«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 28 dicembre 2008

Non so, dunque parlo




di Marco Travaglio
(Giornalista)


da Repubblica.it del 27 dicembre 2008


“Gli arresti domiciliari al sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, e la successiva scarcerazione sono un fatto gravissimo” (Walter Veltroni, 24 dicembre 2008)

“Si tratta di una vicenda grave, e Veltroni ha fatto bene a definirla così. Forse sarebbe stata necessaria più prudenza nell’emettere i provvedimenti di custodia cautelare, anche perché ci sono state conseguenze gravi, come le dimissioni del sindaco di Pescara. Quando prendono questo tipo di decisioni, i magistrati devono agire con prudenza e rispetto delle procedure. Ora ai magistrati chiediamo di fare presto, perché i cittadini hanno diritto di sapere presto quello che è accaduto a Pescara e quale sarà il destino della giunta” (Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd, Sky Tg24, 26 dicembre 2008)

“Non sussistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara, credo ci voglia molta prudenza perché è caduta una amministrazione per ragioni, a quanto pare, insussistenti. Serve prudenza e una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura” (Luciano Violante, Pd, 26 dicembre 2008)

“Veltroni difende il suo partito, forse un amico, ma dovrebbe farlo anche quando ci sono gli avversari” (Altero Matteoli, Pdl, ministro dei Trasporti, 26 dicembre 2008)

“Con quattordici anni di ritardo, Veltroni forse si è reso conto che esiste un problema tra politica e giustizia” (Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, 26 dicembre 2008)

“In relazione al D’Alfonso, in termini di gravità indiziaria il quadro accusatorio, già integralmente condiviso dal Gip nel momento dell’adozione delle misure cautelari, rimane nel suo complesso confermato (e anzi sotto taluni aspetti rafforzato). Sulle due principali vicende di corruzione e sulla stessa associazione per delinquere. Le acquisizioni successive all’interrogatorio del Sindaco. hanno già in gran parte eliso il valore del costituto difensivo del D’Alfonso in relazione all’aspetto ritenuto più significativo: le ristrutturazioni (di sue abitazioni eseguite gratuitamente da imprenditori vincitori di appalti nel suo Comune, ndr). L’interrogatorio del Paolini (portaborse-autista del sindaco a spese dell’imprenditore privato Carlo Toto, ndr) ha offerto piena conferma dell’impianto accusatorio in relazione all’essere l’indagato (Paolini) una sorta di assistente del Sindaco, stipendiato dal Toto e fornito di autovettura di alta gamma, senza che sia possibile documentare e neppure comprendere quali prestazioni abbia svolto per l’imprenditore. Ribadita la gravità del quadro indiziario, come originariamente ritenuto nell’ordinanza. occorre a questo punto farsi carico delle sopravvenienze intervenute in relazione al pericolo di inquinamento probatorio ascritto al D’Alfonso. Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni. costituiscono un apprezzabile segnale di sensibilità istituzionale. Il previsto commissariamento del Comune determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti dal D’Alfonso nell’esercizio della propria attività politico-amministrativa e della conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti. Quanto alla possibile costituzione di tesi difensive di comodo, va rilevato che esse sono già state in parte disvelate (con riferimento alla vicenda delle ristrutturazioni) e che comunque il dettagliato sviluppo del costituto difensivo del Sindaco (ed i confronti già intervenuti con le altre fonti di prova dichiarativa e documentale), alla luce della notevole mole del materiale documentale acquisito, rende meno probabili ulteriori manipolazioni. Per questi motivi, (il Gip, ndr) revoca la misura in atto (gli arresti domiciliari, ndr) applicata a carico di D’Alfonso”. (dall’ordinanza di scarcerazione firmata dal Gip di Pescara, Luca De Ninis, 24 dicembre 2008) (*)


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(*) Il testo integrale dell’ordinanza può essere letto a questo link.


41 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggere il decreto per intero?... A che serve torturarsi...
Credevo che i sindaci cornuti attecchissero soltanto in terre di mafie!
Mi riscopro sempre più lattante!
b

Nicola Mattina ha detto...

Come al solito, si fa passare la custodia cautelare per una condanna passata in giudicato. E di conseguenza, la scarcerazione come l'ammissione di un errore giudiziario. Questo è ancora più grave se lo dicono degli ex-magistrati, come Violante.
La cosa più brutta di questa vicenda è la patetica posizione che sta prendendo il partito democratico, preoccupato di minimizzare l'impatto della cosiddetta questione morale sulle prossime elezioni.

Vittorio Ferraro ha detto...

Nel post precedente: "Riflettendo per Natale", il dott. Racheli, stimolato dall'avv. Flamminii Minuto, richiamando Kant scriveva : "la gran folla di chi non pensa".

...la gran folla di chi è stata educata a non pensare... a non leggere, a non riflettere.

Ne è un chiaro esempio questo post a firma di Marco Travaglio.

Nessuno che abbia letto il decreto ma tutti pronti a trarne le dovute (personali) e convenienti conclusioni.

Dagli dagli all'untore!

Vittorio Ferraro ha detto...

Errata corrige sul mio commento delle ore 15,38: "...è stato educato"

Anonimo ha detto...

Quello che succede in questi giorni, richiama alla mente una vecchia e brutta storia, che ancor oggi si ripete in molti paesei moderni, "civili" e democraticamente evoluti.

