«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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sabato 28 febbraio 2009

Roberto Scarpinato sulla abolizione delle intercettazioni





31 commenti:

nanni64 ha detto...

Per il dott. Scarpinato.

Conoscevo già questo suo intervento. Anche le altre relazioni sue, divulgate in rete. Ho letto il suo libro, oscurato dai media.

La ringrazio di tutto: il suo contributo é preziosissimo e lei é una persona onesta e davvero coraggiosa.

Non so se le capita di bazzicare da queste parti, ma se dovesse capitarle io ne approfitto e le chiedo di nuovo: venga a trovarci in questo blog, faccia ascoltare la sua voce!

Questo é un blog che ha una caratterizzazione precisa.

Perché allora siamo solo noi poveri e incompetenti cittadini a sbracciarci, a sgolarci o a dire timidamente le nostre opinioni, a dare il nostro piccolo contributo?

Perché VOI MAGISTRATI non ci siete?

Questo é un blog in cui dovrebbero confrontarsi anche, e molto, i magistrati, gli altri operatori del diritto, é un blog interamente dedicato alla GIUSTIZIA!

Dove siete?

Come interpretare questo SILENZIO?

Io vorrei avervi fra noi. Vorrei leggere i vostri post e anche, perché no?, i vostri commenti. Con la vostra firma.

Io vorrei che lei ci fosse, qui fra noi.

L'aspetto.

P.S. Non entro nel merito dell'intervento, perché si commenta da solo.

Segnalo che sia il blog di Grillo che quello di Di Pietro hanno registrato la censura tombale sulle gravissime dichiarazioni di Genchi.

Il dott. Ingroia diceva che la verità sulle stragi e sulla nascita di questa seconda repubblica, ma anche sui "misteri" anteriori e successivi, può venire a galla solo se la COLLETTIVITA' lo chiederà (come a dire che il singolo magistrato libero non ce la può fare senza sostegno esterno): la ennesima censura di oggi mi porta a pensare che quella verità andrà sepolta, come sempre.

P.S. Dopo avere chiaramente detto che quella riforma costituisce la fine della democrazia (v. riferminmento al principio della separazione tra poteri, alla patologia del nostro sistema) il dott. Scarpinato ha espresso, oltre al suo pensiero, anche il suo sentimento. Lo ha fatto quando ha chiuso l'intervento, spostando, in quel modo e con quello sguardo il microfono, per allontanarlo da sé.
In quel gesto tutto il suo strazio. In quel gesto tutta la sua rabbia e il suo sconforto. Come quella frase profetica del dott. Caponetto che ha risuonato dopo il fragore di quell'ultima bomba: "é finito tutto, é finito tutto!

Maria Teresa ha detto...

Lo sgomento di Scarpinato è anche il mio sgomento.
Condivido le sue osservazioni parola per parola.
Con grande stima.

Anonimo ha detto...

L'allarme lanciato da Roberto Scarpinato è molto grave ed è ancora più grave che l'opinione pubblica non lo possa ascoltare se non su YouTube, o su questo blog.
Io non sono un politologo né un filosofo e non so se siamo davvero al tramonto della democrazia in Italia; certo l'allarme di Scarpinato non è gratuito. Se lasciate passare il gioco di parole, diciamo che è un allarme non allarmistico. E l'assopimento dell'opinione pubblica è triste e preoccupante.

Detto questo, vorrei ribadire ciò che ho detto anche il mese scorso: senza le intercettazioni, non solo non si indaga sui misfatti dei potenti, ma non si indaga nemmeno sulle gesta della delinquenza comune. Ve lo posso dire perché, bene o male, ho fatto il P.M. per quasi sette anni. Per indagare sullo sfruttamento della prostituzione o sui "cavalli di ritorno" (cioè sul furto di autovetture seguito da estorsione: dammi tremila euro se vuoi riavere la tua bella macchina che ne vale trentamila), ci vogliono le intercettazioni. Chi dice di tornare ai vecchi metodi di indagine, dice una cosa grottesca per inattualità e per (dolosa) ignoranza della "riluttanza a testimoniare" di certi ambienti.

In Italia, o almeno nell'Italia del sud, le vittime non gradiscono testimoniare, e questo lo sanno pure i bambini.

La cosa assurda, che offende non solo la coscienza civile ma anche il semplice buon senso, è che per coprire i misfatti dei potenti si imponga di coprire anche le gesta della delinquenza comune, nel momento stesso in cui si va pontificando in tema di sicurezza, di ronde, di magistrati lassisti, sfaticati e strapagati.

Come dice il Presidente Scalfaro, la tavola pitagorica non è argomento da decidere a maggioranza! Quando si viola il principio di non contraddizione, non si ha ragione nemmeno se si è stati eletti con la maggioranza dei voti degli Italiani. Questo lo dovrebbero capire non tanto i frequentatori di questo blog, che già lo sanno, ma i lettori del Corriere della Sera, gli spettatori del TG1, eccetera eccetera. Evidente, triste, preoccupante, in proposito, la responsabilità di tanti, troppi giornalisti.
Ernesto Anastasio

P.S. ho aspettato il 1° marzo per sfogarmi :)

menici60d15 ha detto...

Sovranità popolare e informazione

Nell’aprile dell’anno 1600 a Napoli due scrivani ascoltarono e trascrissero, non visti, i colloqui del carcerato Tommaso Campanella col compagno di cella fra’ Pietro Ponzio. Li aveva inviati l’avvocato fiscale Sances de Luna, per verificare se Campanella era davvero pazzo o fingeva per evitare la condanna a morte (L. Firpo. Il supplizio di Tommaso Campanella. Salerno editrice). I verbali riportano anche avances sessuali tra i due frati. Le intercettazioni, che oggi identifichiamo con mezzi altamente tecnologici, non sono dunque un fatto nuovo sul piano giuridico. Da secoli, da millenni se si considerano precedenti molto più antichi, gli inquirenti cercano di carpire i colloqui degli indagati per accertare lo stato dei fatti, e così inevitabilmente si intrufolano anche nella vita privata delle persone. Si tratta senza dubbio di uno strumento delicato, che dovrebbe essere maneggiato solo da addetti competenti, onesti e responsabili. Strumento che può divenire un’arma, che va ovviamente maneggiato con scrupolosa correttezza, e va regolato da norme e sanzioni severe che evitino abusi da parte di polizia e magistrati. Le intercettazioni costituiscono eccezioni a diritti, e come tali sono sempre potenzialmente pericolose. Ma oggi il pericolo è un altro: l’impedire le intercettazioni giudiziarie facilita quel processo di “mafiosizzazione” dello Stato e dell’intera nazione che sembra essere il destino deciso “là dove si puote ciò che si vuole” per questa povera Serva Italia.

