«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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venerdì 13 febbraio 2009

Stato di diritto, addio





Trascrizione:


di Antonio Di Pietro


da www.antoniodipietro.com


La goccia dello Stato di diritto sta per far traboccare il vaso. Ieri è cominciata, in commissione Giustizia alla Camera, la discussione sul nuovo disegno di legge del governo in materia di intercettazioni telefoniche. Dovete sapere che è un attacco allo Stato di diritto, e mi meraviglio che nemmeno i giornali “indipendenti” ne parlino.

Lascio detto oggi, quello che accadrà dello Stato di diritto quando sarà approvato questo provvedimento.

Sarà approvato cosi com’è, perché ieri ho avuto modo di riscontrare in commissione, dove ho cercato di battermi per far capire l’assurdità di certe decisioni, la certezza che non c’è peggior sordo di chi non ti vuole sentire: la maggioranza parlamentare non ti ascoltava nemmeno, non gliene fregava niente a nessuno.

Sono ben sei gli elementi che distruggono lo Stato di diritto in questo disegno di legge:

1) I criminali si scelgono il giudice

2) La beffa dell’intercettazione

3) L’inganno dell’eccezione “criminalità organizzata”

4) Eliminazione delle intercettazioni ambientali

5) La gabbia della burocrazia

6) Bavaglio ai giornalisti e Stato di polizia


1) I criminali si scelgono il giudice

Sapete cosa prevede questo disegno di legge? Il dovere di astensione e il conseguente obbligo di sostituzione del magistrato che riceve l’iscrizione nel registro di reato a seguito della denuncia da parte di una delle persone che sta indagando. Mi spiego: ogni persona che non vuole essere messa sotto indagine da un certo magistrato, può scegliersi il suo giudice, il suo Pubblico ministero. Che cosa fa l’imputato? Quando vede che c’è un Pubblico ministero che sa dove trovare le carte e le prove nei suoi confronti, basta che lo denunci. Infatti, se il magistrato risulta iscritto al registro di reato è costretto a bloccare le indagini che sta portando avanti. Ogni imputato può scegliersi il suo giudice. D’ora in poi, la criminalità organizzata, i terroristi, i mafiosi se vedono un magistrato come De Magistris, Forleo, insomma un magistrato che fa il proprio dovere, lo denunciano. In quel momento, senza guardare in alcun modo la bontà della denuncia, il magistrato si deve dimettere e non può più portare avanti l’indagine. Mi pare che questo sia di una gravità inaudita.

2) La beffa dell’intercettazione

Per poter intercettare una persona ci vogliono “gravi indizi di colpevolezza”. Significa: non puoi più intercettare se hai degli indizi di un reato che si è commesso, non puoi più intercettare se hai degli elementi da chiarire, ma puoi intercettare solo se sai che la persona è colpevole. Ma se sai che la persona è colpevole, perché la devi intercettare? La verità è che se non la intercetti non sai che è colpevole, quindi, non la puoi intercettare e non puoi scoprire il reato. Ancora una volta, sposti il magistrato e intercetti quando è inutile.

3) L’inganno dell’eccezione “criminalità organizzata”

Dicono che si può intercettare anche se non ci sono indizi di colpevolezza nei casi di criminalità organizzata. E’ un’altra truffa, perché la criminalità organizzata è composta da un gruppo di persone che commettono un numero indefinito di reati in un periodo di tempo che può essere anche lungo. Infatti sappiamo che solo alla fine delle indagini, una volta scoperta l’esistenza dell’associazione a delinquere, dell’associazione terroristica, si può scoprire che invece di una, sono coinvolte più persone, invece di uno, sono stati commessi più reati, e si scopre che questi sono legati da un unico filo criminoso. Insomma, non lo puoi scoprire prima, ma alla fine. Ma se puoi indagare solo quando hai la prova dell’esistenza dell’associazione criminale, non riuscirai mai a scoprirlo, perché lo potrai sapere solo alla fine. E’ chiaro: questo disegno di legge è scientifico, luciferino e mefistofelico.

