«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 22 gennaio 2009

Lettera aperta 2 ...



di Vincenzo Montemurro
(Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno)


A Gabriella Nuzzi e ai cittadini

Cari amici di “Uguale per Tutti”, cari colleghi (sapevo che non sareste stati tanti ma mi illudevo che in questo momento storico almeno qualche voce, seppur dissenziente, si sarebbe levata), cara collega del giudice di pace di Palermo (idealmente ti considero davvero tale perchè hai colto perfettamente le ragioni del cuore e della coscienza che dovrebbero sempre ispirare le nostre azioni quotidiane ma anche i nostri provvedimenti giurisdizionali), carissima Gabriella (sappi che non sei sola perchè per tanti magistrati che vivevano la tua stessa attuale tristissima esperienza hai rappresentato, con le tue indagini e il tuo coraggio, un punto di riferimento giurisdizionale nella ricerca della verità, in molti casi riabilitandone la professionalità offesa e la dignità, quindi partecipando ai loro momenti di scoramento ed alimentandone la rinascita), cari cittadini (gli unici a non aver deluso le mie aspettative e le mie speranze e quindi naturali destinatari di questi miei pensieri) volevo informarvi - anzi rassicurarvi - che non siete gli unici a provare tristezza e delusione nel leggere alcune espressioni “politiche” e volutamente infarcite di giri di parole senza alcun senso dell’ANM distrettuale e nazionale, vere e proprie offese alla dignità dei magistrati interessati.

E’ vostro diritto sapere - e dovere istituzionale per noi magistrati informarvi - che in molti di noi che oggi si interrogano sul ruolo del magistrato e sulla “morale” dei comportamenti del magistrato è assolutamente attuale e presente un dilemma di non facile soluzione: dimettersi (semplicemente) da una Associazione che non sentiamo rappresentativa - visti gli uomini che la governano e la amministrano pubblicamente - e così eventualmente lasciare libertà di azione e di pensiero alla maggioranza dei tanti pavidi consenzienti (tale sarebbe la scelta più spontanea, dettata dall’impeto dei sentimenti soprattutto dopo aver letto la commovente lettera di Gabriella) oppure impegnarsi all’interno della stessa Associazione nella speranza - lo ammetto, forse troppo ideale - di sfiduciare certa rappresentanza soprattutto in vista dei prossimi impegni elettorali.

La scelta, in entrambi i casi, non è facile, atteso che le dette alternative postulerebbero comunque il coraggio di un numero adeguato di magistrati per tradursi in comportamenti concreti ed efficaci.

Ma una certezza, ed una speranza, deve sempre animarvi: tale dibattito, all’interno di certa magistratura, è ormai quotidiano e si dovrà quindi tradurre in una decisione comunque forte e ormai ineludibile.

Intanto, a due giorni dalla redazione del documento con cui 25 magistrati della Procura della Repubblica di Salerno richiedevano, nel rispetto delle regole e delle prerogative della maggioranza assembleare, la convocazione urgente di una Assemblea della locale ANM, nulla è dato ancora sapere da parte di chi professa - ma forse solo per gli altri - il rispetto delle regole (sic).

Voglio concludere, nel nome di Gabriella, pensando a Gabriella, a Dionigio ed ai tanti colleghi che hanno vissuto e vivono la triste esperienza dell’ingiustizia, con un messaggio comunque di speranza, perchè la speranza è dei forti, perchè senza la speranza dei nostri sogni ed ideali il sistema dell’illecito avrebbe già prevalso ed invece continuiamo e continueremo a combatterlo anche per voi.



53 commenti:

Francesca ha detto...

A Vincenzo, che conosco da tempo lontanissimo e che e' riuscito, ancora una volta, a sorprendermi, ed a tutti i magistrati (spero ancora che siano moltissimi) che in questi giorni provano la stessa sensazione di ribellione, chiedo l'atto di coraggio di dimettersi dall'ANM, come ho gia' detto nel commento ad altro post.

E' vero , infatti, che la scelta dell'astensione dalle recenti votazioni nazionali, animata dichiaratamente dalla volonta' di protestare contro il correntismo esasperato e la soggezione ad un "dialogo" moderato e conciliante, ma incestuoso, con la politica, ha poi prodotto lo scellerato frutto dell'attuale Giunta (il cui primo Presidente, non dimentichiamolo, si e' dovuto dimettere proprio per le bugie svelate dalle inchieste scottanti tolte a De Magistris ed ora anche a chi indagava sulle denunce sue e contro di lui, l'attuale ha avuto lunga e chiacchierata esperienza calabrese ed il segretario e' stato smascherato nei suoi interessi in Calabria dal silurato Carlo Vulpio).

E' vero che stanno per celebrarsi le votazioni per il rinnovo delle giunte distrettuali, dove verosimilmente, come a livello nazionale, riuscira' vittoriosa la stessa corrente "moderata" e "dialogante" che ha tanto a cuore la normalizzazione del sistema, con la espulsione dei "cattivi magistrati" che osano indagare sui colleghi e sulla casta politica.

Tuttavia, la reazione che una dimissione massiccia dal sindacato che dovrebbe rappresentare l'anima dell'ordinamento giudiziario avrebbe oggi una forza dirompente, idoena a bilanciare il potere di intimidazione delle ultime contestatissime e sconcertanti decisioni del CSM.

Mi chiedo, e chiedo ai tanti magistrati per bene, come si possa infatti far campagna elettorale e partecipare alle votazioni per rinnovare Giunte che siano destinate ad agire come quella di Salerno in un frangente gravissimo come quello attuale, in cui e' in gioco la indipendenza reale della magistratura e la salvaguardia della giurisdizione, a vantaggio della vera coraggiosa applicazione del principio di uguaglianza.

So che e' un sogno, ma mi piace sperare che siano molti coloro che, pur non colpiti direttamente dagli strali di una giustizia interna miope, sappiano con dignita' difendere i valori per i quali, un giorno, hanno giurato fedelta' alla legge dello Stato.

Gabriele Di Maio ha detto...

Caro Montemurro, ho già espresso la mia solidarietà ai colleghi vittime di questo sistema e torno a ribadirla.
Un magistrato deve essere coerente con i propri valori, anche a costo di essere solo.
Quando per questa coerenza sono uscito dall'ANM, anni orsono, ero praticamente solo, ora lo sono meno.
E neanche voi siete soli, e tra quelli che vi esprimono stima ed approvazione sono onorato di esservi anche io.

Prospero Pirotti ha detto...

Niente può essere più nocivo a qualsiasi Causa della Retorica
>
Il 28 si celebrerà una Manifestazione a Roma: protesta contro il CSM. Il popolo avrà le palle che il momento richiede? Una cosa è certa: se alla detta manifestazione si mescoleranno politicanti con il megafono ***CHIUNQUE SIA***, sarà solo un fallimento. La Manifestazione avrà una qualche efficacia solo se SPONTANEA & POPOLARE. Niente politicanti tra i piedi: sarebbe strumentalizzata. Non faccio nomi, perché ospite, ma ci abbiamo capito :-)
Una manifestazione incruenta fonda il Suo successo sugli sloganS, sui Cartelloni, con i quali un popolo incazzato come una bbestia,chiede le dimissioni IMMEDIATE di:
1) Napolitano, soprattutto
2) Mancino
3) Il CSM in blocco TUTTI
4) Alfano.
-
Che facciamo, loro avanzano come booldozer, e Voi ,mettete i fiori nei cannoni? e poi magari si viene qui a fare il tifo, opportunamemte nascosti. Fatti non chiacchiere.
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Perderemo anche quest'occasione.
Ce ne saranno altre :-)
-
www.ricostruire.it
Ancora una volta ho rimasto solo;-)

Gennaro ha detto...

