«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 22 gennaio 2009

Il regime e l’A.N.M.




di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)




Mentre i colleghi della Procura di Salerno chiedono all’A.N.M. una assemblea per discutere quanto è accaduto (il documento è a questo link ed è utile leggere anche la lettera del collega Montemurro a quest’altro link), l’A.N.M. di Salerno, destinataria della richiesta, produce il documento che si può leggere a questo link.

E’ un documento orribile.

Il guaio di tutti i regimi è che generano una cultura della quale tutti alla fine sono imbevuti senza che neppure se ne accorgano.

Accade così che durante il fascismo anche un fine giurista come Santi Romano, Presidente del Consiglio di Stato, finisca con il fare cose orribilmente fasciste come se fossero “normali” (si veda, per tutte, la breve sintesi che c’è a questo link, che consiglio vivamente per quanto lo schema logico di quelle vicende sia identico a quelle odierne).

Questo accade ormai da anni dentro la magistratura.

Così che tutti si bevono e si sopportano comunicati dell’A.N.M. che in altre epoche menti critiche avrebbero distrutto.

Il comunicato dell’A.N.M. di Salerno è una sintesi terribile di paralogismi e affermazioni culturalmente inaccettabili e antidemocratiche.

Vi si affermano cose che solo Mussolini o il Re Sole si sarebbero sentiti di dire.

Eppure le si mette per iscritto come se fossero cose sostenibili e, addirittura e paradossalmente, nobili.

E’ il guaio dei regimi: il pensiero critico viene perseguitato così tanto che alla fine si suicida e resta solo la retorica.

Il comunicato si intitola “Le istituzioni prima di tutto”.

Questa è una affermazione coerente con la monarchia francese antecedente alla rivoluzione.

“Il Re prima di tutto”.

Scrive l’A.N.M. di Salerno e firma il suo Presidente Sgroia che:
“Il ruolo istituzionale dell’A.N.M. impone quindi sempre il rispetto per le decisioni delle Istituzioni, anche quando queste decisioni riguardano i magistrati, che sono soggetti alla legge come tutti i cittadini.
La Giunta dell’A.N.M. di Salerno prende atto della decisione della Sezione Disciplinare del C.S.M. sulla vicenda Salerno-Catanzaro.
Il Consiglio Superiore della Magistratura rimane l’unico baluardo per la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.
E ciò va riaffermato con forza proprio in questo momento, in cui vi è grande preoccupazione per le prospettate riforme costituzionali che rischiano di mettere fine al potere diffuso dei magistrati italiani, all’indipendenza del pubblico ministero e all’autogoverno della magistratura”
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Questa cosa equivale a:
“Il Re prima di tutto. Il ruolo di Sua Maestà impone sempre il rispetto per le Sue decisioni, anche quando queste decisioni riguardano i sudditi, che sono soggetti al Re. Il popolo prende atto della decisione del Re, che è l’unico baluardo della integrità della Nazione. E ciò va riaffermato con forza in questo momento in cui gli inglesi sono alle porte e la stessa integrità della Nazione è in pericolo”.

Dopo la rivoluzione francese, invece, non sono più - come dice l’A.N.M. di Salerno - “Le istituzioni prima di tutto”, ma “La legge prima di tutto”.

Dopo la rivoluzione francese anche le istituzioni sono soggette alla legge e, dunque, vanno difese quando operano nel rispetto della legge e vanno criticate quando violano la legge.

E’ quello che i magistrati dicono ogni giorno a Berlusconi.

Berlusconi dice: “Il Governo prima di tutto. Il Governo ha voluto questa cosa. Dunque questa cosa è giusta. Dunque questa cosa va accettata e rispettata”.

Noi gli rispondiamo: “Anche il Governo deve rispettare la legge. Questa cosa viola la legge e i principi costituzionali. Rispettiamo il Governo, ma critichiamo questa sua orribile decisione che viola la legge e la costituzione”.

Poi, al bisogno, Sgroia e i suoi fanno quello che criticano a Berlusconi.

Scrivono loro che “Il Consiglio Superiore della Magistratura rimane l’unico baluardo per la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”.

Se questo fosse vero, visti i fatti, saremmo belli fritti.

Speriamo che, invece, l’unico baluardo per la tutela dell’autonomia e l’indipendenza DEI MAGISTRATI (e non DELLA MAGISTRATURA: che non serve una magistratura corporativamente indipendente se il prezzo che si paga a questo è l’asservimento dei magistrati a un padrone interno che negozia e li “vende” – politicamente parlando - ai padroni esterni) siano la legge e la costituzione.