Le intercettazioni non sono solo uno strumento d’indagine semplice e potente per gli inquirenti. Le intercettazioni sono anche, se correttamente divulgate, una fonte di informazione dei cittadini sulle persone che li governano o che comunque esercitano un potere su di loro. Pochi giorni fa i PM della Procura di Roma hanno chiesto, insieme al proscioglimento degli indagati, la distruzione delle intercettazioni delle telefonate tra Berlusconi e Saccà. Gli aspetti pruriginosi di queste intercettazioni hanno favorito i due: se il mercato sinallagmatico avesse riguardato, che so io, pregiati esemplari d’animali d’allevamento, il caso sarebbe stato più chiaro. L’anno scorso ho scritto un post su una falsa biografia denigratoria di Rino Gaetano prodotta da RAI fiction. La conoscenza delle intercettazioni Berlusconi-Saccà mi ha aiutato a inquadrare il contesto e quindi comprendere l’origine di una meschina manipolazione ideologica (Come è morto Rino Gateano. http://menici60d15.googlepages.com/forummarcotravaglio.it2007-2008 ).

Vorrei pertanto chiedere ai giuristi se il secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione, che assegna la sovranità della Repubblica al popolo, ha rilevanza per la legge sulle intercettazioni. Berlusconi sta facendo passare l’equazione: intercettazioni uguale spiare dal buco della serratura. Gli aspetti boccacceschi delle intercettazioni non devono essere divulgati; anche per non dare appigli a politici come Berlusconi, che, vecchio impresario, è uno specialista in questi giochini: ci piazza davanti la ministra dei camionisti e intanto, mentre guardiamo e vociamo, fa passare qualche ministro della malavita. Ma, fatti salvi tutti gli aspetti della vita privata, un sovrano non dovrebbe essere ragionevolmente informato su ciò che è emerso circa la condotta di coloro che ha scelto come governanti? E come può scegliere liberamente e con cognizione di causa i politici, se gli vengono negate informazioni utili a valutarli? Viviamo nell’era dell’informazione, immersi in una bolla mediatica; gli stessi personaggi politici che vogliono impedire e nasconderci le loro intercettazioni ci impongono la loro immagine televisiva - e altri messaggi mediatici - con un assiduità martellante per la quale non è esagerato parlare di lavaggio del cervello; oggi più ancora che nei tempi passati senza informazione autentica non c’è né democrazia né tanto meno sovranità. Dove ancorare nella Costituzione questo diritto essenziale all’informazione, ad un’informazione adeguata ai tempi, a parte gli articoli sulla libertà di stampa e di ricerca? Le intercettazioni dei politici, già eccessivamente limitate, sono giustificate, se richieste da seri motivi giudiziari, ma non hanno solo valenza giudiziaria; una volta acquisite per motivi di giustizia assumono anche un significato politico. Qualsiasi genere di informazione può assumere un significato politico; che in questo caso è particolarmente elevato. Un significato politico derivato, ma che non deve comunque essere soppresso, impedendo l’esecuzione e coartando la diffusione delle intercettazioni. Soprattutto nei tempi difficili, come questi, quando l’opposizione parlamentare non è che un’escrescenza della maggioranza, e l’unico potere che offre un poco di materiale per contestare gli abusi dei politici è la magistratura. Ora anche questo spiraglio, che non copre l’intero angolo visuale su ciò che fanno sottobanco i politici, viene sigillato. Discorso analogo può essere fatto per la limitazione delle notizie su indagini e processi. E’ facile sfruttare l’aneddoto che riporto all’inizio, e dire che le intercettazioni sono cose da Inquisizione. Ma appare che sia invece il patto costituzionale ad essere sul cavalletto, dove viene smembrato lentamente.

L’articolo 1 mi ha sempre lasciato un po’ perplesso. L’incipit della Costituzione sembra quasi alludere a una condizione servile. Un cittadino ateniese avrebbe considerato il lavoro un fondamento contraddittorio per una repubblica di liberi. Oggi vediamo come il lavoro non sia un fondamento sufficientemente autonomo, solido e stabile, soggetto com’è alla tirannia del capitalismo globale. Il secondo comma è al contrario così grandioso da apparire ingenuo e retorico. L’intero articolo suona vagamente inquietante e beffardo, se raffrontato alla realtà. E’ infatti oggetto di innumerevoli parodie sarcastiche e irriverenti, che lo accomunano alla scritta fascista “Un popolo di santi, poeti …”. L’accostamento di lavoro e sovranità riassume il contrasto tra costituzione reale e formale. Ora però forse conviene cimentare la nuova legge sulle intercettazioni col secondo comma dell’articolo 1. Queste non sono le forme e i limiti previsti dalla Costituzione, ma sono negazioni della sovranità popolare smaccatamente di parte che di fatto impediscono il valido esercizio dei diritti politici costituzionali. Che sovrano è un sovrano che su certi argomenti che dovrebbero interessarlo viene messo con le orecchie tappate, la benda sugli occhi e una mordacchia?. Un sovrano che all’occorrenza i governanti chiudono in un appartamento insonorizzato con la loro tv come sola fonte di informazione?. Se le nuove leggi su intercettazioni e pubblicità di indagini e processi non sono incostituzionali, allora la dichiarazione di sovranità popolare è una solenne presa per i fondelli.

salvatore d'urso ha detto...

Beh anch'io ho letto il libro del dott. scarpinato...

Penso che molti lo abbiano letto...

Penso che dovrebbe leggerlo tutta la cittadinanza...

Penso che nanni64 ha ragione... i migliori devono diventare una sola voce... e gridare forte la verità da zittire una volta per tutte il marciume fellone e bugiardo di questo paese.

Penso che questo paese non ha bisogno di eroi... ma solo di onestà intellettuale e di coscienza.

Penso che per quanto la strada sia ripida e lunga, come per la vita, una persona deve percorrerla tutta fino in fondo.

Penso di dover ringraziare ancora infinitamente tutti i magistrati che, nonostante tutto, continuano a fare fino in fondo il loro ruolo senza mai abbassare la testa dinanzi a nessuno... poichè, così facendo, garantiscono la mia libertà e i miei diritti.

Io sarò sempre al vostro fianco... voi siete l'eredità di Falcone e Borsellino... voi siete Falcone e Borsellino.

Cinzia ha detto...

Mia carissima Nanni,
non credere che non ci sono.
Magari non ci sono quelli come Scarpinato che per fortuna impegnano molto del loro tempo oltre che a lavorare, anche a divulgare. Il tempo è quello che è, finito e non infinito, per noi mortali.
Io sono certa che invece molti altri ci sono e ci leggono quotidianamente ma:
qualcuno di loro confonde e sovrappone la sua veste istituzionale con il suo essere cittadino, libero di esprimere opinioni;
qualcun altro ci tiene d'occhio come farebbe un falco, pronto ad avventarsi sulla preda;
altri sono timidi;
altri ancora sono pavidi;
poi ci sono anche quelli che come la volpe, non arrivando a poter gustare l'uva si convincono e si beano nell'idea che sia marcia.
Ma ci sono, ah se ci sono, ci metterei la mano sul fuoco che ci sono. Il loro silenzio è molto più rumoroso delle parole, è un brusio di fondo, continuo e inarrestabile...
che da una parte mette tristezza,
ma dall'altra, infondo, nutre la speranza.

