«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 15 febbraio 2009

“Giustizia e informazione sotto assedio”



Ieri 14 febbraio, si è tenuto a Firenze un importante convegno su “Giustizia e informazione sotto assedio”.

Vi hanno partecipato, fra gli altri, Bruno Tinti, Luigi De Magistris, Marco Travaglio e Carlo Vulpio.

Riportiamo qui sotto il manifesto del convegno (cliccandoci sopra, se ne apre una versione ingrandita).

A questo link è possibile ascoltare – dal sito di Radio Radicale – l’audio integrale della manifestazione.









66 commenti:

Anonimo ha detto...

ANSA) - ROMA, 15 FEB - La prospettiva di Procure senza piu' magistrati per condurre le inchieste e rappresentare l'accusa nei processi sta diventando realta'. Lo rileva il Csm. Alla procura per i minorenni di Caltanissetta e a quella di Reggio Calabria i posti scoperti hanno raggiunto il 100%. Il problema non riguarda solo il sud, ma anche tante Procure del nord. I vuoti di organico vanni da 60 al 100%: Caltanissetta e Reggio (100%), Gela (80), Pavia, Alba, Enna e Patti (75), Ragusa e Nuoro (67), Gorizia (60).
Scusate se è off topic...

Cinzia ha detto...

Voglio proporvi quest'articolo di Barnard che trovo assolutamente azzeccato in questo momento.
E' ORA DI AGIRE.
Tutto il resto lo abbiamo già fatto!

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

E’ disperante. Siamo tossicodipendenti da informazione. L’urlo che si leva dalle masse degli italiani attivi infodipendenti è sempre il medesimo: informateci, non mollate, ancora dosi, grazie! La risposta degli abili pusher è di inondare il mercato della sostanza.

I Travaglio, Corrias, Ricca, Gomez, Barbacetto, Grillo ecc. di oggi spacciano infodosi massicce ricalcando le orme degli Scalfari, Costa, Ferrieri, Guarino, Ruggeri, Staiano di ieri. Il mercato dell’infodipendenza è inarrestabile, il pubblico consuma informazioni di ogni sorta a rotta di collo, quelle cosiddette ‘libere’ in particolare, attraverso un’immensa rete di Antisistema che serpeggia fra prime serate tv, riviste patinate, librerie, dibattiti, filmati in rete, teatri, blog, libri, manifestazioni, V-day e quant’altro. Ma Silvio Berlusconi è al suo terzo mandato, la Lega detta legge, l’Africa muore o affoga a Lampedusa, l'Italia fa la guerra e la putredine del tessuto civico dei bugiardi, evasori, leccaculo, venduti, servili, raccomandati, ladri, mafiosi, massoni, qualunquisti, sciovinisti, furbetti italiani è la stessa di 20 anni fa. Probabilmente, secondo alcune stime, persino peggio. Sanità, scuola, università, amministrazioni, giustizia, finanza, politica, non-trasparenza e non-modernità sono cementificate nella vita del Paese.



Metafora: un paziente viene ricoverato con un focolaio al polmone, viene messo sotto terapia antibiotica B. Ancora antibiotico B, poi di nuovo antibiotico B, altro antibiotico B, doppia dose di antibiotico B, antibiotico B a infusione continua… alla fine il paziente sviluppa una broncopolmonite fulminante, è in rianimazione. Qualcosa non va in quell’antibiotico, appare ovvio.

L’informazione è la stessa cosa. E’ l’antibiotico che dovrebbe curare la collettività dai suoi mali. La collettività italiana è sotto terapia da 50 anni, da almeno 17 la terapia è intensivalternativa, l’infobiotico è pompato in dosi massicce nei nostri cervelli, a ritmi sconosciuti persino dalla più estrema pratica medica, ma l’ammalato è comatoso, e vacilla sulla soglia della fase terminale. Qualcosa non va in quell’infobiotico, appare ovvio. O no? Ne volete un’altra dose?

Non risulta chiaro a voi tutti che a fronte di una quantità colossale e ossessiva di informazioni, di mezzi per ottenerle, di rapidità nel diffonderle, il progresso dei cittadini nell’usarle per cambiare l’Italia sia rimasto un nano, in regressione persino? Non c’è qualcosa che non va qui signor Travaglio, signor Ricca, signor Vauro, signor Grillo, signora innominabile di Report? O no? O volete somministrare un’altra dose ancora?

Posso riproporre qui, a voi tutti, di piantarla di rincorrere le informazioni? Perché quello che non va lo sappiamo alla nausea, lo sapevano già alla nausea i nostri nonni, ce n’era abbastanza già allora per fare la rivoluzione nelle piazze. Posso riproporre che piuttosto che infodrogarsi dovremmo imparare ad agire? Tutti, non i soliti 0,2%. Cioè pensionare i ‘paladini della controinformazione’ (grazie, siete stati utili, Barnard incluso), e tornare a fare quello che uomini e donne comuni fecero dal ‘700 al ‘900? Cioè cambiare la Storia?
Oppure ditelo: ne siamo incapaci, troppa fatica, meglio l’infobiotico e rimanere inutili. Fatti da parte Barnard, c’è Annozero stasera.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=96
15.02.2009

Anonimo ha detto...

Il parere di P. Barnard è interessante, direi suggestivo, ma non so.... non mi convince.
Mi pare piuttosto, per stare alla
metafora, che queste dosi massicce di antibiotico IN REALTA'NON RIESCONO A RAGGIUNGERE L'ORGANISMO laddove potrebbero ottenere l' effetto desiderato.
Lascio a voi scoprire perchè....
Io so che vivendo, da operaio, tra operai, sto faticando oltremodo per informare anche uno su cento, comunicare quanto IO SO ma ancora la maggioranza non sa.
Per sapere quanto IO SO ho dovuto studiare, dedicare tempo (tanto), certamente fregarmene di tanti interessi (futili?) di cui sono piene le giornate dei miei "colleghi" e di una gran massa di persone che poi vanno a votare col cervello in pastafrolla...
Scusate l' ultima parte un po' dura, ma lo sconforto sta per sopraffarmi....
Alessandro Baccanelli

Gennaro ha detto...

Io sintetizzerei il mio pensiero in una sola parola :
Equilibrio. Per certi versi mi trovo daccordo con la disamina di Barnard,nel senso di un bombardamento di informazione dalla contro informazione ( per intenderci ,blog,informazione alternativa,libri,etc) che a fronte di una corretta e giusta informazione fanno cmq si che vi sia uno stagnamento nel non prendere decisioni alcuna,come una forma fine a stessa di passiva partecipazione. Dall'altra parte potrebbe anche leggersi come chiave di lettura una voce esclusa che non riesce ad entrare nella cosidetta contro informazione rimanendone ai margini se non del tutto escluso. Certo a vedere il servizio di ieri di rai tre della trasmissione condotta da Iacona in prima serata e dedicata al mondo del lavoro,meglio,ancor ai centinaia di posti di lavoro che si stanno perdendo in tutti i principali settori produttivi della nazione queste disquisizioni secondo me iniziano a perdere di interesse e spessore

Cinzia ha detto...

Non voglio difendere per forza il punto di vista di Paolo, ma intanto vorrei farvi notare che la sua non è una critica bensì un'esortazione rivolta solo ed esclusivamente a quelli come noi che sono già informati e che già sanno come e dove informarsi.

Quello che cerca, a mio parere, di farci notare è che a volte con l'azione si può informare di più che con le parole; oltre al fatto che tutta questa informazione non sembra produrre in noi quell'effetto necessario e indispensabile di reazione.

Insomma dovremmo pur chiederci il perché, darci una risposta valida e conseguentemente trovare una soluzione.

A coloro che, come dice il nostro amico Alessandro, si dedicano a ben altri futili interessi e che ascoltano come un oracolo solo la tele, è difficile convincerli a parole.
Questi ti guardano sempre con diffidenza e non hanno voglia di ascoltare quelli come noi che fanno sempre la parte del grillo parlante.

Negli anni settanta era dalle piazze e con la testimonianza dell'azione che informavamo la gente. Molti, vedendoci sempre in strada a rischiare spesso anche la vita, si fermavano a chiederci chi eravamo e perché lo facevamo. Anche allora l'informazione era schierata in riga col potere. Lo so che ora starete pensando che erano altri tempi e che tutto è profondamente cambiato, ed è più che vero.

E' verissimo.

Per questo motivo credo, così come Paolo, che dovremmo impegnare molte delle energie che disperdiamo nell'angoscia di scovare anche la più remota notizia, a produrre delle nuove strategie di lotta che siano attuali e innovative, che possano colpire il cuore della gente, ormai abituata e assuefatta a tutto da quel maledetto totem televisivo.

Non sarà facile, ma lo dobbiamo fare se vogliamo uscire dallo stallo in cui siamo caduti e che, come in un orribile circolo viziosissimo, ci prostra e ci deprime.
E' questa la chiave di volta, usare intelligenza, creatività e impegno per coniare nuovi linguaggi di comunicazione che possano rimetterci in contatto con una umanità ormai chiusa, sterile, alienata.

In quanto a Paolo, vi posso assicurare che non ha nessun interesse personalistico in tutto ciò. Potete non credermi perché infondo io non sono nessuno per dare garanzie, ma andate da soli a verificare cosa fa nella sua vita. Dall'impegno civico, al giornalismo d'inchiesta fino all'assistenza ai malati terminali di cancro e non se ne vanta, né lo pubblicizza per farsi conoscere (e non è un uomo solo ma c'ha moglie e figli pure lui). Cose che, perdonatemi se mi permetto, ma gente come Travaglio, Grillo, Gabanelli e altri non si sognano nemmeno la notte di fare.

Il fatto è che molti sanno parlare, ma alla parola dovrebbe seguire la testimonianza del vivere ciò che si proclama, e invece questi intellettuali vivono nei salotti ed escono solo per saltare da un convegno all'altro.

Li abbiamo ascoltati, li ascoltiamo,
ci informano, li ringraziamo.
Ma mettetevi in testa che questi sulle barricate (metaforiche, non vi spavetate)
con noi non ci verranno mai.
Il lavoro sporco, quello per cui si suda e si pena, saremo soli a farlo.
Come è sempre stato.

Gli intellettuali le rivoluzioni le teorizzano, ma poi è il popolo a farle. Loro, solo dopo ti rimontano in groppa, quando il peggio è passato, e noi, la storia c'insegna, ci siamo sempre fatti fregare.
Prima e dopo.

Anonimo ha detto...

Grazie Cinzia, sei insuperabile!
Soffro a considerarti di sx.
Il disastro odierno è imputabile senza alcun dubbio a quella parte politica, degenerata irrimediabilmente. Ricordi Giuseppe? Fotografato nel mentre teneva lo striscione "non al trasferimento di Apicella"? L'altro ieri è stato qui a far visita alla madre e mi ha voluto incontrare. Dal 17 gennaio mi ha detto che è diventato un'altra persona. Era un ultrà della Reggina calcio: quel giorno, davanti al CSM dopo aver conosciuto te, Serenetta, Vanni, Annalisa, Silvio, Vulca, Raffaele e i pochi presenti a presidio della giustizia, incluso Stefano Racheli, soffermatosi a parlare con voi. Ha preso atto di aver passato gli ultimi 24 anni, successivi alla sua adolescenza, inutilmente. Mentre il suo paese degenerava, al punto da essere rimasto sconcertato dalle circostanze apprese in quel sol giorno. Inoltre, mi ha raccontato che la sera prima aveva avuto uno scontro durissimo con lo zio che apostrofava de Magistris come un narciso esibizionista. E che quindi il governo bene faceva a legiferare in termini di ridimensionamento dei giudici, divenuti onnipotenti ed incontrollabili. Mi sembra tutto veramente pazzesco, fuori dalla realtà; ha continuato: pensa, mi ha parlato anche di te: hai visto cosa stanno facendo a quell'uomo? Perseguitato da una vita, nonostante sia la persona più buona che io abbia mai conosciuto. Mentre i criminali se la spassano indisturbati. Ecco, Peppe è un ragazzo di una bontà senza limiti, sicuramente ha voluto starmi vicino facendomi intendere la sua consapevolezza dell'incredibile mio caso giudiziario. Io, conoscendo la sua famiglia di poveri e onesti lavoratori, incluso lo zio, sono certo che essi, unitamente, alla stragrande maggioranza dei calabresi della loro stessa categoria, odiano i magistrati. Tante sono le ingiustizie perpetrate impunemente, giornalmente, minutamente, mensilmente, annualmente e così da decenni, contro di loro dalle stesse istituzioni da non credere più ad una Giustizia Giusta ed Uguale per Tutti.
Sai cosa ha fatto la sx calabrese in tutto questo? Si è arroccata al potere grazie alle “grida” contro la Ndrangheta, insinuandosi così, come l'acqua di Forgione, in ogni istituzione. Anche dove governa la dx, in Calabria, ciò è possibile, soltanto, perché così vogliono la sx e l'antimafia!
Cara Cinzia, la Calabria chiede aiuto: i magistrati puliti denuncino i loro colleghi che hanno permesso l'affossamento di una regione di 2 milioni di abitanti, facendo carriere d'oro ai vertici dell'antimafia nazionale. Solo così la società civile calabrese riacquisterà fiducia nei confronti di quel potere dello Stato che avrebbe dovuto vigilare su quello politico e non lo ha fatto!

