«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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sabato 13 dicembre 2008

Generalia non sunt appiccicatoria: ovvero della posizione assunta dall’A.N.M. nella vicenda di Catanzaro






di Stefano Racheli
(Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma)





In momenti come questo costa una certa fatica a prendere le distanze dall’A.N.M., ma credo necessario, senza presunzione alcuna di verità, non unirmi al coro laudatorio che ha accolto – nella mailing-list dell’A.N.M. – il comunicato dell’Associazione sulla vicenda Salerno/Catanzaro che può essere letto a questo link.

Lo dico dopo aver detto chiaramente ciò che penso dell’attacco all’assetto costituzionale della magistratura [l’articolo è a questo link: ndr].

Ma, con altrettanta chiarezza e per quel pochissimo che conto, sento il dovere leggere criticamente il comunicato cui sopra accennavo.

Una lettura critica che farò passo passo, insieme a voi lettori, perché sia chiaro che essa non è frutto né di partito preso né di pregiudiziale antagonismo.

Il comunicato inizia rilevando che il caso Salerno/Catanzaro ha causato sconcerto e preoccupazione; che l’eccezionalità del caso è stata adeguatamente affrontata col tempestivo intervento del Capo dello Stato e della Prima Commissione del C.S.M.; che spetterà al C.S.M. ricostruire i fatti e adottare i provvedimenti consequenziali.

Fin qui tutto condivisibile e anche, mi si perdoni, tutto un po’ eau fraîche.

Subito dopo, il comunicato individua correttamente il compito dell’A.N.M.: in una “fase così delicata per la magistratura italiana” – si afferma – l’A.N.M. deve effettuare un “meditato approfondimento” e ha un preciso “dovere di chiarezza di posizione”.

Il comunicato si addentra poi sulla critica ai provvedimenti delle due procure (critica per molti versi condivisibilissima).

E’ però del tutto evidente che siffatta critica in nulla e per nulla costituisca “meditato approfondimento”, dato che anche il più sprovveduto dei cittadini è in grado di affermare che “in questo caso si sono smarrite regole e ragione”: non c’è bisogno di essere laureato in giurisprudenza per capire che, se due carabinieri montano la guardia allo stesso fascicolo, forse c’è qualcosa che non funziona.

Il “succo” politico del comunicato sta nelle ultime diciotto righe e lì, mi dispiace dirlo, non si approfondisce un bel niente e tanto meno si prende una posizione chiara.

Non basta infatti rilevare che la vicenda “va letta nel più ampio contesto calabrese. Una terra difficile che è per molti versi simbolo dei mali del nostro Paese e che non deve essere abbandonata”.

Non basta dire che per troppi anni “si è accettato” (prego notare l’impersonalità dell’espressione) che “alcuni uffici” (chi sa quali mai saranno?) non hanno esercitato i propri compiti.

Tanto meno basta dire che si è dalla parte di chi lavora e di chi rispetta le regole (e ci mancherebbe il contrario!).

Nossignori non basta proprio.

Ma che altro deve succedere perché la retorica sia soppiantata da un parlare chiaro, da un’autocritica profonda che giunga a cogliere le cause strutturali di siffatti danni in modo da suggerire rimedi diversi da quelli che appaiono, ahimè, all’orizzonte.

Possiamo cambiare – si dice – solo se siamo capaci di rinnovarci al nostro interno.

Benissimo, non si può non esser d’accordo. Occorre dare un taglio con un certo passato e con l’escalation che ha condotto al caso Salerno/Catanzaro.

Ma allora occorre dire chiaro e tondo non che “si è accettato”, ma che “il C.S.M. ha accettato” e che l’A.N.M. non ha protestato.

Occorre indicare, chiamandoli con nome e cognome, quali siano gli uffici giudiziari gestiti da persone inadeguate.

Occorre anche indicare di quali “inadeguatezze” si tratti e se, esse, per avventura, non siano mere incapacità gestionali (pur esse gravissime), ma, in tesi, commistioni e compromissioni simili a quelle ipotizzate dalle indagini da cui sono derivati i vari “casi” calabresi (e non).

Occorre soprattutto risalire alle responsabilità “politiche” in seno all’A.N.M., rivisitando il passato e chiamando chi di dovere a rendere il conto della sua gestione.

Perché non è accettabile che, nel mentre si afferma che la situazione è così grave da costituire ottimo pretesto per “aumentare il controllo della politica sulla magistratura”, ci si rifiuti di pretendere che chi ha rotto il vaso paghi il conto.

Il metodo di deprecare in generale è praticatissimo e collaudatissimo.

E’ di ieri la notizia che il capo della protezione civile ha solennemente dichiarato che le inondazioni in atto sono il frutto dello scempio idrogeologico e dell’abusivismo edilizio.

Intere generazioni di palazzinari hanno rabbrividito al solo pensiero che, ove avessero proseguito nella loro opera di cementificazione, avrebbero potuto essere colpiti da analogo pericolosissimo anatema.

Anche santaromanachiesa chiede spesso perdono per fatti commessi dai cinquecento ai mille anni or sono, così terrorizzando tutti coloro che tradiscono hic et nunc il Vangelo, non potendo costoro sopportare l’idea di dover chiedere perdono (ovviamente per mezzo dei loro eredi) tra mille o, peggio, tra soli cinquecento anni.

Così pure, se mai in Calabria ci siano sacche di malaffare nell’amministrazione della giustizia, esse saranno annichilite apprendendo che l’A.N.M. è “dalla parte di quei tanti magistrati che lavorano con rigore, giorno dopo giorno, nel pieno rispetto delle regole”.

Siffatti sistemi cerchiobottisti sono inaccettabili.

E’ soprattutto inaccettabile che non si passi al setaccio quella “terra difficile”, in modo da accorgersi dei “casi” prima e non dopo che essi accadano (i casi sono sempre annunciati da segnali premonitori).

Per non apprendere dai giornali che un Procuratore, andato in pensione, è divenuto factotum di persona in odore di mafia, la cui moglie prestava servizio quale solerte segretaria del detto Procuratore.

Occorre insomma un momento di rottura con il passato che, per un verso, costituisca forte discontinuità con le prassi “correntizie” e corporative e che, per altro verso, così facendo, sia in grado di contrapporre una riforma edulis alla riforma satana che sembra essere alle porte, portata in trionfo da quegli stessi politici che per tanti anni hanno, per così dire, inzuppato il pane nel sistema correntizio, il quale ottimamente si prestava a soddisfare i loro interessi di parte (il sistema infatti era ed è del tutto funzionale a soddisfare le speranze di coloro che vogliano mettere nei posti che “contano” non già l’uomo giusto, ma l’uomo “loro”).

Il prevalere dell’appartenenza sull’idoneità funzionale è stata la crepa che ha fatto sì non già che “si” accettassero persone inadeguate, ma che “correnti” ben individuate, guidate da persone con nome e cognome, accettassero, in correità con settori della vita politica, dette persone.

Questo sistema va cambiato.

Che ci sia o meno determinazione a cambiarlo si desume anche da un semplice comunicato: chè se esso è ispirato alla retorica di sempre, è ragionevole pensare che si vuole che tutto seguiti a essere come prima.

Il che oggi non solo è politicamente inaccettabile, ma è, prima ancora, una pia illusione.

Nulla più sarà come prima e tutto cambierà: si tratta solo di vedere se conformemente ai valori recepiti dalla costituzione o in contrasto con essi.

Mi soccorre – se è lecito paragonare le piccolissime cose alle grandi – per chiarire il mio pensiero un brano evangelico.

Ricorderete quando Gesù invita il giovane ricco ad abbandonare tutte le sue ricchezze e a darle ai poveri.

Il giovane – conclude l’evangelista – “se ne andò triste perché aveva molte ricchezze”.

Non si trattava di un cattiva persona: al contrario il Vangelo ci dice che osservava tutte le prescrizioni religiose.

Giunto però al cuore della scelta, non ha avuto il coraggio di saltare il fosso, abbandonando il “sistema” che gli dava tranquillità e potere.

Nulla di nuovo sotto il sole. So bene che nell’A.N.M. ci sono molte, degnissime persone.

Mi permetto però di affermare che proprio le buone intenzioni che le muovono dovrebbero spingerle oggi a “saltare il fosso”, abbandonando, per libera convinta scelta politica, un sistema che fa acqua da tutte le parti, per evitare di trovarsi domani in un sistema scelto da altri, dove le loro buone intenzioni – oggi pressoché inutili – risulteranno del tutto impossibili da realizzare.

I comunicati, specie se meramente retorici, contano quanto il due di spade quando la briscola è coppe: in “guerra” serve ben altro, come ben evidenziava il Giusti:

Che i più tirano i meno è verità,
posto che sia nei più senno e virtù,
ma i meno, caro mio, tirano i più,
se i più trattiene inerzia o asinità.
Metti che quattro mi bastonin qui
e là ci sian dugento a dir di no.
Poi sappimi dir come starò
con quattro indemoniati a far di sì
e dugento citrulli a dir di no.


Figurarsi – aggiungo io – se gli indemoniati sono dugento e i citrulli quattro: è proprio il caso di dire “io speriamo che me la cavo”.


58 commenti:

Luigi Morsello ha detto...