I governanti (a vario titolo interessati), rilasciano dichiarazioni, circa i fatti accaduti, tali da giustificare pienamente i danni, e gli effetti collaterali luttuosi, provocati
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L'attacco fu in primis riportato dalla stampa come una vittoria nei confronti di un coraggioso avversario. Nelle settimane successive una polemica cominciò a diffondersi riguardo la possibilità che si fosse trattato di un massacro. Diverse inchieste furono condotte: due dai militari ed una dal Comitato di Condotta della Guerra, che sentenziò:

"Per quanto riguarda il Colonnello Chivington, questo comitato può difficilmente trovare dei termini adeguati che descrivano la sua condotta. Indossando l'uniforme degli Stati Uniti, che dovrebbe rappresentare un emblema di giustizia e di umanità; occupando l'importante posizione di comandante di un distretto militare, che gli ha concesso l'onore di governare tutto ciò che rientra nei suoi poteri, ha deliberatamente organizzato ed eseguito un folle e vile massacro in cui numerose sono state le vittime della sua crudeltà. Egli conoscendo chiaramente la cordialità del loro carattere, avendo egli stesso in un certo senso tentato di porre le vittime in una condizione di fittizia sicurezza, ha sfruttato l'assenza di alcun tipo di difesa e la loro convinzione di sentirsi sicuri per potere gratificare la peggiore passione che abbia mai attraversato il cuore di un uomo"

"Qualunque peso tutto questo abbia avuto sul Colonnello Chivington, la verità è che ha sorpreso e assassinato, a sangue freddo, inaspettatamente uomini, donne e bambini, i quali avevano tutte le ragioni per credere di essere sotto la protezione delle autorità statunitensi, e poi ritornando a Denver si è vantato dell'azione coraggiosa che lui e gli uomini sotto il suo comando hanno eseguito".

"In conclusione questo comitato è dell'opinione che al fine di vendicare la causa di giustizia e mantenere l'onore della nazione, pronte e rigorose misure debbano essere adottate per rimuovere coloro che hanno così vilipeso il governo presso il quale sono impiegati, e di punire, adeguatamente al crimine commesso, coloro che sono colpevoli di questi atti brutali e codardi".

I dati furono raccolti dal Maggiore Edward Wynkoo e dal suo aiutante, che ripresero i numeri forniti dai sopravvissuti. Questi dati allegati con le conclusioni dell'indagine furono portati a conoscenza dei diversi comitati.

Numerosi testimoni si fecero avanti durante le inchieste, presentando testimonianze schiaccianti che furono confermate poi da altri testimoni. Almeno uno di questi testimoni fu ucciso a Denver poche settimane dopo la sua testimonianza.

Nonostante le raccomandazioni espresse dal comitato, i responsabili del massacro non furono mai perseguiti.

Stefano
Genova

ps
Il massacro di Sand Creek (chiamato anche massacro di Chivington o battaglia di Sand Creek) fu una strage che si verificò negli Stati Uniti d'America durante le guerre indiane il 29 novembre 1864, quando delle truppe della milizia del Colorado, comandate dal colonnello John Chivington, attaccarono un villaggio di Cheyenne e Arapaho, massacrando donne e bambini.

http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Sand_Creek

Luigi Morsello ha detto...

Insomma ! I due appartamenti sono stati ristrutturati o no ?
Il costruttore ha ricevuto in cambio qualcosa o no ?

Luciana ha detto...

Vento forte tra Salerno e Catanzaro/2

http://www.carlovulpio.it/Lists/PRIMO%20PIANO/DispForm.aspx?ID=9&Source=http%3A%2F%2Fwww%2Ecarlovulpio%2Eit%2Fdefault%2Easpx

Luciana

Vincenzo Scavello ha detto...

Per "b" del 28 dicembre 2008 13.38 e per tutti i lettori di UGUALE PER TUTTI.

Pensano che siamo tutti dei lattanti, non lo siamo affatto.

Quando,qualche tempo fa, un noto esponente del PDS Calabrese fu sottoposto a misura di carcerazione cautelare, ci fu un autentico pellegrinaggio (in carcere) dei vertici del partito, che non ebbero alcuna riserva nel difendere il povero malcapitato.

In Calabria, caro "b", hanno tutti l'alibi della lotta alla ndrangheta come se la ndrangheta fosse cosa diversa dalla mala politica e dal sistema di corruzione imperante. Sarebbe auspicabile, invece, che i reati contro la Pubblica Amministrazione venissero equiparati ai reati MAFIOSO-Clientelari. Tutto quanto è contro lo Stato, contro la Verità e la Giustizia è MAFIA o come cavolo la si vuol chiamare.

Per me, non mi stancherò mai di dirlo, la Mafia è là dove si trama contro la Giustizia, dove si vogliono occultare le Verità, dove si trasferiscono coloro che vanno alla ricerca della Verità, dove si accumulano ricchezze che invece erano destinate al Popolo.

E' inutile arrovellarci la mente nel vano tentativo di dare definizioni più o meno sofisticate alle varie congreghe di corrotti che circolano, arroganti, nel nostro Paese. Sono loro i veri Mafiosi che si servono delle varie Ndrine, Mafie e Camorre per entrare in Parlamento o per scalare i vertici degli apparati Istituzionali. E ci sono ormai le condanne che provano e dimostrano questo!

Dunque: MAFIA = CORRUZIONE E MALAFFARE!

Se un Politico, un Magistrato, un Imprenditore, venisse sorpreso con le mani nella marmellata e per fare questo avesse corrotto, falsificato atti, scritto Leggi a difesa del proprio tornaconto, perchè non definirlo MAFIOSO?

Nò, carissimo "b", tu non sei un lattante e non lo è nessuno delle onorabilissime persone che scrivono in questo Blog; dovremmo però avere il coraggio di correggere il nostro lessico, anzi rinforzarlo in favore di altri termini più incisivi.

