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sabato 22 ottobre 2022
La salva correnti.
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sabato 15 ottobre 2022
Un marziano tra noi
di Milena Balsamo - Magistrato
Ora, è indubbiamente vero che, come sostiene il dott. Santalucia, la riforma Cartabia è un assemblaggio di disposizioni tanto generiche quanto pericolose per il modello costituzionale di magistrato e che la forte spinta verticistica di cui essa è intrisa vulnera in modo nemmeno troppo celato il disposto dell'art. 107 della costituzione, anche se ciò sembra non dispiacere a molti.
Provocano però un misto di sconcerto e turbamento le dichiarazioni di Santalucia, secondo le quali ' l’Anm “non è rimasta inerte“ e i magistrati stanno “facendo i conti con gli errori del passato” e gettando le basi per una “più efficace prevenzione delle cadute etiche e che egli non avrebbe visto fare altrettanto ad altre categorie professionali che hanno conosciuto e conoscono simili cadute”.
Perchè queste frasi sembrano profferite da un alieno che ha vissuto
gli ultimi quattro anni su Marte.
E infatti come può il collega
affermare con cotanta sfrontatezza che l'Anm non è rimasta inerte a fronte delle
cadute etiche della Magistratura e della sua istituzione?
Dove mai era Santalucia quando il
Procuratore Generale della Cassazione ha adottato la direttiva autoassolutoria,
quella che ha legittimato tutte le condotte di autopromozione dei magistrati, senza
che l'Anm di cui lui è vertice profferisse una sola parola di biasimo?
E dov'era quando l'Anm ha assolto
tutti i Magistrati coinvolti nelle chat di Luca Palamara: tra chi denigrava i
colleghi per piazzare i 'nostri' perché
ci hanno votato e alla fin fine sono anche bravi, a chi li denigrava per
piazzarsi, a chi addirittura chiedeva di condannare disciplinarmente il collega
troppo indipendente, a chi si raccomandava per non farsi spostare, benché
segnalato dal capo dell'ufficio, “perché tanto qui tutti hanno parenti mafiosi”
(si veda il contenuto della chat pubblicate su molti quotidiani, come quelle di
cui al seguente link: https://www.ilriformista.it/la-gip-di-reggio-accusa-magistrati-imparentati-con-le-cosche-183927/) ?
E dove ancora si trovava
Santalucia quando il Csm - ove si presume egli si trasferirà con altri ora ai vertici dell'Anm alla prossima consiliatura- ha dato loro la benedizione?
Quale altra categoria è
strutturata con un organo di autogoverno le cui decisioni non vengono impugnate
( certamente non dall'interessato nè da chi si trova in probabile situazione di
conflitto) e che ha potuto sottrarsi alla legge?
Medici e docenti per fatti
analoghi sono stati tutti indagati. E’ il caso di ricordarlo a Santalucia che
forse non ha neppure letto i quotidiani.
Quale percorso di palingenesi
etica ha iniziato la Magistratura rispetto alle altre categorie?
Perché nessuno lo ha visto.
E ancora tocca ricordare al
presidente dell’Anm che la riforma Cartabia l'ha voluta l’associazione delle
correnti, da lui presieduta, quelle correnti che hanno tuttora i loro uomini
nei posti chiave, anche del Ministero della Giustizia, dalle cui nobili file, come
è noto, proviene anche il dott. Santalucia.
E a nessuno di quegli uomini né le
correnti né l’Anm hanno mai chiesto le dimissioni, benché - secondo la ricostruzione di
Santalucia- non avrebbero dovuto
tollerare - credo - in un percorso di autoriforma etica- la loro collaborazione a progetti fratricidi.
Quella riforma l'ha voluta l'Anm
che ha proclamato un giorno di sciopero cui nessuno avrebbe mai partecipato
perché reazione intempestiva e risibile.
La Magistratura non vuole essere
messa in riga?
Ma dott. Santalucia, era proprio
quello che volevate!
E lo avete già ottenuto. La
riforma elettorale del Csm è stata anche il premio che avete ottenuto per la
vostra accondiscendenza e che sperate nessuno vi tocchi.
E la riprova che la riforma
Cartabia sia quanto mai gradita all’Anm è testimoniato dal fatto che il dott.
