«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 11 maggio 2008

La libertà di stampa

In questi giorni si è scatenato l’ennesimo attacco alla libertà di stampa.

Di informazione libera e indipendente in Italia ce n’è pochissima.

Non ci può essere democrazia senza informazione.

Dunque, l’attacco alla libertà di parola e di informazione è un attacco alla democrazia.

E' un attacco che dura da anni e che viene perpetrato da tutti i poteri in maniera come va di moda dire bipartisan.

Anche su questa questione, dunque, è evidente che il problema non è “destra” e “sinistra”, ma altro.

Riportiamo qui, traendolo da YouTube, il video dell'intervista a Marco Travaglio, nel corso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” di ieri 10 maggio 2008.

Così che almeno chi parla sappia di cosa parla.

Per un po’ terremo i primi due commi dell'art. 21 della Costituzione in testa alla homepage del blog.

Dice, fra l’altro, l’art. 21 della Costituzione che «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» e soprattutto che «la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».







30 commenti:

Anonimo ha detto...

va bene la libertà di stampa però esistono delle misure e dei limiti. Il vaso ormai è colmo. a me hanno sempre insegnato di non scherzare con i santi e con i politici perché si finisce con il pagarne le conseguenze. Il rispetto di colui che si trova al potere è dovuto e doveroso.
Io non so dove voglia finire Travaglio, ma di sicuro rischia parecchie denunce se non il carcere.
si tratta poi di un attacco politicizzato e ingiustificato. Occorre dissociarsi con forza e bene ha fatto la rai a dissociarsi. anche Fazio lo ha fatto, fosse mica che facendo altrimenti verrebbe cacciato.

Io signori non condivido il vostro voler difendere Travaglio, io preferisco tenermi al sicuro e per fortuna sono di destra.
se fossi di sinistra ci penserei due volte a criticare Berlusconi, non fosse che in tal modo rischierei il carcere, almeno nel modo in cui fa travaglio.

riguardo la costituzione, be guardate quell'articolo mi garba poco perché così come è mi pare incompleto.
la libertà di stampa va bene

salvo i casi di cui ho detto e questo andrebbe aggiunto alla costituzione.

Alessandra Gionti ha detto...

L'anonimo delle 22:52 scrive che "il rispetto di colui che si trova al potere è dovuto e doveroso".
Io credo che il rispetto per ogni individuo sia dovuto e doveroso, senza particolari riguardi per i potenti (non più di quelli che si userebbero con normali cittadini...).
Questo chiaramente in teoria, poi nella pratica capisco bene il discorso di tenersi al sicuro per non scatenare l'ira di chi sta in alto.
Il coraggio uno non se lo può dare.
Però almeno potrebbe apprezzare chi ce l'ha.
Non è attacco politicizzato e ingiustificato quello di Travaglio, è semplice cronaca giudiziaria, raccontare i processi va bene solo se riguardano i delitti compiuti dalla povera gente?

Anonimo ha detto...

Il comunicato Rai letto da Fazio lascia semplicemente sbalorditi.
Siamo arrivati proprio all'annullamento della logica più elementare.
Ci trattano veramente da rimbambiti senza un pizzico di cervello.

Stando a detto comunicato, in televisione si dovrebbe sempre e solo parlare bene degli assenti. Così, per esempio, in una trasmissione sulle olimpiadi non puoi farti scappare una battuta su quanto è accaduto, accade e sta accadendo in Tibet, a meno che non sia stato invitato il premier cinese e questi si sia presentato.

I giornalisti devono raccontare i fatti e basta. Il contraddittorio non c'entra nulla, è una presa in giro. Infatti, qui non si tratta di fare processi ma, ripeto, solo di esporre fatti. Il giornalista, ripeto, è tale perchè deve raccontare i fatti, assumendosene la responsabilità; se racconta falsità sarà chiamato a risponderne. Così, se Schifani si sente diffamato da Travaglio, lo quereli e si vedrà se Travaglio ha sbagliato o ha fatto solo il suo mestiere.

Siamo arrivati ad una situazione surrele in cui i giornalitsti che raccontano i fatti veri vengono attaccati come rei dei peggior crimini mentre quelli che dei fatti se ne infischiano o li raccontano ad usum delphini vengono lodati ed additati come esempi da seguire.

Così, per esempio, per Vespa e Minzolini che la sera in cui Berlusconi ha letto la lista dei ministri, a Porta a Porta, hanno ripetutamente detto la falsità che che Mastella si era dimesso da Ministro della Giustizia per un'inchiesta nell'ambito della quale era poi stato prosciolto, cosa che, come è noto a tutti coloro che abbiano un minimo di volontà, è semplicemente falsa.

I media dovrebbero essere i cani da guardia dei cittadini contro il potere; in Italia, invece, sono il megafono del potere, i loro portavoce.

Ma la cosa più grave è che si fa passare questa situazione come una condizione giusta e corretta e si attaccano i pochi che, invece, si comportano da veri giornalisti.

Attenti, qui c'è veramente una cosa sola da fare; resistere, tanto verso destra che verso sinistra. Resistere nel senso di continuare a fare funzionare il cervello, di concentrare l'attenzione sui fatti, di continuare a sperare e ad esercitare la logica.

Meno male che ci sono spazi come questo.

saluti

Chiazzese

Achille ha detto...

Chiazzese, è bellissimo ritrovarti qui!

Un fortissimo abbraccio.

Achille

Anonimo ha detto...