Gennaro ha detto...

Ho sempre ritenuto questo spazio offerto un baluardo di democrazia e conoscenza,sto cercando di sforzarmi di capire come mai anche da questa eccellenza che abbiamo e condividiamo in rete ( Il blog di Uguale per Tutti) non una sola riga è stata spesa ad oltre 48 ore dal filmato e dalle dichiarazioni del dott Genchi postato sul blog di Grillo. E pure ho letto con grande interesse firme di magistrati ed avvocati su situazioni altrettanto gravi inerenti il mondo giudiziario ( vedi ad es le vicende della procura di salerno e catanzaro e tutte le conseguenze ad esse legate) come mai invece questo silenzio anche da queste pagine nel merito della medesima vicenda ? Lo so che in molti di voi si sentiranno presi in contropiede come si suol dire da tale considerazione e domanda,ma non è possibile specie da questo blog fare silenzio su queste dichiarazioni gravissime del dott genchi. QUi vedo che tranne il blog di grillo,borsellino salvatore e di pietro poi silenzio assoluto,ma a voi cosa ricorda questo silenzio assoluto ? Grazie e spero in un vs intervento immediato sulla vicenda

Felice Lima ha detto...

A Gennaro e a tutti.

Caro Gennaro e cari tutti, ho visto il video dell'intervista del dr Genchi alla quale Gennaro si riferisce.

Non l'abbiamo riportata sul nostro blog non perchè ne sottovalutiamo il senso e il valore, ma perchè la riteniamo inopportuna.

E' di tutta evidenza che il dr Genchi è vittima di una persecuzione del tutto illegittima e priva di fondamento e che questa persecuzione è strumentale a deplorevoli disegni politici illustrati proprio nell'intervista in questione.

Ma va anche tenuto presente che il dr Genchi, nei processi dei quali parla, ha avuto il ruolo di consulente del pubblico ministero e dei giudici.

Poiché egli ha assolutamente ragione e poiché gli attacchi che gli vengono mossi appaiono del tutto privi di fondamento giuridico, a me sembra che la difesa più opportuna da parte sua sia quella che già sta attuando nelle sedi competenti. Dove ritengo risulterà vittorioso rispetto alle ingiuste accuse che gli vengono mosse.

Quanto più, invece, il dr Genchi si difenderà fuori da quelle sedi tanto più difficile sarà che possa poi continuare a svolgere il suo lavoro nei processi. Che è ciò che tutti auspichiamo possa fare.

Sarebbe compito di altri - che purtroppo non lo stanno svolgendo - difendere le ragioni non già del dr Genchi, ma del processo penale.

Far diventare il dr Genchi una delle "parti" in lotta è proprio quello che vogliono i suoi aggressori e a questo non ci vorremmo prestare.

Un caro saluto.

Felice Lima

nanni64 ha detto...

Segnalo: “La seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino”,
(ma anche la prima): Roberto Scarpinato, Palermo, 18.7.2008.

Tra cui (non letterale): “ ....a me, a Ingroia ... non ci é stato consentito di indagare, siamo stati emarginati, ci hanno scippato quelle indagini, ... chiedevamo al CSM di essere sentiti, abbiamo denunciato che ci avevano tolto le indagini ... il CSM si é voltato dall’altra parte ... la commissione parlamentare antimafia, dopo avere sbandierato che avrebbe indagato sui retroscena politici delle stragi 92/93, poi non ha fatto niente ... non ha fatto niente perché é un GRANDE AFFARE DI FAMIGLIA INTERNO ALLA CLASSE DIRIGENTE di questo Paese .....

... le stragi del 92/93 SONO STATE INSABBIATE, come sono state insabbiate quelle degli anni 70, ... la commissione parlamentare sulle stragi del 70 dopo anni e anni ha concluso i lavori senza presentare una sola relazione ... QUESTO PAESE NON SI PUò PERMETTERE DI GUARDARE DENTRO LA SUA STORIA ...
.... quanto Pisciotta disse che voleva fare i nomi dei mandanti la Procura si girò dall’altra parte e Pisciotta fu avvelenato in carcere ... NON CI VENGANO A RACCONTARE CHE LA MAFIA E’ FATTA DAI VARI PROVENZANO che vengono catturati in tuguri o stalle e vengono sbandierati all’opinione pubblica nazionale come l’immagine della mafia: questa é una IMPOSTURA DEL POTERE”

http://www.youtube.com/watch?v=G8Xgo5ShQJg

Segnalo anche “A chi è servito Provenzano? la storia occulta dell'Italia”

http://www.youtube.com/watch?v=YJeDWa4bgPQ

R. Scarpinato: “queste battaglie si vincono solo se c’è un gioco di squadra, della squadra-Stato”;
“e non c’é stata?”;
“moltissimi si sono impegnati ma la storia delle ricerche per la cattura di Provenzano é intessuta di FATTI STRANI, di OMICIDI STRANI, come l’omicidio di Ilardo, un mafioso che aveva deciso di collaborare, che ci stava portando a Provenzano e che é stato ucciso poco prima che ci portasse da Provenzano: chi ha avvisato Provenzano? ”

Perché Provenzano non fu catturato quando il colonnello Michele Riccio indicò il luogo e la data dell’incontro del confidente Ilardo con lui?

Processo Mori: vi suggerisco di leggere l’opuscolo di Travaglio allegato all’ultimo numero di Micromega, se ho tempo vi trascriverò parte delle dichiarazioni di Riccio lì riportate.

Sembra un incubo, ma pare che sia realtà.

P.S. Anche io mi associo all’invito a pubblicare l’intervista di Genchi.
Vero é che molti di noi l’hanno segnalata in vari commenti, ma forse un apposito post consentirebbe una discussione sull’argomento, non solo su quello che dice Genchi, ma anche sulla censura dei mezzi di disinformazione di massa.

P.S. invito sempre i magistrati titubanti a farsi avanti: il Paese ha bisogno di voi.

Vi abbraccio.
Nanni

Gennaro ha detto...

Dott Lima innanzi tutto grazie per il Suo tempestivo intervento sull'argomento,ma avvalorando la sua preziosa testimonianza nel merito della vicenda se il dott Genchi fosse cosi sicuro in base al suo metro e giudizio ( del dott Lima) quale è il senso di andare fuori dalle sedi opportune a fare tali dichiarazioni ? Lei stesso fa sorgere dei seri dubbi su chi invece dovrebbe fare " il suo dovere" se non ho capito male ed letto male Lei si riferisce ad una grave mancanza di Suoi colleghi giusto ? In caso positivo se vengono meno i Suoi colleghi delle dichiarazioni del Dott Genchi cosa ne facciamo ? Se le sedi opportune sono anche loro coinvolte attraverso i loro mmebri da chi deve andare il dott Genchi ? Scusate la mia esemplificazione nella terminologia ma non essendo un tecnico cerco solo di avere ulteriori ragguagli anche per non fare eventuali figuracce nello scrivere inesattezze su questa vicenda. Grazie a tutti

nanni64 ha detto...

