«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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martedì 20 maggio 2008

I primi passi del Ministro della Giustizia

Versione stampabile


Fra i primi atti del Ministro Clemente Mastella c’è stato un indulto dalle caratteristiche particolarmente
“dannose” per l’amministrazione della giustizia e vantaggiose per un noto condannato (il sen. Previti), così da essere ritenuto da più parti un indulto “ad personam”.

Fra i primi atti del Ministro Angelino Alfano sembra che ci sarà l’ennesima legge “ad personam”.

Ogni commento risulta, purtroppo, superfluo.

Speriamo solo che ci ripensino e non lo facciano.

_______________


di Liana Milella
(Giornalista)

da La Repubblica del 20 maggio 2008

Nel decreto l’ombra del colpo di spugna.
“Si può patteggiare a processo in corso”.
Di Pietro: “Cancella il caso Mills, peggio del lodo Schifani”.


ROMA - Doveva essere il decreto legge per garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare l’immigrazione.

Rischia di diventare, per una norma che sembra fatta su misura per i processi di Berlusconi, un’altra scatola, un contenitore come lo fu la Cirielli, per risolvere i problemi giudiziari del Cavaliere.

In particolare il processo perla falsa testimonianza Mills a Milano.

Si scopre tutto all’improvviso quando i testi, un decreto, un disegno di legge, tre decreti legislativi, arrivano all’esame del pre-consiglio a palazzo Chigi.

Non c’è il reato d’immigrazione clandestina, ma in compenso, e si tratta di due norme su cui finora era stato mantenuto il più stretto riserbo nonostante le numerose anticipazioni, il governo vuole chiedere ai giudici di anticipare tutti i processi per fatti che abbiano messo «in pericolo la sicurezza pubblica e abbiano comportato grave allarme sociale».

Che vuol dire: i dibattimenti per violenze e rapine gravi andranno fatti prima di tutti gli altri.

Ma non solo: scegliendo la data del 31 dicembre 2001, l’esecutivo decide di riaprire la possibilità, oggi vietata, di accedere al patteggiamento anche per tutti i processi già in corso.

Quindi, anche per il processo Mills che è giunto ormai in dirittura finale.

Solo «per valutare l’opportunità della richiesta» il decreto concede 60 giorni di tempo, un periodo in cui prescrizione e custodia cautelare restano «sospesi».

Non appena legge il testo, l’ex pm di Milano e leader dell’Idv Antonio Di Pietro esplode: «Questa norma è ancora più grave delle leggi ad personam fatte durante il precedente governo Berlusconi. E una legge ponte, un mezzo per un futuro colpo di spugna. Qui si approfitta di un’emergenza nazionale, di un problema di grave sicurezza, per infilare nel testo un articolo che non c’entra nulla e che si risolve nel buttare via il lavoro della magistratura e della polizia».

Di Pietro è una furia: «A tutti gli effetti, insisto, si tratta di un colpo di spugna mascherato. Il patteggiamento serve ed è utile perché concede uno sconto di pena all’imputato a patto che non si perda tempo nel fare il processo. Ma se invece il processo è già in corso, come in questo caso, e magari marcia verso la conclusione, questo patteggiamento a che serve? Siccome niente viene mai fatto per niente da Berlusconi, e la norma è irrazionale e del tutto irragionevole, è evidente che l’obiettivo è un altro: realizzare una legge-ponte, una legge-mezzo per giungere poi a un’altra, un nuovo lodo Schifani che blocchi i processi per le alte cariche dello Stato».

Articolo 2, comma 2, punto 4. L’articolato non lascia dubbi. Anche se è arrivato a palazzo Chigi dopo un duro braccio di ferro tra l’estensore del testo, giusto l’avvocato del Cavaliere Niccolò Ghedini, il ministro leghista Roberto Maroni e il sottosegretario aennino Alfredo Mantovano che non capivano bene le ragioni di quel patteggiamento ripescato proprio per i reati commessi fino al 31 dicembre 2001.

Perché mai quella data? Il sospetto era chiaro: giusto il processo Mills che si celebra a Milano, in cui Ghedini difende il premier, e che dopo la sospensione durante le elezioni si avvia ormai alla sentenza prevista per l’estate.

Chi partecipa alle riunioni sul pacchetto sicurezza vede malissimo e si adira per la prima versione proposta da Ghedini, «la sospensione di un anno, prorogabile per un altro anno» per i processi in cui si può utilizzare il decreto appena approvato.

All’esterno pare che Lega e An litighino con Ghedini sul reato d’immigrazione, ma la questione è ben altra.

Il contrasto è molto duro, l’avvocato del premier rimaneggia il testo e riduce da un anno a 60 giorni il tempo concesso all’imputato per decidere se accedere all’offerta del patteggiamento.