Ieri sera a LINEA NOTTE (Rai 3) ho seguito l’intervista che Luca Palamara ha rilasciato al giornalista Giuliano Giubilei e sono rimasto francamente molto poco convinto che sia (dal punto di vista della magistratura) l’uomo giusto al punto giusto.
Sarà stato abituato male ma mi è sembrato di cogliere un deficit di autorevolezza, come mai in passato.
L’Anm è in difesa, in difesa passiva, complice l’intervento (irrituale) del capo dello Stato che ha gelato ogni possibilità di resistenza e di difesa da parte di una magistratura già sotto assedio da tre lustri.
Non mi è in particolare piaciuto che il dr. Palamara spacciasse come rifiuto di esame nel merito del comportamento della procura della Repubblica di Salerno, senza nemmeno sognarsi di chiarire che, sotto il profilo processuale, la stessa stava esercitando il dovere di esercitare l’azione penale, attivato da una precisa denuncia, e documentatissima, del dr. Luigi De Magistris, dovere che al procura della Repubblica e, soprattutto, la procura generale della Repubblica di Catanzaro sembravano ostacolare in tutti i modi, legittimi, illegittimi e illeciti.
La reazione, sostanzialmente suicida, della magistratura requirente catanzarese da una parte innescava uno scontro, unilaterale, di quell’ufficio giudiziario, dall’altra, impediva il sereno accertamento della liceità e della legittimità del comportamento della magistratura salernitana.
Ad un sequestro di atti, indubbiamente legittimo ancorché inusuale, si rispondeva con un contro-sequestro degli stessi atti, provocandosi così una situazione di stallo che non poteva che risolversi nel modo che sappiamo, e cioè:
1) inizio della procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale del Procuratore Apicella e del procuratore generale Ianniello;
2) inizio della procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale e funzionale di due P.M. salernitani e tre catanzaresi;
3) trasmissione dei verbali dei cinque P.M. al ministro della Giustizia e al Procuratore generale della cassazione, per le iniziative di carattere disciplinare.
Vi è stato, ed è ancora in corso, anche se al momento tiepidamente, una accelerazione della riforma della Giustizia, che passa attraverso modifiche di carattere costituzionale formalmente ineccepibili ma sostanzialmente contrarie allo spirito dell’art. 138 della Costituzione repubblicana, mentre un Silvio Berlusconi poteva considerarsi a buon titolo il “Gongolo” della situazione.
A tanto si è giunti a mio avviso per l’avere esercitato, e lo stare esercitando, il ruolo di Garante della Costituzione non propriamente efficace da parte del Presidente Napolitano.
«Figlio, l'ora è grave, gonfia e satura di tutte le passioni, l'ora tante volte preannunciata e tante volte dilazionata per le lacrime e l'intervento della Madre mia e vostra che è stata esaudita perché l'amore della Figlia primogenita, della Madre e della Sposa di Dio, è l'Amore di Dio, il quale è infinitamente misericordioso e infinitamente giusto; è vicina per cui se non vi sarà pentimento vero, sincero e universale nella mia Chiesa, non potrà più essere impedito il corso della divina giustizia.»(Profezie per il terzo millennio ricevute da mons. Ottavio Michelini - Messaggio di Gesù del 3 aprile 1977).
Mons. Ottavio Michelini, nacque a Mirandola, in provincia di Modena. Dopo aver servito nella diocesi di Carpi si ritirò e di dedicò a fare il cappellano in un’associazione di disabili a Modena. Negli anni ’70 entrò a far parte del Movimento Sacerdotale Mariano quando ancora l’opera di Don Gobbi era agli inizi. A partire dal 1975, e per tutti gli ultimi quattro anni di vita, ricevette messaggi (che scriveva sotto dettatura) e visioni di Gesù e della Madonna. I messaggi vennero poi pubblicati in una serie di sei volumetti intitolati "Confidenze di Gesù ad un sacerdote".Mons. Ottavio Michelini morì il 15 ottobre 1979.
Chiarisco che sono uno scettico in materia di religione
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Anonimo ha detto...

Preg.mo Dott. Racheli,

Non Le sembra di cadere anche Lei, involontariamente, nello stesso errore di chi ha appena criticato ?

Lei ha individuato bene gli errori altrui. Ora, però, proponga gli specifici rimedi che ritiene opportuni, altrimenti sarebbe sin troppo facile ritorcere contro le Sue pur giuste osservazioni lo stesso rilievo che Lei muove agli altri: criticare senza proporre alcuna concreta soluzione.

Lei dice: "Questo sistema va cambiato".

La prego, dica anche COME dovrebbe essere cambiato !

Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

"Occorre indicare, chiamandoli con nome e cognome, quali siano gli uffici giudiziari gestiti da persone inadeguate."

"Occorre anche indicare di quali “inadeguatezze” si tratti e se, esse, per avventura, non siano mere incapacità gestionali (pur esse gravissime), ma, in tesi, commistioni e compromissioni simili a quelle ipotizzate dalle indagini da cui sono derivati i vari “casi” calabresi (e non)."
Chi dovrebbe indicare per nome?
Ma lei crede davvero che questo possa accadere? Sa quante denunzie sono rimaste lettera morta? Liquidate con quattro parole prive di significato?
E poi bisogna tener conto dell'ormai diffuso metodo di "derogare" alle norme, magari a volte giustificando il comportamento con un cd. fine superiore di combattere la delinquenza....il malcostume.....
Chi può indicare in questo contesto? I commenti? gli articoli?
Le divisioni nella magistratura (meno male....)

"Justitia est constans et perpetua voluntas jus suum cuique tribuere" ("La giustizia è la ferma e costante volontà di dare a ciascuno ciò che gli spetta di diritto"). Non è un concetto difficile ......ma quanto mai viene realizzato?

Mathilda

Maurizio Bolognetti ha detto...

Opportunamente ispirato

Confesso che la presa di posizione dell’ANM sulla vicenda “Salerno-Catanzaro” appare un po’ troppo cerchiobottista. Con il suo intervento, l’ANM di fatto sposa la tesi della “guerra tra procure”. Non potevamo aspettarci niente di meglio da chi, solo qualche mese fa, non ha speso una parola per difendere Luigi De Magistris. Tocca far presente agli illustri dirigenti dell’Associazione Nazionale Magistrati che la credibilità dell’istituzione giudiziaria è messa in discussione da inquietanti vicende verificatesi presso le Procure della Repubblica di Matera e Catanzaro. L’inchiesta Why not, così come l’inchiesta Poseidone, non è stata paralizzata dall’operato dei PM salernitani, ma da situazioni che sono ben descritte nel decreto di perquisizione e sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno. Come possa l’ANM mettere sullo stesso piano l’operato di Jannelli e quello di Apicella e dei suoi sostituti, facciamo fatica a capirlo. Eppure è la stessa ANM ad affermare che la Procura Generale di Catanzaro ha compiuto “un atto grave in palese violazione dell’obbligo di astensione che grava sul magistrato che sia sottoposto a indagini in procedimento collegato.” Ripeto, non comprendo il cerchiobottismo dell’ANM. Se Salerno è competente ad indagare sui reati commessi dai magistrati di Catanzaro, perché l’operato di Apicella viene messo sullo stesso piano dell’operato di Jannelli? Cosa doveva fare la Procura di Salerno, dopo che per ben sette volte gli era stata negata la possibilità di disporre di atti indispensabili per poter continuare le indagini in corso su alcuni magistrati in servizio a Catanzaro? L’Anm invece di generalizzare, farebbe bene a fare i nomi e i cognomi dei magistrati “inadeguati” e “troppo legati a poteri locali”. Alcuni nomi emergono nelle 1500 pagine del decreto di perquisizione e sequestro disposto dai PM salernitani, altri ancora emergono dall’inchiesta Toghe lucane. Ma al di là di quanto scritto in certi atti giudiziari, se i signori dell’ANM fossero stati attenti, si sarebbero accorti che ripetutamente la stampa si è occupata dei legami di alcuni magistrati con i poteri locali, vedi i casi di Matera, Potenza e Catanzaro. Ripetutamente, inermi cittadini hanno segnalato al CSM situazioni preoccupanti nell’amministrazione della giustizia, che vanno ben oltre l’eccessiva vicinanza ai “poteri locali” e, a parere di alcuni, sfociano in associazione a delinquere. L’ANM parla di uso distorto da parte dei mezzi di comunicazione del decreto disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno. Bontà loro, ma a noi sembra che di distorto in tutta questa vicenda ci sia ben altro, ad iniziare dal comunicato di una Associazione Nazionale Magistrati, che occupa con tutte le sue correnti il Ministero di Grazia e Giustizia. Maliziosamente si potrebbe osservare che mentre certi magistrati lucani e calabresi sono “troppo legati a poteri locali”, l’ANM è troppo legata a riti lottizzatori e troppo vicina a certi poteri nazionali. Uso distorto? Quale? Credo che ben abbia fatto la stampa a far conoscere ai cittadini i contenuti dell’inchiesta condotta dalla Procura di Salerno. Visti gli insabbiamenti, le sottrazioni e le avocazioni su cui nulla ha avuto da eccepire l’ANM, ritengo sia stata cosa buona e giusta. Il settimanale materano “Il Resto” ha pubblicato integralmente gli atti, noi dell’Associazione Radicali Lucani li abbiamo recepiti sul nostro sito. Le uniche cose distorte e strumentali, i signori dell’ANM possono leggerle in quanto avvenuto, nel corso degli ultimi anni, in certe Procure, dove è stato impedito a magistrati intenzionati a svolgere il loro dovere di poterlo fare con serenità. Quei magistrati hanno subito una quotidiana, proditoria, vigliacca opera di delegittimazione, senza che l’ANM proferisse verbo a livello locale e nazionale.

Anonimo ha detto...

Ma ragazzi, tutto il mal non vien per nuocere, è una legge fisica, nel caso contingente oggi la magistratura paga le scelte sbagliate di alcuni capoccioni e il seguito asservito a un enclave verticale che è stato opportunatamente manipolato dalla politica... eheh l'arte delle cose possibili si è scontrato con la giustizia che invece di essere ferma e determinata ha subito il canto delle sirene.
Oggi il conto! e domani chi lo pagherà saranno tutti i cittadini compresi quelli che verranno.
Ora intanto pagano gli eroi-martiri come sempre vittime del vero senso della giustizia, la chiesa insegna: poi li faremo santi ma intanto difendiamo il potere temporale..... Ragazzi si salvi chi può, oppure lottiamo.
Resistere resistere resistere...
ok ma a forza di mazzate sono gonfio, è l'ora di reagire.
Grazie Apicella! grazie a tutti i Magistrati coraggiosi, noi siamo con voi. Ma costituitevi in una Associazione veramente indipendente dai politicanti.
Vulca

Anonimo ha detto...

