mercoledì 1 settembre 2010

Uomini e bestie





di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)





da Il Fatto Quotidiano online del 28 agosto 2010


E’ veramente difficile vivere e discutere in un Paese in cui all’impunità giudiziaria – ormai sostanzialmente totale per ricchi e potenti – si aggiunge quella disgustosa impunità morale per la quale il Capo del Governo può tranquillamente porre come condizione alla prosecuzione della legislatura il fatto che si sfasci quel pochissimo che resta della giustizia per salvare lui e i suoi amici e sodali da processi penali nei quali sono imputati per vergognosi reati commessi non da politici, ma da privati cittadini.

A questo punto del percorso sulla china dell’autodistruzione collettiva, la quantità di menzogne e imposture che vengono diffuse e ripetute come se fossero la cosa più normale del mondo è talmente grande che tentare di ricostruire un senso comune in qualche modo ancorato alla realtà appare come un’impresa titanica.

Un aspetto di tutto questo che vorrei sottolineare qui è quello relativo al fatto che la gente viene indotta a credere che la questione della legalità si possa ridurre al se dare o no un salvacondotto al dott. Berlusconi e ai suoi amici.

La questione, insomma, sembra solo la seguente: ritenete accettabile o no che il dott. Berlusconi, l’avv. Previti, il sen. Dell’Utri, l’on. Verdini, il tentato Ministro Brancher, il Sottosegretario Bertolaso e il folto stuolo dei loro parenti, amici e donnine di piacere varie la facciano franca?

Messa così, tanti (sia pure sbagliando e di grosso) pensano che in fin dei conti non si tratta di cosa troppo importante. E si rendono di fatto disponibili a consentire quella impunità.

Si rendono complici di essa, come lo sono stati per anni e molto attivamente quei “finiani” che oggi “scoprono” cosa hanno contribuito a costruire e blindare. Mentre ancora si dichiarano disponibili a un “Lodo Alfano costituzionale” (??!!).

La tragedia è che la questione non è affatto quella.

Il tema della legalità, il fabbisogno di legalità di un paese non è affatto problema riducibile alla giusta pena per chi commette reati.

La legge serve a caratterizzare e qualificare la vita stessa dell’intera comunità.

Perché i rapporti fra le persone possono essere regolati solo in due modi. Non esiste – nonostante provino con tutte le loro forze a farcelo credere – una “terza via”.

I rapporti fra le persone in qualsiasi società possono essere regolati solo o dalla legge o dalla forza.

O si farà secondo le regole o si farà come vuole il più forte.

O l’appalto lo vince l’impresa in grado di fare il lavoro meglio e con meno spesa, o lo vince l’impresa che ha i soldi per pagare le mazzette pretese dal politicante di turno e la spregiudicatezza per pagare una donna a un amministratore pubblico che non riesce ad avere una vita sentimentale e sessuale decente.

O il posto di primario ospedaliero si dà al medico più titolato e più capace o a quello che ha la tessera del partito più potente.

O gli appalti per la ricostruzione de L’Aquila si danno all’impresa più titolata, o li prende l’imprenditore che è capace di ridere sulla morte dei terremotati ed è pronto a pagare questo e quello e magari comprare case all’insaputa (!!??) dei beneficiati.

E così via.

In una società complessa la forza, in alternativa alla legge, ha moltissime facce.

C’è la forza delle armi dei mafiosi, ma c’è – ed è molto più diffusa – quella del denaro, quella dell’appartenenza a un partito o a un ceto sociale (perché siamo ancora ampiamente classisti) o a una razza (perché siamo sempre più schifosamente razzisti) e così via.

Dunque, o c’è e si riesce a fare applicare la legge o vince sempre il più forte.

E questa è la distinzione fra una società di umani e un branco di bestie.

Fra le bestie vince il più forte, il più cattivo, il più spregiudicato. Il caimano.

Fra gli umani chi ha ragione o ha più ragioni.

Dunque, chi ci toglie la legge – abrogandola o vanificandola, rendendola nei fatti inapplicabile o inutile (come fa da anni massicciamente la classe politica al potere) – ci toglie umanità e speranza. Ci trasforma in bestie.

Perché una società senza legge e senza giustizia non ha niente di umano.