Santalucia si è ben guardato dal rivolgere un attacco così virulento al governo
che quella legge ha partorito.
A questo punto non si comprende
nemmeno che cosa mai pretenda ora l’Anm dal nuovo governo: che non metta mano
alla controriforma cartabiana palesemente incostituzionale????
Se fosse così, dovremmo capire
bene come funziona questa associazione e soprattutto quali sono le sue reali
finalità, palesemente contrarie a quelle statutarie.
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mercoledì 28 settembre 2022
ELEZIONI C.S.M. 2022
Il Comitato AltraProposta, nato
per offrire un’alternativa al sistema della selezione correntizia dei
candidati, nel prendere atto del risultato della competizione appena conclusa
in primo luogo ringrazia tutti i
sorteggiati che hanno accettato la candidatura sottoponendosi al giudizio
dell’elettorato.
La loro valorosa scelta ha
consentito di dare corpo all’idea di fondo che ha ispirato la genesi del
Comitato: il sorteggio temperato come metodo di preselezione delle candidature.
Ma ha anche consentito l’elezione
di Andrea Mirenda al CSM, unico sorteggiato ex lege che immediatamente ha
chiesto il collegamento sia con i sorteggiati di AltraProposta che con gli
altri sorteggiati ex lege,
condividendone da sempre
l’impostazione metodologica, come a tutti noto.
Senza voler sconfinare nel campo
dell’analisi politica del voto che esige un'attenta riflessione, in particolare
sulle ragioni della percentuale delle schede bianche e nulle, AltraProposta
rivendica con orgoglio il carattere vincente dell’iniziativa faticosamente
portata a termine, a fronte di una riforma elettorale che ha, nei fatti, come
prevedibile, bocciato ogni altra iniziativa di candidature veramente indipendenti
al Consesso consiliare.
Con sforzo corale e dismissione
di ogni tentazione personalistica, il Comitato ha sperimentato un metodo di
individuazione di candidati senza vincolo di mandato, adattando lo strumento al
meccanismo introdotto dalla recente riforma, in prospettiva dello scopo
perseguito.
Lo strumento utilizzato,
rudimentale e a tratti improvvisato, si presta senza alcun dubbio a future e,
si spera, a più proficue sperimentazioni che possano valorizzare con ancora
maggiore efficacia la spinta riformista dei colleghi che hanno votato per i
candidati sorteggiati.
Lo svolgimento di primarie tra
sorteggiati, precluso di fatto dall’avvicendarsi degli eventi, anche
legislativi, in occasione dell’ultima tornata elettorale, consentirà infatti a
tutti i magistrati di partecipare attivamente alla loro individuazione quali
candidati al CSM.
Nella consapevolezza che il nuovo
sistema elettorale ha premiato principalmente, sia nel maggioritario che nel proporzionale,
quasi esclusivamente i candidati delle correnti più forti, realizzando nei
fatti un bipolarismo quasi perfetto, dobbiamo dare atto che soltanto l’impegno
collettivo di quanti hanno condiviso una visione alternativa al sistema
tradizionale di investitura ha
consentito di raccogliere il risultato proporzionale.
Questo è il metodo che in futuro
ci proponiamo di replicare, perseverando nell’auspicio di una vera modifica
della controriforma elettorale, quale unico antidoto alle gattopardesche spinte
conservative dello status quo.
Nel rinnovare la nostra
riconoscenza a tutti i candidati sorteggiati dal Comitato, formuliamo al neo
eletto Andrea Mirenda l’augurio di poter svolgere il suo mandato con la
serenità che lo ha sempre contraddistinto come magistrato.
Un augurio di buon lavoro a tutti
i nuovi consiglieri.
Il portavoce del
Comitato
Andrea Laurino
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28.9.22
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sabato 24 settembre 2022
Consigliere per caso
Andrea, anzi consigliere Mirenda, immaginavi, quando ti è capitato di venire sorteggiato, di poter essere eletto?
Ovviamente non
immaginavo minimamente che un semplice sorteggiato ex lege, figlio della
casualità assoluta, potesse essere eletto.
Confrontarsi a
mani nude con le corazzate correntiste non poteva far sperare in niente di
positivo.
E invece…
Che
significato ha la tua elezione?