Il licenziamento di Carlo Vulpio è la prova provata che siamo sprofondati in un baratro. Chi suo malgrado si trova ad avere a che fare con questa giustizia, può derivarne solo scoramento. La Solidarietà a Carlo Vulpio può servigli solo sul piano personale, a non farlo sentire solo, ma è licenziato e nessuno gli restituirà il posto di lavoro e la sconfitta come cittadino. Che fare? e la domanda, che pare proprio senza risposta. Non si vede proprio alcuna via d'uscita.
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Le vicende di altri senza nome e che non fanno testo
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Prospero Pirotti

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Prospero Pirotti (commento delle 17.04).

Gentile Prospero,

per evitare equivoci e per stare aderenti ai fatti, è opportuno precisare che Carlo Vulpio NON E' STATO LICENZIATO.

Gli è stato solo revocato l'incarico di scrivere sulla vicenda di Catanzaro.

Scriverà su altro.

La cosa resta, ovviamente, gravissima e, per questo, ne abbiamo trattao sul blog dando tutta la nostra solidarietà a Carlo, ma è cosa diversa dal "licenziamento".

La Redazione

Anonimo ha detto...

>>Grazie Apicella! grazie a tutti i Magistrati coraggiosi, >>noi siamo con voi. Ma costituitevi in una Associazione >>veramente indipendente dai politicanti.
>>Vulca
>
Complimenti ! Sarebbe proprio questa l'unica cosa da fare. Il marcio nella Giustizia,per fortuna, non è generalizzato. Non si tratterebbe di creare altra "Corrente", ma un Nucleo di Magistrati, che si sontono diversi da altri, uno zoccolo duro. Non sono un tecnico, ma la cosa sembra fattibile: urge dare una speranza al Paese.
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PS: E' vero Carlo Vulpio NON è stato licenziato.Forse servirà a qualcosa partecipare a quel Blog.Non è cosetta da niente.
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Francesca ha detto...

A Luigi Morsello e a tutti gli altri.

Anch'io ho seguito con sconcerto quella ed altre interviste al Dr. Palamara.

Non dimentichiamo che egli si trova a ricoprire quell'incarico dopo le dimissioni precipitose del suo predecessore, scoperto ad aver detto un po' piu' che una bugia (si lamenta tanto di come e' stato trattato dai colleghi di Salerno, ma la sua reticenza e le sue inesattezze ad altri sarebbero forse gia' costati un'iscrizione al RE.GE. per false comunicazioni al PM, che e' e resta un reato).

Nell'occasione infatti debbo correggere un mio precedente commento, ed indicare nel blocco 11del provvedimento di Salerno la parte che riguarda la drammatica escussione del teste cui mi riferisco.

Sappiamo ormai tutti che l'ANM e' profondamente condizionata nel suo agire dalle "correnti", che si comportano come partiti politici veri e propri e, debbo ritenere, da quelli mutuano ogni cattiva abitudine, se siamo arrivati a questo punto.

Ritengo che oggi sia l'ANM delegittimata anche dal forte astensionismo proposto dalla Redazione a suo tempo e seguito da numerosi Magistrati. Questo evento pero', piuttosto che far "vergognare" gli eletti e muoverli ad una piu' indipendente azione per riscattare un sindacato cosi' platealmente vulnerato, ha lasciato spazio libero a chi ha malinteso e continua a malintendere il ruolo della associazione.

Come funzioni il senso di appartenenza a questa o quella corrente e come cio' condizioni indebitamente le carriere dei magistrati e' scritto bene nei provvedimenti assunti da Salerno; ma era stato anticipato ai non addetti ai lavori da libri come "Il vizio della memoria" di Gherardo Colombo. Se ne trova sgradevole traccia anche nel libro "Solo per giustizia" di Raffaele Cantone, per tutto il resto godibilissimo.

Una giustizia guidata cosi' non funziona.

Non serve a garantire la fondamentale indipendenza effettiva dei magistrati, ne' quella esterna, ne' quella interna.

Non ci assicura neanche che essi, preoccupati da logiche correntizie, rispondano, come devono, solo alla legge.

La Costituzione lo dice bene e chiaramente, nelle norme oggi sotto dichiarato assedio da parte della maggioranza in carica.

E ce lo hanno sottolineato anche i Presidenti Emeriti Scalfaro e Ciampi in recenti preoccupate interviste, allorche' il primo ha ricordato che l'art. 101 e 104, che prevedono la soggezione del giudice solo alla legge (SOLO ALLA LEGGE) e l'indipendenza della magistratura da ogni altro potere (DA OGNI ALTRO POTERE) riscossero consenso unanime nell'assemblea costituente; e il secondo ricordando che risponde a giusto criterio etico il magistrato che nella sua attivita' porti ossequio alla legge senza preoccuparsi delle conseguenze altre delle sue pronunce (diversamente da cio' che hanno imputato a Luigi e Clementina, colpevoli di non essersi preoccupati delle ripercusiioni politiche dei loro provvedimenti....).

C'e' toccato sentire in questi giorni - da uno dei massimi esponenti delle istituzioni e senza che alcuno abbia osato contraddire! - anche affermazioni gravissime, che, se ripetute nel corso di un esame di diritto costituzionale, costerebbero la bocciatura : la Magistratura non e' un potere dello Stato, ma semplicemente un ordine.....

La Magistratura, secondo la costituzione, esercita il POTERE GIURISDIZIONALE, uno dei tre poteri dello Stato, che la nostra Costituzione ha voluto in equilibrio perfetto e paritetico ed in relazione di reciproco controllo e moderazione.

Controllo e moderazione che i recenti rivolgimenti legislativi (purtroppo sciaguratamente ed imprudentemente voluti da tutte le forze politiche, ad eccezione di sparutissime eccezioni) hanno vulnerato, destando quel preoccupato allarme delle menti libere, che leggiamo anche su questo blog.

L'estremo tecnicismo dei temi purtroppo rende difficile ai piu' la comprensione del pericolo che corre la nostra democrazia.

Ma questo non significa che non sia grave, immanente e da evitare a tutti i costi.

Magistrati come de Magistris, Forleo, Trifuoggi, Apicella, Tinti ed i preziosi redattori e collaboratori del blog di questo vanno parlando con i loro scritti ed il loro lavoro.

Perche' - e' vero!- si possono vulnerare, e gravemente, i principi fondamentali della nostra Costituzione anche senza toccarne i primi 12 articoli.

Il primo e piu' potente attacco, da quello che sin qui si e' visto, purtroppo riguarda proprio il principio che la legge e' UGUALE PER TUTTI :
infranto questo, non c'e' piu' diga che tenga.

Anonimo ha detto...

Solo una domanda e non si occuperà altro spazio, che si auspica si dedicherà al "Che fare ?". Nel '68 sono state occupate le Università, per una causa che poi la Storia non ha registrato fra gli eventi positivi: ancora una volta solo Pars Destruens: distruggere senza costuire.Per piombare nell'Attualità, che angustia Operatori della Giustizia ed Utenti, mi chiedo e Vi chiedo: se un Partito (non diciamo quale) avesse occupato il Parlamento sino alla Restituzione delle tre Inchieste a De Magistris, passando per la MAI dimenticata Clementina, sarebbe stato reato? Una cosa sola sembra certa ed indubitatabile, chiara e distinta: la "Cultura della Dichiarazione" non porta da nessuna parte. Invece, basta lanciare il messaggio e si va a letto convinti di avere fatto il proprio dovere. Il Cittadino trova nel suicidio la soluzione.
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Scusate se sono lugubre, ma spero di avere stato chiaro :))
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Saluti e, soprattutto, Auguri a tutti, non solo di Buon Natale, ma Buon Lavoro! E' dura! Non vorrei essere nei panni di alcuni di Voi.
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Anonimo ha detto...

"C'e' toccato sentire in questi giorni - da uno dei massimi esponenti delle istituzioni e senza che alcuno abbia osato contraddire! - anche affermazioni gravissime, che, se ripetute nel corso di un esame di diritto costituzionale, costerebbero la bocciatura : la Magistratura non e' un potere dello Stato, ma semplicemente un ordine....."

Certo che è così !

La magistratura è un ordine o, meglio, una categoria affatto peculiare di impiegati pubblici, che esercita il potere giudiziario.

Non vedo in ciò alcuna contraddizione.

Alcuni magistrati esercitano poteri decisori (i giudici), altri esercitano poteri requirenti (i pubblici ministeri).

Il fatto che l'esercizio di questi poteri (a stretto rigore soltanto il potere decisorio) coincida con l'esercizio concreto del potere giudiziario non fa venir meno il fatto che i magistrati sono in senso lato veri e propri impiegati pubblici, reclutati per concorso pubblico, sia pur con ordinamento autonomo, trattamento economico autonomo e peculiari garanzie, tendenzialmente funzionali all'importanza della loro attività.

Cinzia ha detto...

Caro Anonimo delle 0.02,
stessa cosa vale per i politici allora?
sono anche loro una categoria affatto peculiare di impiegati pubblici, che esercita il potere esecutivo.
Forse l'azione di esercizio del potere distingue costoro dagli altri impiegati oppure mio fratello, che fa il commesso al ministero, può sentirsi in totale fraternité et égalité con deputati e magistrati?!
Oh bella, arriva un momento che bisogna chiarirle certe situazioni... altrimenti si rischia di vivere una vita di frustrazioni senza aver invece compreso che c'è poco di cui lagnarsi e sicuramente poco su cui arrogarsi insani privilegi.
Qualcuno dovrà pur dirglielo in faccia a questi politici e magistrati che è inutile fare la ruota da pavoni se infondo non sono altro che polli da batteria!!!

Anonimo ha detto...

Un po' di insano divertimento
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Pro :- San Prospiru, vadda chi ti cuntu...
San Prospiru-: Pi favuri nu' mi cuntari nenti ca ormai u sacciu quantu si strunzu...
Pro:- Anch'io manifestai solidarietà a Carlo Vulpio...
San Prospiru:- Gli italici avranno un altro "Martire" sfornalibri... Embeh, dove sarebbe la novità?
Pro:- Ma bottana di Adamu, possibOle che non mi abbia dato una risposta che fosse una, a me che proponevo cose concrete...
San Prospiru:- Siamo alle solite: va cucchiti! A mia non m'acuntari chiù nenti.Ormai le conosciamo quassù le tue cose concrete, ma sono fatte per quassù, no per laggiù...
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Non so come accidente chiuderla, ma va bene anche così :)
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Anonimo ha detto...