Né gli ipermercati e le new town possono rendere umane bestie che ridono alle tre di notte, mentre la radio comunica che decine di persone muoiono sotto le macerie di un terremoto.

In qualunque altro paese il Capo del Governo, per restare al suo posto, promette più giustizia, più legalità, la persecuzione degli evasori fiscali, la cacciata dal Governo e dal Parlamento di corrotti e magnacci.

Nel nostro paese il Capo del Governo, per restare al suo posto, promette, nella sostanza, l’esatto contrario.

Questo ci dice molte cose su di lui, ma anche su tutti noi.

In qualunque altro paese un mafioso assassino viene chiamato “mafioso assassino” e i giudici che lottano contro il crimine “eroi”.

Nel nostro paese è il mafioso assassino a essere definito eroe dal più intimo collaboratore del Capo del Governo e il Capo del Governo in persona pensa dei giudici: «Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana» (Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003).

La crisi del nostro paese a questo punto è definita da questo problema: individuare facilmente e in maniera tendenzialmente condivisa la “razza umana”, così da potere distinguere agevolmente un uomo da una bestia.

E poterci così rendere conto che, da furbi che crediamo di essere, ci siamo fatti rubare – sotto il naso e con la nostra complicità –, per la seconda volta in un secolo, la dignità, la speranza, la vita stessa.



27 commenti:

Anonimo ha detto...

Accusare genericamente gli italiani di imbroglioni, razzisti e di amanti dell'imbroglio e dell'ingiustizia è la maniera più sicura per aprire le porte ai mascalzoni e ai candidati alla dittatura. Questo disprezzo per le vittime è una delle tante sciagure del nostro paese. Il bello è poi che gli stessi che muovono simili critiche riconoscono che gli italiani non scelgono i loro rappresentanti, ma sono obbligati ad accettare i meno peggio, anche essi scelti da chi ha il potere.
De Gaulle, persona aristocratica per eccellenza, amava talmente la Francia che fu ridotto ad amare e rispettare il popolo francese, ben più di quanto sapessero e hanno saputo fare tutti i presidenti di sinistra, e questo perchè non si può amare e rispettare il proprio paese se non si rispettano e amano i cittadini che lo abitano.
E' da decenni che attendo che qualcuno, fra tanti critici, si avanzi e proponga qualcosa di serio che ci permetta di sperare che lo sbarazzarci di questa casta di imbroglioni è possibile; ma per ora continua l'attesa. Per quanto concerne le mie modestissime e anonime proposte nessuno le ha prese in considerazione. Io non chiedo che quanto ho proposto sia preso in considerazione, tanto più che io, essendo ignorante di cose giuridiche e costituzionali, posso tranquillamente sostenere delle corbellerie, ma allora c'è qualcuno che vada aldilà delle critiche e che si avventuri sul terreno delle proposte?
Io non vorrei dare l'impressione di pretendere qualcosa. Penso che come me molti cittadini, lungi dall'appassionarsi agli imbrogli e alle combines, attendono un risveglio degli uomini di buona volontà, risveglio al quale essi desiderano fortemente dare anche essi il loro contributo.
Inutile che aggiunga quanto io abbia di rispetto per questo forum e per chi ci scrive.
Io non capisco l'attitudine di chi maltratta gli italiani. Se chi fa questo cerca di risvegliarli allora dimostra che non conosce il biabà della pedagogia. Quando mai, di fronte ad un bambino pigro o lento, il maestro per indurlo amorevolmente a studiare lo prende a cazzotti?

salvatore d'urso ha detto...

@ ANONIMO 01/09/2010 11:24

Io sono daccordo con il dott. Lima...


Lei ha criticato il dott. Lima di essere generico nell'accusare gli italiani... e che non è giusto offenderli... come se nessun italiano di quanto accade da anni in questo paese non ne avesse colpa...

Quando invece fa lei degli esempi al quanto generici... paragonando il popolo italiano ad un bambino pigro e lento nell'apprendere...

o con l'esempio di De Gaulle... dove qualifica una persona sola come responsabile dell'intera nazione che una volta che ha raggiunto il potere scopre poi di amare il suo popolo... quindi tanto vale eliminare il sistema elettorale e provare tanto meglio con una sorta di lotteria... chi vince va al potere e anche se non ama il suo popolo col tempo e le responsabilità affidategli migliorerà le sue virtù tanto da apprezzare meglio il popolo che governa... fosse egli anche totò Riina... chissà...