Nel frattempo, in due interviste concesse al Sole24 Ore e al Corriere della Sera, l’avvocato e deputato di Forza Italia, illustra il suo provvedimento ma non parla mai delle misure per riaprire il patteggiamento.

Ieri la sorpresa, che mette subito in allarme i magistrati di Milano alle prese col processo Mills.

Se effettivamente ci fosse una richiesta di patteggiare, il processo si bloccherebbe per due mesi giusto a ridosso della sospensione feriale.

Sentenza rinviata a settembre. Poi chissà, come dice Di Pietro.

Ma intanto, anche se in appello il processo marcia diritto verso la prescrizione, Berlusconi potrebbe evitare una condanna che lo metterebbe di nuovo a disagio sul parterre internazionale dove il reato di falsa testimonianza è considerato in modo grave.

Per questo è necessario che il decreto si approvi in fretta.

Maroni assicura che «sarà legge entro luglio».

26 commenti:

indiano ha detto...

La "gioia" di rileggervi dopo alcuni giorni di interruzione viene tramortita e demolita dalla prima vigliaccheria del nuovo governo berlusconi materializzata ad arte dal fedele azzeccagarbugli Ghedini.

Chiamatela come vi pare: "porcata", legge "ad personam", "colpo di spugna", "attacco alla magistratura e alla giustizia"; ma nessun termine consolatorio e nessuna nuova politica credo che possa risarcirci dall'idea che gli anni che ci accingiamo a vivere siano mascherati da un falso buonismo e da un occultato dialogo che lascia presagire ad anni tremendi, peggiori di quei nerissimi anni '70 nei quali furono ammazzati il commissario calabresi e altri eroi dimenticati del nostro tempo.

Anonimo ha detto...

da : http://www.polisblog.it/post/965/leggi-ad-personam-%e2%80%9cnon-le-utilizzeremmo-mai%e2%80%9d-le-ultime-parole-famose-di-nicolo-ghedini

( Leggi ad personam: “Non le utilizzeremmo mai!” Le ultime parole famose di Nicolò Ghedini
pubblicato da marco paganini – orientamento politico:
categorie: Dichiarazioni Impresentabili Ma non aveva detto che?



Sull’ipotesi di una legge ad personam costruita dall’avvocato del premier apposta per risolvere i problemi legali del premier stesso, si registra la ferma presa di posizione di Nicolò Ghedini, l’avvocato-deputato di Silvio Berlusconi: “Come potrebbe mai Berlusconi presentarsi a una compagine internazionale con la richiesta di 60 giorni di sospensione del processo per valutare il patteggiamento? E’ una follia. Né io né presidente del Consiglio chiederemo mai un patteggiamento”.

Certo, a pensare male si fa sempre peccato…

La domanda però, nasce spontanea: Come potrebbe Berlusconi presentarsi a una compagine internazionale dopo aver utilizzato il condono studiato dal suo commercialista Tremonti (facendo risparmiare alla sua impresa milioni di euro di tasse) e dopo aver dichiarato che le sue aziende non avrebbero mai aderito al condono medesimo?

Sarebbe una follia…. )

Mathilda
PS: bentornato webmaster

Vincenzo Agosto ha detto...

Tratto da questo collegamento
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-05-20_120229128.html

"Sparisce la norma che introduceva il patteggiamento per i reati cosiddetti 'indultabili' nella bozza di Dl che sara' portata domani in Cdm. Questa, secondo quanto si apprende, la novita' emersa nell'ultimo esame fatto dai ministri sul pacchetto sicurezza. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sarebbe stato contrario alla norma. In forma di Ddl e' stata invece prevista la norma che introduce la possibilita' di trattenere un immigrato in un Cpt dagli attuali 60 giorni fino a 18 mesi".

Vincenzo Agosto

Anonimo ha detto...

scusate se mi permetto un commento "tecnico", io che tecnico non sono.
allora, la riforma del cpp dell'89 introduceva il patteggiamento come strumento utile ad evitare il processo, e di conseguenza volto all'alleggerimento del carico di lavoro dei tribunali, e al conseguente miglioramento del loro lavoro.
nelle intenzioni (che presumo oneste) del legislatore c'era la possibilità, offerta alla magistratura, di evitare al prezzo di uno sconto di pena gran parte dei procedimenti, con le relative perdite di tempo e denaro, e poter dedicare così adelitti e inchieste e processi di grande importanza le maggiori energie della magistratura inquirente e giudicante.