I colleghi che
mi hanno votato hanno chiaramente sostenuto la battaglia decennale che conduco unitamente agli amici
del blog “Uguale per Tutti” che invito a
leggere, per contrastare l’affarismo correntizio, prima minaccia interna
all’indipendenza del singolo magistrato.
Una battaglia,
quella del nostro blog, a favore del sorteggio temperato e della rotazione
nella dirigenza giudiziaria, che facciamo non per noi ma per i cittadini,
affinché sia garantito loro un giudice libero da ogni possibile
condizionamento.
Con quali
propositi affronti questo nuovo e, se permetti, anche severo impegno?
Cercherò di indirizzare il mio contributo e il mio voto nel CSM a favore di tutti i
magistrati che - con abnegazione - onorano ogni giorno la toga, dedicandosi al lavoro di scrivania
con passione civile, vero orgoglio e schiena dritta della magistratura.
A loro,
dunque, il mio leale riconoscimento, sempre nel rispetto della legge vigente
Che giudizio
complessivo dai dei risultati di queste elezioni?
Queste
elezioni si sono rivelate un triste plebiscito a favore del sistema
correntizio.
La Legge
Cartabia poco o nulla ha fatto per impedire ciò, anzi…
Pare chiaro,
poi, alla luce dell’esito descritto, come
la questione morale - al nostro
interno - non sia avvertita più di tanto, nonostante il severo monito del Capo
dello Stato a superare la “ modestia etica” che ci avviluppa.
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sabato 10 settembre 2022
Il cappio politico
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giovedì 8 settembre 2022
La guida di Guido.
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mercoledì 7 settembre 2022
Complici
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sabato 27 agosto 2022
Assistenza agli associati
Mentre in alcuni tribunali d’Italia si sono celebrati o si stanno celebrando processi a carico di docenti universitari accusati di aver attuato sistemi di cooptazione di loro protetti, per fatti analoghi, disvelati a tutti dalle chat di Palamara, la magistratura italiana si è arroccata
Eppure quello che fanno i professori
universitari è esattamente quello che fanno i correntisti: attività di lobbing
per “piazzare soci”.
Il Csm invece ha finora assolto tutti i complici di Palamara e i magistrati italiani non solo non hanno fatto nulla per fermare l’attività del malaffare, ma addirittura ne difendono strenuamente le strutture, facendo finta che possa credersi che si possano difendere le strutture senza essere complici dei loro misfatti.
Pare inserirsi appieno in questo atteggiamento anche la decisione della Scuola Superiore della Magistratura di dedicare una sessione del corso su “Storia della magistratura e dell’associazionismo”, che si terrà a Scandicci dal 3 al 5 ottobre prossimi, alla storia correnti della magistratura, strutturandola, come si può evincere dall’estratto del relativo programma che si pubblica qui di seguito, in una serie di interviste ad esponenti storici dei principali gruppi associativi della magistratura.
Il paradosso nel paradosso è che le conduzioni di tali
interviste sono state affidate ad ex direttivi, a loro volta appartenenti a
quelle correnti.
Si può quindi dubitare fortemente che costoro sapranno
assolvere il compito con spirito
realmente critico, come dovrebbe essere, cosicchè il risultato finale sarà
quello di una ennesima giustificazione/assoluzione del correntismo.
Del resto quale risposta ci si può attendere dall’oste al quale
un cliente affezionato chieda come sia
il suo vino?
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mercoledì 3 agosto 2022
Gentile Collega
Sono Massimiliano SACCHI, nato a
Napoli, dove vivo, il 15.3.1973, e sono Consigliere presso la Corte di Appello
di Napoli.
Le recenti e note vicende, che
hanno coinvolto componenti togati e non del CSM, hanno fatto emergere, in
maniera inequivocabile, una degenerazione dell’associazionismo, che, asservendo
nobili istituti a fini utilitaristici e di carriera, ha finito con il danneggiare,
forse irrimediabilmente, l’immagine che, agli occhi dei cittadini e
dell’opinione pubblica in generale, l’intera categoria aveva faticosamente
costruito, attraverso l’unico strumento del quale il magistrato dispone: lo
svolgimento meticoloso del proprio lavoro, scevro da condizionamenti di sorta e
soggetto soltanto all’applicazione della legge.