In una democrazia invece, io sostengo, dove si scelgono i propri rappresentanti attraverso valide elezioni... i responsabili sono i cittadini... e sono i primi che devono fare un "mea culpa" se scoprono che chi li rappresenta è in realtà un furfante... ma se alle successive elezioni riconfermano il furfante al suo posto... questi cittadini elettori primi responsabili del sistema democratico si possono ancora definire lenti e tordi? o possiamo incominciare a cercargli qualche aggettivo che possa meglio definire questa loro consapevole cecità?

salvatore d'urso ha detto...

(...continua)

Le faccio allora io un esempio... se lei nel suo condominio dovesse nominare un nuovo amministratore sceglierebbe mai una persona condannata per rapina e furto? Se lei è sano di mente credo che risponderà no... ma nel suo condominio ci sono almeno 20 inquilini... se il candidato ad amministrare il suo condominio comincia a fare proposte indecenti ad alcuni inquilini promettendo spartitorie su eventuali e future spese e ammettiamo che una parte di questi inquilini si faccia convincere da questo furbacchione... quegli inquilini lei come li definirebbe? e con un ladro come amministratore che magari farà risultare più cara la riparazione dell'ascensore, che le scale le fa lavare 1 volta al mese ma le spese di pulizia le paga sempre tale e quali a prima e così via per altri servizi condominiali, dove quella parte complice di inquilini pensa in un primo momento addirittura di guadagnarci dopo qualche anno però in che razza di stabile si troveranno a convivere tutti?...

E immaginiamo che lei scopre la truffa e immaginiamo pure che non c'è alcuna altra autorità efficace a risolvere il problema a cui lei possa rivolgersi per avere giustizia, lei cosa fa?...

(continua...)

mrbrigel ha detto...

Concordo con l'anonimo sul fatto che non si può accusare genericamente, ma devo dire che ho conosciuto così tante persone poco trasparenti, facili al compromesso e disoneste, che la generalizzazione viene purtroppo abbastanza facile.

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo del 01 settembre 2010 11:24
Mi riesce molto difficile replicare alle critiche che mi sono rivolte.
In primo luogo considero questo blog troppo utile per cercare di ingaggiare delle discussioni su un argomento che, fra tutti gli argomenti trattati nel blog, non è certamente il più importante o che presenti dei caratteri di attualità o di urgenza. D'altra parte io mi son riletto il mio post e non ho trovato nulla da modificare. In sintesi la critica persistente e generica mossa agli italiani io la considero ingiusta inopportuna e controproducente.
Io ho molto rispetto per il dottor Lima; ma quando si rispetta una persona il rispetto ci deve indurre a privarci della critica?
Molti anni fa una persona per cui ho un rispetto relativo, il dott Missiroli, scrisse che gli italiani avevano abbattuto il dio che si erano creati, ossia Mussolini. Si trova che io ho un bel libro del dott Missiroli interamente dedicato al fascismo e scritto anteguerra. Se ci furono delle persone che crearono un Dio, Missiroli fu fra queste. Sul problema della scelta dei parlamentari. Mai gli italiani hanno potuto scegliere i loro rappresentanti e soprattutto mai li si mise in condizione di sceglierli in cognizione di causa.
Il sistema democratico italiano è tale che l'elettore, al momento del voto, è cieco. Questo implica che la responsabilità morale dell'eletto è schiacciante data la fiducia senza limiti che l'elettore, volente o nolente, gli accorda, Non credo che i nostri politici meritino la nostra fiducia (sono di proposito generico).
Per secoli gli italiani sono stati dominati e umiliati da padroni, spesso stranieri e talvolta nostrani. Per secoli gli si è spiegato, a suon di busse, che erano servi sciocchi e ignoranti. Molti di noi hanno dovuto abbassare il capo e si sono adattati ad una situazione umiliante. Qualche tempo fa una grande industria chiuse i battenti e quando un giornalista chiese ad uno degli ex dipendenti se c'erano fra di loro dei raccomandati, la risposta fu: "siamo stati tutti, sottolineo: tutti, raccomandati". Risposta agghiacciante. E se non fossero stati raccomandati? Molto semplice: sarebbero rimasti disoccupati. Gli italiani sono davvero liberi? Possono davvero scegliere? Io credo che spetta agli strati superiori della società, fra le persone che non hanno perso l'anima, agli intellettuali e agli opinionisti assumersi l'incarico ben pericoloso di suscitare orgoglio fra i nostri concittadini in modo che col tempo sappiano, spronati e riconfortati, rivendicare i loro diritti a veder rispettata la loro dignità e a poter scegliere effettivamente i loro rappresentanti, avendo pure i mezzi di punirli rapidamente quando dovessero andare contro gli interessi dei cittadini.
Per finire, se io arrivassi alla conclusione che veramente gli italiani sono collettivamente complici e colpevoli dello stato in cui versa il nostro paese e che possedevano sufficente libertà per scegliere altro, io mi limiterei a fare quel che faccio già ora piuttosto spesso, ossia giocare a scacchi contro il computer. Almeno passerei il mio tempo in maniera divertente, anche se, devo riconoscerlo: come scacchista sono una schiappa clamorosa, ma quando il computer mi fa l'affronto di mettermi in difficoltà non esito a tirar fuori un decreto prodomomia e correggo senza stati d'animo le mie mosse.