abbiamo potuto vedere, e anche apprezzare nel profondo, quale sia stato il risultato di quest'iniziaiva: al patteggiamento si ricorre sempre meno, perché sempre più conviene giungere in dibattimento. a chi possa convenire, e per quali motivi, è spiegato con maggior precisione e cognizione di causa al seguente indirizzo: http://www.noisefromamerika.org/index.php/
articoli/Seconda_puntata_della_telenovela%
3A_dei_reati_e_delle_procedure#body
(eliminando chiaramente i due "a capo")

detto ciò, che cosa c'è di male se viene proposto un metodo che permetterebbe di accedere al patteggiamento anche a processo in corso, cosa che finora non è contemplata?
mi speigo meglio: ciò che voglio sapere è, visto che l'istituto del patteggiamento non è sfruttato a dovere, e quindi non ha dato i frutti che vent'anni fa si erano messi in preventivo, perché dev'essere considerato negativamente un tentativo di renderlo più efficiente, o perlomeno più accessibile?
soltanto perché il primo ministro in carica ha detto che non ne farebbe uso? soltanto perché sospende i tempi di prescrizione? soltanto perché potrebbe favorire Berlusconi? soltanto perché non proviene dalla parrocchia giusta?
può qualcuno che lavora in tribunale esporre obiettivamente luci e ombre di questa proposta?

baron litron

Anonimo ha detto...

"Sparisce la norma che introduceva il patteggiamento ..Maroni era fortemente contrario" (ANSA) 20.5.08
E' confermata la notizia?
Solo Di Pietro se ne era accorto?
Il conflitto di interessi non risolto fa comodo a troppi....
E' questo l'interesse generale?
Chi ci deve salvaguardare da troppi interessi particolari? Uno solo avversato da tutti?
Alessandra

Gabriele Di Maio ha detto...

Mi sembrerebbe che il titolo "i primi passi del Ministro della Giustizia" rispecchi poco il contenuto dell'articolo: leggendolo, infatti, sembra ci si riferisca ad una azione politica più ampia e che ha altri ideatori.
Aspetterei piuttosto i primi passi del Ministro sul piano della funzionalità degli Uffici.
Detto questo, non voglio entrare nel discorso politico: mi sembra però, sul piano tecnico, che un patteggiamento in corso di dibattimento si ponga in contraddizione quelle che erano state le dichiarate finalità di impianto di tale Istituto; nè per il vero comprendo quale ragionamento viene fatto per ancorare ad una certa data la novella della quale si parla.

Andrea Falcetta ha detto...

Cominciamo bene : il problema non è solamente quello etico delle leggi ad personam, visto che anche gli altri ne hanno sempre fatto buon uso (riforma del reato di abuso d'ufficio, condono tombale per il reato di falso in bilancio riferito agli anni immediatamente precedenti tangentopoli)....un cittadino "smaliziato" può certo indignarsi ma non stupirsi...quel che più mi angoscia e mi manda letteralmente in bestia è il modo con cui queste cose vengono fatte da Berlusconi...ho studiato per motivi professionali, proprio di recente, la nota sentenza delle sezioni unite con la quale la Suprema Corte si è trovata per l'ennesima volta nella condizione di dovere "riarmonizzare" un sistema deflagrato, sconquassato imbastardito (in senso letterale sotto il profilo giuridico) dalla legge Pecorella che aboliva il dovere del PM di impugnare le assoluzioni non condivise dal proprio Ufficio (si dovere, e non diritto, visto che il PM è una parte pubblica e dunque non è titolare di interessi privati).
Le leggi ad personam in stile berlusconiano sono tutte così, prendo un principio generale di diritto (su cui magari esiste giurisprudenza consolidata che, sia chiaro, offre certezza anche a noi avvocati quando dobbiamo illustrare ai clienti i possibili sviluppi di una situazione processuale) e lo violentano senza alcuna pietà, così scombussolando a beneficio di una unica situazione processuale un sistema che magari su quella questione aveva finalmente trovato una propria organica coerenza...
se fossi un Consigliere di Cassazione farei causa al Ministro per gli straordinari cui mi costringerà con questa ennesima "geniale" trovata : dovere elaborare altra giurisprudenza su un istituto, quello del patteggiamento, che da poco cominciava a trovare una sua esatta collocazione processuale dopo le innumerevoli riforme cui è stato sottoposto, non ultima quella del cd patteggiamento in appello.....altra fatica imposta alla Cassazione che per mantenere organicità e coerenza all'ordinamento dovette affermare che tecnicamente si tratta soltanto di una rinunzia ai motivi di appello inerenti l'affermazione di responsabilità, con sopravvivenza dei soli motivi inerenti la quantificazione della pena data dal giudice di primo grado .........mi scuso per il tono troppo tecnico, ma le toghe capiranno perfettamente cosa intendo dire quando parlo di intollerabile violenza al diritto..
Andrea Falcetta

Gabriele Di Maio ha detto...

