«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 17 luglio 2008

Il verbale delle dichiarazioni accusatorie di Vincenzo Angelini nei confronti di Ottaviano Del Turco


L’EspressoOnLine ha pubblicato il verbale integrale delle dichiarazioni accusatorie di Vincenzo Maria Angelini nei confronti di Ottaviano Del Turco.



Si trova a questo link.


Trattandosi di un file in formato pdf di oltre 700 kb ci possono volere alcuni secondi prima che la pagina compaia.


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La foto è tratta da
Repubblica.it


14 commenti:

Luciana ha detto...

Scusate, oggi sono costretta ad andare fuori tema ma questa mi sembra una notizia importante, soprattutto nell'imminenza dell'anniversario della strage di Via d'Amelio.
In ogni caso è una notizia passata completamente in silenzio, nessuna traccia sui TG. 8(
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dal Corriere della Sera
del 17-07-2008
pag. 22
foglio 1/2

"Di Pisa a Marsala: il posto di Borsellino"
La guida della Procura al magistrato che fu accusato (poi assolto) di essere "il corvo".

La scelta: il CSM lo preferisce a Morvillo, cognato di Falcone. Determinante un laico vicino al centrosinistra.

Nicola ha detto...

Dico la mia.
Il preferito era stato accusato di fatti molto gravi.
Era stato, però, assolto.
Ovviamente non ho gli elementi per dire chi dei due aspiranti fosse il più attrezzato per l'incarico richiesto; posso però dire che non è giusto che il subire un procedimento - dal quale si esce assolti - implichi di dover scontare una pena a vita, fondata solo sul sospetto.
E da questo non recedo.
Nicola Saracino

Luciana ha detto...

Nessuna pena da scontare a vita ma visto il clamore che suscitò la storia del "corvo", è quantomeno singolare che nessun TG ne abbia parlato.
Mi ricordo che all'epoca non passava giorno senza che tirassero fuori qualche nuovo "veleno".

E' strano che nessuno abbia ricordato la cosa, anche solo per fare un breve riassunto dei fatti. 8/

Luciana

Anonimo ha detto...

Perfetto Nicola!
Cara Luciana, ci ritroviamo in questo stato per tutte le accuse indiscriminate di mafiosità contro chiunque. Ho letto il post del dottore La Spina dell'altro ieri in cui asseriva che un magistrato a Palermo ha operato con serietà e dedizione nonostante il chiacchericcio su di lui: ha ottenuto ottimi risultati nella lotta alla mafia! La circostanza mi ha colpito perché alcuni anni fa ho avuto un acceso scontro verbale con una persona che asseriva che lo stesso magistrato a cui credo si riferisse il dottore La Spina, fosse colluso.
Ecco, rimango sempre più convinto che i peggiori collusi siano gli insospettabili.

trarco mavaglio ha detto...

Ho postato l'intervista scandalosa rilasciata da Cossiga a Radio24 sull'arresto di Del Turco, ecco il link:
http://it.youtube.com/watch?v=anM3muhriKg

Se dire 'Morfeo' a Napolitano e' un insulto allora questi cosa sono??

1) mezza manica di magistrato Trifuoggi (titolare inchiesta su Del Turco)

2) il dottor Palmera (Palamara, pres. ANM) doveva continuare a vendere tonno... e' il piu' stupido della sua famiglia...

3) sa cosa sarebbe molto bello adesso? che Del Turco si uccidesse. Sarebbe un'accelerazione della riforma giustizia!

4) Di Pietro e' un cretino e gli elettori dell' Italia dei DISvalori sono cretini...

Luciana ha detto...

X trarco mavaglio


Ho postato l'intervista scandalosa rilasciata da Cossiga a Radio24 sull'arresto di Del Turco


Qualcuno ancora si stupisce delle interviste che rilascia Cossiga?
E' capace di dire tutto e il contrario di tutto e soprattutto si diverte ad offendere il prossimo, tanto sa che nessuno gli può fare o dire niente.

X anonimo

Perfetto Nicola!
Cara Luciana, ci ritroviamo in questo stato per tutte le accuse indiscriminate di mafiosità contro chiunque.
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Premetto che mi piace dare del mafioso solo a chi festeggia con i cannoli...e a chi gli piroetta intorno. ;)

Le perplessità non sono solo mie, ci sono persone, tipo Maria Falcone, che sono rimaste, diciamo così, stupite sia dalla notizia che dal silenzio che ne è seguito.