salvatore d'urso ha detto...

@ Anonimo...

Il mio intervento non era mirato in nessun modo a prendere le difese del dott. Lima... non credo ne abbia bisogno... ma era solo centrato nel fare alcune considerazioni riguardo al tema del generalizzare gli italiani nel modo così come ha fatto il dott. Lima...

Mi spiace che non sia però stato postato l'ultima parte del mio intervento... sicuramente sarà dipeso da qualche errore di invio del testo... fa niente.

Ritornando alla discussione dunque... è vero il fatto che non tutti gli italiani sono così... e non credo che dall'articolo del dott. Lima ne veniva fuori questo... ma che la maggioranza degli italiani in un certo modo lo siano non vi è ombra di dubbio... porre delle critiche ad un popolo non è generalizzare... poichè le stesse furono mosse nei confronti dei tedeschi che non mossero un dito quando il regime nazista deportava uomini della razza non cara al regime destinandoli a morte certa... senza fare distinzioni d'età... quindi anche infanti trattati come bestie... la storia li ha giudicati e non credo che ci si possa difendere da tali giudizi dicendo ma non erano tutti così... non erano tutti daccordo... erano cittadini di quella nazione e ne erano tutti responsabili di quanto è accaduto.

Ogni cittadino è RESPONSABILE... gli italiani nella maggior parte dei casi sono IRRESPONSABILI... per lo divisi in tifoserie ottuse o egoisti illusi di poter guadagnarci molto dall'avere un regime semitotalitario che prospetta il disfacimento del sistema delle regole dove ognuno pensa di sentirsi autorizzato a far ciò che vuole più facilmente libero finalmente dalle catene della legge.

salvatore d'urso ha detto...

(...continua)

Quindi se siamo convinti che tutti i cittadini sono responsabili della semplice evoluzione dell'intera società di uno stato, così come le minoranze storiche di questo paese mostrarono più volte la loro determinazione nel renderlo migliore, così fecero i partigiani restituendoci la democrazia, così come ancora poi fecero determinate forze politiche pur essendo mosse da esigenze diverse e diedero a questo paese una delle migliori Costituzioni esistenti al mondo, anche se a mio avviso in alcuni punti incompleta.

Cioè se un popolo... dopo tutto quello che è accaduto in passato, stragi, ruberie, abusi e quant'altro, rimane tutt'oggi insensibile a quanto sta continuando ad accadere, salvo alcune migliaia di cittadini, e che addirittura tende a riconfermare questo modo di fare politica, se non è responsabile... allora è già suddito, suddito compiaciuto poichè pensa che il suo re/padrone gli renda la vita più agevole, addirittura lo arricchisca o gli consenta in un modo o nell'altro di arricchirsi, anche speculando sulla vita degli altri. Mentre un cittadino è tale se ha delle responsabilità, dei diritti ma anche dei doveri in una democrazia.

Se io delego ad un assassino di ammazzare mia moglie, io ne sono comunque responsabile anche se l'atto l'ha commesso una terza persona al mio posto.