No, deputati e senatori non sono "impiegati" pubblici, perché NON sono reclutati tramite concorso pubblico.

Anonimo ha detto...

Se è per questo, caro anonimo delle 18.26, piuttosto che dipendenti pubblici, dovrebbero essere servitori del popolo e non impuniti scialacquatori di denaro pubblico!
b

Anonimo ha detto...

http://www.firmiamo.it/sign/list/siamotutticarlovulpio/page/1

Cinzia ha detto...

Perché no?!
Infondo le elezioni sono un po' come un concorso. Chi prende più voti si qualifica e ottiene il posto.
Stessa metodica. Un concorso a suffragio nazionale, il più rappresentativo.
Altrimenti a chi rispondono gli eletti, come va di moda ora, solo ai propri elettori? o a tutto il popolo e alla legge?

besugo ha detto...

Oggi per diffondere conoscenza e quindi lampi di verità, alcuni (pochissimi) magistrati, coadiuvati da alcuni (rarissimi) giornalisti, diventano scrittori di libri, ove raccontano fatti documentati, della loro esperienza professionale e di vita vissuta. Tentano, con caparbia volontà, di rendere, oggettivamente, trasparenti i fatti che la propaganda illiberale (indipendente dal colore politico) persevara nell'offuscare al "popolo sovrano".

Io sono un besugo, ma gli intellettuali, oggi, dove sono?

Trentaquattro anni fa il poeta lanciava il suo grido di protesta, che oggi risuona (purtroppo) ancora attuale.
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Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti.

Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...

Conclusione dell'articolo di Pier Paolo Pasolini pubblicato sul "Corriere della sera" del 14 novembre 1974 col titolo
"Che cos'è questo golpe?".
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Auguri di Buone Feste

Stefano
Genova

Anonimo ha detto...

"...un infamia per l'Italia, anche la Chiesa non si oppose!"
Lo ha detto il Presidente della Camera dei deputati per il 70° anniversario delle leggi razziali!
Fini ... hai dimenticato persino come si fa la politica... Un vero leader che aspiri a raccogliere l'eridità di B e ricopre la presidenza di uno dei due rami del Parlamento, nell'attualità avrebbe dovuto dire: "E' un infamia per l'Italia ciò che sta succedendo nel Meridione ad opera di settori deviati della politica e della magistratura. Farò di tutto, per quanto di mia competenza. Non rimarrò inerme, come fatto dalla Chiesa cattolica per il varo delle leggi razziali 70 anni fa!"
b

Anonimo ha detto...

Professionisti della Censura & Cultura della Dichiarazione
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I “Divi” esistono perché sono stati Censurati: sono “Figli” di Berlusconi. I vari intellettuali della Kappella,(omissis) derivano la loro esistenza dallo sfascio: più il Paese è allo sbando, più loro dichiarano, e più dichiarano, più incassano. Gli è che nessuno ancora ha presentato loro il conto. Nessuno gli ha mai chiesto: scusi, ma lei cosa ha dato al Paese, di concreto? Non hanno dato un accidente: 1) L’Autorevolezza è figlia dell’ Esempio. Come fai ad incassare quello stipendio, quel finanziamento, senza arrossire? E allora ne deriva per caduta naturale che quando parlano loro, è solo un flatus vocis;
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2) C’è da chiedersi, ma loro potrebbero mai avere interesse a che cambiasse, magari qualcosina? No! Di che parlerebbero poi? Grazie al web ho avuto modo di vederli da vicino tutti. Li studio da troppo tempo:Ignorare/ Cancellare/Bannare/Querelare/Minacciare Querele/Linciare in coro/ e Diffamare.Perché? Sanno di essere inattendibili.
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Non posso sapere se quanto sopra è Verità, parte di Verità o una esperienza puramente soggettiva. Certo è che la Paura della Solitudine spinge a compagnie che, questo è una dato di fatto inoppugnabile, sin qui non hanno portato da nessuna parte.E allora: soli non si va da nessuna parte; con certe compagnie si potrebbe anche finire di fare il loro gioco, più o meno cosapevole. Che fare? Una cosa è certa: la denuncia all'opinione pubblica non porta da nessuna parte perché l'Opinione pubblica non c'è.
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Anonimo ha detto...

Il Codicillo della Speranza (seguito al post distruttivo)
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Per quanto attiene le questioni trattate in questo Forum la Soluzione ci sarebbe, ed è quella indicata da "Vulca". La si riporta:

>>Grazie Apicella! grazie a tutti i Magistrati coraggiosi, >>noi siamo con voi. Ma costituitevi in una Associazione >>veramente indipendente dai politicanti.
>>Vulca
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E ci potrebbe anche essere il leader carismatico. Non so chi abbia messo su questo utilissimo Forum, ma non avrebbe potuto farlo senza autorevolezza. Ops, l'Uomo della Strada dà l'investititura ad uno che non conosce... giuro, non lo so chi è :)) E non fate sempre i seriosi. Parliamone almeno, che le cose non si risolvono da sole.
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Anonimo ha detto...

Non ho detto tutto e mi scuso per l'eccessivo spazio occupato sin qui. Il Bipede è uno scherzo della Natura: quando va bene, è un misto di Sublime & Miserabile, spesso così intrecciati fra di loro, che non è sempre facile dare sempre giudizi netti. Napoleone fu tutto Grande? Si fottette la Gioconda e noi ora dobbiamo andare in Francia,pagare, per vederla. Cosa significò per l'Italia la Rivoluzione Francese, esportata con le baionette? E' così per tutte le vicende del Bipede, e così non può non essere anche per il tema,vitale, trattato in questo forum: la Giustizia. Perché si dice questo? Il tema è molto delicato: richiede quella conoscenza giuridica, che l'Uomo della Strada non può avere, partendo dalle proprie *opinabili* esperienze personali.Me ne astengo: leggendo i giornali, vedo che inchieste di un PM, in sede giudicante vengono triturate. Perché? Il tema ha la dimensione di un Oceano. Tuttavia, a me pare che ci sia un limite, oltre il quale, in alcuni casi, si potrebbe anche parlare di Abuso di Potere. La Magistratura DEVE essere INDIPENDENTE, ma occorrerebbero paletti,punti fermi, che investissero anche l'operato di un Magistrato, formalmente incensurato ed incensurabile.Non si digita per vedere l'effetto che fa. Ove davvero nascesse uno "Zoccolo duro" di Magistrati Giusti, dalla proposizione dell'Antico tema (Responsabilità del Giudice)trarrebbe autorevolezza, placcando l'accusa,scontata,di
"Giustizialismo".
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Cinzia ha detto...

lo sapevate questo?!

http://video.libero.it/app/play?id=11ff1527e3e3774f3ad8dd320ac408b8

http://www.stefanosalvi.it/?p=401#13

L'abbiamo capito che alla maggior parte dei magistrati che frequentano questo sito non gli frega molto della situazione informatica e di sicurezza della giustizia, e lo dico con rammarico ma con cognizione di causa dal momento che quando il comitato ATU ha pubblicato un articolo dettagliato sulla questione in questo blog, quasi nessuno si è degnato di dargli ascolto e commentare adeguatamente.
Ma dal momento che questo blog tratta problemi che riguardano la giustizia e non è frequentato solo da addetti ai lavori, ci tengo ad informarre tutti coloro che con coscienza sono interessati ad avere ragguagli su questa situazione. Il comitato ATU ha continuato, senza l'appoggio della magistratura, la propria lotta vitale per il posto di lavoro, ma vitale anche per la sicurezza e il rispetto della giustizia e quindi di ognuno di noi. Il giornalista web Stefano Salvi li ha aiutati molto esponendosi, come sua abitudine, in prima persona anche cercando il confronto con un ministro, che in tutta sincerità, ci lascia ogni giorno soli di fronte al dubbio di amletica memoria: "...ma c'è ... o ce fa?!"

Vincenzo Scavello ha detto...

Spulciando tra le 1500 pagine del Decreto di perquisizione, emesso dalla Procura Generale di Salerno nei confronti della Procura di Catanzaro, si possono leggere alcuni nomi dei quali è possibile stilare la classifica su quante volte vengono citati nel Decreto.

Ovviamente questo non vuol dire nulla e non prova nulla: è solo un mero dato statistico!

Anonimo ha detto...

"Perché no?!
Infondo le elezioni sono un po' come un concorso. Chi prende più voti si qualifica e ottiene il posto.
Stessa metodica. Un concorso a suffragio nazionale, il più rappresentativo.
Altrimenti a chi rispondono gli eletti, come va di moda ora, solo ai propri elettori? o a tutto il popolo e alla legge?"

La differenza è che il concorso, diversamente dalle elezioni, dovrebbe premiare il merito, anziché la popolarità.

Ma, visto come sono i concorsi in Italia, tanto varrebbe farli eleggere !

Anonimo ha detto...

Gentile De Luca,
non si parla più dell'imminente attentato da parte dei casalesi allo scrittore Saviano! La mafia non dimentica. Quindi le istituzioni, man mano che si spengono i riflettori sul caso, via via aumentano la scorta assegnatagli. Almeno si spera! Anzi non c'è dubbio, considerata la strategia adottata da Sandokan, capo dei casalesi: dal 41 bis, aggravato dal 14 bis, ha spostato l'attenzione dei media prima sull'arresto di un assessore napoletano, quindi, lo ha costretto al suicidio; poi, in ordine, con il caso Catanzaro (resistenza armata e fuorilegge da parte di magistrati ad un provvedimento giudiziario legittimo); la rimozione del giornalista Vulpio, Corriere della Sera (non si allineava alle direttive); l'arresto del sindaco di Pescara (tangenti); quello del deputato Margiotta e dall'Ad della Total (imbrogli sul petrolio della Basilicata); ed infine, notizia di oggi, l'arresto di ulteriori due assessori del Comune di Napoli (corruzione). Il tutto intramezzo alla visita di D'Alema a Bassolino nella quale ha ricevuto in dono una boccetta di melanzane sotto olio, prodotte nei campi sequestrati alla camorra e lavorate, dalle associazioni anti-camorra, nei laboratori finanziati dalla Regione Campania! Che dire!?!? Nulla! È meglio. Diversamente dovremmo suggerire alle Istituzioni di seguire l'esempio siciliano, infatti, le ultime due retate di mafiosi, una risalente al 2001, l'altra di ieri, confermano le analisi degli addetti ai lavori: la mafia in Sicilia è stata sconfitta! (Conseguenza: il sacrificio di de Magistris e dei colleghi calabresi e campani fedeli solo alla legge, come i martiri siciliani)
Con la solita stima bartolo iamonte.

salvatore d'urso ha detto...