Ayala è stato più prudente ma si è comunque lasciato scappare un "rilevo una ostinata continuità storica. Il mio commento è tutto in un "no comment"".
C'è da dire che il commento di Ayala si riferisce non tanto al fatto che sia Di Pisa il prescelto, ma che anche ad Alfredo Morvillo, così come accadde a Giovanni Falcone, sia stato preferito un "membro più anziano".

Sono coincidenze italiane.

Luciana

Anonimo ha detto...

Carissimi di ugualepertutti,
Il referundum moralizzante sulle cariche parlamentari proposto da Beppe grillo e stimolato da Antonio DI Pietro cade a proposito come il cacio sui maccheroni.
Ma le rivendicazioni di questo referendum sono persino troppo tenere nei confronti di deputati & Co.
Pochi mesi sono trascorsi da quando un editoriale su un quotidiano nazionale si arrogava il diritto di dichiarare che gli altissimi stipendi alle cariche pubbliche,compresi i manager e le dirigenzre tutte,benchè già fuori dall'immaginazione e aspettative del comune cittadino,erano da definire ulteriormente e forse da aumentare ancora perchè dovevano giustificare un deterrente all'appropriazione indebita.Il giornalista o quant'altri tramite lui voleva dire cioè che se questi dirigenti pubblici non fossero cosi lautamente rimborsati per l'esercizio delle loro funzioni , sarebbero facilmente corruttibili e corruttori di altri usando la loro forte influenza politica per ottenere la gratificazione economica che gli compete dal loro status sociale(!!!!).
Le rivelazioni passate,presenti e future sull'appropriazione indebita,sul malaffare,le spudorate collusioni e ruberie nonchè l'indegna gestione dei soldi pubblici per tornaconto personale,dovrebbero essere in questo momento argomento principale se non l'unico, della società civile tutta,per condizionare e muovere il potere legislativo nella direzione di una definitiva,sostanziale e fondamentale deontologia di comportamento di questi dirigenti e deputati.Non sono forse meramente i soldi motoreuniversale ?
Allora non mi fermerei però ad articolare semplicemente "atteggiamenti morali", scenderei nello specifico tipo:fargli timbrare sempre e comunque un cartellino di presenza da far vidimare e controllare da un'altra istitutuzione-richiesta di giustificazione per assenza e celere ispezione di controllo di organismi appositi-i segretari e coadiuvanti di ogni genere strettamente necessari al disbrigo delle pratiche sono incaricati e scelti da altro organo competente e super partes e non scelti dal dirigente- lo stipendio di ogni carica pubblica è definito su base oraria e retribuito se il lavoro è stato effettivamente svolto- controllo di altro organo istituzionale e in tempi a scadenza breve, dell'operato del dirigente,del suo specifico incarico e del suo comportamento pubblico e privato- il candidato alla dirigenza deve avere conseguito almeno un diploma di laurea congruo con l'incarico per cui si propone ed aver prestato gratuitamente la sua opera ad organizzazioni e/o istituzioni di alto valore sociale nazionale e internazionale-abolizione del diritto alla pensione dopo solo due legislature-abolizione dell'estensione della carica a senatore onorario a vita-inasprimento delle pene da scontare obbligatoriamente in caso di inadempimento ai propri doveri-...Questi sono pochi esempi.
Troppo "rivoluzione culturale" ?
Sicuramente avremmo meno malandrini a scaldare uno scranno e saremmo gratificati da una contiguità nell'applicazione di presupposti politici di cui si facevano carico qualche secolo prima di Cristo nella democrazia ateniese.
Carmelo Corsaro

Anonimo ha detto...

Gentile Luciana,
mi scuso per l'anonimato.
Lei può dare del mafioso a chi Le pare. Io cercavo soltando di dire che le menti più raffinate e pericole, nei rapporti di collusioni mafie-istituzioni, non sono quelli che appaiono, bensì gran parte di coloro che sono giornalmente impegnati nell'antimafia.
Ovviamente questo è soltanto il mio pensiero, che non è escluso possa essere avariato.
b

Anonimo ha detto...