Un sentito ringraziamento al dott Apicella,nei suoi occhi ed attraverso il suo racconto,anche se concentrato in pochi minuti,nella intervista rilasciata a Sandro Ruotolo ad Annozero,ho visto una persona mite,tranquilla e consapevole di aver fatto la scelta giusta vista la sua abnegazione e trasparenza nel suo lavoro, che non ha barattato con nessuno con grandissima dignità ed orgoglio.

Anonimo ha detto...

Un Uomo disse un giorno: La giustizia non è di questo mondo.
Aggiunse: se qualcuno di voi sbaglia e cade in peccato, parlate con lui e convincetelo del suo errore e se non recederà dall'errore portatelo all'assemblea e denunciate le sue malefatte affinche' si ravveda e si penta. E aggiunse: Verrà il giorno in cui uno di voi mi tradirà e mi consegnerà ai carnefici e si avvererà la profezia dove l'agnello spargerà il suo sangue innocente per lavare i peccati del mondo.
Chi farà questo in nome della Giustizia avrà fatto il volere del Padre mio che è nei Cieli.
Quest'uomo era un Giusto di nome Gesù e ci ha lasciato in eredità con il suo esempio di vita lo spirito che anima gli Uomini di Giustizia. Ha parlato di un consolatore detto "Spirito di Verità" e ci ha confortati promettendoci che non sarà mai vano il lavoro dei portatori di Giustizia. Ha ammonito coloro che si prendessero gioco della Verità e ha detto: Sarà meglio per loro che si leghino una pietra al collo e si gettino nel profondo degli abissi.
Dico questo perche' da credente sono convinto che questi sciagurati hanno i giorni contati e il loro macigno è cosi pesante quanto la profondità dei loro misfatti e la tenacia di volerli nascondere li ha già giudicati.
Come semplice cittadino dico che la colpa è anche mia perche' per troppo tempo sono stato a guardare.
Il 28 Gennaio sarò in piazza della repubblica, spero in tanti, a reclamare una Giustizia tradita, pur troppo delegata, in un corteo che raggiungerà piazza dell'indipendenza per dimostrare che tanti, troppi Giusti, non siano più vittime di un sistema corrotto e avido di potere per il potere. Soltanto insieme potremo dare allo Stato e alla costituzione repubblicana il giusto significato.
Massimo Vulca

Cinzia ha detto...

Ora ci vuole.
Non è assolutamente mia intenzione fare polemica, chi segue e legge i commenti di questo blog sa perfettamente come la penso e sa anche che il 17 scorso ero tra quei quattro gatti che fino all'ultimo hanno aspettato la fine dell'udienza per manifestare la propria solidarietà, così come farò anche il 28 prossimo.
Ho appreso con soddisfazione l'uscita del dott. Apicella dall'ANM.
Ho letto la lettera aperta dei magistrati della procura di Salerno, ho letto entrambe le lettere aperte del dott. Montemurro e quella della dott.a Nuzzi, le condivido in pieno e sono fiera di sostenerle con tutto il mio impegno civile.
Premetto, proprio per evitare che il mio intervento possa sembrare polemico o peggio, che apprezzo e ammiro tutte le iniziative finora elencate e ci tengo a riaffermare con forza che sono dalla vostra parte.
Però, come dice Mathilda arriva il però, questa vicenda iniziata con De Magistris dura ormai da più di un anno e mezzo e a mio parere l'ANM non ha brillato di luce neanche prima che tutto questo bubbone purulento esplodesse con tanta violenza nei fatti di Salerno-Catanzaro.
Quindi ora mi chiedo e vi chiedo come avete fatto a tenervi in tasca la tessera di tale associazione fino ad oggi?
Che forse prima d'ora vi sentivate meglio rappresentati?
Il vostro comportamento è encomiabile e coraggioso, ma se tutti i magistrati aspetteranno di essere calpestati personalmente per intraprendere iniziative tanto gravi quanto giuste e imprescindibili per onestà, quanto dovremo aspettare prima che la vostra categoria si risvegli dal sonno?
Neanche le altre associazioni hanno brillato di coraggio, anzi, delle altre mi sembra non si è sentita proprio la voce e tutte insieme al passo dell'oca hanno marciato, quando andava bene in un silenzio colpevole, fin qui.
Bene ora siamo alla frutta e dopo di quella non c'è altro nel menù.
Che dire, meglio tardi che mai.
Sono passati già due giorni interi dalla vostra lettera e non mi sembra di capire che ci sia stata quell'adesione solidale che tutti noi cittadini auspicavamo da parte di tutti quegli elementi sani della categoria che sappiamo esistere.
Certo è che se tutti aspetteranno di vedere punito il proprio personale e ben fatto operato, come si dice a casa mia... stiamo freschi!!!
Se qualcuno di voi volesse espormi le sue ragioni, avrei sinceramente piacere di conoscerle. Grazie.

Ora, passiamo ad altro.
Oggi ho appreso con rabbia l'ennesimo strappo al diritto costituzionale.
Il caro Maroni ci prepara lo scherzetto di proibire, con direttiva da emanare a tutti i prefetti nei prossimi giorni, la libertà di manifestare davanti i sacrati delle chiese.
Bene signori, non so se vi rendete conto della portata di una tale decisione, in un paese come il nostro dove per ogni piazza ce n'è almeno una se non più, dove mai potremo chiedere autorizzazione a farlo?
Davanti alle sedi istituzionali no, davanti alle chiese no, andremo nei parchi con il cestino da pic-nic, oppure potremo vederci sulla tangenziale o magari sul raccordo anulare che ne dite?
E infatti, guarda il caso, ci hanno appena revocato piazza della Repubblica per il 28 e siamo nell’attesa che, a Roma (dico Roma, città papale) riescono a trovare una piazza senza chiesa!
Tutto questo perché un gruppo di musulmani, nell'ora debita, in osservanza dei propri precetti si è inginocchiato davanti al duomo a pregare, a pregare non a bestemmiare. Ma ditemi voi dal punto di vista del rispetto religioso e del sentimento di spiritualità che importanza può avere quale dio prego e dove, la preghiera resta sempre e in ogni caso un momento di estrema elevazione spirituale, ma no, nei commenti che ho sentito ad AnnoZero c'è stata una vecchia signora impellicciata a cui dava fastidio che questi barbari stessero in ginocchio con il culo all'aria, neanche che il culo l'avessero nudo!
E non basta, ci sarà anche una cauzione da pagare da parte degli organizzatori che, nel qual caso si riscontreranno danni, sarà trattenuta. Neanche si stia affittando un bene privato come un'auto o una casa. Cauzione in che misura poi, ancora non è dato di capire, sicuro sarà che per organizzare un corteo ci vorrà un fondo economico sostanzioso. Ci ritroveremo a chiedere prestiti alle finanziarie (le banche non rischiano nelle imprese, figuriamoci nelle manifestazioni!) anche per questo?
Io non so come ci si regola in questi casi negli altri paesi, quelli civili davvero, quali siano le regole, ma questa della piazza senza chiesa e della cauzione va proprio fuori della mia comprensione. L'unica parola che mi viene in mente per interpretare tutto questo è una, sempre la stessa: FASCISMO.
Scusate, ma non ho altri metri storici con cui misurare.

Exidor ha detto...

Una proposta ce l'ho, per la manifestazione di mercoledì 28.

Non si potrà manifestare davanti alla sede dell'ANM, ok, ne prendo atto, disposizioni delle autorità competenti non lo consentono per motivi evidentemente di ordine pubblico.

Ma una PICCOLA delegazione di persone perbene potrebbe andare e deporre una corona di fiori davanti alla facciata del palazzo. E sul nastro, la seguente scritta:
IN MEMORIA DELL'INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA.

