«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 24 maggio 2009

La memoria violata di Giovanni Falcone. Gioacchino Genchi e i diari di Giovanni.





di Fedora Raugei
(Giornalista)




da Terra del 23 maggio 2009


E’ il 14 luglio ‘92, a meno di mese dalla strage di Capaci.

Due consulenti informatici sono incaricati dalla Procura di Caltanissetta di effettuare una perizia su agende elettroniche e altro materiale rinvenuto nell’ufficio e nelle abitazioni di Roma e Palermo del giudice Giovanni Falcone.

Gli esperti sono Luciano Petrini, ingegnere elettronico e Gioacchino Genchi, funzionario di polizia.

Per analizzare il materiale informatico i due esperti impiegano sei mesi, ed esaminano i supporti anche alla ricerca del presunto diario del giudice.

Un’ipotesi materializzatasi un mese dopo la strage, quando Il Sole 24 Ore pubblica due pagine di appunti che Falcone ha consegnato, nel luglio 1991, alla giornalista Liana Milella.

Vi sono annotati episodi che testimoniano le difficoltà vissute dal magistrato nella Procura di Palermo.

L’articolo suscita molti interrogativi. La giornalista, il 25 giugno, consegna le cartelle ai magistrati affermando che provengono dal diario di Falcone.

Si tratta di due pagine scritte così, di getto, oppure Falcone teneva veramente un diario?

E’ un’ipotesi che alcuni escludono e altri, al contrario, confermano.

Due dei colleghi di Falcone, in particolare, non sembrano avere dubbi. Sono Antonino Caponnetto, fondatore del pool antimafia di Palermo, e Giuseppe Ayala che ne parla già prima dell’uscita dell’articolo della Milella.

«Una mattina lessi sul Sole 24 Ore che erano stati pubblicati i suoi diari, per lo meno quelle due cartelle - scrive Caponnetto (I miei giorni a Palermo, Garzanti, 1993) -. Le altre non so dove siano andate a finire, perché ce n’erano sicuramente delle altre, che coprivano tutto il periodo della Procura».

E da testimone privilegiato racconta un episodio: «Ricordo una frase di Falcone: “Mi sto divertendo con un ordigno che ti farebbe impazzire”. Conosceva la mia avversione verso i meccanismi di informatica. Gli chiesi: “Come va con i tuoi diari? Te li porti sempre appresso?”. Rispose: “Ora non ne ho più bisogno. Ho un’agenda elettronica che è una cosa meravigliosa, nella quale trasferisco (...) la mia vita di ogni giorno”. “Ah!”, gli dissi “ti sei messo anche tu a fare un diario ...” (...). “No” disse, “non è che stia facendo un diario. Solo che ci sono dei fatti, degli episodi che preferisco memorizzare e annotare a futura memoria”. Queste furono le sue testuali parole. Questo avveniva agli inizi dell’‘89 (...)».

Anche le affermazioni fatte da Giuseppe Ayala il 20 giugno 1992, prima della pubblicazione degli appunti di Falcone, concordano con quanto affermato da Caponnetto: «Falcone aveva un diario puntualissimo, della cui esistenza ha messo a conoscenza soltanto me e, forse una volta, Paolo Borsellino; in quel diario scriveva tutto. Tutto era riportato in un dischetto, perché scriveva su un computer. (...)» (L’agenda rossa di Borsellino, Chiarelettere, 2007).

Queste sono solo due delle voci autorevoli, vicine al magistrato, che affermano l’esistenza di un suo presunto diario. Ciò che è certo, è che Falcone era preciso, meticoloso e si avvaleva di computer e agendine elettroniche sulle quali annotava tutto.

Altrettanto certo, come testimonieranno i due esperti davanti alla Corte d’assise di Caltanissetta, è che dopo la morte di Falcone, qualcuno cancella i dati presenti sulle sue agende elettroniche e sul suo computer portatile Toshiba.

Qualcuno, forse maldestramente, apre e risalva diversi file presenti nel computer dell’ufficio del magistrato al ministero di Grazia e Giustizia.

Una ricostruzione tecnica complessa che seguiamo attraverso gli atti.

L’8 e 9 gennaio 1996, Genchi e Petrini testimoniano sulla perizia che hanno svolto davanti ai magistrati della Corte d’assise di Caltanissetta, al processo per la strage di Capaci.

Hanno classificato ed esaminato 101 reperti appartenuti al giudice Falcone.

Sono precisi, preparati, parlano di memorie cancellate, di file modificati e rieditati nel periodo successivo alla strage. E di anomalie.

La prima è quella relativa al computer portatile di Falcone, un modello Toshiba.

Viene rinvenuto dai familiari del magistrato, insieme all’agendina elettronica Casio, nella sua abitazione palermitana di via Notarbartolo.

Dopo la pubblicazione del citato articolo di Liana Milella, e nonostante i primi sopralluoghi già effettuati dalla polizia, computer e agendina elettronica sembrano riapparire dal nulla.

Genchi e Petrini accertano che dopo la strage, il 9 giugno ‘92, sul portatile qualcuno ha installato un programma pc tools, utilizzato sia per recuperare che per cancellare definitivamente i file.

La memoria del Toshiba è stata “ripulita”.

Anche l’agendina portatile Casio, ritrovata in via Notarbartolo, ha subito la stessa sorte.

«E’ stata trovata totalmente cancellata (...)», testimonia Genchi davanti alla Corte d’assise di Caltanissetta.

I due consulenti ne ripristinano il contenuto. Però manca qualcosa di non trascurabile. L’agenda Casio aveva la predisposizione per l’espansione di memoria con una ram card esterna. Questa ram card e il cavetto di collegamento al pc non vengono ritrovati.

«La ram card - testimonia il consulente Genchi -, era stata sicuramente in possesso del giudice Falcone in quanto, per quanto mi riguarda e mi risulta, l’aveva e forse ne aveva pure più di una (...)».

I due consulenti informatici recuperano anche i dati che qualcuno ha cancellato dall’agenda elettronica Sharp di Falcone.

Sono stati tutti recuperati i dati? «Se si fosse modificato un numero telefonico di un soggetto che risultava già inserito nell’agenda - spiega Genchi - o gli si fosse cambiato il nome o si fosse cancellato un numero di un’annotazione già precedente o cambiato l’oggetto di un appuntamento calendarizzato con una certa data, in nessun modo la consulenza avrebbe mai potuto rilevare il contenuto di un operazione di editazione avvenuta prima della consegna dei reperti».

A strage avvenuta, gli inquirenti appongono i sigilli all’ufficio romano di Falcone, presso il ministero di Grazia e Giustizia. I computer e i supporti informatici utilizzati dal magistrato, però, non vengono sequestrati.

Il successivo 30 maggio 1992 si procede alla ricognizione dei “reperti” rinvenuti nell’ufficio.

Anche questa volta il prezioso materiale non viene sequestrato e, anzi, si restituisce alla libera disponibilità della Direzione generale degli affari penali.

Solo il 23 giugno, a distanza di un mese dalla strage di Capaci, e dopo l’uscita dell’articolo di Liana Milella, la Procura ritorna nello stesso ufficio e dispone materialmente il sequestro dei computer e dei supporti informatici utilizzati dal magistrato.

Come testimonierà Genchi davanti alla Corte d’assise di Caltanissetta che «in quel computer sequestrato, nella stanza sequestrata sono stati, diciamo, editati in epoca successiva al 23 maggio dei file».

Quando «ci sono delle rieditazioni sul supporto magnetico, cioè allorché si rivà a rieditare, quindi a riscrivere o per errore o per dolo o per imperizia, con qualunque volontà e intenzione - come spiega Genchi nella testimonianza del 9 gennaio ‘96 -, si va a rioccupare una parte dell’hard disk e si va a incidere sulla possibilità di recuperare eventuali dati cancellati, quindi il supporto perde quella verginità, diciamo, quella originale forma fisica logica di contenuto di dati che in effetti aveva dal momento in cui il suo legittimo titolare ne aveva cessato la disponibilità».

Nel computer Compact rinvenuto nell’ufficio di Falcone, presso la Direzione affari penali, è installato anche il programma Perseo.

Come spiegherà l’ingegnere Luciano Petrini, si tratta di «un prodotto che è stato sviluppato espressamente per conto del ministero di Grazia e Giustizia, per le automazioni di taluni uffici giudiziari (...). Lo stesso prodotto è stato utilizzato per l’acquisizione della documentazione relativa ai fascicoli, ai faldoni Gladio».

Non è quindi un programma comune. Per utilizzarlo occorre avere conoscenze specifiche.