Chiunque si mette contro l'ordinamento dello Stato e che fa di tutto per sottrarsi alla Legge, lo ribadisco, è un MA-FIO-SO!

Un Abbraccio e Buon Anno a tutti!

Anonimo ha detto...

Se tutti noi la pensassimo come il Signor Scavello non ci troveremmo nelle "situazioni- condizioni attuali" (vedasi prospettiva di trasferimento Del Dott. Apicella).
Quante persone si indigneranno per la "decimazione" dei magistrati che non sono "in"?
Chi ha veramente completa contezza dei danni economici e sociali causati dalla dissipazione dei fondi europei?
Chi ha mai rendicontato i danni che "i soliti noti" hanno provocato?
Quanto è antidemocratica questa pratica corruttiva che emargina la "massa" ed ingrassa pochi individui organizzati in" clan" di cordate precostituite?
Dove sono le sensibilità giuste per mettere in difficoltà questo "andazzo" o "sistema" che nella cruda semplicità costruisce a "tavolino" il malaffare arrogantemente?
Dov'è la resistenza a questa dilagante tendenza al malcostume se esso viene premiato a tutti i livelli?
Purtroppo siamo in pochi a combattere in" controtendenza" mi auguro che ci sia un "risveglio" di tutte le coscienze per debellare questa marea di "scandali".
Io sono per fare chiarezza sulle vicende Why Not e Poseidone perchè le acque della mia Terra ritornino alla trasparenza di un tempo.La mia gente di Calabria non merita quest'inganni.I magistrati "out" siano liberi di portare a conclusione le indagini.
Uno che ci crede.

Anonimo ha detto...

leggendo l'ordinanza di scarcerazione qualche passaggino un poco "a filo" e a rischio c'è .....
è difficile negare la contraddizione (dichiarata) con il provvedimento del giorno prima per il segretario del sindaco ( domanda; quella era revoca , anche parziale per reati, per mancanza di indizi, oppure ovvero solo per venir meno esigenze cautelari come per il sindaco?) e con la seconda ordinanza farsi l'interpretazione autentica di quello che si era scritto il giorno prima...

Anonimo ha detto...

Carissimo Vincenzo,
Confermo: sono un lattante!!!
Mi ostino come un mulo a non voler credere che un cittadino investito da un determinato consenso popolare per l'amministrazione della cosa pubblica invero concentra per intero le proprie risorse in una gara senza esclusione di colpi con i colleghi a chi tra loro riesce a mostrarsi il più cornuto!
Difficilmente il popolo si ribellerà alle schifezze che stanno emergendo. Sai perché? Si sente in parte responsabile e si rifiuta di fare la figura del c******e (gliela facevano sotto il naso e non se n’accorgeva)!
Tutti hanno piena coscienza della gravità dell'azione del CSM contro la Procura di Salerno: In una Nazione costituita da cittadini con la schiena Diritta (non affetti da scoliosi cronica come noi) col c***o che Mancino e Napolitano si sarebbero sognati di fare quello che hanno fatto contro un'intera Procura della Repubblica nel pieno, legittimino, scrupoloso e delicato svolgimento dell'esercizio delle sue funzioni.
b
p.s.
sono comunque fiducioso, grazie a de Magistris, la Calabria dovrà essere risarcita dalle ingiustizie subite!

Anonimo ha detto...

Chi volesse leggere il verbale della Giunta per le autorizzazioni
di Giovedì 18 dicembre 2008
circa l'esame della domanda di autorizzazione a eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato Margiotta (Doc. IV, n. 3) (Seguito dell'esame e conclusione)

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/200812/1218/html/17/frame.htm

Cordiali saluti

Stefano
Genova

Besugo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Besugo ha detto...

Non mi ero mai cimentato a studiare l'applicazione dei tag html. Non è mai troppo tardi! Spero di non tediarVi troppo, al terzo tentativo sono riuscito a migliorare il collegamento con le pagine web. In questo caso basta CLICCARE slla scritta sensibile colorata.
All'alba dei '70 c'é ancora qualche speranza .....


Giunta per le autorizzazioni - Resoconto di giovedì 18 dicembre 2008

Besugo ha detto...

Premessa:
“AUGURI DI LUNGA VITA AL NOSTRO AMATO PREMIER”

Nel tormentone del riformismo imperante, ho avuto modo di leggere:

Le ragioni attuali del sistema elettorale proporzionale

di Gianni Ferrara e mi è apparso un pensiero inquietante.

Lungi da me, fare l’uccello del malaugurio, ma da un punto di vista meramente teorico, immaginiamo che il nostro “amato premier", domani mattina, si dimenticasse di destarsi?

Quali scenari si potrebbero ipotizzare?

Non oso pensare.

Pensierino per l'anno nuovo:

chi se la sente di affrontare un simile quesito?

Buon Anno

Luciana ha detto...

Sono pienamente d'accordo con il signor Vincenzo Scavello.

Il problema è che molto spesso, nel nostro piccolo, dovremmo dare del mafioso anche a qualche parente stretto.

Io non avrei problemi a farlo, anzi, ma non so quanti di noi riescano a non pensare "tengo famiglia". O_o

Luciana

Anonimo ha detto...

davvero notevole

Besugo ha detto...

Errata corrige

Le ragioni attuali del sistema elettorale proporzionale

Anonimo ha detto...

Carissimo Vincenzo Scavello,
concordo in pieno.
E' la perfetta equazione di tutto quello che capita anche se tutti cercano di mascherare con paroloni attribuendo le più fantasiose giustificazioni tra le quali la più offensiva è quella di limitarla a "malcostume".
Da parte nostra dobbiamo insistere a denudare il re seguendo lo stimolo suggerito nello scritto "natalizio" del Dott.Racheli seminando etica e morale a quella gran folla che è stata educata a non pensare. Un'impresina da nulla. Quasi una rivoluzione.
Tanti cari auguri a tutti di UGUALE PER TUTTI, nonostante tutto.
Alessandra

Vincenzo Scavello ha detto...