4) Eliminazione delle intercettazioni ambientali

Per poter intercettare in via ambientale, c’è bisogno della contestualità del reato. Mi spiego: che cosa sono le intercettazioni? Sono la captazione di voci, di immagini che possono avvenire sia attraverso il telefono, sia attraverso una microspia che viene messa nel luogo in cui le persone parlano. Possono parlare a casa, al bar, ai giardinetti, ai parlatori delle carceri e in altri posti. L’intercettazione ambientale è la più importante perché al telefono non parla più nessuno, perché si sa che si può essere intercettati. Con questo sistema, con questo disegno di legge si può effettuare l’intercettazione ambientale solo nel momento del fatto, cioè questa è valida solo nel momento in cui viene commesso il reato. Quindi se vuoi intercettare una persona per sapere se farà una rapina, non la puoi intercettare il giorno prima. Insomma, lo puoi fare solo nel momento in cui fa la rapina, dove si fa tutto meno che parlare. Né puoi intercettare il giorno dopo la rapina, dove dicono “cento a me, cento a te, cinquanta alla figlia del Re”. Insomma, non puoi intercettare la persone che hanno commesso il reato perché non stanno facendo più la rapina, ma si stanno spartendo il bottino ... Capite che è un’altra presa in giro!

5) La gabbia della burocrazia

Per poter fare un’intercettazione telefonica non bastano più il Pubblico ministero e il giudice, ma bisogna andare al Tribunale presso il distretto della Corte d’Appello.

Immaginate quanti atti bisogna spostare. Se si trattasse di un fascicolo composto da dieci carte lo potrei capire, ma immaginate un fascicolo, come quello che avevo fatto io per Mani Pulite, un milione e mezzo di carte, o quello di De Magistris, di duemila pagine. E dove ogni volta che bisogna fare richiesta per un’intercettazione, bisogna portare questi fascicoli dalla procura, dove si sta indagando, fino al tribunale distrettuale con un camioncino, per poi aspettare che un collegio di tre giudici l’approvi.

Inoltre, un giudice basta per condannare all’ergastolo, mentre per intercettare e per acquisire i tabulati delle telefonate, ci vorranno tre giudici. Immaginate che farraginosità.

Soprattutto, ogni volta che uno di questi giudici ha deciso sulle intercettazioni, non potrà più decidere sugli altri provvedimenti da prendere, e quanti giudici ci vorranno in tutti i tribunali? Ogni giudice dovrà astenersi dal procedere ogni volta che ha già proceduto una volta nei confronti di qualcuno. Resta il fatto che se c’è un’indagine di una trentina di persone nel giro di un mese, nessun giudice potrà poi giudicarli e bisognerà aspettare che arrivi un nuovo concorso tra qualche anno, o fra qualche prescrizione.

6) Bavaglio ai giornalisti e Stato di polizia

Questa è la gravità con cui si sta procedendo per impedire che si scoprano i reati. Allontanamento dei magistrati che indagano, impossibilità di indagare, ed infine l’ultima perla: l’impossibilità per voi di venire a sapere come stanno i fatti. Questa norma, infatti, non dice solo che non si può intercettare e che il magistrato può essere mandato via dal suo imputato se non gli piace, ma dice anche che i giornalisti e l’informazione non devono dire più niente. Tutto verrà fatto al buio, in uno Stato di polizia, nessuno deve sapere niente: che cosa è successo alla Clinica Santa Rita, perché a Napoli sono successe tutte quelle cose con Romeo, perché in Abruzzo è successo lo scandalo Del Turco. Nessuno deve sapere niente fino a quando non si concludono le indagini, e soltanto con riferimento alle persone direttamente interessate. Ma una cosa è il segreto istruttorio, altra cosa è il diritto dell’opinione pubblica di sapere che un sindaco, un presidente della Provincia, un presidente della Regione, un grande imprenditore italiano, a cui hai affidato i tuoi soldi, è scappato con il malloppo. Una cosa è il segreto istruttorio per non rovinare le indagini mentre si fanno, altra cosa è il venire a conoscenza delle ragioni per cui una persona viene arrestata. Perché un domani può arrivare uno Stato di polizia, uno che ti arresta e non puoi sapere il perché, non devi sapere nulla, e se chiedi qualcosa o se informi di qualcosa qualcuno, vai in galera pure tu, come si usava ai tempi del fascismo.