Il 19 giugno 1992, nell’ufficio sigillato del ministero di Grazia e Giustizia, Direzione affari penali, qualcuno apre e legge i file del programma Perseo contenuti nel computer di Falcone.

Tra questi, anche la sintesi delle schede di Gladio.

La data di apertura viene registrata automaticamente dal sistema, anche se non vengono materialmente effettuate modifiche.

Quindi, in un ufficio sigillato, qualcuno ha avuto accesso a quelle informazioni.

L’operazione avviene il 19 giugno 1992.

«L’ora è le 15:08 - come afferma Genchi - tra l’altro nella successione oraria in cui si rilevano queste modifiche operate e queste editazioni in epoca successiva alla strage, si può cogliere anche la sequenza cronologica con cui chi materialmente ha operato, ha ispezionato, questi sistemi informatici (...)».

Qualcuno, quindi, ha cancellato i dati delle agendine di Falcone, ha fatto sparire la ram card dell’agenda Casio, ha “ripulito” la memoria del portatile Toshiba, riapparso nell’abitazione palermitana del magistrato.

Nell’ufficio sigillato del ministero, ha quantomeno letto e risalvato i file del suo computer e ha avuto accesso alle informazioni contenute nel programma Perseo.

Solo casualità, maldestre operazioni? Può darsi.

Ma chi e perché si è precipitato a cancellare i dati delle agende e del Toshiba?

Al termine del processo per la strage di Capaci si sosterrà che dalle perizie eseguite sui computer “non si evince manipolazione dei supporti informatici”.

Perché, allora, Genchi subisce un trattamento ostile di cui parla nel corso della sua testimonianza a Caltanissetta?

«Dopo l’accettazione di questo incarico, in effetti, ho dovuto rilevare una serie di atteggiamenti estremamente diversi da parte del ministero dell’Interno - afferma Genchi -. (...) Tenga conto che io allora rivestivo l’incarico di direttore della Zona telecomunicazioni (...) e proprio dopo la strage mi era stato dato l’incarico, per coordinare meglio alcune attività anticrimine, presso la Criminalpol della Sicilia occidentale di dirigente del Nucleo anticrimine. Il dirigente dell’epoca, che sicuramente non agiva da solo perché si vedeva che era portavoce di volontà e decisioni ben più alte, in effetti non mi ha certamente agevolato in questo lavoro (...); siamo ritornati con la decodifica dell’agenda, ho ricevuto varie pressioni (...) fui trasferito, per esigenze di servizio con provvedimento immediato, dalla Zona telecomunicazioni all’Undicesimo reparto mobile».

Sei mesi dopo l’udienza, accade una tragica fatalità.

Il 9 maggio 1996, Luciano Petrini viene trovato morto nel suo appartamento di via Pallavicini, a Roma, con il cranio fracassato.

Gli investigatori puntano a una pista gay, poi caduta nel vuoto.

Il pm Luca Tescaroli esclude che la sua perizia possa costituire movente del delitto.

Sono molti gli interrogativi che rimarranno intorno alla morte di Falcone e su ciò che avvenne dopo.

“Manine o manone” silenziose appaiono immancabilmente in ogni omicidio e strage della nostra storia recente.

Il mistero dei documenti trafugati dalla cassaforte del generale Dalla Chiesa, l’agendina scomparsa del giudice Mario Amato, l’agendina rossa di Paolo Borsellino.

Sono “mani” mosse da intrecci complessi che tentano di cancellare la storia.

Le sentenze non si possono riscrivere, ma la storia, prima o poi sì.



52 commenti:

salvatore d'urso ha detto...

Una cosa però è chiara...

poichè di fronte a tali vicende il ministero di grazia e giustizia e il ministero degli interni non hanno voluto far luce e quindi quanto meno posso dedurre che sono stati complici di tali manipolazioni e insabbiamenti.

Luigi Morsello ha detto...

L'uccisione di Petrini fa pensare ad una messa in scena piuttosto macabra, destinata a depistare le indagini, operazione riuscita, visto che il P.M. Luca Pescaroli archivia.
Sono evidenziate delle 'dimenticanze', delle 'grossolanità, delle 'sventatezze' che sono terribilmente ingiustificate, vista l'enormità del delitto-strage di Capaci, inspiegabili e inaccettabili.
Legittimo è il sospetto che Giovanni Falcone stava scoperchiando il vaso di Pandora e che era ad un nulla dal farlo e che è stato fermato prima.
Tutta fa concludere che la nostra è una Italia da buttare nella spazzatura, con la maggior parte dei suoi abitanti.

Anonimo ha detto...

Spero che Gioacchino faccia tante copie dei suoi dati e le mandi a tanta gente.

salvatore d'urso ha detto...

E chi l'avrebbe mai detto... visto Felice? una speranza c'è e giorno dopo giorno diventa sempre più forte... continuiamo così...

Milano, 15:29
CALCIO, MILAN-ROMA; TIFOSI A BERLUSCONI: VAI VIA

Seduto in tribuna al Meazza per assistere all'ultima partita casalinga di Paolo Maldini prima del ritiro dal calcio giocato, il patron rossonero Silvio Berlusconi è stato pesantemente contestato dal tifo organizzato del Milan. Nei primi minuti della sfida contro la Roma, la Curva Sud rossonera ha esposto due striscioni all'indirizzo del presidente del Consiglio. 'Vendi Kaka' per risanare la società e non spendi più i tuoi milioni. Caro Berlusconi grazie di tutto e vai fuori dai c.', recitava il primo, seguito da un altro con scritto: 'Devi spendere'.

salvatore d'urso ha detto...

Stamattina il manifesto mi informa che ieri c'è stato uno degli scioperi meglio occultati che si ricordi a memoria di telespettatore Mediaset:

Il 90% dei tecnici Mediaset incrocia le braccia contro le esternalizzazioni selvagge e a difesa del contratto. La protesta di Cgil, Cisl e Uil manda in tilt i palinsesti, ma le reti del premier la oscurano. Tacciono anche le agenzie di stampa e i tg della tv pubblica.

http://www.unonotizie.it/5503-sciopero-med...hi-mediaset.php

Dopo il caso Noemi, il caso mills, oggi i tifosi che lo contestano e quest'ultima vicenda...

immaginatevi Emilio Fede preso dal panico gridare: "Silvio rialzati"...

francesco Grasso ha detto...

A giusta ragione il nostro Paese è definito"PAESE DEI MISTERI" dopo una gestazione di 22 mesi (8 settembre 1943- 26 aprile 1945), il 27 aprile 1945 con le controverse circostanze relative la fucilazione di Mussolini che avverrà il 28, ed il triangolo rosso al nord,lo sbarco alleato guidato dalla mafia e le circostanze relative il bandito Giuliano al sud nasce il Paese dei misteri e la sua ragnatela che a tuttoggi è più viva e vegeta che mai.

Anonimo ha detto...

I misteri di questo paese somigliano ai famosi "misteri di pulcinella".La chiave di lettura della "crisi di profonda di valori", più volte stancamente denunciata sul blog anche da Felice Lima ,e il senso di impotenza che ci attanaglia ,è tutta nell'articolo di Giuseppe Fava,assassinato dalla mafia nell'83 ,dal titolo:"I quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa" Scrive Pippo Fava :"la mafia ha creato una struttura criminale che ,per le sue proporzioni e per il distacco da quella che è la logica comune,appare quasi un congegno da fantascienza". Bene ,oggi , pare, viviamo in quella "fantascienza" . Maria Cristina

Anonimo ha detto...

da frengoestop

Per un mondo senza pregiudizi
perchè non provate a dare una occhiata qua:


http://www.renatovallanzasca.com/forums/3-la-politica/topics/71-clementina-forleo?page=8

sempre senza pregiudizi, doveroso in un sito dove sono presenti (e "scriventi") dei giudici
andate a vedere che bel report, credo

http://www.renatovallanzasca.com

(Scegli) - forums

(Scegli) - Clementina Forleo

salvatore d'urso ha detto...

Il giudice del Lavoro ha dichiarato illegittimo il licenziamento
La Rti condannata anche al risarcimento del danno
Mentana deve tornare a "Matrix"
tribunale ordina reintegro


Enrico Mentana
ROMA - Enrico Mentana deve tornare a condurre Matrix. Lo ha disposto il tribunale di Roma ordinando il reintegro del giornalista alla guida del programma di approfondimento in onda su Canale 5.

Il giudice del Lavoro Guido Rosa ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Enrico Mentana e ha ordinato alla Rti di reintegrarlo nel posto di lavoro con le mansioni di realizzatore e conduttore del programma Matrix, condannando inoltre l'azienda al risarcimento del danno.

