«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 31 maggio 2009

Chi lega le mani ai pm condiziona la giustizia




di Adriano Sansa
(Presidente del Tribunale per i Minorenni di Genova)




da Famiglia Cristiana del 31 maggio 2009



Parlare d’altro, per incompetenza o disonestà.

Eludere le questioni vere.

Svuotare le istituzioni del loro prestigio.

Deprezzare, se non disprezzare, la legge.

Così facciamo. La giustizia è lenta. Le imprese protestano per la difficoltà di avere in tempo – prima di fallire! – il pagamento dei crediti. I cittadini assistono sconcertati alla prescrizione dei reati, più facile per gli imputati facoltosi grazie ad abili avvocati, ai cavilli e ai differimenti che codici confusi e rattoppati permettono.

Gli immigrati, invece di trovare un Paese di chiara civiltà che li accolga e insieme li spinga all’osservanza della legge, si imbattono in un sistema talvolta crudele e però sfibrato.

I giudici stessi vivono impotenti il declino del processo civile e penale verso quei livelli per i quali l’Europa ci condanna a risarcire le vittime della lentezza.

Nell’avvilimento del mondo giudiziario sfumano talora ideali, si rafforzano tendenze clientelari di “correnti”, il Consiglio superiore si rifugia in produzioni cartacee soffocanti.

Ma nessuno interviene a cambiare e semplificare le regole, a ridare prestigio a uno dei cardini della democrazia.

Non solo: si prepara una norma che toglie al Pubblico Ministero la possibilità di iniziare l’inchiesta con proprio impulso, senza un rapporto della polizia giudiziaria; notizie di stampa preziose, vittime intimidite che non osano denunciare saranno ignorate.

I Governi potranno “filtrare” gli elementi da fornire alla giustizia, condizionarne l’azione tramite il controllo della polizia.

Non se ne parla.

Nella mia esperienza ho visto difendere beni artistici e paesaggistici dalla speculazione, intervenire sull’inquinamento, indagare la corruzione per iniziativa d’ufficio.

E invece qualcuno propone giudici eletti, per giunta nativi della regione – dov’è il senso della Repubblica una e indivisibile? – in un Paese e in un momento in cui la politica invade più che mai gli spazi con la sua aspra divisione.

Massima contraddizione. Berlusconi – mancato imputato per effetto del “lodo” da lui stesso voluto – accusa di faziosità politica i giudici di Milano: hanno condannato l’avvocato inglese che dapprima, in Inghilterra, ha confessato d’esser stato compensato per avergli risparmiato grane giudiziarie con la propria reticenza.

Ma mentre si accusano i giudici di essere parziali e politicizzati, si propone la loro elezione, cioè il loro inserimento nel circuito politico-partitico: con la perdita, allora sì, di ogni indipendenza.

Qualcuno osserva che in altri Paesi la cosa funziona, come negli Stati Uniti.

Al di là dei difetti di quel sistema, del quale il nostro è comunque di gran lunga migliore per le garanzie dei cittadini e dell’uguaglianza, va detto che ogni Paese ha sue tradizioni e atmosfere.

Il rapporto tra politica e giustizia da noi è attualmente pessimo.

La tendenza a fare propria l’istituzione giudiziaria è alta.

La recente polemica tra il presidente della Camera Fini e Berlusconi sul ruolo del Parlamento mostra che l’esecutivo già deborda, schiacciando gli altri poteri.

E più potrebbe farlo, se controllasse l’elezione dei giudici.

Una prova: mai Clinton, indagato, avrebbe osato toni simili all’invettiva berlusconiana.

Le magistrature elettive americane sono rispettate anche dalla politica cui sono legate.

Da noi, già ora i giudici vengono presi a calci.

Quelli vivi, talvolta nei fatti anche quelli assassinati per la legalità.

Figuriamoci dopo, se fossero scelti con elezioni dominate da questi politici.

11 commenti:

Luigi Morsello ha detto...