Caro Felice Lima.
Forse ha ragione lei.

Ma io credo che quello che lei dice presupponga una situazione ordinaria e presupponga anche fiducia piena nell’operato di quei magistrati che indagheranno su di Genchi e che lo giudicheranno.

L’esperienza ci insegna invece che non tutti i magistrati applicano la legge. Allora occorre, soprattutto quando la questione non é solo del singolo ma ha una enorme rilevanza pubblica, che ci sia un controllo pubblico della vicenda.

Quando l’imputato é oggetto di lapidazione mediatica, che poi, come giustamente fa osservare lei, é strumentale allo scopo ultimo di distruggere il processo penale, e, con esso, la legalità e la democrazia in questo paese, quando i reati ascrittigli hanno legami e ragioni nei “presunti” crimini perpetuati da settori deviati delle istituzioni, da persone che ancora rappresentano quelle istituzioni, allora io credo che difendersi soltanto “nel processo”, come dice lei, non basti più.

Ricordo Boselli, ricordo Falcone, ricordo Borsellino, ricordo De Magistris ... parlare in televisione per far fronte a situazioni che esorbitavano il singolo processo.

D’altro canto l’anonimato dei magistrati, il divieto di pubblicazione degli atti del procedimento ecc. sono tutti mezzi per far sì che ci si difenda solo nei processi e che l’opinione pubblica sia tenuta all’oscuro di tutto.

Ma se l’opinione pubblica é all’oscuro di tutto che succede se il processo invece che essere corretta applicazione della legge diviene un’arma per colpire qualcuno, e sopratutto in questo caso, per colpire Qualcosa, che si chiama legalità, democrazia, giustizia, se il processo diventa un’arma impropria, come difendere quel qualcuno e quel Qualcosa da quell’arma?

L’informazione serve per controbilanciare un potere. Serve per evitare che il potere (anche giudiziario) possa abusare di sé, possa travalicare i suoi limiti e violentare le ragioni per cui esiste.

Solo per fare un esempio: Genchi ha dichiarato che “in quei tabulati c’erano delle acquisizioni che riguardavano magistrati della Procura di Roma”.
Ha fatto delle altre dichiarazioni gravissime, che non possono essere oscurate, anzi devono essere divulgate il più possibile. Ha fatto delle dichiarazioni che si armonizzano bene (non nel dettaglio ma nella denuncia delle deviazioni del potere) con quelle fatte da Salvatore Borsellino, e persino, con quelle caute, però precisissime, fatte dal dott. Scarpinato.

Se ha detto il falso perché la procura competente non lo indaga? Perchè forse in un processo potrebbe dimostrare di avere detto il vero? Perché non si vuole un processo su quei fatti?

Oscurarlo serve solo a dare la possibilità alla procura competente di non fare partire un procedimento che ha ad oggetto esattamente quei fatti che si vogliono tirare fuori dal tappeto in cui sono sepolti.

Per la prima volta non concordo con lei, caro dott. Lima.
Ma sono sicura che ha ragione lei, che riesce a capire molto meglio di me quale é la cosa più giusta.

Abbraccio lei e tutti gli amici del blog, come sempre.

Anonimo ha detto...

Cara Cinzia, non lo so. Cosa passi per la testa dei magistrati non lo posso sapere; e se siano in molti a leggere questo blog, lo ignoro.
A me pare che molti magistrati siano oberati di lavoro, e che molti di loro credano poco nel dibattito pubblico. D'altra parte, come dar loro torto, se l'associazionismo giudiziario, nelle cui sedi tanto si dibatte, è diventato (al di là della buona fede di tanti) un sistema di cordate, e un'ipocrita cinghia di trasmissione del carrierismo?

Personalmente, se parlo, non lo faccio solo per logorrea, ma anche perché tacere mi sembrerebbe troppo vile e miope, in un momento storico così problematico.

Un caro saluto
Ernesto Anastasio

Besugo ha detto...

Temo per il dottor Genchi "trincerato ad Alamo", assieme agli ultimi eroici difensori del Diritto.
Il generale Santa Ana (pro tempore) ha già dato ordine di alzare la bandiera rossa per indicare ai difensori trincerati nel forte, che l'attacco sarà senza quartiere, fino allo sterminio di tutti i difensori.

Il Deguellio è intonato da tutta l'orchestra mediatica che c[o/a]nta. Quali possibilità restano oggi al dott. Genchi per difendersi nelle sedi "OPPORTUNE- DEPUTATE"?

La sua eliminazione Morale, Professionale, F... (Ma che dico, sto impazzendo)!
No! Non deve succedere. Non possiamo lasciarlo solo accompagnato dalla nostra mite solidarietà!
Sarebbe peggiore dell'indifferenza.

Il dottor G. Genchi, insieme a tutti gli eroi, non ancora sepolti, avranno certamente un ruolo di primaria importanza, quando questo paese avrà debellato gli stupratori della nostra povera Italia, nata libera!

Nata Repubblicana e liberata con la lotta di liberazione (non dalla guerra civile!) dall'oppressione nazifascista.
Il Governo di Salò fu imposto dal regime nazista per governare un territorio occupato dall'esercito tedesco, in guerra con i paesi alleati ed anche contro quello che restava del regno d'Italia diviso in due parti dal fronte di guerra della Linea Gotica.

Il dott. Gioacchino Genchi è costretto, oggi, a rendere pubblici i nomi di tutti coloro che hanno agito contro la verità e la giustizia. Intendo il vero senso comune della GIUSTIZIA!

Rendendo pubblico il suo "ARCHIVIO DI NOMI E FATTI" si auto accusa e contemporaneamente si garantisce il ruolo di testimone.

Analogamente, dalla fine dello scorso anno il Colonnello Riccio sta deponendo le sue testimonianze nel processo Mori-Obinu a Palermo, del quale non trapela nulla nei palinsesti di approfondimento né su i quotidiani; niente di niente, ma le testimonianze esposte nel dibattimento, possono essere agevolmente seguite su Radio Radicale.
.
Cosa possiamo fare?
Attivarci a costo di apparire sovversivi e divulgare con ogni mezzo ciò che il dott. Gioacchino Genchi sta divulgando con i propri mezzi. Ritengo che dobbiamo agire come dei diffusori acustici al punto che una piccola voce umana divenga un assordante VOCE di informazione e conoscenza e risuoni su tutto il territotio nazionale in ossessiva ripetizione di DATI, LUOGHI E NOMI.

DOBBIAMO, IN DEFINITIVA, DIVENTARE I SUOI PORTAVOCE COMPETENTI E CONSAPEVOLI DI FATTI, LUOGHI E PERSONE. NON DOBBIAMO PERMETTERE CHE UN SERVO TRADITORE SI IMPOSSESSI DELLA SUA AGENDA ROSSA.
DOBBIAMO ESSERE NOI LA SUA AGENDA ROSSA. OPPURE DOVREMO SPERARE SOLO AD UN MIRACOLO (per chi ci crede).

