«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 10 luglio 2008

Una nuova rubrica di Bruno Tinti su internet


E’ partita da pochi giorni una nuova iniziativa di Chiarelettere, la casa editrice che ha pubblicato “Toghe Rotte”.

Si tratta di una rubrica sui temi della giustizia, curata da Bruno Tinti sul blog della casa editrice.

Abbiamo messo nella nostra homepage un banner che rinvia a alla rubrica.

Riportiamo qui la presentazione dell’iniziativa da parte di Bruno.

Del libro “Toghe rotte” abbiamo riportato sul nostro blog un capitolo, che abbiamo intitolato “Il legislatore non vuole che la giustizia penale funzioni”


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di Bruno Tinti
(Procuratore Aggiunto della Repubblica di Torino)



Tutti noi scontiamo un peccato originale: la specializzazione. Ognuno sa, poco o tanto, di quello che fa; del suo lavoro, dei suoi studi, della sua vita; e non sa nulla o quasi di ogni altra cosa.

Voi direte che questo non è vero perché viviamo in un’epoca in cui i mezzi di comunicazione sono numerosi e sofisticati; e tutti i giorni, per tutto il giorno, siamo bombardati di informazioni. E naturalmente avete ragione.

Il problema è che le informazioni che ci vengono date sono solo quelle che servono per tenerci buoni e soddisfatti: chi ha vinto il campionato; chi è stata nominata miss Italia; quale VIP ha passato le selezioni per l’ultimo reality etc.

Quando si tratta di informazioni che riguardano le questioni fondamentali per la nostra vita di cittadini, quanti soldi abbiamo davvero in Italia, quante tasse si pagano e quante non se ne pagano, perché le compagnie aeree falliscono e perché non si vendono o non si comprano, perché la mondezza è ancora e sempre accatastata per le strade, perché gli ospedali sono tanti e mal funzionanti, perché la destra fa leggi che la sinistra giudica invereconde, perché la sinistra non fa nulla per abrogare le leggi che ha giudicato invereconde; ecco, quando si tratta di parlare ai cittadini della loro vita e dei loro doveri e dei loro diritti, allora informazioni non ce ne sono.

E non ce ne sono perché tutti quelli che fanno finta di darle in realtà parlano di niente: parlano tra loro, dicono cose che capiscono solo loro, usano parole e argomenti che le persone comuni non capiscono affatto; e, soprattutto, mentono.

Mentono con arroganza e disprezzo, nella sicurezza che, tanto, nessuno è in grado di sbugiardarli perché, appunto, sono loro che controllano l’informazione.

Così mi è sembrata una buona cosa accettare l’invito di Chiarelettere: parla tu di Giustizia. E’ un argomento che conosci, ci hai lavorato per così tanto tempo. E parlane senza menzogne e senza riserve.

E dunque parleremo delle nuove leggi, dei motivi veri e finti per cui si fanno, delle ragioni per cui i processi non si riescono a fare quasi mai, di cosa si dovrebbe fare per far funzionare l’amministrazione giudiziaria; insomma di quello che riguarda la Giustizia nel nostro Paese.

Con un’avvertenza: non parleremo di problemi personali.

Non scrivete raccontando di un vostro caso personale e chiedendo consigli o formulando proteste. Per queste cose ci sono gli avvocati.

Io faccio il magistrato e, da un po’ di tempo, lo scrittore: mi occupo di questioni generali; per un consiglio legale non è questo il posto giusto.

A presto


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