Come ho detto in altro luogo, ho pensato in questi giorni che se la Magistratura ritiene ancora di avere nella società italiana un ruolo che vada al di là delle sue strette prerogative istituzionali, quel ruolo -mai come adesso- lo deve svolgere principalmente al fianco dei cittadini.

Trovo sintomatico del declino etico in cui siamo precipitati che gran parte delle Forze politiche italiane, a fronte degli ultimi fatti inquietanti, non abbiano posto al centro del dibattito pubblico il problema della mancanza di Etica nel paese e delle conseguenze nella vita di ciascuno (economia, sanità, disequilibri sociali).

Il problema non viene neanche accennato.
E' stato totalmente rimosso.

Accade anzi che una parte di intellettuali si adoperi, con ostinazione e superficialità, nel coltivare un consenso diffuso finalizzato una prossima totale eliminazione di ogni serio controllo sociale e istituzionale dell'attività dello Stato.

Il c.d. “quarto potere”, in concreto, è oramai quasi inesistente nei suoi compiti di denuncia e di inchiesta, se non addirittura attivissimo nella scientifica alterazione della realtà percepita e nell'impedire qualsiasi presa di coscienza razionale dei cittadini.

Si punta esclusivamente sulla ignoranza e sulla emotività; quest'ultima da anni viene scientificamente condizionata e il risultato di tale azione costuisce il presupposto per quasi ogni scelta legislativa. E l'emotività ancorata ad esigenze economiche che saranno più percepibili in autunno (e non alle perduranti esigenze etiche) è quella a cui si appoggia anche una parte della politica per sviluppare le proprie strategie di medio periodo.

Io ritengo che, mai come oggi, sia la vicinanza ai propri simili ciò che deve connotare il lavoro e il ruolo del magistrato intellettuale-cittadino.

Si tratta, a mio avviso, anche di marcare con forza le differenze all'interno di un contesto politico- istituzionale nel quale il dato concreto, i fatti dimostrano che sono complessivamente messi in discussione (e, quindi, anche al di là delle diverse opzioni politiche) i principi e i legami che dovrebbero connotare una comunità democratica. A puro titolo esemplificativo, ho trovato stupefacenti quelle posizioni politiche che hanno ritenuto superabile o di scarsa importanza il tema della gestione della informazione pubblica e privata, oppure quello della ingegneria costituzionale, rispetto a quello delle buste paga.
C'è un approccio monetizzante alle prerogative e dei diritti dei singoli che a me pare molto inquietante (perchè esclusivo e superficiale), specialmente in una società così complessa come quella attuale.

Magari sarà troppo tardi, ma penso che sia meglio essere travolti dalla insensatezza altrui mentre si continua a prestare un servizio di conoscenza, di denuncia e di ascolto degli altri cittadini (quella propensione all'ascolto, intesa come attività "complessa" e non di pura ricezione, nella quale abbiamo mancato), più che durante la difesa solitaria e ieratica dei propri ideali.

Penso anche che questo profilo di distinzione rispetto all'attuale ceto dirigente, di chiarezza nei principi e nel metodo, di solidarietà fra cittadini pensosi, può essere l'unico reagente in grado di provocare la emersione di una classe politica che si ri-pensi a disposizione della comunità e non delle proprie ansie e delle proprie angosce molto spesso artificiali.

Francesco Messina

Anonimo ha detto...

A proposito di quanto detto assai opportunamente dal giudice Francesco Messina a proposito del "problema della mancanza di Etica nel paese e delle conseguenze nella vita di ciascuno (economia, sanità, disequilibri sociali)" mi permetto di proporre questo brano tratto da un articolo di Ferdinando Imposimato del 7/3/2008, consultabile integralmente presso il sito www.lavocedelle voci.it, che illustra splendidamente quanto la politica cerca di "rimuovere" nella sua comunicazione con i cittadini.