Ieri sera (30.12.2008), a Rossano Calabro, partecipando alla partecipazione del Romanzo: "La finestra sul verde", di Natale Vulcano, carissimo amico e collega, tra le relazioni di presentazione mi ha colpito quella di un PM (chiedo perdono se non ricordo il nome). In buona sostanza il PM, riprendendo una frase del Romanzo commentava: "sono rimasto molto colpito dalla sovrapponibilità con la realtà e dall'amara verità che ho percepito leggendo una frase del libro.

"... appare strano come la Giustizia, nel nostro Paese, abbia delle maglie troppo grandi attraverso le quali i pesci grossi passano con facilità e quelli piccoli vi rimangono intrappolati ..."
[...]
"... Un ladro di Galline", continua il PM, che agisce di notte, forzando un lucchetto, può essere condannato fino a sette anni di carcere". [...] "Uno che falsifica bilanci, che s'impossessa di Pubblico denaro, che si appropria indebitamente di Milioni di Euro riesce, quasi sempre, a farla franca o al massimo può essere condannato a pene irrisorie rispetto al ladro di galline ...".

Riflessione non tanto arguta, la mia, terra, terra: CHI E' CHE NEL NOSTRO PAESE CONFEZIONA LE RETI? E' FORSE IL PARLAMENTO CHE SCRIVE LE LEGGI?!?

Con reti (Leggi) truccate è impari lo sforzo di tanti generosi Magistrati.

Buon 2009 a tutti e con particolare affetto a quei Magistrati "out".

Salvatore D'Urso ha detto...

Mi è giunta questa email:

Da oggi i media asserviti al potere ripeteranno migliaia di volte il fatto che Bossi e Berlusconi FANNO IL FEDERALISMO. Una menzogna ripetuta cento volte diventa una "verità"; ripetuta mille volte diventa un "assoluto".
Sono un cittadino comune che per passione civile si dedica da 20 anni a studi sul Federalismo, in quanto idea dello Stato contrattuale. Posso dire in sincerità a tutti che nella riforma presentata dai due sopra citati NON ESISTE UN SOLO CONCETTO DEL FEDERALISMO la cui natura CONTRATTUALE impone innanzitutto l'idea di SOVRANITA' POPOLARE. Dopo aver falsificato nell'immaginario collettivo l'idea di Democrazia ed ingannato il popolo sulla natura criminale della Banca d'Italia, i politici del nostro sciagurato Paese, asserviti totalmente al Dio del Potere e del denaro, indifferenti davanti agli interessi ed alle aspettative del Popolo, stanno perpetrando nuovamente un nuovo FALSO storico di grande portata che affosserà definitivamente la bellissima idea di Stato FEDERALE che rende liberi i Popoli e le Persone dalla tirannia dello statu quo.
A conferma di quanto scritto riporto il giudizio di Gianfranco Miglio su Bossi e sui i suoi "colonnelli": "Quando i miei amici leghisti si proclamavano "federalisti" io domandavo loro, un po' ironico, che cosa ciò volesse dire. Mi rispondevano candidamente: "Non lo so"., oppure facevano confusi riferimenti alle "autonomie", alla liberazione dall'egemonia del Sud, e via di questo passo. Anzi, io ho il sospetto che nella mente del segretario (Bossi, n.d.r.) e dei suoi collaboratori - stante l'ignoranza circa ciò che era un "vero" ordinamento federale - quest'ultimo si confonda con un generico "cambiamento" delle posizioni personali di potere. Del resto nei quattro anni che ho passato accanto ai vertici del movimento (e ci stavo notoriamente come esperto della riforma costituzionale) non una sola volta - dico una sola volta- Bossi, oppure uno dei suoi "colonnelli", mi hanno domandato una qualsiasi informazione su qualche punto dell'ordinamento federale che noi auspicavamo. Il "federalismo" era per il segretario ed i suoi accoliti uno strumento per la conquista del potere, una specie di "piede di porco" con il quale scardinare le difese degli avversari. Più volte alcuni dei "colonnelli" si sono domandati, conversando con me, se l'attuazione della "rivoluzione federalista" corrispondesse realmente all'interesse del movimento". (Gianfranco Miglio, Io, Bossi e la Lega, Mondadori, 1994, p. 48). A questi incompetenti falsari i media stanno affidando irresponsabilmente il compito di affossare definitivamente nell'immaginario collettivo l'idea di Federalismo, confondendola con uno strampalato "federalismo fiscale" che tutt'al più può essere considerato un "decentramento fiscale" fatto malissimo. Nessun "federalismo fiscale" sarà possibile in Italia fino al momento in cui l'ordinamento dello Stato non sarà "federale", ovvero fondato sulla legittimazione diretta delle leggi da parte degli aventi diritto al voto. Il maggior studioso del Federalismo del secolo Ventesimo ha scritto: "Nelle Repubbliche federali ... Il popolo sovrano può delegare e dividere i poteri come meglio crede ma la sovranità rimane una sua proprietà inalienabile. (D. J. Elazar, Idee e forme del federalismo, Edizioni di Comunità, Milano, p. 90). Che cosa è la "sovranità" se non il potere di fare, modificare o legittimare le LEGGI che riguardano tutti? La vera riforma costituzionale di cui lo Stato italiano ha bisogno riguarda un unico concetto: la Sovranità popolare, che l'articolo 1° comma 2 della Costituzione ha limitato per salvaguardare l'interesse dei partiti. Il Federalismo può piacere o non piacere, ma non si può mentire spudoratamente su ciò che realmente è. Vogliamo avere un'immagine reale di cosa è il federalismo? Guardiamo all'ordinamento della vicina Svizzera, l'unico paese al mondo ad avere un ordinamento davvero federale. Il popolo italiano deve essere chiamato a scegliere su questa base e non sulle menzogne di persone che non hanno idea di cosa sia il Federalismo.
Aiutatemi a diffondere questo messaggio. Mi assumo la responsabilità personale di quanto ho scritto.
Paolo Bonacchi.

