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domenica 17 gennaio 2021
La toppa ed il buco
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17.1.21
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sabato 16 gennaio 2021
L'ergastolo disciplinare
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16.1.21
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giovedì 14 gennaio 2021
Segnalazione di merito
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14.1.21
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martedì 12 gennaio 2021
Professori e somari.
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12.1.21
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lunedì 28 dicembre 2020
Prima gli italiani no. Prima i magistrati si.
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28.12.20
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lunedì 21 dicembre 2020
Il bue e l'asino.
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21.12.20
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martedì 15 dicembre 2020
Sul controllo ministeriale dei giudici italiani
Il contenuto della smentita dell’avvio di un’indagine su quanto accaduto non solo non convince per la sua inspiegabile tardività ma suscita ulteriori gravi perplessità e interrogativi.
Perché mai una fisiologica decisione assolutoria, vieppiù in pendenza del termine per la motivazione, dovrebbe essere trasmessa quale “notizia agli uffici competenti”? E quali sarebbero questi uffici? E quali “valutazioni” e “accertamenti” sarebbero chiamati a compiere? E quale sarebbe la richiamata “prassi” in base alla quale tutto ciò accade? Esistono atti – circolari, direttive, risoluzioni… – in materia?
E, su altro versante, resta senza risposta l’interrogativo enormemente preoccupante sul perché – come si legge sul sito del Corriere della Sera – “dai giudici bresciani è arrivata una nota ufficiale che precisa i perché dell’assoluzione”.
Qualcuno gliel’ha richiesta? Chi? E perché?
Il caso riflette chiaramente che la cultura dell’indipendenza della giurisdizione è sempre più deficitaria nella classe dirigente politica e magistratuale.
Al contempo, esso impone con sempre maggiore urgenza la necessità di rimuovere le cause di tale deficit culturale e di adottare, superando gli sterili proclami, iniziative idonee a tutelare effettivamente l’indipendente esercizio della giurisdizione.
Occorre, tra l’altro, valorizzare al massimo il ruolo sindacale dell’A.N.M. secondo quanto specificamente previsto dall’art. 2 dello Statuto dell’Associazione (tutelare gli interessi morali ed economici dei magistrati, il prestigio ed il rispetto della funzione giudiziaria), arginare la deriva delle nomine fiduciarie di magistrati nelle più varie collocazioni fuori ruolo (inevitabilmente foriere di un’inaccettabile commistione di interessi), chiudere le porte girevoli fra magistratura e politica.
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15.12.20
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lunedì 14 dicembre 2020
Psicanalisi ministeriale 2, la smentita (o il ripensamento?).
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14.12.20
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domenica 13 dicembre 2020
L'Anm che non c'è
L’inerzia dimostrata dalla Giunta nazionale dell’Anm in occasione dei recenti fatti di Brescia, a seguito della c.d. sentenza “Gozzini”, svela plasticamente un dato ormai chiaro:
l’Anm - intesa quale associazione
che statutariamente dovrebbe perseguire la tutela dell’indipendenza dei
magistrati e la loro dignità, in funzione dell’indipendenza dei giudizi e della
credibilità dell’Istituzione - non c’è.
Il fatto in sé – la notizia, non smentita, di ispezioni o accertamenti da parte del Sig. Ministro dopo la lettura di un dispositivo di assoluzione, con tutto ciò che ne è conseguito in termini di richieste di chiarimenti da parte dei capi dei rispettivi uffici nei riguardi del collegio interessato, tenuto a giustificarsi anzitempo, prima del deposito delle motivazioni – è rilevante, poiché, oltre al caso specifico, e a prescindere dai migliori intenti del Sig. Ministro, potrebbe produrre per il futuro un effetto potenzialmente intimidatorio (o comunque un condizionamento) nei riguardi di tutti i giudici, in specie laddove essi affrontino casi delicati, che si possono prestare a facili strumentalizzazioni, anche da parte dei politici.
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"Uguale per tutti"
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13.12.20
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venerdì 11 dicembre 2020
Psicanalisi ministeriale.
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11.12.20
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giovedì 10 dicembre 2020
Opposizione solitaria al correntismo unitario.
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10.12.20
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domenica 6 dicembre 2020
Le correnti sono unite, i magistrati no.
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6.12.20
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sabato 5 dicembre 2020
Senza parole.
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5.12.20
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Panchina corta al CSM.
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5.12.20
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domenica 22 novembre 2020
Fuori luogo
di Milena Balsamo - Magistrato
Il 15 marzo 2018, il consigliere di Area,
Valerio Fracassi scriveva a Palamara: “Ricordati che ti ho votato Pasca a
patto che mi sistemassi Orlando, non mi mollare”. E Palamara
rispondeva: “Tu ordini, io eseguo”.
In effetti, Annarita Pasca era stata nominata
presidente di sezione del Tribunale di Lecce e nell’aprile del 2018 anche Massimo
Antonio Orlando troverà il suo posto come presidente del Tribunale di Livorno.