Cordiali saluti a tutti,

Paola

[...]DOSSIER CORRUZIONE
L'Italia vive un'emergenza morale che investe tutti i settori della vita pubblica e dilaga anche in Europa. Ma Veltroni sembra ignorarlo e parla di “uso migliore delle risorse di Bruxelles”. In realta' finora le risorse comunitarie sono servite soprattutto a finanziare crimine organizzato, politici e burocrati corrotti e imprenditori al soldo della mafia. Basta leggere le relazioni della Corte dei Conti e della Direzione Nazionale Antimafia per rendersene conto; e concludere malinconicamente che in Unione Europea vi e' molta tolleranza verso il malaffare, la corruzione e l'infiltrazione mafiosa nel finanziamento di progetti; le frodi comunitarie dilagano e gli scandali ricorrenti vengono insabbiati.
La Corte dei Conti ha denunciato, nel febbraio 2008, «il numero sempre piu' elevato di frodi comunitarie e di illecita fruizione di contributi», con l'avvio di numerose istruttorie da parte della Procura Generale della Corte. Le violazioni di diritto comunitario commesse dalle Amministrazioni pubbliche italiane (Regioni, Provincie e Comuni) gia' accertate dalla Corte di Giustizia della Comunita' Europea, che ha comportato gravi sanzioni pecuniarie per milioni di euro a carico dello Stato italiano, hanno portato per il solo anno 2006 a ben 13 sentenze di condanna, dato che colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria negativa degli Stati membri evidenziata dalla Corte di Giustizia. Al primo posto, con 19 sentenze di condanna, e' il Lussemburgo. Lo stesso numero di condanne (13) sono state pronunciate dalla Corte di Giustizia, nei primi mesi del 2007, nei confronti dell'Italia, per violazioni di vario genere, molte delle quali legate alla mancata applicazione delle normative europee in materia di rifiuti: i finanziamenti comunitari sono stati sperperati dalle Regioni senza che sia stato risolto il problema; e sara' lo Stato a pagare i danni, a rimetterci saranno i cittadini.
Il Procuratore Generale denunzia che le «ripetute violazioni di regole comunitarie da parte del nostro Paese sono segnale che merita la piu' attenta considerazione ed una assunzione precisa di responsabilita' per i notevoli danni, patrimoniali e non, che vengono arrecati all'intera collettivita' nazionale».
Vediamo qualche caso. Vi e' un processo per illecita percezione di contributi comunitari con un danno di 31.281.000 di euro in favore di privati beneficiari non aventi diritto (relazione del procuratore regionale Luigi Mario Ribaudo del 12 febbraio 2008). Il Procuratore Generale della Corte ha messo in evidenza che esistono diversi casi di indebiti finanziamenti a favore di soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali. La Guardia di Finanza, nel 2007, ha denunciato frodi comunitarie, tra gli anni 2001-2005, di 343 milioni di euro. Tra le frodi per le quali e' in corso un giudizio davanti alla sezione giurisdizionale della Corte, una riguarda l'indebita erogazione di contributi comunitari per 845.000 euro a societa' di fatto non operative, a carico di cinque soggetti nell'ambito della gestione dell'IPI; un'altra riguarda un danno per 1.935,812 euro provocato al Dipartimento Politiche Comunitarie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per indebita percezione di finanziamenti comunitari. C'e' da dubitare della correttezza della Presidenza del Consiglio nel controllo della regolarita' dei finanziamenti comunitari. Ancora una volta sorge il dubbio che lo Stato sia complice e non vittima della frode comunitaria.
Il quadro diventa ancora piu' fosco leggendo le analisi della Direzione Nazionale Antimafia. Secondo l'ultima relazione della DNA, le frodi comunitarie commesse da Cosa Nostra si sono trasformate in uno strumento pianificato di “politica economica mafiosa”. Il motore principale dell'azione mafiosa e' l'uso distorto della legge 488 del 1992: secondo la relazione, ci sarebbe un progetto raffinato e capillare per ottenere finanziamenti pubblici. I gruppi criminali seguono sul campo l'iter dei progetti con rilevamenti dei piani industriali inoltrati alla UE e di quelli che vengono finanziati, per realizzare un «sistema esattoriale mafioso, con la iscrizione al registro mafioso del pizzo, degli imprenditori finanziati dalla UE». Ma non basta: la mafia riesce a realizzare addirittura forme di partnerariato tra imprese taglieggiate e Cosa Nostra, in grado di perseguire obiettivi comuni tra estorto ed estorsore. La mediazione politico-amministrativa della mafia sui fondi della 488 e' assidua. In sintesi, «siamo di fronte ad un mercato protetto di beni e servizi criminali che prendono il posto di quelli legali». In questo groviglio di interessi, esiste una circolazione incredibile di certificazioni, attestazioni e omologazioni che sono mere comparse, prestanomi al servizio di Cosa Nostra.
Ma questa non e' una novita' per l'Italia. Anni fa scoprimmo in commissione antimafia l'uso sistematico da parte del crimine organizzato di imprese pulite per riciclare il denaro sporco. Cosa Nostra e' riuscita a contaminare l'Unione Europea nei suoi traffici illeciti, senza che vi sia una risposta adeguata al dilagare della corruzione e del riciclaggio. Non si tratta di supposizioni ma di quasi certezze: la relazione solleva dubbi sui reali controlli svolti in fase di erogazione dei finanziamenti europei. A fare da protagoniste del grande business criminale sono alcune imprese ex insospettabili che fanno parte di una lista nera, la black list, che chiedono contributi, poi passano sotto il controllo di gruppi criminali, e si trasferiscono in luoghi dove godono di protezioni e omerta'
Parlando di appalti e forniture, la Corte riscontra «il ripetersi di fattispecie di mancata o incompleta realizzazione di opere pubbliche, mancata utilizzazione di progetti, illecito ricorso alla revisione prezzi, danni conseguenti alla indebita sospensione dei lavori, interessi passivi per mancati pagamenti, acquisti o locazioni a prezzi maggiorati, non utilizzazione di beni. Frequenti i casi di irregolarita' nell'affidamento degli appalti collegati a fatti di corruzione e concussione con condanne per danno all'immagine della Pubblica Amministrazione».
Il quadro dei fenomeni di corruzione e concussione abbraccia tutto il territorio nazionale: dalla Lombardia al Piemonte, dalla Calabria alla Campania, dalla Sicilia al Veneto. dalla Toscana alla Liguria. Vittime di questo disastro sono gli ignari cittadini che forse pensano che i soldi sperperati sono patrimonio comunitario, mentre in realta' vanno a carico dello Stato e quindi dei cittadini italiani.
Bisogna riconoscere che oggi il fenomeno corruttivo ha trovato forme piu' sofisticate. A partire dalla approvazione di norme aberranti come quella che prevede il condono contabile (la legge 256 del 21 dicembre 2005), cosi' come aberrante e' la norma di sostanziale sanatoria di illeciti tributari approvata alla fine del 2007 da parlamentari che avevano interessi propri, o di gruppi consociati, da tutelare. E cioe' di persone che versavano in conflitto di interessi" [...]