Gennaro ha detto...

Il problema non risiede più nei nomi ed in chi fornisce l'informazione,in quanto,a parte una credibilità e fiducia acquisita alla fine tale ricerca e convinzione rimane pur sempre di ordine soggettivo,qui si parla di situazione più o meno di stallo della ns nazione. Ora che sia barnard o grillo o pinco pallino a metterla in evidenza poco importa,quello che dovrebbe essere utile è il fatto che queste fonti poi messe tutte insieme portano ad un coordinamento di intenti da maturare concretezza poi nel mondo reale,non so se mi sono spiegato..... Buon lavoro a tutti

Anonimo ha detto...

Ringrazio l'ottima Cinzia per aver preso in considerazione anche le mie perplessità come spunto delle sue sempre interessanti e articolate argomentazioni.
Io non ho simile capacità di scrittura, me ne rendo conto, ma vorrei precisare alcune cose.
Credo di aver colto il senso delle tesi di P. Barnard (in soldoni: "Ne sappiamo abbastanza, basta piangerci addosso e diamoci da fare!"). Rimango comunque in attesa di sapere cosa lui propone di concreto...

Cinzia propone la piazza.
In tal caso:
1) In piazza contano in primo luogo i numeri, che per ora mi sembrano un po' scarsini.
2) Il grosso dell'apparato della dis-informazione abbiamo visto come sia in grado di delegittimare le piazze agli occhi del popolino (non perdo tempo a portare gli esempi che già tutti in questo blog conoscono bene); se poi i numeri sono, appunto, scarsi, ha ancora più buon gioco.
E poi in un periodo come questo può crearsi un'inflazione di piccole manifestazioni, fatte per i più svariati, ancorchè legittimi, motivi, con la conseguenza di creare disaffezione, se non fastidio, da parte dei più.

Ecco perchè, secondo me, rimane ancora fondamentale lavorare affinchè l'informazione corretta sia coordinata x raggiungere la più ampia platea possibile.
Personalmente sarei ancora all' oscuro di TUTTO se non avessi avuto i primi stimoli a informarmi dai varii Travaglio,Guzzanti (Sabina),Grillo... e Di Pietro!

La loro visibilità, ammesso e non concesso che sia da loro cercata per fini non del tutto nobili (come MI PARE abbia sostenuto P. Barnard in altri suoi scritti-chiedo venia se non è così), a me
appare condizione INDISPENSABILE per la diffusione di una coscienza dello stato delle cose in un ambito più ampio, ad es., dei frequentatori di blog analoghi a questo.

Anche a livello pratico (agire!) noto con rammarico che piccoli focolai di resistenza esistono, sì, ma manca ancora un coordinamento, che richiederebbe la capacità di rinunciare alle particolarità e a rancori o incomprensioni personali per raggiungere uno scopo comune.

Tanto x fare un esempio:
da una parte abbiamo Di Pietro con l' IDV, dall' altra Elio Veltri col suo blog, dall' altra Giulietto Chiesa con le sue iniziative..... e tante altre piccole "parrochie" scoordinate che al momento non ho voglia di rintracciare nella mia memoria (ma ognuno di voi ne avrà presente qualcuna).
Dimenticavo! Gli illustri promotori di questo eccezionale spazio di opposizione, che però mi pare destinato a rimanere a sua volta circoscritto nel proprio àmbito...............

Come pensavo, adesso mi sono un po' perso. Perciò mi fermo qui. Sarò molto grato a chiunque vorrà proseguire nell' analisi di questi temi con capacità maggiori
Alessandro Baccanelli

Anonimo ha detto...

Con riferimento al commento delle 10.15:
Lunedì 19 gennaio sulla pagina Commenti della Gazzetta Del Sud un'ampia foto a colori ritraeva Giuseppe che esibiva uno striscione con su scritto "NO AL TRASFERIMENTO DI APICELLA"
Questo il commento di uno dei suoi amici ultras: "non è nella della Reggina ne del Milan, di quale squadra sarà mai quest'APICELLA?"

Annalisa ha detto...

…interessantissimo questo incontro su giustizia e informazione….. vale la pena spendere un po’ di tempo ad ascoltarlo…

x Cinzia: non sono d’accordo sulla premessa di Barnard.
Lui sostiene che siamo sopraffatti dall’informazione e che, nonostante ciò, tale informazione non produca alcun cambiamento. Secondo me però non è per niente vero che siamo sopraffatti dall’informazione.
Magari tutti i cittadini italiani fossero dipendenti dall’informazione!!! Magari!!!
In realtà pochissimi sono davvero informati, o vogliono davvero capire quello che succede intorno a loro, ma la stragrande maggioranza delle persone non accede in nessun modo né a Travaglio, né a Santoro, né a Vulpio, né a Micromega, né a questo blog, e potrei continuare all’infinito. E’ vero che ci sono alcuni (pochi) giornalisti che ci inondano di notizie, ma quelle notizie arrivano a talmente poche persone, che non si vede come, solo queste poche persone possano produrre un sensibile cambiamento sociale. Cioè il problema non è troppa informazione, il problema è che sono troppo poche le persone che accedono all’informazione.
La situazione italiana, secondo me, è quella che è proprio perché la maggior parte degli italiani ignora completamente molte questioni fondamentali, e le ignora perché la grande stampa e la televisione le ignorano, confinando la vera informazione ad una nicchia cui accedono pochi eletti.

Faccio un piccolo esempio: in questi giorni ho letto un supplemento di Micromega, di Marco Travaglio, “lo strano caso del generale Mori”, che parla del processo che si sta svolgendo a Palermo a carico dell’ex capo del sismi ed ex comandante del Ros e del suo collaboratore, per l’accusa di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e che tratta dei famosi mandanti esterni delle stragi e delle trattative tra stato e mafia.
Mentre leggo queste cose, seguo l'andamento delle elezioni e vedo stravincere sempre le stesse forze politiche e mi chiedo: ma, se tutti fossero a conoscenza di queste cose, voterebbero come oggi votano? (forse sì, chi sa, non c’è mai fine alla stupidità umana).
Ma questa è esattamente la ragione per cui a quel processo non ci sono giornalisti, e di quel processo non si sta parlando per niente. Perché forse, sapere che dietro la copertura di latitanti mafiosi ci sia anche la mano di qualche politico, farebbe saltare in aria un intero sistema e questo non può succedere.
Ora io, per quanto volenterosa, non posso proprio seguire il processo di Palermo. C’è qualcuno che lo fa per me, e mi riporta degli stralci, sicché io in 40 pagine riesco a sapere e capire delle cose che mi sarebbero rimaste totalmente ignote. E sono cose che personalmente mi fanno saltare dalla sedia. Questo per me è preziosissimo. E se questo avesse la massima diffusione, allora vedremmo davvero grandi cambiamenti. Infatti non ha diffusione!

Io non riesco proprio a vedere come l’eccessiva informazione possa condurre all’inazione. Mi manca proprio il nesso logico. Certo è invece che la non informazione non può condurre all’azione. Quindi l’informazione è essenziale e non è mai troppa, e bisogna informarsi continuamente, non possiamo mai considerarci arrivati, non siamo mai così informati da poter dire basta, ne so abbastanza, ora passo all’azione. L’azione deve essere sempre accompagnata da un lavoro di informazione e aggiornamento, altrimenti diviene ben presto una cosa staccata dalla realtà, autoreferenziale e ideologica.
Senza contare che trovo che il lavoro dei giornalisti e dei bloggers sia già di per sé “azione”, e produca dei cambiamenti. Non per niente cercano in tutti i modi di bloccarli, zittirli e confinarli nelle riserve.
I giornalisti facciano i giornalisti, i cittadini facciano i cittadini, organizzandosi per agire.
Ma credo che le due cose vadano insieme, necessariamente.

Mimma ha detto...

Il punto che Barnard vuole fare, secondo me, e` che, per molti di noi l' azione si esaurisce in una partecipazione quasi liberatoria a blogs e fonti di informazione e "l' informarsi" diventa fine a se` stesso.
Francamente e` da anni che la penso anch' io cosi` e, nonostante trovi ineguagliabili ed utilissimi tutti i siti che mi possano illuminare, sono d' accordo con Cinzia sulla necessita` di muoversi fisicamente e, direi, sull' urgenza di un' azione che, anche se parte da pochi, potrebbe estendersi a molti!
Con riconoscenza a tutti e. clarke

Anonimo ha detto...

Ragazzi, diciamocelo francamente, non c'è speranza.
E' un muro di gomma.

Questo non vuol dire che non bisogna combattere, e Barnard ha ragione (ma lui che fà?)
Ma siamo così pochi che ormai ci conosciamo tutti e le nostre azioni saranno giusto a futura memoria

"Nel lontano 2009 in Italia un gruppetto di sparuti idealisti lottavano per difendere la giustizia e l'uguaglianza, riposino in pace"

Anonimo ha detto...

Scusate dimenticavo...Vanni Trentalance

Anonimo ha detto...

Credo che occorra interrogarsi innanzitutto su quale informazione sia oggi realmente importante. I commenti di Travaglio (tanto per fare un nome)sull'unità sono spesso di "sensibilizzazione" ma quasi mai "informano" davvero. Anche la critica professionale di molti giornalisti "coraggiosi "fa i conti con il mercato culturale dell'opposizione di mestiere, e sul "mercato" ci devi stare se no i conti, a chi paga i giornalisti ,(le banche tramite gli editori)non tornano.
Scusate l'ironia ma credo che la vera informazione sia più simile all'"Accesso ai dati della Pubblica Amministrazione "della legge 241/90 -il cui spirito liberatorio non è mai stato attuato-che alla propaganda di certi convegni inneggianti alla "libertà e giustizia".
Oggi la "disinformazione "è praticata scientificamente in modo capillare dai pubblici funzionari ,dagli avvocati ,dai consulenti di tutte le risme.
Occorre forse ,per risalire la china , interrogarsi prima sull'informazione di cui c'è davvero bisogno oggi in Italia . Poi passare all'azione. Cristina

nanni64 ha detto...

Per favore.

Spezzettiamo, spezzettiamo, annientiamo ... nulla vale ... e quindi?

Io dico NO.

Non si può paragonare l’informazione alla disinformazione.
Non si può paragonare la lotta, anche della parola, al silenzio.

Non sono risolutivi, questi signori?
Grillo, Vulpio, Travaglio, Felice Lima ....

No. Non lo sono.

Non possono trasformare un popolo di pecore in un uno di Uomini.
Peccato.
Peccato che non abbiano la bacchetta magica.

Ne facciamo a meno?
No.

Eccesso di informazione?
No.
No.


Grande Fratello a reti unificate?
No.

Felice Lima, provocatore di sofferenze inutili?
SI

Preferisco soffrire.....

Tanti anni fa si parlava dei professionisti dell’antimafia ... Poi li hanno ammazzati.....
No. Io dico NO.
Non ci sto. Non ci sto a criminalizzare questi professionisti.
Non ci sto a scrutare il dito che indica la luna.

L’unica cosa che non tollero é dire che anche questo é inutile.


La chiudiamo qui?

Ditemi? La chiudiamo qui?

No.
Non ci riesco.
Non ci sto.

nanni64 ha detto...

P.S. Ciao Vanni.

Sono contenta che ci sei.

Anonimo ha detto...

"Nel lontano 2009 in Italia un gruppetto di sparuti idealisti lottavano per difendere la giustizia e l'uguaglianza, riposino in pace"

Fa sempre sentir bene credere di far parte di una ristretta élite.

Credere, appunto.

Cinzia ha detto...

Innanzi tutto prima di venire al merito della questione concedetemi un momento d'ilarità. Il commento dell'Anonimo del 17 febbraio 2009 ore 16.54, che se è come credo Bartolo, pregherei vivamente a questo punto di registrarsi nel blog in modo da non poterlo confondere con le centinaia di anonimi che hanno scritto fino ad oggi, come dicevo il suo commento mi ha fatto troppo ridere.

Veniamo a noi e alle cose serie.

