«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 8 maggio 2008

L'Italia tra i paesi più sicuri d'Europa


Nelle scorse settimane si è acceso sul nostro blog - facendo eco ai temi scelti dalla politica per la propaganda elettorale - un dibattito sul tema della sicurezza in Italia.

Con riferimento a quel dibattito (nel corso del quale alcuni lettori ci chiedevano di cercare dei dati oggettivi su base comparativa internazionale), riportiamo alcuni dati tratti da una ricerca dell'Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), commentati nel febbraio del 2007 su un altro blog (il testo - in inglese - dell'intera relazione di ricerca è consultabile cliccando sul relativo link nel corpo dell'articolo).

Precisiamo, ovviamente, che il problema in discussione è complesso e che non è nostra intenzione negarne l'esistenza. Ciò che con forte convinzione intendiamo affermare è che questo problema, come, d'altra parte, ogni problema, può essere risolto solo se affrontato con onestà intellettuale e lucidità professionale.


Nessuna soluzione verrà da una cinica e irresponsabile strumentalizzazione politica, che produrrà soltanto il moltiplicarsi di episodi di odio razziale e, purtroppo, anche assassino, nelle nostre città.

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Criminalità comune: l’Italia tra i paesi più sicuri d’Europa, ma non lo sappiamo


Pubblicato da Massimo Brignolo nel febbraio 2007 su “Blogosfere - Visti da lontano


L’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) ha pubblicato oggi uno studio comparativo sulla criminalità comune all’interno dell’Unione Europea.

Il 15% della popolazione delle 18 nazioni prese in esame è stato vittima di un crimine comune nel 2004. I paesi con l’incidenza più alta sono Irlanda, Gran Bretagna, Estonia, Olanda, Danimarca e Belgio che mostrano valori ben al di sopra della media dell’Unione Europea; i livelli più bassi si ritrovano in Spagna, Ungheria, Portogallo, Francia, Austria, Grecia e Italia.

Nei cinque anni trascorsi dalla precedente rilevazione, i reati comuni sono diminuiti in Europa in media del 23%; in Italia , dove l’ultima rilevazione risale a 13 anni fa la diminuzione è stata ben del 38%.

Scendendo nel dettaglio delle diverse tipologie di reato, l’Italia ha il numero più basso in assoluto per rapine e aggressioni e si ritrova per gli altri casi nei 4-5 paesi più sicuri, con l’eccezione del furto con scasso dove è il quarto peggior paese con un’incidenza del 2,1%.

Lo studio prende anche in esame la percezione da parte dei cittadini: e, nonostante, la buona situazione effettiva, poco meno di metà degli italiani (il 43%) ritengono probabile essere vittima di un furto con scasso nei prossimi mesi, superati in questo solo dai greci e come 13 anni fa, il 35% degli italiani non si sente sicuro in strada dopo il tramonto.

In questo secondo caso, lo studio mostra come vi sia una profonda correlazione tra percezione di sicurezza nelle strade e visibilità nelle stesse di attività relative allo smercio e consumo di droga.

Infine, mentre in Danimarca il 75% della popolazione è soddisfatta delle azioni delle forze dell’ordine dopo la presentazione di una denuncia, in Italia questo si registra solo per il 43% dei casi; una situazione peggiore si registra solo in Ungheria, Grecia ed Estonia.

Al contrario il 65% degli italiani è soddisfatto con quanto viene fatto dalle forze dell’ordine per combattere il crimine, in linea con la media europea pari al 67%.


12 commenti:

Paolo Emilio ha detto...

Con tutto il rispetto possibile e senza vena polemica, queste "statistiche" mi ricordano il noto adagio secondo il quale se ci sono due affamati e due polli, per la statistica costoro mangerebbero un pollo a testa, anche se in realtà uno ne mangia due e un altro nessuno ...

Caterina Caselli cantava negli anni '60: "io credo a quello che vedo" (Sole spento).

A riguardo, venite sotto casa mia quando si fa sera. Se poi aveste una macchina del tempo, vi inviterei a venire sotto casa mia ... vent'anni fa.

Poi ne riparliamo, con calma.

Felice Lima ha detto...

Gentile Paolo Emilio,

come scriveva La Redazione, quelli qui in discussione sono problemi seri.

Fare polemiche e dire slogan non aiuta in nessun modo a risolverli.

Se io, come Lei, credessi solo a quello che vedo, non crederei che esiste l'Australia (perchè né la vedo né l'ho mai vista).