Il Presidente Adriano Sansa scrive cose di buon senso, con la sua storia personale non potrebbe fare altrimenti.
Si avverte nel suo intervento un dolore, una sofferenza, uno sgomento che però non si riscontra in altri magistrati, nei tanti magistrati che forse hanno smarrito il senso del precetto costituzionale che dà il titolo al blog.
L'imbarbarimento delle istituzioni repubblicane non risparmia la magistratura e meno che mai il CSM, il che riduce se non azzera il rispetto che il cittadino nutriva nei confronti dell'ordine giudiziario.
Il corpo sociale non sembra avere più anticorpi contro il degrado dello Stato e le voci che si levano a sua difesa anche dal più alto magistero sembrano tragicamente sembrare se non diventare sempre più flebili e addirittura inadeguate.
Nei miei 72 anni di vita ne ho visto di tutti i colori, ma dopo ogni caduta ci si rialzava e di continuava, si andava avanti.
Mi chiedo: quale è stato il momento di non ritorno, in cui chi cadeva ingiustamente nella polvere vi restava, non provando nemmeno a rialzarsi?
E' venuto meno l'orgoglio, è venuta meno la capacità di indignazione Presidente Sansa.
Come si può pensare ad uno scatto di orgoglio oggi, nell'ANM o nel CSM?

Fabio Pari ha detto...

In bocca al lupo e buon lavoro.
Da uno studente di giurisprudenza che ancora spera che non possa valere la frase "la legge è uguale per tutti, quelli uguali tra loro"

Sostengo il vostro blog, l'ho messo tra i siti consigliati nel mio.

A presto

Fabio Pari

Antonino ha detto...

Il signor B. ci aveva promesso in campagna elettorale che ci avrebbe liberato dall'oppressione giudiziaria
Cìè qualche cosa che non mi quadra.
Se cito in giudizio, o vengo citato,non vedrò un magistrato prima di 7 o 8 anni ed appena lo vedo il tutto viene rimandato alle calende greche, per cui è inutile citare in giudizio un cittadino con i capelli bianchi.
Di finire in galera neanche a parlarne.Non c'è posto e la lista di attesa è molto lunga.
Di volanti e di gazzelle se ne vedono poche.Un vigile neanche a pagarlo a peso d'oro.
Se c'è una cosa che non sento è proprio l'oppressione giudiziaria.

Antonino ha detto...

Senza giustizia non si va da nessuna parte, neanche al camposanto, anche lì c'è un regolamento di polizia ed in caso di trasgeressione ci vuole un giudice. lasciare un cadavere in giro è contro le regole sanitarie.
Potevamo approfittare di questa crisi per mettere ordine nella magistratura. Nuova suddivisione dei distretti giudiziari, per evitare tribunali troppo piccoli o troppo grandi ed in ciascun distretto una cittadella giudiziaria con tutto ciò che serve alla giustizia. Con spirito manageriale. Dalle aule al deposito di cartoleria agli alloggi dei detenuti in transito, all'edifio della procura, agli archivi, al casllario, agli ampi parcheggi,all'arredo botanico,
al facile raggiungimente.
Ci sarebbe stato un bel pò di lavoro ma alla fine ciascun magistrato avrebbe avuto un ufficio consono e ben attrezzato.
Nello stesso tempo ridare con criterio una modifica ai codici ed alla dottrina giuridica.
Non fanno nulla e la sfiducia del cittadino cresce sempre più e cosa assurda si incavola proprio con i magistrati!
Passa anche la volgiadi scrivere, di sognare, letteralmente di lottare.La politica, ormai non c'entra nulla. I cittadini sono divisi in chi abbocca e chi non ci casca.

francesco Grasso ha detto...

In relazione all'elevata rilevanza per la soppravvivenza della civiltà costituzionale,che il sito è in grado di dare, poichè non è sempre facile comprendere i motivi di censura,poichè per chi intende partecipare in forma seria alla vita costituzionale del Paese è importante conoscere il lato poco gradito della propria personalità,poichè il numero delle censure a me riservate supera il numero totale di quelle effettuate,DESIDERREREI CONOSCERE I MOTIVI DELLA CENSURA IN ORDINE AL MIO INTERVENTO.Con ciò non si intende esercitare una forzatura alla Redazione al fine di pubblicare interventi non ritenuti idonei. Solo per una questione di raffinatezza editoriale si consiglia la pubblicazione dei motivi di censura al posto dell'intervento.Mi scuso,per l'osservazione che non vuole essere polemica e vi saluto con simpatia.

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Francesco Grasso.

Gentile Francesco,

a oggi noi non abbiamo fermato alcun Suo commento.

Se non ne ha trovato pubblicato qualcuno, vuol dire che per un qualche disguido informatico non ci è pervenuto.

La Redazione

francesco Grasso ha detto...

grazie per la risposta

Anonimo ha detto...

