La Corte di cassazione ha appena posto le premesse per lo slittamento del voto referendario la cui data del 22-23 marzo difficilmente verrà confermata.
E' l'occasione, allora, per approfondire, oltre gli slogan, i temi sui quali siamo chiamati a pronunciarci.
Questo il link della pagina della rivista e questo il link del documento che racchiude il corposo dibattito.
Si parla dell’ordinamento giurisdizionale delle magistrature nel "Dialogo con Oliviero Diliberto, Mauro Ronco e Vitaliano Esposito, di R. Landi".
Di seguito una mera anticipazione dei ben più ricchi contenuti.
Le posizioni dei tre giuristi interpellati — Oliviero Diliberto, Mauro Ronco e Vitaliano Esposito — sulla riforma dell'ordinamento giudiziario riflettono sfumature diverse tra scetticismo tecnico, adesione convinta e analisi dei rischi sistemici.
Di seguito si espongono sinteticamente le loro posizioni sui temi principali.
1. La separazione delle carriere tra giudicanti e requirenti
• Oliviero Diliberto: Non ritiene scandalosa la separazione in sé, ma giudica l'attuale riforma frutto di improvvisazione e "ignoranza" tecnica. Propone come alternativa un concorso unico per magistrati e avvocati con percorsi interscambiabili per garantire una cultura comune delle regole.
• Mauro Ronco: È nettamente favorevole, sostenendo che la separazione rafforzi la terzietà del giudice e il carattere dialettico del processo. Ritiene che l'attuale unità rischi di "appiattire" la mente del giudice su quella dell'accusatore.
• Vitaliano Esposito: Considera la separazione necessaria e "naturale" per il buon funzionamento del codice di procedura penale accusatorio. La vede come uno strumento per garantire la "neutralità attiva" del giudice e riequilibrare i poteri tra accusa e difesa.
2. Lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)
• Oliviero Diliberto: Ammette in astratto la possibilità di due CSM, ma esprime perplessità sulla loro armonizzazione e teme che diventi una soluzione complessa da gestire.
• Mauro Ronco: Valuta positivamente la scissione, ritenendo che favorisca la specializzazione dei pareri sui disegni di legge e migliori l'amministrazione della giustizia.
• Vitaliano Esposito: Vede benefici in termini di coerenza istituzionale e trasparenza, ma avverte il rischio di una frammentazione e di una possibile mancanza di rendiconto democratico per il CSM requirente, che potrebbe diventare un "corpo separato dello Stato".
3. L'introduzione del sorteggio per i membri del CSM
• Oliviero Diliberto: È fortemente critico; ritiene che non si debbano affidare al caso scelte così delicate e che il sorteggio non eliminerà il peso delle "cordate" (o correnti), poiché queste potrebbero semplicemente accordarsi con gli estratti.
• Mauro Ronco: Lo considera un elemento necessario per affrancare i magistrati dal potere delle correnti e per promuovere un'attitudine manageriale diffusa all'interno della magistratura.
• Vitaliano Esposito: Difende il sorteggio come un "atto di fiducia" nella pari dignità di tutti i magistrati e come un modo per neutralizzare le logiche spartitorie, definendolo il "bisturi" necessario contro la "correntocrazia".
4. L'Alta Corte disciplinare e la magistratura di legittimità
• Oliviero Diliberto: Definisce la composizione dell'Alta Corte (ibrida tra sorteggio e nomina presidenziale) un "pasticcio terrificante" di difficile attuazione.
• Mauro Ronco: Approva la riserva ai magistrati di legittimità, poiché garantisce il rigore dello scrutinio giuridico e giustifica l'assenza di un ulteriore sindacato della Cassazione.
• Vitaliano Esposito: Ritiene fondata la scelta della legittimità per ragioni di esperienza e competenza, ma teme che possa produrre una visione verticistica e poco rappresentativa della magistratura nel suo complesso.
5. Il rischio di sottomissione del Pubblico Ministero all'Esecutivo
• Oliviero Diliberto: Non crede che la separazione porti necessariamente alla subordinazione, a meno che non vengano attuate ulteriori misure legislative, ma ravvisa nel clima attuale un pericoloso conflitto tra politica e magistratura.
• Mauro Ronco: Esclude il rischio di attrazione del PM nella sfera dell'Esecutivo grazie alle garanzie costituzionali mantenute, ritenendo che la separazione accentui semmai la funzione del PM come garante della politica criminale dello Stato.
• Vitaliano Esposito: Pur notando che il testo della riforma sembra escludere tale rischio, avverte che la creazione di un doppio CSM, privo di adeguati meccanismi di accountability, paradossalmente potrebbe aumentare il potere corporativo del PM invece di ridurlo.
In sintesi, mentre Ronco ed Esposito vedono nella riforma (pur con alcuni distinguo e timori di Esposito) un completamento del sistema accusatorio e una cura al correntismo, Diliberto la critica severamente sotto il profilo del metodo e della coerenza tecnica, pur non opponendosi ideologicamente alla separazione delle carriere.











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