Non voglio difendere Travaglio a tutti i costi.Mi attengo ai fatti.
Ha riferito un fatto contenuto in un libro.
Il fatto e il libro sono precedenti alla nomina istituzionale.
Se qualcuno deve smentire i fatti contenuti nel libro lo faccia, con querele denuncia o quant'altro.Altrimenti tutto il polverone, comprese le smentite mi suonaano soltanto come il "bavaglio".
Ho visto in libreria che Vulpio ha scritto un libro in merito alla inchiesta Why Not.
O sono cose tutte inventate, diffamazioni o sono fatti da censurare nelle opportune sedi. Mettiamoci d'accordo.Altrimenti è sterile polemica.
Da tante teste pensanti mi aspetterei qualcosa di propositivo.
E' sempre la storia del dito e della luna.Andiamo avanti così.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Cara Alessandra,
sai qual'è la mia più grande meraviglia?
Che una persona come Schifani, che io ritengo essere di alta levatura morale, non sia intervenuto nella faccenda Travaglio, per dire: "è vero, mi è capitato di essere in affari o di frequentare persone poco raccomandabili, ma vivo in Sicilia, dove il cancro mafioso dilaga e a volte a farne le spese sono anche le persone oneste. Può capitare, quindi, a tanti come è successo a me di esserne vittime inconsapevoli. Da Vice Presidente della Repubblica, per questo, chiedo scusa agli italiani e giuro loro, solennemente, che il mio impegno in questo delicato ruolo sarà per la maggior parte dedicato allo sradicamento di questo male che ha reso deforme parte del mio Paese. Infine, Grazie a Travaglio che ricordandovi questo episodio, mi permette di informarvi di queste mie inderogabili intenzioni”.
bartolo.

salvatore d'urso ha detto...

Caro Anonimo delle 22.52...

Le misure e i limiti a cui lei allude sono anticostituzionali... se un giornalista non può raccontare fatti e notizie che riguardano politici vuol dire che non siamo in un paese democratico ma in un qualcosa di diverso più simile ad una dittatura.

Siccome la Costituzione è al di sopra di tuTte le leggi dello stato e di tutti i cittadini anche dei potenti a cui lei fa riferimento questo vuol dire che l'intero paese, cittadini e leggi, sono soggetti a qualcosa di superiore, qualcosa che nessuno per quanto potente che sia può pensare di poter non osservare tali regole... se accade e purtroppo accade, la colpa è dei cittadini che lasciano fare, delle istituzioni preposte a controllare e fare in modo che ciò non avvenga, dei politici stessi, opposizione e maggioranza, che non adempiono al loro dovere, dovere di rappresentare i cittadini in virtù del mandato costituzionalmente concessogli...

Lei dice che non bisogna opporsi al potere e ai prepotenti in genere, eppure lei nei suoi precedenti post identificava come potenti e prepotenti la redazione di questo blog e li accusava di censura... in un certo senso si è opposto a qualcosa che secondo lei non è giusto, però poi si contraddice nel non doversi opporre ai politici che sono al potere e critica aspramente chi lo fa... due pesi due misure...

Lei dice: "Io non so dove voglia finire Travaglio, ma di sicuro rischia parecchie denunce se non il carcere.
si tratta poi di un attacco politicizzato e ingiustificato. Occorre dissociarsi con forza e bene ha fatto la rai a dissociarsi. anche Fazio lo ha fatto, fosse mica che facendo altrimenti verrebbe cacciato."

E' triste da parte mia sentire simili parole pronunciate da un cittadino italiano, il quale per sua stessa ammissione sostiene che in Italia esiste un potere che è al di sopra di tutte le leggi (una dittatura) ed invita chiunque a non opporsi... essere servile... altrimenti si rischia grosso... anche Falcone e Borsellino potevano adeguarsi... non l'hanno fatto poichè credevano in un qualcosa di superiore e giusto... qualcosa per cui valeva donare la vita pur di servirlo... lo Stato italiano ed i suoi cittadini... han dovuto pagare un caro prezzo certo... ma hanno vissuto la loro vita così come la volevano e così come la credevano dovesse essere vissuta... ed è grazie a persone come loro (ce ne sono moltissimi di esempi) che fino ad oggi tu ed il resto dei cittadini hanno potuto vantare dei diritti che ahimè oggi sembra che il potere vuole limitare... e lei sembra favorevole solo per timore che tale potere possa punirla... lei non ritiene giusto ciò... ma si adegua... e per non sentirsi in colpa pretende che anche altri lo facciano...

Non si offenda... e non è mia intenzione offenderla... ma solo invitarla a pensare se la sua vita abbia un valore vero... perchè a mio avviso non è vivere sapendo che si è costretti ad accettare un'ingiustizia... ogni giorno...

Concludo facendole un augurio... viva la sua vita secondo le sue vere convinzioni... un giorno potrà pentirsene... e forse sarà troppo tardi... non importa quanto grande o piccolo potrà essere il suo ruolo nella società... il ruolo lo sceglie lei... e anche se piccolissimo avrà il suo peso e la sua importanza... la storia questo ce lo ha insegnato...

Anonimo ha detto...

E' semplicemente inaccettabile questo linciaggio contro il giornalista Travaglio.

Travaglio ha riportato dei fatti verificabili. Se non sono veri lo si quereli e si dia ampio spazio alla sentenza del giudice.
Ma Travaglio HA IL DIRITTO/DOVERE di portare a conoscenza della pubblica opinione i risultati di sue indagini giornalistiche.
Così come l'opinione pubblica ha almeno il diritto (e secondo me anche il dovere morale) di informarsi su chi sono i propri rappresentanti istituzionali.

L'accusa della mancanza di contraddittorio è semplicemente risibile in una televisione che fa i processi negli studi televisi (cogne, garlasco, perugia, ecc.).

Veramente la sensazione che il putiferio sia stato scatenato da un interesse corporativo di casta è più che legittima a questo punto. Veramente la sensazione che la rai non si debba neanche permettere di infastidire la casta dei politici è più che una sensazione e diventa un sospetto più che fondato.

Antonino

Anonimo ha detto...

Gentile redazione, leggo su Epolis Milano, un quotidiano gratuito distribuito a Milano, che per il procuratore di Venezia V. Borraccetti e per il penalista Carlo Federico Grosso, alcune norme del nuovo Decreto Maroni sarebbero incostituzionali. Visto che spesso vi siete occupati di immigrazione e xenofobia, vi chiedo cortesemente, se ne avrete la voglia e la possibilità, di spiegarci quali disposizioni del nuovo decreto sono effettivamente incostituzionali, ma soprattutto se, a vostro parere, questo nuovo Decreto potrà davvero servire per la lotta alla criminalità.
Vi ringrazio molto.

salvatore d'urso ha detto...