Il giornalista, difeso dagli avvocati Domenico e Giovanni D'Amati, aveva sostenuto di essere stato "dimissionato" e pertanto illegittimamente licenziato, per avere criticato la decisione editoriale di mantenere inalterata la programmazione di Canale 5 in occasione della morte di Eluana Englaro.

Mentana ha sempre sostenuto infatti di essersi dimesso dalla direzione editoriale di Mediaset, ma aveva contestato la concomitante decisione dell'azienda di sostituirlo alla conduzione di Matrix. Sostituzione avvenuta poche settimane dopo il suo allontanamento da Mediaset, con l'arrivo di Alessio Vinci.

Anonimo ha detto...

Che fortuna! Quindi sono uno dei pochi eletti ad essere stato censurato dalla redazione e solo per aver scritto, da avvocato docente di diritto del lavoro, che il fatto che il giudizio azionato da Mentana si sia definito in meno di tre mesi è "piuttosto" strano. Lo stesso giudizio davanti a quello stesso giudice dura in media tre anni e mezzo. Bene, bene, anche "Uguale per tutti" è uno specchietto per le allodole e sicuramente preferisco rimanere anonimo in un sito dove si viene censurati per aver denunciato un fatto evidente per un qualsiasi qualificato operatore del diritto.

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Anonimo delle 10.24.

No, anonimo Avvocato Docente di diritto del lavoro, Lei non è stato "eletto" (per lo meno non da noi).

Il Suo commento al quale Lei fa riferimento non ci è mai pervenuto.

Diversamente, lo avremmo tranquillamente pubblicato, come centinaia di altri con le critiche più diverse.

Dopo avere cliccato sul pulsante di invio del commento, occorre verificare che esso sia stato effettivamente inviato. A volte, per le più diverse ragioni, la pagina dà un messaggio di errore.

In ogni caso, ABBIAMO SCRITTO CHIARAMENTE sopra la finestra dove si inviano i commenti:
"Se non trovi pubblicato il Tuo commento e vuoi saperne le ragioni, inviaci una mail all'indirizzo della Redazione. Ti comunicheremo le ragioni della mancata pubblicazione".

Basta seguire quella semplice procedura per sapere cosa è successo o non è successo.

Infine, Lei usa parole come "censura", "specchietto per le allodole", "denuncia" ... in maniera decisamente impropria.

Quanto al restare anonimo, è una Sua libera scelta che noi rispettiamo.

Ciò che ci sembra surreale è che Lei senta il bisogno di giustificarla con argomenti del tutto infondati.

Ci auguriamo, comunque, ardentemente che Lei menta quando sostiene di essere "avvocato" e "docente", perchè l'idea che abbiamo di entrambe queste categorie di professionisti è del tutto incompatibile con ogni forma di anonimato.

Se uno non assume la responabilità neppure di un innocuo commento su un blog, che farà dinanzi a ben più ardue "fatiche morali"?

La Redazione

Anonimo ha detto...

... uso delle parole "censura" e "denuncia" in maniera impropria? Sinceramente non mi pare proprio ed i due dizionari che tengo sulla scrivania mi sono di conforto. Se vi foste fermati a: "Basta seguire quella semplice procedura per sapere cosa è successo o non è successo." sareste risultati più garbati e comunque efficaci. Per i miei commenti, firmati, che non avete mai pubblicato, era stata seguita, alla lettera, la procedura da voi indicata. Forse il mio computer ha qualcosa che non va? Strano è che il mio unico commento piccato sia stato pubblicato.
Cordialità

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Anonimo delle 11.26.

Con riferimento al significato delle parole:

1. Non pubblicare dei commenti non sarebbe "censura". Se io mando uno scritto al Corriere della Sera e loro non lo pubblicano, non mi hanno "censurato". Semplicemente non mi hanno pubblicato. Lei che dice di essere avvocato e professore dovrebbe sapere che "censurare" è impedire di parlare o di esprimersi a qualcuno. Non "non pubblicare tutto ciò che chiunque vuole si pubblichi dovunque". Immagini se ogni blog, sito, giornale dovesse pubblicare tutto ciò che chiunque vuole. In ogni caso, noi, per libera scelta, pubblichiamo tutti i commenti che ci vengono inviati a condizione che rispettino le regole indicate nall'apposita pagina. Quando non pubblichiamo qualcosa, ne spieghiamo le ragioni a chi ce lo chieda. Questa cosa ci fa perdere un sacco di tempo, ma ci sembra una cosa buona. In ogni caso, se facessimo in un altro modo, non staremmo "censurando" nessuno. Staremmo solo esercitando la nostra libertà e i nostri diritti. Dunque, l'uso da parte Sua della parola "censura" è stato improprio.

2. Scrivere un commento come il Suo su un blog non può essere qualificato in nessun modo come "denuncia". Lei che dice di essere avvocato e professore, dovrebbe sapere cosa è una "denuncia", anche nel senso politico/giornalistico del termine. La Sua era, al più, una "osservazione".

3. Non Le diciamo nulla sull'accusa a noi di essere "uno specchietto per le allodole". Magari avremo i peggiori difetti. Ma crediamo non c'entrino nulla con le allodole.

Lei dice, infine:
"Se vi foste fermati a: "Basta seguire quella semplice procedura per sapere cosa è successo o non è successo." sareste risultati più garbati e comunque efficaci"

Il garbo della nostra risposta è stato decisamente maggiore di quello contenuto nella Sua ingiusta contestazione.

Siamo aperti e cortesi per scelta e per convinzione.

Ma difendiamo la nostra dignità e le nostre convinzioni.

Questo non contrasta con la cortesia e ci sembra efficace.

Lei non può pensare di insultarci e non ricevere almeno delle precisazioni sulle accuse (ingiuste) che ci muove.

La Redazione

Anonimo ha detto...

1) nelle vostre istruzioni affermate "Non censuriamo in alcun modo i contenuti in base alle idee, ma non pubblichiamo commenti che:", siete voi pertanto che affermate di non pubblicare e quindi, secondo la sintassi che avete utilizzato, censurare commenti che ledano i diritti di terzi .....

2) "un commento" non è un atto giuridico, tra i sinonimi di denunciare (Dizionario De Mauro) vi è "rendere noto", "evidenziare", ed è proprio quello che speravo di fare, ossia evidenziare la strana sollecitudine con la quale si è definito il giudizio Mentana;

3) che non siate uno specchietto per le allodole, ossia un qualcosa di altro da quello che volete apparire - un forum qualificato di critica anche al sistema Giusitizia - mi può fare solo piacere ed è per questo che vi leggo da tempo;

4) la mia contestazione appariva corretta in considerazione del fatto che i quattro commenti che vi ho inviato prima di oggi non sono mai stati pubblicati mentre affermate di pubblicare tutti i commenti e di non fare censura a meno che .... Ora che avete chiarito che i miei commenti non li avete mai ricevuti la mia accusa appare ingiusta ed offensiva.
Se è come dite mi scuso e me ne dispiaccio.

Cordialità

Anonimo ha detto...

Nicola da Milano
Bene bene procedo con ordine.

Buongiorno (o sera) dott. Lima e buongiorno a tutto il blog.

Sono io,
sono io l’autore di quel topic sul blog di renatovallanzasca, non ho mai avuto lo spunto di segnalarvelo perchè temevo che giudicavate "castronerie" indipendentemente da tutto.

Poiché temevo proprio quello che il sig. frengoestop a deciso bellamente di scrivere qui senza nemmeno chiedermi cosa ne pensavo, ovvero il pregiudizio.

Ora penso che ha fatto bene, io temevo (e temo) i pregiudizi che di solito si annidano in modo spontaneo nelle persone, quindi anche voi come persone, prima che operatori di giustizia magari ne siete vittime (dei pregiudizi)

Cio che il sig frengoestop non ha detto, ma perché non lo sapeva, è che la maggior parte delle informazioni le ho raccolte sul vostro utile (e ottimo) blog.
ci tornerò comunque sul tema vostro blog, partendo dal fatto che sono un Elettore di centro destra, o uno di quei co….ni come veniamo spesso definiti che votano l’attuale premier), ma non è questo adesso il momento.

Anonimo ha detto...

Clementina Forleo
Il sig. frengoestop non vi ha dato le giuste coordinate, sempre se vi interessa leggere quel topic lanciato da me su quel sito quasi un anno fa ormai, ovvero:

(dalla H.P. del blog, renatovallanzasca, scegli in sequenza)
forum
la politica
Clementina Forleo.