Il comunicato che sto commentando si conclude con due affermazioni illogiche, paradossali e sinceramente provocatorie.

Scrivono quei magistrati:
“E ciò va riaffermato con forza proprio in questo momento, in cui vi è grande preoccupazione per le prospettate riforme costituzionali che rischiano di mettere fine al potere diffuso dei magistrati italiani, all’indipendenza del pubblico ministero e all’autogoverno della magistratura”.

Francamente è imbarazzante leggere questo a commento di una decisione del C.S.M. che CON TUTTA EVIDENZA “mette fine al potere diffuso dei magistrati italiani, all’indipendenza del pubblico ministero” e sottomette il merito dei processi a un C.S.M. “padrone legibus soluto”.

Concludono con:
“La Giunta dell’A.N.M. di Salerno è convinta che i colleghi Luigi Apicella, Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi sapranno reagire alla decisione della Sezione Disciplinare del C.S.M. in maniera consona al loro ruolo istituzionale, attivando i rimedi previsti dall’ordinamento per la tutela dei loro diritti”.

Questo è illogico e provocatorio.

E’ logicamente, giuridicamente e culturalmente inaccettabile difendere “a priori” e incondizionatamente il C.S.M. - anche mentre, in ipotesi, agisca in piena illegalità - e poi auspicare che le vittime di quella illegalità trovino non si sa bene dove tutela per quelli che vengono chiamati “loro diritti”.

Ognuno ha il dovere di chiedersi se il C.S.M. abbia agito secondo la legge o contro di essa e, con coerenza democratica, difenderlo nel primo caso e criticarlo con il dovuto vigore nel secondo.

Io credo che sempre sia stato vergognoso e deplorevole che l’A.N.M. e i correntocrati che la occupano abbiano “governato” con il solo strumento della demagogia e della retorica.

Oggi, però, questo è ancora più deplorevole e soprattutto inaccettabile.

Non perchè lo dica io (che non conto nulla), ma perchè la situazione oggettivamente lo impedisce.

Dunque, collega Sgroia e colleghi dell’A.N.M. di Salerno, potete tranquillamente tacere e lavarvi le mani di ciò che sta accadendo, ma se decidete di prendere parola, abbiate la competenza culturale e il coraggio morale di prendere una posizione logica e coerente e, soprattutto, smettetela di imbonire i sudditi con vuota e offensiva retorica.

Colleghi tutti, è davvero indispensabile che ciascuno faccia la fatica di andare in soffitta e rispolverare il pensiero critico, rimettendolo al lavoro.

E’ concepibile, infatti, ai miei occhi che si muoia uccisi da un nemico esterno violento e rozzo.

Trovo che sia un inaccettabile crimine morale, invece, suicidarsi per viltà e opportunismo.



19 commenti:

Alina ha detto...

Innanzitutto vorrei ringraziare i partecipanti a questo blog, tutti per il loro contributo che è preziosa speranza.

Stamattina c'era Facci a canale cinque che si lamentava. Innanzitutto del fatto che Travaglio può parlare ad Annozero "senza contraddittorio". In realtà è successo più volte che ospiti in studio intervenissero sulle sue affermazioni ma comunque è paradossale che lo stesso Facci si lamenti di ciò in una striscia quotidiana di cui dispone la mattina, in cui pure lui parla a ruota libera.
Evviva la coerenza.
Poi si lamentava, ancora una volta, della questione intercettazioni, dicendo che sono troppe e troppo costose.
Qui sul blog se ne è parlato ampiamente e non vale la pena ripetersi.
Chi volesse può leggere qui http://toghe.blogspot.com/2008/06/per-favore-basta-menzogne-e-sciocchezze.html
Quel che volevo sottolineare è che si è lamentato in particolare del numero di intercettazioni volute dalla procura di Palermo, al che mi si sono drizzati i capelli.
Credo che sia abbastanza facile intuire che se a Palermo ci sono tante intercettazioni è perchè lì ci sono problemi drammatici che altre procure non devono affrontare o in misura minore.
Come si fa, da italiani, a lamentarsi di una cosa del genere?
Per me equivale a lamentarsi che lo stato faccia qualcosa contro la mafia invece che lasciarla agire indisturbata...

Anonimo ha detto...