Cinzia ha detto...

Gentilissimo dott. Anastasio proprio di ciò io voglio renderLe merito e per questo La stimo.
Essere un bravo magistrato in sede giudiziaria è un dovere.
Essere un cittadino che esprime con senso della misura le proprie opinioni, anche.
Questi due ruoli possono e devono sussistere e non essere posti in conflitto tra loro.
C'è qualcuno invece che tenta sempre di mettere sciolina su questo terreno e demonizza la realtà di questa sussistenza, ma lo fa solo per convenienza personale e non per onestà intellettuale o professionale.
Lei, come pochissimi altri, esprime con pacatezza i propri timori ed in questo modo ci mostra il volto inevitabilmente umano del magistrato. Quello che ogni cittadino vorrebbe cogliere per sentirsi più vicino e perciò più protetto.
Il fatto stesso che Lei lo faccia senza per questo arrecare nessun danno alla Sua professionalità dimostra che ogni altra parola contraria è superflua.
Grazie per il Suo contributo.

Besugo ha detto...

Possiamo o forse dobbiamo accettare, sino a prova contraria, le molte facce della verità esposta dal dott. Gioacchino Genchi.

Almeno prendiamo atto delle sue dichiarazioni e conserviamole a futura memoria.

Video clip dell'intervista a Gioacchino Genchi

Fraterni saluti
Stefano

salvatore d'urso ha detto...

Nel blog di G. Genchi ho trovato questo commento:

Tua madre Ornella ha detto...
Dott. Genchi,
sono la mamma di Niki Aprile Gatti,
sò che il nome Le dirà poco (i media non mi fanno parlare), ma La prego legga la mia storia ....
http://nikiaprilegatti.blogspot.com/
Lei rappresenta per me una grossa Speranza ... parli dica tutto , smantelliamo questa Italia che per primi noi, italiani onesti non vogliamo piu'... non si fermi ....
io ho perso un figlio di soli 26 anni per questi intrighi, per queste società e persone occulte intoccabili ....
Io penso che Lei non è solo la mia speranza,ma la speranza di tanti...
Mio figlio è stato coinvolto in una grossa inchiesta con queste persone (pare che una delle Società era anche nell'inchiesta del Dott. De Magistris) davanti al Pm ha dichiarato che lui voleva dire quel che sapeva .... dopo 15 ore è stato trovato "suicidato"...
Parli Dott. Genchi lo faccia per l'Italia Intera!
Le scrivo con il cuore in mano....
Grazie
Ornella Gemini

salvatore d'urso ha detto...

Riguardo all'intervista di G. Genchi...

Quando ho visto il video del dott. Genchi, mentre lo ascoltavo sentivo crescere una gran rabbia... rabbia perchè siamo stati resi nel corso del tempo in parte impotenti e in parte siamo stati "rincoglioniti" dalla disinformazione e non informazione su tante vicende tristi del nostro passato repubblicano...

Ho chiesto al dott. Lima di pubblicare il video con l'intervista...

Pubblicamente il dott. Lima ha dato le sue spiegazioni del perchè non volesse pubblicare il video...

Condivido in parte le sue motivazioni e credo che abbia dato quella sua risposta motivata da un principio che dovrebbe essere rispettato da tutti...

Solo che ci troviamo di fronte a un caso che dire straordinario è poco e comunque unico... l'Italia rovesciata come un calzino... tutti i libri scritti fin ora dovrebbero andare bruciati... alcuni dei quali assieme ai loro scrittori...

Cioè qui si parla di un'Italia controllata da qualche migliaia di persone tutte con un compito ben preciso... stiamo parlando di dittatura... stiamo vivendo in un paese che in realtà dovrebbe essere tutt'altro... e la maggior parte dei cittadini rischia di rimanere comunque per sempre all'oscuro da questa verità... verità che dovrebbe ridare ai cittadini la dignità toltagli in tutti questi anni... dare un senso alle morti di Falcone, Borsellino, Livatino e tanti altri...

Ripeto condivido la tesi del dott. Lima... probabilmente sbaglio a pensarla in questo modo... ma il contenuto dell'intervista di G. Genchi merita quanto meno essere decifrata e conosciuta...

Anche perchè il potere da tali posizioni si dovrà difendere... e come si difenderà... in passato per casi del genere ha ucciso fisicamente la persona oggi ci stava provando professionalmente ma per farlo tacere forse sarà costretto ad archiviare tutto e quindi non processarlo... se ne esce nel modo più pulito apparentemente possibile...

Comunque credo che G. Genchi... essendo una persona fuori dal comune, per la persona quale lui è, per il suo impegno e per la sua storia, rispetto a ciò che gli sta accadendo... dargli un pò di spazio anche in questo blog credo sia il minimo che possiamo fare...

Anche perchè un domani potremmo pentircene di non averlo fatto...

è solo un sassolino?... ma che comunque va messo... ognuno metta il proprio sasso.

Felice Lima ha detto...

Per varie ragioni è difficile spiegare bene la mia posizione sul "caso Genchi".

Per riassumere queste difficoltà, direi che il problema sta nel fatto che la vicenda ha troppe cose che, per ragioni istituzionali, debbono necessariamente essere taciute.

E infatti il dr Genchi dice alcune cose e lascia intendere di non poterne dire altre.

Riassumendo moltissimo e sperando di risultare più chiaro, direi:

1) sono convinto - e l'ho già scritto chiaramente - che il dr Genchi sia vittima di una manovra illegale che ha fini diversi dal perseguire lui e che utilizza la sua vicenda in maniera strumentale;

2) sono convinto che il dr Genchi non ha nulla da temere nelle "sedi competenti", perchè tutte le accuse che sono note a suo carico appaiono delle autentiche fanfaronate e perchè lo "schema" del lavoro svolto dal dr Genchi è tale che non gli possono essere mosse le accuse che gli si muovono;

3) ma il dr Genchi non è - né sotto il profilo personale né sotto quello istituzionale - il "titolare" di alcuna indagine;

4) il dr Genchi è "solo" un consulente dei magistrati;

5) chi sta cercando di strumentalizzare la sua vicenda a fini politici lo accusaa di "approfittare" dei suoi incarichi per perseguire fini "oscuri" e deviati;

6) l'unica risposta logicamente adeguata a queste accuse è: "Io non ho alcun interesse personale; io ho offerto le mie competenze tecniche a dei magistrati; gli unici che devono decidere cosa fare delle mie competenze tecniche sono i magistrati che mi hanno chiesto delle singole specifiche prestazioni d'opera professionale, esaurite le quali io nulla so e a nulla sono interessato; non mi importa di cosa decideranno coloro che devono decidere qualunque cosa, perchè io non ho alcun interesse alle vicende delle quali mi sono occupato; io sono solo un tecnico molto qualificato; dal punto di vista dei miei interessi personali, ho sempre scelto di servire gli uffici pubblici e non ho prestato la mia opera professionale per dei privati; ovviamente, a seconda dell'esito delle vicende che mi riguardano, valuterò se continuare a fare come ho sempre fatto o se mettere a disposizione di privati le mie competenze tecniche". Punto e basta;

7) dire "Io ho svolto indagini contro Tizio e contro Caio; io so cose che al momento opportuno dirò; io eccetera" a mio modesto parere serve solo a fare un favore a chi potrà dire: "Avete visto che questa persona non è un semplice consulente tecnico, ma qualcosa di più e di diverso";

8) e d'altra parte, quando questa partita si sarà conclusa, il problema sarà uno solo: non essendo il dr Genchi titolare di alcun ufficio giudiziario, o ci saranno ancora magistrati che riterranno opportuno dargli degli incarichi oppure no; e sembra ovvio che, perchè ci possano essere ancora magistrati che ritengano opportuno dare degli incarichi al dr Genchi il dr Genchi deve apprire SOLO un tecnico eccellente. Qualunque altra cosa il dr Genchi appaia non sarà più possibile dargli altri incarichi.