Dott. Lima, è vero che l’ho citata, due volte inoltre, ma dubito che abbiate potuto trovarlo visto che comunque, anche se scorrevole la discussione da me aperta, ha praticamente l’aggiornamento dell’ultimo anno.

Allora se volesse controllare che non ho scritto NULLA di male nei suoi confronti, le dico esattamente dove ho citato lei e il suo Utile (ribadisco) blog.
Questi i link esatti:

qui:
http://www.renatovallanzasca.com/forums/3-la-politica/topics/71-clementina-forleo?page=5

(Lug 26, 2008 7:59pm - nel frattempo per chi avesse voglia, una piccola intervista del giudice Felice Lima.)

http://temi.repubblica.it/micromega-online/de-m…

Anonimo ha detto...

e poi qui:

http://www.renatovallanzasca.com/forums/3-la-politica/topics/71-clementina-forleo?page=8

(Mag 14, 2009 7:03pm - Ma visto il coraggio (fa impressione dover parlare di coraggio) che questo giudice ha avuto sul suo ottimo blog di pubblicare una così netta accusa al CSM il minimo che si possa fare è andare a leggerlo)

http://toghe.blogspot.com/2009/05/con-clementin…

http://toghe.blogspot.com/2009/05/il-caso-forle


Il sito (quello id R.V.) negli ultimi mesi 9/10 mesi ha avuto un crollo verticale di "qualità/pluralità” e "democrazia" adesso vedo che si danno da fare per riportarlo su ed arginare i soliti, rivoluzionari che sanno tutto.

Se ne avesse voglia dott. Lima , o chiunque altro, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di quella discussione (parlo dei contenuti inseriti) da me sostenuta.

Anonimo ha detto...

Veniamo adesso al vostro, ma anche un po’ mio perché lo scruto e leggo avidamente pur non essendo d’accordo con moltissime delle cose che leggo.
Ma se voglio farmi una opinione solo leggendo la stampa amica (poca in verità) o new media, penso che non farò mai un passo avanti nella piena comprensione dei fatti.

Devo dire però tuttavia, che ultimamente questo blog, raccoglie solo voci contro, non certo per colpa vostra, si vede che noi “Berlusconiani” siamo più timidi.

Però noto che IL TIFO CONTRO, ultimamente sta montando come la maionese, questo secondo me, è il primo motivo della mancanza di serenità di giudizi (in generale, dalla stampa alla magistratura all’opposizione, fino al vostro blog) quando si parla di Silvio Berlusconi.

La stessa serenità di giudizio tuttavia, deve averla persa anche lui, ma
A mio parere, qualche attenuante gliela devo riconoscere, non passa un giorno senza un attacco di qualsivoglia motivo.

Prometto, se la cosa farà piacere, di tornare sul tema,
di approfondire di più, scrivendo, qualche opinione sui casi del premier
e di cercare magari un normale confronto senza tifo o paraocchi di ideologie.
(io ad esempio pur essendo un elettore di Centro destra, apprezzo molto Travaglio, non sempre magari sono d’accordo, ma lo apprezzo)

Questo naturalmente se il tempo che scipperò alla famiglia e lavoro (soprattutto) me lo renderà possibile.

Anonimo ha detto...

anonimo Avvocato Docente:
trovo interessante quello che lei ha scritto, perché finalmente una voce fuori dal coro, non ho dati per sapere se quello che hai scritto corrisponde alla realtà, e poi mi rileggerò per bene quello che ha postato perché ahime sono lungo nell’apprendere in modo replicabile (intendo cioè, che io sia in grado di rispiegare quello che ho capito, e non è una critica, anzi!)
non ho nemmeno dati sufficienti per sapere se qui si fa censura… a naso però, direi di no.

Spero di non aver troppo invaso il campo, (vedi lunghezza del post) e di avervi fatto cosa gradita.
Buona serata
Nicola

Francy274 ha detto...

I commenti "contrari" mi divertono un mondo....Ciò che traspare è sempre il "lamento" della persecuzione.Che in Italia si stia verificando ciò che più di 2000-anni fa si verificò in Palestina ? Ci mancano solo tigri e leoni e lo scenario sarebbe perfetto.
La frase fra perentesi :

"(io ad esempio pur essendo un elettore di Centro destra, apprezzo molto Travaglio, non sempre magari sono d’accordo, ma lo apprezzo)"....

Travaglio il peggiore dei "perseguitatori" che proviene dalla vecchia DC.
Me l'aspettavo più da un "komunista" una simile asserzione.I tempi non cambiano...peggiorano, siamo tutti a cavallo di un "brocco" che molti chiamano "cavallino rampante".

Despedida a mi querida Italia.

Anonimo ha detto...

Nicola
anonimo Avvocato Docente, scrive:

... giudizio azionato da Mentana si sia definito in meno di tre mesi è "piuttosto" strano. Lo stesso giudizio davanti a quello stesso giudice dura in media tre anni e mezzo...

La "mini diatriba" in corso, ha spostato l'attenzione da quello che aveva scritto avvocato docente.
e cioè

Ma il giudice che è arrivato a quella sentenza è poi vero che in questo caso è stato casualmente rapido confronto al suo standard?
poichè se fosse vero è quantomeno normale trovarlo strano.

poi solo poco fa sono riuscito a leggere il post del dottor Lima, destra vs sinistra.

ieri sera devo proprio essere sembrato intempestivo...
scusatemi tutti.

comunque sarebbe ottimale mantenere un sano confronto qua, magari noi "altri" proveremo a non essere dei piagnoni.
voi altri invece (uso questi termini non per spregio ma per non dire di detsra di sinistra) provate a vedere se esiste una minima probabilità del perchè si sia formata questa crociata anti magistratura da parte di Silvio Berlusconi

Anonimo ha detto...

La domanda è:

se voi foste il giudice?
- ricordate il "gioco" presente sulla settimana enigmistica (magari poi c'è ancora) che illustrava un caso giudiziario alla settimana?

il titolo era, proprio cosi!

ora parafrasando quel titolo:

se voi foste l'imputato?

è normale che Silvio Berlusconi abbia subito (dico subito senza dare una carica negativa) qualcosa come 66 procedimenti penali?

io non so se questo numero corrisponde al vero, ma qualunque essi siano mi sembrano un pò tanti?

possibile mai che sia l'uomo più delinquente d'Italia?

chi conosce i veri numeri processuali di Silvio Berlusconi?

vi leggerò nei prossimi giorni.
buona serata

Nicola

Anonimo ha detto...

Nicola Milano
per Francy274

Intanto grazie per avermi comunque considerato.

Poi scusa ma sono veramente poco veloce nell'apprendere (alcune volte si alcune no, non sto scherzando)
Non ricordo di aver detto ne scritto che Travaglio fosse il peggiore dei perseguitori.

Comunque spiego meglio quello che ho detto su di lui.

Ammiro, leggo, e guardo ogni volta che riesco o mi è possibile Marco Travaglio.
Quando dico che non sempre sono d'accordo con lui mi riferisco al fatto che, anche lui non è infallibile e può sbagliare, oppure può dire cose che non mi convincono.
oppure, dice si la verità (e non parlo di sua verità) ma il modo come la espone, in alcuni casi, e come se dovesse indirizzare in una direzione (lasciamo perdere l'aspetto politico ora).
se per esempio io raffronto le cose dette da lui con qualche altro giornalista (non Fede... :-)) scopro che dicono le stesse cose, ma condite in modo diverso.

non so se sono stato chiaro.
disponibile ovviamente se serve al dialogo.

le persecuzioni.
guarda Francy,
volevo scriverlo in altra sessione dove sta scrivendo il "mitico" arturo ma lo anticipo qua:

1994
1mo Governo Berlusconi
secondo te, il modo in cui è caduto il governo è normale?

secondo te non c'è stata in alcuna maniera una spinta a far ritirare "la fiducia" dalla lega?

non rispondermi subito, gradirei che pensassi veramente a quegli avvenimenti.

credo che il nostro senso di persecuzione, come lo chiami tu
nasca proprio da li.

quando, a mio parere, vecchie volpi politiche, fregarono l'inesperto allora Silvio Berlusconi.

quando si cita Berlusconi, provate a vedere anche l'uomo, non mettete una gabbia davanti agli occhi e subito, si ragiona per impulso:

Berlusconi=Ricco=Potente=Dittatore=
Delinquente.


--------

Anche Silvio Berlusconi a grossi limiti, il primo è più evidente a mio parere, è che non è un politico.
ma per l'elettore di destra, questo non rappresenta un problema (qui sta il punto!) poichè non ragiona come tutti i politici.