Per questa ragione ho deciso di
offrire la mia disponibilità quale candidato alle prossime elezioni per il
rinnovo del CSM, che si terranno nei giorni 18 e 19 settembre 2022.
Come forse saprai, un gruppo di
colleghi, riunito nel Comitato Altra Proposta, ha, in vista della prossima
tornata elettorale e dando voce ad istanze diffuse all’interno della nostra
categoria, organizzato e condotto a termine una complessa procedura per
l’individuazione, tramite sorteggio, di colleghi candidabili.
Io rientro tra coloro che sono
stati sorteggiati e che, accettando la sfida di una difficile competizione
elettorale, ha deciso di manifestare la propria disponibilità.
Infatti, vincendo le resistenze
che, come potrai immaginare, mi avevano inizialmente assalito, ho ritenuto
doveroso cogliere l’occasione che mi è stata offerta, per poter dare il mio
contributo professionale ed umano in questo delicato momento della nostra vita
lavorativa.
Mi presento, quindi, come
candidato per la categoria dei giudici di merito, per il Collegio 3, che
include la Campania, il Molise, l’Abruzzo, le Marche, l’Emilia-Romagna e la
Sardegna, e sono associato, per il collegio nazionale in quota proporzionale,
con gli altri candidati individuati tramite sorteggio dal Comitato Altra
Proposta (Anna Maria Dalla Libera;
Gian Andrea Morbelli; Mario Erminio Malagnino; Serafina Cannatà; Maria Rosaria Pupo;
Paolo Moroni; Veronica Vaccaro).
Il Comitato non è un gruppo
associativo e non ha un programma elettorale. Si è fatto promotore di un metodo
di selezione di alcuni candidati ed ha in tal modo esaurito il suo compito.
Ciascuno dei candidati
sorteggiati è portatore delle proprie idee e convinzioni personali. L’unico
tratto distintivo è l’assenza di legami correntizi e l’assoluta autonomia di
giudizio.
Qualora la competizione
elettorale dovesse premiarmi, metterei a disposizione dei colleghi l’impegno e
l’abnegazione che ho sempre profuso nel mio lavoro, svolgendo, in maniera
indipendente da condizionamenti di sorta, il delicato incarico di Consigliere.
L’attività del CSM nel prossimo
quadriennio si preannuncia irta di ostacoli e rappresenterà uno snodo forse
decisivo per le sorti della nostra categoria, essendo in gioco la credibilità
del sistema giustizia nel suo complesso.
Le ingenti risorse che il PNRR ha
messo a disposizione, attraverso l’istituto dell’UPP, dovranno necessariamente
tradursi in risultati concreti in termini di smaltimento dell’arretrato e di
riduzione dei tempi di durata dei processi.
L’entrata in vigore della legge
17 giugno 2022, n. 71 (cd. Cartabia) porrà complessi problemi di applicazione e
di interpretazione delle norme.
Al riguardo ti basti per il
momento sapere che, trattandosi di una legge delega, che si limita ad indicare
i principi, la sua effettiva applicazione richiede la necessaria adozione dei
decreti delegati. In particolare, ciò vale per gli articoli da 1 a 6 della
legge in questione, che, riguardando la riforma ordinamentale della
magistratura, contengono le norme sulle quali si sono a giusta ragione
appuntate le critiche maggiori (si pensi alle disposizioni sul fascicolo del
magistrato, a quelle sul rilievo assegnato, nelle valutazioni di
professionalità, alle gravi anomalie in relazione all’esito degli affari nelle
fasi o nei gradi successivi del procedimento).
La recente caduta del Governo
Draghi e lo scioglimento anticipato delle Camere fa sorgere, allo stato,
finanche il dubbio che tali decreti possano essere adottati, nel termine di un
anno per l’esercizio della delega previsto nella riforma Cartabia.
In ogni caso, qualora la delega
venisse esercitata, il CSM dovrà, pur nella doverosa applicazione della legge e
dei decreti attuativi, operarne un’interpretazione quanto più possibile
conforme a Costituzione, facendosi garante dell’osservanza dei principi di
autonomia e indipendenza della magistratura.
Tornerà ancora in discussione la
questione dei cd. carichi esigibili di lavoro, introdotti dal legislatore nel
2011 in funzione della redazione del programma di gestione di ciascun ufficio
giudiziario con cadenza annuale, che ad oggi il Consiglio non ha mai provveduto
espressamente a quantificare, nonostante la legge ne affidi la determinazione
alla normativa secondaria consiliare.