Conclusioni: Stato di diritto addio ed economia a rotoli

Capite che tutto questo sta prefigurando da una parte uno Stato di polizia, dall’altra uno Stato dell’impunità. Di questo si sta occupando il governo Berlusconi, invece di venire incontro alle istanze dei cittadini con disegni di legge e provvedimenti che riguardano l’economia, il lavoro, la disoccupazione, gli ammortizzatori sociali, i giovani senza futuro. Perché si occupa di questo? Per spostare l’attenzione verso quello che non sa risolvere, cioè l’economia a rotoli del nostro Paese.

Riflettete amici, riflettete.




15 commenti:

nanni64 ha detto...

Altreo tassello:


Il Senato, con voto contrario dell’Italia dei Valori, ha approvato l'articolo 50-bis del Ddl n° 773, un emendamento del senatore Udc Gianpiero D’Alia al pacchetto sicurezza varato dal governo.

L’emendamento avvia “la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Nei fatti, se approvato, permetterà di reprimere la libertà di espressione e di opinione in Rete (approfondimento nell’articolo di Punto Informatico ).
Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo.

Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet in un soffio equiparando l’Italia alle uniche due nazioni al mondo che hanno queste restrizioni: Cina e Birmania.
L’emendamento sotto il pretesto di chiudere le porte a siti come You Tube e Facebook in cui sparuti gruppi di fanatici “inneggiano” a Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, nasconde ben altri obiettivi. Quello di oscurare l’ultimo tassello dell’informazione, internet, che sfugge al controllo diSilvio Berlusconi monopolista dell'informazione privata e di Stato.
Mi domando perché non oscurare le reti Mediaset visto che inneggiano ad un assassino come Vittorio Mangano. Oppure perché non sciogliere la Lega di Umberto Bossi che istiga i padani ad armarsi di fucili contro “Roma ladrona” da cui i suoi dirigenti prendono un lauto stipendio.

Se questo golpe non si arresterà alla Camera scenderemo in tutte le piazze d’Italia. E ci rimarremo.

Se l’emendamento D’Alia divenisse legge il mio blog, quello di Marco Travaglio, di Beppe Grillo, di Byoblu, di Daniele Martinelli, di Piero Ricca e di migliaia di altre voci libere della Rete, sarebbero oscurati. Questo è l’effetto, ed il vero obiettivo, di quell’emendamento carogna, ed il senatore D’Alia non lo nasconde (come potete capire dal video di un internauta che riporto).....

dal blog di Di Pietro

Anonimo ha detto...

integro con dei video
Mafia e ddl intercettazioni
Nicola Gratteri, esemplare sostituto procuratore distrettuale antimafia di Reggio Calabria, è uno dei magistrati della DIA più esposti, capaci ed operativi d'Italia. Impegnato in prima linea contro la 'ndrangheta, attualmente costretto a vivere sotto scorta, probabilmente è colui che conosce meglio le distorsioni del sistema penale / investigativo / penitenziario che permettono alle 3 grandi mafie Italiane di prosperare. Insomma è, a tutti gli effetti, il Falcone di Calabria.

Ospite di Augias nel suo programma "Le storie-Diario Italiano", Nicola Gritteri presenta il suo ultimo lavoro, "Fratelli di Sangue" (definito da Augias ancor più terribile e toccante dell'opera Gomorra di Saviano). In questa prima parte descrive la ndrangheta con una marea di dati impressionante (i riti daffiliazione, le tappe della carriera degli ndranghetisti, le diramazioni internazionali, le guerre, le trasformazioni che hanno portato una mafia agropastorale a divenire la prima azienda del narcotraffico mondiale).

http://www.youtube.com/watch?v=m1jNS1PjRaU

http://www.youtube.com/watch?v=j-EyoSp1tUQ

salvatore d'urso ha detto...