Vi sto seguendo da diverso tempo e vi ringrazio per i chiarimenti tecnici relativi alle recenti vicende giudiziarie che affliggono in via principale la DEMOCRAZIA di questo Paese.
Ora mi domando quale sia la funzione dell'A.N.M. se non quella di tutelare i propri iscritti e soprattutto quando quasti si comportamento secondo la legge.
Io non credo alla guerra tra procure!
A questo punto a chi serve l'A.N.M.? Non posso credere che la maggior parte dei magistrati sia allineata al pensiero dei vertici di questa associazione; allora perchè non porsi il problema di un eventuale ricambio dei vertici stessi?

Grazie per il vostro lavoro ed un immancabile sostegno ai magistrati di Salerno

Anonimo ha detto...

Spero che questa frustata vigorosa, che il coraggio di questi Uomini soli, possa scuotere le coscienze dei tanti, che si riparano sotto le ali dei grandi numeri e della prepotenza del potere.
Grazie, dott. Lima, di questo post terribilmente duro e sconfortante. Grazie del suo coraggio e della sua forza.
Anna

Anonimo ha detto...

Occorre che i nodi vengano al pettine.
Questo si diceva qui un anno fa.
Il punto è proprio questo.
Le istituzioni non sanno più essere istituzioni.
Qualcuno pensa che sia un potere assoluto, altri pensano che servire il re sia il loro compito.
Poi di cosa si lamentano.
Noi cittadini abbiamo ancora la Costituzione che non dice proprio questo e credo che per cambiarla qualcosa da dire l'abbiamo ancora.
Ma se per capire gli errori non è mai troppo tardi, dobbiamo solo sperare nel rinsavimento di qualcuno.
Auguri a tutti noi.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Gentilissimo dottor Lima, chiedo perdono se mi permetto tanto: che quel documento lo abbiano scritto dei magistrati non ci credo!
Non credo nemmeno che Lei ci voglia prendere in giro. Solamente, che qualcuno vi abbia fatto uno scherzo faxsandovi un documento fasullo attribuito all'A.N.M. di Salerno.
b
p.s.
qualora dovesse essere vero, piango, anziché gioire!

Anonimo ha detto...

Giudice Lima , GRAZIE!!!

ho letto tutti i suoi scritti, conosco le sue vicende, conosco che grande persona cittadino magistrat lei sia, scusi se ho inziato s crivere irrefrenabilmente in questo blog negli utlimi due giorni, vi leggevo in silenzio senza scrivere nulla, sei dei fari ,perchè distrubare uno spazio cosi bello come questo?
ma ora chiedo anche lei per le stesse ragione che sono in tutti i suoi scritti,ma ancor prima scritti dentro lei , nel suo senso grande di valore dell'uomo e della sua intelligenza e competenza, di unirvi a noi il 28 gennaio..la supplico, tutte le persone rimaste cittadine "responsabili" della costituzione sana del paese, devono esserci al posto di chi irresponsabilmente distruttore e mortale di ogni sana costituzione da mentale a costituzionale a civile e culturale

un caro saluto ma soprattutto un grande sconfinato GRAZIE!
Lupo

Vittorio Ferraro ha detto...

"Non è vile quell'uomo che è travolto dal corso irresistibile di una fiumana; bensì chi ha forze da salvarsi e non le adopra".
Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis.

Carissimo giudice Lima le cose possono cambiare.

Stefano ha detto...

Va bene che la speranza è sempre l'ultima a morire, ma di fronte a questa vicenda, assurda e inspiegabile, mi pare che la speranza per prima debba avere almeno le nove vite dei gatti...
Anche la sola parola "democrazia" sembra sempre più lontana, e il comunicato dell'ANM salernitana potrebbe essere un epitaffio che i magistrati vittime del CSM, in primis, e noi cittadini italiani non meritavamo proprio.

Anonimo ha detto...

Mi pare che l’enunciato dell’ANM oltre ad essere un paradosso suggerisca un invito

Poiché ogni magistrato è un’istituzione a che serve un’associazione?


Se l’ANM non è in grado di difendere i propri associati dai soprusi delle istituzioni, mi chiedo come facciano i magistrati, quelli che ci credono sul serio, a non gettare la tessera.
Devo dedurre che chi non l’ha ancora fatto pensa di essere validamente rappresentato?