Immortalare il gesto, e fargli fare il giro del mondo.

TUTTE ce le studieremo, tutte, di ogni tipo, pur di richiamare l'attenzione dell'Europa e del mondo intero su ciò che si sta tentando di fare in Italia.

E continueremo finchè ce ne sarà bisogno.

Un saluto :)

Anonimo ha detto...

Carissimo dottor Montemurro,
mi scusi se non apro con il solito "egregio" ma è con affetto e ricchezza interiore che lei mia ha dato già ieri sera nel poterla rileggere che cosi a Lei mi rivolgo. L'ho immaginata come ognuno di voi e quindi la dottoressa Nuzzi per prima, negli occhi dentro le mani, significativissimi entrambi per me ieri sera, poco pria di leggerla, del procuratore capo Apicella. Era la prima volta che, in quel campo di sterminio dei contenuti che fanno grande l'essere umano per l'amore della verità nei contenuti e forme, ricevevo la forma e le inFormazioni sul linguaggio del corpo e ogni sua traccia nel volto ,nella mani,nelle sue espressioni del dottor Apicella..
ho pianto per la sua autenticità al vero volto dell'Essere
Ora lo sò che lei non è il dottro Apicella , ma la immagino così (co)mosso ..mentre scriveva questa lettera che ho letto..io spero di vera passione civile, senza inutili odi o rabbie incivili..io spero che come scrivevo poco fà nel post precedente alla dottoressa Nuzzi e come meglio di me hanno scritto i commenti preziosissimi piu del mio che mi precedono, che ..
che il 28 gennaio a roma senza nessuna bandiera e strumentalizzazione conseguente atta a distruggere il movimento popolare che vi sostiene cosi come non vi ha saputo sostenere Lo stato,le sue istituzioni noche associazioni nasca il desiderio sano da parte di ogni cittadino di verità.. come dice il giudice Ingroja:

"Io credo di si, ma penso probabilmente la più oscura della ... alle origini della seconda repubblica ... e alla fine della prima repubblica ... ha coostituito il momento di cesura e di passaggio dalla prima alla seconda repubblica e ... questa nostra democrazia di oggi ha in se ancora un'ombra molto lunga che viene fuori da quella ... da quella strage. La verità soprattutto per una verità difficile, complicata, con un prezzo, è una conquista collettiva nella quale occorre volerla e bisogna chiedersi quanta parte dell'Italia e degli italiani vogliano questa verità. Se dovesse realizzarsi, come dire, una richiesta alta di verità da parte degli italiani allora questa verità si potrà conquistare. "

GRAZIE DOTTOR MONTEMURRO
rosanna lupo pasolinante

ps grazie anche a tutti i bloggers che leggo in commenti di dignità e passione civile che mi danno forza ..bellissima la creatività dell'idea del blogger che ha indicato di depositare quella corona di fiori davanti all'anm x il funerale alla libertà vera di autonomia e indipendenza voluta dai nsotri padri dopo tante morti..se ci vedesse il calamandrei o bobbio e tanti altri,beh morirebbe milioni di volte

Anonimo ha detto...

Caro Exidor,
l'ultima manifestazione a cui ho partecipato, davanti al CSM il 17 gennaio scorso, mi è costata 500,00 euro, ma credimi, negli ultimi anni, sono stati gli unici ben spesi. Accetto la tua proposta anche se il viaggio questa volta mi dovesse costare il doppio o il triplo!
bartolo iamonte
p.s.
se mi leggono Annalisa e Silvio:
vorrei comunicare con voi via e-mail, grazie.

Anonimo ha detto...

Caro dottore,
ho più volte manifestato, qui e in altri luoghi, talvolta da sola e contro tutti, la mia stima, solidarietà, simpatia per tutte le persone che come Lei e i suoi colleghi sanno ancora combattere una battaglia perché è giusto, pur avendo messo in conto una possibile, probabile sconfitta, perché questa battaglia deve essere combattuta. C'è bisogno di questo, ora, per noi tutti, di sapere che c'è ancora chi non si è fatto sommergere da questa rarefatta e insidiosa atmosfera di conformismo e vigliaccheria, che rende l'aria irrespirabile.

Con stima e simpatia,

Irene

BESUGO 2 ha detto...

Rinnovo il mio sentimento di stima alla Sott.ssa NUZZI e mi associo al pensiero di EXIDOR

Anonimo ha detto...

I cittadini onesti sono con voi!!!! FORZA NON MOLLATE MAI!

Silvio Liotta ha detto...

Caro dr. Montemurro, cari amici,

Con il rispetto deferente dovuto a chi dibatte su scelte che richiedono grande coraggio, mi permetto di riportare alcune righe dell’appello Massimo Fini-Travaglio in difesa della costituzione repubblicana, pubblicato sulla rivista “il Ribelle” (direttore politico Massimo Fini) e sul blog “Voglio scendere” (Corrias, Gomez, Travaglio), in conseguenza all’annuncio, del Presidente del Consiglio, di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza:

“[..] Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla […] 'Se tutto è assurdo', grida Ivan Karamazov 'tutto è permesso'”.

Ciò che è accaduto sabato 17 e lunedì 19 gennaio 2009 dentro le “segrete” mura di Palazzo dei Marescialli, oltre a lasciare sconvolti il dottore Apicella e quelli che lo conoscono (riporto il senso delle parole del dr. Apicella ad Annozero), ricade nello “assurdo” di Karamazov, da dove per conseguenza tutto è permesso.

Ciò è l’inesorabile effetto della perdita della “bussola”, della continua inosservanza delle regole del patto costituzionale. Qui il dibattito non verte più su quale interpretazione del ruolo del Magistrato risulti più adeguata allo spirito costituente (anche in relazione ai principi della giurisdizione); si tratta piuttosto della necessità di difendere quello spirito e con esso i principi fondanti del rapporto politico tra governati e governanti.

Quando i presupposti su cui si basa la nostra democrazia vengono “oltraggiati” senza che ciò sia adeguatamente sanzionato politicamente, “non è più democrazia”. E nell’assurdo dove tutto è permesso, lo stato di diritto viene spazzato come vecchio ciarpame, lasciando il posto alla voce e alla forza del Re da una parte e alla lamentatio in passionem del suddito dall’altra.

Se la salvaguardia dei principi su cui si fonda la nostra convivenza civile costituisce ancora una priorità, sembrerebbe opportuno prendere le dovute distanze da una ANM che a quei principi ha smesso di guardare, per aggrapparsi alle piccole concessioni di un potere politico autoreferenziale. Mantenere il fronte unito parrebbe opportuno se l’obiettivo fosse la tutela dei principi costituzionali. Ma il prezzo dell’unità - seppur dialettica - dell’ANM, non può essere l’indipendenza dei magistrati.

Come più volte ribadito su questo blog, l’ingiustizia subita da De Magistris ha creato un discrimine. Ha posto un confine tra due diversi campi: da una parte, i magistrati che interpretano la propria funzione alla luce dell’indipendenza, nel rispetto dello Stato e dell’ordine giudiziario; dall’altra, coloro che si mostrano docili ai desiderata del potere politico.

L’ANM sembra da tempo aver scelto il proprio campo; ciascun magistrato si determini secondo indipendenza e coscienza. Se oggi l’ANM è emendabile e può, rinnovata, costituire un presidio di legalità e promuovere il rispetto costituzionale auspicato, si continui il confronto interno; un confronto purtroppo privo dei contributi di Forleo, De Magistris, Nuzzi, Apicella e tanti altri (tra i quali un particolare ringraziamento a chi ci ospita) che la loro scelta di campo hanno già operato.

Ma se così non fosse, se l’ANM non fosse più recuperabile perché ormai ossificata da interessi inconfessabili, dall’altra parte del discrimine tutto è da costruire e le qualità umane certo non mancano.