La determinazione di questi
carichi appare non più procrastinabile, dal momento che la riforma Cartabia,
accentuando una visione produttivistica del lavoro del magistrato, rischia di
aggravare la tendenza ormai dilagante a privilegiare i numeri e le statistiche.
In particolare, modificando
l’art. 37 Decreto-Legge 98/11, la riforma Cartabia ha introdotto l’istituto dei
risultati attesi per ciascun magistrato, determinati sulla base
dell'accertamento dei dati relativi al quadriennio precedente e di quanto
indicato nel programma di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 25 luglio
2006, n. 240, e, comunque, nei limiti dei carichi esigibili di lavoro
individuati dai competenti organi di autogoverno.
Un Giudice preoccupato solo delle
statalistiche e dei possibili risvolti disciplinari della propria attività,
anche alla luce del significativo rilievo che la legge di recente introduzione
attribuisce all’esito dei procedimenti nei gradi successivi di giudizio, sarà
di certo meno incline a condividere soluzioni interpretative innovative o non
in linea con i precedenti.
Da questo punto di vista, quindi,
l’individuazione dei carichi esigibili omogenei su scala nazionale, elaborati
tenendo conto delle specificità delle diverse funzioni esercitate dai magistrati,
consentirebbe di porre un argine al costante incremento dei livelli di
produttività, che annualmente si registra nei programmi di gestione.
La questione della dirigenza
rappresenta uno degli aspetti critici del sistema giustizia e le tristi vicende
balzate agli onori della cronaca nel recente passato dimostrano che gli
appetiti delle cd. correnti si sono concentrati soprattutto su questo specifico
profilo dell’attività consiliare.
Sarà necessario che il Consiglio
adotti sul punto una linea rigorosa, nella quale, valorizzandosi il merito e le
attitudini, non si dia spazio ad appartenenze di corrente ma solo a dati
oggettivi e documentati.
I candidati selezionati da Altra
Proposta con il metodo del sorteggio offrono, al riguardo, una sicura garanzia
di imparzialità, non avendo legami o debiti correntizi da dover saldare. Se
qualcuno di questi candidati andrà al Consiglio potrai essere certo del fatto
che deciderà secondo le sue personali convinzioni, senza farsi condizionare da
fattori esterni (indicazioni e pressioni dei gruppi di potere).
Queste brevi riflessioni ti
faranno comprendere le ragioni per le quali ho deciso di accettare la
candidatura offertami da Altra Proposta ed i criteri ai quali, se dovessi avere
l’onore di poter ricoprire l’incarico di Consigliere, sarebbe ispirato lo
svolgimento del mio mandato.
Ringraziandoti per la pazienza di
avere letto fin qui queste mie riflessioni, ti saluto cordialmente nella
speranza che anche tu le condivida.
Napoli, luglio 2022.
Massimiliano Sacchi
Breve C.V..
Sono coniugato e padre di due
figli.
Ho conseguito la laurea in
giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, in data
25.3.1997, riportando la votazione di 110/110 con lode, discutendo una tesi in
Istituzioni di Diritto Privato, su: “Contratto preliminare: prospettive
attuali”.
Ho svolto la pratica forense e,
nell’anno 2000, ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di
Avvocato.
Sono stato nominato Magistrato
Ordinario con D.M. 19.11.2002.
Dopo lo svolgimento del tirocinio
ho sempre svolto funzioni giudicanti, in ambito civile.
In particolare, dal 2004 al 2008,
ho prestato servizio presso il Tribunale di Rossano, sede dichiarata disagiata
ai sensi della legge n. 133/98, svolgendo funzioni di giudice civile, addetto
ad affari monocratici e collegiali, inclusi quelli di competenza della sezione
specializzata agraria.
Da giungo 2008 a dicembre 2010,
ho prestato servizio presso la sezione distaccata di Casoria del Tribunale di
Napoli, ufficio nel quale ho ricoperto le funzioni di giudice civile e
dell’esecuzione mobiliare.