Grazie per quello che sta facendo dott. Lima
Con stima Eleonora

gullich ha detto...

grazie. E' salutare ogni tanto leggere interventi che riaffermino legalità e criticità in una società soffocata da beceraggine, qualunquismo e prevaricazione diffusa anche laddove meno ci si aspetterebbe.

avv. massimo ginesi
la spezia

Anonimo ha detto...

Illustre dr. Lima
Conosce benissimo la stima che nutro per lei ed il suo operato.
Ho sempre apprezzato che ha pubblicato i miei commenti a volte in controcorrente con la sensibilità diffusa del blog.
Adesso arriva il però.
Ed il "però" è questo:
Procura di Salerno - Tribunale di Salerno, Procura di Salerno - Anm di Salerno.
Non mi pongo il problema di condividere o meno il comunicato dei procuratori e quello della sezione di ANM di Salerno. La realtà mi sembra evidente: qualcosa non va! Ed è quello che ho cercato di dirle in passato sulla dimensione "Salerno". Magistrati di Salerno quelli della Procura, Magistrati di Salerno quelli di ANM. Può darsi che ci sono ragioni non note e che non possono essere evidenziate e commentate con il mezzo del blog.
Certo appare non esservi coesione tra magistrati del medesimo tribunale......E questo fa pensare....Le pare? Forse bisogna davvero un attimo riflettere e ricordare che non sono le istituzioni da contestare bensì gli uomini posti a rappresentanza. Il senso dello Stato deve, a mio modesto avviso, restare sempre assoluto nel rispetto delle istituzioni che lo rappresentano. Anche io mi sento di poter dire: rispetto il CSM come istituzione e come tale va salvaguardato, non rispetto i provvedimenti emessi dagli uomini ove siano in violazione di legge e dei diritti di tutti. Ritengo che vadano contestati gli atti come provenienti dai singoli ma non le istituzioni.
Con il solito affetto e incondizionata stima
Mathilda

Marco Bertelli ha detto...

Segnalo l´intervista del Magistrato Gabriella Nuzzi al giornale radio rai (22 gennaio 2009):

http://www.radio.rai.it/MediaRai/player.cfm?Q_CANALE=http://www.radio.rai.it//grr/gr_1/archivio_2009/audio/gr1_20090122.0800.ram

Posizione: 15 minuti 30 secondi

Un abbraccio agli uomini e donne delle Istituzioni delegittimati solo per aver fatto il proprio dovere.
Faremo tutto il possibile per darci una mossa e non rimanere indifferenti.

Tiziana Pierleoni ha detto...