L'Inchiesta Perseo e le intercettazioni

http://www.articolo21.info/4671/editoriale/linchiesta-perseo-e-le-intercettazioni.html

La ragnatela di Romeo

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/La-ragnatela-di-Romeo/2052513

Napoli, arrestati 2 assessori Pd
Indagati anche due onorevoli

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/arresti-napoli/arresti-napoli/arresti-napoli.html

Compagni Spa

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Compagni-Spa/2051360

E la Gola Profonda raccontò
"Appalti spartiti come la vecchia Dc"

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/abruzzo-concussione/verbali-woodcock/verbali-woodcock.html

Senza indulgenze

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/abruzzo-concussione/mauro-editoriale/mauro-editoriale.html

salvatore d'urso ha detto...

Voto in Abruzzo...

Il PDL ha vinto le elezioni... ma non sembra tanto felice dei risultati...

Il PD ha perso le elezioni... e sembra piuttosto preoccupato di cosa accadrà nei prossimi mesi...

IDV ha vinto le elezioni ed è soddisfatta del risultato conseguito...

Abbiamo più o meno compreso come funziona la gestione del potere nella nuova era di tangentopoli... dove anche una parte della magistratura non è di certo estranea...

E proprio questo continuo successo di IDV credo cominci a preoccupare quella parte della magistratura collusa...

Oggi il ministro della Giustizia ha ampi poteri di controllo sull'operato dei magistrati... dove se il ministro risulta colluso... anche il magistrato colluso dorme sogni tranquilli...

Ma cosa accadrà se un domani dovesse vincere il centro sinistra... e dove Italia dei Valori diventa magari partito di maggioranza a sinistra... occupando magari il ministero dell'Interno e della Giustizia...

Io credo che accadrà ciò che normalmente andrebbe fatto... che gli ispettori una volta per tutte entrino negli uffici di quei magistrati ambigui e vengano puniti non con il trasferimento ma con il licenziamento... poichè incompatibili con la professione svolta...

La nebbia si sta dissipando... le bugie e i bugiardi, come le feci, prima o poi salgono a galla... e in questi giorni ne stanno salendo tanti/e...

E' vero che parte della società è stata annichilita o confusa da tante bugie, promesse e chiacchiere... che una parte della società italiana è corrotta o poco incline al rispetto della legalità... un'altra ancora troppo fessacchiotta... ecc...

Ma credo che una coscienza comune si stia facendo largo e che prossimamente ne vedremo delle belle... l'importante è non demoralizzarsi e continuare a tenere la schiena dritta lavorando per il bene del paese come sempre abbiamo fatto...

salvatore d'urso ha detto...

WHY NOT: FRA DESTINATARI AVVISI LA SUPERTESTE MERANTE
C'e' Caterina Merante, amministratore delegato della societa' "Why Not" (che ha dato il nome all'inchiesta) dal 2004 al 2006, fra i 106 destinatari degli avvisi di conclusione indagine emessi oggi dalla Procura generale di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta avviata da Luigi De Magistris. Furono proprio le sue dichiarazioni al pm a dare un forte impulso alle indagini, disvelando circostanze, ruoli e rapporti. Il nome di Caterina Merante (che finora non era emersa dagli atti in qualita' di indagata) figura al capo 35 del provvedimento di conclusione indagini. I magistrati le contestano la violazione della normativa in materia di occupazione e mercato del lavoro.

salvatore d'urso ha detto...

MILLS: PM CHIEDE 4 ANNI E OTTO MESI
Il pm Fabio De Pasquale ha chiesto la condanna a quattro anni e otto mesi per David Mills, l'avvocato inglese accusato di corruzione in atti giudiziari. Nel processo, davanti ai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, era imputato anche Silvio Berlusconi, la cui posizione e' stata stralciata, nei mesi scorsi, in attesa di una decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

salvatore d'urso ha detto...

18:10 Romeo: "Sentite l'avvocatura"
Romeo cerca in tutti i modi di suggerire a Nugnes la strada giusta perché l'appalto sia un appalto di servizi e non di lavori. La telefonata è del 14 marzo del 2007. Il problema è che nell'appalto, i lavori sarebbero una fetta prevalente rispetto ai servizi e questo escluderebbe Romeo...
Romeo: "Allora, scusami, fammi dire, il principio non è quello della prevalenza economica, ma della prevalenza funzionale".
Giorgio: "Ho capito".
Romeo: "E quindi, i lavori sono accessori".
Giorgio: "Anche se i servizi, da un punto di vista economico, sono...."
Romeo: "...Inferiori".

Quindi, Romeo suggerisce a Nugnes di farsi dare una copertura legale su questo principio: "Sentitevi con l'avvocatura..."



18:04 Colloquio con Nugnes: lavori o servizi
Una delle prime intercettazioni risale al 13 marzo 2007. Romeo parla con Giorgio Nugnes, l'assessore che poi si è tolto la vita. Romeo cerca di chiarire la natura dell'appalto "Global Service" per la manutezione delle strade. Il suo obiettivo è di convincere Nugnes che nell'appalto dovrà essere prevalente l'aspetto dei servizi e non di lavori perché, altrimenti, la sua azienda non potrebbe partecipare.
Dice Romeo: "... Sulla prevalenza.. La prevalenza sono servizi, non sono lavori...Perché non avrebbe senso se fosse prevalenza lavori..".
Romeo si riferisce alle posizioni del presidente dell'Acen (Associazione imprenditori edili napoletani) contrarie alle sue e dice: ".. questo continua a insistere su questo giochetto facendo confusione tra lavori e servizi...". Nugnes alla fine lo tranquillizza
Romeo: "....Il problema è che è un appalto di servizi". Nugnes: "...Beh, io lo so. E' lui che non lo sa".

salvatore d'urso ha detto...

Da un articolo di repubblica:

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/arresti-napoli/sindaco-iervolino/sindaco-iervolino.html

Ma una decisione clamorosa, intanto, la ha annunciata Antonio Di Pietro: l'Idv lascerà tutte le giunte campane "fino a quando non sarà risolta la questione morale". La decisione sarà ratificata in una riunione lunedì prossimo.

salvatore d'urso ha detto...

19:17 Romeo: "Dobbiamo comprarla a qualunque costo"
Romeo parla con la sua collaboratrice Paola Grittani e la esorta a "comprare a qualunque costo un'autorizzazione" che gli serve nel caso per lui malaugurato che passi l'idea dell'appalto di opere...

Romeo: "Senti, Paolotta, a qualunque costo compra questa autorizzazione".
La Grittani ha qualche dubbio tecnico.
Romeo: "Io adesso sto sulla linea di giocare sul fatto che noi possiamo partecipare solo nel caso di servizi. Però, loro, al momento opportuno, si giocheranno la palla di trovare il sistema per incastrarci... Noi dobbiamo giocare di sorpresa, se abbiamo l'autorizzazione possiamo fare questo discorso".




19:02 Bocchino: "Il Global service garantisce trasparenza"
E' la stessa telefonata. Romeo insiste e spiega in lungo e in largo la sua posizione e la distinzione (decisiva) tra opera e servizio.

Romeo: "... il problema è questo: che Global Service è servizio"
Bocchino: "Stai tranquillo"
Romeo: "Invece, quelli la vogliono far passare come opera, hai capito?"

Bocchino: "Perché la vogliono far passare conme opera?"
Romeo: "Perché pensano che, così, loro diventano i protagonisti..."

Romeo spiega che la Ue e diversi altri organi si sono espressi in materia definendo la questione tra servizio e opera.
Bocchino prende la palla al balzo: "Bisogna tenere le poszioni giuste: dobbiamo rispettare la decisione dell'Europa, cioé che si tratta di servizio e non di opera. Il "Global service" è proprio lo strumento che mettendosi a monte di tutte le opere, garantisce la trasparenza delle operazioni e l'abbassamento dei costi"
Romeo: "In una logica di risultato"
Bocchino: "E' certo"


18:53 Bocchino: "Spiegheremo a tutti la posizione da sostenere"
Il tema è sempre quello dela riunione della Commissione consiliare per la manutenzione. Il punto per Romeo è sempre quello: rintuzzare l'Acen (i costruttori) ed evitare che l'appalto viri sulle opere piuttosto che sui servizi. Bocchino garantisce e si fa spiegare bene.
Romeo: "... è l'Acen che cerca di strumentalizzare".
Bocchino: "Non ti preoccupare... domani sera c'è una riunione con tutti a cui viene spiegato qual è la tesi da sostenere".
Romeo: "La posizione che bisogna dirgli è che verrà l'Acen a strumentalizzare..."
Bocchino: "Stai tranquillo..."
Romeo: "... equindi devono contrastare la posizione del'Acen. Hai capito?"