Leggo solo ora il commento dell'anonimo che si chiede quale potrebbe essere l'incidenza negativa sul patteggiamento dello spostamento in dibattimento della possibilità di espletamento dello stesso.
A me sembra evidente: più si sposterà in là il termine per patteggiare, tanto meno si ricorrerà a questo istituto in maniera anticipata, così risparmiando attività giudiziaria.
Se posso patteggiare in dibattimento, perchè non aspettare quel momento, fruendo nel frattempo del decorso dei termini prescrizionali e nell'aspettativa di altri possibili eventi favorevoli?
A questo punto il patteggiamento cesserebbe in pratica di essere uno strumento che evita la celebrazione del dibattimento, ma diventerebbe solo un istituto di definizione anticipata meno utile (potendo far risparmiare ben poco all'attività giudiziaria) e dai "costi" elevati (in termini di sconto di pena) sui quali (specie in tempi nei quali la risposta sanzionatoria viene da molti ritenuta blanda ed insufficiente) varrebbe la pena di interrogarsi.

Anonimo ha detto...

Gentile Baron Litron,
Se le nostre Istituzione fossero correttamente rispettate non ci sarebbe nulla di male in qualunque atto, legge, decreto venisse proposto e/o approvato dagli organi competenti!
Invece, ci ritroviamo:
1) Una Costituzione che stabilisce regole in materia di formazione del Governo che cozzano con quanto oramai da anni avviene nel nostro Paese;
2) Un sistema elettorale in cui i rappresentanti del Popolo Sovrano, anziché essere scelti, appunto, dal Popolo Sovrano, vengono nominati dai leader dei Partiti maggiori (2, 3 persone, massimo 4 scelgono nientepocodimeno che 945 parlamentari che, hanno un solo vincolo di mandato: quello verso chi ha scelto la loro posizione in lista);
3) Il leader che ha avuto più consensi elettorali, grazie a questo sistema, rimane immobile: sarà Roma a marciare verso di Lui!
Ecco, vede? Neanche l'accortezza di nominare nei ministeri chiave persone che quanto meno, anche se non lo sono, almeno lo appaiono, autorevoli e indipendenti!
Crede non ce ne siano nel Popolo della Libertà?
Ancora, le pare che nulla ci sia di male in tutto questo?
bartolo

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Gabriele (con riferimento al suo commento delle 8.42).

Gabriele, hai ragione, perchè il titolo sembra incoerente con il contenuto dell'articolo (e infatti su Repubblica il titolo era un altro).

Ho messo questo titolo a seguito di una dichiarazione resa dall'avv. Ghedini e riportata dall'ANSA a questo link.

"SICUREZZA: GHEDINI, NORMA DI ALFANO>
(ANSA) - ROMA, 20 MAG - La norma sul patteggiamento contenuta nel 'pacchetto sicurezza', 'non arriva da me ma dal ministero della Giustizia'. Cosi' Nicolo' Ghedini.Il legale di Berlusconi respinge le accuse mosse da Di Pietro che si tratti di una norma 'ad personam' per consentire al premier di chiedere il patteggiamento nel suo processo a Milano. 'Questa norma serve per far funzionare i processi: e' nell'interesse di tutti',dice Ghedini, che boccia come 'una follia' l'ipotesi di un futuro patteggiamento di Berlusconi".

E' un titolo provocatorio, ma purtroppo sembra legittimo alla stregua delle dichiarazioni di Ghedini.

Riconosco che anche il blog, come i giornali, ha un problema di "presentazione" degli articoli, soprattutto perchè poi, passati alcuni giorni e scomparsi dalla homepage, potranno essere letti solo se il titolo "incuriosirà" i lettori.

Ci sforziamo, comunque, ovviamente, di essere "onesti" anche in questo lavoro dei titoli.

In un primo momento avevo anche riportato in fondo all'articolo di Repubblica il lancio Ansa, ma poi mi è sembrato che venisse male e l'ho tolto e forse ho sbagliato.

Approfitto dell'occasione per segnalare che nella ”Rassegna Stampa” di Vanna Lora si trovano tantissimi articoli su questo e altri temi, tratti da giornali di ogni colore politico e convinzione ideologica.

Permettetemi un forte abbraccio e un saluto affettuoso a Gabriele.

Felice Lima

Felice Lima ha detto...

A Baron Litron, con riferimento al Suo commento delle 0.59.

Gentile Baron Litron,

per darLe l'ennesima prova del fatto che non apparteniamo a nessuna "parrocchia" e sperando che prima o poi ci si possa credere, così non saremo costretti ogni volta che diciamo qualcosa che può sembrare contro i gialli a dirne per forza anche una contro i verdi e una contro i blu, posso dire che il peggiore, più dannoso e grottesco intervento legislativo sui riti alternativi è quello fatto quando era in carica il Ministro Fassino.

Per brevità, mi limito a rinviare a due articoli di stampa che si possono leggere a questo link e a questo link.

Io, a quel tempo, stavo celebrando come giudice a latere un processo di Corte di Assise nei confronti di 150 imputati per 52 omicidi e vari altri delitti. Il processo era quasi alla fine.