Anonimo ha detto...

"Chiunque si mette contro l'ordinamento dello Stato e che fa di tutto per sottrarsi alla Legge, lo ribadisco, è un MA-FIO-SO!"

Un norvegese, o uno svedese, che si mette contro la pubblica amministrazione della Norvegia o della Svezia (anche là esistono casi simili, seppur rari), non per questo è un "mafioso". Sarà un corrotto o un corruttore, ma non per questo sarà un "mafioso".

Inutile generalizzare: leggete i cognomi degli affiliati alla mafia, anche se fossero nati altrove: sono sempre cognomi tipicamente "locali", come i cognomi dei gangsters americani, pur nati in America. Non sono certo cognomi toscani, emiliani, piemontesi, liguri, lombardi, veneti ... sono sempre cognomi siciliani, campani, calabresi, anche se "born in U.S.A.".

La mafia ha origine nella mentalità che trovò Garibaldi quando ebbe, del tutto illegittimamente, ad invadere il Regno delle Due Sicilie, con la complicità della Massoneria inglese. E ha anche origine nell'assurda e altrettanto illegittima opera di "unificazione" nazionale malamente condotta dai piemontesi, con tanto di guerra civile, leggi militari e brigantaggio.

La mafia è siciliana, come la camorra è napoletana e la 'ndrangheta è calabrese.

Spetta ai siciliani onesti combatterla, come ai napoletani e ai calabresi onesti, senza delegare sempre "lo Stato", lamentandosi sempre che "lo Stato è assente ...".

L'hanno inventata loro, che siano loro, per primi, a combatterla, come hanno fatto, eroicamente, Falcone e Borsellino, figli di quella stessa terra che ha dato origine ai mafiosi.

In primo luogo cominciando a non tacere, a non subire e a non esser conniventi con i mafiosi, che hanno insozzato la reputazione dei siciliani onesti in tutto il mondo! E qui sta il difficile.

Vittorio Ferraro ha detto...

Quant'è difficile liberarsi dal giogo e dal ricatto delle mafie!

E', certamente, una questione antropologica; ma anche una questione culturale, sociale ed economica.

Una immensa massa di individui.
"Individuo per me è una parola da contestare. Basta che noi ci chiediamo semplicemente che cosa questa parola vuol dire : individuo cioè "indivisibile", "atomico", privo di strutturazione interna, di articolazione, di ricchezza. In un mondo di individui il gesto liberatorio, il gesto della volontà può essere aoltanto puramente arbitrario: voglio questo perchè lo voglio. Ciò vuol dire che, non avendo struttura, ciascuno di questi individui, di questi cloni tutti ugualmente vuoti, sarà facilmente preda del meccanismo pubblicitario che lo riempirà, di volta in volta, con le mode del momento. A questi individui atomici privi di articolazione e di ricchezza io vorrei opporre delle vere PERSONE. Cioè delle persone che abbiano al proprio interno un'articolazione e un dialogo, che avranno, ovviamente, acquisito parlando con gli altri, interiorizzando gli altri, imparando a conoscerne le mosse."

Le parole tra le virgolette sono di Ermanno Bencivenga.

Lo sforzo enorme sarà quello di costruire delle persone che agiscano e dialoghino in un contesto sociale. Una rete di persone pensanti. In tal modo sarà più facile liberarsi dal peso delle criminalità organizzate.

Ma il ruolo della politica io non lo trascurerei!

P.S. Auguri di buon anno a tutti: gestori e lettori di questo blog.

Vincenzo Scavello ha detto...

Per anonimo delle 13:43

Condivido parola per parola quanto da lei affermato, almeno per la natura "Storica" delle sue osservazioni.

Grazie per avere citato il compianto Giovanni Falcone al quale dobbiamo, necessariamente, riferirci per il famoso "Terzo Livello" della Mafia. La Mafia non può e non deve esaurirsi con la nomenclatura "rozza" dei vari Riina, Brusca e Provenzano. Essa, infatti, nella scalata ai vertici della Piramide, ci fa pensare che sia ben orientata dai cosidetti "Colletti Bianchi". Le varie "talpe", i "corvi" delle Procure e Superprocure, il telefonista che da Roma chiamava la Sicilia, per avvertire della partenza di Falcone, non credo e non penso fosse un semplice usciere.

Ecco perchè la Mafia non è più quella che noi pensiamo storicamente sia; da questo è cosa quasi obbligatoria adeguare il nostro lessico, con il rischio, come afferma Luciana, di trovarci qualche "Mafioso" in famiglia.

La Mafia, in ogni caso, avversa l'ordine costituito, si fa beffa delle Leggi e degli umini chiamati a farle rispettare, proprio come tanti CORROTTI di casa nostra (tralasciando la Svezia).

Adesso, presi un politico e un mafioso, entrambi animati dalla passione di sovvertire l'ordine costituito, che tramano e non si fermano di fronte a nulla, che male c'è a chiamarli, entrambi, mafiosi?