FONTE: RASHSFREEBAR (BLOG)

La parabola istituzionale, in fase di caduta libera, citata ieri da Marco Travaglio a "che tempo che fa" è semplicemente la madre di ogni discorso. La muffa o il lombrico è l'aspetto evidente di un "sommerso" di vecchie origini, che si fa sempre più insistente, premente. Ecco perchè, ogni qualvolta si affacci qualcuno in grado di sm....re personalità "illustri" davanti ad un pubblico di massa, viene zittito e posto al confino, se alle sue spalle non ha un referente politico. E non averne, mala tempora currunt, è sempre più presupposto imprescindibile (condizione necessaria non sufficiente) di pensiero libero-indipendente. Travaglio un referente indiretto ce l'ha, ed è forse il motivo per cui si riesce ancora ad intravederlo, qui e lì, in giro, seppure in situazioni secondarie, ed in contesti televisivi destinati ad un pubblico schierato. Eppure, il fatto stesso di essere stato spiato dal Sismi, al pari dei giudici dei processi più "caldi" d'Italia, mi rende quasi convinto, sebbene non costituisca una prova, che sia effettivamente libero ed incondizionato.

La dimostrazione di caccia alle streghe è puntuale. Da destra e (presunta) sinistra all'unisono: "inaccettabile". Con varianti di minimo spessore. Dichiara la Finocchiaro: «Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio».



Ora, sul fatto che debba sussistere necessariamente un contraddittorio potrei essere potenzialmente d'accordo, ma i fatti mi dimostrano che ovunque vi sia un dibattito di una certa importanza (per chi controlla la massa), contraddittorio diventa sinonimo di ostruzionismo. Tant'è che in ogni ambito si sono sviluppati veri e propri professionisti, da Mosca e Biscardi (quest'ultimo è curioso notare come abbia per di più lo status di conduttore), fino al sempreverde Sgarbi. E' il principio stesso di dibattito che che viene messo in discussione: le conduzioni e moderazioni inesistenti fanno sì che si sfoci in situazioni di anarchia interazionale, nella quale i protagonisti sono relegati a dimostrare solo una capacità di timing, anziché di argomentazione. Pertanto il democraticismo della Finocchiaro è strumentale, mentre l'inaccettabilità delle accuse di Travaglio sono un inginocchiamento a novanta gradi, in nome di un omertoso senso di appartenenza di classe (o casta), perchè non prova in nessun modo come le dichiarazioni in oggetto dovrebbero ritenersi calunniose, dal momento che Travaglio si muove da documenti e sentenze, dunque legittimi e forme di libera espressione. La Finocchiaro non è neanche nuova a questo tipo di manifestazioni di contiguità politica. Nel 2002, per esempio, in occasione della protesta di piazza del movimento spontaneo dei "girotondi" contra legge Cirami, fu sorpresa da un giornalista dell'Espresso mentre si scusava con l'onorevole avvocato Ghedini, che le chiedeva un atteggiamento morbido, senza ostruzionismi, sulla legge che si stava approvando alle Camere: «Cercate di capire i nostri problemi... a partire dai girotondi».

C'è poi il discorso degli attori satellitari, quelli che per ruolo dovrebbero essere neutri ed imparziali, e che invece promuovono le posizioni dei forti, con modi viscidi e difficili da riconoscere, perchè il loro compito è quello di giocare sul confine invisibile del lecito-illecito. E' su questi che si crea il consenso di massa. Vuoi mettere una dichiarazione della Finocchiaro o di Gasparri, col potenziale persuasivo del conduttore che, non solo legge una nota della direzione della sua emittente televisiva, ma aggiunge postille velate e personali a sfavore del bersagliato? «Consentire la totale libertà d'espressione a tutti gli ospiti, ma [...] non posso che scusarmi» (link). Non mi sembra che Luttazzi abbia inscenato una difesa così pateticamente paracula e pseudo politically correct quando intervistò Travaglio a "Satyricon", il programma che conduceva su Rai3 prima di esser, per l'appunto, silurato dai palinsesti dell'anno venturo. O vuoi mettere il carico emotivo che provoca il sito del Corriere che spaccia l'accaduto come un fatto di importanza critica, ponendolo come prima notizia sul suo sito da tutta la giornata, insieme a Repubblica, Unità, ecc.? E' incredibile, che alle 23.47 del giorno successivo all'intervista si continui a refreshare le home page di questi giornali trovando ancora questi articoli. E' incredibile ed insieme indecente, questo bombardamento ad oltranza che ha, per messaggio subliminale, "Travaglio l'ha combinata davvero grossa".

Ecco perchè ritengo il seguente spezzone di un'intervista a Licio Gelli, apparsa su "Repubblica" il 28 settembre 2003, l'epilogo più calzante.

«Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa [...]. Berlusconi è un uomo fuori dal comune. Ricordo bene che già allora, ai tempi dei nostri primi incontri, aveva questa caratteristica: sapeva realizzare i suoi progetti. Un uomo del fare. Di questo c'è bisogno in Italia: non di parole, di azioni [...]. E' stato giusto bonificare il partito, affidarlo ad un uomo come Cicchitto. Cicchitto lo conosco bene: è bravo, preparato. Credo che anche Bondi sia preparato. E' uno che viene dalla disciplina di partito. Il progetto di riordino del sistema televisivo? Buono. La riforma della giustizia? Ho sentito che quel Cordova ha detto: ma questo è il piano di Gelli. E dunque? L'avevo messo per iscritto trent'anni fa cosa fosse necessario fare. I nuovi burattinai? Il burattinaio è sempre uno, non ce ne possono essere diversi».

Mai come in questa occasione, mi sentirei di rispolverare l'argomentazione medievale principe: «Ipse dixit».

salvatore d'urso ha detto...