Sono andato oltre, scusa.
restiamo al punto precedente 1994
se serve inserirò i fatti dell'epoca.

Grazie e a rileggerti.

Nicola

Anonimo ha detto...

e poi ancora.

gradirei che qualcuno mi fornisse una risposta al questito posto da Anonimo avvocato docente, ovvero:

(avvocato/docente)
... giudizio azionato da Mentana si sia definito in meno di tre mesi è "piuttosto" strano.
Lo stesso giudizio davanti a quello stesso giudice dura in media tre anni e mezzo...

(io)
La "mini diatriba" in corso, ha spostato l'attenzione da quello che aveva scritto avvocato docente.
e cioè

Ma il giudice che è arrivato a quella sentenza è poi vero che in questo caso è stato casualmente rapido confronto al suo standard?
poichè se fosse vero è quantomeno normale trovarlo strano.

Nicola Milano

Felice Lima ha detto...

Per Nicola Milano (commento delle 11.15).

Non è affatto detto che "ci sia qualcosa di strano".

Bisognerebbe leggere gli atti e conoscere i criteri di gestione del suo ruolo da parte del giudice.

Io, per esempio, gestisco il mio ruolo tenendo conto dello specifico di ciascuna pratica.

Dunque, non rinvio le pratiche solo secondo un ordine cronologico, ma anche secondo uno relativo al loro contenuto intrinseco.

Sicchè a fronte di una durata media dei miei processi di circa 4 anni e dieci mesi (quando sono arrivato nel mio ufficio quattro anni fa la durata media era di otto anni e mezzo; sono già sceso a 4 e 10 mesi e confido di arrivare entro un paio d'anni ai tre anni e mezzo che era la durata media che avevo raggiunto nel mio precedente ufficio), ci sono processi che durano sei anni e altri che durano tre mesi.

La settimana scorsa ho perso un intero pomeriggio per un appello avverso a una sentenza del Giudice di Pace in materia di contravvenzione stradale, perchè oggetto del contendere era una sospensione della patente per due anni e l'appellante aveva già scontato un anno e otto mesi della pena e sosteneva essere una pena illegittima.

Se avessi rinviato il processo a quattro mesi, la sentenza sarebbe stata inutile, perchè l'appellante avrebbe finito di scontare la pena.

Dunque, ho trattato e deciso il procedimento in quindici giorni (i tempi tecnici indispensabili).

La cosa che mi ha fatto arrabiare (ma solo interiormente) è stata che l'appello è risultato infondato e la pena del tutto legittima. Ma questa è un'altra storia.

Definisco in pochi mesi procedimenti delicati, nei quali per le parti il tempo è decisivo e rinvio anche a tre anni pratiche che non presentano nessun profilo di urgenza.

Faccio, fra l'altro, risarcimento danni e locazioni.

A volte, a seconda dei casi, un risarcimento danni può giungere senza danni :-) anche tre anni dopo.

Uno sfratto per morosità o una licenza per finita locazione, invece, vanno definiti in tempi veramente brevissimi.

Il caso di Mentana era un licenziamento. Urgente per definizione.

Immagino che i colleghi di quell'ufficio trattino con quanta più urgenza possibile i licenziamenti.

In definitiva, il problema posto dall'anonimo avvocato è, così come prospettato, del tutto malposto e lo è ancora di più se dobbiamo credere che a porlo è davvero un avvocato, che ben conosce queste dinamiche.

Ovviamente, il nostro blog ospita con piacere qualunque opinione. Quello che suscita qualche replica è il porre problemi privi di fondamento (il che è del tutto legittimo) alzando la voce come se si fosse scoperto il vero colpevole della strage di Brescia e chi non risponde non lo facesse solo perchè ha paura dei terribili quesiti di questo o quel lettore anonimo.

Infine:

1. chissenefrega di Mentana;

2. per chi è interessato al tema, credo comunque che la questione principale non sia in quanto tempo è stata emessa la sentenza, ma se sia giusta.

Felice Lima

sandro ha detto...

ma perchè appaio come sandro?
io sono Nicola di Milano, vabbè intanto lo Riscrivo


Grazie Dott. Lima,
risposta limpida e perfetta che mi permette di capire.

Credo che possa farle piacere che, intanto non me lo auguro per niente, se mai dovessi entrare in un tribunale, sapere che ci sia un giudice come lei mi darebbe maggior fiducia.

ora due curiosità:

1)...chissenefrega di Mentana.

Io non l'ho mai scritto, forse si riferiva all'avvocato/docente?
Anche perchè apprezzo Mentana Giornalista.

2) Ma Mentana non si era dimesso lui?
almeno così disse Mediaset, se così fosse (cioè si è dimesso) perchè un giudice dovrebbe reintegrarlo?

premetto dott. Lima
che non sono un ricco imprenditore che vuole licenziare qualcuno (anzi al massimo sono stato licenziato in passato), sono solo un agente di commercio.
Non so se ricorda ma cominciai a scrievere (molto sporadicamente) +/- un anno fa

Nicola

Francy274 ha detto...

Per Nicola:
grazie a Te per aver risposto al mio commento.
Premetto che la frase:
" Travaglio, il peggiore dei
"perseguitatori" che proviene dalla vecchia DC."
è un pensiero mio, l'ho scritto ironicamente leggendo il modo in cui
si parla di questo giornalista, che molti catalogano di sinistra.
Si, anche Lui è semplicemente un uomo e come tutti gli uomini
può commettere degli errori, ma la MAGGIOR parte delle notizie
che da non si possono smentire andando a sindacarle. Infatti nessuno
riesce a contestarlo fornendo prove di assoluta innocenza ed estranietà
ai fatti che denuncia, la maggior parte delle contestazioni è un coro di
"ma non è vero, ma non è vero" o "va la, va la, va la, va la",
il chè è poco per convincere gente come me.Non che io prenda per oro colato
tutto ciò che Travaglio o chiunque altro dicano, sono cavillosa,
non mi accontento del "sentito dire", le mie ricerche sono
lunghe ed estenuanti e fino a quando non ho chiaro ogni cosa
non mollo, la considerazione finale dev'essere un pensiero mio
non condizionato da nessuno!!

Passiamo ora alla domanda che mi poni su Bossi :
non lo so se ci sia mai stata una spinta a far ritirare
la "fiducia della lega", ma di certo so che : quando Bossi arrivò a
Roma a gran voce gridava "Roma ladrona, basta finanziamenti al Sud, vogliamo la
federazione degli Stati"...ricordo che allora indossava una camicia a
quadri in cotone di flanella ed un paio di jeans, sembrava un
operaio metallurgico che aveva appena finito il suo turno di lavoro, e pronto
alla rivoluzione, Ti confesso che mi inquietava.
Poi ricondo quando, senza le odierne censure televisive, Bossi attaccava pubblicamente
e più volte Berlusconi definendolo "mafioso", quando raccontò che convocato dal Premier
che elargiva cariche istituzionali gli disse :"Umberto qua dobbiamo stare
attenti a chi dare nomine istituzionali, ogni nomina è un quarto di nobiltà",
sempre a detta dello stesso Bossi , gli rispose:" e Tu quanti quarti di
nobiltà Ti sei dato?".Il Senatur in camicia di cotone flanellato allora
ne raccontava delle belle, e non mi è parso che avesse una pistola
puntata alla testa per fare quelle dichiarazioni.Notai altresì che alla seconda
legislatura Bossi indossava una camicia in seta ed un bel vestito griffato ed
era al fianco di Berlusconi con i toni più pacati....potere del divino Horus.

Proviamo a vedere anche l'uomo
Berlusconi.....ricco-potente, sarebbe
un Bill Gates o un Rockefeller come in tanti altri Stati,
Berlusconi delinquente? Mi piacerebbe poterlo chiedere a Paolo Borsellino, ma
è impossibile, lascio all'odierna magistratura l'aruda sentenza, non ho il potere
di farlo io, ritengo ingiudicabile chiunque fino ad indiscutibile sentenza. Certo
il Suo sfuggire ai processi la ritengo"latitanza".L'unica volta che lo vidi davanti
ad un giudice gli sentì pronunciare :"la legge è uguale per tutti ma per me è un pò
più uguale che per gli altri".Allora era già Presidente del Consiglio e non potè
avalersi del "lodo Alfano".Quella sua dichiarazione mi lasciò sgommenta ricorndando me,
che quando lessi per la prima volta in un Tribunale "LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI"
fui colta dalla sindrome di Stendhal.
Berlusconi politico...si concordo con Te...non è un politico, quindi trovo ingistificabile
che ricopra quel ruolo.