Il nostro comportamento odierno... non ha scusanti e ne derivazioni storiche. Viviamo in un paese dove vince e va avanti il più furbo... questo è quello che si percepisce ed è la realtà che noi abbiamo costruito e contribuiamo a sostenere.

salvatore d'urso ha detto...

L'italiano sta dove più gli conviene stare... o tifa per chi più somiglia ad egli stesso.

Certo... che fin ora abbiamo parlato genericamente della plebe del popolo italiano... il sistema che conta invece sarebbe più difficile da analizzare... ma questo sarebbe un altro argomento da dover trattare.

Besugo ha detto...

Illustre sconusciuto, nonché anonimo, leggendo il suo commento, mi é balzato alla mente un lazzo del grande Ettore Petrolini che, molto modestamente parafrasandolo, suona all'icirca così: "Io nun ce l'ho cò te, ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno spento il computer, prima dell'invio del commento".

Molto sommessamente, cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

La mia non è ironia e desidero ricevere una risposta sulla fattabilità di una legge così strutturata.
Per comodità mi riferisco a membri del Governo e del Parlamento.

Art 1) I politici si sospendono dalla carica non appena rinviati a giudizio.

Art 2) I processi penali nei confronti dei politici iniziano, sospendendo quelli dei comuni mortali, subito dopo il rinvio a giudizio o comunque il tempo di istruire il processo.

Art 3) Al processo non vengono lesinate risorse pur eliminare tempi morti ed a giudizio del Presidente può continuare anche di domenica.

Art 4) E’ obbligatoria, anche con la forza, la presenza di almeno 3 testate giornalistiche nazionale e 3 della stampa estera, la TV è libera.

Art5) E’ d’obbligo, da parte del Tribunale, inviare comunicazione al Parlamento Europeo o altro organismo per l’invio di osservatori.

Morale: Il processo dei politici deve avvenire nel più breve tempo possibile, alla luce del sole, italiano ed europeo, affinchè questi, se innocente possa riassumere la carica.

Anonimo ha detto...

Riporto un (ovvio e scontato) commento di Bruno Tinti:
"Siamo nel 2010 ed ancora parliamo dell'ugualiaza di tutti i cittadini di fronte alla legge?"

le accuse agli italiani?
Io sono arrivato alla convizione che il "E se fossi tu al suo posto?" "Vorrei vedere te", "potessi esserci io!" "beato lui che può" o per dirla come Romano Prodi "A tanti miei concittadini piace parcheggiare in doppia fila".

Anonimo ha detto...

nonimo del 01 settembre 2010 11:24
Da "I promessi sposi":
"Il marchese fece loro una gran festa, li condusse in un bel tinello, mise a tavola gli sposi, con Agnese e con la mercantessa; e prima di ritirarsi a pranzare altrove con don Abbondio, volle star lì un poco a far compagnia agl'invitati, e aiutò anzi a servirli. A nessuno verrà, spero, in testa di dire che sarebbe stata cosa più semplice fare addirittura una tavola sola. Ve l'ho dato per un brav'uomo, ma non per un originale, come si direbbe ora; v'ho detto ch'era umile, non già che fosse un portento d'umiltà. N'aveva quanta ne bisognava per mettersi al di sotto di quella buona gente, ma non per istar loro in pari."
Posso aggiungere che Renzo e Lucia, così come ce li dipinge l'autore, erano brava gente, mentre gli italiani, salvo qualche eccezione, pare che siano una massa di imbroglioni, servi e adoratori di imbroglioni, gente con cui le persone veramente per bene non possono stare alla pari, pur considerandosi magari al loro servizio per ciò che può essere giusto e lecito.

salvatore d'urso ha detto...

Ha letto i promossi sposi... cosa della realtà descritta in quel romanzo si discosta da quella più meno evidenziata dai precedenti commenti o dall'art. del dott. Lima?...

Non ricordo masse di cittadini che si prodigavano per difendere le angherie subite dai 2 amanti... eppure in molti vennero a sapere delle ingiustizie che stavano subendo... perchè secondo lei?...