Concludo con una considerazione.

Tutti coloro che hanno combattuto un certo tipo di battaglie lo hanno fatto - scusate se mi permetto di correggere in lo abbiamo fatto - avendo di mira la buona causa. Non dunque obiettivi personali. Ma ciò che era utile a raggiungere un risultato giusto e utile.

Credo che anche il dr Genchi abbia sempre agito così.

Mi auguro che continui ad agire così.

Avrete notato che Luigi De Magistris, Gabriella Nuzzi e tanti altri hanno affrontato le loro battaglie pagando prezzi altissimi, ma anteponendo sempre la buona battaglia alla gloria personale. Non hanno mai difeso se stessi, ma una causa giusta.

Un caro saluto.

Felice Lima

Gennaro ha detto...

Una frase dal commento del Dott Lima

Per riassumere queste difficoltà, direi che il problema sta nel fatto che la vicenda ha troppe cose che, per ragioni istituzionali, debbono necessariamente essere taciute.
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Dott Lima ma se queste cose a cui Lei allude "devono essere taciute" quale è lo scopo del Dott Genchi attraverso le sue dichiarazioni ? Altra domanda,perchè debbono per forza essere taciute ? Non è meglio che cade Sansone e tutti i filistei ? E se non sono sufficienti le sedi appropriate ( vedere il caso della Procura di Salerno dove un intero pool di magistati è stato letteralmente fatto fuori insieme a tutti coloro che si occupavano del caso De Magistris,come qualche giornalista ed altri magistati) scusate ma in che modo può mettersi fine a questa situazione ? Qua si fa riferimento a luoghi,persone e date molto precise in quelle dichiarazioni.

Besugo ha detto...

Non sono in grado di spiegare nulla di nulla, ancor meno di cose che sfuggono alla mia comprensione.
Ma posso asserire molto sommessamente che con le sue dichiarazioni borderline, il dr. Gioacchino Genchi ci sta suggerendo che se putacaso, lo trovassero suicidato, il fatto non sarebbe avvenuto per sua espressa volontà.
La sua dichiarata, volontà di combattere, anche duramente senza esclusione di colpi, suona come un duro monito per taluni soggetti, piuttosto che una minaccia di ritorsione.

Cordiali saluti

Stefano
Genova

Cinzia ha detto...

Terribile arma a doppio taglio.
Non c'è un manico da cui poter afferrare questo coltello e, se proprio non ritorcerlo contro il nemico, almeno evitare di ferirsi.

Il dott. Genchi viene attaccato sul piano professionale e conseguentemente personale.
Giusto quello che dice il dott. Lima:
deve difendersi anteponendo la difesa della buona causa alla difesa dei suoi interessi personali, anche fossero questi la diffamazione della sua persona, del suo ruolo e di come l'ha svolto.
Farsi prendere dall'emozione della reazione difensiva mette certamente in una posizione di debolezza, mostra il fianco.

Nel suo ruolo di cittadino, invece, come noi d'altronde, avrebbe tutto il diritto di porsi nella posizione (virtuale, dal momento che formalmente non è stato istituito nessun processo, ma solo un'inchiesta - più di una! - che ne ha tutte le caratteristiche sommarie però), diciamo così, anche se probabilmente non è esatto dal punto di vista tecnico, di costituirsi parte civile.

Alcune sue frasi nell'intervista mi hanno particolarmente colpito.
Quando dice (e vado a memoria) che il suo ruolo è cambiato da persona informata dei fatti ad indagato;
quando parla delle indagini usando il pronome "noi", che certo non sarà giusto formalmente, ma ci rende il senso del coinvolgimento che una persona, abituata a ruoli di pubblico servizio, difficilmente può non avere, proprio in virtù della formazione e del doppio ruolo;
quando con slancio, sull'onda di questo nuovo ruolo d'indagato, si fa portavoce di una necessaria resa dei conti in cui ormai l'Italia non ha scampo, deve lasciare che si scoprano le carte e che gli italiani conquistino finalmente il diritto, non già di sapere, perché già sanno, ma di vederne le prove.

E' sconveniente essere in un doppio ruolo.
Pone in seria difficoltà gestire con misura l'oltraggio e lo stupro subiti come persona, come operatore serio e solerte, come cittadino.

Ci sono dei momenti però, momenti in cui sai che t'hanno fregato comunque la vita sotto ogni profilo, in cui forse non si ha più voglia di usare la misura, in cui si pensa (a ragion d'esperienza cocente e non solo la propria) che forse la misura non è una degna strategia di difesa.

Non dico che sia giusto o conveniente, voglio solo dire che è umano e che forse se in questi momenti fossimo tutti un po' più umani... chissà ... sarebbe meglio?!
Non lo sapremo mai.

Ci sarà sempre chi difenderà la linea della misura a tutti i costi per poter rimanere nel giusto e quando ci avranno tolto anche i vestiti e non avremo più neanche la pelle, non so di che misura ci vestiremo.

"Fatti non foste per viver come bruti..." diceva il sommo poeta, ma neanche come santi, se mi posso permettere di aggiungere.

Non mi risulta che nessuna conquista o riconquista di libertà sia mai passata solo ed esclusivamente attraverso il giusto.
E non sempre il formalmente giusto porta poi a giustizia certa.

Siamo umani, ci diamo delle regole per essere il più possibile equi, ma siamo imperfetti.
E mi sembra difficile, in periodi come questo, di continua violazione delle regole, riappropriarsi di giustizia e libertà solo attraverso quelle stesse regole violate e calpestate.

Solo riflessioni in punta di penna ...
niente di più.

siu ha detto...