Chiedo scusa a tutti, mi sono dilungata troppo.
Certo Nicola, inserisci pure i fatti dell'epoca (1994), mi hai incuriosita.
A presto

Felice Lima ha detto...

Per Nicola (commento delle 16.45).

Gentile Nicola,

mi scuso con Lei e con tutti per il "chissenefrega di Mentana" che effettivamente non era chiaro e si prestava a equivoci.

Con quella espressione intendevo rispondere al fatto che "anonimo avvocato docente" prospettava la celerità del procedimento Mentana come politicamente sospetta.

Tendeva, in sostanza, a proporre il caso Mentana come una vicenda nella quale il giudice avrebbe in qualche modo "favorito una parte".

Ciò che volevo dire con quella espressione infelice è che il caso Mentana è, giudiziariamente parlando, un caso come mille altri e non ha molto senso ipotizzare senza addurre argomenti convincenti che dietro ci sia chissaché.

Quanto alle dimissioni di Mentana, non conosco gli atti di quel giudizio, ma dalle notizie di stampa emerge che Mentana si è dimesso solo dalla direzione dell'informazione di Canale 5, mentre Mediaset lo ha "licenziato" dalla conduzione di Matrix.

Ne approfitto per precisare che non sono sicuro che si tratti in senso proprio di un "licenziamento", non avendo io idea di quali siano i contenuti concreti del contratto che lega Mentana a Mediaset.

Grazie per la Sua attenzione.

Un caro saluto.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Per Nicola,
faccio riferimento al tuo interrogativo
"Se voi foste l'imputato"
"E' normale che S:B: abbia subito qualcosa come 66 procedimenti penali?"
"Ma qualunque essi siano mi sembrano un pò tanti"
"Possibile mai che sia l'uomo più delinquente d'Italia?"
La mia opinione personale è che S:B: è un imprenditore (o per dirla come Montanelli: un piazzista) che sa vendere bene la sua merce.
Ha convinto anche te.
"HA SUBITO 66 processi"
Quando si "subiscono" i processi è una cosa. Quando si fanno è un'altra.
&& procedimenti saranno forse il totale delle notule che ha pagato ai suoi avvocati.
Quando siamo noi a querelare qualcuno il processo non si "subisce" si fa. Se poi ci arrivi in cassazione i processi diventano tre, se poi all'interno di quel processo ricusi il giudice diventano quattro, se ci fai anche l'appello e la cassazione diventano sei. Ma è sempre il procedimento che hai iniziato tu querelando qualcuno.
ilS:B: ha anche detto che oltre 900 giudici si sono occupati di lui.
Con il suo pallottoliere incandescente ha contato tutti i giudici che formano i collegi, i P.M. che si susseguono nei vari giudizi, nelle varie sedi competenti.
Giocare come fa lui sapendo bene che l'informazione non si preoccupa di queste sottigliezze è bluffare l'opinione pubblica, la credulità popolare.
Per ora devo chiudere ma il discorso andrebbe chiarito vista la scarsa informazione.
Alessandra

Nicola - Milano ha detto...

Grazie a anche a voi,
poi rallegrante Francy il suo racconto/ricordo di Bossi è gradevolissimo oltrechè reale, dopo dirò la mia versione di allora, tuttavia vorrei aggiungere anche io un qualcosa di “poco positivo” della lega di allora, o quanto meno Pre 1994.

Ricordo Di Pietro magistrato (sublime come PM, per vari motivi, pessimo come NON politico proprio come Berlusconi) mentre in dibattimento interroga Carlo Sama, vado a braccio.
(PS Sembrava uno sketch ben congegnato tanto era “divertente”)


DP – Allora è tutti vero che tutti i partiti hanno preso i soldi? –
S – Certo!
DP – Allora anche il PCI? –
(Ribadisco che vado a braccio)
Sama conferma, e Di Pietro incalza
DP – Allora anche la lega? –
S – Certo anche la lega ricordo che fu consegnato all’allora non so…. 200 milioni (non ricordo bene credo che fosse questa la cifra, i puntini invece sono perché non ricordo se disse di un segretario o usciere o qualche nome, ma non di primo piano).

Nicola - Milano ha detto...

Bossi e la camicia di Flanella
Bossi allora, usava ogni apparizione televisiva per fare “propaganda mediatica” ad un partito che sembrava fosse composto da pazzi. (inteso come visionari, non come salute mentale)

Parlava male di Berlusconi,
confermo anche quello e chi lo nega, ci mancherebbe, ma ricordo che (è poco che scrivo qui ma magari con il tempo acquisirò un minimo di credibilità) nel 1994 sotto una incalzante campagna di stampa contro (piaccia o meno le cose stanno cosi) Dileggiare Berlusconi sembrava, ed è rimasto ma adesso risponde a modo suo…, sembrava dicevo lo sport nazionale.

Poi ora i fatti, come li ricordo
Se serve farò ricerche e sarò più preciso.


1993
Berlusconi fa ampiamente trasparire che ha intenzione di scendere in campo.
Il procuratore di allora (dott. Lima se sbaglio i termini tecnici, cerchi di comprendermi io mi occupo di tutt’altro nella vita)

Lancia uno strano proclamo,
almeno così pareva allora, ovvero.

- chi ha degli scheletri nell’armadio, non pensi di entrare in politica -
(+/- queste le parole, si accettano correzioni).

Fino a quel momento il sig. Berlusconi non mi era mai stato simpatico, ma certo non per motivi politici, e poi io comunque ho sempre votato e votavo MSI.
Mi divenne simpatico perché poteva arginare (ai miei occhi) la calata dei comunisti lanzichenecchi.

Bene, restando a quelle parole allora ero troppo giovane per farci persino caso, e forse (il beneficio del dubbio almeno qui glielo possiamo riconoscere) nemmeno lui.

1994
Berlusconi entra ufficialmente in politica.


Piccola sospensione sulle parole di Borrelli di allora.
Che vuol dire se ho scheletri nell’armadio non entri in politica?
Vuol dire che se io sono uno spacciatore ma sto LONTANO dalla politica ottengo un lasciapassare?
Se non faccio politica posso fare tutte le speculazioni (quelle illegali) che voglio se entro in politica no??!!??
Scusate ma a me il senso sembra quello!

Nicola - Milano ha detto...

Fatto sta che:
1994 dopo pochissimo tempo, viene arrestato il fratello di Silvio Berlusconi, partono una serie di iniziative giudiziarie che sfoceranno nel poco elegante (per non dire peggio) avviso di garanzia sul corriere della sera, all’inizio di un Summit internazionale.

Credo che ammettere che ci fu un errore iniziale, quello è il sassolino che diventerà una valanga, un errore della magistratura dicevo, mossa dai recenti successi (in parte sacrosanti) di mani pulite, unite alla gara di dileggiare l’uomo berlusconi di allora, abbia seriamente compromesso il rapporto berlusconi magistratura per sempre, poiché se anche successivamente ci fosse qualcosa a suo carico di concreto, nessuno più (da destra) credeva alla magistratura.

Unito al fatto che con mani pulite sono riusciti a punire tutti, tranne l’allora PCI.
Io che credo di essermi informato non poco

(siamo molto simili Francy, tu: …sono cavillosa,
non mi accontento del "sentito dire", le mie ricerche sono
lunghe ed estenuanti e fino a quando non ho chiaro ogni cosa
non mollo, la considerazione finale dev'essere un pensiero mio
non condizionato da nessuno!...)

so che la colpa non può essere attribuita al pool ma alla capacità dei compagni di “saper soffrire qualche giorno di carcere in più” confronto ai fighetti dell’allora DC PSI e quant’altro.

A me Berlusconi, cominciò a diventarmi simpatico proprio li, in quel periodo.
Ora mi fermo perché dovrei anche parlare del ruolo del P.D.R. di allora, ma vorrei prima vedere come viene accettata o metabolizzata questa mia ricostruzione.

I fatti certi sono:
la strana concomitanza dell’ingresso di Berlusconi con l’inizio dei suoi guai giudiziari.


Prevedo alcune vostre/sue contestazioni.
L’annuncio fatto da Borrelli, non può tenere conto delle scadenze elettorali (che coincidenza però!)
E i fatti contestati sono (alcuni, ma non pochi) prima della discesa in campo.

Vero sia uno che l’altro, ma
La cosa strana e che l’unico che sarà “pizzicato” sarà l’unica persona che fermò la possibile calata dei lanzichenecchi (uhm scusate l’umorismo, i comunisti) proprio subito dopo, e subito dopo la sua vittoria alle elezioni.

Sempre strano e che
Se aveva commesso prima, come mai scoppia tutto solo dopo?