Perchè ancora oggi se un'ingiustizia viene commessa da una persona comune si alzano cappi e forconi... quando invece un'ingiustizia, anche 100 volte peggiore, vien commessa da un potente tutti zitti...

cioè se vien preso un ladruncolo che deve dare a campare la famiglia, questi diventa il demonio da castigare... se vien preso un Tanzi o peggio un Dell'Utri... tutti zitti... e se qualcuno fischia e grida "Fuori la Mafia dallo Stato"... i potenti li denigrano e le forze dell'ordine sono invitate a farli tacere e allontanarli e se si oppongono vengono autorizzati anche a manganellarli... l'Art. 21? vale solo per alcuni... i padri costituenti tanto l'hanno scritto per dare garantire la parola a Schifani... si dice che c'era anche un documento scritto da Piero Calamandrei dove preannunciava che quell'articolo della Costituzione doveva valere solo per determinate cariche politiche, e pare si leggesse già il nome di Schifani, poi si son dimenticati di metterlo nella Carta...

I promessi sposi se non l'ha capito... era una denuncia del Manzoni del tipo di società che esisteva all'epoca... anche se il romanzo poi era stato ambientato 2 secoli prima... perchè era in qualche modo vietato di descrivere chiaramente la realtà di allora... che è molto simile a quella di oggi... anzi oggi sotto certi aspetti è anche peggio.

salvatore d'urso ha detto...

Anche oggi apparentemente di certe cose non si può scrivere... soprattutto se rischiano di fare tanto rumore... guarda per esempio Saviano che ha denunciato al mondo la realtà campana... e pare che nessuno ricordi ciò che ha detto il Primo Ministro italiano... riguardo a Gomorra e allo stesso scrittore...

Dove lo stesso Primo Ministro voleva fare intendere che non si è liberi di descrivere la realtà sempre soprattutto se questa è una realtà particolarmente allarmante e pericolosa per la società stessa...

Il Presidente del Popolo delle Libertà...

Le parole... quanto sono belle e quanto possono ingannare... e quanti vengono ingannati...

Anonimo ha detto...

In Italia NON ESISTE la figura del premier o del Pimo ministro.
Il Governo, organo collegiale, è presieduto da un presidente del consiglio.

Anonimo ha detto...

Il Manzoni non fa che attaccare le élites del tempo di Renzo e Lucia e dei suoi tempi. Non esiste nel romanzo alcuna critica sistematica dell'attitudine del popolo, ben al contrario. I personaggi di Renzo e Lucia sono scelti proprio in questa ottica di difendere la gente disprezzata da altri. Riferendomi ai promessi sposi e alla storia della colonna infame, Manzoni parla genericamente del popolo soltanto per alcune faccende che tutte si rapportano, non ad una studiata furberia, ma a ciò che ha attinenza alla nostra natura di animali, pensanti, ma sempre animali. A questo proposito bisogna ricordarsi del linciaggio del Prina, linciaggio che lasciò una traccia indelebile nell'animo del Manzoni. E' per me una vera consolazione aver letto che questo linciaggio, estremamente feroce, fu l'opera di persone definite "perbene", dunque non bassa plebe. I capi e gli intellettuali loro seguaci, tutte persone che "si vanno trafficando per li pubblici emolumenti", il Manzoni li tratta a sciabolate. Fa grazia soltanto a Federigo, ma solo perchè egli ha ben capito, che "non ci essere giusta superiorità d'uomo sopra gli uomini che nel servirli". Accusa il Muratori - il Muratori!- di vigliaccheria e pizzica pure l'illustre conte Verri colpevole di essersi taciuto per rispetto del padre.Non è vero poi che nel romanzo la gente comune abbandoni alla loro sorte i tapini in pericolo. Esistono nel romanzo innumerevoli episodi dove si vede gente comune prodigarsi in favore dei poveracci. Ben al contrario, quando si parla dell'élite e di chi la serve il discorso è di tutt'altro tenore: basti citare il bravo Ambrogio Fusella spadaio e l'eccellente notaio criminale, per restare al pianoterra.
Le pagine che il nostro dedica a Giannone nella "Storia della colonna infame" sono poi un summum in materia di satira feroce.
I Promessi Sposi potevano considerarsi un romanzo del passato or sono cinquanta anni. Ora questo romanzo possiamo considererlo addirittura profetico perchè ci indica dove andremo a finire se niente cambia in maniera radicale.

