«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 20 luglio 2008

Gli eletti dal popolo.

L'aggressione mediatica della magistratura e dei suoi organi di governo, la cui origine data nel tempo e che attualmente è portata avanti con toni virulenti e persino da trivio, non è il frutto di reazioni "emozionali" a questa o a quella vicenda giudiziaria, ma solo lo strumento di un disegno volto a sopprimere l'autonomia dei magistrati. Ciò sia sottoponendo il PM all'esecutivo, sia condizionando l'operato dei giudici attraverso il controllo disciplinare delle loro decisioni, persino a procedimento ancora in corso e prima che sulle stesse siano attuati i controlli fisiologici espressi dal sistema delle impugnazioni. Finalmente apprendiamo dell'aspirazione di rendere i giudici "elettivi", vale a dire di estrarli dallo stesso tessuto della politica, finalmente e definitivamente affrancata da qualsiasi efficace controllo di legalità. Se ne trae conferma dalle dichiarazioni di Umberto Bossi riprese dal sito de Il Giornale e riportate di seguito.


"Io non scarico i miei alleati. La riforma della giustizia è una cosa che vuole Berlusconi. E se la vuole lui, va bene anche a me". È il leader della Lega Umberto Bossi, in persona a spazzare il campo dalle voci sui contrasti dei giorni scorsi con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella messa a punto dell’agenda dei lavori e sulla priorità contesa tra federalismo fiscale e giustizia. «Possiamo farle tutte e due» spiega, «noi andiamo avanti col federalismo, sulla giustizia sentiremo le ragioni di Berlusconi». E sul federalismo rassicura: «Lo portiamo a casa. Sono andato venerdì a Roma a controllare che fosse tutto a posto. Ormai è scritto tutto. Non è finto». Poi in linea col premier, affonda sulla giustizia: «La magistratura è un problema e non solo per il Nord. Non c’è un solo magistrato del Nord e questo non va bene». La soluzione Bossi ce l’ha pronta, «far eleggere i magistrati dal popolo». Così, conclude, «possiamo sperare che venga fuori il meglio»

5 commenti:

Anonimo ha detto...

A proposito di "eletti dal popolo " ( come si può ancora credere a questa sciocchezza dopo l'incostituzionale riforma del sistema elettorale, che ha reintrodotto le liste bloccate di stampo fascista?), la riprova che i principali partiti politici del nostro paese, al di là dell'inimicizia di facciata ad uso e consumo dei gonzi che ancora ci credono, stipulano in realtà accordi occulti per assoggettare la giurisdizione al potere politico e garantirsi l'impunità è che anche a sinistra troviamo una totale sintonia di intenti con la destra per attuare la cosiddetta "riforma totale" della giustizia (Berluscono dixit).
In una recente intervista (Corriere della Sera, mercoledì 16 luglio 2008) il solito Violante ha infatti proposto di attribuire l'azione disciplinare nei confronti dei giudici ad una Corte speciale, nominata dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento e di far sì che sia il Parlamento in ultima istanza(seppure attraverso una mediazione del CSM e delle Procure generali )a imporre ai PM le priorità in merito all'esercizio dell'azione penale, con buona pace dell'art. 112 della Costituzione. Afferma infatti Violante che i PM che non si atterranno ai criteri stabiliti dal potere politico "ne risponderanno disciplinarmente". Voi quali dite che saranno queste "priorità"?

Paola

"...Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci...era possibile fare in modo che accettassero le più flagranti violazioni del principio di realtà perché non avevano coscienza alcuna dell'enormità di quanto veniva loro richiesto..."

G. Orwell, da 1984

graziella ha detto...

Ieri il giudice Ingroia intervistato dal TG3 ha auspicato " una forte resistenza costituzionale".Le parole sono gli abiti dei nostri pensieri e quelli del dot.Ingroia sono sagge e condivisibili.Fanno sperare che non sia ancora troppo tardi per comprendere e scegliere.Viceversa le parole del "ministro" sono abiti vuoti pertanto prive di pensieri "pensati". Caro Ministro,non pensa che sarebbe stato più coerente con il suo mandato politico se Lei avesse detto:"Facciamo eleggere ogni parlamentare dal popolo così possiamo almeno sperare che venga fuori il meglio"?
Graziella Mattaliano

Anonimo ha detto...

...parole sacrosante, quelle del dott. Ingroia, ma chi dovrebbe attuare questa "forte resistenza costituzionale"? La sinistra, forse, che ha permesso l'avvento al potere di Berlusconi in totale spregio del decreto presidenziale 30 marzo 1957, n. 361, che all’articolo 10 recita: «Non sono eleggibili coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private, risultino vincolati con lo Stato per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica...» ?.
Allorché Berlusconi fu eletto, la Giunta delle elezioni, dovendo pronunciarsi sulla sua eleggibilità, diede invece parere favorevole.
Per questo non nutro molte speranze, cara Graziella, ma spero tanto di sbagliare.

Cordiali saluti a tutti,
Paola

Cinzia ha detto...

per Graziella

Cara Graziella,
le parole di questa gente sono più che pensate, sono strategicamente studiate. Non li sottovalutiamo, questi non sono dei semplici stupidi senza pensieri "pensati", ma veri eversori che mirano a cambiare il volto dello stato anestetizzando attraverso parole scelte tutto ciò che deve dargli consenso.
Questa è una nuova forma di golpe.
Io un'altra definizione non la trovo.

Che poi facciano tutto questo con il consenso del popolo a maggioranza volontariamente o strumentalmente incosciente, e con l'appoggio trasversale di quasi tutto il parlamento, è solo il modo, la forma con cui mascherano neanche troppo elegantemente (datosi che la veste è a dir poco kitch), un vero e proprio colpo di stato.
Pensate che esagero?
Ce lo sapremo dire meglio tra non molto (se continua a questo passo incalzante!), tanto poterlo dire sarà l'unica libertà che ci verrà riservata per poterci ancora credere una democrazia.

Parlare, parlare, parlare.
Al bar, al mercato, forse ancora sui blog, ma la verità è che si mette davvero male e noi questa volta non avremo la chance di resistenza armata che abbiamo avuto durante il fascismo, non avremo neanche l'Amerika che verrà a salvarci esportando democrazia avariata, perché già siamo una democrazia (andata a male). Già ce l'abbiamo il contenitore, solo che il contenuto sarà stato sostituito e siccome la scatola non verrà nessuno ad aprirla o a chiedere conto della sua sostanza, nessuno si accorgerà che sarà tragicamente vuota!

Chi riesce a vedere è solo un testimone inerme e impotente che non può risparmiarsi lo scempio di questo macabro spettacolo.
Chi non sa vedere cambia canale scegliendo tra le decine di programmi trash proposti ogni giorno e si diverte pure.

Cinzia ha detto...

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/la-protesta-ieri-e-oggi.html

Un bellissimo articolo in un ottimo blog, per chi ha tempo di leggere e meditare.

Un saluto a tutti