In linea generale posso dire di essere davvero contenta di aver suscitato questa discussione con la pubblicazione dell'articolo di Paolo.

Nel dettaglio vorrei dire che non credo egli intendesse che non dobbiamo più informarci, ma solo agire. E' chiaro che la sua era solo una provocazione e come dice Annalisa l'informazione deve necessariamente e costantemente affiancarsi all'azione.

Poi vorrei precisare ad Alessandro che la mia proposta non è la piazza, anzi. In realtà il mio era solo un esempio di esperienza vissuta, ma considerando come sono andate le cose allora e come sono cambiate le cose ora, concordo perfettamente con lui che la piazza intesa come manifestazioni di dissenso, così come ancora le proponiamo e le realizziamo, ormai siano una forma di lotta obsoleta e superata, che spesso suscita anche un certo fastidio se non peggio un’indifferenza cronica.

Ma infondo è proprio questo che voglio fare, quello che facciamo qui, discuterne, confrontarsi, per far sì che possano scaturire e perfezionarsi idee. Non sono cose che si fanno in un giorno, ma se mai s’inizia e se non si considera questo come un lavoro indispensabile e oramai improrogabile non riusciremo a cavare un ragno dal buco, come sì suol dire.

Io credo che chiunque riuscirà a creare delle nuove idee convoglierà inevitabilmente verso di se molto di quel dissenso oggi sparpagliato in mille rivoli. Come fece a suo tempo Grillo.

Ciò che ci aiuterà affiancandoci sarà l’inevitabile tracollo sociale ed economico che man mano diverrà sempre meno contenibile, considerando il fatto che nessun governo se ne sta occupando in modo serio e con programmi organici a medio e lungo termine. Sembra brutto da dire così, nudo e crudo, ma solo stare peggio potrà spingere tutti a cercare una strada finora mai percorsa per stare meglio.

Per chi ha già coscienza, la responsabilità è di non farsi cogliere impreparati, ma di progettare fin da ora (che infondo non è neanche così tempestivo) delle strategie di reazione.

Volendo riprendere il discorso di Annalisa, in questo lavoro da fare c’è anche quello di trovare dei mezzi di comunicazione popolari e alternativi al web. E’ questo che intendo quando parlo di nuove strategie comunicative che arrivino al cuore della gente.

Ormai le persone vivono una realtà asettica, tutta mediata dai mezzi di comunicazione; nessuno fa più politica nelle strade, nelle sedi di partito o movimento, niente di tutto ciò esiste più.

Invece quello che bisogna tornare a fare, anche se in modo tutto nuovo, è parlare. Parlare con gli altri, parlare con tutti. Di nuovo mischiarsi fra la gente cercare il contatto che tutti ormai schivano.
Nessuno vuole più farsi avvicinare, ma poi in realtà chiunque si sente solo e alienato dagli altri.

Questa non è una condizione naturale per l’animale uomo. Dobbiamo vincerla prima che lei vinca noi.

Credo che questo passaggio sia importantissimo, forse più di tutti gli altri che all’apparenza sembrano tanto più nobili.

Ricostruire il contatto umano, è quello che dà fiducia e getta le basi dell’ascolto e dello scambio. Vincere la diffidenza, superare i personalismi, accogliere la differenza.

Ho sempre pensato che le battaglie degli anni passati ('60 e '70) le abbiamo perse miseramente proprio per questi motivi.

Quando allora si affermava che il personale è politico erano soltanto vuote parole, nella realtà se nei collettivi ti azzardavi a parlare dei tuoi problemi personali eri preso a pesci in faccia.
Faceva tanto più figo parlare della rivoluzione in Nicaragua o della repressione cilena, piuttosto che dei problemi che avevamo tutti, nessuno escluso, con i nostri genitori o con l'altro sesso.
Risultato: a quarant'anni i sopravvissuti tutti in terapia analitica e la lotta sotto un treno!

Grande errore, madornale direi.

La verità io la intravedevo già da allora e sentivo che così ci saremmo allontanati inevitabilmente dalla realtà e dalla gente.
Ora lo so.
Avevo ragioni da vendere.
Ma ero solo una ragazzina.
Adesso sono una donna e posso dirlo senza timore che se non lavoriamo ad un vero e proprio atto di umiltà partendo dalle piccole cose, nostre e di chiunque altro ci sta accanto, non avremo scampo neanche questa volta.

Stavolta dobbiamo saper includere e non più escludere.

In quanto alla domanda che tutti vi siete posti e cioè:
cosa fa Paolo? che propone Paolo?
Scusate se mi permetto di rispondere con un liberatorio:
ma chissenefrega!!!
(e sono certa che Paolo stesso lo apprezzerebbe)

Le persone come lui, così come tutti gli altri che fanno contro-informazione sono solo strumenti utili al raggiungimento di un certo grado di coscienza.
Non stiamo a preoccuparci di cosa fanno, faranno o farebbero loro, preoccupiamoci solo di cosa possiamo fare NOI qui e ora.

Concedetemi ancora un piccolissimo post scriptum per Vanni.
Ti prego Vanni non essere così pessimista, momenti di sconforto li abbiamo tutti ed è vero ciò che dici, ma domani è un giorno nuovo e dobbiamo andare avanti, non abbiamo molta scelta e questo lo sai anche tu.
Quando si supera la soglia dell'ignavia l'unico modo per salvarsi è continuare a lottare a dispetto di tutto e solo questo ci tiene in vita regalandoci una qualche speranza per un futuro migliore, che forse noi non vedremo, ma che l'umanità potrà cogliere. Quando ti senti sconsolato, lasciati abbracciare.

Con affetto per tutti e in particolare per Vanni che oggi vive un momento nero.

Anonimo ha detto...

Sono Paolo Barnard. Berlusconi è eletto dagli italiani. Questi italiani sanno benissimo chi è, e se ne fregano, anzi, lo ammirano. Non è assolutamente vero che essi ignorano le rivelazioni dei 'paladini' dell'Antisistema, dei Travaglio e Co. E non è assolutamente vero che se conoscessero il dettaglio numero 3.452 del libro numero 197 dei Travaglio e Co., o del dibattito numero 1.651 dei medesimi, allora sì che voterebbero giusto. Ma via! Chi in Italia non ha mai visto i programmi di Santoro almeno qualche volta in 15 anni? Chi non ha mai letto una riga su Grillo e sui suoi V-day, che hanno riempito le cornache per mesi? Stella bombarda la 'Casta' dalle pagine del Corriere, non dell'oscuro blog Guerrillainfo. Chi non sa che Berlusconi è un multimiliardario ex amico di Craxi? E chi non sa chi fu Craxi e il suo PSI? Chi anche semplicemente non sa che i politici sono sempre bugiardi, che i miliardari sono sempre degli intrallazzoni, chi in questo Paese non sa che dall'epoca degli Andreotti/Gava/De Mita a oggi Roma è "ladrona"?
No, la realtà è che se si parla agli italiani medi si scopre che essi sanno benissimo che la politica è una fogna, lo sanno da 50 anni, ma se ne fregano. Oggi lo votano il Berlusconi. E l'altro 40% degli elettori, quelli che votano la versione tiepida della stessa minestra, in maggioranza replicano la meschinità italiana nei loro comportamenti quotidiani sul lavoro, nel business, nella vita civica.
Questo ping-pong demenziale dei 'paladini' dell'Antisistema di gridarci la miliardesima nozione sullo stesso tema a fronte del chissenefrega stramaggioritario degli italiani da 50 anni, serve solo a loro, a divenire famosi e ricchi. Vi prendono per il sedere.
Ciò che serve è buttare a mare quei 'paladini' e le loro opere e guardaci tutti in faccia: siamo un popolo di incapaci, parrocchiali, e bugiardi, solo brillanti nel frustare le nostre ombre sul muro quando ci attizzano a farlo, ma mai e poi mai onesti abbastanza dal dire una volta per tutte che l'Italia vegogna europea siamo NOI.

Anonimo ha detto...

Ecco, come volevasi dimostrare, qualcuno meglio di me ha saputo esporre le mie perplessità sul tema "troppa informazione":

GRAZIE ANNALISA!

Per quanto riguarda il "cosa possiamo fare", escludendo suicidio, apatia o fuga all'estero.......(?!?!), posso dire cosa faccio io negli angusti limiti della mia vita quotidiana:

1)stampo i post più sintetici e incisivi e li distribuisco alle persone che conosco, oltre ad APPENDERLI NELLA BACHECA della fabbrica in cui lavoro...
E vi dico che (per quanto la classe operaia in media non brilli per preparazione culturale e/o disponibilità a interessarsi di temi che esulino dal calcio et similia) qualche piccolo successo in termini di interesse sto cominciando ad averlo.

2)utilizzo le e-mail x lo stesso motivo e x diffondere la conoscenza di appelli cui aderire (come x es. "Rompiamo il silenzio" del sito www.libertaegiustizia.it).

Insomma, un po' sconfortato sì, ma, cribbio, non mi arrendo!

Oggi poi mi è balenata un'idea che non mi pare essere del tutto peregrina:

SE REALIZZASSIMO UN SEGNO DISTINTIVO da indossare, pensate a un distintivo, appunto, tipo squadra di calcio, oppure.....
CHI SI RICORDA IL "SOLE CHE RIDE" (che di fatto aiutò a vincere un referendum, senza qui entrare nel merito se fosse giusto o sbagliato)?
Potrebbe ad es. portare la scritta: "IO SO", oppure "RESISTERE,RESISTERE,RESISTERE"........

A parte il fatto di poterci subito riconoscere in tutta Italia nel caso ci incontrassimo, uno stemma simile potrebbe creare curiosità e avviare un dialogo con qualsiasi persona ci capitasse di incrociare durante la giornata.

Davvero sarebbe un'idea tanto stupida?

Alessandro Baccanelli

P.s.: nel mio prec. post delle h.16,17 potreste aggiungere una "c" a quel brutto "parrochie"?

Grazie. Un caldo saluto a tutti

Mimma ha detto...

...I sermoni non bastano piu`...
secondo Clementina Forleo in questa intervista:

http://www.youtube.com/watch?v=Qswb4vQAdmc&feature=channel

Anonimo ha detto...

Perfettamente d'accordo con Paolo Barnard.
Gli chiedo (a lui come alla classe intellettuale italiana) perché non osa fare di più! Non basta dire che la colpa è dell'italiano medio che sa e se ne "fotte" delle porcate commesse dai dominanti. Bisogna anche aggiungere che gli intellettuali sono asserviti al potere. Ed usano le mafie per giustificarsi del loro servilismo e delle porcate dei loro padroni!

Vittorio Ferraro ha detto...

Sono d'accordo sul fatto che dobbiamo anche imparare ad agire, ma aggiungo che d'informazione non ce n'è mai abbastanza... d'informazione buona intendo: perchè è sempre drogata o censurata.

Ed allora diventa un dovere "mobilitare le coscienze" perchè "è la Repubblica ad imporcelo".

Sono le parole con le quali si chiude un interessante intervento (a proposito di informazione) di Gianni Ferrara, dal titolo "non dobbiamo aspettare", che si può leggere su: www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/libertadiritti/ferrara.html.

Anonimo ha detto...

Sono Paolo Barnard. Alessandro Baccanelli è la più cristallina personificazione di quanto io vado invocando. Una persona comune che si mette al centro, che si sostituisce ai Guru e che si mette sul loro stesso piano di importanza; uno che di conseguenza fa concretamente cose utili per cambiare la Storia e le fa nei luoghi che contano davvero, e non nei crocchi dei soliti noti. Una persona che si mette al centro e che teorizza la propria azione con proprie idee (i distintivi come mezzo per innescare un colloquio con gente comune, egregio!) del tutto scollegate ai diktat dei 'paladini'. Grazie Baccanelli per aver fornito questo esempio, più utile di cento miei articoli.
All'anonimo che mi chiede, in quanto 'intellettuale', di fare di più, rispondo: io non mi limito a scrivere, sono decenni che faccio cose concrete, nel micro e nel macro, agisco, mi faccio sentire come cittadino in cento settori diversi. Al punto da essere divenuto un 'appestato'.

Anonimo ha detto...

Ma era Paolo Barnard veramente?