Da gennaio 2011 a febbraio 2018,
ho lavorato presso la II sezione civile del Tribunale di Napoli, alla quale, secondo
le disposizioni tabellari dell’epoca, venivano assegnate tutte le cause della
cd. area commerciale. Ho avuto, quindi, modo di trattare, tra le altre, cause
afferenti i seguenti settori di contenzioso: bancario, finanziario e di
intermediazione mobiliare.
Da febbraio 2018 ad oggi, presto
servizio, con funzioni di Consigliere, presso la Corte di Appello di Napoli,
ottava sezione civile, cui, in forza delle vigenti tabelle, è assegnata, tra le
altre, la cognizione in relazione alle controversie in materia di
responsabilità professionale, contratto d’opera professionale, appalti,
responsabilità extracontrattuale.
Con delibera del CSM del
24.7.2019 ho conseguito la IV valutazione di professionalità, con decorrenza
dal 19.11.2018.
Ho più volte ricoperto l’incarico
di Magistrato collaboratore del Consiglio Giudiziario per l’organizzazione del
tirocinio dei MOT e sono stato più volte Magistrato affidatario di MOT.
Sono tuttora Magistrato Formatore
di Tirocinanti.
Ho maturato la mia esperienza
professionale in Uffici giudiziari gravati da notevoli carichi di ruolo e
sovente afflitti da carenze di organico e, quindi, ben conosco, per averle
personalmente affrontate, le problematiche connesse alla gestione di ruoli
oberati e le difficoltà operative che ne conseguono.
Ho sempre ritenuto che, per poter
affrontare queste situazioni lavorative complesse, fosse indispensabile
un’organizzazione del lavoro molto accurata, uno studio preventivo dei
fascicoli, l’individuazione delle cause di pronta definizione, la predisposizione
di modelli di decisione, la cura e l’aggiornamento costante della propria banca
dati.
Compatibilmente con gli impegni
lavorativi, ho, nel corso degli anni, anche coltivato attività di studio e
approfondimento.
In particolare, sono stato
relatore a numerosi convegni ed incontri di studio, in materia di usura ed
anatocismo, CTU, mediazione, spese processuali, frazionamento del credito,
organizzati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli e dalla Formazione
Decentrata della Scuola Superiore della Magistratura.
Sono stato autore dei capitoli
“l’anatocismo” e “le garanzie personali atipiche” del volume “Coordinate
ermeneutiche di diritto civile”, a cura di Maurizio Santise, edito da
Giappicchelli, pubblicato nel 2014, ed oggetto di aggiornamenti nel 2016, nel
2017, nel 2021 (cfr. quanto all’edizione del 2021, capitolo V, “L’anatocismo”,
pagine 633/701).
Ho tenuto, su incarico della SSPL
dell’Università Suor Orsola Benincasa, in data 23 marzo del 2022, una lezione
sul seguente argomento: “la giurisprudenza della Cassazione in materia di
interessi usurari”.
Confidando in un tuo sostegno ti
saluto cordialmente.
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Mi chiamo Paolo Moroni e sono un
giudice di merito del Tribunale di Lecce.
Sono candidato per la componente
togata del prossimo CSM solo perché sono stato sorteggiato dal comitato Altra
Proposta per il collegio 4 dei giudici di merito (Puglia, Basilicata, Calabria,
Sicilia).
Appunto perché un “mero”
sorteggiato non rappresento nessun altro se non me stesso, le mie idee e la mia
azione.
Sicuramente non interessi
organizzati, nessuna “sensibilità” correntizia.
Non sono espressione di
cooptazione alcuna e, pertanto, non sono tenuto a dover riscontrare gli
interessi di alcun gruppo, tanto meno del comitato Altra Proposta la cui azione
ho condiviso proprio perché non è costituita in corrente e che ha solo messo a
disposizione dei colleghi un metodo alternativo di selezione dei candidati al
CSM.
Sono espressione di un metodo di
selezione che ha come unico fine quello di spezzare il collegamento correnti/ANM/CSM,
non avendo l’organo di autogoverno carattere rappresentativo dei magistrati e
nemmeno svolgendo funzioni di rappresentanza politica, non essendo la scelta
dei fini un’opzione che rientra nelle sue attribuzioni poiché organo soggetto
solo alla legge.
In ogni caso qualunque altro
metodo avrebbe la mia approvazione se orientato allo stesso scopo.