Chiesta archiviazione per Di Pietro
"Non offese il capo dello Stato"

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/giustizia-10/giustizia-10/giustizia-10.html

salvatore d'urso ha detto...

Facebook risponde a D’Alia: “Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente?”

http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/02/13/?ref=hpsbsx

salvatore d'urso ha detto...

L'orgia del potere
di Marco Damilano

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Lorgia-del-potere/2065952&ref=hpsp

salvatore d'urso ha detto...

All'armi siam leghisti

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Allarmi-siam-leghisti/2065941&ref=hpsp

salvatore d'urso ha detto...

Autobavaglio

http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

Anonimo ha detto...

Gentile Anonimo delle 19.54.
Ho letto "Fratelli di Sangue": non esiste libro al mondo più denigratorio della Calabria! Libro comprato e diffuso con fondi del Consiglio Regionale calabrese! Mentre gli Autori di "La Società Sparente", Alessio e Morrone, sono costretti a vivere fuori dalla Calabria per aver scritto delle vicende giudiziarie di molti consiglieri di quella stessa Assise. Vedi, come è Bella la Calabria?
bartolo iamonte

Anonimo ha detto...

su fb gli amici di felice lima (iniziativa a cura di io speriamo che) sono arrivati a 284
tra i commenti ecco quello di paride leporace
Paride Leporace ha scritto
alle 16.47 del 12 febbraio 2009
Sono un direttore di giornale che non accetta la dicitura guerra tra procure in riferimento al contrato Catanzaro- Salerno. Ben prima di Why Not sono stato aggredito verbalmente dal feroce Saladino per gli articoli scritti sul lavoro interinale in Calabria. Ho pubblicato di recente il libro Toghe rosso sangue per contribuire a tener viva la memoria sui 26 magistrati uccisi in Italia e sul giudice scomparso Paolo Adinolfi dimenticato anche dall'Amn. Seguirò con attenzione le vostre iniziative

Cinzia ha detto...

Bavaglio di governo al web: Google risponde alla censura

Cinzia ha detto...

(AGI) - Roma, 13 feb. -ANNOZERO: GASPARRI, SANTORO E VAURO DUE VOLGARI SCIACALLI
"Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente cosi' offende la verita', alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto e' la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano".
Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, in riferimento alla puntata di 'Anno Zero' andata in onda ieri sera.

Certo che Gasparri è di un eleganza senza confronti, ma Vauro, toscanaccio comunista mangia preti e bambini, non ha certo difficoltà nel tenergli testa.

Della serie:
se te la vai a cercare qui la trovi...
La risposta di Vauro

Vincenzo Scavello ha detto...

Beh! Siamo alla quadratura del cerchio!

Vogliono spingerci alla clandestinità e questo, forse, sarebbe la loro fine.

YouTube esiste da anni, come da anni esiste Internet e giornalisti coraggiosi (pochi a contarli) che dico la verità senza peli sulla lingua.

Ciononostante questi signori hanno vinto le elezioni e con una stragrande maggioranza! cosa vogliono ancora?

Non è che così facendo ci costringono ad invertire la nefasta tendenza?

E allora: SVEGLIATI ITALIAAA!!!

Anonimo ha detto...

Qui si vede come si dovrebbe stare!!

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 settembre 2008 sulla concentrazione e il pluralismo dei mezzi d'informazione nell'Unione europea (2007/2253(INI))

Anonimo ha detto...

se il disegno di legge verra approvato ,perche invece di rimanere indignati e perplessi nn si ricorre al referendum abrogativo?
firmato
un ggiovane

Anonimo ha detto...

Ho visto il servizio di Raffaella Notariale su "Chi l'ha visto?, lunedi scorso ma non ho trovato altre tracce, su internet, della telefonata arrivata al magistrato Adinolfi e partita da un cellulare dichiarato clonato di un dirigente Eni... Che ne pensate?