Sono d'accordo con lui, ormai le denunce di Travaglio , Grillo e co non servono più.Chi vuol sapere sa

Però ammetterà Barnard che il 90 per cento dei votanti guarda la televisione che è completamente controllata. Non basta vedere Santoro di striscio e poi in fila TG1 TG2 TG4 TG5 sTRISCIA LA NOTIZIA VESPA MENTANA GRANDE FRATELLO ECC. perchè il rapporto è di 90 a 1. La televisione è COMPLETAMENTE CONTROLLATA.
Quindi, non capisco a cosa serva buttare giù i paladini dell'antiinformazione e non saprei nemmeno come. Non se ne potrebbero solo affiancare altri che sappiano incidere - perchè tutti siamo d'accordo credo ormai, che Grillo Travaglio ecc non sappiano incidere, su questo Barnard ha ragione.. - ?
Ad esempio mi sembra che MICROMEGA stia tentando di fare qualcosa o no? E la televisione di Pandora? Le liste civiche di Grillo? è solo fumo negli occhi? forse si, e mi piacerebbe sapere Barnard cosa ne pensa nel merito di ognuna, ma se non ci fossero cosa cambierebbe?
Barnard qui parliamo di un gigante con 6 televisioni,pubblicità e praticamente tutti i giornali. Non è facile per nessuno, comunque, buttarlo giù, e nemmeno scalfirlo..

Che dobbiamo fare? L'autoresponsabilizzazione è il primo punto ma qui in questo blog tutti ci siamo arrivati credo. Ci organizziamo pure da soli le Manifestazioni..

Vanni

Anonimo ha detto...

Per Paolo Barnard.
Grazie della risposta!
Mi rode che gli intellettuali (veri) non osano intervenire quando il potere fa assurgere ad eroe internazionale un ragazzo che, per quanto illuminato, ha soltanto scritto un libro sulla Camorra. Va bene scrivere contro la Camorra ma, il silenzio degli intellettuali che sanno benissimo che questa è composta soltanto da paralitici-disadattati-cialtroni mentre, i veri camorristi stanno al governo, è, per usare le parole di Di Pietro, un silenzio mafioso!

Luigi Morsello ha detto...

Ho l'impressione che Paolo Barnardi, la cui vicenda con Report conosco molto bene (ho anche solidarizzato con lui) abbia il dente avvelenato e ciò mi fa ulteriormente pensare che sia poco lucido nel teorizzare l'inutilità di grandi firme del giornalismo italiano, non condivido questo disprezzo, così come non mi è piaciuto che la Rai e la Milena Gabanelli l'abbiano abbandonato al suo destino.
Infatti, non guardo più Report da allora, per me non è credibile chi si comporta così.
Però Paolo Barnard, la prego, il suo mi sembra nichilismo e basta.

Gennaro ha detto...

La cosa più tragicomica è che se eliminiamo la informazione pilotata,la contro informazione, i vari guru ( come qualcuno li definisce) i blog, i libri settoriali ( ad es tipo i complici di lirio abbate) le varie agenzie di stampa,scusate ma da chi devo andarmi ad informare alla fine dal salumiere ? :D Buon lavoro a tutti

Luigi Morsello ha detto...

Chiedo venia, ho aggiunto al cognome del giornalista Barnard una i che non ne fa parte.
Sono sicuro che sarò perdonato.

Anonimo ha detto...

Poche cose ma lunghe, per punti, scusatemi ma è molto che non scrivo:

1- a Cinzia: "solo stare peggio potrà spingere tutti a cercare una strada finora mai percorsa per stare meglio" non è vero. Mi dispiace tanto ma abbiamo ampiamente dimostrato che se c'è una cosa di cui noi italiani non sappiamo fare a meno è scavare. Pur di non fare la fatica di alzare la testa o di provare a risalire.

2- a Paolo Barnard: io non sono nessuno, e nel mio piccolo faccio qualcosa, troppo poco forse. Sono d'accordo con la necessità di azione ma in primis questo non significa affatto che i cosiddetti "paladini" dell'informazione non servano, peggio che siano addirittura dannosi. Io non sono giornalista e non ho tempo di cercarmele da sola le notizie, se qualcuno di affidabile lo fa per me e magari mi fa anche qualche sunto ottengo informazioni che altrimenti non avrei. Non è un antibiotico, è solo un ingrediente dell'antibiotico e se mancano gli altri non può fare nulla. Comunque a differenza di ciò che avviene nella metafora medica non può mai essere troppo. Ogni giorno in cui scopro qualcosa di nuovo ho un argomento diverso in mano, con cui magari raggiungo la coscienza di chi fino a quel momento non si è mosso, indifferente alle altre argomentazioni. La politica riguarda tutti, e prima o poi questo scempio toccherà una libertà diversa a ciascuno di noi, quella senza cui ciascuno di noi non può vivere, e non è per tutti la stessa.
Seconda cosa: nel suo ragionamento c'è un corto circuito (e non vuol dire che sia un errore, perché è proprio così). Se è vero che la gente vota Berlusconi pur sapendo, poiché essa stessa nella vita non rinuncerebbe mai ai sotterfugi più subdoli per fregare il proprio vicino, allora paladini o agitatori o reazionari non fa differenza. Saremo noi ad essere "stigmatizzati", ci lasceranno sguazzare un po' e poi l'ondata di indifferenti e "diversamente onesti" ci ricoprirà di nuovo.

3- in generale: non è vero che siamo tutti molto informati. Io parlo di continuo con persone che non solo non sono informate, ma non mi credono quando spiego loro le logiche cristalline del potere, e mi danno della "comunista". Secondo voi queste sono persone cui si può fare qualcosa di diverso dal lavaggio del cervello? Perché questo è il punto: se io lo faccio loro, e li convinco di ciò che li informo, non ho ottenuto nulla, anzi. Forse è peggio. Avrò della gente che acriticamente diventa fanatica di una parte che vede come opposta a ciò in cui credeva prima. Se non sanno o non vogliono ragionare, la democrazia va a farsi fottere comunque. Anche se smettono di votare Berlusconi.
La maggior parte degli italiani non ascolta, non cerca di capire: assimila, apprende. E basta. E attende un messia che risolva il problema per lei. Un nuovo leader politico, una nazione democratica che esporti la democrazia qui, un esilio volontario che risolva ogni cosa.

L'unica cosa che mi sento di poter affermare con assoluta certezza è che l'unica soluzione non sarà per noi, ma per i nostri pro-pro-pro-nipoti.
Se saremo capaci di insegnare ai nostri figli, e di far sì che loro insegnino ai propri, che nonostante qualunque avversità il nostro primo e unico dovere in ogni piccolo gesto quotidiano è essere onesti, corretti e altruisti (nel senso che viviamo in una società, e pertanto ciò che facciamo agli altri, o all'ambiente, lo facciamo a noi stessi), forse potremo "moltiplicarci", e quando saremo la maggioranza (a patto di non smettere la catena nemmeno allora) il sistema sarà migliore, e più vivibile.

Non si può brontolare per l'inquinamento e buttare nello stesso cestino carta e plastica.
Non si può lamentarsi della criminalità e votare Berlusconi.
Non si può criticare la gente scorretta o maleducata e far finta di niente se una cassiera ci dà un euro di resto di troppo.
Non si può.

Ecco cosa dobbiamo fare. Noi, nel quotidiano, nel piccolo. E parlare, diffondere un'informazione che comunque non c'è, è ancora troppo poca, come fa anche Alessandro Baccanelli, cui va tutta la mia stima.
E se vogliamo fare di più possiamo solo proseguire qui, ma non ai semplici fini di scarico della coscienza e di dire la nostra sulle notizie del giorno. Bensì sull'elaborazione di un programma. Azioni sono anche queste. Come il discorso delle liste civiche di Grillo. Io l'ho già proposto qui nel blog. Camilleri ha proposto il partito dei senza partito, io ho proposto l'elaborazione del relativo programma.
Naturalmente con la capacità di non ergersi a paladini unici e metterci in competizione con tutte le altre piccole realtà che tentano la stessa cosa (come troppo spesso, a mio avviso, Giulietti fa). Ma proponendo magari il programma elaborato (su singoli temi) a chi riesce a salire: qui ad una lista civica di Grillo, lì ad un'altra, qua all'IDV, là al partito dei senza partito...

Silvia.

Anonimo ha detto...

Sono onorato x l'apprezzamento espresso da Paolo Barnard nei miei confronti... Che dire? Ha solleticato la mia vanità di persona comune che riceve un complimento da parte di un personaggio noto e che gode della mia stima. Potrei dire di aver goduto di quel breve momento di .."fama" di cui parlava Andy Wahrol!

Ma a parte queste facezie, devo comunque ricordare a Paolo Barnard che, senza il lavoro quotidiano dei giornalisti che lui ritiene sovraesposti, SOPRATTUTTO a uno come me mancherebbe la benzina per fare quella che potrei definire "controinformazione".

E poi mi permetto di far notare che, nella mia realtà, la percezione della VERITA' politico-economica non è affatto così diffusa e trasparente come la dipinge lui;
forse nel suo ambiente esiste tutta quella conoscenza, quella consapevolezza, ma qui "fra noi"(!?!?) nella migliore delle ipotesi le persone sono solo confuse, disinformate (quindi immaginatevi la peggiore ipotesi!).

Per quanto riguarda l'ideuzza:
io non ho certo i mezzi x realizzare distintivi o spille e distribuirli x tutta la penisola!
Quindi se qualcuno trova interessante l'idea, mi aiuti a divulgarla, ognuno coi propri mezzi. Solo qualora raggiungesse gli organizzatori di qualche importante manifestazione nazionale avrebbe la possibilità di essere realizzata.

Altre idee concrete?

Alessandro Baccanelli

Anonimo ha detto...

Il problema non sono le "Griffe" dell'informazione o "controinformazione" ,il problema è che nel degrado generalizzato dell'"industria culturale" queste sono inalberate come nuovi "totem e tabù"per le mandrie di pecoroni al pascolo.Per il resto c'è solo il deserto. A parte questo Blog e poco altro. Solidarizzo con Paolo Barnard per la vicenda Report. Cristina

Annalisa ha detto...

Caro Paolo, grazie davvero per essere intervenuto su questo blog. Mi permetto di replicare di nuovo a quello che dici. Premetto che sono d’accordo col tuo discorso di fondo; le responsabilità per come sono andate le cose in Italia e per come stanno andando son di tutti e di ciascuno. Penso tuttavia che ci siano gradi differenti di responsabilità da cittadino a cittadino, da operaio ad operaio, da giornalista a giornalista e così via.
Sono d’accordo che molti italiani accettano il sistema perché da esso traggono vantaggio, ma anche spesso sostentamento.
Sono d’accordo anche sul fatto che non bisogna avere paladini/miti e non bisogna affidarsi solo agli altri sperando che prima o poi qualcosa cambi, bensì agire personalmente e insieme alle persone con cui si crea condivisione.
Sono d’accordo sul considerare le nostre responsabilità prima di tutto.
Ma veramente vorrei risponderti su alcune cose che hai detto, sulle quali non sono del tutto d’accordo.
Allora, tu dici che gli italiani sanno benissimo tutto, ma se ne fregano. Non dubito che ci sia una parte che sa e se ne frega. In verità la maggior parte degli italiani conosce ben poco. La massa di informazioni/notizie (sia corrette che strumentalmente false) vomitata da tutti i media disponibili, crea un cortocircuito che impedisce la “conoscenza” dei fatti. Cosicché le informazioni corrette diventano del tutto inefficaci.
Cosa sanno gli italiani della giustizia? Sanno che c’è la guerra tra procure! Cosa sanno davvero sulla mafia, sulle stragi? Percepiscono solo quando le cellule militari agiscono, ma poi? Cosa sanno su quello che è successo veramente a Gaza? Sanno che l’assassinio di migliaia di persone è solo legittima difesa. Tu ti occupi di Gaza e di Medio Oriente, vorresti dirmi che la stampa italiana ha fatto una informazione corretta e approfondita?
Hai mai provato a fare il nome di De Magistris a qualcuno e sentire cosa ti risponde?
Io ho discusso aspramente con una persona perché sosteneva che Andreotti è stato assolto. Punto. Perché i media hanno riportato a “voci unificate” che Andreotti è stato assolto. Punto. Se parli in giro con la gente, anche gente che ha studiato, ti accorgi che sono fortissimamente condizionati, direi plagiati da quello che sentono costantemente in televisione. Ripetono come pappagalli le frasi della tv, tipo “siamo tutti intercettati”.
Se anche considerassimo le voci di dissenso in questo desolante panorama dell’informazione, ci accorgeremmo che esse non possono certo competere col martellamento quotidiano di imbrogli e mistificazioni che la televisione ed i giornali fanno.
La vera informazione, ammesso che ci sia, è costantemente resa inefficace dal martellamento della disinformazione. È come ascoltare un coro a 100 voci che canta in DO e contemporaneamente una vocina flebile che canta in SOL. Alla fine la tonalità che rimarrebbe in testa sarebbe quella del coro, sarebbe il DO. Non si può confrontare la potenza dei telegiornali e di tutti i programmetti affiliati, con una puntata singola di Santoro… perché Santoro, appunto, lo senti una volta, le altre cose le senti sempre.
Io non guardo più TG, e noto che le notizie che le persone a me vicine riportano dei TG sono: le previsioni del tempo, Berlusconi che ha fatto cucù, dettagli macabri su casi di cronaca nera, ed altre cose del genere. Nessuno mai è venuto a dirmi preoccupato: ma lo sai che hanno approvato il lodo alfano?
Poi tu dici che anche se conoscessero il dettaglio neanche allora voterebbero giusto. Vero! Ma io non sto parlando di dettaglio. Io sto parlando di avere cognizione di alcuni passaggi fondamentali della storia del nostro paese. Insomma “conoscerla”. E questa conoscenza manca assolutamente, perché ogni informazione, ogni analisi storica che viene presentata al grande pubblico è funzionale agli obiettivi di pochi potenti.
Dici che il v-day ha riempito le cronache per mesi. Ma cosa hanno raccontato di quell’evento? Quello che hanno raccontato anche della manifestazione a Piazza Farnese? O a Piazza Navona? Guarda potrei fare infiniti esempi di come le notizie vengono belle che impacchettate, vendute agli italiani, per raggiungere obiettivi precisi. Insomma: MISTIFICAZIONE!
D’altra parte, se davvero l’informazione fosse così ininfluente sui comportamenti e le scelte della collettività, perché chi ci governa ne ha tanta paura? Perché c’è bisogno di controllarla? Perché il controllo sulle televisioni sarebbe così importante? Perché c’è bisogno di controllare addirittura il web? Perché le grandi testate giornalistiche hanno occupato i “primi posti” tra i piani della p2?
Perché l’informazione, piano piano, “sedimentando”, si trasforma in coscienza critica e, in qualche caso, in azione.