Per forza ci vogliono 7 o 8 anni, tutti i magistrati sono impegnati contro Berlusconi o a fare politica e se ne fottono delle altre cose, alle faccia dell'obbligarietà dell'azione penale. Oppure sono come quell'altro fenomeno di Woodcock che vuole sempre apparire in prima pagina...

Antonino ha detto...

la giustizia non funziona perchè tutti i magistrati:
1)si dedicano alla politica.
2)sono dei fannulloni
3)perdono tempo appresso a berlusconi che è ovviamente innocente, pulito e lindo come una rosa.
Pare che Goebbles, ministro nazista della Propaganda usasse dire " Ripeti una menzogna una,dieci,cento,mille volte e diverrà vera.Un mio anziano parente più spicciolo usa dire che una cosa detta per scherzo due volte sulla bocca di un idiota diventa poi vera!

Eppure..nel Tribunale della mia città gli uffici sono piccolissimi, le sedi sparpagliate un pò ovunque,i cantinati,poco illuminati sono del GUP, forse ha fatto il cattivo ed in castigo?
Neon guasti che non sostiusce nessuno,supporti informatici vecchiotti...
ma che scrivo a fare?

Anonimo ha detto...

Salve a tutti cari lettori, voglio illustrarvi in poche righe la mia disavventura giudiziaria, con conseguente disastro personale,morale ed economico.
Sono un Agente Finanziario ( o meglio lo ero) e nel riportare avanti una attivita' (in campania) oggi e' vermente difficile.Opero in questo campo dal 2004, con grosso impegno sono riuscito fino al 17-12-2008 a portare avanti questa attivita'.Ma il giorno 18-12-2008 alle 3:00 di mattina sono stato raggiunto a casa da una notifica di CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, con il capo di inputazione del 416 -bis.Un fulmine a cielo aperto, anche perche' nella mia vita e quella dei miei familiari nessuno mai ha avuto problemi con la GIUSTIZIA, ho fatto anche il (carabiniere ausiliario nel 97).La mia foto e' stata pubblicata per circa 15 giorni su tutti i quotidiani locali, le societa' per le cui operavo hanno immediatamente sospeso e revocato i mandati, tutti i collaboratori che operavano con la mia struttura per esigenze lavorative hanno trovato altre collocazioni.Il partito di cui ricoprivo la carica di coordinatore cittadino, (forza italia)mi ha espulso commissariando la sezione, mia moglie incinta di 5 mesi , e' dovuta restare a letto fino alla fine della gravidanza su ordine del ginecologo.Un disastro morale e psicologico.Sono rimasto nel carcere per 20 lunghi giorni, solo il giorno 7 gennaio 2009 dopo che ll tribunale del riesame ha esaminato la mia posizione a deciso la liberazione immediata.A distanza di 6 mesi dalla mia liberazione nella mia agenzia non entra nemmeno piu' un cliente, sono totalmente rovinato dal punto di vista lavorativo, non riesco più a dormire di notte e vivo costantemente nella paura, e nella incertezza pensando....cosa mi succedera' adesso????
Mi chiedo, ma si puo' rovinare la VITA a un cittadino che paga le tasse, solo perché nell'ambito del suo lavoro (far da tramite con le banche per la concessione di finanziamenti) 3 /4 clienti sono stati coinvolti in un'inchiesta giudiziaria?Si puo' arrestare una persona senza alcuna minima prova?Si puo' rovinare l'esistenza e l'immagine di un cittadino italiano solo perche' qualche PM suppone e sostiene degli intrecci che non esistono?Come mai i potenti(mr.B e compagni non vanno in galera?
Vorrei le risposte hai miei tanti perche'??!!Mi scuso per avervi disturbato e umilmente mi richiudo nelle mie PAURE.

Antonino ha detto...

Io sono un semplice artigiano e lei ha tutta la mia solidarietà.Punto.
Lei si reputa vittima della giustizia o della disorganizzazione giudiziaria?
Se il numero di giudici e Pm fosse adegauto, gli uffici moderni e funzionali, il personale civile numeroso, con lo stesso codice di procedura penale non pensa che forse il suo calvario avrebbe avuto una piega diversa?
Anch'io avrei paura di farmi 20 gionri di galera senza sapere il perchè, di essere interrogato ora da uno ora da un altro,di temere che la mia pratica finisca seppellita sotto qualche faldone, che il mio fascicolo entri in calendario alle calende greche...
e dopo tanto peregrinare scoprire che la data di nascita non è quella giusta.