Sperando di non aver confuso la partecipazione con la superbia, manifesto la mia vicinanza di cittadino a tutti i magistrati che, isolati, ieri come oggi, si sono trovati costretti, in difesa della loro dignità di cittadini e di magistrati, a rimettere la propria tessera associativa.

Ringrazio il dr Montemurro e tutti coloro che oggi mantengono viva la speranza dei cittadini.

Anonimo ha detto...

Vorrei far sentire la mia debole voce di anonimo non inquadrato in alcun partito e in alcuna fazione.
Io non sono d'accordo per respingere a priori alcun uomo di partito dalla manifestazione del 28 Gennaio. Benvengano! Ormai siamo abbastanza muniti di anticorpi per annullare i falsi aiuti e per saper valutare chi può essere utile e chi no.
E' da due anni che spedisco threads e posts sull'argomento nel forum di politica (?) al quale partecipo e vi assicuro che occorre molta pertinacia e costanza per continuare,attitudini di cui non credo di mancare.

Gabriele Di Maio ha detto...

Per la precisione, io mi sono dimesso dall'ANM con lettera del 28.2.2006(quasi tre anni fa) "essendo venute meno le personali ragioni associative".
Più o meno, le parole che ho sentito pronunciare ieri dal Procuratore Apicella.
Ma molto, molto prima di tutto questo.

Angelo ha detto...

Condivido in pieno le parole di Cinzia.

So che è poca cosa, ma da umile rappresentane della società civile (non sono un magistrato, ma un semplice cittadino onesto, che gradirebbe vivere in un paese democratico e non sotto un regime fascistoso, cioè FASCISTA + MAFIOSO), ecco, avete tutta la mia comprensione ed il mio pieno ed incondizionato appoggio morale.

Vi esorto a RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE, per il nostro presente, ed il futuro dei nostri figli.

Coraggio
Angelo D'Agostino

l'incarcerato ha detto...

Vi seguo spesso anche se commento raramente, voglio solo complimentarmi con il bellissimo commento di Cinzia.

Spero che al più presto si sappia dove si svolgerà la manifestazione del 28, saperlo all'ultimo momento vorrà dire che ci sarà poca partecipazione.

Prospero Pirotti ha detto...

Silenzio, entra il Popolo !
>
Quanti digitiamo in un blog non siamo popolo: ognuno di noi ha la sua verità in tasca e non la cambiamo nemmeno davanti all’evidenza.
Il 28 sarà un giorno che potrebbe segnare la storia della Repubblica. Potrebbe anche essere il nulla all’italiana. Dipende dal grado di autonomia che gli organizzatori riusciranno ad imporre alla manifestazione. Se un politico si intrufolerà con il megafono, sarà tradotta in chiacchiere. Urge, è vitale che gli alibi siano stroncati.
Per Sua fortuna Sonia Alfano non è stata eletta: è nelle migliori condizioni, se saprà farsi valere.Il resto Popolo deve essere, quel popolo in nome del quale si consumano i più orrendi misfatti.
>
PS: “Uguale per tutti” potrebbe organizzare una “gita” a Roma per il 28: volo charter ( se riesce di trovare “finanziatore” e piazza senza chiesa.
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Striscione Marca Liotru: quale logo per Catania da Catania? Il concorso di idee è aperto, se la redazione lo permette.

Anonimo ha detto...

Mi associo in particolare al commento di Massimo Vulca e spero di essere anch'io il 28 gennaio in piazza della repubblica. Nel frattempo chiedo a qualcuno della mia zona (Romagna) se è a conoscenza di qualche viaggio organizzato per Roma ) .
Grazie a tutti.
Venturi Tonino ( Gatteo -FC)
semplice cittadino
venturitonino@virgilio.it

Dina Di Menno Di Bucchianico ha detto...

Mi spiace non essere a Roma per il giorno della protesta, ma sono vicina moralmente a tutti quanti Voi Magistrati ONESTI che portate avanti il vostro lavoro nel rispetto delle leggi e che, nel contempo, sentire come una spada di Damocle l'ANM dalla quale salvaguardarvi.
Soluzione?
DIMISSIONI IN MASSA
Così potete anche contarvi e mettere in pratica le parole coraggiose adoperate da Gabriella Nuzzi " Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.Io preferisco rappresentarmi da sola".
BRAVA GABRIELLA.
Cento, mille o diecimila Grabriella, forse potranno cambiare qualcosa.

Valeria Di Muzio ha detto...

Come ho già fatto con la dott.ssa Nuzzi e tutti quanti con voi si battono con enorme coraggio per la causa della Giustizia, ringrazio anche lei dr. Montemurro; in questi tempi così bui è davvero commovente sentire parole tanto cariche di passione civile, infondono forza e voglia di andare avanti contro tutti gli ostacoli.
Grazie, una cittadina.

Cinzia ha detto...

Oggetto: La manifestazione a Roma in Piazza Farnese, 28 gennaio, ore 9.

Vi comunico che il luogo della manifestazione sarà Piazza Farnese (e non più P.zza della Repubblica a causa di ritardi e dinieghi del Comune di Roma). Vi pregherei di voler diffondere il nuovo luogo della manifestazione e di correggere le informazioni eventualmente inserite su siti e blog.
Allego di seguito il comunicato stampa del comitato promotore della manifestazione:
"E' inconcepibile che in un sistema democratico una procura (Salerno), il cui operato è stato ritenuto legittimo dal Tribunale del Riesame, venga smantellata. Ed altrettanto assurdo è che non ci siano state misure disciplinari verso i giudici di Catanzaro, indagati per corruzione in atti giudiziari proprio dalla procura smembrata". Sono state queste le parole diffuse in una nota dal Comitato promotore della manifestazione "Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale", alla quale hanno aderito, tra gli altri, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Pancio Pardi, Gianni Vattimo ed Antonio Di Pietro. "E' chiaro a tutti - proseguono nella nota i componenti del Comitato Promotore della manifestazione formato da singoli cittadini - che il Procuratore Luigi Apicella e i Sostituti Verasani e Nuzzi siano stati puniti per aver proseguito, in piena legittimità, come ha stabilito il Tribunale del Riesame, le indagini già avocate al Pm Luigi De Magistris. E' necessario che in Italia si riaffermino i principi fondamentali dello Stato di diritto e che nessuno si sottragga all' imperatività della legge. Il 28 di gennaio saremo in Piazza Farnese, alle ore 9, per difendere la Costituzione da chi vorrebbe scardinarne i principi tramite leggi e provvedimenti ad personam che sottraggono all'autorità della legge amministratori e politici corrotti".
Durante la manifestazione, parleranno quanti hanno aderito e, in rappresentanza della società civile, Sonia Alfano, Serenetta Monti, Saverio Alessio, Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio, Emiliano Morrone.

Gabriele Di Maio ha detto...

Chiedo perdono per la mia ignoranza, ma il Comitato promotore ha un sito ul quale reperire il comunicato?
Grazie

Anonimo ha detto...

"Soluzione?
DIMISSIONI IN MASSA
Così potete anche contarvi ..."

Temo che per contarli basterebbero le dita di una mano o, al massimo, due!

Anonimo ha detto...