E, come giudice, non condannerei mai nessuno, né in sede penale, né in sede civile, perchè mai il giudice è testimone dei fatti che giudica (altrimenti nel processo sarebbe, appunto, il teste e non il giudice).

E' una delle cose che differenzia gli uomini dagli animali.

Gli animali non hanno la capacità di astrarre: dunque non conoscono né "il cavallo", né "la cavallinità", ma solo quel cavallo lì che hanno davanti.

Gli uomini, invece, non conoscono solo per l'esperienza degli occhi, ma elaborano anche conoscenze con la ragione.

Quanto al fatto che sotto casa sua le cose non vanno come venti anni fa, l'unica cosa da dire è: ovvio e per nulla strano.

Il Suo ragionamento equivale a quello di chi si lamentasse che oggi ci sono molte centinaia di incidenti stradali in più di venti anni fa.

La cosa appare inevitabile, se si considera l'enorme aumento del numero di auto in circolazione e quello della loro potenza media.

Sembra ovvio che la vita nelle nostre città non può assomigliare in nessun modo a quella di venti anni fa.

Per tornare ai "bei tempi" agognati dai "nostalgici" come Lei, bisognerebbe sterminare alcuni milioni di persone (per ritornare alla densità demografica di allora), fare tornare indietro di venti anni il cosiddetto "progresso economico" che tanto "progresso" non è stato avendo fattto aumentare enne volte la ricchezza di alcune popolazioni, diminuendo proporzionalmente quella di altre, rendere di nuovo molto difficle l'attraversamento delle frontiere, rialzare il muro di Berlino, fare ritornare la Cina nella notte in cui era venti anni fa, vietare i traffici finanziari in borsa, che condizionano il sistema economico e sociale e mille e mille altre cose.

Se non si fa tutto questo, stupirsi che nel quartiere dove abito - nel quale in soli due anni sono stati edificati centinaia di migliaia di nuovi vani - ci sia più traffico la mattina quando devo andare in ufficio è appunto quello che ha confessato Lei: ridurre la propria coscienza a ciò che vedono gli occhi. Una autentina mutilazione della ragione.

Felice Lima

P.S. - Approfitto di questo commento per dare qualche altra informazione numerica a proposito delle ragioni per le quali è illogico pensare di potere gestire le cose come vent'anni fa.

Riporto uno scritto di Riccardo Orioles di alcuni anni fa:
"Nel 1820 il divario di reddito fra i paesi più ricchi e quelli più poveri del mondo era di circa tre a uno.

Nel 1913 - dopo le espansioni coloniali della seconda metà dell’Ottocento - era diventato di undici a uno.

Due guerre mondiali dopo, nel 1950, il divario fra ricchi e poveri era già triplicato: trentacinque a uno.

Negli anni Cinquanta e Sessanta numerosi paesi del Terzo mondo ottennero l’indipendenza politica, ma non quella economica: così nel 1973 (un momento peraltro alto del ciclo economico internazionale) il divario era aumentato ancora: quarantaquattro ad uno.

Nel 1992, ai primordi della globalizzazione, il rapporto fra i redditi dei paesi più ricchi e quelli dei paesi più poveri aveva raggiunto la seguente proporzione: settantadue ad uno.

È l’ultimo dato ufficiale disponibile: l’Agenzia Onu per lo Sviluppo (a cui si debbono queste cifre) non ha ancora estrapolato gli indici di divario per il decennio in corso. L’Islam e l’anti-Islam, in tutto questo, non c’entrano per niente: è la nuda aritmetica che infiamma le popolazioni".

Paolo Emilio ha detto...

Quale esagerazione !

Non sono mica come Mao, che per eliminare le fumerie di oppio a Pechino fece fucilare con le mitragliatrici i proprietari delle stesse, i cui cadaveri "sfilarono" per tutta Pechino, galleggiando macabramente sul fiume giallo ...

Molto più civilmente, e senza scomodare termini giuridici, si potrebbe da un lato "mandare in galera" i delinquenti nostrani, che già non son pochi, dall'altro "mandar via" i delinquenti stranieri, tenendo solo gli immigrati onesti e regolari, come fanno in tutti i paesi europei, tranne che da noi !

Costa troppo ? Non credo che i cittadini farebbero troppi problemi per una tassa in più, se vedessero dei risultati concreti !

Cordialissimi saluti.

P.S. - Tutti siamo nostalgici di qualcosa, man mano che si va avanti negli anni. Diversi sono gli oggetti delle "nostalgie", però ! Intelligenti pauca ...

Anonimo ha detto...