Devo constatare che del caso De Magistris, in televisione, hanno parlato pochissimi giornalisti. Ne parlò per la prima volta Riccardo Iacona nell’estate 2007, con una intervista, e poi Santoro. Io sono grata a questi giornalisti, perché se non ci fossero stati loro, questa questione sarebbe stata seppellita da subito. E questo è un fatto.

Io non penso che il problema siano quelli che tu chiami paladini. Penso che i bravi giornalisti (permettimi di annoverarti tra questi), che sono pochi, nella situazione in cui siamo rivestono un ruolo decisivo. Penso però che, come dici tu, non bisogna fermarsi lì, bisogna andare avanti. Ma non credo che prendersela con le uniche persone che si occupano di certi temi sia una strategia vincente.
Se i personaggi diventano dei miti è perché la “informazione unica” è talmente invadente da farli sembrare degli eroi, ma questo non è mica colpa loro, e neanche di coloro che li vedono come miti, bensì del fatto che l’informazione non c’è e farla diventa eroico.

Ultima cosa: se l’informazione e il dibattito non servono a niente, allora diciamo a chi gestisce questo blog di chiuderlo (è solo una battuta ovviamente!). :-)

Anonimo ha detto...

Io non sono troppo d'accordo con Paolo Barnard.
Purtroppo quanto ci viene trasmesso dal piccolo manipolo dei giornalisti non asserviti finisce con l'essere ripetitivo.
Io stesso mi sono connesso a Radio radicale al link segnalato in questo blog e poi ho abbandonato: conoscevo già quanto affermava l'oratore. Troppa informazione allora? Per niente. Troppo pochi i giornalisti che ci informano veramente e troppo "monotona" la loro informazione. Altra faccenda per quel che concerne i massmedia a disposizione della casta: informazione con infinite modulazioni, abbondanza di notizie distorte, notizie "leggere", programmi e divertimenti in abbondanza. Fede è meno monotono di Travaglio. Può pure inventare a volontà. In un certo senso ha più libertà di Travaglio.
Io non voglio toccare l'argomento delle motivazioni degli italiani al momento del voto perchè la natura del blog e l'essere io anonimo mi suggeriscono dei limiti; ma si deve pensare che i cittadini hanno poco tempo a disposizione per informarsi e più sono assillati meno si informano.
In altri tempi, più prosperi degli attuali, i cittadini si informavano maggiormente, ma oggi credete che i milioni di precari abbiano il gusto, il tempo, la voglia e l'impulso per dedicarsi a dei temi politici? Vale in questo caso quanto scrisse Manzoni riguardo alla rivolta del pane: le persone insorgono per qualcosa che ritengono ingiusto per poi tacere e subire quando l'ingiustizia arriva al suo colmo.
Barnard dice in fondo a noi tutti: meno chiacchiere e più azioni. Presto detto, ma ci siamo contati?
Certo la Nuzzi ha dato un grande esempio, ma quali erano le possibilità di azione a disposizione di chi era al suo fianco? Cosa è successo di perverso in questi ultimi cinquanta anni? Quaranta anni fa all'istituto superiore della sanità un valente funzionario fu messo sotto accusa perchè scandalosamente si rifiutava di rubare. Fu pure incarcerato e ..... privato di stipendio (!!).
La stampa dall'estrema sinistra all'estrema destra (pure Il Secolo!!) insorse e la campagna di stampa fu così massiccia che si dovette assolvere il funzionario onesto e condannare (con pene ridicole, d'accordo!) i malversatori. Ora, con i massmedia sovvenzionati o tenuti alla briglia e con i cittadini male informati che si può fare?
Eppure io non credo che il manipolo dei dissenzienti sia veramente inutile. Io continuo a sperare che presto o tardi possa esistere una situazione favorevole per arrivare a mutare il rapporto di forze, anche grazie alla testardaggine dei fatti e di chi li porta a nostra conoscenza.

Anonimo ha detto...

Sono Paolo Barnard. Rigrazio tutti dell'attenzione, e aggiungo che non potrò sostare qui molto oltre, per limiti oggettivi di tempo.
Fornisco una serie di risposte ai temi sollevati:

Non ho mai detto che l'informazione debba essere del tutto fermata. Dico che essa dovrebbe essere il 20% dell'intero pacchetto, con l'azione all'80%. Oggi invece manca del tutto l'80% di azione e l'informazione è divenuta il 99,9% dell'attività dell'Antisistema italiano. Questo è tragico. Ha scritto bene uno/a di voi: "l'informazione è solo un ingrediente dell'antibiotico e se mancano gli altri non può fare nulla". Infatti, il dramma è che manca tutto il resto, e allora io dico da anni che invece che propinare informazione a tamburo battente si deve accorrere con urgenza a ricreare quel resto che manca. L'ho scritto ovunque nel mio sito. Ho detto ai personaggi noti di sgonfiarsi, e di dedicare molto più tempo a permettere alle persone di ingrandirsi, proprio per ricreare quella parte che manca.

Mi si dice "non è vdero che siamo tutti più che informati". Dissento. La vita quotidiana di ogni cittadino, anche in assenza dei media, ti racconta più che abbondantemente cosa non va in questo Paese. Te lo racconta in negozio, in Comune, alle poste, in ospedale, nell'urbanistica, al momento di comprare i libri per i figli o di prenotare una visita medica, al momento di cercar lavoro o di chiedere un mutuo, o quando guardiamo in faccia i nostri figli e ci domandiamo che futuro avranno e con che mezzi; te lo racconta quando tentiamo di protestare per qualsiasi cosa, quando accendiamo la televisione e vediamo le immagini della sofferenza nel mondo; te lo racconta al momento di pagare una fattura, o negli orribili ambienti di lavoro medi, osservando come è ridotta l'immagine della donna in Italia, o quanto tempo abbiamo (cioè non abbiamo più) per dedicarci alla nostra vita, alla nostra anima, ai figli. Ce n'è a sufficienza, a stragrande sufficienza per urlare dalla rabbia, per ribellarsi a costo della vita, anche senza conoscere un accidenti del signor De Magistris o della sentenza 3.419 nel libro 341 di Travaglio. Queste cose erano note 50, 40, 30, 20 anni fa, oltre, scusate, a essere noto a TUTTI sa SEMPRE che i politici rubano. Ma come si fa a dire che la gente non lo sa? "Piove, governo ladro" ha 80 anni. Ma nessuno fa più nulla, nulla, neppure quando per una TAC salvavita devono chedere un prestito sotto casa o rassegnarsi a una condanna a morte. Ma lo capite quale è il problema? Siamo annichiliti già a fronte di cose abnormi e macroscopiche nell'esistenza di base. E ce lo risolve conoscere il caso De Magistris nei dettagli? o il processo Mills?

Il ruolo dei media nella condotta politica degli italiani è assurdamente ingigantito. A parte il fatto che Berlusconi ha avuto tutti i maggiori quotidiani italiani contro per anni, e ha stravinto lo stesso; ha avuto Confindustria contro con i loro media e le loro logge ecc., ma ha stravinto. A parte il fatto che mi dovete spiegare come è possibile che anche mentre Berlusconi possedeva tutti sti media, alle amministrative perdeva a man bassa, ma vinceva alle politiche. Allora sti media contano o no? A parte questo, pochi comprendono a cosa veramente serva il controllo dei media. NON serve a vincere le elezioni, serve a istupidire la gente affinchè appunto non si ribelli più, anche di fronte alla conoscenza e/o esperienza sulla propria pelle dell'orrenda vita che ci impongono. A questo serve.

Non ho nessun dente avvelenato, io sono solo sconsolato, avvilito da come una cricca di 'paladini' apertamente affaristi e avvinghiati alla loro fama stia rintronando la testa dei pochissimi italiani ancora potenzialmente attivi. Mi indigna che nessuno di loro si degni di aiutare gli italiani a crescere, e invece si pongono come ipertofiche star che ci fanno sentire ancora più dipendenti da loro e singolarmente incapaci.

Nichilismo? Il mio sito straripa di proposte, nero su bianco.

La differenza fra Gaza e Italia è che di Palestina noi non sappiamo veramente nulla, mentre,come ho scritto, di Italia sappiamo tutto quanto basterebbe per una rivolta nelle strade, e lo sappiamo da decenni.

Il disastro nazionale assoluto, quello che per me supera milioni di volte qualsiasi collusione mafiosa o corruttela del potere, è stato involontariamente scritto da uno/a di voi qui: "io non sono nessuno", è stata la premessa di un intervento. Ecco a cosa ci hanno ridotti, e siamo milioni. A sentirci piccoli, e chi si sente piccolo non guida il proprio tempo, non può cambiare la propria Storia. Questa è l'emergenza nazionale, altro che conflitto d'interessi o giustizia. Se fossimo aiutati a porci al centro, a sentirci detentori di diritti inalienabili e dunque di doveri precisi, diventeremmo cittadini protagonisti e ci potremmo sbarazzare di qualunque Berlusconi o Cuffaro o D'Alema o legge truffa in un attimo. I popoli cambiano la Storia, lo hanno sempre fatto anche prima di internet, prima della tv o di Travaglio. Perché noi no? Perché noi mai?
Un saluto a tutti. B.

Luciana ha detto...

Sarò breve.

X Paolo Barnard.

Stiamo scherzando? Rinunciare a quel poco di informazione decente che circola (soprattutto in Rete)?

Ma non se ne parla nemmeno.

In un paese come il nostro, pieno zeppo di ignoranti "acculturati" e di ignoranti semplici, di superficili, di furbetti, di "conigli mannari", scartare anche quelle poche notizie veramente importanti che riescono a oltrepassare il muro di gomma vorrebbe dire suicidarsi moralmente.

Io credo che Paolo Barnard sia troppo ottimista sullo stadio di informazione raggiunto dalla popolazione.

E non parlo della famosa "casalinga di Voghera" ma di gente laureata.

C'è gente laureata in legge che non sa un accidenti del caso De Magistris.

Lo so per esperienza personale, ho provato a chiedere ad un avvocato cosa ne pensasse del "controsequestro" attuato dalla Procura di Catanzaro.
Ho provato a chiedere se secondo lui sbagliavamo noi nel definirlo "atto eversivo" o se sotto ci vedesse qualcosa di inquietante.

Volete ridere?

Io che ho la 3^ media credo di aver capito qualcosa in questi mesi. L'avvocato dice di "non sapere", di "non aver seguito la vicenda" (ma se gli chiedete nome e cognome di TUTTI i partecipanti a TUTTE le edizioni del Grande Fratello, ve li dirà di corsa, anche al contrario), di non poter esprimere un giudizio, NEMMENO A LUME DI NASO, nemmeno seguendo il buon senso.
L'avvocato arriva a dire che "se il CSM e l'ANM hanno preso provvedimenti pesanti soltanto nei confronti di De Magistris e dei magistrati salernitani, vuol dire che questi avranno pur sbagliato, vuol dire che avranno violato qualche legge.