Ti scrivo poche righe solo per
darti un’idea di come intendo l’esercizio della giurisdizione, giacché con la
stessa dedizione svolgerei il compito per cui sono candidato, ispirando la mia
azione agli stessi principi etici.
Non credo serva una foto di
presentazione per definirmi.
La faccia ce la metto tutti i
giorni in Tribunale da 23 anni ed è quella di un normalissimo magistrato che per
quasi 22 anni ha svolto funzioni giudicanti di merito, prima penali (per
quattro anni – dibattimento e riesame), poi civili (cambiando per tre volte
ufficio: Sezione distaccata – Sezione famiglia e contratti – oggi Sezione
esecuzioni, proc. concorsuali e contenzioso collegato).
Niente fuori ruolo o altri
incarichi extra, da me neanche cercati, per non sottrarmi all’unico dovere a
cui sono chiamato e per il quale si diventa magistrati: amministrare giustizia
e dare riposte a chi ne domanda.
Se ti riconosci in un magistrato
che passa la quasi totalità del suo tempo a lavorare, concentrato nella
definizione degli affari pendenti, senza sentirsi attratto dalle lusinghe egotiche
di un ambizioso quanto futile “carrierismo”, ti sarà facile riconoscerti in
quello che scrivo.
Se sei un magistrato che ha sempre tentato di
sottrarsi alla giurisdizione, che non conosce la fatica, il peso di un ruolo di
centinaia di cause (nella mia esperienza anche di migliaia), dei tempi che ne
scandiscono inesorabilmente la loro amministrazione, se tendi ad evitare sistematicamente
la trattazione delle cause procrastinandone la decisione (istruttoria o di
merito), non è a te che mi rivolgo.
Così come queste parole non sono
rivolte al collega che ritiene di avere bisogno di appoggi informali per
sostenere le proprie domande al CSM, che aspira ad un posto da presidente e da
semi/presidente alzando il telefono per autoraccomandarsi, direttamente o
indirettamente, al consigliere di riferimento e che ritiene tale prassi del
tutto legittima, come insindacabilmente (quanto esecrabilmente) stabilito dal
titolare dell’azione disciplinare uscente.
Mi rivolgo a chi pensa che l’azione del CSM debba ispirarsi a criteri di legalità e trasparenza e ad essi improntare le determinazioni da assumere nell’azione di autogoverno della magistratura, la cui discrezionalità è solo amministrativa, perciò da ricondurre sempre alla legge.
Ci sarà tempo per disquisire dei
temi di attualità che interessano profili ordinamentali e del nostro agire
quotidiano necessari a garantire la piena terzietà ed indipendenza del
magistrato (trasferimento per incompatibilità ambientale ex art. 2 L. Ord.
Giud., valutazioni di professionalità, ordinamento delle Procure, dirigenza,
“carichi esigibili”, fuori ruolo, riforme procedimentali civili e penali).
Quello che mi preme evidenziare
con queste poche righe è il valore a cui deve ispirarsi l’azione del CSM, che -
laddove la fonti normative di rango primario o secondario lascino spazio a
profili di scelta - va improntata ad un corretto esercizio della
discrezionalità amministrativa, che non può essere libera o arbitraria, ma funzionale
al perseguimento dell’interesse primario predeterminato dal legislatore.
Questi i criteri di selezione su
cui dividersi o convergere, e che devono sempre essere sottoposti al vaglio
degli organi di giustizia amministrativa, non altri, di natura prettamente
politica, del tutto estranei a come la nostra Costituzione incardina il CSM tra
gli organi di rilevanza costituzionale che valgono a delineare lo
Stato-apparato.
Se queste mie parole ti hanno
incuriosito, ci sarà senz’altro
occasione per discutere ed approfondire le diverse tematiche di interesse
comune.
Se hai interesse puoi contattarmi
per mail (su Giustizia)
Paolo Moroni
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martedì 2 agosto 2022
Uomini liberi…per un CSM liberato
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mercoledì 27 luglio 2022
La buona sorte
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sabato 16 luglio 2022
“Paolo Borsellino e il puzzo mefitico di MAGISTRATOPOLI” Intervento preparato per la seduta del Comitato direttivo centrale dell’ANM 16.7.2022 Palermo
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venerdì 1 luglio 2022
Querelatoio.
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