Si è bloccato per un certo tempo, in attesa che gli imputati potessero decidere se chiedere o no l'abbreviato.

Molti l'hanno fatto e molti no. Così, per quelli che l'hanno fatto, il processo è ricominciato dinanzi ad altri giudici, duplicando il lavoro già svolto.

Ma poi il Governo, resosi conto di avere varato una norma scritta da chi evidentemente di diritto non sapeva proprio niente, alcuni mesi dopo ha apportato una modifica (chiamandola - tanto per non farci mancare niente - "norma interpretativa").

Ciò ha consentito ad alcuni di quelli che avevano chiestto l'abbreviato, di revocare la richiesta, alla luce delle nuove norme e così il processo si è di nuovo fermato e di nuovo spezzettato.

La stessa cosa ovviamente è accaduta in migliaia di processi facendo alla giustizia penale danni particolarmente gravi.

Per di più ancora oggi abbiamo una cosa abnorme che io chiamo l'"abbreviato allungato", che, per un meccanismo descritto benissimo da Andrea (Falcetta) nel suo commento delle 10.17, ha "massacrato" il sistema e pone problemi ancora oggi non risolti (e forse non risolvibili): si pensi, per tutte, all'ipotesi di un processo con rito abbreviato con trenta imputati, ognuno dei quali condiziona in maniera diversa la sua richiesta di abbreviato. Tizio vuole l'abreviato, ma sentendo il teste Alfa. Caio vuole l'abbreviato, ma senza che sia sentito Alfa, ma sentendo Beta e Gamma. Filano vuole l'abbreviato, sentendo Ala e Gamma ma non Beta.

Una follia insensata!!

Proposta da Fassino e votata da tutte le parti (cosiddetta destra e cosiddetta sinistra) in coro.

Ciò posto e risolto, spero, il problema del "dare prova di non essere di parte", continuo a segnalare che se una cosa non è buona, non è buona. Punto.

Non possiamo tacere questa circostanza solo per paura che ci si accusi di avercela con Berlusconi.

Peraltro, negli ultimi anni è difficile parlare di giustizia senza sembrare ostili a Berlusconi, se si considera ciò che Berlusconi ha detto ("I giudici sono esseri psichiatricamente deformi" e tante altre simili) e soprattutto fatto CONTRO la giustizia: l'elenco di leggi rilevantissime, dichiarate incostituzionali e dunque illegittime, che hanno sconquassato il sistema è lunghissimo (fra le tante, c.d. "Lodo Schifani", c.s. "Pecorella", c.d. "Cirielli", c.d. "Bossi Fini").

Quanto alle ragioni per le quali la norma, se verrà effettivamente promulgata, farà solo danno, le ha già esposte Gabriele (Di Maio) nel suo commento delle 11.06.

Un caro saluto con la stima che sa.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Sparisce la norma che introduceva il patteggiamento per i reati cosiddetti 'indultabili' nella bozza di Dl che sara' portata domani in Cdm. Questa, secondo quanto si apprende, la novita' emersa nell'ultimo esame fatto dai ministri sul pacchetto sicurezza. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sarebbe stato contrario alla norma. In forma di Ddl e' stata invece prevista la norma che introduce la possibilita' di trattenere un immigrato in un Cpt dagli attuali 60 giorni fino a 18 mesi.

simpatizzante di Berlusca ha detto...

Esiste una consuetudine secondo la quale è buona norma in Italia criticare sempre chi sta al governo, questa consuetudine va avanti da tempo e almeno viene applicata in questo sito anche nei confronti del precedente governo.
Tengo a rammentare a tutti che tutto ciò che fa il governo, qualsiasi governo ma in particolare questo, non può e non deve essere messo in discussione né cagionare critiche anche dure.
E' possibile criticare gli atteggiamenti o i comportamenti di un essere umano, di un cittadino comune ma mai e poi mai di chi governa. Questo perché chi governa non è un uomo comune, ma un'istituzione, un simbolo, un'entità astratta. sarebbe un po' come criticare un'idea, come se si volesse criticare la libertà o la giustizia, cioè dei concetti.

Se verrà fatta una legge ad personam poca importa ma molto importante è capire che chi governa va lasciato governare e chi governa non va assolutamente criticato. Fosse per me andrebbe fatta una legge per evitare persino di nominare sia Berlusconi che il suo esecutivo.
A mio avviso criticare l'operato di chi governa sarebbe un po' come criticare l'idea di Dio o la sacralità dello Stato.