Besugo ha detto...

Confessioni di un italiano!

Due tre cose che so di Cesare

Besugo ha detto...

con i clandestini “bisogna essere cattivi”.


Sparano ai pescherecci. E agli immigrati?.

Anonimo ha detto...

http://ilcaffe.blog.rainews24.it/2010/09/13/due-tre-cose-che-so-di-cesare/
Luca Barbareschi nell'intervista "due tre cose che so di Cesare" si chiede di che cosa dovremmo chiedere scusa ai libici. Mi stupisce che un uomo colto possa uscirsene con simili frasi. Dimentica Volpi di Misurata che si vantava di far scorrere il sangue, di Graziani che si dava da fare con i suoi campi di concentramento e con le centinaia di uccisioni; ma soprattutto dimentica l'eroica resistenza di quel popolo durata più di venti anni. Come possiamo pretendere di difendere la nostra libertà se neghiamo questo diritto agli altri popoli? C'era da chiedere scusa e io non provo alcuna vergogna che l'attuale governo l'abbia fatto, semmai mi rincresce che la faccenda puzzi di ragioni commerciali.
Io non ho alcuna simpatia per il colonnello; ma temo che molti che si accaniscono,con motivi magari più che giusti, contro questo signore non dimostrino nei fatti molto rispetto per il popolo libico.

Anonimo ha detto...

Per che cosa avremmo dovuto chiedere scusa? Noi abbiamo massacrato loro, loro hanno massacrato altri ed altri ancora ci hanno restituito la cortesia.In queste cose non si chiedono e non si pretendono scuse ma
si lavora fattivamente e con umiltà affinchè ci sia un ripetersi.

Il tutto è realpolitik, nazionale e sopratutto economico-personale.

Stedniamo poi un pietoso velo sulla diplomazia ed il protocollo che prevedono rigide forme sulle foto e sui saluti dove nessuno dei due deve apparire in forma superiore o privilegiata...sul palazzo di Tripoli c'è una gigantografia fra un certo colonello in primo piano ed un cavaliere senza cavallo in posizione quasi prona, ci manca poco, e lasciamo perdere il baciamano...

Anonimo ha detto...

Persone che devono abbandonano il proprio paese affidandosi a schiavisti. Attraversano un deserto, clandestini in Libia,naviganti su una zattera e, nel momento in cui intravedono la terra promessa si sentono proporre un aiuto da una motovedetta(1), tutti contenti "C'è l'abbiamo fatta!".
Se hanno accettato aiuto sono in difficoltà e sono in difficoltà bisogna portarli a terra.

E la terra piano piano si avvicina, la linea sull'orizzonte si fa sempre più grande, ma c'è la bandiera libica.

Il gioco dell'oca.Si è al punto di partenza,intravedere la porta del paradiso per essere ributtati in inferno.

Se non siamo bestie cosa siamo?


(1)Proposta di aiuto altrimenti si commette il reato di pirateria (acque non territoriali)

salvatore d'urso ha detto...

@ Anonimo... le scuse al popolo libico credo siano dovute... non capisco però cosa centri il resto... cioè tutte le coccole che il nostro governo sta facendo ad un dittatore... che appunto limita le libertà del suo popolo... e ordina di far fuoco ad altezza d'uomo su qualunque imbarcazione non autorizzata ad attraversare parte delle acque internazionali... acque che il leader libico rivendica come di sua proprietà...

Qui i popoli... come spesso accade non centrano... sono le scelte individuali di chi comanda questi popoli che generano delle conseguenze... positive e negative... tra il leader Berlusconi e quello libico non riesco a trovare grandi cose positive...

L'Italia ha chiesto scusa... il leader libico ha risposto con il suo strano modo di fare... di proposito... mettendoci in imbarazzo... sa di avere il coltello dalla parte del manico poichè chi da parte nostra dovrebbe rispondergli per le rime sta con l'acquolina in bocca aspettando che il leader libico gli dia i biscottini promessi... se si comporta male niente biscottini... e i biscottini sono soprattutto per lui e per i suoi amici... vuoi mettere quanto gliene può fregare della dignità del nostro popolo o di qualche imbarcazione affondata a diverse miglia dalla costa?

Anonimo ha detto...