Carissimo Vicenzo Montemurro, ti ringrazio per avere avuto un pensiero anche per me nella tua lettera. Le tue parole, insieme a quelle di Felice Lima, alleviano molto la paura che ho dovuto affrontare per avere scelto di schierarmi apertamente a favore di chi, esponendosi, si batte per una Giustizia giusta e indipendente, e ritiene che le Istituzioni siano anch’esse soggette alla legge.
Francamente speravo col mio gesto di incoraggiare qualcuno dei tuoi colleghi titubanti a superare l’incertezza e la paura di abbandonare il conforto dell’appartenenza ad una larga maggioranza o, comunque, del silenzio. Perché, di questo ne sono convinta, in questo momento ci sono tanti magistrati che hanno perfettamente capito quello che sta accadendo, condividono, nel loro intimo, le vostre scelte e sono preoccupati quanto tutti noi per il futuro che ci aspetta.
Anche se le mie, purtroppo, sono state parole al vento, anche se il proiettile che ho lanciato non ha scalfito minimamente quel muro di gomma che mi sembra ci stia davanti, comunque sono serena, per avere fatto quel poco che potevo.

Grazie perché ci rendi partecipi di ciò che si sta muovendo all’interno di certa magistratura, ossia del dibattito che c’é tra alcuni di voi e anche perché ci coinvolgi nel vostro dilemma, che, sono d’accordo, non é affatto facile da risolvere.

Io credo che la soluzione dipenda dalla risposta ad una serie di domande:
Quanti magistrati effettivamente rappresentano gli attuali vertici dell’ANM?
Quanta é la distanza tra quelli che non si sentono rappresentati dalle recenti scelte dell’ANM e quest’ultima?
Quanto tempo occorre per il cambiamento dall’interno?
Nel frattempo, la scelta di continuare a farsi rappresentare da questi vertici, ossia di contribuire alla loro forza rappresentativa, che conseguenze può portare?
L’ eventuale abbandono della tessera associativa da parte di un buon numero di magistrati sarebbe idonea ad accelerare, come un sano scossone, un processo di cambiamento più di una battaglia interna?
E’ chiaro che lievi divergenze non giustificano l’abbandono dell’associazione e sono perfettamente compatibili con i lunghi tempi di un cambiamento interno.
E’ altrettanto chiaro però che la piena disapprovazione delle scelte dell’ANM, come oggi rappresentata, la convinzione circa la gravità dei rischi per l’indipendenza della magistratura che queste scelte comportano conducono verso la seconda strada, soprattutto se si prospettano lunghi tempi per il cambiamento dall’interno e se si ha di fronte una maggioranza di associati allineati con i vertici.
In questo caso forse l’abbandono potrebbe essere uno stimolo di riflessione in più, soprattutto se coloro che lasciano l’ANM possono associarsi fra loro.

Spero che le vostre discussioni vi portino alla scelta giusta, non senza ricordarvi che la efficacia di certe scelte dipende anche dalla rapidità con cui vengono elaborate ed attuate e dal contesto in cui esse operano e che se é vero che “la scelta, in entrambi i casi, non è facile, atteso che le dette alternative postulerebbero comunque il coraggio di un numero adeguato di magistrati per tradursi in comportamenti concreti ed efficaci”, é anche vero che il numero di magistrati coraggiosi necessario per un gesto “provocatorio” come l’abbandono dell’associazione, é notevolmente inferiore a quello che occorre per realizzare un cambiamento profondo delle scelte e, prima ancora, dei valori nei quali gli associati si riconoscono.

Vi chiedo: avete provato a parlarne con magistrati in prima linea e consapevoli come Antonino Ingroia o Roberto Scarpinato? Io ho letto “Il ritorno del Principe” scritto da quest’ultimo (libro che consiglio a tutti di leggere) e credo che una sua opinione sull’attuale situazione potrebbe essere importante.
La Redazione può coinvolgerlo nella discussione?
Altra domanda (spero che mi rispondiate): esiste un organo di controllo internazionale (credo dell’ONU) del grado di indipendenza della magistratura (a cui si é rivolto di recente anche l’ANM): E’ possibile per un gruppo di magistrati fare un esposto?

Con affetto e stima.
Anna

Annalisa ha detto...

Per Gabriele Di Maio

I comunicati si trovano a questo link: http://www.familiarivittimedimafia.com/

Annalisa ha detto...

... dimenticavo... articoli e adesioni alla manifestazione si trovano sul sito di Micromega:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/

Prospero Pirotti ha detto...

La Sintesi spesso può essere a scapito della chiarezza.
Se Di Pietro scenderà in piazza, diranno che è per fare dimenticare il figlio. Se i partecipanti *visibili* avranno una nota appartenenza, diranno che sono cose della solita sinistra.
-
Riempire una Piazza potrebbe essere facile anche per questioni "aeree" come la Giustizia, ma poi finirà come Piazza Navona, perché? Perché c'è un errore di fondo nell'AntiPolitica. C'è un tabù, che è duro a morire. Restituire la scheda elettorale non è NE' reato (non lo è più dalla Riforma elettorale, che introdusse il maggioritario), nè, ancora meno una scelta di "inciviltà". E' l'unica arma incruenta rimasta, a fronte, però di rivendicazioni INDISCUTIBILI, e molte delle proposte di Grillo sono discutibilissime. Ma va a convincere gli italiani, molti dei quali dallo status quo derivano visibilità e denaro.
-
Come non detto

Maria Teresa Scarlato ha detto...

Ringrazio il dott. Montemurro per la sua determinazione nella lotta per la legalità e la giustizia. Noi siamo e saremo al suo fianco.
Trovo geniale la proposta di Exidor e la condivido in pieno

Cinzia ha detto...

Non bisogna mai disperare...
...anche a Roma si può trovare una piazza senza chiese e piazza Farnese lo è!
Per quanto riguarda la cauzione invece non ho notizie e non so da quando andrà in vigore l'ordinanza, ma considerati i personaggi illustri che si sono associati, spero che se sarà necessario almeno anticiperanno loro il dovuto cauzionale, noi possiamo solo garantire che non inviteremo estremisti delle frange anarco-insurrezionaliste :-] che fa ridere solo a dirlo!!!

GERONIMO ha detto...

Che devo dire?
Veramente non posso cimentarmi e competere con magistrati del calibro come la dottoressa Gabriella Nuzzi!
Da comune cittadino italiano sono fiero ed orgoglioso di essere un suo connazionale!
Sono fiero del suo comportamento nonostante le avversità che stà attraversando!
La legalità è la cosa che mi stà più a cuore!
Ringrazio fortermente chi "onora" questa Istituzione!

Anonimo ha detto...

come mai magistrati che da anni vivono sotto scorta, che hanno arrestato centinaia di criminali, che hanno subito denunce e tentativi di condizionamento dal Potere con la P maiuscola, e serie minacce dalla VERA criminalità non si stanno accodando a questa "marcia degli onesti"?

certo, la loro assenza passa inosservata, perché non sono magistarati "famosi" e quindi non sapete neanche che esistono.

ma è un'assenza pesante, e a pensarci fa traballare tante "certezze".

Anonimo ha detto...