Anonimo ha detto...

gentile monsù Lima,
chiedo scusa per essermi male espresso nel mio ultimo commento: non intendevo affatto dire che voi facciate parte di una "parrocchia", e infatti le mie domande erano rivolte soprattutto alal giornalista di "repubblica", che non mi pare faccia parte della redazione (e che invece fa parte, ahilei, di una o forse più parrocchie).
in ogni caso, le risposte di Gabriele Di Maio e la sua mi hanno chiarito ciò che prima era oscuro, e mi portano quindi a ritenere che la norma, così come presentata dai media, era effettivamente una porcata, non l'unica né l'ultima purtroppo, che avrebbe come effetto anche un ulteriore allungamento dei tempi processuali.

forse occorrerebbe una smerigliatura e riscrittura totale e definitiva dei codici, una palingenesi che tenga conto della preziosissima tradizione giuridica della nostra cultura, e degli innumerevoli errori che un suo eccesso di zelo ha prodotto nelle norme e nelle procedure che si sono via via stratificate fino al giorno d'oggi.
non so, non sono (per fortuna vostra) un giurista o un legislatore, e nemmeno (per fortuna mia) un delinquente. ho con i tribunali rapporti saltuari e unicamente professionali, e spero di continuare così per il resto della vita.
sempre attento però, anche col vostro e l'altrui aiuto, a cogliere le contraddizioni e le boiate più palesi.

un saluto e un ringraziamento, baron litron

Anonimo ha detto...

Sento di non poter condividere la tesi dell'Anonimo Simpatizzante di Berlusconi. Mi viene in mente una risposta di Leonardo Sciascia alla giornalista Marcelle Padovani. Disse che la sua sensibilità al fascismo rimaneva sempre acuta, fosse esso di sinistra, di destra, di centro. E poi aggiunse quest'osservazione, a mio avviso sconcertante e terribile: "Sono convinto che gli Italiani si adatterebbero anche oggi a vivere in un regime fascista come in una seconda pelle, pur di non dover compiere la fatica di dover pensare per essere liberi".
Cordiali saluti a tutti, ben ritrovato, Dott. Lima
Paola Risi

Paolo Emilio ha detto...

Alla gentile Paola:

Se per questo, si erano se non adattati almeno predisposti, per decenni, a vivere in un regime assai peggiore di quello fascista, salvo cambiar giacca e "livrea" alla caduta del Muro !

Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

Il nuovo ministro della Giustizia è molto giovane, e questo è un bene, in un paese gerontocratico. Ma ci sono altri giovani che fanno carriera, nell’ambito della Giustizia. È il caso del dott. Alfonso Papa, che dopo soli cinque anni di magistratura è diventato Direttore Generale della Giustizia Civile, e oggi è deputato, per il PDL. Il tutto a soli 38 anni. Che dire?

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate, voi magistrati, di certe rapide carriere di vostri colleghi. Dei disinvolti passaggi alla politica. Soprattutto della sempre più frequente commistione tra magistratura ed amministrazione, che vede magistrati ordinari, amministrativi e contabili, assumere posizioni di assoluto rilievo nella Pubblica Amministrazione, in posizioni fiduciarie alla politica, e ad essa contigue. Come dire? L’arbitro che scende in campo, il controllore che diventa gestore.

Con quali criteri i magistrati assumono posizioni di responsabilità al Ministero della Giustizia? I radicali denunciarono il metodo lottizzatorio di Mastella, ma non è che prima il fenomeno non esistesse: tutte le posizioni apicali al Ministero della Giustizia sono tradizionalmente occupate da toghe. I magistrati che diventano dirigenti (spesso di rango generale, o capi dipartimento) quali competenze hanno in materia di management? E come vengono scelti? Se io sono una giovane toga, e mi scopro una vocazione alla gestione, come mi metto in evidenza, come posso esplicitare in modo trasparente la mia ambizione? Semplicemente non c’è modo.

A me pare che questa cooptazione di magistrati nella amministrazione prima e nella politica poi sia uno scandalo. E mi piacerebbe sentire da voi una parola chiara e non ambigua, magari in un post ad hoc.

Barbara M.

"Uguale per tutti" ha detto...

A Barbara M.

Gentile Barbara,

grazie di cuore per la Sua attenzione e partecipazione e per avere messo in evidenza un tema di importanza centrale.

Ci chiede di prendere una posizione chiara e lo facciamo subito.

E' nostra intenzione scrivere approfonditamente sul tema che Lei affronta (rapporti fra magistrati e politica, "carriere parallele", "compromissioni" con l'amministrazione e il potere politico).

Nell'attesa di quegli scritti futuri, per dare una risposta immediata alla Sua richiesta, diciamo a Lei e a tutti che è questo uno dei temi principali dell'impegno di questo blog.

Su questo molti di noi si sono battuti in altre sedi senza risparmio.

Intendiamo proseguire lì e anche qui.

Nei prossimi giorni lanceremo dal blog una iniziativa che riteniamo importante per invitare i magistrati a fare alcune cose concrete con riferimento a questo problema.