18:44 Romeo: "Annullate la riunione con l'Acen"
Romeo definisce "una stronzata tremenda" convocare anche l'Acen alla riunione della commissione consiliare per la manutenzione stradale, perché potrebbe porre ostacoli di carattere tecnico. A tal fine convince il suo complice Guido Russo, presidente dell'Arpa (Agenzia per la ricerca e la produzione avanzata) dell'Università Federico II, a boicottare l'incontro. Romeo: "Una cosa è convocare l'Università e una cosa è convocare l'Acen ... a questo punto ti conviene annullare pure con l'Acen".
Russo: "Esatto, assolutamente".
Romeo: "Chiama per dirgli che non è il caso di accettare inviti".

e intanto Bocchino si difende così:

NAPOLI: BOCCHINO, NON FUGGO MA VICENDA E' KAFKIANA
"Ho profonda fiducia nella magistratura napoletana, mi presentero' il 12 gennaio al Gip e chiedero' alla Giunta per le autorizzazioni di dare parere favorevole all'uso delle intercettazioni perche' questo mi permettera' di spiegare questa vicenda Kafkiana". Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl della Camera, scende in sala stampa a Montecitorio, riferisce che a suo carico la Procura di Napoli ha chiesto gli "arresti cautelari in carcere" (per lui e per il collega Pd Renzo Lusetti) e illustra ai giornalisti il contenuto degli atti che gli sono stati recapitati oggi. Atti che contengono accuse, ad avviso di Bocchino, assolutamente risibili. "Vengo accusato di aver consigliato un grande chef per un albergo del dottor Romeo - spiega Bocchino - e di aver tranquillizzato Romeo sul fatto che il gruppo di An in Consiglio comunale a Napoli si sarebbe attenuto alle direttive europee. Notate che poi il mio gruppo ha fatto ostruzionismo contro l'azienda di Romeo per diciotto ore ed ha votato contro la gara d'appalto a suo favore". Bocchino si sente dunque "tranquillo", tanto da non voler attaccare in nessun modo la magistratura: "ho profonda fiducia, non si deve fuggire, non si deve passare al contrattacco verso la magistratura che e' un potere fondamentale, come parimenti serve un potere politico che svolge il suo ruolo".

Anonimo ha detto...

Ma qualcuno, coi baffi, non aveva recentemente esternato che "nel Pd
non esiste la questione morale"????
Aspettando Godot (leggasi 60 rinvii a giudizio "anticipati" dai giudici di Catanzaro con" la coda di paglia " se affermano che il sequestro li ha distolti dall'imminente compito dei provvedimenti - che attendiamo fiduciosi.
Non c'è la" questione" ma ci sono le questioni di "n" regioni.
Life is now on

Anonimo ha detto...

Battuta a volo :)
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Guzzanti nel Suo blog:""Noi i nostri Previti qualora ce ne fossero, li vogliamo in galera""
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Con il Lodo Alfano non si può :) Senatore, non è che ora si incaxxa?
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www.ricostruire.it

Anonimo ha detto...

Da recuperare 10 mila euro, altrimenti andrà in frantumi il lavoro di 5 anni
La Voce di Fiore e la sua rete rischiano di chiudere entro fine anno
Il laboratorio culturale antimafia, che comprende i siti ndrangheta.it, lasocietasparente.blogspot.com, emigrati.it ed emigrati.org, chiede aiuto a lettori e società civile impegnata
mercoledì 31 dicembre 2008.
Per aiutarci:
Bonifico bancario sul conto corrente:
Intestazione: MORRONE EMILIANO

ABI 05256

CAB 80960

Numero Conto 00000861333

IBAN IT13B0525680960000000861333

Annalisa ha detto...

Buongiorno a tutti.
Stasera finalmente Annozero si occuperà della questione Salerno – Catanzaro e delle attuali indagini che travolgono la politica. Saranno presenti Di Pietro, Ghedini e Cascini.
Da vedere…

Cinzia ha detto...

http://www.youtube.com/swf/l.swf?swf=http%3A//s.ytimg.com/yt/swf/cps-vfl70151.swf&video_id=OM3Z_Kskl_U&rel=1&showsearch=1&eurl=http%3A/

ECCO, QUESTO E' QUELLO CHE LA NOSTRA STAMPA DOVREBBE FARE ALLE CONFERENZE DEI NOSTRI LEADER POLITICI.
Che soddisfazione, come avrei voluto essere lì a godermi la scena e magari a fornire un paio di scarpe anch'io... ma coi tacchi a spillo!!!
Chissà che prima o poi non possa accadere anche qui... :-]

Anonimo ha detto...

potreste aggiornarci su com'è andata a finire l'inchiesta why not?

Giuseppe il Leale ha detto...

Ma perchè vi sprecate in tante discussioni pressochè giuste da un punto di vista analitico e non parlate MAI delle soluzioni ??
Sappiamo che la Magistratura è già da tempo diventata un mero impiego, al pari di tanti altri, altrimenti non si spiegherebbe lo scandalo suscitato dall'ultimo concorso per accedere a tale ordine.Di tutto e di più.Ma non sarà soltanto la punta di un iceberg??Non sarà che molti magistrati di oggi, sono i "figliocci" di personalità influenti ??Perchè non si modificano radicalmente i criteri di accesso ??Perchè l'ultimo concorso, quello taroccato, non è stato ancora annullato dal CSM ?? .....e voi vi sprecate in tante analisi ed, alla fin della fiera, anche i magistrati hanno le loro colpe e, se la loro (presunta) autonomia dovesse finire beh.....se la saranno cercata, non essendo stati in grado di assumere comportamenti tali che potessero preservarla.Scusate la schiettezza con cui ho proposto le mie "semplici" tesi. Giuseppe

Nicola Saracino ha detto...

A Giuseppe "il leale" delle 18,32.

Quale migliore pretesto per modificare l'accesso in magistratura?
Ma sì, attuiamo la chiamata nominativa diretta per scelta politica, questo è il momento giusto.

Se Lei avesse l'accortezza di aggiornarsi sulle questioni saprebbe che gli accertamenti sono in corso e che allo stato, a quanto sembra, le segnalazioni realtive all'uso di testi non ammessi siano, per la stragrande maggioranza dei casi, frutto di clamorosi "abbagli" di alcuni candidati.

Presumendo la buona fede di tutti si attendano i risultati delle verifiche che alla fine saranno rese pubbliche (non fosse altro per i ricorsi al Tar già annunciati).

Quanto ai figli e figliastri devo smentirla perché, quando vinsi il concorso, nel lontano 1992, ero, purtroppo, già orfano da molti anni.

Quindi invito tutti i volenterosi, se ne hanno convinzione, a cimentarsi nel concorso, entrare in magistratura e, soprattutto, a migliorarla.
Nicola Saracino

Anonimo ha detto...

"Quindi invito tutti i volenterosi, se ne hanno convinzione, a cimentarsi nel concorso, entrare in magistratura e, soprattutto, a migliorarla".

Caro Dottor Saracino,

Credo che oggi il Suo invito abbia il sapore, seppur involontario, di una battuta di spirito.

Anzi, di una freddura !

Caesare ha detto...

Voglio, a caldo, condividere qualche considerazione sulle argomentazioni esposte dal segretario dell'ANM durante Anno zero.

Mi sembra incomprensibile che un importante rappresentante dell'ANM discuta sul merito delle indagini, argomentando, in tono critico, sui fondamenti dell'inchiesta di Salerno. La fondatezza di un’indagine non dovrebbe giudicarla la funzione giurisdizionale, il cui percorso è codificato dalla legge? Non dovrebbero essere i magistrati, sulla base delle funzioni esercitate, ad istruire il percorso giurisdizionale, fino ad un giudizio che accerti la fondatezza o meno delle ipotesi di accusa formulate dal magistrato con funzioni requirenti?

Invece Cascini, sostituendosi - incomprensibilmente per un dirigente di vertice dell'ANM - all'iter giurisdizionale, si pronuncia sul merito dell'inchiesta, giudicandola - questa è ovviamente la mia personale interpretazione delle parole dell'esponente dell'ANM, ma ciascuno può andare a rivedere la puntata di anno zero - insussistente in quei nessi logici che, legando la massa di atti acquisiti (testimonianze, accertamenti diretti, perizie ecc..), danno corpo all'ipotesi di accusa.

E' veramente agghiacciante che tutto ciò accada.

Sento la necessità, mi scusino i contrariati, di oppormi ad una tale scomposta posizione dell'ANM sulla vicenda che ha riguardato l'inchiesta di Salerno su ipotesi di corruzione in atti giudiziari.

Sindacare da parte dell’associazione di tutela della magistratura, e quindi dell'indipendenza di ogni singolo magistrato, sui nessi logici che costituiscono l'impalcatura di un ipotesi di reato, significando si tratti di un'indagine che in sostanza non sta in piedi è, a mio avviso, di una gravità assoluta.

Con tale posizione si getta nel discredito un'indagine dell'organo competente; è un'intromissione indebita nell'indipendenza del magistrato che espleta le proprie funzioni.

Peraltro le affermazioni del segretario dell’ANM intorno alla fondatezza dell’indagine istruita dalla procura di Salerno sono privi di qualsiasi risconto, di un solo riferimento a fatti concreti. E non mi si dica che il riferimento a fatti concreti avrebbe inevitabilmente toccato il merito dell’inchiesta, perché sindacare, dal di fuori dei codificati canali giurisdizionali, sulla fondatezza di un’indagine, costituisce già un’asserzione sul merito dell’indagine stessa. Giunti a tale segno, sarebbe stato opportuno indicare elementi di riscontro all’asserita infondatezza del lavoro dei magistrati inquirenti. E’ invece, omettendo qualsiasi riferimento ai fatti, le argomentazioni del segretario assumono una veste autoritativa, impedendo a chiunque di controdedurre, mancando l’oggetto della discussione (ovvero ciò che dovrebbe dimostrare l’infondatezza dell’indagine).

Come si può dunque chiedere agli esponenti politici di rispettare l’ordinamento giudiziario, se l’associazione di rappresentanza dei magistrati si solleva da un atteggiamento di rispetto.

Ciò inevitabilmente squalifica il lavoro di indagine di una Procura della Repubblica, a maggior ragione se le parole di critica, che non ammettono replica in quanto prive dell’oggetto della critica, provengono dalla segreteria dell’ANM.

Tutto ciò dovrebbe, drammaticamente, indurre un pressante dubbio a ciascun magistrato sull’opportunità dell’adesione alla propria associazione di rappresentanza. Capisco che i magistrati sono oggi attaccati da più fronti, ma mantenere in piedi questo tipo di associazioni di categoria (come anche succede per altre associazioni) rischia di fare un danno molto grosso all’interesse pubblico.

