoci il perchè è stato chiesta la decretazione e cui prodest.

Anonimo ha detto...

A questo punto sarebbe più che mai necessario divulgare tutto il materiale investigativo di De Magistris.Contro la decisione e la mancanza di trasparenza del C.S.M. chiederei se il PRESIDIO dei 50 presenti sabato 17 gennaio è daccordo per organizzare una manifestazione contro la controriforma della giustizia a Roma e a Milano invitando cittadini ,giudici e magistrati ,forze dell'ordine ecc..Spero che la proposta sia raccolta . Daniela

Cinzia ha detto...

Caro Anonimo del 19 gennaio 2009 ore 14.00
ti ringrazio per il complimento, ma non credo che io e Annalisa potremmo mai proporci come veline del gruppo :-]
...decisamente non raggiungiamo i numeri in altezza!!!
E' vero pure che i giganti come Golia devono avere paura più dei nani come Davide che dei potenti...

per Daniela e per tutti quelli a cui interessa

Si è già aperta una nuova iniziativa su facebook sostenuta e promossa dal gruppo di Sonia Alfano per il giorno 28 gennaio.
Per chi vuole aderire questo è il link:

http://www.facebook.com/friends/?mutual=&id=1260747457&sid=fd02e5405f78983d279bdccfc84ef2b9#/group.php?gid=56270211053&ref=nf

ma per favore ADERIRE deve voler dire PARTECIPARE altrimenti è tutto assolutamente inutile!!!
Siamo in una situazione davvero troppo grave per permetterci di dare adesioni a distanza, dobbiamo passare all'impegno personale anche a costo di qualche sacrificio.

ps sulle forze dell'ordine non contarci proprio, loro saranno sempre dall'altra parte della barricata... il cane non morde mai la mano del padrone che gli concede la ciotola di cibo!!!
Se poi mi faranno ricredere ne sarò felice.