Proposta nei confronti del gip la sanzione disciplinare per "incompatibilità ambientale"
Al giudice si contesta di aver creato allarme e di aver intralciato il lavoro della procura
Caso Forleo, Commissione Csm
chiede trasferimento da Milano


Il gip Clementina Forleo
ROMA - Il gip Clementina Forleo deve andare via da Milano. E' la conclusione alla quale è giunta la prima commissione del Csm che ha perciò chiesto a stretta maggioranza il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale. La decisione finale sulla sorte del giudice spetta ora al Plenum dell'organo di autogoverno della magistratura.

A favore del trasferimento d'ufficio si sono espressi i consiglieri Fabio Roia (togato Unicost), e i laici Letizia Vacca (Pdc) e Gianfranco Anedda (An); si sono astenuti i consiglieri togati Livio Pepino (Magistratura democratica) e Mario Fresa (Movimento per la giustizia). Mentre si è espresso per l'archiviazione il presidente della Commissione, il togato Antonio Patrono.

La procedura di trasferimento d'ufficio nei confronti di Forleo era stata aperta il 4 dicembre, con l'accusa di aver fatto denunce pubbliche su intimidazioni ricevute da parte di soggetti istituzionali e interventi di "poteri forti" per fermare i procedimenti di cui si era occupata da gip, rimaste però "prive di riscontro"; e di aver perciò creato "infondati allarmi" nella pubblica opinione.

Un'accusa alla quale si era poi aggiunta la nuova contestazione di aver "personalizzato" le sue funzioni, interessandosi oltre il suo ruolo di gip, al procedimento sulle scalate bancarie. "Imputazione" scaturita soprattutto dalle dichiarazioni rese alla procura di Brescia - che indaga sulle pressioni denunciate dalla Forleo - da uno dei pm titolari di quell'inchiesta, Luigi Orsi, ascoltato dal Csm con il collega Eugenio Fusco e con il procuratore di Milano Manlio Minale.

salvatore d'urso ha detto...

Dal Blog di Antonio Di Pietro:

Informazione oscurata


E' proprio vero: la lingua batte dove il dente duole!

Gli attacchi che sta subendo il giornalista Marco Travaglio solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt’uno (come accadde ai tempi dell’indulto).

Allora mi domando e domando: ma un giornalista che rivela circostanze sconosciute alla maggioranza dei cittadini adempie al proprio dovere di cronaca e di critica o no? Se Schifani risulta essere stato socio di persone di malaffare, allora il presidente del Senato, proprio per l'alta carica che ricopre ne spieghi le ragioni o contesti i fatti. E' un suo dovere morale.

Ed ancora mi domando e domando, questa volta ai tanti benpensanti del Partito Democratico: ma sapete chi sono i condannati per mafia Nino Mandalà e Benny D’Agostino? E sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi d’oro della mafia, come lo fu Schifani? Ed allora, che male c’e’ se un giornalista indipendente pone delle domande trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa l’opinione pubblica?

Che senso ha attaccare Travaglio per aver solo detto ciò che è vero? Invece di prendersela con lui non sarebbe meglio prendere spunto da questo fatto per impostare una campagna di informazione capillare e veritiera su chi sta al Parlamento, al Governo o nelle altra istituzioni controllate dalla politica? Oppure il silenzio è dovuto al fatto che anche tra le file del centrosinistra ci sono alcune posizioni imbarazzanti per cui è meglio far finta di niente e schierarsi con l’avversario nella speranza che un giorno il favore possa tornare?

Nick ha detto...

Caro Anonimo delle 22.52

Le suggerisco maggior prudenza nell esporre le sue posizioni.

Non si può commentare un testo giuridico, sopratutto se Costituzionale, da un solo articolo.

L art 21 dice solo 1/3 di quello che la Costituzione afferma sulla libertà di stampa.

E questo ci prota al punto:Prima si sposta l attenzione dai fatti al dito, poi dal dito a presunzioni prive di fondamento.Ed ecco che si arriva a fabbricare giudizi campati per aria.

E' bene informarsi prima di formulare critiche.

Aprire la bocca il più delle volte non è indispensabile come lo è invece assicurarsi di avere un minimo di cognizione di ciò su cui si va a ragionare.

Speriamo bene non solo per Marco, ma per il nostro Stato di Diritto.

Nick ha detto...

Bartolo hai colto il nocciolo del problema della politica italiana!

Cinzia ha detto...

Vabbè... ho esagerato?!
...pago ammenda e chiedo venia!
pubblicatemi questo allora, solo per amor d'informazione

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_72622919.html

grazie e scusatemi,
spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia più perversa e mi fa l'effetto di un terremoto interiore, lasciando cadere le parole come pietre, ma non è giusto far male ad alcuno!

salvatore d'urso ha detto...

COMMENTI SUL CASO TRAVAGLIO. INTERVISTA A FURIO COLOMBO



''E’ in ballo la libertà di espressione. Grave la posizione della Finocchiaro capogruppo PD al Senato''



di Redazione
Colombo stiamo assistendo ad un ennesimo “caso Travaglio” o in ballo c’è il mantenimento della libertà di espressione in RAI e nel resto del paese?
“C’è un caso Rai evidentemente. La RAI nel suo insieme e nelle sue articolazioni è diventata allergica alla pura e semplice idea di libertà di informazione. Ciò che viene presentata come intervista, in realtà è intesa invece come una banale conversazione. Chi va alla Rai deve sapere che ci si aspetta di attenersi ad un galateo di pudici silenzi, ovvero di parlar d’altro. O al massimo di promuovere se stessi: un libro, un film, una canzone...

Se si rompe quel galateo, esprimendo o una libera opinione o un’informazione provata, di cui si è in grado di rispondere, se necessario anche sul terreno giuridico, in questo caso scatta un sistema , prima ancora che di allarme, di costernazione: “ma come ti offriamo il microfono per fare quattro chiacchiere e metterti in mostra e tu non stai al gioco e dici un opinione che contrasta con la cultura dominante (leggi governo), oppure di permetti proporre dei fatti di cui non si deve parlare?”. Lo scandalo monta prontamente!