Qualcuno degli allievi della mia Scuola potrebbe giustamente obiettare: prof! ma il mafioso uccide, il politico trama e ruba soltanto! - Allora mi toccherebbe spiegare che il famoso "Terzo Livello" di cui parlava Falcone è costituito dai Colletti Bianchi, da coloro, cioè, che pur mantenendo "le mani pulite", hanno sporca la coscienza per essere i mandanti di tanti omicidi eccellenti. Chi sarebbe pronto a giurare che tra i colletti bianchi non possono esserci Politici, Magistrati, Banchieri e Imprenditori? Le Logge segrete deviate, il cui cammino s'intreccia con le più devastanti stragi nel nostro Paese, fino a giungere alle ultime inchieste di De Magistris, non sono forse un ricettacolo di tanti colletti bianchi che tramano contro lo Stato e le sue Leggi?

Quanto dolore viene sparso nel silenzio di tante famiglie per bene, in virtù della sottrazione di fondi pubblici destinati allo sviluppo e che invece vanno a colmare i tanti forzieri custoditi nei paradisi fiscali!

Perchè chi viene sorpreso alle frontiere con valigette piene di milioni di Euro non dovrebbe essere chiamato Mafioso, unitamente a coloro che hanno riempito quelle valigette? Perchè dovrebbe essere chiamato, moderatamente, corrotto o corruttore?

La povera gente, infine, non dovrebbe avere bisogno della miserevole elargizione di 40€ mensili dal momento che la mia sola Calabria è stata scippata di Miliardi di Euro!

Davvero pensiamo che De Magistris sia un pazzo farneticante? E se così fosse, quante denuncie per diffamazione ha accumulato per avere infangato l'onorabilità di tante persone per bene?

Perchè il Procuratore di Salerno, Dott. Apicella, nel pieno e legittimo esercizio delle sue funzioni, deve subire la stessa sorte di De Magistris? E quante altre denuncie per difamazione sono giunte a carico del Procuratore Salernitano?

Il Sud non soffre perchè ci sono Magistrati troppo invadenti, bensì perchè troppi politici sono compagni di viaggio delle varie Mafie. E se si lasciassero celebrare i processi - TUTTI I PROCESSI - scopriremmo che in molti sarebbero condannati per il reato di "ASSOCIAZIONE" e non mi riferisco alle varie Pro Loco. Del resto non sono pochi i Politici che, presi con le mani sporche di marmellata, siano stati poi condannati per altra cosa, che ho troppo spesso nominato!

Resto fermamente convinto che chiunque cerchi di sovvertire lo Stato e beffa la Giustizia con le sue discutibili condotte, rubando ricchezze non sue, è, per me, un MA-FIO-SO! Perchè, similmente alla Mafia, è propenso a corrompere.

Buon Anno!

Annalisa ha detto...

Auguri a tutti per l’anno che sta per iniziare.

L’anno nuovo inizia nel segno della corruzione e delle ingiustizie, di un potere politico corrotto che consuma il paese, dei privilegi che negano i diritti, della guerra feroce e ingiusta nella striscia di Gaza, dei soprusi e della violenza, della povertà e della fame, della gente che pensa ancora che tutto va bene, anzi, sempre meglio e brindiamoci su!!

L’anno che viene non sarà probabilmente migliore o peggiore di quello appena concluso. Sarà quello che noi sapremo costruire nel bene e nel male. Il mio augurio è che ognuno di noi possa impegnarsi a renderlo migliore, almeno un po’, per quanto può e gli compete. Sì, questo è l’unico augurio che riesco a fare a tutti quelli che, come me, sono qui perché condividono un bisogno di giustizia ed una passione civile.

Che l’anno nuovo ci veda cittadini sempre più consapevoli e attivi, che possiamo partecipare al vivere civile con la nostra intelligenza e col nostro cuore, ricordando che “Un uomo che non si interessa dello stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile” .

Buon anno di cuore.

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo delle 13.43
Mi piace la tua analisi. Se poi la si scremasse un poco dalle scorie razziali potrebbe considerarsi anche perfetta!
Sicilia, Campania e Calabria avrebbero già da tempo superato le loro mafie, se i governi exstraterritoriali non avessero deciso il contrario!
Ma così è purtroppo: le classi politiche e dirigenti meridionali succedutesi dall'avvento dell'unità sono state costituite per intero da cornuti al servizio dei colleghi del centro-nord. I quali, con riguardo alla questione, si sono limitati ad essere degli indegni!

Besugo ha detto...

Fischia il vento!

Vento forte tra Salerno e Catanzaro/3

Besugo ha detto...

Fischia il vento
Vento forte tra Salerno e Catanzaro/4

Anonimo ha detto...

Assolutamente condivisibile quanto sostenuto dal sig. Scavello, "Tutto quanto è contro lo Stato, contro la Verità e la Giustizia è MAFIA" ma
aggiungo spesso la mafia è lo stato e le sue istituzioni e lo stato che siamo noi è la mafia

Mi spiego: quanti sono pronti a tirarsi fuori da questo sistema? E’ di oggi ma anche di ieri la vicenda di Siemens e dei suoi nuovi 250 pagamenti «sospetti» per alcune decine di milioni di euro effettuati attraverso un intermediario (da Siemens Communication e Siemens spa, la consociata italiana del gruppo tedesco).