Per il momento mi fermo qui, grazie se sarete arrivati fino alla fine.

PS.
Per quel famoso avviso di garanzia (il 1mo) Silvio Berlusconi fu comunque assolto.
Non ho alcun dubbio che su questo punto, avremo modo di tornarci tutti. :-)

Buona serata.
Nicola

Nicola - Milano ha detto...

Ostia Allessandra
mi scusi non avevo ancora letto il suo post
me lo leggo con calma e le risponderò.

Ovviamente non stasera
grazie per l'attenzione comunque, veramente.
fa piacere stabilire un dialogo, a me fa veramente particolarmente bene non restare chiuso nelle mie convinzioni, spero anche a voi.

Buona notte

Nicola - Milano ha detto...

Per Alessandra

...Giocare come fa lui sapendo bene che l'informazione non si preoccupa di queste sottigliezze è bluffare l'opinione pubblica, la credulità popolare.
Per ora devo chiudere ma il discorso andrebbe chiarito vista la scarsa informazione...

Sfrutto l'ampio week end per portarmi "avanti con il lavoro" :-) poichè dal 3 giugno avrò molte più difficolta.

Allora Alessandra, grazie anche a te.

intanto sui 66 procedimenti io mettevo la formula dubitativa.
tant'è che chiedevo se qualcuno conosceva i numeri reali.

Concordo su quello che hai scritto, specificando le singole differenze e come si arriva facilmente a certi numeri.

Difatti lo sboomm di 900 e passa giudici manco l'ho preso in considerazione.

Non mi piace però che si pensi e si dica che mi bevo ogni cosa che dice "il capo".
Come ho già detto pure lui sbaglia e non poco, sopratutto nei confronti della Giustizia.

Per la disinformazione non ti preoccupare quindi, quantunque ne avessi credo che sia di livello accettabile.
Certo non come l'arturo che scrive in altra sessione, ma sinceramente comincio a dubitare fortemente che sia reale.
non fraintendetemi però non dico mica che sia mosso da qualcuno.

Dicamo solo che se fosse vero, secondo me
prima esce dal PDL prima ne guadagna la sua salute, perchè a me sembra un persona che stia subendo una situazione che non condivide.

Io non accetterei mai quello che lui racconta.

Torniamo a noi Alessandra.

io sono uno che si è molto informato sulla vicenda della dottoressa Forleo, e trovo quantomeno strano che Repubblica (i giornali di destra fanno peggio) che non risaltano alla stessa maniera le cose come fanno per Berlusconi.

Niente e nessuno potrà convincermi che NON CI SAREBBE in atto un tentativo di fermare la dottoressa Forleo

Poichè invece secondo me è così.
in altro blog ho scritto una mia opinione al riguardo.

adesso per mancanza di tempo non la riporto, mi riprometto di farlo appena mi è possibie.

Ma tu Alessandra, posso chiederti cosa pensi di (a grandi linee):

Banca del salento
Telecom serbia
Unipol/Bnl?

Anonimo ha detto...

Per Nicola,
se stai seguendo il blog,saprai che il caso Forleo ha subito un'anatomia che non ha risparmiato i risvolti e finalità politiche di quell'incolpazione.
Sono profondamente convinta che noi cittadini italiani siamo le pedine inconsapevoli (ma anche no) di un gioco più grande che non ci potrà mai appartenere.
La nostra presenza o astensione ufficiale al voto elettorale giustifica "gli eletti dal popolo" al gioco che è iniziato subito dopo la guerra e che serve per continuare.
Dentro c'è di tutto: Tante morti eccellenti,la lista dei 500 di Sindona, Cuccia, l'Avv:Ambrosoli, la sua lettera testamento, la sua morte, la morte di Sindona, le stragi, il terrorismo, il doppio Stato che non è doppio, i servizi deviati che poi non sono deviati,"l'esilio" (come lo chiamava lui) di Craxi.
La staffetta di quella continuità continua ad essere passata ora qui ora là.
Ti riporto le dichiarazioni di Bondi e Cicchitto quando furono pubblicate le intercettazioni di D'Alema e altri sul caso BNL (da Italia Oggi 12.6.2007):
"Non useremo mai questi frammenti di intercettazioni per attaccare i leader dei DS, anche se in questi ultimi 12 anni la sinistra non ha esitato a farlo per andare contro Silvio Berlusconi", ha detto Bondi."C'è un uso inaccettabile e incivile delle intercettazioni telefoniche", ha detto Cicchitto.
Ed in merito alla questione che
" per il gruppo dirigente dei DS l'Unipol era una struttura economica finanziaria ad esso collegata e ne sosteneva la scalata alla Bnl per motivi economici e politici. Ragion per cui le polemiche unilaterali sul conflitto d'interessi saltano clamorosamente". (continua il giornalista Mauro Romano)
"La mano offerta dai forzisti ai diessini in cambio di una pietra tombale sul conflitto di interessi".
Aggiungo io, interessi solo loro.
Ognuno deve fare le proprie "riforme".
Oggi chi governa combatte i magistrati e i loro strumenti.
"il fedelissimo Arturo" si è sperticato a sostenere che il conflitto di interessi di Berlusconi non c'è più, che ha ceduto tutto, compreso il Milan.
Vedi, penso che noi con loro, non c'entriamo niente.
Il patto è fra le forze in campo unicamente per la gestione del loro potere.
Oggi anche dall'Europa ci dice che
la crisi in Italia viene ammortizzata dalle famiglie.
Noi siamo il popolo dalle mille risorse.
Ma non prendeteci in giro per favore con la politica.
Alessandra

Francy274 ha detto...

Per Nicola Milano:

Leggo solo ora la risposta al mio commento, chiedo scusa il tempo a volte è tiranno, e...mi hai suggerito un post che vorrei scrivere nel mio blog, certo dietro Tuo consenso, visto che dovrò riferirmi a ciò che mi hai risposto.

Aspetto una Tua risposta.
Con simpatia....
Francesca

Francy274 ha detto...

Complimenti Alessandra...
concordo con tutto ciò che hai detto, mi hai davvero rallegrata con il Tuo commento...insieme a me qualcuno c'è che ha chiaro il senso delle parole..Repubblica e Società.I politici non c'entrano nulla con Noi...e fino a quando tutti i cittadini non ne prenderemo atto i potenti lo saranno sempre di più!!

Anonimo ha detto...

Grazie FRANCY274...
qui ci si sente almeno meno soli.
In un commento Mathilda auspicava la formazione di un partito riferendosi al Giudice Lima.
Sinceramente sia il Giudice Lima e tanti come lui, stanno bene dove stanno, sono la nostra vera garanzia costituzionale.
La loro è la totale indipendenza e autonomia (dal potere politico).
Alessandra.

Francy274 ha detto...

Si, i Giudici devono restare dove sono...ultima roccaforte della Nostra maltrattata Costituzione e ultimo punto fermo per i cittadini onesti. I combattenti d'ogni fazione non devono lasciare le Loro postazioni, saremmo persi, e tutti insieme ce la faremo a rendere l'Italia una Nazione democratica come quelle del Nord Europa.
Grazie a Te Alessandra.

Nicola - Milano ha detto...

Ma certo Alessandra,
ci mancherebbe pure, dammi le coordinate del tuo blog almeno ci butto un occhio :-) magari ti scrivo qualcosa anche li, sempre che non rompo le scatole.

sul tuo messaggio, prometto comunque ti tornarci, poichè è vero che di fondo ai ragione, ma ahimè non vedo vi di uscita.

perchè questo tipo di politica maneggiona,(dx sx non cambia nulla infondo) è come le onde del mare, non finisco mai, non c'è scampo.

attendo il link del tuo blog.


Dottor Lima in politica?
spero di no, seguo da molto questo blog, ne frequento qualcuno occasionalmente su altri sono anche intervenuto.
su questo e quello dove riesco a stare più zitto, poichè ho molto da apprendere.

Ricordo ancora con piacere il modo in cui il dottor Lima mi accolse, con una mail (a nome del Blog) di benvenuto.
mi colpì subito, i contenuti hanno fatto il resto.

grazie Nicola

Felice Lima ha detto...

Per Nicola (commento delle 19.03).

No, gentile Nicola. Io in politica no.

Le ragioni le ho esposte in un commento di qualche tempo fa, che può leggere a questo link.

Un caro saluto.

Felice Lima

Francy274 ha detto...

Per Nicola Milano,

penso che quel "si" fosse rivolto a me.Il mio blog è facile da raggiungere, Ti basta cliccare su Francy274.
Grazie per aver accettato.