E quando cerco di spiegargli che la faccenda è ben diversa, che certi atti "sono illegali", mi ascolta ma si vede che pensa ad altro. Si vede benissimo che pensa "ma cosa credi di aver capito? Se non ci vedo niente di strano io che ho studiato, cosa vuoi capirci tu?"

E poi torna a guardare il Grande Fratello.

Gente così non si connette ad Internet perchè non sa nemmeno come si accende un computer e le rare volte che lo fa va solo cercando piccoli documenti che gli serviranno per piccoli interessi personali.

Gente così non sa dei gruppi di persone che cercano di organizzare qualcosa di nuovo, non sa di Facebook, dei blog, dei Meetup, delle mailinglist.
Non sa neppure di Beppe Grillo. E' ancora convinta che sia soltanto un comico sboccato che per un qualche misterioso motivo non lavora in Tv. Non parliamo di Travaglio, Santoro o altre amenità del genere, questi sarebbero concetti davvero troppo lontani dalla sua portata.

Tutto ciò che si muove in Rete per loro equivale a parole senza senso, suoni che non evocano pensieri.

Questa gente non segue le vicende politiche.

Non segue nulla!

E noi, in un contesto del genere, davvero pensiamo di poter rinunciare a quel poco che si viene a sapere?

Naaaaaaaa.

Non ci penso proprio.

Se sono informata posso reagire ogni qual volta qualcuno cerca di spacciarmi fischi per fiaschi.

Se resto ignorante posso soltanto ambire ad entrare nella casa del Grande Fratello.

Luciana

Barbara Malipiero ha detto...

Ma quale informazione sotto assedio? Una notizia che ha avuto larga eco all’estero, l’esito del processo Mills, qui in Italia è praticamente scomparsa. Il sito del Corriere la mette in un trafiletto, quello di Repubblica in nona posizione, sempre dopo il Grande Fratello e Sanremo. Sul New York Times, Rachel Donadio, ha scritto che la notizia, "che avrebbe mandato in fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non ha invece meritato l'apertura dei telegiornali serali italiani, monopolizzati dalle dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito Democratico. L’informazione italiana è impregnata di servilismo e conformismo, e sapete perché? Perché tutti i giornali sono finanziati dai soldi del governo, come documenta il libro “La Casta dei Giornali”, e perché i giornalisti sono la categoria professionale più presente in parlamento dopo gli avvocati. Quelli che dovrebbero essere i cani da guardia (“watchdogs”) del potere ne sono invece i cani da compagnia… Nessun assedio, dunque. Piuttosto gente così venduta che pagherebbe pur di vendersi.

Anonimo ha detto...

Grazie all'Anonimo delle 0.15.
Grazie anche a tutti gli intervenuti ed in particolare a Barnard. Veramente rivelatore il quadro venuto fuori dalla discussione in oggetto.
Basta mescolare in un solo post ciò scritto dall'Anonimo 0.15 con l'ultimo scritto da Barnard e siamo sulla strada giusta. Caro Barnard i casi de Magistris, Millis o come si chiama, Catanzaro, Salerno, Apicella, Verasani, Nuzzi non sono casi comuni bensì, eccezionali! Sono, ogni singolo di essi, come quello citato dall'Anonimo che avrebbero fatto all'armare uno dei tre, più il quarto, poteri dello Stato! La gravità che stiamo discutendo sta proprio in questo: i poteri si sono amalgamati! E noi stiamo facendo quello che è giusto fare: contiamoci e facciamo sempre più proseliti! Chiunque va bene: Di Pietro (non mi è simpatico), Travaglio (non mi è simpatico), Gomez (non mi è simpatico), Grillo, Lirio o non so come si chiami, Galullo, chiunque abbia compreso la gravità del sistema sia il ben venuto (anche se molti non mi sono simpatici, in questo momento io li amo: ristabilita la normalità, è naturale la separazione consensuale)
Sono l'anonimo delle 13.21 e delle 19.02.
bartolo iamonte

Anonimo ha detto...

Scusate, avevo dimenticato Santoro: mi è antipatico anche lui, ma in questo momento lo amo!
b

Luigi Morsello ha detto...

La replica di Paolo Barnard ai di commenti dei vari blogger, fra i quali anch'io, non mi appare sufficiente e meno che mai esaustiva.
Intanto, il Barnard commette a mio avviso un errore metodologico non lieve, laddove dichiara di non potersi fermare a lungo su questo blog, il che mi sembra poco rispettoso per il titolare del blog e dei blogger che lo commentano.
Tra l'altro, questo blog è unico nel suo genere, tant'è che è seguitissimo, in quanto è una palestra unica nella quale l'informazione viene data fuori dai denti e la discussione procede nel confronto fra le varie opinioni in modo civile e urbano.
Chi lo frequenta non dovrebbe avere problemi di tempo.
Personalmente mi pare di poter confermare la mia diagnosi-opinione di 'dente avvelenato' e di 'nichilismo' dell'interessato.
Purtroppo egli è uscito fuori dal circuito mediatico molto tempo fa per una imprudenza e per un eccesso di fiducia.
Ce ne rammarichiamo ma egli non vi rientrerà (nel circuito dei media della carta stampata) alzando i toni della sua polemica, più che giusta e giustificata, ma sterile di risultati.
Purtroppo non è l'unico giornalista ad avere subito l'ostracismo del potere, è in ottima compagnia, sono nomi bene conosciuti che mi astengo dell'enumerare per evidenti motivi di buon gusto.
Molti di essi non vi sono più rientrati, ma continuano a godere della stima (come peraltro anche Paolo Bernard) delle persone bene informate.
Marco Travaglio è stato per cinque anni, nel quinquennio 2001-2006, fuori dal video, rientrandovi poi alla grande con ANNOZERO, ma è di nuovo a rischio, assieme a Michele Santoro.
Il suo blog è seguitissimo, ma è diverso da UGUALE PER TUTTI, in quanto i commenti non sono mai commentati a loro volta.
In questo UGUALE PER TUTTI è unico ed è grande la soddisfazione di leggere repliche della redazione e dello stesso Felice Lima, anche se talvolta e loro malgrado cadono in tecnicismi giuridici talvolta piuttosto ostici, ma li leggiamo ugulamente, perchè 'la via maestra è impervia', non ammette scorciatoie.
Il suo blog, di Paolo Barnard, no, io non lo conosco.
E allora, per aprirsi alla grande platea dei blogger, potrebbe chiedere ospitalità in questo blog, aprendo così le sue idee ad un pubblico più ampio e accendendo i riflettori sul suo blog.
Io assicuro che lo cercherò, perchè sono sicuro che le mie conoscenze saranno arricchite.
In ogni caso, formulo molti auguri a Paolo Barnard, da parte di chi nella vita ha subito rovesci altrettanto gravi anche se di altra natura.

Anonimo ha detto...

Annalisa, perdonami!
Sono posizionato sugli attenti in attesa di tuoi ordini!
bartolo

"Uguale per tutti" ha detto...

Nel dibattito preziosissimo che si è sviluppato qui e nel rispetto delle opinioni di tutti, vorremmo ringraziare Paolo Barnard per la Sua presenza e per il Suo preziosissimo contributo. Qui e altrove.

I temi dibattuti in calce a questo post sono vasti e complessi e sono legittime, come sempre, tutte le opinioni.

Resta il fatto che - si condivida o no il Suo pensiero - Paolo Barnard è persona il cui impegno è preziosissimo e fecondo, il Suo tempo – come quello di ciascuno di noi – poco e da condividere con mille impegni, il Suo sito notissimo e preziosissimo.

Insomma, grazie di cuore Paolo per avere accolto l’invito di Cinzia e per il prezioso contributo che ci hai dato.

Speriamo di potere sviluppare i temi qui posti.

Speriamo di avere ancora tuoi contributi, compatibilmente, ovviamente, con i tuoi moltissimi impegni.

Un caro affettuoso saluto.

La Redazione

Gennaro ha detto...

Buongiorno a tutti,vedo che la discussione si evolve in modo appassionato,siccome mi conoscete riguardo la mia sintesi dialettica e di scrittura,avendo letto il successivo intervento di Paolo Barnard convengo con il suo pensiero circa alla operatività di quel 80 % che attualmente manca riguardo il mettere in atto delle azioni in base a tutta la corretta informazione che i cittadini reperiscono dalle loro fonti. Mi trova anche daccordo circa la discussione che alla fine poi indipendentemente da tutto questo flusso di dati informativi dobbiamo principalmente fare i conti con il ns quotidiano ia nel lavoro,negli affetti,nei luoghi che frequentiamo,insomma nel vivere quotidiano. Quello che faccio fatica a capire è se realmente la maggioranza dei cittadini sono in sofferenza riguardo i principali aspetti della vita come mai siamo ancora tutti fermi ed impietriti davanti alla prospettiva presente e futura ? ma allora cerchiamo realmente di capire se stiamo bene o stiamo male,perchè mi sembra che questo concetto in molti se non nella totalità dei cittadini non è alquanto chiaro. Buon lavoro a tutti

Anonimo ha detto...

Ho poco tempo per commentare gli interventi che precedono come meriterebbero. Sono felice di vedere come a poco a poco ci stiamo avvicinando al cuore del problema Italia e della questione Mafia-Economia -Informazione-Giustizia. Finalmente si odono voci autentiche e davvero "fuori dal gregge".Il primo passo per vincere il male è conoscerlo. Grazie a tutti,Cristina

nanni64 ha detto...

Per Paolo Barnard e per tutti gli amici del blog.

Sapete che c’é?

C’é che é tristemente vero, noto e sconfortante, quello che dice Barnard, ossia che dalla informazione non nasce necessariamente l’azione.

Nel popolo di questo disgraziato Paese c’é una specie di vocazione naturale ad essere servi e clienti del padrone, c’é una specie di connaturata rassegnazione a tutto, anche a tutto ciò che potrebbe essere evitato, c’é una sorta di “saggezza” innata che conduce all’arte di arrangiarsi, di pensare a sopravvivere il meglio possibile, di fare gli interessi della propria famiglia, di disconoscere nella maniera più totale quello che sono i valori e gli interessi che esulano dall’ambito familiare in senso mafioso e politichese.

Lo vivo quotidianamente. Quanado cerco di informare e di smuovere le coscienze mi trovo spesso davanti un muro di gomma in cui fare breccia é difficilissimo.
Perché la gente non vuole sapere. Come dice Barnand, sa già di sapere sinteticamente tutto: i politici rubano, tutto é uno schifo, da sempre. E’ convinta di non potere fare niente per impedirlo. E cerca di sopravvivere, inserendosi nel sistema attraverso tutte le segnalazioni che gli riesce di conquistare. E tutto questo senza vergogna, perché si dice: tengo famiglia, se non lo faccio io, io che merito, mi passano davanti quelli che sono più incompetenti di me. E non si limita a farlo. Lo dice anche, come se non ne provasse vergogna.

E questa mancanza di senso del pudore si giustifica anche per il fatto che chi sente questi discorsi, per evitare di ergersi a censore e anche perché non é tanto sicuro di non avere proprio nessuno scheletro nell’armadio oppure non é tanto sicuro che non si troverà costretto domani a fare altrettanto, tace.

Questo é il sistema in cui viviamo. E’ un sistema di corruzione (in senso ampio) diffusa, fisiologica, condivisa, in cui tutti sono ricattabili, o non sono certi di non diventarlo mai.

In questo Barnand ha purtroppo ragione: non c’é uno stretto rapporto di causalità tra informazione e azione. All’aumentare delle informazioni non consegue affatto un aumentare delle azioni. Anche in termini di voto elettorale, senza andare troppo lontano.

L’informazione in Italia non é però troppa. E’ pochissima. Questo é un dato così evidente che non penso valga la pena spenderci nemmeno una parola per giustificarlo. E non si tratta di dettagli (la sentenza n. X pubblicata da Travaglio) ma si tratta proprio dei fatti gravissimi che avvengono nel nostro Paese e che ne minano alla base il regime democratico.

L’informazione si trova in rete o nei libri e solo una sparuta minoranza vi accede.


In questo momento la dittatura gode di una copertura mediatica pressoché totale. Gli spiragli di Santoro e poco altro sono veramente una piccola breccia che non riesce a raggiungere la massa consapevole in genere che “i politici rubano” ma inconsapevole della portata di queste ruberie e delle loro conseguenze e inconsapevole della dittatura in cui oggi ci troviamo.

E anche lo stesso Santoro, credo che sia evidente, lavora con le mani legate e con la lingua annodata. Sia nella scelta dei suoi ospiti, sia nella doverosa seconda domanda che sempre più spesso evita di porre, sia nella doverosa replica che sempre più spesso evitare di fare. Nella piena consapevolezza che é meglio quel poco che riesce a dare che il silenzio (perché, lo sappiamo tutti, non aspettano altro che farlo saltare).