Vorrei far notare l’identità di situazioni fra ciò che è accaduto a me, sempre nella stessa trasmissione il 5 aprile del 2005, e ciò che è accaduto a Travaglio l’altro giorno. Era un’intervista sull’aver lasciato il posto di direzione dell’Unità. Io risposi che il mio desiderio più grande era di vivere in un mondo senza più essere governati da Berlusconi, che nella stampa internazionale è considerato “una barzelletta che cammina”. Improvvisamente, è entrata come in una situazione fantozziana la voce del direttore generale in studio, che invece di affrontare l’argomento ha chiesto a Fazio di chiamare subito Mike Buongiorno l’altro ospite, perché voleva fare un’offerta a Buongiorno per farlo ritornare alla RAI e testimoniasse quello spirito di pacificazione di cui avrebbe avuto tanto bisogno l’Italia. In ogni modo, l’intervento di Meocci pose fine alla mia intervista, nel caso avessi avuto bisogno di dire altre cose. Immagino il risultato onirico di questo intervento della voce fuori campo “tonante” del direttore generale di allora!

La cosa ha avuto esattamente lo stesso seguito. A Fazio fu imposto subito di chiedere scusa agli spettatori per gli insulti a Silvio Berlusconi e per il “livore dimostrato da Colombo”, parola inventata da Bondi e Cicchitto per definire qualsiasi critica a Berlusconi.

Si intende che questo non toglie nulla alla qualità di Fazio, che è bravo ed è stato obbligato dalla direzione generale a chiedere scusa. La scena si è ripetuta esattamente dopo che Travaglio ha citato fatti che appaiono in almeno due libri, uno dei quali pubblicato da tempo e mai oggetto di contestazione o di querela. In questo caso, l’imbarazzo di Fazio era evidente, l’intervento pesante e diretto della direzione generale si era già espressa con un comunicato, come se essa avesse il diritto di recensire le interviste.

Ma c’è un aggravante senza precedenti. Invece di stare dalla parte per la libertà di espressione, che se la usi male viene il giudice, l’opposizione, e specificamente la senatrice Finocchiaro del PD, è corsa in aiuto del presidente del Senato.

Di conseguenza, nell’Italia di oggi un solo giornalista che ha citato fatti pubblicati e finora non contestati si è trovato contro tutta la RAI, la presidenza del Senato con tutto il suo peso, e il capo dell’opposizione al Senato, presumibilmente in rappresentanza dei sentori di tutta l’opposizione.

Ora, si può star tranquilli che nessuno ci riproverà, perché è stata confermata con forza l’idea che in RAI si va solo per fare quattro chiacchiere, grati dell’invito e attenti ad evitare quell’imperdonabile maleducazione che è avere un’opinione o proporre una citazione”.

Siamo di nuovo in momento critico per la libertà di espressione. Ma è giusto “morire per Travaglio” e lasciare che la Rai vada alla deriva?
“Si tratta di libertà di espressione dell’esercizio della professione giornalistica nel suo e nel mio caso. Quando si tocca la libertà di espressione giornalistica sul servizio pubblico, si imbocca un percorso immensamente pericoloso. E’ un vero segnale di allarme.”

Non c’è il rischio che per salvare un giornalismo di “rottura”, aspro, anticonformista, si fornisca l’alibi a chi oggi governa di modificare nel profondo la RAI, di ridurre gli spazi di agibilità di quanti non sono a livello dei vari Travaglio o Santoro, di dar vita insomma ad una “normalizzazione”, come fu con l’editto bulgaro tra il 2002 e il 2006?
Ogni volta che si nota una minaccia, e in questo caso si tratta di ciò, ogni volta che si attacca un solo giornalista, occorre reagire, come si può e negli spazi ancora liberi. E lo sto dicendo ad Articolo 21 e non al Corriere della Sera, che certo non vuol sentire la mia opinione, nè da Fazio, perché lui non avrà più l’occasione di invitare né me né Travaglio. Certo, incapperà in qualcun altro che non starà al gioco e la direzione generale riprenderà a far fuoco. Nel frattempo, spero che l’opposizione avrà capito che bisogna difendere la libertà di espressione e non dare la caccia al giornalista, cosa questa che ritengo molto più grave come comportamento, di quella che è invece aspettabile da parte di chi ci governa.

Mi scandalizzano le parole usate da Luciano Violante che chiama “pettegolezzo” ciò che ha scritto un giornalista che è scortato per minacce di mafia, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di libro è stato citato da Travaglio. Chiamare pettegolezzo una testimonianza di mafia, mi pare inconcepibile e sta allargando in modo allarmante il “livello Bondi”, che sta diventando il parametro a cui una parte di dell’opposizione aspira ad omologarsi”.

salvatore d'urso ha detto...