Caro Paolo Emilio,
a me piace moltissimo quello che scrivi ma Lima ha fatto delle analisi che difficilmente possono essere superate con le soluzioni indicate da te.
bartolo

Paolo Emilio ha detto...

Caro Bartolo,

Perché le analisi di Lima non possono essere superate ?

Ne invochi l' "auctoritas", forse ? Forte della platonica "eidos" citata riguardo al cavallo ?

Nessuno mette in dubbio la grande intelligenza e la grande cultura, anche extragiuridica, di Felice Lima, ma se in un punto i suoi argomenti non mi convincono non per questo lo stimerò di meno, pur restando della mia opinione su quel punto.

Francamente, è un preciso artificio retorico quello di non replicare precisamente sul tema, ma di far credere che l'interlocutore volesse dire cose diverse e conseguentemente confutare solo queste ultime cose, non già le vere ragioni introdotte.

Del pari, è un "vizietto" ricorrente quello di dare del "nostalgico" (rectius: fascista, reazionario, magari pure razzista ... ), introducendo così fattori emotivi (ergo, retorici) nelle proprie argomentazioni. Quel che si dice "argumentum ad hominem", per esser precisi ! Con l'aggravante di non conoscere il vero pensiero di quell'uomo, evidentemente non riconducibile a "schemi" precostituiti.

In concreto, nessuno vuole spiegarmi perché all'estero gli extracomunitari delinquenti sono puniti, laddove da noi assai meno.

Ancora in concreto, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché il nostro paese non può essere come gli altri paesi europei, dove chi sbaglia, paga ! Dove chi non ha permesso, non entra ! Dove chi è clandestino o, peggio, delinquente, viene messo "gentilmente" in galera e/o alla porta !

Faccio un altro esempio: oggi su un quotidiano locale è apparsa una notizia, secondo la quale su un affollato treno in corsa, in pieno giorno, un extracomunitario marocchino si è tirato giù i pantaloni e si è messo ... a defecare in uno scompartimento ! Un commento di due viaggiatrici inglesi è stato: "That's Italy" ! Si badi bene: non "That's Morocco", proprio "That's Italy" !!

Statisticamente, il fatto è un piccolissimo reato. Giudicate voi, però, al di là dello stretto diritto, se il fatto è "piccolo" veramente ...

Vedi, caro Bartolo, ho un difetto tra i molti, per il quale sarò sempre soccombente in queste "dispute": di solito non cito statistiche, né autori importanti. Ma non arrivo a credere che l'Australia non esista.

Mi limito a riferire fatti.

Ciao.

Anonimo ha detto...

Se dovessi credere a cio' che vedo..direi che la criminalita' non esiste!!
Ho la fortuna di vivere in un piccolo paese dove, ancora oggi, dimenticare di chiudere il finestrino della macchina non e' una tragedia..dove ancora, quando perdi un portafogli, te lo restituiscono integro e via dicendo.
Eppure sembra che da qualche parte la criminalita' esiste eccome e,in barba a tutte le statistiche,fortemente temuta.
Io non metto in dubbio la veridicita' di quei dati,ma
Il problema non e' il dato in se ma cio' che la popolazione avverte.
Sembra si voglia fare lo stesso discorso riguardante l'inflazione:e' in linea, e' alta bassa...io so che la gente non arriva a fine mese ed e' questo il dato importante.
Allo stesso modo si ragiona con la sicurezza.. come spiegare al cittadino che subisce un furto che in fondo siamo in linea con le statistiche????
Per non parlare del fatto che chi oggi delinque, ha la matematica certezza di cavarsela visto che in Italia sta diventando una moda far scadere i termini di custodia cautelare..e tutto questo contribuisce a rafforzare sentimenti di sfiducia nella giustizia, emulazione nei male inclinati e forse istinti di reazione personale nel soggetto offeso( il fai da te inizia a dilagare)

Sono certamente corretti quei dati ma non mi rassicurano per nulla

Con la stima di sempre.
Carmelo

Anonimo ha detto...

io sinceramente non capisco cosa dite. L'Italia un Paese sicuro? ma da quando?!! provate ad andare a prendere la metropolitana a Roma se poi riuscite ad uscirne vivi ed incolumi ne riparliamo!
Per come la vedo io non solo l'Italia è un Paese profondamente insicuro ma così ad occhio direi che città come Los Angeles e Miami non sono neanche paragonabili a Roma, in cui la criminalità è circa 300 volte superiore! per non parlare di Milano o di Verona in cui la criminalità è anni luce maggiore che in tutti gli Usa messi insieme. Il fatto è che noi abbiamo anche a che fare con la multietnicità che negli Usa non c'è più, se mai c'è stata.
milioni di extracomunitari ogni anni vengono in Italia.
andate un po' a vedere se è così in Francia o in Germania?
noi conosciamo la migrazione di extracomunitari. nel resto d'Europa non a questi livelli.
per come la vedo io oggi è più sicuro andare a piedi di notte per le borgate di Londra o di New York che uscire di giorno per le vie del centro a Roma.

vediamo di non fare demagogia.