Abbiamo proposto in molte sedi l'introduzione di incompatibilità serie e definitive fra incarichi associativi, incarichi di autogoverno della magistratura, incarichi politici.

Anche a seguito delle nostre sollecitazioni alcune correnti della magistratura incominciano a parlare di questo tema.

Purtroppo lo fanno con molta "timidezza" e alcuni anche con evidente ipocrisia.

Per essere un po' più concreti, Felice Lima ha sottolineato in diverse sedi (fra l'altro anche nell'articolo sul "caso De Magistris" pubblicato sul n. 2/2008 di Micromega), la imbarazzante situazione di un magistrato - il dr Vito D'Ambrosio - che dopo essere stato per dieci anni Presidente della Regione Marche, appena rientrato in ruolo viene candidato ed eletto al C.D.C. dell'A.N.M. e, alla Procura Generale della Cassazione sostiene l'accusa contro Luigi De Magistris.

In questo, ovviamente, non c'è nulla di illegale, ma si tratta di una situazione che noi reputiamo inopportuna e che crea molto disagio.

E' di oggi la notizia che diventerà Assessore alla Sanità della Regione Siciliana il collega Massimo Russo, già Presidente della Sezione Distrettuale dell'A.N.M. di Palermo e attualmente vice del Capo Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria nel Ministero che fu del Ministro Mastella.

Capo Dipartimento di quell'ufficio è peraltro altro magistrato che in epoca recente è stato Segretario Generale di una corrente (Magistratura Democratica).

I dottori D'Ambrosio e Russo sono iscritti alla corrente Movimento per la Giustizia, dalla quale Stefano Racheli si è recentemente dimesso (cfr questo link).

Situazioni analoghe ci sono anche nelle altre correnti dell'A.N.M..

E poi c'è il caso clamoroso del dr Chiaravalloti, già Procuratore Generale di Catanzaro e oggi Vicepresidente del Garante della Privacy.

E molti altri casi.

La posizione della Redazione del blog è fortemente e irriducibilmente critica verso queste commistioni che nuocciono certamente a tanti importanti valori.

Come abbiamo appena detto, proponiamo e proporremo ancora radicali incompatibilità e divieti.

Ci permettiamo di segnalare, fra gli altri, un articolo di Stefano Sernia
a questo link, uno di Giuseppe Bianco
a questo link e uno di Felice Lima a questo link

Un caro saluto.

La Redazione

Gabriele Di Maio ha detto...

Raccolgo volentieri l'invito di Barbara.
Si tratta di una questione che è sempre esistita, credo con Governi di diversa estrazione politica.
Condivido i rilievi critici che sono stati esposti: occorre trasparenza nei percorsi che portano un magistrato in settori a stretto contatto della politica.
E forse l'opportunità vorrebbe degli accorgimenti organizzativi anche per i percorsi inversi.
Per quanto concerne i primi, è importante fugare ogni sospetto che la "chiamata" sia legata non a qualità del soggetto ma, appunto solo a questioni politiche.
Personalmente, sarei lieto che il numero di questi magistrati venisse ridotto all'essenziale (tanti incarichi potrebbero essere ricoperti da altre figure di giurisperito), tanto più ove si consideri che i carichi, certo non quelli della magistratura militare, richiedono che non si scopra l'organico.
Perchè poi non introdurre una chiamata "numerica" da parte del Ministro, lasciando al CSM l'indicazione dei magistrati da inviare fuori ruolo, chiaramente su loro disponibilità ed attingendo da graduatoria formata attribuendo punteggi su elementi oggettivi?
Per i "rientri", credo si possano prevedere collocazioni in organismi giudicanti collegiali.

Anonimo ha detto...

Vorrei attribuire al Dr.Tinti il grande merito, che, con il solo titolo del suo libro "Toghe Rotte" scritto da un magistrato, ha rotto il diaframma, ha aperto la "porta santa" della Magistratura, sigillata e temuta da tutti i magistrati anche in contrasto interno, di liberare quello che insieme alla politica ha creato tante deformità nella nostra Democrazia e Libertà.
Nonostante i numerosi e tortuosi problemi che ancora ci sono, tanta acqua è passata da quando sembrava che tutti i problemi della Giustizia fossero "la carta per le fotocopie".
Ora che i mali non si possono più ignorare TUTTI dobbiamo partecipare alla rinascita del nostro meraviglioso maledetto straordinario ineguagliabile, per tante intelligenze, paese ITALIA.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Quanto cieca sono stata fino ad ora! Per fortuna che non siamo tutti uguali al mondo... Mai avrei pensato di poter aprire gli occhi in maniera così veloce, fulminea, grazie alla lettura di pochissime frasi! Ecco cosa vuol dire avere libertà d'espressione, senza la quale mai avrei potuto leggere qualcosa di simile!
Il governo è un'istituzione, un concetto, non una persona o un gruppo di persone! Ecco qual è il punto, e contemporaneamente si fa chiara anche la soluzione! Basta non criticare chi governa, lasciarlo lavorare in pace e potrà compiere qualcosa di buono, giungere a qualche risultato, altrimenti il suo lavoro sarà spezzettato e rovinato e non porterà altro che danni!
Maledetti americani, partigiani e resistenti di ogni paese: avessero lasciato lavorare Hitler in pace, o Mussolini, o Stalin, o Mao... quanti problemi sarebbero oggi risolti! Se chi giunge al potere potesse essere considerato diverso da tutti gli altri, al di sopra della legge... Luigi XIV l'aveva capito, e come lui tutti i regnanti di ogni epoca che si dichiarano tali per diritto divino. Oggi non ci sarebbero contestatori, le violenze non farebbero notizia perché tanto colpirebbero solo chi si oppone al potere e forse non ne sarebbe rimasto uno solo! Basterebbe ammazzare tutti coloro che la pensano in maniera diversa da noi (per "noi" ovviamente intendo chi in quel momento governa, quindi il più forte... cribbio! ma non basterebbe tornare alla legge della giungla per smettere di scervellarsi e rovinarsi il fegato con tutte queste storie?).