FIERA LIBRO: TRAVAGLIO, COSTITUZIONE E' LUSSO PER ITALIANI



''La Costituzione e' molto piu'
avanti degli italiani, e' un lusso che gli italiani non si
meritano. I costituenti erano molto piu' avanti dell'Italia del
'48, misero uno smoking ad un maiale che ha tentato di
scrollarselo d'addosso fino ai giorni nostri e ancora lo sta
facendo''. Lo ha detto un Marco Travaglio oggi in grande forma
alla Fiera del Libro di Torino, galvanizzato, se cosi' si puo'
dire, dalle polemiche che lo vedono protagonista in questi
giorni. L'occasione e' stato un incontro sui sessant'anni della
Costituzione organizzato dalla Regione Piemonte e dal Circolo
dei lettori di Torino che lo ha visto sul palco insieme al
procuratore aggiunto Bruno Tinti.
''La Costituzione non e' scritta per servi sudditi come sono
gli italiani - ha detto Travaglio - il fascismo e' infatti una
costante del nostro paese, che preesiste a Mussolini. Le culture
dominanti italiane sono tutte illiberali e derivano dalle
culture comunista, fascista, cattolica-controriformista. Tutte
forze che ancora oggi combattono la Costituzione''.
Poi l'attacco all'opposizione ''che non esiste piu' in
Italia''. ''Dato che oggi i partiti non si fanno piu' la guerra
- ha detto Travaglio - anche i giornalisti si sono disabituati
ad informare liberamente e ad attaccare una parte o l'altra.
Adesso tutti avallano gli altri e viceversa''. Amara la
conclusione: ''L'articolo 21 sulla liberta' di stampa, che e'
contro ogni ipotesi di censura, non e' mai esistito e oggi meno
che mai. Oggi il re e' nudo. E la gente, giustamente, non si
fida piu' dei giornali. E gli organi che sovrintendono al
sistema dell'informazione, come l'Autority, il cda della Rai, la
Commissione di vigilanza, sono tutti composti da uomini
politici, in linea di massima trombati''.
Tinti ha invece parlato della giustizia in Italia e di come
la frase 'la legge e' uguale per tutti' sia la piu' ''ipocrita''
che si puo' immaginare. E questo a fronte di un impianto
costituzionale ''perfetto e libertario'' che garantirebbe la
libera' di stampa e l'autonomia della magistratura, per altro
nominata per concorso. ''Ma il sistema viene continuamente
aggirato - ha detto Tinti - si fanno leggi ad personam che
consentono di superare i problemi particolari e la magistratura
ha tempi pazzeschi, la stessa Agenzia delle Entrate avvia un
procedimento dopo tre anni dalla frode''.


2008-05-12 18:24:48

Leandro Perrotta ha detto...

Salve, dato che è troppo lungo da ricopiare, incollo solo il link di una analisi molto lucida della situazione -> http://www.megaronline.org/L-informazione-che-tace.html

salvatore d'urso ha detto...

Travaglio dice la verita': la Sicula Brokers aveva soci mafiosi
Schifani, pero', mai indagato

Torino, 12 mag. - Il clamore suscitato dalle esternazioni di Marco Travaglio su Renato Schifani e la reazione dell'opinione pubblica, meritano alcune osservazioni. Nessuno si erge a difensore del giornalista torinese, che peraltro si difende benissimo da solo, ma una cosa va detta con chiarezza: quanto affermato da Travaglio è assolutamente vero. Che poi si possa non essere d'accordo sulla forma e con i commenti espressi, è del tutto lecito.

Però nella ridda di urla, non voci, ma vere e proprie urla, che si sono levate contro Travaglio ed a difesa del Presidente del Senato, non si registrano ammissioni circa la veridicità della notizia.
Che non era neppure uno scoop, a parte il libro di Abbate e Gomez, qualsiasi cronista che si sia occupato di giudiziaria nell'ambito di Cosa Nostra, o abbia avuto frequentazioni con la procura di Palermo, era al corrente della vicenda dei soci, quantomeno imbarazzanti di Schifani e della Sicula Brokers.

Uno di questi era Giuseppe Lombardo, amministratore di alcune società dei cugini Nino ed Ignazio Salvo, condannati per reati mafiosi. Ancora un socio, Benny D'Agostino, ammise di essere amico del boss Michele Greco, detto il Papa.
Nino Mandalà, invece era mafioso in prima persona, essendo capo del mandamento di Villabate e risultato in seguito uno dei principali favoreggiatori della latitanza di Bernardo Provenzano.

Un pentito, Francesco Campanella, tira in ballo Renato Schifani per un'altra storia, una consulenza urbanistica in favore del Presidente del Senato, relativa al comune di Villabate.
Due cose vanno dette: Schifani ha querelato Campanella per queste affermazioni ed il consiglio comunale di Villabate è stato sciolto nel 1999 per infiltrazioni mafiose.

Mai comunque Renato Schifani è stato ufficialmente coinvolto in vicende giudiziarie. E' vero che alcuni tra i suoi vecchi soci sono stati dichiarati colpevoli di reati di mafia solo diciotto anni dopo quegli eventi, è però altrettanto vero che questo è un Paese che tende a rimuovere la memoria.

Quindi sarebbe opportuno ricordare sempre le parole di Paolo Borsellino "Quando i magistrati non trovano elementi di prova concreti a carico di un uomo pubblico, non significa che questo non sia moralmente ed eticamente estraneo ai fatti. Però la magistraura deve archiviare, assolvere, perchè gli elementi acquisiti non sono sufficienti a sostenere fino in fondo un'accusa. Allora in un Paese civile dovrebbero intervenire la politica e le altre istituzioni a fare pulizia".

Riccardo Castagneri

Anonimo ha detto...

Dico solo questo:

Un tempo io ci credevo.
Sapevo che l'Italia era marcia ma sinceramente credevo che ci fosse una nutrita schiera di gente che voleva cambiare le cose.
Gente perbene.
Credevo che fosse anche una questione di mentalità. Credevo che in fondo sparare a zero su tutto ed essere pessimisti fosse un modo per cedere, per non cambiare le cose.
Invece mi tocca prendere atto di quella che è la vera, crudissima realtà.
Siamo un paese in cui, credo, il numero di farabutti sia fisiologico e nemmeno eccessivo. Il problema è che questi signori godono di una folta schiera di schiavi, menefreghisti e leccaculo che gli permettono qualunque cosa.
Le poche persone intelligenti e oneste, quelle che si rendono conto, sono schiacciate sotto il peso di schiere di lacché, più realiste dei loro miseri re.
Tutto qui.
Ho solo 30 anni ma già ho capito che questo paese è fottuto.

nicola Fregni

piero benini ha detto...