Nicola - Milano ha detto...

Perfetto dottor Lima, era proprio quello che mi auspicavo non entri in politica, a seguire capirà il perché, intanto ora mi leggo il suo link

Nicola - Milano ha detto...

Gentili Alessandra e Francy274

Torno sull’argomento

Ogni volta che riesco a stabilire un contatto “civile” con persone che la pensano in modo differente dal mio sotto l’aspetto politico, arriviamo poi a scoprire che avevamo ragione entrambi, tranne le persone di cui prendiamo le parti.

Se resto in superficie ad esempio, senza andare in profondità di alcune eventi giudiziari che ho seguito scopro che nessuno (ovviamente) è perfetto e sarebbe sempre meglio non lanciare accuse, poiché ricordando un famoso (e sottovalutato) discorso di Craxi alla camera, cito solo la parte finale << i fatti prima o poi lo prefigureranno come spergiuro>>.

Su Berlusconi e company, non inserisco niente, poiché è compito vostro... :-)

Se invece faccio riferimento a D’Alema ad esempio, userò le parole del professore Franco corsero.
Professore F.C. su Repubblica del settembre del 2007 - si riferisce a D’Alema sul caso Forleo.


- ...Due mesi fa alternava pose dolenti («martirio mediatico»), proteste, massime perentorie, giudizi durissimi sugli asseriti persecutori; poi tiriamo il fiato alla notizia che voglia spogliarsi dell'immunità lucrabile sotto lo scudo d'una legge malfamata, sottomettendosi al vaglio giudiziario.
Era ora.

Nient'affatto, guadagna mezza estate annunciando una memoria difensiva, e gli argomenti sono acqua fresca.

Non parlo del merito: se esista l'ipotetico reato, lo diranno dei giudici, in quanto il pubblico ministero formuli un'imputazione; forse no, gliel'auguro; qui interessa la schermaglia che se riuscisse, manderebbe in fumo la prova, almeno nei suoi confronti.

Mancando ogni base plausibile, l'ipotetico «no» della Camera, stipulato mediante «larga intesa», sarebbe precedente ignobile.

Verso l'equinozio d'autunno sopravviene il colpo di scena: Montecitorio non è competente; quando gli apparecchi della Procura fissavano le voci, luglio-agosto 2005, lui era parlamentare europeo; il tutto presentato come scoperta dell'ultimo istante.

Se le dicerie meritano credito, la richiesta sarà rispedita al mittente: impari le regole quel gip, così accanito; e chieda a Strasburgo il permesso d'usare i dialoghi galeotti... -
F.C. L'articolo prosegue.

Tutti sappiamo come andò a finire...


Oppure se tento, (poiché riconosco che è veramente complicata) di informarmi sull’inchiesta Why not e Poseidone.
Scopro che persino, il sostituto di De Magistris Pierpaolo Bruni, qualche problema lo sta incontrando, e mi è parso di aver capito che in qualche maniera, magari giustamente per carità… Romano Prodi (accusato da De Magistris di abuso di ufficio, e da Bruni credo di capire anche da qualcosa di più) sia riuscito, o così sembra, ad uscire dall’inchiesta.

Sul punto sopra si accettano correzioni e precisazioni, saranno gradite.

Nicola - Milano ha detto...

Insomma quello che voglio dire e che io parto sempre dal presupposto che nessuno dei due è meglio dell’altro, chi cioè ad esempio tra: Berlusconi, Prodi, D’Alema o Veltroni, o se vogliamo semplificare nessuna delle due parti è meglio della l’altra..

Chi mi conosce dal Vivo, sa che io dico sempre, tra i due ladri ne devo scegliere uno, tanto vale che scelgo quello che si avvicina di più al mio modo di pensare.
Lo so è terribile questo se vogliamo, ma è inutile la storia dell’uomo è piena di buoni propositi rimasti tali e mi sembra di ricordare che i politici buoni o mammola, non hanno mai fatto una bella fine.

Un ultima preghiera la rivolgo a chi si sente di raccoglierla,
informarmi sul caso Forleo è stato veramente semplice poiché persino un bambino o chi non mastica temi giudiziari è in grado di capire che si sta tentando una bella por…a

Mi piacerebbe essere aiutato a capire cosa sia successo alla procura di Catanzaro o per essere più chiari qualcosa sull’indagine di de Magistris.

Grazie e a rileggervi.
Nicola

Nicola - Milano ha detto...

due cose rapide rapide:

il Professore Franco CorDero, ieri l'ho scritto con la S al posto della d, Cordero comunque.

Francy274
devo proprio esserti sembrato un "gino" (modo di dire milanese) nel richiederti il link del tuo blog, mentre l'avevo sotto gli occhi.

Anonimo ha detto...

per Nicola,
non ho un blog.
Mi puoi trovare qui.
Alessandra

Francy274 ha detto...

Per Nicola-Milano :

Figurati, ho capito che si trattava solo di distrazione....ma cosa vuol dire "gino"? :))
Il post c'è nel blog, se vuoi dargli un'occhiata.

Nicola - Milano ha detto...

Adesso avete potuto constatare quanto io sia imbranato nelle cose semplici.

Si il si era per Francy274
scusa Alessandra, ma io faccio l'azzeccagarbugli andando a cercare qualsivoglia tipo di informazione, e poi non vedo le cose semplici che ho sotto gli occhi.

Doppiamente "Gino".

Mi sono anche reso conto di aver postato parecchio "finalmente" qui, ma di non aver fatto i complimenti per questo interessantissimo e inquietante articolo di Fedora Raugei.

Comunque stare dietro al blog è difficile, come "fruitore" immagino cosa sia da "redattore".

Anonimo ha detto...

Dott. Lima, forse è a causa del fatto che non si occupa di diritto del lavoro che ha dimenticato come funziona quel rito. Non metterò quindi in dubbio il fatto che lei sia un magistrato validissimo, anche se lei invece mette in dubbio il fatto che io sia avvocato e perfino docente di diritto del lavoro, ma d'altronde mi rendo conto che rimanendo io anonimo si potrebbe effettivamente ritenere che io sia un semplice pizzettaro (aspirazione di tanti avvocati attualmente) piuttosto che un sedicente avvocato.
Comunque, ha presente, dott. Lima, gli artt.410 e 410 bis cpc. ossia il tentativo obbligatorio di conciliazione, solo esperito il quale (o trascorsi 60 giorni dalla richiesta di esperimento) è possibile adire il giudice competente? si ricorda l'art.415 che prevede che tra la data di notificazione al convenuto e quella dell'udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni?
Dal deposito del ricorso, inoltre, il giudice ha 5 giorni per emettere il decreto di fissazione di udienza e l'avvocato deve notificare il ricorso con pedissequo decreto entro dieci giorni.
Solo così, se tutto fosse stato fatto senza perdere neanche un minuto, saremmo a 105 giorni (in realtà 107), ossia tre mesi e 17 giorni.
Mentana è stato licenziato il 12 febbraio. Faccia un po' i suoi conti e veda se riesce Lei a capire come si possa essere già definito il giudizio Mentana, con sentenza.
Sentenza e non provvedimento d'urgenza.

Visto che Lei è così preparato.

F.to
Un avvocato docente di diritto del lavoro

Felice Lima ha detto...

Per Anonimo delle 16.14.

Gentile Avvocato,

ha perfettamente ragione.

La ringrazio per avere sviluppato il Suo ragionamento e mi scuso per la superficialità con la quale avevo analizzato la questione (non ricordavo la data del "fatto").

Quanto al tono delle mie risposte non era dettato dal Suo anonimato, ma dal tono (a mio parere ingiustamente) ostile del Suo intervento, nel quale ipotizzava, fra l'altro, una "censura" che noi non avevamo affatto praticato.

Da un articolo del Sole24ore che può leggere a questo link emerge che Mentana sarebbe stato licenziato il 9 febbraio e la sentenza sarebbe sopraggiunta il 25 o il 26 maggio.

Dunque, dopo 105 o 106 giorni.

Tecnicamente, dunque, la cosa sarebbe possibile, ma sono pienamente d'accordo con Lei che si tratterebbe di tempi decisamente inusuali.

Dobbiamo provare a trovare questo provvedimento per capire cosa sia esattamente accaduto.

Grazie, comunque, per il Suo contributo.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Magari era un 700 cpc per licenziamento illegittimo.
Mi pare di ricordare in un'intervista rilasciata da Mentana alla trasmissione 8 e mezzo, che lui ha dato le dimissioni che sarebbero diventate operative in aprile. L'anticipazione a febbraio si vede che è stata riconosciuta illegittima.
Alessandra