Forse un po fuori tema ma mica tanto. Il sottotitolo del libro è: la vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia
Non voglio fare pubblicità del libro ma vale la pena meditare.

dalla repubblica.it

Non è un paese per giudici

Agostino Pianta, Brescia, 17 marzo 1969. Ucciso da un detenuto vittima di errore giudiziario.
Pietro Scaglione, Palermo, 5 maggio 1971. Mafia.
Francesco Ferlaino, Lamezia Terme, 3 luglio 1975. ‘Ndrangheta.
Francesco Coco, Genova, 8 giugno 1976. Brigate rosse.
Vittorio Occorsio, 10 luglio 1976. Ordine nuovo.
Riccardo Palma, Roma, 14 febbraio 1978. Brigate rosse.
Girolamo Tartaglione, Roma, 10 ottobre 1978. Brigate rosse
Fedele Calvosa, Frosinone, 8 novembre 1978. Unità combattenti comuniste.
Emilio Alessandrini, Milano, 29 gennaio 1979. Prima linea.
Cesare Terranova, Palermo, 25 settembre 1979. Mafia.
Nicola Giacumbi, Salerno, 16 marzo 1980. Brigate rosse.
Girolamo Minervini, Roma, 18 marzo 1980. Brigate rosse.
Guido Galli, Milano, 19 marzo 1980. Prima linea.
Mario Amato, Roma, 23 giugno 1980. Nar.
Gaetano Costa, Palermo, 6 agosto 1980. Mafia.
Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Trapani, 25 gennaio 1983. Mafia.
Bruna Caccia, Torino, 26 giugno 1983. ‘Ndrangheta.
Rocco Chinnici, Palermo, 29 luglio 1983. Mafia.
Alberto Giacomelli, Trapani, 14 settembre 1988. Mafia.
Antonino Saetta, Canicattì, 25 settembre 1988. Mafia.
Rosario Angelo Livatino, Agrigento, 21 settembre 1990. Mafia.
Antonino Scopelliti, Campo Calabro, 9 agosto 1991. ‘Ndrangheta e mafia.
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Capaci, 23 maggio 1992. Mafia.
Paolo Borsellino, Palermo, 19 luglio 1992. Mafia.
Luigi Daga, il Cairo, 26 ottobre 1993. Terrorismo islamico.
Paolo Adinolfi, Roma, 2 luglio 1994. Scomparso.

Ventisei. Il primo quasi per errore, l’ultimo inghiottito nel nulla. In mezzo, la storia criminale italiana: mafie e anni di piombo e ancora mafie. In mezzo, la storia sociale italiana: i primi morivano su Fiat 1300, gli ultimi sulle Croma. Omicidi diversi, esecutori diversi, per tutti lo stesso movente: servivano lo Stato.

Exidor ha detto...

date un po' un'occhiata qua .... la UE che si occupa di indipendenza della magistratura ... rimarrete sorpresi .. :)

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2004:0423:FIN:IT:DOC

Anonimo ha detto...

chi arriva alla Stazione termini il tragitto è il seguente:
Partenza: da Roma stazione termini , 1
A piedi per 50 metri
recarsi alla fermata TERMINI (MA-MB-FS)
Prendere la linea 64 (P.ZA STAZIONE S. PIETRO (FM)) per 9 fermate del 64, ogni 5 min.
Scendere alla fermata C.SO VITTORIO EMANUELE/S. A. DELLA VALLE
A piedi per 300 metri
fino all'arrivo roma piazza farnese , 1
Metri percorsi 3000 metri.
ECCO IL SITO ATAC, TRASPORTO PUBBLICO ROMA.
http://infopoint.atac.roma.it/navigator.asp
Questa è invece la mappa del tempo per Mercoledi 28 Gennaio, non dovrebbe piovere a Roma.
http://www.ilmeteo2.com/italy4_s.png
Aggiungo che nella piazza Farnese si affaccia la chiesa di Santa Brigida dove, negli attigui locali si può trovare ospitalità a questo sito: http://www.brigidine.org/Brigidine/149/153/Piazza+Farnese.html
a presto, Massimo Vulca.

Anonimo ha detto...

Caro Vincenzo,
mi sembra di rivivere, i momenti bui di questa Repubblica,
dove i confini tra Stato e Antistato, si confondono, si inquinano, si saldano con lobby trasversali, che non hanno nulla a che fare con il Senso dello Stato.
Quando penso a Voi Magistrati ( i CORAGGIOSI), mi vengono alla mente FALCONE e BORSELLINO, la loro morte assurda di convinti servitori, dello Stato, dello Stato in cui il POPOLO E' SOVRANO, e mi chiedo, se la loro morte, non è servita a scuotere le coscienze di chi è venuto a patti con le delinquenze organizzate, e occupa ancora postazioni di rilievo, oggi, in questo Stato, magari in Organi che vi giudicano.
Se la MORTE di grandi e onesti Servitori dello Stato non li ha scalfiti, credi che un'azione come la Vostra, Nobilissima e Necessaria, fino alle dimissioni dall'ANM, potrà arrivare alle loro Coscienze?
Paolo MANICONE

francesca ha detto...

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1040&catid=17:libri&Itemid=29


Salvatore Borsellino segnala questo libro di recentissima uscita.

E' scritto da Paride Leporace, direttore di uno dei giornali che piu' si e' interessato della vicenda De Magistris, particolarmente nei primi mesi, e che ha avuto propri giornalisti indagati nella strana contro-inchiesta sulla presunta fuga di notizie favorita dal pm napoletano, poi risultata insussistente a seguito delel indagini di Nuzzi e Varasani (evidentemente altri due cattivi magistrati).

Il nostro non e' un Paese per giudici coraggiosi, dove il coraggio si identifica semplicemente con l'assolvimento del proprio dovere nel rispetto del giuramento reso allo Stato ed all'interesse pubblico generale.

Manzoni avrebbe detto, della sventurata di Monza : "avrebbe potuto essere comunque una monaca buona e santa.....".

Quanti magistrati, magari di tiepido entusiasmo, potrebbero pero' onorare meglio quel giuramento a vantaggio della tutela dei diritti senza distinzione per tutti.

Ciascuno ha in mano le redini del proprio destino, che incrocia quello di molti altri : dimenticare questa responsabilita' a vantaggio solo del proprio tornaconto non ha scusanti tanto piu' quando elevati sono i valori sottostanti.

Anonimo ha detto...

Gentile Paolo delle 9.56.
Hai ragione! La Nobilissima azione dei magistrati firmatari del documento a favore dei colleghi ingiustamente colpiti, non arriverà nelle coscienze dei manovratori (impossibile, non ne hanno)! Dimentichi una differenza non di poco conto però: gli eroi morti che tu hai citato era impossibile potessero influire in soggetti privi di coscienza e per questo sono stati strumentalizzati. Proprio in quanto morti, impossibilitati ad intervenire! Gli eroi attuali, per loro sfortuna (dei manovratori privi di coscienza, s'intende), sono vivi e stanno crescendo di numero!
bartolo

Prospero Pirotti ha detto...

Li eleggiamo perché esercitino il potere contro di noi
+
Non mi po' paci, un tempo una guerra dovevano sostenere, rischiare l'osso del collo. Se vincevano, imponevano lo jus primae noctis, ma almeno avevi perso una guerra. Non abbiamo perso un caxxo noi: hanno solo vinto una campagna elettorale fatta con i nostri soldi,e si sono impossessati dello Stato.
-
A-Ri-Dateci Lo Stato !

Anonimo ha detto...

Ai magistrati che hanno lasciato soli (o almeno credono che sia cosi) Apicella, Nuzzi e verasani:

avete iscrito nel registro degli indagati la vostra coscienza, senza avere il coraggio di interrogarla. Riporrete questo fascicolo nell'armadio dell'oblio, come siete abituati a fare con quelle indagini scomode, antipatiche, noiose. Aspetterete l'esito deli approfondimenti che non farete mai. Andrete in pensione o approderete a lidi ambiti e promessi un po a tutti quelli che fanno i bravi. Ma quell'indagato ogni tanto busserà alla vostra porta e voi continuerete a non avere il coraggio di interrogarlo.
Sarà la storia a decidere per quel fascicolo che avete chiuso nell'armadio del dimenticatoio. Perchè per fare le indagini occorre prima avere il coraggio, quello di Gabriella Nuzzi e di De Magistris. Ma forse un giorno dovrete chiedergli scusa.
Maurizio Dati.

Gennaro ha detto...

http://it.youtube.com/watch?v=ksKmbpbcdJM

L'intervista dell Dott Apicella rilasciata a Sandro Ruotolo nella trasmissione Annozero.

Anonimo ha detto...

Venne così forgiato un vitello[66] d'oro al quale gli israeliti sacrificarono e attorno al quale fecero bagordi.