Penso che la seconda carica dello stato dovrebbe avere un passato e un presente cristallino esenza ombre, ma cio che piu' indigna e' quell'applauso dai banchi dell'opposizione ed il bacio della signora Finocchiaro.Travaglio e' stato querelato e sicuramente verra' condannato ,purtroppo anche la magistratura verra' inquinata , la sua indipendenza dal potere politico e' gia da un po minata (Forleo ,De Magistris)e quei pochi giudici seri ed onesti verranno messi da parte.Capisco la paura del signore del primo post. Quei signori del palazzo ci stanno massacrando e massacrano il paese.

Guizzo ha detto...

Francamente ritengo che gli italiani abbiano un bassissima soglia di indignazione. Credo anche che quarant'anni della peggiore Prima Repubblica, abbiano contribuito a sfocare la linea di demarcazione tra quel che è un diritto di tutti (come la libertà di espressione e non solo) e quanto invece è ritenuta "lesa maestà". Travaglio di fronte a questo stato di cose assume un atteggiamento piuttosto anglosassone e a tratti quasi bigotto, non percependo che quel che dimostra o racconta agli italiani non basta per abbattere la consuetudine. Più che un problema di legalità o di libertà di espressione, io credo che sia un problema sociologico! E, senza voler fare polemica, l'ANONIMO delle 22:52 ne è la prova.

Il cane di Jack ha detto...

D'altra parte qui si sta discutendo ed è una bellissima cosa. Bisognerebbe solo avere la capacità e la volontà di portare la discussione e qualche conseguente azione fuori dai blog. Oggi, come ha intuito la redazione di questo blog, la vera opposizione è fuori dal palazzo: è un'opposizione senza potere che però, via via comincia a farsi sentire. Il pregio e, contemporaneamente, il limite di questo modo di fare opposizione è la mancanza di struttura e di organizzazione.
Il futuro, però, è intrigante ed emozionante perché ignoto.
Nicola Fregni dice che "il paese è fottuto". Il paese sarà fottuto ma la vita è ancora interessante e piena di emozioni (non solo sorrisi ma anche qualche lacrima), certe volte amara e certe volte divertente. E soprattutto il tempo è scarso e non voglio sprecarlo a pensare di essere fottuto: magari lo sprecherò in altro modo ma in quello di leccare le ferite della disfatta non mi va.
Un affettuoso saluto a tutti
I.

Gennaro ha detto...

la cosa più tragicomica è che le informazioni rilasciate da travaglio ( prese a prestito dal libro di Lirio Abate) che risulta tra l'altro essere sotto scorta per minacce da parte di esponenti della criminalità organizzata come mai hanno suscitato sdegno da parte della persona dichiaratasi offesa ( Sig. Schifani) solo al momento che sono state dette tramite mezzo televisivo ? Voglio dire che la problematica era già più che nota dalle pagine del libro di Abate,allora come mai non si è sentito l'esigenza di querelare l'autore diretto del libro ? Evidentemente siamo in una palese distorsione e manipolazione di fatti e realtà che vanno oltre l'immaginario,buon lavoro a tutti

Anonimo ha detto...

mah, mi sono visto l'intero intervento di Travaglio (che scopro con ORRORE essere un maledetto gobbo), e ritengo che nella sua seconda parte (stampa inutile e serva) sia del tutto condivisibile, sibbene l'accusa venga da un giornalista. che lui non sia particolarmente servo è vero, anche se a volte mi pare servo di sé stesso e del proprio protagonismo, della vanità del bel dire e della battuta tagliente.
battuta tagliente che però nella prima parte suona fessa.
ora, io non so chi sia Schifani (ne ho sentito parlare qua e là, ma finora non era certo un politico che mi interessava), ma sono sicuro che la sua recente nomina a presidente del senato ne faccia una figura di un certo rilievo. seconda carica dello stato da un lato, sconosciuto ai più dall'altro.
di conseguenza, non conoscendolo particolarmente, attendo di vederne l'opera politica, prima di paragonarlo a cotanti illustri predecessori.
Travaglio evidentemente è più informato di me, e quindi io sarei propenso ad ascoltare una presentazione dello Schifani che me ne faccia apprezzare i lati positivi, che rilevi i tratti negativi, che mi dia qualche elemento in più per giudicarne l'opera.
ma è proprio nel "presentare" Schifani che, a mio parere, Travaglio commette un errore grossolano:
poteva esprimere e motivare il suo profondo disprezzo per il politico in mille modi, ma andare a pestare sul nome, fare le faccette schifate, sfotterlo perché siculo, definirlo poco sopra a muffa e vermi...
questa è la vera diffamazione a mezzo stampa, e spero sia per questo che Schifani l'abbia querelato, più che per aver rievocato le innegabili vicende giudiziarie che l'hanno visto coinvolto.
se un Bossi, un Calderoli, un Luttazzi qualunque avessero detto in pubblico che le forme di vita inferiori a Schifani (o a Fassino o Veltroni, tanto per restare nel mucchio dei gobbi), sono muffa e vermi, credo che l'indignazione sarebbe stata pari, se non maggiore.
io non ho bisogno di sapere che il tale sta più o meno sulle croste al talaltro per farmi una MIA opinione sul tale, anzi sovente la cosa funziona al contrario, per esempio i campioni di Grillo e d'Alema di norma non riesco a digerirli, mentre provo simpatia per alcuni dei loro principali bersagli.
certe battutacce sono perfettamente legittime, ma chi le fa deve sapere che rischia una denuncia, se non ritira quanto detto e non se ne scusa, perché sono insulti belli e buoni (oltretutto, a chiaro sfondo razzista, a voler essere pignoli).
sta poi all'offeso decidere se e come replicare, e proprio con Travaglio se n'è avuto un assaggio nello scontro con Sgarbi di qualche giorno prima.

baron litron

indiano ha detto...

Per quanto sostenga Travaglio e chi come lui in questi anni si sta battendo contro la mafia, la criminalità, contro ogni genere di nefandezza, con tali anomalie e scelleratezze più presenti in parlamento che fuori, come ha fatto altresì anche lirio abbate e tanti altri giornalisti di cui tendiamo a dimenticarci come il siciliano pino maniaci di telejato, faccio un secondo l'avvocato del diavolo con una analisi potenzialmente contro corrente.