Non so se avete visto la puntata di Matrix in cui era ospite Di Pietro. Mentana gli aveva fatto una serie di domande “antipatiche”, come ogni giornalista dovrebbe fare (e lo dovrebbe fare con tutti).
Così ha permesso a Di Pietro, che se l’é cavata egregiamente, di rispondere a quelle domande. Ma non era conveniente che gli si desse questa possibilità. Così profeticamente Di Pietro gli disse: io mi preoccuperei, fossi in lei ... E dopo tre settimane purtroppo quella profezia si é avverata.

E’ assolutamente indispensabile fare breccia nella copertura mediatica della dittatura. La disinformazione é fondamentale per mantenere l’ordine costituito. Fino a quando ci saranno queste “edicole unificate”, fino a quando la TV convincerà la gente che il Grande Fratello é una trasmissione interessante da seguire, non ci sarà alcuna speranza per questo Paese.

Ben venga quindi la controinformazione. E’ assolutamente essenziale. Ma deve essere trasmessa in qualche modo. E deve essere accompagnata anche dall’azione.

Io non credo che ci sia un rapporto inversamente proporzionale tra informazione e azione. Non credo che se diminuisce l’informazione aumenterebbe l’azione. Non credo che se Travaglio si sgonfiasse si gonfierebbe l’azione.

Anzi credo che se, non solo l’informazione che dà Travaglio, ma anche il suo “mito” diminuisse (il che vale anche per gli altri), diminuirebbe anche la possibilità di azione.

Il mito attrae ed infervora. Crea entusiasmo. Accomuna.

Sono però convinta, e in questo Barnard ha ragione, che non basta. Non basta più.

Ma non vale soltanto per i paladini dell’informazione. Vale per tutti ed in particolare vale per tutte quelle persone che, per la loro posizione e ruolo, per la loro notorietà, hanno maggiore capacità di azione efficace dei cittadini “normali”.

Io credo che a questo punto sia diventato indispensabile l’aggregazione. Giustizia e Libertà, Libera Cittadinanza, Micromega, Articolo 21, Associazione Nazionale Vittime della Mafia, Ammazzateci Tutti, giornalisti (quelli veri, intendo), blogger vari, professori universitari, intellettuali, gente dello spettacolo dovrebbero fare uno sforzo.

Unirsi in una sola voce e in una sola azione.

Non dico fondersi, perdere la propria identità. Dico solo trascurarla, per il momento, per fare spazio a ciò che unisce: salvare questa democrazia.

L’informazione non é troppa. E’ poca. Ma non basta più. E l’azione scomposta e disorganizzata serve a poco.

Se non si crea un nocciolo duro della resistenza democratica, capace di aggregare, non c’é speranza.

Ha ragione Barnand su questo: informare non basta più. Tutte le informazioni entrano nella mia mente e ogni informazione in più a fronte della totale inerzia rischia di mandarmi in tilt. Ogni volta dico: basta. Non Voglio più sapere. Perché a che serve sapere se non posso fare niente per rimediare? Sapere e vedere che tutto é fermo, anzi precipita sempre più fa veramente venire rabbia. O depressione.

Credo che il primo passo (la prima azione) sia quello di spingere questi gruppi dispersi, questi paladini dell’informazione, questi baluardi separati a rinunciare momentaneamente a un po’ di sè.

Unirsi. E agire. Insieme. Ma prima unirsi.

Smettere di muovere critiche distruttive per dimostrare la propria superiorità (penso tra l’altro ad Ammazzateci Tutti per Piazza Farnese, penso a Nando Dalla Chiesa nei confronti di Sonia Alfano, penso a Barnard nei confronti di Travaglio, ecc. ecc.). Smetterla.

Quelli che stanno distruggendo il nostro Paese non uniti dall’obiettivo comune. Quelli che vorrebbero salvarlo impiegano il loro tempo più ad attaccare i loro compagni di sventura che ad attaccare i nemico comune. Più energie a salvare la propria integrità morale, sempre superiore a quella degli altri, con i quali non ci si vuole contaminare, che a perseguire l’obiettivo comune.
Ricordo anche il caso del post di Cascini. Moltissimi invece di valorizzare il contenuto di quel post, che andava in direzione dell’obiettivo comune, hanno distolto lo sguardo dal loro obiettivo, incentrando la propria attenzione sulla purezza dell’autore del post e sulle sue intenzioni.

Scusatemi sia per la lunghezza del commento che per il disordine sia delle parole che forse anche dei concetti.

Ringrazio tutti voi per i vostri preziosi commenti e per la vostra presenza sul blog.
Vi abbraccio, come sempre.
Nanni

Anonimo ha detto...

Segnalo il caso del dott. Dragotto che è incorso in contestazioni disciplinari per aver nel suo blog evidenziato la sciatteria e l'ignoranza di alcuni giudici. Dispiace solo che questo blog no abbia segnalato con un link l'iniziativa esemplare di questo magistrato. Infatti l'ignoranza colpevole ,la presuzione e la sciatteria in una funzione pubblica d'importanza essenziale per la vita di un paese allignano là dove non si esercita nessun controllo di critica e di qualità. Possibile che solo gli ignoranti,sciatti e presuntuosi vengano premiati?
Ancora una volta "menti raffinatissime..."spingono scientificamente al degrado e all'oscuramento della Ragion Critica. Dobbiamo tornare a Kant. Questo blog è importante anche solo perchè permette un serio dibattito .Cristina

Anonimo ha detto...

Ma scusate, proprio a proposito di informazione le indagini che seguiva De Magistris che fine hanno fatto?
Quali sono gli sviluppi?
Informare vigilare parlare....
Buon lavoro e grazie per la pazienza di ascoltare
Eleonora

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Cristina (commento delle 14.46).

Scrive Cristina:

"Segnalo il caso del dott. Dragotto che è incorso in contestazioni disciplinari per aver nel suo blog evidenziato la sciatteria e l'ignoranza di alcuni giudici. Dispiace solo che questo blog non abbia segnalato con un link l'iniziativa esemplare di questo magistrato"

Gentile Cristina, Lei si sbaglia.

Il 16 marzo del 2008 abbiamo pubblicato un post che presentava il blog in questione, che si intitola "Un blog sugli strafalcioni dei magistrati" e che si trova a questo link.

Da allora, inoltre, c'è un link permanente nella homepage del nostro blog, nella sezione intitolata "link ad amici".

La Redazione

salvatore d'urso ha detto...

Franceschini eletto nuovo segretario...

democraticamente però...

la base dei 2000 lo eleggerà...

Già sappiamo quindi l'eletto... che presto sarà votato segretamente...

E' meraviglioso...

Anonimo ha detto...

Sono Paolo Barnard. Replico qui ciò che ho scritto a Cinzia riguardo alla mia impossibilità di stare in questo blog a dibattere e spero che sia comprensibile a certi: "ricevo molte mail, troppe per me, e mi sono impegnato a rispondere a tutti almeno una volta. Purtroppo poi alcune persone scrivono mail lunghissime, che devo leggere, e il tutto mi porta via un tempo enorme. Ma sarebbe imperdonabile che non lo facessi. Ecco perché non posso rimanere con voi nel blog molto oltre, dovrei sacrificare altre persone che si aspettano giustamente attenzioni". Aggiungo che non siete l'unico blog che mi chiedeva di rimanere a discutere, ce ne sono decine, come faccio? Poi c'è il resto della mia vita, impegni, e problemi. Di più non posso fare.

Aggiungo solo due note finali. Una, sull'osservazione di un vostro post che riguarda Santoro e la sua presunta necessaria prudenza nel fare domande fino in fondo per poter almeno salvare quel poco in prima serata. Questo cocetto è falso, e anche se fosse vero sarebbe disastroso. E' falso perché chiunque si muove in RAI da oltre 20 anni in posizione di preminenza non è un paladino in buona fede, ma un astuto manovratore di alleanze e compromessi, di cordate e omissioni, e soprattutto uno smodato ambizioso aggrapato alla sua carriera. Pensare il contrario è ridicolo, e tradisce una totale ignoranza di cosa sia il potere in RAI e di cosa esso permetta o meno. Fu lo stesso Travaglio a dichiarare in termini inequivocabili che "chiunque sta in RAI ha un guinzaglio, anche se è bravo, un guinzaglio c'è, sempre", salvo poi dimenticarsene pochi mesi dopo quando fu lui a posizionarsi in prima serata.
Ma anche fosse, per assurdo, che Santoro si cuce la bocca per sopravvivere lì, ciò è sbagliato drammaticamente. E' cadere nella trappola del cosiddetto 'riformismo', in cui sono cadute tutte le sinistre del mondo. Si accetta cioè di 'riformare' il proprio giusto radicalismo pur di sopravvivere, e non ci si rende conto così di venir trascinati vieppiù verso l'annacquamento dei propri principi fondamentali, della verità stessa. Una volta intrapresa quella strada, è tutto uno scivolare verso il compormesso nel nome del "bè almeno così sopravvive quel poco...", e alla fine non rimane più nulla. No, chi fa questo nostro mestiere e ama la verità deve andare fino in fondo, costi quel che costi, e pagarne i prezzi, che spesso sono quelli che pago io e altri come me, cioè sparire dai grandi giri in cui eravamo. Perché è meglio una verità intera e potente detta a una platea di 23 persone o in anonimi blog che verità annacquate e sempre più vili in prima serata.

Preciso per chi ha scritto che io vorrei "rientrare nei media alzando i toni della polemica" che non ha capito nulla di me. Pazienza.

Un saluto a tutti. B.

salvatore d'urso ha detto...

X Paolo Barnard...

Credo che tu ti sbagli... almeno in parte... almeno riguardo all'informazione su internet...

Senza internet... senza ciò che ho appreso dalla rete... adesso probabilmente ero in balia delle informazioni che mi venivano propinate solo dalla tv e dai giornali che come anche tu hai ammesso sono nelle mani dei poteri che controllano o fanno parte del nostro panorama politico.

Ebbene se sto scrivendo qui oggi e tutti i giorni mi impegno per cambiare nel mio piccolo le cose che qui in Italia non vanno lo devo all'informazione che circola nei blog.

Gli italiani sanno...

Gli italiani ci sono quelli che pensano di sapere... che credono alla tv... fidati che così... e si adeguano alle informazioni che gli pervengono tutti i giorni, ed è la tv che rende tutti uguali... tutti ladri... internet invece aiuta a capire... a distinguere... solo che siamo ancora troppo pochi quelli che si informano in rete.

E poi ci sono quelli che sanno ma siccome si credono furboni preferiscono chi rende questo stato diseguale... che magari la giustizia funzioni male o solo per pochi... o che pensano che un'amicizia importante conti... o conterà...

Ci sono anche quelli che si vendono il voto per 50 euro o anche meno non sapendo che quei 50 euro poi seli riprendono con gli interessi.

Internet rimane indispensabile ma non può e non deve essere l'unico strumento.

Per quanto riguarda i tanti Travaglio, Grillo, Santoro, Di Pietro, ecc... io penso che ci sia sempre bisogno per i cittadini di vedere che c'è ancora un barlume di speranza...

E' come stare su una nave piena di falle con il mare in tempesta di notte... senza un faro che illumini ed indichi per bene la costa non ci sarebbero speranze per chi è a bordo. E chi è senza speranze è un uomo morto.

Anonimo ha detto...

Gennaro, per favore, potresti cambiare il profilo? Ad ogni tuo post: guardo la foto, leggo... e... non sento la musica. Che tristezza!!!
b

Anonimo ha detto...

Non sarà che siamo tutti sottoposti ad una scietifica operazione di marketing della Fininvest?
In anni passati le trasmissioni, quanto meno, di Santoro, sollevavano qualche polverone. Ora, nessun commento. Ignora il nemico.Resta indifferente.E la notizia passa inosservata.
Condivido il commento che fa riferimento alla intervista di Matrix a Di Pietro. Mi aveva colpito. Anche qui, silenzio, ma si è atteso l'occasione giusta, servita sul vasoio. La lamentela dello stesso Mentana.
Il titolo del post parla di assedio.
Assedio e cavalli di Troia.
In Sardegna il figlio del commercialista di Berlusconi , in parlamento avvocati, amministratori, giornalisti, parenti, amici, ballerine , tutti famigli della stessa famiglia.
In Rai migrazioni di vario genere.
Quello che si vuole raggiungere mi sembra è l'inutilità dell'informazione e l'affermazione del GURU. presente al momento giusto nel posto giusto.
Anche l'opposizione sta cadendo nella rete si difende dalla maggioranza anzichè attaccare.
Nessun commento sul fatto che anche in Sardegna c'è stata una grossa percentuale di astenuti.
Soltanto che ha vinto il PDL.
Stamo attenti che questi analisti della odience conoscono il mestiere usano il bilancino dei gioiellieri.
Il disegno del B è molto ambizioso, vuol farci passare tutti per fessi.
Alessandra

nanni64 ha detto...