Egregio Dott. Lima. Innanzi tutto la ringrazio per aver ripreso la sua attività su questo blog, in questo periodo così devastante per il nostro paese. Non sono un'esperta in materia legislativa ma semplice "spettatrice" di ciò che accade intorno a me.
Mi par di capire, che pur avendo "defenestrato" in modo fraudolento il Dott. De Magistris delle inchieste “Why Not”, “Poseidone” e “Toghe Lucane” dall'ex Ministro Mastella, pur avendo trasferito le competenze da Catanzaro a Salerno, oggi si vogliono ulteriormente "punire" tutti i Magistrati e tutti coloro che "osano" mettere mano in indagini che possono scalfire "le poltrone" dei Grandi! Ad oggi tutti coloro che si sono pericolosamente avvicinati ai poteri forti, sono stati allontanati o trasferiti (vedi anche l'inchiesta sull'Unipol della Dott.ssa Clementina Forleo). Quindi non si tratta di Governo di sinistra o di destra. Ma di chi ci governa o dovrebbe governare. Lei scrive che il Governo “deve (anzi dovrebbe!) rispettare la legge e la Costituzione”. Ma quali leggi. Se non quelle cucite a pennello sui e dai nostri parlamentari in modo tale da “poterla sempre far franca”! Ma quali leggi se condannati in via definitiva e un centinaio tra inquisiti e condannati in primo o secondo grado siedono in Parlamento. Come dice Berlusconi: “Il Governo prima di tutto. Il Governo ha voluto questa cosa. Dunque questa cosa è giusta. Dunque questa cosa va accettata e rispettata”. Bene, io come cittadina italiana, non l’accetto! Non accetto che non venga fatta piena luce su indagini che potrebbero coinvolgere parte di coloro che mi dovrebbero rappresentare. Non accetto che non sia punito, chi invece dovrebbe esserlo. Non accetto che “La Legge Non è Uguale Per Tutti”. Non accetto tutte quelle leggi che possano favorire l’uno e annientare l’atro. Non accetto che la politica interferisca e dia ordini e direttive sull’operato di Magistrati, giornali e giornalisti, televisioni e soprattutto quella pubblica pagata da noi!
Per tutti coloro che non sono al corrente proprio oggi:
“ROMA (Reuters)
L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha multato la Rai per la puntata della trasmissione "Anno Zero" del primo maggio scorso e per quella di "Che tempo che fa" del 10 maggio.
Lo si legge in una nota della stessa Agcom, che aggiunge che le sanzioni sono, rispettivamente, di 51.000 euro per la prima trasmissione e di 10.000 per la seconda.
Il comunicato precisa che la multa per la trasmissione condotta da Michele Santoro riguarda "la messa in onda di filmati contenenti interventi di Beppe Grillo con offese rivolte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al professor Umberto Veronesi, mentre quella per il programma condotto da Fabio Fazio è stata provocata dall'"intervento di Marco Travaglio nei confronti del presidente del Senato Renato Schifani".
"L'Autorità - conclude la nota - ha altresì diffidato la Rai per violazione degli obblighi del servizio pubblico con riferimento alle medesime trasmissioni".”
La cosa più triste, è che all'italiano medio non gli importa se ad un Magistrato è sottratta un'inchiesta o se è trasferito! Non gli importa se una sola persona è proprietaria del 90% dell’informazione. Non gli importa se un parlamentare non è mai presente alla Camera o al Senato anche se percepisce il suo cospicuo stipendio pagato da noi. Non gli importa degli sprechi, dei lavori pubblici pagati e mai terminati, delle opere faraoniche inutili, della sanità che funziona male…… e potrei continuare all’infinito!
Tanto in TV c'è "Il Grande Fratello" e sul settimanale, “Vai con il Gossip”! In questo paese sono gli italiani ad essere dei Morfeo; chiusa la porta di casa si guarda solo al proprio orticello, e di quello che accade fuori "non è un loro problema"! In fondo “cosa ci importa, se lo fanno loro lo possiamo fare anche noi, nel nostro piccolo!”. Credo che purtroppo manchi la consapevolezza della gravità della situazione. Sia per un’inesistente “vera informazione” da parte di stampa e televisione, sia per i continui “lavaggi di cervello” che a quanto pare “hanno dato degli ottimi risultati”.
Vorrei chiudere citando le parole dell’anonimo delle 12,28:
“… che il coraggio di questi Uomini soli, possa scuotere le coscienze dei tanti, che si riparano sotto le ali dei grandi numeri e della prepotenza del potere.”

Tiziana Pierleoni

Luigi Morsello ha detto...

Caro dr. Felice Lima, giudice del tribunale di Catania, mi perdoni questo incipit confidenziale sì ma affettuoso, ho letto, come sempre, ciò che lei scrive sul suo blog e, naturalmente, lo condivido 'in toto'. E non perchè sono di origini siciliane.
E' vero, la risposta dell'A.N.M. di Salerno è rozza e servile e ciò mi fa pensare che forse non aveva tutti torti quell'ufficiale di P.G. con tanto di laurea, che criticava l'operato di alcuni magistrati, sbagliando però i destinatari della sua critica.
Davvero la magistratura è caduta così in basso da non riuscire nemmeno a mettere assieme, in fila per bene argomentazioni almeno dialetticamente corrette ?
Ricordo un bel film: "Porte aperte", anno 1990, diretto da Gianni Amelio, ambientato nel 1937, interpretato da Gian Maria Volontè che scolpisce in modo mirabile la figura di un giudice a latere che si rifiuta di applicare la condanna a morte ad un pluriomicida (interpretato da Ennio Fantastichini) nonostante che l'omicida stesso la invochi e l'ideologia fascista la imponga. Il film è tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia che reca lo stesso titolo del film, pubblicato nel 1987 da Adelphi.
Non dico che tutti i magistrati dovrebbero essere come quello tratteggiato da Sciascia e nemmeno la maggioranza di voi, ma, perdiana, continuando di questo passo è inevitabile il disamore della gente se non addirittura l'indifferenza degli italiani, che è peggio.
La pubblica opinione non esiste più, esiste il pensiero unico, quello del re Sole.
Se pure riusciste a rispolverere tirandolo fuori dalla soffitta il "pensiero critico", quanti magistrati sarebbero in grado non dico di esercitarlo ma più semplicemente di comprenderlo ?
E a quanti altri non gliene importa un bel niente ?
Quando io ero ragazzo, poi giovane, la figura del magistrato agli occhi della opinione pubblica aveva una valenza quasi ieratica, la magistratura godeva di un rispetto oggi inimmaginabile, e ne godeva anche quando alcuni, pochi, magistrati non ne erano degni.
Oggi mi pare che si ragioni nell'ordine di vincere o di perdere una causa penale, ma mentre ciò è legittimo per gli avvocati, lo è altrettanto giusto e corretto per il magistrati ?
Non sarebbe forse più corretto perseguire lo scopo di accertare la verità, ancorchè solo processuale, con il massimo della onestà intellettuale ?
Le faccio una domanda: quanto male siete messi oggi voi magistrati ?
Mi può rispondere anche con una sola frase o una sola parola.
Personalmente sono angosciato.