Tanto per le competenze quanto per i dati che (non) ho, non sono in grado di esprimere un parere anche vagamente fondato, su questa, ahimè, ennesima e serissima faccenda.
Il commento di Felice Lima del 2 marzo 2009 20.46 fa comunque vibrare assai forte una corda civile più che mai viva dentro di me.
Il nocciolo penso stia nei punti 5, 6 e 7. Che, se ispirassero -come dovrebbero- gli atteggiamenti e i comportamenti almeno di coloro che si occupano della cosa pubblica da onesti, già sarebbe credo un passo avanti mica male, in direzione del ripristino, o forse finalmente della conquista, di un vero Stato non delle trame, ma del diritto.
Del diritto e quindi della trasparenza, una trasparenza che probabilmente non sappiamo neanche più cosa sia. Grazie anche ad un'informazione che, salvo fulgide e automaticamente eroiche eccezioni, in parte è la prima a non essere trasparente, e in parte credo semplicemente non svolga il suo compito; anzi, non sappia proprio neanche più qual è, il suo compito. Contribuendo col suo sonno profondo a che le trame più disgustose continuino a proliferare, in tutte le sfere, e ad impregnare la vita di questo Paese; ogni giorno più asfittica e meno libera, che infatti assomiglia sempre più a un'agonia.
Se arriva un po' di respirazione bocca a bocca, arriva da persone come Luigi De Magistris, Gabriella Nuzzi e parecchi altri. Non lasciamoli soli; in questo caso il pronto soccorso ha bisogno di tutti, fino all'ultimo e al più piccolo.

bartolo ha detto...

Che gioia ascoltare dalla voce di un magistrato antimafia le stesse cose da me malamente e sgrammaticatamene abbozzate su carta da quaderno; ed indirizzate ad un pessimo (falso) magistrato, 17 anni fa!
Oggi quel pessimo(falso) magistrato è ai vertici della collusione con il potere politico. Scarpinato, invece, oltre il suo impegno di vero e dignitoso magistrato, è costretto a fare convegni e scrivere libri per informare una cittadinanza accecata dalla disinformazione!
Schifani ha detto che il popolo meridionale si è ribellato ed ha sconfitto la mafia! E questa Ndrangheta che i superprocuratori reggini indicano quale organizzazione criminale più potente esistente al mondo, non fa parte, forse, del meridione d'Italia?
Grazie a Scarpinato per la sua opera d'informazione ed anche a Genchi per le seguenti parole:
"...E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

Salvatore D'Urso ha detto...

F. Lima ha ragione...

Anche se in parte mi rimangono dei dubbi...

Sul fatto che alcune cose vanno taciute...

A pensare che da persone così sagge si suggerisce di tacere su certe vicende... mi fa pensare che allora la merda è così tanto grande da travolgerci e soffocarci tutti...

Beh ma allora di che segreti si tratta?...

Non sarà mica, per esempio, che i servizi segreti italiani sono stati per decenni al servizio di un potere corrotto e mafioso?...

** (omissis) **

Non sarà mica, per esempio, che Falcone e Borsellino sono stati fatti ammazzare per conto di autorevoli politici ma non solo politici che grazie allo strumento dei servizi segreti più mafiosi dei mafiosi hanno premuto il tasto delle bombe?...

Non sarà mica, per esempio, che Mani Pulite, ma anche De Magistris, ma anche la Forleo, ma anche Apicella, Nuzzi e Verasani siano stati fatti tacere sempre dalla solita manina?...

Non sarà mica, per esempio, che il cuore del potere criminale risiede davvero a Roma? Dove magari il 90% degli uomini più illustri rappreentanti le istituzioni fanno parte di questa combriccola? Quindi anche magistrati, generali delle forze armate, dei carabinieri, comandanti della polizia, ecc...

Non sarà mica, per esempio, che la fusione di poteri come quello politico, criminale, religioso, Mediatico, economico, finanziario, giudiziario sia attuale e produca un orgia di abusi?...

Dott. Lima, per esempio, lei cosa ne pensa?... per esempio, il dott. genchi alludeva a queste cose?... per esempio, non è che il nostro viso si è deformato così tanto da non avere più il coraggio di guardarci allo specchio perchè se lo facessimo rischieremmo l'infarto?...

Krushov che successe a Stalin divulgò una buona parte delle verità sullo squallido esercizio del potere della dittatura staliniana di cui stesso egli faceva parte, perchè questo non è possibile in Italia?

Spero in una sua risposta anche breve...

Felice Lima ha detto...

A Salvatore D'Urso e a Cinzia.

Caro Salvatore e cara Cinzia,

quando ho detto che nella vicenda Genchi molte cose "devono essere taciute", ho precisato che ciò deve essere fatto "per ragioni istituzionali".

In sostanza, non si tratta di cose che "non devono essere dette", ma di cose che devono essere dette "da altri".

Questo dipende dal tipo di lavoro che facciamo noi.

Se ci fate caso, noterete che Luigi De Magistris, Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi Apicella, non hanno detto cose del tipo: "La verità è che l'on. Tizio è un corrotto schifoso e che del Prefetto Caio so questo e quest'altro".

Il giudice non può usare le notizie acquisite per ragioni d'ufficio come "fatti personali".

Ma questo vale anche per altre professioni.

Se io contesto al mio medico che la parcella che mi ha fatto è sbagliata o esosa, lui non può dire: "Ah si: allora io adesso faccio sapere a tutti da quali malattie sei affetto".

Si è discusso a lungo qui su alcune considerazioni fatte da Paolo Barnard sul "parlare" e il "fare".

Un altro aspetto di quel problema è questo: il "fare" viene prima del "parlare".

Un magistrato e un consulente tecnico che adempiono ai doveri propri dei loro uffici stanno "facendo".

E questo "fare" resta sotto gli occhi di tutti e a volte della storia.

"Parlare" è utile. A volte molto. A volte doveroso.

Ma bisogna sempre chiedersi se e quando "parlare" diventa "fare" ... danno.

Non perchè quelle certe cose non si debbano dire, ma perchè non tutti possono dire tutto.

Ognuno deve dire e fare le cose che devi dire e fare lui. Non è possibile che "alcuni" debbano fare i ruoli di "tutti".

Non è possibile non nel senso che "non ci piace" o "è inopportuno", ma proprio nel senso che non è P O S S I B I L E (oggettivamente, filosoficamente, ontologicamente).

Chi prova a fare i ruoli di "tutti" non conclude proprio nulla, perchè finisce con il fare un "ruolo" assurdo e paradossale.

Felice Lima

salvatore d'urso ha detto...

x F. LIMA...

Ma io ho capito chiaramente ciò che è il suo concetto... già nelle sue prime esposizioni e le do ragione...

Il punto è però che certe verità in modo ufficiale, poichè ufficiosamente bene o male alcuni cittadini le sanno, non verranno mai a galla...

E' lo stesso potere che non le farà mai salire a galla...

E di esempi ne abbiamo tantissimi... gli stessi De Magistris, Forleo ed Apicella ne sono state vittime... così come pure prima il pool antimafia dove si è visto ostacolare di netto dallo stesso CSM e commissione antimafia... così manipulite anche se in modo diverso... così anche Falcone e Borsellino nel modo che tristemente conosciamo... e così tanti altri casi fino a toccare i tasti del Generale Dalla Chiesa e di Aldo Moro... o addirittura ancora più indietro con gli accordi fatti alla fine della Seconda guerra mondiale con le sue tante ambiguità e patti segreti che hanno comportato le prime rinunce della sovranità nazionale ma anche a sottomissioni a determinati poteri che hanno già da allora influito parecchio sul tragicomico teorema di Italia-paese democratico.