Allora, tradendo la fede accadde ciò che sappiamo.

Oggi altri uomini, di altro paese,tradendo la COSTITUZIONE provocano il disastro sociale che (sgomenti) subiamo.

Il 28 gennaio, non potrò essere alla manifestazione di ROMA, perchè la spesa del viaggio è troppo onerosa per le mie finanze.

Ma dalle ore 9,00 del 28, sarò in piazza davanti al palazzo della Prefettura di Genova a manifestare, in modo assolutamente composto, PER LA GIUSTIZIA.
CHE DEVE ESSERE,SPERIAMO CHE SIA, CHE DOBBIAMO FARE CHE SIA....

UGUALE PER TUTTI!

Porterò con me un tricolore listato a lutto ed una riproduzione in stampa formato A4 dellimmagine pubblicata da UGUALE PER TUTTI, nell'articolo pubblicato lunedì 19 gennaio 2009 "La fine dell’indipendenza dei magistrati e della democrazia costituzionale" .

Una radiolina sintonizzata su radioradicale mi terrà compagnia.

Se non mi arresteranno (disciplina maroni), o mi manderanno via, starò in piedi fin che reggeranno le mie forze.


Stefano
Genova

sil lan ha detto...

"Io spero che ci siano tanti altri magistrati che seguano l'esempio di Gabriella Nuzzi."
(Salvatore Borsellino)
Anch'io lo spero.
(Silvana Lanzani)

Anonimo ha detto...

Cara Francesca, nessuno ne parla: Paride Leporace è stata la prima vittima(costretto a lasciare il giornale che dirigeva e la Calabria) del caso "fogna-catanzaro" in cui si è imbattuto de Magistris!!!

Anonimo ha detto...

Il silenzio della stampa progressista e del Pd sulla gravisisma decisione del CSM nel caso Apicella è assordante. Non abbiamo più speranze, leggendo questo blog mi sembra di appartenere ad una setta sebbene i principi espressi siano quelli che informano la nostra costituzione e che dovrebbero essere basilari per gli operatori del diritto
Giovanni Pintimalli, avvocato. Catanzaro

Exidor ha detto...

EVIDENZA E INDIPENDENZA


Il salto è stato breve.

Da servitori dello Stato a servi dello stato.
E lo scrivo con la esse minuscola, perchè si tratta di stato comatoso, di stato brado, di stato vegetativo in cui si trovano certe istituzioni che ormai hanno dato anche le coscienze in outsourcing.

Hanno ormai esternalizzato a qualcun altro le domande da porsi sul proprio ruolo, lasciandole a coloro che ne stanno truccando le risposte da anni.

Se la UE è stata in grado di occuparsi del tema dell'indipendenza della magistratura in Burkina Faso, credo possa fare anche qualcosa per dare un'occhiata all'attuale condizione italiana.

Se i cosiddetti "potenti" avessero avuto il tempo, la forza e il cinico calcolo di modificare gli ordinamenti PRIMA di porre in atto la ridicola farsa delle decisioni sui magistrati di Salerno, un minimo di dubbio sull'inesistenza dell'indipendenza dela Magistratura avrebbe anche potuto esserci.
Ma le violazioni, a mio modesto modo di vedere, sono tante, gravi e palesi.
Il cortocircuito tra quanto stabilito dal Tribunale del Riesame e il comportamento del CSM sarebbe evidente sotto gli occhi di qualunque osservatore, foss'egli un semplice cittadino informato o un osservatore distaccato e "super partes".

Partendo dall'affare De Magistris, è stata fatta sistematicamente terra bruciata attorno al pool di investigatori e collaboratori che hanno portato a smascherare almeno una parte del colossale "sistema" criminale e criminogeno che da troppo tempo sta pericolosamente "annacquando" il concetto di legalità e rispetto della Legge.

E successivamente, è di evidente chiarezza che chi si è occupato del caso, rilevando l'esistenza di un complotto a danno di quel magistrato, è stato accomunato allo stesso nel ricevere un "trattamento speciale", fatto di trasferimenti, limitazioni, provvedimenti intimidatori e punitivi di una tale veemenza che non vennero adottati nemmeno nei confronti di un magistrato che, risultando in malattia, disputava gare di windsurf.

E' tutto troppo evidente per non lasciarci sperare.

In Italia siamo fantasiosi anche nel cercar di fare accettare l'inaccettabile, nel tentar di far sembrare normale l'inammissibile.
Ma sotto gli occhi di altre società più evolute, vendere la storiella dell'"abnormità" di procedure e provvedimenti più che legittimi anche per un profano, sarà veramente dura.

Non sono le speranze illusorie a darci la forza, ma le constatazioni oggettive.

E sull'orientamento delle masse, distratte da mille forme di "circenses" ma afflitte dalla progressiva mancanza di "panem", vorrei solo dire che la loro facile influenzabilità non è facile solo per chi l'ha orientata nel senso negativo della questione.

La "voglia di stato autoritario", male interpretata dalle masse, è figlia di quel clima di insicurezza che sapientemente han saputo instillare, appoggiandosi anche ai fatti criminosi che, negli ultimi cinquant'anni, hanno visto anche tante toghe cadere sotto il piombo di una malata interpretaizone del concetto di "rivoluzione".
Lo Stato recupererà ogni sua componente, e al meglio della sua condizione.
Ma dovremo avere costanza, capacità di incassare i colpi e contrattaccare, e soprattutto fiducia.

Grazie a tutti voi.

E scusateci se, per esservi vicini il più possibile, specie negli ultimi giorni vi oberiamo di ulteriore lavoro oltre a quello che svolgete per lo Stato: quello di curare i molti commenti che affluiscono verso questo blog.

Ma sappiamo che lo fate con altrettanta serietà, impegno e imparzialità con le quali affrontate il vostro lavoro quotidiano, rinunciando a buona parte del poco tempo libero che vi rimane.

Grazie ancora a voi, e alle vostre famiglie, alle quali forse ingiustamente sottraiamo prezioso tempo per avervi accanto.

Anonimo ha detto...

Noi cittadini, pochi, voi magistrati, pochissimi, uniti da un’unica fede un’unica coscienza e dignità quella di rispettare e onorare la Costituzione e credere nei valori di uguaglianza verità giustizia e libertà. Mi auguro che il 28 saremo un po’ più degli uni e degli altri senza colore politico senza bandiere senza tessere e sapremo anche zittire chi tenterà di cavalcare il momento per l’ennesima triste strumentalizzazione, non lo permetteremo! In ballo c’è l’onore di chi ci crede veramente!
La verità unica consigliera!
Eleonora

Anonimo ha detto...

Ho letto la maggior parte dei commenti ai post susseguitisi in questi giorni e settimane. Cosa dire? Non riesco a provare nulla, non speranza e non soddisfazione per i gesti di solidarietà che alcuni magistrati stanno dando ai colleghi vilipesi da più parti sul versante personale e professionale. Neanche paura, mi sembra un copione già letto, un film già visto. Da vent'anni a questa parte, da quando cioè ho capito quali sono le cose importanti della vita e quali no, assisto al tal conflitto tra le tal parti "istituzionali", mi ricordo delle persone uccise e dello sgomento che sembrava aver attraversato la "società civile" in quel momento.. ma ricordo anche che poi ci siamo affievoliti.. tutti eh io compresa. Le battaglie devono essere brevi e senza impegno altrimenti l'italiota si stanca e poi ricomincia a pensare ai fatti suoi. I commenti della gente qui sono toccanti per certi versi e ci leggo onestà per carità, ma non mi viene di accodarmici, che senso ha? Io sono nessuno. Le maglie formalmente legittime del potere(che poi è ciò che in soldoni conta) sono fittamente controllate da persone colluse con la criminalità organizzata alla luce del sole, si comincia a capire che la cosidetta criminalità organizzata non è altro che il loro esercito ben addestrato. Avranno smesso di pensare di ottenere quello che vogliono anche con la violenza? Chi lo sa.. signori a me dispiace per voi davvero, ma se il 28 gennaio non ci sarà molta gente cosa farete? Cosa penserete? Io sono di Salerno e non verrò a Roma, pur sentendo profondamente la necessità che siano ristabilite le onarbilità di tre magistrati ingiustamente bistrattati. Sono battaglie giuste, per la loro giustezza non avranno seguito temo.. non è ancora chiaro all'italiota che siamo in un regime, pericoloso quanto il ventennio.., o forse gli è chiaro ma gli sta bene così? Mah. In ogni caso non credo pubblicherete il mio commento, esprime una sensazione vera ma non omologata al generale clima di lotta (giusto purtroppo).
In bocca al lupo è quello che posso dirvi.