Luciana ha detto...

Gentile Dott Lima, in questo momento non trovo molte parole per commentare questo post.

Posso solo rinnovare a lei e ai magistrati ingiustamente penalizzati da decisioni eversive, la mia stima e il mio affetto.

E rinnovo il mio affetto anche agli altri "magistrati indisciplinati" che sono sicura esistono in Italia e in questo momento si stanno chiedendo se per caso non stia suonando la tromba della riscossa.

Ebbene si, credo proprio che quella tromba stia suonando.

In fin dei conti hanno fatto bene i vostri vertici a prendervi a pesci in faccia senza ritegno.
Hanno fatto bene a violare tutte le leggi pur di fermare quelle inchieste che, evidentemente, non li fanno dormire la notte.

Hanno fatto bene perchè in questo modo ci hanno dato la miglior motivazione possibile per passare finalmente dalle parole ai fatti.

Ci hanno costretti ad abbandonare le nostre tastiere e a scendere in piazza, forse per difendere voi, ma soprattutto per difendere i brandelli della nostra democrazia.

Adesso è il momento di stringersi attorno a voi e alla Legge che rappresentate, e di far sentire la nostra voce, di far vedere le nostre facce.

Adesso è il momento giusto per non tirarsi indietro o voltare la testa dall'altra parte.

Spero che siate con noi a Roma il giorno 28

Luciana

Exidor ha detto...

Ma certo.
Il documento da lei commentato, dottor Lima, sembra un po' la lettera di un boia al decapitato.

Si afferma il diritto-dovere di far scendere la lama, in ossequio alla condanna emanata da chi reprime l'applicazione della Legge, ma al contempo si raccomanda di non sanguinare troppo vistosamente, e di saper essere in grado di reincollarsi la testa senza scoraggiarsi troppo.

Questi brillanti redattori, affetti da tale sdoppiamento della legalità, hanno giustamente intitolato "Le istituzioni prima di tutto".
Sì.
Hanno ragione.
Dovrebbero ricominciare da "Istituzioni di diritto pubblico", uno dei primi esami universitari che avrebbero dovuto consentirgli di comprendere il significato di quello che avrebbe dovuto essere il loro ruolo.

Forza e coraggio.
La resa dei conti è arrivata.
E se sanno far di conto come sanno esprimersi, di speranze ce ne sono, e tante.

In bocca al lupo, e grazie infinite, dottor Lima.

Ce la facciamo.
Non so in quanto tempo, ma ce la facciamo.

Colei che... ha detto...

Forse scopro l'acqua calda, ma... A leggere questo documento, sembra che l'Anm di Salerno stia ammettendo pubblicamente che ha paura di quelli che possono essere i provvedimenti futuri adottati dal governno nei confronti della magistratura, e per questo... lo asseconda! Come se "facendo il bravo" non rischi di vedere l'autonomia dei magistrati intaccata! Possibile che non vedano nel loro stesso atteggiamento la gabbia che gli è stata imposta? Mi sembra che scrivendo queste cose, essi stesso stiano ammettendo, inconsapevolmente, di non essere più indipendenti.

BESUGO 2 ha detto...

Preoccupato non solo per il futuro della MAGISTRATURA ma anche della DEMOCRAZIA. Sembrerebbe di vivere in una monarchia. Carissimi MAGISTRATI tenete duro il popolo onesto è con Voi. Un cordiale saluto.

salvatore d'urso ha detto...

Memoriale Di Pietro
di Peter Gomez e Marco Travaglio

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Memoriale-Di-Pietro/2059133//0