Le sedi competenti e determinati ruoli dovranno far emergere la verità... per questo ci stiamo battendo convintamente...

Genchi, come lei pare voler farci capire, è come Pasolini... "io so... ma non ho le prove"... poichè le prove non saranno i 3 o 4 concetti che lui descrive così semplicemente... questo credo lo abbiamo inteso un pò tutti.

Il punto è però se bisogna comunque sostenere chi ha deciso che comunque certe verità debbano essere dette e non credendo che Genchi sia tanto fesso, le dirà in un certo modo... quel che è da parte sua in buona parte dimostrabile e sostenibile all'interno di un processo che lo vede implicato... anche se questo processo è tutta una farsa... anche se questo processo non ha basi concrete sulle quali provare le accuse mosse al dott. Genchi...

Il dott. genchi ha fatto un semplice annuncio dove ha detto tutto e niente... ovvero, però, ha fatto capire che ha bisogno di essere sostenuto e di tenere informata la cittadinanza su eventuali sue dichiarazioni che farà in un futuro suo processo... su tali dichiarazioni c'è bisogno di telecamere, virtuali e non, che seguano attentamente la vicenda... e dove tali dichiarazioni non si perdano nel nulla... ma che possano essere poi utilizzate dalle persone che, come lei ben dice, nei ruoli hanno compiti diversi...

Un'attenzione mediatica ci vuole... e magari anche i blog è giusto che ne discutano nel modo giusto proprio per trarre da quelle dichiarazioni il vero senso che lo stesso Genchi gli ha voluto dare... e cioè che c'è un abuso continuo e prepotente di un determinato potere... che i media disinformano la cittadinanza... che ci sono verità tenute nascoste e che tale potere non vuol mostrare... e che queste verità tenute nascoste conducono ad un deterioramento continuo e più che costante sull'intero assetto democratico nonchè sul grado di civiltà dei cittadini stessi...

Ripeto... le motivazioni di Felice le condivido pienamente... ha più che ragione... ma discutere di quanto il dott. Genchi ha in mente di fare... può mai essere sbagliato?... con tutti i suoi pro e i suoi contro... di certo qualcosa sta accadendo... e non credo serva a molto far finta di nulla.

Bisogna interpretare... sempre e comunque ciò che avviene nella realtà... decifrandola e cercando di capire il significato di perchè tali cose avvengono, come avvengono, e le conseguenze...

siu ha detto...

Le opinioni in merito alla "faccenda Genchi" sono molte, e variegate.
Le possibili considerazioni tali, per tipo e quantità, da dare il capogiro.
Ma personalmente resto convinta che i principi ricordati da Felice Lima (grossolanamente riassumendo):

il giudice non può usare le notizie acquisite per ragioni d'ufficio come "fatti personali",
il "fare" viene prima del "parlare",
non tutti possono dire tutto,
non è possibile che "alcuni" debbano fare i ruoli di "tutti"....... proprio nel senso che non è P O S S I B I L E (oggettivamente, filosoficamente, ontologicamente)

sono convinta, dicevo, che questi principi dovrebbero essere rispettati, in un Paese normale, al cento per cento.
In Italia, al duecento.

Uno degli elementi più preziosi di questo blog, secondo me, sta verso la fine della sua sidebar di destra.
E proprio perchè le scarpe di noi italiani sono, che lo sappiamo o no, nel pantano più immondo, è necessario che la testa resti "over the rainbow".

Gennaro ha detto...

Non per innescare una inutile e sterile polemica che alla discussione e conversazione non servirebbe proprio a nulla,ma in virtu delle parole scritte dall'ultimo commento del dott Lima vi chiedo,portandolo come es molto semplice e sopratutto di recente accadimento,nella vicenda Genchi paragonatela alla vicenda di De magistris e conseguenzialmente a tutti i fatti che poi hanno portato incostituzionalmente ed irregolarmente il csm a prendere delle decisioni nonostante fino all'ultimo lo stesso organo ed automaticamente i suoi membri nello specifico fossero stati sbugiardati,smentiti dal riesame di salerno. Ecco dott lima in questo caso se l'organo preposto ed i suoi membri non hanno ottemperato al proprio dovere,agendo invece nella maniera opposta e nella massima illegalità tutto il pool di salerno che è stato fatto fuori a chi deve piu rivolgersi ? Mi sembra non sia rimasto piu nessuno nel senso che se il riesame di salerno ha dato ragione ai magistrati della medesima procura non vedo altri organi cui fare riferimento. riportate pari pari la situazione di Genchi e traetene le relative conclusioni. Continuo a ribadire che è tutto da sfasciare dalla a alla z e ci vuole solo qualcuno con le cosidette che si prenda la briga di far saltare tutto il banco in aria ( metaforicamente parlando)

Besugo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Besugo ha detto...

PERCHE' LA MAFIA HA VINTO

nanni64 ha detto...

INTERCETTAZIONI: PRESENTATO NELLA SEDE FNSI IL QUADERNO UNCI CONTRO IL DDL

Giuristi, magistrati, avvocati e giornalisti: Alfano dannoso e inutile

Sottrae alla magistratura le armi contro il crimine, espropria i cittadini del diritto all'informazione

Trenta tra giuristi, magistrati, avvocati, investigatori e giornalisti uniti in un solo giudizio: il ddl Alfano è dannoso e inutile.

Lo hanno spiegato anche a voce, marted� 3 marzo, nella sede della Fnsi a Roma, presentando il Quaderno realizzato dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani: Ddl Alfano, se lo conosci lo eviti. Una nuova iniziativa dopo il "Giro d'Italia della libertà dell'informazione" in 28 piazze di tutto il Paese.

Si tratta di un volume di 224 pagine formato quaderno che analizza da ogni prospettiva il testo all'esame del Parlamento e offre anche un'ampia documentazione, tra cui il "Parere pro veritate" dei professori Enzo Cheli e Carlo Federico Grosso che la Fieg ha depositato alla Commissione Giustizia della Camera lo scorso ottobre.

Gli autori del Quaderno sono:
Lirio Abbate, Giorgio Altieri, Ettore Barcellona, Carlo Bonini, Rosi Brandi, Alessandro Brignone, Giuseppe Cascini, Gian Carlo Caselli, Enzo Cheli, Maria Francesca Chiappe, Guido Columba, Lorenzo Del Boca, Bruno Del Vecchio, Santo Della Volpe, Alessandro Galimberti, Luigi Ferrarella, Leonardo Filippi, Ennio Fortuna, Glauco Giostra, Carlo Federico Grosso, Arne Konig, Caterina Malavenda, Carlo Malinconico, Domenico Manzione, Roberto Natale, Luca Palamara, Stefano Rebechesu, Vittorio Roidi, Giovanni Salvi, Armando Spataro e Elsa Vidal.

Qui potete scaricare i file Pdf del Quaderno
http://www.unionecronisti.it/