Vorrei infine esternare con forza la voice della Calabria: non vogliamo che ancora una volta si faccia di noi oggetto di scambi inaccettabili. Noi si vuole che chi oggi ha ipotecato il nostro futuro, attraverso lo gestione illegale del sottosviluppo, sia sottoposto a giudizio secondo le regole del sistema giurisdizionale italiano, nell’interesse pubblico.

La legge è uguale per tutti, anche per chi vive in Calabria.

Sperando di non aver fatto oltraggio alla sensibilità del lettore, saluto con affetto

Silvio Liotta

Cinzia ha detto...

Cascini ha fatto una figura barbina, sembrava stesse seduto sopra un cactus, aveva il disagio dipinto sul viso.
Mica ci si nasce con la faccia di bronzo, è una strada lunga, ci vuole pratica.
Ghedini, dal canto suo è di gran lunga più allenato, così si è prodigato per mostrarci il suo lato migliore, quello dell'avvoltoio.
Vulpio ho idea che cominci a sentire odore di terra bruciata, quandi prendi posizioni troppo nitide puoi davvero cominciare a misurare le distanze che gli altri mettono tra te e loro.
Di Pietro, anche se non si smentisce mai e si riqualifica per il caciarone sgrammaticato che è, di fatto si merita almeno il premio schiettezza. Così come lo vedi è.
Domani si griderà allo scandalo,
alla solita mancanza di contraddittorio, alla nuova tele-kabul e poi, uno dei prossimi dopodomani, non se ne parlerà più.
Ormai i fatti e gli argomenti si esauriscono e si consumano come i beni d'acquisto e loro packaging non è neanche riciclabile.

Anonimo ha detto...

Caro Liotta,
non so se sei calabrese... comunque, in Calabria, ti assicuro che la legge non è assolutamente uguale per tutti. Annozero, anziché Ghedini, Cascini, Di Pietro, avrebbe dovuto invitare i calabresi "depredati" di tutto: dai loro diritti (e questo non sarebbe stato grave) fino alla dignità! Anche in assenza di interviste, sarebbe bastato portare le telecamere affinché riprendessero lo scempio, tanto per rimanere nel piccolo territorio di Saline Joniche, della ex Liquichimica Biosintesi e delle ex Officine Grandi Riparazioni delle ferrovie dello stato. Si sa, Per i media, questo territorio è "pascolo" della "famiglia" Iamonte, quindi se si viene qui lo si fa soltanto per dire che questi contadini con il piglio di criminali si sono arricchiti divorando per intero i due siti industriali. Poi, per lavarsi un poco la coscienza, si aggiunge che ciò è avvenuto nella totale indifferenza delle istituzioni e il servizio è fatto! Ebbene, i media, anche in assenza delle istituzioni, avrebbero potuto denunciare la sottrazione dei diritti cui sono stati negli anni vittime i calabresi ed evitare così che gli si rubasse anche la dignità. Non è avvenuto! E la cosa terrificante è che anche loro, unitamente ad una parte rilevante di politici e magistrati, hanno fatto parte della più grande associazione a delinquere mai posta in essere nel nostro paese. Forse, non ci saranno conseguenze giudiziarie, sarebbe come un suicidio, ma la storia di questa regione, grazie ad un napoletano, sarà scritta in modo da far rabbrividire i posteri!
b

Cinzia ha detto...

http://www.ipetitions.com/petition/iwffomuntatharalzaidi/index.html

Questa è una petizione a favore della scarcerazione di Al-Zaidi, un eroe dei nostri tempi a cui andrebbe eretto un monumento nella piazza principale di Bagdad.
Sosteniamolo.
Anche se poi non lo scarcereranno comunque questa petizione fa capire senza dubbi al governo americano che posizione prende il mondo nei confronti della guerra in Iraq. Avremmo dovuto tirare anche noi scarpe ai nostri governi che ci hanno trascinato dentro questa tragica e falsa missione di pace.
Non lo abbiamo fatto, almeno ora sosteniamo chi ha avuto il coraggio di farlo per noi e contro l'interlocutore più potente del mondo!!!

Anonimo ha detto...

Dieci Anni spesi bene
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Questo è il mese del Decennale della Permanenza sul Web (per chi scrive): tutti li ho frequentati e conosco quasi tutto di tutti. I Maestri? Socrate e Giovenale. A proposito,se la Redazione mi autorizza,posterò la "Diciassettesima Satira". La tradizione ne risporta sedici: mancava la "Diciassettesima" in chiave contemporanea.
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Ovunque nel web è un cicaleccio delle comari, che non porta da nessuna parte: gli italiani sono spettatori dei propri guai, e aspettano sempre qualcuno, che gli risolva il problema. Per ultimo, nel Blog di "Meteora" :))
( Carlo Vulpio) era stato proposto il trasferimento in massa sul Blog di "Brillantina" :)) per convincerlo a prendere atto del fallimento della strategia seguita sin qui, sul piano dei risultati. Addosso mi scrivei, ma poi la raccontai a San Prospero :)
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www.ricostruire.it

Anonimo ha detto...

Satira XVII_ Stesura provvisoria
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Se Giovenale capitasse nel nostro secolo,le Satire da sedici diventerebbero diciassette, e così presumiamo, suonerebbe.
Io credo che durante l'età del Balcone l'Ipocrisia abitò sulla terra e si mostrò per un ventennio agli uomini, gia "Neri", per il recente conflitto,ma fiduciosi nel nuovo Duce. Una gelida stamberga allora offriva un modesto asilo ed insieme riuniva sotto una comune ombra: lo scaldino, la "sacra effigie", le pecore e lo stesso pastore. La moglie montanara preparava allora un silvestre giaciglio con fronde, paglie e pelli di animali: così diversa da te, Aitina, basta un uccello a bassa quota per farti starnutire.
Perché diversamente allora vivevano gli uomini, quando Andreotti pensoso il limitar di giovinezza saliva, lieto di quel grazioso avvenire che in mente aveva.
Ma a poco poco l'Ipocrisia perse la guerra e con essa i veli: Licenza ed Opulenza ebbero il sopravvento. Non sarebbero stati soli: Egualitarismo e Garantismo si accompagnarono a loro, ed insieme i quattro fratelli vagarono per il mondo.
E come si fa a non scrivere Satire, quando un cialtrone si gode il tuo podere, un altro il tuo appartamento, ed insieme invocano il valore sociale della Proprietà. Ma chi può sopportare un secolo così "Equo"? Come si possono trovare le parole per dire la bile che brucia a secco il fegato?
Guardala quella zitella inacidita:
- Vuole che le lasci l'appartamento? Non te lo dò!
- Ah, va bè
Con il tempo irruppero le Fazioni(Partiti): articolazione della vita democratica,li chiamano. Tu dici no ad un Referendum? Sei nato italiano? Sei scritto nelle liste elettorali? Ci devi E. 5-00 a cranio, perché a noi servono per i nostri cartelloni pubblicitari.
Hai un appartamento? Con noi lo devi dividere: per vincere abbiamo fatto troppe spese. Ci dobbiamo dividere le spoglie con i Nostri.
- Sei Giulio Cesare?Sei Napoleone?
- Sono iL Messia[ Enza 'A Sciurera]
- Ah, va bè!
>
- E ci devi dare anche il tuo Pensiero: lo gestiamo noi, che abbiamo vinto:la RAI-TV è nostra. I giornali, soprattutto. Il web anche.
- Ma tu sei Napoleone?
- Sono iL Messia...
- Ah, va bè.
Molto più sacro è tra noi il dio Denaro, sebbene tu, onnipotente deità, non occupi alcun tempio e non abbiamo eretto altari ai quattrini, come alla Onestà, nel cui tempio orina il cane. (...)
...) Qui il testo è lacunoso, la traduzione impossibOle. Ma Giovenale era di destra o di sinistra?Giovenale era un artista.
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www.ricostruire.it

salvatore d'urso ha detto...

Qualche speranza c'è...

Analizzando i risultati elettorali dell'Abruzzo abbiamo notato che:

1) Un quasi 50% della popolazione abruzzese non è andata alle urne...

2) Il PD ha quasi dimezzato in percentuale i voti... e il numero dei votanti PD rispetto alle elezioni del 2005 sono stati la metà.

3) IDV nel 2005 prese il 2,5% ora il 15% dei voti.

4) La sinistra radicale ha aumentato considerevolmente la sua percentuale di voti.

E si cerca di accusare tali partiti soprattutto IDV di cannibalismo.

Ma di chi è la colpa se la questione morale ed etica è venuta meno nel PD... mentre IDV ha cercato sempre di mantenere un certo rigore morale ed etico rispetto a tutto il resto del panorama politico?

E poi se nell'alleanza non ci fossero stati IDV e gli altri partitini... quei voti a chi sarebbero andati? Credo che l'astensionismo sarebbe stato più alto... quindi un maggior danno di rappresentanza per la sinistra in abruzzo e a livello politico un tracollo ancora maggiore. Di ciamo che IDV ha fatto un pò da paracadute all'intero panorama politico.

Cosa accadrà in futuro?

Se il PD non cambia rotta a 180 gradi, quindi cominciando ad espellere dal suo interno i vari corrotti e corruttori e anche questo non basterebbe e sarebbe quasi improponibile se non si limitasse fortemente il potere di alcune correnti al suo interno che fanno della filosofia della corruzione il loro punto di forza, di potere e anche di miglioramento della propria condizione di vita personale, parentale e amicale...

I vari D'Alema, Latorre, Violante, Finocchiaro... ecc... dal mio punto di vista dovrebbero essere espulsi... o quanto meno chiedere una scissione di correnti all'interno del PD... dove uno dei due schieramenti, quelli pro o quelli contro al fenomeno della corruzione, dovrebbero fondare un nuovo partito e trovare poi una loro migliore collocazione politica.

Se non avranno il coraggio di fare ciò... presumo che nei prossimi anni... a cominciare dalle europee del 2009 IDV diventerà partito di maggioranza nel centro sinistra... e allora si potrà davvero cominciare a parlare di innovamento politico... di cambiamento del sistema... e tutto ciò fa tremendamente paura al centro destra... che trova parte della sua forza nelle ambigue correnti del PD...