Anonimo ha detto...

"Se la UE è stata in grado di occuparsi del tema dell'indipendenza della magistratura in Burkina Faso, credo possa fare anche qualcosa per dare un'occhiata all'attuale condizione italiana".

La maggior parte degli italiani non si rendono conto che l'Europa è qui fra di noi. Abbiamo diritto a tutti le libertà e dritti che sono descritti nei tanti documenti pubblicati.

Si può fare un ricorso.I lettori di lingue straniere nelle università italiane hanno vinto diverse e l'Italia è stata condannata per discrriminazione sulla base di nazionalità.
Guarda il punto 6 delle competenze di questa Commissione e se i magistrati, avvocati ecc che frequentono il sito non ritiene che è la Commissione giusta, basta documentarsi sulle altre e sulle procedure.

Libertà civili, giustizia e affari interni

http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/homeCom.do;jsessionid=4760830B504040A23837B0721B3B1C66.node1?body=LIBE

Commissione competente per:
la protezione, nel territorio dell'Unione, dei diritti dei cittadini, dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali, compresa la protezione delle minoranze, enunciati nei trattati e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
le misure necessarie per combattere tutte le forme di discriminazione diverse da quelle fondate sul sesso e da quelle che si verificano sul luogo di lavoro e nel mercato del lavoro;
la legislazione relativa alla trasparenza e alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali;
l'instaurazione e lo sviluppo di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, in particolare:
le misure riguardanti l'ingresso e la circolazione delle persone, l'asilo e le migrazioni nonché la cooperazione giudiziaria e amministrativa in materia civile,
le misure riguardanti una gestione integrata delle frontiere esterne,
le misure relative alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale;
l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e l'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, Europol, Eurojust, Cepol e gli altri organismi e agenzie operanti nello stesso campo;

la constatazione di un chiaro rischio di una violazione grave da parte di uno Stato membro dei principi comuni agli Stati membri.

Cinzia ha detto...

Caro Anonimo del 24 gennaio 2009 ore 20.25
è su questa inerzia e su questo senso d'impotenza e di sconforto che fa conto il potere.
Ce lo insegnano a scuola, ce lo inculcano in ogni occasione possibile (televisione, films, pubblicità, relazione con le istituzioni).
E' soprattutto a questo che dobbiamo saper reagire, è a noi stessi che non ci dobbiamo arrendere.
Ma chi l'ha detto che siamo nessuno.
Io sono uno.
Non un "uno" qualsiasi, ma io, diverso e irripetibile.
Sarò in grado di essere
solo se avrò considerazione di me.
Perché, poi, hai pensato che il tuo commento non sarebbe stato pubblicato?
Ritieni davvero che la redazione di questo blog sia tanto faziosa da scegliere tra i commenti solo quelli che gli tornano utili?
Eppure, se leggi il blog come dici, dovresti aver riscontrato che tutto ciò che rientra nella semplice regola di educazione viene pubblicato, anche se non allineato al pensiero comune.
[vedi ad esempio il mio commento del 23 gennaio 2009 ore 4.06 pubblicato proprio sotto questo post, ma non è l'unico]
Se trovi tanti commenti che riflettono lo stesso comune pensiero di difesa del diritto e della giustizia, è solo perché qui si perseguono, con sincera attenzione da parte di tutti, il dialogo e la discussione argomentata.
Questo ha fatto in modo che nel tempo la scrematura dei provocatori, anche se infarciti di retorica e buone maniere, sia avvenuta e continui ad avvenire in modo del tutto naturale.
Non trova posto qui, a differenza di altri blog, chi ha voglia solo di litigare, insultare o chi critica senza argomentare.
Si esclude da sé e dopo un po' si annoia, non traendo nessuna soddisfazione per il suo ego.
Il tuo commento è molto triste ed io spero dal profondo del cuore che tu vorrai ripensare con maggiore attenzione a quanto hai dichiarato.
Spero che tu potrai essere in piazza con noi, anche se non potrò riconoscerti,
anche se solo idealmente.
Perché forse sarà vero che non saremo molti, ma ancor più vero è che se tutti prendessero la tua stessa posizione non ci sarebbe nessuno.
E puoi capire da solo che una differenza c'è tra pochi e nessuno.
E' una differenza che fa la differenza.
Solo credendo possiamo dare un valore ai nostri ideali e alle nostre speranze.
Altrimenti è la morte dell'anima,
è la negazione della vita,
è il buio della coscienza.
Non so tu, ma io non posso rassegnarmi
a vivere morendo ogni giorno.

Sinceramente e con affetto

Rosario Gigliotti ha detto...

Carissimo Vincenzo,
quando è cominciato il caso De Magistris è apparso chiaro a molti che forse non era più sufficiente "fare solo il proprio dovere". Ma era necessario quel di più che non ci fa dormire sonni tranquilli quando un uomo, un solo uomo, viene isolato, schiacciato, messo ai margini dal potere che vorrebbe omologarci tutti.

Tu sai quanto questo sia importante, perchè spesso sottrai il tuo tempo libero alla famiglia per essere in giro nelle scuole e nelle piazze ad alimentare e a sostenere questo pressante bisogno di verità e giustizia.

E sai quanto sia difficile andare avanti, nonostante tutto. Ma sai quanta speranza può nascere da questo impegno, conosci quella luce nuova che illumina i nostri figli quando scoprono che non tutto è rassegnazione, quieto vivere, inganno.

Grazie a te e a tutti quelli che, non rassegnandosi, contribuiscono a far sentire meno soli i piccoli, i delusi, le vittime delle ingiustizie.

Grazie a Gabriella Nuzzi, per il suo esempio di dignità e libertà. Grazie a Luigi Apicella e a Dionigi Verasani, per non avere tradito l'ideale del proprio lavoro, pur sapendo quanto questo fosse scomodo.

Grazie ancora a Luigi De Magistris, a Clementina Forleo, a Felice Lima, e coloro che, tra le mille contraddizioni della vita quotidiana, cercano con fatica quel di più che dà un senso al nostro vivere.

Un abbraccio
Rosario

astronik ha detto...

Mi associo alle belle parole del mio amico Rosario Gigliotti per esprime la solidarietà e la vicinanza degli italiani onesti a quei Magistrati che non vogliono piegarsi ad un pensiero comune come fanno certi loro colleghi.
Resistere, resistere, resistere.....

Gabriele Di Maio ha detto...

Per la cronaca, la Giunta ANM di Salerno ha fissato l'assemblea per il 5 febbraio.
E' stato messo in minoranza l'unico magistrato (Rocco Alfano, della Procura di Salerno) che aveva proposto di tenere l'assemblea in tempi più rapidi e comunque prima dell'inaugurazione dell'anno giudiziario onde riportare in quella sede il pensiero dei magistrati salernitani.