Per Paolo Barnard
Quello che lei scrive é una conferma di quello che ha già scritto con amarezza e che qui trascrivo.

"Quelli che stanno distruggendo il nostro Paese non uniti dall’obiettivo comune. Quelli che vorrebbero salvarlo impiegano il loro tempo più ad attaccare i loro compagni di sventura che ad attaccare i nemico comune. Più energie a salvare la propria integrità morale, sempre superiore a quella degli altri, con i quali non ci si vuole contaminare, che a perseguire l’obiettivo comune".

Anonimo ha detto...

Ottima l'analisi di Nanni, condivido in pieno.
Bisogna superare gli steccati dei propri orticelli e aggregare le forze ( associazioni, giornalisti, professori, ecc.) in un unico grande nocciolo duro di resistenza democratica. Vi assicuro che in molti sentono l'esigenza di questa aggregazione, perchè lamentarsi non serve più, serve la forza dell'opposizione.
Il problema è come riuscire a farlo. Su questo dobbiamo concentrare le nostre energie, e qui sono perfettamente d'accordo con Cinzia. Cominciamo a fare delle proposte, cominciamo a spremere le meningi per capire come fare ad aggregarci. Chiedo alle persone con più esperienza politica di fare delle proposte in tal senso. Potremmo pensare, ad esempio, ad un coordinamento delle varie associazioni in cui, fermo restanto l'identità di ciascuna, ci si aggreghi intorno ad un obiettivo comune ?

Luigi Morsello ha detto...

Scrive Paolo Barnard nel suo ultimo commento: "Preciso per chi ha scritto che io vorrei "rientrare nei media alzando i toni della polemica" che non ha capito nulla di me. Pazienza.".
Sono stato io scrivere così, Luigi Morsello, ex direttore di carcere, dopo 40 anni di servizio, di anni 71.
Sono spiacente per questa frecciatina finale, Lei Paolo Barnard se la poteva e me la poteva risparmiare.
Sa perchè ? Perchè mi è agevole replicare che anche quando, leggendo delle sue vicissitudini, che mi perevano ed erano così ingiuste, anche sotto il profilo giuridico (lasciarLa solo a fronte di una richiesta milionaria in sede civile di risarcimento danni per diffamazione), ebbene io firmai la petizione a suo favore.
Adesso Lei dice che non ho capito niente di Lei.
Bene, vuol dire che anche allora non avevo capito niente di Lei e che dunque ho sprecato la mia firma a suo favore ?
No, non è così, io quella firma sono pronto a ridarglela anche oggi.
Sa perchè ? Perchè è sommamente ingiusto tirarsi indietro come avrebbe fatto la Gabanelli e la Rai e queste ingiustizie vanno combattute.
Ho cercato e trovato il suo blog, l'ho messo fra i preferiti e lo inserirò nel mio (modestissimo) blog.
Mi spiace di averLe dato una non buona impressione, ma io non posso farmi demolire quella poca fiducia che mi rimane su alcune firme del giornalismo.
Ha tutta la mia solidarietà e simpatia.

Gennaro ha detto...

per anonimo delle 16.48 ( vedo una b finale non ho capito se si riferisce a paolo barnard o altro utente)
cmq scusandomi del off topic la mia musica è tutta free cioè liberamente scaricabile per usi non commerciali.Ti lascio come anche al resto della comunità due link dove puoi/potete ascoltarla e scaricarla (occorre cmq che vi registrate gratuitamente per scaricare i brani)
http://www.icompositions.com/artists/gennargiu
http://www.soundclick.com/bands/default.cfm?bandID=479724
http://www.myspace.com/pierecal ( il mio myspace)
Per concludere e scusandomi con la redazione per il fuori post,nella rete da google basta che scrivete pierecall o gennargiu e mi trovate su tutti i portali audio/video,oramai anche le pietre mi conoscono :D
Gennaro

Anonimo ha detto...

P.S. da Barnard

Vi manca la memoria storica; credo che sia forse l'unica spiegazione. Il passato repubblicano ha avuto gli stessi orrori giuridici e politici di oggi, e molto peggio. E sono noti a tutti. Fate domande ai cittadini, ai baristi, ai bottegai, alle infermiere, a chi viaggia in autobus... Chiedete se qualcuno di loro NON sa di

- piazza Fontana
- dell'Italicus
- della strage di Bologna e Ustica
- lo Stato ci ha detto la verità su quegli avvenimenti?
- della P2
- Tangentopoli
- chi è Di Pietro? e cosa faceva?
- che lo Stato ruba (domanda: i politici sono onesti?)
- la DC era onesta?
- il PSI era onesto?
- avete gli stessi diritti degli Agnelli, di Montezemolo, di Berlusconi, di Briatore, di Napolitano?

Fate quelle domande, semplici, e ascoltate le risposte. E poi venitemi a dire che senza tutta la verità su Toghe Lucane, senza sapere dei verbali del processo 932, senza Travaglio, mamma mia!, è impossibile agire, perché l'Italia dei nostri nonni e padri vive nella convinzione che tutto sia stato sempre a posto, no?

Ciao a tutti. E grazie.

Luciana ha detto...

Io credo che Barnard stia dicendo in buona sostanza le stesse cose che diciamo noi.

Anzi, credo che sia stato fin troppo buono con gli italiani.
Lui dice che sono sessant'anni che lo sappiamo cosa c'è che non va.
Io dico di più, dico che è dalla breccia di Porta Pia che lo sappiamo ma tiriamo a campare.

Vado dicendo da sempre che qualsiasi iniziativa messa in atto per cambiare lo stato delle cose si scontrerà con la maggioranza della gente che "non vuol sapere" (o che pur sapendo fa finta di niente).

Ciò non toglie che qualsiasi informazione in più, "a me" fa piacere perchè mi permette di capire meglio cosa mi succede intorno.

Ho imparato TANTO dalla Rete e ringrazio Dio, o chi per lui, perchè esiste.

In quanto a dire che il troppo parlarne, tra di noi, non porta a niente, non è vero. Grazie alla Rete molta gente ha cominciato ad organizzarsi, a costituire dei gruppi che, pur se ancora molto isolati, cominciano a fare piccoli passi in avanti.
Qualcuno si presenta con liste civiche nel proprio comune, qualcuno adesso sa che può filmare le malefatte e denunciare, senza bisogno di aspettare il grosso scoop giornalistico...che non arriverà mai.

Insomma, grazie alla Rete qualcuno comincia a crederci che le cose possano cambiare. :)

E non siamo degli sprovveduti, sappiamo bene che dietro qualche presenzialismo c'è sicuramente il perseguimento di un profitto personale, ma come dico spesso, non si può avere tutto dalla vita.

Preferisco un Travaglio che fa soldi aprendomi gli occhi, piuttosto che un Vespa che fa soldi...chiudendomeli. O_o

Luciana

salvatore d'urso ha detto...

X P. Barnard...

Si... in parte è vero quello che lei dice... e comunque tra quei baristi e bottegai... ci sono ancora per fortuna anche quelli che si ribellano ancora a questo Sistema.

E comunque chieda le stesse cose a chi naviga in rete... e vedrà cosa le risponderanno...

Da quando in rete si è cominciato a parlare di politica seriamente... soprattutto ad informare seriamente... l'indignazione di chi si trovava a leggere cresceva enormemente... così come pure la passione per una politica più onesta...

Da qui il successo parziale di Grillo... quello invece più consistente di Di Pietro...

Difatti non è un caso che buona parte del web tifi per Di Pietro... e chi comunque si trova tifoso del PD pretende una dirigenza migliore di quella attuale... volendo fuori dal partito senza se e senza ma i tanti D'Alema e Violante...

Io credo che lei oltre a perdere in parte la speranza sta perdendo anche la fiducia in se stesso... altrimenti certi ragionamenti non li farebbe... poichè la realtà la conosciamo tutti fin troppo chiaramente... altrimenti non saremmo qui a scrivere e anche questo Blog non avrebbe modo di esistere...

Negli anni del fascismo i cittadini che applaudivano il potere erano la magigoranza quasi assoluta... guai se si sentiva parlare male del Duce... o di come era condotto il potere... della corruzione sotto il fascismo... ecc... ti ritrovavi con qualche osso rotto... e magari non ti pestavano le camicie nere... ma magari le prendevi anche facilmente da semplici cittadini rimbambiti dalla propaganda fascista... il barista... il bottegaio... ecc...

Eppure una svolta c'è stata... chi ha creduto e si è opposto a quel regime... anche se le speranze erano quasi nulle... alla fine hanno avuto ragione... hanno ridato dignità a questo paese... agli stessi cittadini che qualche mese prima li avrebbero linciati...

Hanno sbagliato?...

Stiamo sbagliando?...

La mia coscienza mi dice di no... sento di fare una cosa giusta... voglio fare una cosa giusta... e per è sufficiente ascoltare la mia coscienza... se lo facessimo un pò tutti... almeno quando più serve... saremmo un paese invidiabile... in tutti i sensi...

Sono convinto che lei è una persona buona... meravigliosa... credo solo che debba riscoprirsi... e cacciar fuori il meglio di se... l'odio è per gli amanti dei regimi autoritari... per questo la propaganda si fa in parte violenta e in parte qualunquista... chi ama invece è per la democrazia... amante del rispetto e della verita...

Anonimo ha detto...

Grazie per la precisazione sul blog di Drogotto. Scusate,non me neero accorta, Cristina

Anonimo ha detto...

Vi sottopongo un link d'interesse:
http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=188

Silvio Liotta ha detto...

Io nel mio ambiente di lavoro una domanda l’ho fatta: ho chiesto ai miei colleghi di diversa cultura, istruzione ed estrazione sociale se avessero “notizia” del fatto che Berlusconi per avere le televisioni che ha è stato aiutato da Craxi; molti rispondevano con espressione smarrita che, in sostanza, si trattava di fatto notorio, altri, invece, o non lo sapevano proprio (i meno attenti sotto molti punti di vista) o erano molto più insicuri: “ così, mi sembra dicevano!”, “si si è così, però non ricordo dove l’ho sentito”. Qualcun altro, mi ha piazzato un pippotto politico sul fatto che “così fan tutti, “perché secondo te gli altri come facevano e fanno”, “ma secondo te, se tu vuoi lavorare non devi fare sempre compromessi”. Insomma giustificavano la prassi sociale della concorrenza spietata priva di regole: chi più sgomita meglio si piazza; altrimenti rischi pure di trovarti senza il becco di un quattrino. E si sa i quattrini da noi sono tutto.

Se non sbaglio, Pasolini andava dicendo che il regime liberal-capitalista garantisce una pervasività, un controllo delle coscienze con il quale neanche il fascismo (accrocchio di criminali, secondo la sua idea) può competere.

Sperare quindi che la rivoluzione contro il regime politico imperante, il sistema capital-liberista a sfumature cangianti, insieme ai suoi lutti, le sue menzogne e le sofferenze vibranti possa passare attraverso un giullare intelligente ed indignato o da qualche giornalista sprezzante dei suoi colleghi nani, è cosa abbastanza singolare.

Qualcuno addirittura sostiene che stiamo viaggiando su un treno ad altissima velocità, un treno che non si può fermare se non contro un muro che lo attende a fine corsa. Noi siamo i perdenti, come qualcuno ci ha detto, non vinceremo mai!

Ma mentre lentamente perdiamo, mai ci stancheremo di grattare con le unghie consumate sulle crepe di un potere meschino e totalizzante. Occupando qualsiasi spazio distrattamente dimenticato.

Quello che interessa di Grillo&Co è l’effetto di scuotere le coscienze. Perché una coscienza vigile può sperare in una reazione; il suo sonno è una sconfitta cocente. Se proprio dobbiamo perdere, io voglio perdere da sveglio.

“La disperazione peggiore di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile” Corrado Alvaro.

Anonimo ha detto...

Grazie Gennaro!
b
bartolo iamonte

Anonimo ha detto...

Ciao Luigi, approfitto per salutarti, sei un Grande!
Però, un po duro lo eri stato con Barnard.
Un Caro Saluto
bartolo

Anonimo ha detto...

Grazie per tutto quello che fate, continuate così!
Vorrei intanto proporvi un articolo interessante sull'emendamento D'ALIA al ddl sulla sicurezza:

http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notizie/115/ddl-sulla-sicurezza-il-sapore-fascista-dell-emendamento-d-alia/