Anonimo ha detto...

Caro Paolo Emilio,
ho già scritto, e lo ripeto, di non essere all'altezza di misurarmi con te, su alcun piano.
Nel caso specifico, non ho assolutamente detto che le analisi di Lima non possono essere superate, mi sono limitato alla circostanza che il tuo assunto, da me condiviso, non assumeva dignità di controparte rispetto all'analisi tracciata da Lima.
Dopo di che, la disputa entra in una fase filsofica nella quale io posso soltanto divertirmi a leggere i botta e risposta tra voi due. Ovviamente, avrai capito che tifo per te anche se fino ad adesso in tutte le dispute Lima ti ha superato. Ovviamente, ancora, questa è la mia opinione.
Cari Saluti, bartolo.

Danx ha detto...

Per piacere, non fermiamoci a vedere cosa accade sotto il nastro naso.
In certi paesi puoi ancora lasciare la porta di casa aperta, in altri ti devi barricare coi bazooka.
Ma in generale l'Italia è più sicura di quel che ci vogliono far credere i media.

E' scandaloso l'uso politico che fanno i media delle tragedie.
O le usano come intrattenimento (vedasi Cogne, Erba, Garlasco), o usano crimini "minori" (perchè purtroppo avvengono ogni giorno) come le violenze sessuali per spostare l'elettoralo incerto verso una certa fazione politica. Anche se, una persona intelligente, non so come potrebbe vedere la legalità nella destra.
Io la vedo solo in Di Pietro.
Saluti

Il cane di Jack ha detto...

E' bello vedere come la realtà possa essere vista in tanti modi diversi.
Io posso anche dare ragione a tutti. Le statistiche sono giuste, le impressioni anche. Non posso dubitare della buona fede di chi si affaccia alla finestra di sera. Non posso dare torto ai numeri (anche se in quei numeri potrebbe esserci una notevole percentuale di mancate denunce che "tanto è tempo perso"). Ci sarebbe anche da dire che il problema della sicurezza non può essere fatto coincidere con quello dell'immigrazione clandestina: sono due cose distinte mi pare e ci sono anche ladri, scippatori, rapitori e rapinatori italiani che non possiamo cacciare via, anche se lo vorremmo tanto :-). Solo alcune cose volevo rimarcare: intanto corriamo sempre il pericolo che gli stranieri vengano assunti a capro espiatorio di inefficienze del nostro apparato pubblico. Se lo Stato funzionasse, i colpevoli verrebbero puniti e, se del caso, espulsi... In secondo luogo il tema dello straniero viene spesso usato come strumento di lotta politica, senza calcolare i pericoli che un linguaggio di esclusione e di intolleranza fa correre alla società nel suo complesso.
Inoltre quando abbiamo accettato l'ingresso di stranieri nel nostro territorio, non lo abbiamo fatto certamente per spirito meramente filantropico. Questa non è gente ingrata, è semplicemente "gente". Di conseguenza dobbiamo accettare anche una certa percentuale di delinquenza importata.
Penso semplicemente che dobbiamo continuare a discutere, imparare, pensare e fare proposte. Magari nelle politiche della sicurezza si potrebbero coinvolgere anche le comunità straniere presenti nel nostro territorio che, secondo me, non sono affatto interessate a coprire i loro membri delinquenti e le ronde padane potrebbero diventare padano-romene... Forse sarebbe un buon modo per imparare a conoscersi (se ci si conosce, ci si parla e si trova il modo di collaborare, difficilmente ci si odia).
Un caro saluto a tutti
I.

Cinzia ha detto...

bravo Jack... e bravo anche il cane!

Anonimo ha detto...

In italia la giustizia non funziona. Fare un processo dopo 20 anni è una inutile buffonata. I processi devono essere svolti subito, il giorno stesso in cui il cittadino si rivolge al tribunale. Senza la legge è impossibile svolgere ogni attività umana.
Un magistrato che rinvia i processi trascinandoli per anni ostacola il normale decorso della giustizia. Chi ostacola la giustizia deve essere processato e condannato.