Siamo disposti a far si che il x% dei posti di lavoro in Italia pubblico e privato si annulli perché è il frutto di compromessi, collusione, corruzione, tangenti, connivenze mafia camorra a ndrangheta etc etc…….. Avremmo una massa di persone disoccupate, abituate a vivere nel lusso in poche e nella mediocrità le altre che incapaci a svolgere una mansione degna di quel nome non saprebbero come fare a campare. Lo vogliamo veramente?
Si perché noi persone normali che non abbiamo nulla perché siamo capaci di fare qualcosa, che teniamo famiglia e che non abbiamo debiti di riconoscenza sulla coscienza abbiamo poco o niente grazie a questo sistema che ci ha derubato di tutto. L’unica cosa che ci resta è la dignità e la conoscenza, che in un paese come questo non aiuta a campare.
Il problema è che siamo una minoranza non violenta e le minoranze non sovvertono l’ordine delle cose!
Quanti di quelli che si dicono contro la mafia poi sono il frutto del sistema corrotto? Insegno nella facoltà x perché mio padre è y non perché sono bravo ho un posto come amministratore delegato nella società z perché ho fatto un piacere a t……….ho vinto il concorso pubblico perché il commissario che mi doveva un favore mi ha passato le risposte…..sono in alitalia perchè ho fatto un piacere ad un politico!!!!!
Siemens insegna se oggi vuoi lavorare e avere uno stipendio (ottimo medio basso) nell 80% devi sottostare alla legge del sistema.

Quanti sono disposti a cambiare e rinunciare ai loro denari rubati alla collettività per dignità?

Buon anno a tutti
Eleonora

Anonimo ha detto...

Gentilissima Eleonora,

permettimi un consiglio estemporaneo: è un invito molto semplice a meditare per un attimo su quanto sia del tutto "antidemocratico" (al netto delle implicazioni di natura etica e giuridica)il sistema oggi esistente,allorchè non consente le stesse possibilità di partenza per accedere alle professioni ecc..
Non molliamo per ristabilire autentici valori di giustizia e legalità in tutti i campi: saremo tutti più liberi ed il Paese progredirebbe complessivamente.
Proviamo a "svoltare". Il sistema vigente non è vicente per i" più" ma "calibrato" su pochi ma "furbetti".Diciamo basta definitivamente!!!

salvatore d'urso ha detto...

Auguri di felice anno nuovo a tutto il Blog... e per il 2009 consiglio di tenere la cintura ben saldamente legata... credo che ne accadranno delle belle...

salvatore d'urso ha detto...

Niente cimici siamo italiani

Di marco travaglio

Berlusconi ha annunciato che bisogna riformare le intercettazioni e uno stuolo di giornalisti al seguito ha cominciato a ripeterlo a pappagallo. Senza peraltro spiegare il perché
Bruno VespaÈ bastato che Berlusconi strillasse per qualche mese che bisogna riformare le intercettazioni, perché uno stuolo di giornalisti al seguito cominciasse a ripeterlo a pappagallo. Senza peraltro spiegare il perché. Bruno Vespa scrive su 'Bresciaoggi' (imperversa pure lì) che "è sempre più urgente sanare la piaga delle intercettazioni", dopo averne sciorinate a centinaia nei tele-processi di Cogne, Erba, Garlasco e Perugia. Il 'Corriere' gli fa eco in prima pagina: "Riforma condivisa delle intercettazioni" in base al "testo del Consiglio dei ministri". Si spera che quel testo, al 'Corriere', non l'abbiano letto: altrimenti non si vede come possano sollecitare una legge che manda in galera (pena da 1 a 3 anni) i cronisti, anche del 'Corriere', che citano o riassumono intercettazioni o altri atti d'indagine, anche "non più coperti da segreto", prima del processo (potranno farlo solo 4-5 anni dopo la scoperta dei fatti). Alla prossima conferenza stampa uno dei fortunati giornalisti accreditati potrebbe domandare al premier: "Scusi, perché mai vuole riformare le intercettazioni?".

Se dice che sono troppe, obiettare che ogni anno si fanno 3 milioni di nuovi processi e s'intercettano appena 15-20 mila persone. Se dice che costano troppo, obiettare che nel 2007 sono costate 224 milioni, ma han fatto recuperare allo Stato svariati miliardi da mafiosi, narcotrafficanti, finanzieri furbetti, corrotti, rapinatori, truffatori; comunque per risparmiare basta acquistare le apparecchiature anziché affittarle da privati, o imporre tariffe scontate alle compagnie telefoniche. Se dice che all'estero ne fanno di meno, obiettare che ne fanno di più, ma non risultano nelle statistiche perché non
le dispongono solo i giudici, ma anche le polizie e i servizi segreti senza render conto a nessuno. Se dice che all'estero si fanno solo per mafia e terrorismo, obiettare che l'Fbi ha appena intercettato e arrestato il governatore dell'Illinois, Rod Blagojevic, e centinaia di top manager di Wall Street coinvolti nei mutui subprime.


Se dice che all'estero i giornali non le pubblicano, esibire un giornale Usa a piacere con le telefonate di Blagojevic & C., compresi i non indagati Jesse Jackson jr. e Rahm Emanuel, braccio destro di Obama. Se dice che vanno escluse per i reati minori, obiettare che il testo governativo le vieta per associazione a delinquere, sequestro i persona, rapina, stupro, furto, spaccio, estorsione, truffa, frode fiscale, bancarotta, omicidio colposo, sfruttamento della prostituzione. Reati minori? Che ne pensano An e la Lega? Se dice che bastano e avanzano gli altri mezzi d'indagine, obiettare che tutti i più recenti scandali sono emersi grazie alle intercettazioni: Bancopoli, Calciopoli, Vallettopoli, casi Cuffaro e Saccà, clinica-horror Santa Rita, Abu Omar e Sismi deviato, Tangentopoli a Firenze, Pescara, Napoli, Potenza.

Se dice che la riforma serve appunto per coprire gli scandali, ringraziarlo per la squisita sincerità. Poi avvertire Vespa e il 'Corriere'.

Besugo ha detto...

Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

di Mustafa Barghouti

Anonimo ha detto...

Cari Amici e non, lettori di questo Splendido Blog; Gentilissima Redazione, tolgo il disturbo! Non prima però di dirvi che sono felice di andare in carcere: con questi "governanti", ma anche con i precedenti, meglio stare in carcere!
Un particolare saluto a Cinzia e Vincenzo!
Un Grazie infinito alla Redazione!
b

Besugo ha detto...

«L’embargo a Gaza è un aiuto agli estremisti»


da il Giornale.it

Besugo ha detto...

Stragi a Gaza, la verità manipolata da modelli comunicativi articolati - 31/12/08

da Megachip

Anonimo ha detto...

A proposito di intercettazioni....
Concordo con l'Annunziata, che sono il "miglior" prodotto letterario italiano degli ultimi tempi.
Descrivono quali rare persone si occupano, e come, della cosa pubblica.
Un esempio raro per tutta la comunità europea che ne giustifica l'enorme costo a carico dei cittadini, i quali attendono con trepidazione le riforme che sapranno partorire per garantirsi e blindare questo collaudato sistema, ma che ultimamente ha dimostrato qualche debolezza, viste le inchieste in atto.
Ma a tutto c'è rimedio.
Non dobbiamo far altro che attendere.
Ahi noi.
Alessandra

Vincenzo Scavello ha detto...

[... spesso la mafia è lo stato e le sue istituzioni e lo stato che siamo noi è la mafia]

Carissima Eleonora,

Il suo è un sillogismo del quale bisogna tenere conto, escludendo la stragrande maggioranza degli Italiani, che non gode certo dei privilegi di cui ha narrato.

Saremmo davvero - tutti - dei mafiosi se, anche in assenza di privilegi, ce ne staremmo a coltivare ognuno il proprio orticello, piccolo o grande che sia, senza indignarci per quanto ci accade intorno.

Invece no! In tanti non siamo disposti a "bere" l'allegra storiella che i padroni del vapore ci propinano quotidianamente. Quando le TV, tranne qualche rara eccezione, nascondono i fatti gravi di cui spesso ci occupiamo in questo Blog e non solo; quando i politici si vantano delle raccomandazioni e sappiamo che non si tratta, spesso, di "innocenti" segnalazioni; quando (notizia di oggi) il Dott. Saladino, maggiore indagato nell'inchiesta "Why Not?", dice che non ha fatto nulla di male e che ha soltanto fornito lavoro a chi ne aveva bisogno, tralasciando di dire chi potevano essere i beneficiari di turno, i bisognosi, che non fossero amici o stretti parenti degli stessi politici che finanziavano i suoi "Progetti", non bisogna assolutamente stare inermi!

Sarà forse vano lo sconcerto e la rabbia di fronte al massacro delle regole, ma guai a noi se non continuassimo ad occupare SPAZI che tantissimi uomini e donne delle Istituzioni non hanno mai attraversato o conosciuto.

Per quanto mi riguarda non mi reputo un mafioso, per il semplice fatto che, in questo momento, mi viene difficile sentirmi parte di ampi settori di questo Stato. Niente e nessuno, però, potrà sedurmi o impedirmi di pensare ad uno Stato per il quale valga davvero la pena vivere e, se il caso, anche morire!

Un Abbraccio

Vincenzo Scavello ha detto...

Carissimo Bartolo,

Gli uomini, quando s'incontrano, lasciano sempre sempre qualcosa al proprio interlocutore, anche nell'angusto spazio di un Blog.

L'ultimo tuo messaggio mi rattrista molto perchè, indipendentemente da quello che siamo o facciamo, abbiamo scambiato pensieri che sono stati condivisi e cortesemente pubblicati dai gestori del Blog.

Sono sinceramente convinto che la tua presenza, puntuale e non banale in queste discussioni, non sia stata affatto un disturbo.

Se davvero non avrai la possibilità di comunicare con noi attraverso Internet (non sappiamo per quanto tempo) e soprattutto se è una cosa indipendente dalla tua volontà, penso e mi auguro che a nessuno sia vietata la possibilità di corrispondere alla vecchia maniera.

Il mio indirizzo:
Scavello Vincenzo
P.zza Giovanni XXII, 12
87010 MALVITO (CS)

P.S. Sarebbe banale chiederti spiegazioni che forse non ti va di dare. In ogni caso è stato bello poter confrontarmi con te, anche su temi delicati della vita del nostro claudicante Paese.

Un Abbaccio affettuoso

Anonimo ha detto...

Carissimo Bartolo,
Spero davvero che non sia vero quanto hai detto, mi dispiacerebbe se dovessi avere problemi proprio tu, una persona della quale ho potuto apprezzare l'intelligenza, il garbo e l'onestà intellettuale, oltre che, naturalmente, la simpatia e l'ironia. Sono certa che si è trattato di un clamoroso errore, e che riuscirai a chiarire tutto nel migliore dei modi, non devi avere timore perché ci sono ancora molte persone oneste e di buon cuore. Se dovessi avere bisogno di qualsiasi cosa, anche solo di scambiare due chiacchiere quando ti senti un po' solo e disperato, per favore fammi sapere e ti invierò il mio indirizzo, felice di poter fare qualcosa per te.
Un saluto affettuoso e un abbraccio

Irene- Paola R.

Anonimo ha detto...

Gentilissima Irene,
non avrei mai dovuto scrivere in questo Blog: vi ho incontrato e anziché aiutarmi mi avete prosciugato tutte le lacrime. Le ultime, di riserva, me le hai fatte versare tu.
Quindi, non ti ringrazio! Ti saluto, in compenso, con un forte abbraccio!
b