Scusate il sarcasmo, di solito lo evito, ma di solito non leggo nemmeno post così smaccatamente "perversi" come quello aggiunto qui sopra. A un post così non riuscirei mai a rispondere tramite ragionamento, ci vuole un minimo di impegno anche dall'altra parte, altrimenti ogni spiegazione è vana.
Grazie alla redazione per la sua allergia ad ogni tipo di censura: se non l'avessi letto non avrei creduto davvero che potesse esistere ancora oggi qualcuno che la pensa così, vista soprattutto la storia Patria più recente (non è ancora passato un secolo) se non vogliamo scomodare la Storia in assoluto.
Il mondo è bello perché è vario.
ps: potrei capire in parte l'anonimo simpatizzante di berlusca a patto di scoprire che è molto, molto, molto giovane.

Silvia.

Anonimo ha detto...

Per il gentile Paolo Emilio:
infatti Sciascia aveva riferito il termine "fascismo" a tutte le parti politiche, non solo alla cosiddetta "destra" (per quanto queste definizioni possano avere senso se guardiamo all'eterna palude di centro della politica italiana), quasi fosse un atteggiamento "strutturale", "genetico", del modo di essere degli Italiani.
Cordiali saluti,
Paola Risi

Paolo Emilio ha detto...

Gentile Paola,

Sciascia, evidentemente, conosceva bene la Storia !

Non c'è bisogno di aggiungere altro.

Cordiali saluti.

Gabriele Di Maio ha detto...

Ho appreso dal sito del CSM quanto segue: "Il Vice Presidente Nicola Mancino ha convocato per martedì 27 maggio 2008 alle ore 15,30, una seduta straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura, alla quale parteciperà il Ministro della Giustizia On.le Angelino ALFANO, sul cui intervento si svolgerà un dibattito".
Credo che questa sarà una delle prime occasioni per conoscere i programmi del neo ministro.

Anonimo ha detto...

Gentile Redazione,
mi piacerebbe conoscere il Vostro parere sulla PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE
d'iniziativa dei deputati
BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, ZAMPARUTTI (tutti appartenenti al PD), attualmente in discussione. Cito dal sito della Camera: "Modifica dell'articolo 112 della Costituzione. Abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale
Presentata il 29 aprile 2008

1. L'articolo 112 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 112. - Ciascun Procuratore generale presso la Corte d'appello stabilisce di anno in anno, per il proprio distretto di competenza, le priorità nell'esercizio dell'azione penale, in attuazione delle linee guida definite a livello nazionale dal Ministro della giustizia, che le illustra, entro il 30 novembre di ciascun anno, in una relazione annuale al Parlamento.
Ciascun Procuratore della Repubblica presso il tribunale ordinario e presso il tribunale per i minorenni stabilisce di anno in anno, per il proprio circondario di competenza, le priorità nell'esercizio dell'azione penale nel quadro delle priorità definite ai sensi del primo comma».
Vi ringrazio per la Vostra attenzione,
Paola Risi

Frank De Bour ha detto...

Purtroppo l'Italia che olte il 50% degli italiani hanno voluta è questa.
Quella del "pericolo" Rom.
Quella delle monnezza rovesciata per strada e le cariche ai cittadini ONESTI che si battono per la loro salute.
Quella del decreto salva Rete4.
Quella delle barricate contro Travaglio ma nessuno che ha smentito il giornalista.
Ci meritiamo questi politici. Che pensano solo ai loro benefici, dopo che in campagna elettorale hanno sciorinato promesse su promesse.
Questo sarà solo il primo di tanti soprusi che il Cavaliere ha in serbo per noi...