di Ferdinando Imposimato

Anonimo ha detto...

Al Giudice Messina
un sentito grazie per aver capito.
La mancanza di etica è arrivata a definire "cloaca"un organo istituzionale, ammettiamo pure criticabile nelle interpretazioni, come è stato fatto,nel pieno rispetto dell'art.21 della Costituzione.
Quello che rappresenta tutta la Magistratura è aldisopra della politica.
Nell'interesse di tutti noi cittadini la Magistratura rappresenta LA GIUSTIZIA.
Alessandra

Luciana ha detto...

X Anonimo

Gentile Luciana,
mi scuso per l'anonimato.
Lei può dare del mafioso a chi Le pare.


Momento, urge spiegazione.

Ho detto che davo del mafioso a chi festeggia a cannoli e a chi gli piroetta intorno, non riferendomi a nessuno dei frequentatori del blog.
Mi riferivo a chi i mafiosi dal cannolo facile li candida per il Senato.

Adesso è chiaro il pensiero? 8)

Luciana

salvatore d'urso ha detto...

Importantissimo...

Guardate questo video...

http://it.youtube.com/watch?v=VhCIz0oG_hU

L'inciucio è svelato... e non è di oggi...

Anonimo ha detto...

Gentile Luciana,
mi scuso ancora per il b mi chiamo bartolo.
Indubbiamente Lei è libera di dare del mafiosoa a chi festeggia a cannoli e a chi gli piroetta intorno, pur non riferendosi a nessuno dei frequentatori di questo blog.
E precisa di essersi riferita a chi i mafiosi dal cannolo facile li candida per il Senato.
Il mio pensiero avariato mi dice di avere paura di chi all'interno delle istituzione fa antimafia. Se l'attività antimafia di questi signori poi viene addizionata a quella fatta da coloro che Lei liberamente, in assenza di alcuna sentenza, vuol chiamare mafiosi è probabile che si costituisca lo stato attuale.
bartolo