Che ne pensate?

caesare ha detto...

Caro Bartolo,

non mi sarei permesso di dare voce alla Calabria se essa non avesse cullato e nutrito la mia identità per oltre un trentennio. Sì, sono calabrese ed in particolare di Reggio, quindi pochi chilometri dividono le nostre dimore.

Capisco perfettamente quello che dici e penso di comprendere anche lo stato d'animo con cui lo dici.

Voglio innanzi tutto darti la mia vicinanza per i problemi che hai dovuto affrontare e di cui ci hai voluto generosamente mettere a parte.

Io purtroppo non vivo più dove sono nato e cresciuto, ma in "esilio" a Roma, dove posso autonomamente procurare il necessario per vivere, senza il bisogno di addivenire a scellerati patti con i Kapo' reggini (rectius riggitani).

Non sono cittadino del mondo, sono cittadino di Reggio e non mi saprei immaginare nato in altro luogo. Tuttavia posso godere soltanto nel ricordo di quei luoghi che amo profondamente, della semplicità della gente che ho imparato a capire ed apprezzare, di quel “vivere filosofando” che sopravvive come vestigia.

Purtroppo l'infame bestia del sopruso mi tiene lontano dalla mia città. Ma non ne faccio un dramma, dopotutto l'uomo ha dentro di sè le risorse spirituali per superare gli ostacoli più difficili. Anzi il convincimento dell'usurpazione che quotidianamente si consuma nella mia città (come in Calabria e non solo) rinvigorisce la mia determinazione alla lotta contro le consorterie predatrici che infestano i nostri luoghi.

In una cosa sono d’accordo con Chiaravalloti (Dio abbia pietà della mia anima): ad ogni azione corrisponde una reazione. Ad ogni azione di rapina perpetrata dalla consorteria rapace dovrà sempre seguire una reazione, nei limiti del possibile per ciascuno di noi. Meglio se tutti insieme.

E anche se andassi incontro al peggiore dei fallimenti, mi consolerò pensando di aver combattuto la "buona battagli", come qualcuno un po' di tempo fa andava dicendo, e come qualcuno tra di noi ama ricordare.

Un fraterno abbraccio
Silvio

Anonimo ha detto...

"Questa è una petizione a favore della scarcerazione di Al-Zaidi, un eroe dei nostri tempi a cui andrebbe eretto un monumento nella piazza principale di Bagdad.
Sosteniamolo".

Ma vi rendete conto? Adesso quello che ha tirato le scarpe è un EROE!

Mio Dio, come siamo caduti in basso ... il povero Pazzaglia direbbe che il "livello" è ormai sottoterra!

P.S. - Almeno Bush le ha atleticamente schivate, le scarpe. Avrei voluto vedere, al suo posto, alcuni nostri politici della sua stessa età, mediterraneamente flaccidi e obesi ... se le sarebbero prese direttamente in faccia!

Anonimo ha detto...

Grazie Silvio!
Permettimi però di non condividere, riportato agli esseri temporaneamente viventi, il bellissimo principio fisico* evocato dal nostro ex presidente Chiaravalloti (sarà, forse, per il fatto che, studiando al minimo, per pigrizia, sono arrivato alla laurea da perfetto ignorante).
Piuttosto, è proprio bello questo tuo passaggio: "...Ma non ne faccio un dramma, dopotutto l'uomo ha dentro di sè le risorse spirituali per superare gli ostacoli più difficili. Anzi il convincimento dell'usurpazione che quotidianamente si consuma nella mia città (come in Calabria e non solo) rinvigorisce la mia determinazione alla lotta contro le consorterie predatrici che infestano i nostri luoghi..."
Un Caro e Affettuoso Saluto bartolo.
*p.s.
Chiaravalloti di Newton avrebbe fatto bene a prendere d'esempio il seguente di prcipio: « Non so come il mondo potrà giudicarmi ma a me sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l'oceano della verità giaceva insondato davanti a me. »
(Isaac Newton)

Cinzia ha detto...

Certo che è un eroe.
Quando un uomo compie un atto dimostrativo, sostanzialmente non violento, nella certezza di pagarne conseguenze altissime; quando compie un'azione che rimarrà nella storia e che farà il giro del pianeta; un gesto che rappresenta la voce di quasi tutto il mondo arabo, e non solo, e raccoglie in sé lo sdegno, la rabbia, il dissenso verso una politica imperial/colonialista aggressiva e criminale, allora si, in quel caso io lo chiamo eroe.
Perché, eroi sono solo quelli che si fanno ammazzare dietro una bandiera, anche se la causa è sbagliata?! Oppure sono solo quelli che tutta la società civile per indifferenza e paura abbandona soli a lottare in modo che possano più facilmente lasciarci le penne?! O magari quelli che si fanno saltare in aria per disperazione?!
Al-Zaidi ha avuto il coraggio di pagare in prima persona un gesto innocuo ma denso di significati, è stato arrestato, ha perso il lavoro e fa il giornalista non il terrorista. Ha avuto un coraggio che ai nostri giornalisti la metà basterebbe a fargli fare figure certamente più dignitose di quelle che fanno ora di fronte alle stupidaggini che si sentono dichiarare ai loro stramaledetti microfoni!!!
Non credo che noi italiani siamo più da lunghi anni nella condizione di definire o giudicare un eroe, non sappiamo fare neanche opposizione in parlamento, figuriamoci se sappiamo fare gli eroi. Deve ancora arrivare il momento del riscatto morale, quando ognuno di noi sarà costretto a prendere una decisione chiara sul "che fare", allora ne riparleremo... di eroi, in quel caso Lei, caro Anonimo, ci potrà dimostrare d’essere più eroico di Al-Zaidi.

ps da noi un povero cretino che ha avuto un'alzata di testa (tipo tirare un cavalletto fotografico al caro B. a passeggio) s'è talmente sbrigato a chiedere scusa che non se n'è accorto quasi nessuno di quello ch'era successo!!! Cosicché quello che poteva diventare un atto dimostrativo è risultato poi solo una futile notizia di gossip... all'italiana!

Anonimo ha detto...

Cinzia,
ero un pò sorpreso anche io per il gesto della scarpa e sul fatto che si debba considerare eroe l'autore. Leggendo la tua motivazione devo ammettere che sei veramente una Grande!
Un Caro e Affettuoso Saluto
b

Anonimo ha detto...

Sarà pure un eroe, ma per me resta solo un gretto villanzone, o uno in cerca di pubblicità e di soldi, una volta che sarà uscito di galera.

Il fatto che si chiami Al-Zaidi invece di Bianchi, o Rossi, non cambia i termini del problema: gli eroi sono altri. Perché ci vogliono dei bei "pendagli" per morire, a differenza di tirare le scarpe!

E poi, scusa l'iperbole, ma come ti permetti di parlare e di esprimere liberamente la tua opinione: sei una donna, vero? E allora stai a casa sotto la tutela di tuo marito, fai da mangiare, lava i pavimenti, cura i bambini e ... stai zitta !! :-)

Questo ti direbbero, se tu fossi là, quelli che sempre difendi mentre te ne stai comodamente in Italia!

P.S. - non so se li hai difesi quando gli invasori erano i fulgidi "eroi" dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ...

Anonimo ha detto...

Dopo quello che è stato scritto anche in altri post, e in vari commenti, si apre uno spiraglio di speranza: siamo qui a discutere e dialogare da un anno su per giù, e facciamo molta fatica a trovare soluzioni adottabili per cambiare qualcosa, oltre al classico "ognuno faccia il suo dovere", che va sempre bene ma in un momento di pace, mentre ora siamo in guerra e dovremmo fare ben di più per non perdere ogni cosa.

Altrove qualcuno ha proposto di fondare una nuova corrente ai magistrati, "pulita" si è detto. Io concordo con quanto proposto qui sopra: chiunque sia ancora iscritto si tolga da qualunque corrente. Anche se quattro gatti resteranno dovranno votare da soli, contro tutti gli altri magistrati che voteranno singolarmente, e non saranno costretti a dare involontariamente il proprio voto al "designato" perché è il più famoso e quello che può ottenere verosimilmente più voti e vincere.
Chissà che qualcosa non cambi davvero.

Silvia.

Cinzia ha detto...

Se c'è un villano qui, che continua nonostante tutto a fare illazioni sugli altri e senza riscontro, mi permetta di dirglielo quello è Lei.
Mi sembra di aver dichiarato più e più volte qual è il mio orientamento politico. Ora se lei non sa distinguere, cosa che credo, tra Anarchismo e Comunismo, o s'informa o tace e non per questioni di genere.
Dalle sue osservazioni deduco che Lei sa molto poco anche della cultura araba, tranne tutti quei facili luoghi comuni infarciti di propaganda che girano sui giornali e nelle chiacchiere da bar.
Non sarò certo io a volerLe fare la lezione, ma se non avrà la cortesia e il dovere morale d'informarsi con esperienze personali e libri specializzati prima di parlare, non intenderò né discuterne né scambiare opinioni con Lei sulla questione. Non amo perdere tempo e tanto meno avere inutili frequentazioni, nella vita come in rete.
Comunque capisco dal suo ragionamento che per Lei eroe è solo chi muore. Bene, questo mi fa intendere che Lei non si distingue da quelli che vanno ai funerali di bandiera ad onorare tutti quei poveracci che si lasciano fregare, con la scusa della patria, dalle ragioni del potere.

Ho imparato dalla vita che per capire una persona bisogna leggerla tra le righe.
Allo stesso modo in cui tutti abbiamo compreso Cascini, per esempio, al di là dalle parole che ha voluto dire.
Un buon intenditore non abbisogna di molte parole per "vedere" chi ha di fronte, basta guardare con gli occhi dell'anima.
Nonostante ciò che ne pensano i cattolici, l'anima intesa come illuminazione e elevazione dell'io tutti ce l'hanno, ma non tutti pagano la bolletta, molti infatti stanno al buio.

Anonimo ha detto...

Cara Cinzia, la lingua batte dove il dente duole ... adieu !