Anonimo del 15 settembre 2010 10:49
Per Salvatore D'Urso.
Sono sostazialmente d'accordo. Devo però precisare che nel passato pure le grandi potenze non esitavano ad umiliarsi quando ad esse conveniva e quando non erano ancora pronte ad usare la forza.
Panikkar nel suo libro "La dominazione europea in Asia"
riferisce che portoghesi, spagnoli e olandesi si prosternavano davanti al trono vuoto dell'imperatore cinese.Solo gli inglesi furono riluttanti a rispettare questa cerimonia e acconsentivano soltanto a piegare il ginocchio.
Gli affari sono affari.
Diciamo che tutte queste persone si dimostrarono disposte ad accettare le stramberie imposte dal cerimoniale cinese, nei limiti in cui accettarle portava affari al proprio paese e soprattutto eliminava la concorrenza di altri stati europei.
Non mi pare che le regole siano cambiate da allora.
La differenza rispetto a quei tempi sta nel fatto che ora noi siamo informati dei fatti, quando i massmedia fanno il loro lavoro, nel giro di ventiquattro ore, mentre a quei tempi l'informazione metteva due anni per arrivare dalla Cina in Europa e quando arrivava nessuno pensava di far proclami con i dettagli degli inchini e delle genuflessioni.
Che rispetto poi avessero tutte queste persone per l'imperatore e per il popolo cinese fu dimostrato nella guerra dell'oppio quando gli inglesi pretesero e ottennero, fra l'altro, di essere indennizzati per l'oppio distrutto dai cinesi.

salvatore d'urso ha detto...

@ Anonimo...

Credo che ne a lei e ne a me possano interessare i metodi che di alcuni affaristi del passato per poter ricavare maggior profitto dalle loro operazioni commerciali + o - spudorate...

Fino al secolo il mondo occidentale trattava ancora per gli schiavi...

Ma noi non possiamo essere responsabili del passato di altri... noi siamo responsabili del nostro... ma non vogliamo accettare di crederci responsabili...

Come lei ha detto molte volte veniamo avvertiti dai media di quanto accade nel resto del mondo... e non si fa nulla... ma io aggiungo... non si fa nulla neanche per la polvere sotto il tappeto di casa nostra... polvere che ormai è divenuta sporcizia e che sotto il tappeto non spesso entra... causa fastidio... ma si ha paura di toglierla via... o non si trova convenienza nel toglierla...

Anonimo ha detto...

Io sono d'accordo con quanto scrive Anonimo sul fatto che da un popolo di dominati e ignoranti non si può pretendere coraggio e dignità, però occorrerebbe anche essere onesti e guardare l'altro lato della medaglia:
un bambino che non sa distinguere il bene dal male fa danni ma è innocente. Però, anche se è cresciuto senza educazione, una volta adulto e inserito nel mondo (anche malamente, pure con le idee confuse sul limite tra bene e male), è possibile che non si renda conto di stare uccidendo un uomo quando fa scattare il grilletto e che questo è male?
Secondo me gli "illuminati" (in genere) fanno poco, però ce ne sono anche di molto impegnati.
Il problema è che gli Italiani (generalizzando) aspettano sempre che sia qualcun altro a fare il primo passo, a stare in prima fila, attendono di essere in gruppo per agire, e si nascondono dietro a un dito accampando le scuse più meschine e più diverse per dire che sono solo dei poveri diavoli che non possono far nulla.
E' un atteggiamento molto comodo e diffuso. Ma nulla mai cambierà se non facciamo tutti (anche i poveri diavoli) un piccolo passo nel nostro piccolo mondo. Anche se gli intellettuali si schierassero in massa!

Silvia.

Anonimo ha detto...

Per il momento mi astengo dal replicare e pongo una sola domanda: che cosa giustifica tutto questo bombardamento di critiche nei confronti del popolo italiano; di che cosa si ha paura?

salvatore d'urso ha detto...

Nessuna paura...

sono critiche rivolte all'ignoranza e o alla stupida convinzione di sentirsi furbi + degli altri... questa è l'Italia che stiamo vivendo... questa è l'Italia che deve cambiare in meglio.

Si pensa spesso che le regole siano un ostacolo alla felicità e alla ricchezza facile... è invece vero l'esatto contrario.