Se Schifani, questa volta, e tutti quelli insidiati da Grillo, da Santoro, da Travaglio e company in passato, avessero ragione, vorrebbe dire che l'italia è un paese meraviglioso, senza problemi, e che costoro mercificano la disperazione della gente, le loro paure e le loro preoccupazioni per esaltarsi professionalmente ed issarsi a paladini del popoli ignorante.

Sempre se cosi fosse, loro non dovrebbero temere niente da nessuno essendo cosi in buona fede e convinti della loro onestà.

Perchè se la Giustizia è davvero Uguale per tutti ed amministrata in nome del Popolo Italiano (come sono solito dire quando vengono prescritti urlando al mondo, invece, la loro assoluzione..) non dovrebbero venire minimamente scalfiti da tutte le punzecchiature più o meno satiriche che vengono prodotte da questi professionisti.

Nel momento in cui ritengo sia giusto ritenere chiunque di loro, membro della casta o no, innocente fino a quando la magistratura non afferma il contrario. E pur non avendo alcuna simpatia per molti di loro, pseudo collusi o no, resto sbalordito come tutti questi cerchino invece con tutto se stessi proprio di far credere il contrario agli italiani pecoroni, che ancora non si ribellano ne hanno il coraggio di farlo scendendo in piazza, sbraitando e denunciando querele a destra e a manca come se la ragione derivasse dal loro potere istituzionale piuttosto che dalla moralità delle loro condotte passate e presenti. Come se raccontare dei fatti fosse reato, come se rappresentare una realtà che vedono solo loro sia una cosa normale.. ma con questi italiani, quelli della stragrande maggioranza, tutto è possibile..

Fate posto, c'è ancora spazio per qualcun altro.

Indiano
http://indiano1983.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

non avete pubblicato un mio commento. Sarebbe interessante capire per quale motivo.
Mi sfugge il senso di questo blog e dei blog in generale: è un luogo privato ma aperto al pubblico, un luogo libero ma poi si decide cosa pubblicare e cosa no pur non essendoci alcun tipo di regolamento.

perché non esponete un regolamento interno, una sorta di netiquette con ciò che vi impegnate a pubblicare e ciò che eliminate.

così mi fate risparmiare tempo e lo risparmiate anche voi che, poverini, dovete leggervi tutti i messaggi e cancellare quelli che non vi piacciono.

"Uguale per tutti" ha detto...

Gentile Anonimo delle 2.14,

ciò che Lei ci chiede di fare lo abbiamo già fatto.

Trova le spiegazioni che ci chiede nel post “Come scrivere sul nostro blog”.

Diversamente da ciò che scrive Lei, pubblichiamo tutti i commenti, anche quelli che, come dice Lei, "non ci piacciono".

La semplice lettura del blog Le consentirà di trovare prova di questo.

Come abbiamo scritto nel post appena citato, non pubblichiamo solo i commenti diffamatori, offensivi e che integrino fattispecie di reato.

Non sappiamo a quale commento non pubblicato Lei si riferisca, data la Sua scelta di restare nell'anonimato.

Sulla base dei nostri report (perchè, diversamente da ciò che scrive Lei, non cancelliamo niente, ma archiviamo tutto), il commento al quale Lei si riferisce dovrebbe essere quello dal contenuto ostentatamente razzista, contenendo giudizi spregiativi di una etnia.

Questo blog si ispira all'art. 3 della Costituzione e intende rispettarlo.

Il razzismo è una delle malattie morali peggiori che possano colpire una società.

In ogni caso, come abbiamo scritto molte volte, qualunque lettore trovi non pubblicato un suo commento può scrivere all'indirizzo della Redazione chiedendone le ragioni che gli verranno fornite in dettaglio, consentendo a lui e a chiunque una verifica del criterio di non pubblicazione.

Un caro saluto.

La Redazione

Anonimo ha detto...

il mio commento era quello in cui discutevo del concetto di censura. dove vediate il razzismo nel discutere di censura non l'ho capito. voi invece mi avete dato del deficiente pazienza.

non ho diffamato nessuno. ho solo discusso di censura.
in questi casi forse vi conviene confrontare gli ip così evitate di attribuirmi messaggi di altre persone.

continuerò a firmarmi anonimo visto che non è espressamente vietato e che non viola la costituzione.

buona serata

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Anonimo delle 9.32.

Gentile Anonimo,

ci dispiace moltissimo per il Suo commento, ma sulla base di ciò che Lei ci ha scritto, abbiamo ricostruito la vicenda come segue.

1. NON ABBIAMO BLOCCATO alcun commento in materia di censura. Gli unici non pubblicati in questi giorni sono quello razzista di cui avevamo scritto e un paio di contenuto diffamatorio.

2. Dunque, se ci farà la cortesia di rispedirci il Suo commento in materia di censura, lo pubblicheremo con grande piacere.

3. Ciò che accade a volte è che chi scrive un commento si dimentichi di seguire le istruzioni e di cliccare su "Anonimo" nello spazio "Scegli un'identità". In questo caso il sistema non invia il commento e segnala al lettore un errore consistente nella mancanza della userid e della password di Google/Blogger.

Preghiamo tutti, quindi, di verificare che il commento sia stato accettato prima di chiudere la pagina.

4. La piattaforma di Blogger non ci dà gli ip dei lettori commentatori, sicchè non possiamo fare la verifica che Lei propone.

5. Per rendersi individuabile Lei, come fanno tanti lettori, potrebbe scegliere un Nickname, che la lascerebbe anonimo, ma consentirebbe di individuarla fra i tanti lettori anonimi ed eviterebbe equivoci.

6. Se vuole, potrebbe anche scriverci all'indirizzo della Redazione da un indirizzo mail anonimo, così che si potrebbe interloquire direttamente.

In ogni caso speriamo che Lei ci reinvii il suo commento perduto, che, come detto, pubblicheremo con piacere.

La Redazione