Sentito dal CSM, Orlando risponde di non
sapere nulla di quelle conversazioni.
Accade
però che Orlando viene scelto dal Ministro Bonafede quale direttore generale
del DOG (Dipartimento di organizzazione giudiziaria); in questo caso, il
Ministro non ha ritenuto di nominare un dirigente amministrativo, come ha
deciso recentemente per il DAP, ma vuole proprio Orlando (che da poco più di
due anni presiede il tribunale labronico).
Ed allora il consigliere Antonino Di Matteo chiede una istruttoria sulla nomina di Orlando al posto di vertice del Tribunale di Livorno, non ritenendo sufficienti a chiarire la condotta del collega le risultanze della sua audizione al CSM, in cui questi dichiarava di non sapere nulla di questi accordi e che avrebbero dovuto “chiedere a Fracassi e Palamara”.
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22.11.20
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sabato 21 novembre 2020
La terza parte
Quando un giudice è oggetto di reiterate ricusazioni - vale a dire di inviti a farsi da parte per non essere disinteressato al caso che gli è sottoposto - e quando quel giudice è proprio il giudice dei giudici, delle due l'una: o la Sezione Disciplinare del CSM è strutturalmente inidonea ad occuparsi in sede giurisdizionale dei magistrati per essere troppo spesso la "terza parte" anziché un giudice terzo, oppure i magistrati sono dei ricusatori incalliti e pretestuosi. Di solito questa è la conclusione alla quale giunge il CSM con l'avallo della Cassazione a Sezioni Unite, i cui componenti sono sotto il controllo gerarchico (quanto a carriera ed ambizioni) proprio del CSM.
Un brutto, e troppo corto, circuito.
Al quale solo la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo potrà porre rimedio.
Riportiamo il testo dell'ultima ricusazione, in ordine di tempo, quella del dott. Fava nei riguardi del vice presidente Ermini e del consigliere Cascini.
Consiglio Superiore della Magistratura
Sezione Disciplinare
Invito all’astensione
Istanza di ricusazione
Ricorso
ex art. 52 comma 1 c.p.c. in relazione all’art. 51 comma 1 n. 1
c.p.c.
1)
del Presidente del collegio
avvocato David Ermini;
2)
del componente del collegio
dott. Giuseppe Cascini.
Il sottoscritto
dott. Stefano Rocco Fava, incolpato nel procedimento disciplinare n. 92/2019,
come da decreto di citazione in data 8 settembre 2020, avendo appreso dalla
Segreteria la composizione del collegio giudicante, formula invito
all’astensione e, in subordine, istanza di ricusazione dei predetti componenti
per i motivi di seguito indicati.
a)
Posizione del Presidente
ERMINI
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21.11.20
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lunedì 16 novembre 2020
La volpe e l'uva
di Pietro Murano - Magistrato
“C’era una volta una volpe molto
furba”.
Questo l’incipit della favoletta
per bambini propinata, a scopo educativo, per l’insegnamento che viene dalla
sua morale, credo nota a tutti.
Ed a quella morale è andato il
mio pensiero nel leggere l’articolo di stampa (Il Giornale del 15/11/2020) a
firma di Luca Fazzo, ripreso da altre testate, che ha ritenuto di impegnare la
sua penna per riportare le gesta del magistrato Giovanni Favi che – è questa la
notizia – avrebbe indicato (sembra di capire) a suoi colleghi, come rimedio
antivirus, addirittura la liquirizia.
Forse il collega, nel consigliare
ad altri quella sostanza, avrà commesso l’errore di dare credito ad una notizia
evidentemente da lui appresa da fonte non verificata: il giornalista, infatti,
evidenzia – mostrandosi certo che si tratti di una falsa notizia – come
manchino evidenze scientifiche che ne attestino la correttezza.
E, però, lo stesso redattore
dell’articolo ha mostrato lacune di approfondimento laddove – evidentemente mal
suggerito – ha riportato che il collega “Si chiama Giovanni Favi e non è un
magistrato qualunque: è uno dei leader di «Articolo 101», la corrente nata
recentemente in contrapposizione frontale con la vecchia nomenclatura
dell'Associazione nazionale magistrati. Favi, che era stato promotore qualche
anno fa di un referendum per mettere un tetto al carico di lavoro delle toghe,
si è candidato alle ultime elezioni per l'Anm, e sarebbe stato anche eletto: ma
per le regole interne ad Articolo 101 sull'alternanza di genere ha dovuto
cedere il posto a una signora”.
Due le inesattezze.
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16.11.20
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lunedì 9 novembre 2020
Senza titolo
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9.11.20
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domenica 8 novembre 2020
Spezzatino alla correntizia
Magistrato
Dopo due giorni di CDC (seguito su radio radicale), che era stato peraltro meritoriamente organizzato dalla GEC in modo da consentire conformemente allo statuto la partecipazione e la votazione a distanza, con tanto di incarico (oneroso) alla società Eligo, la montagna pare non abbia partorito nemmeno il topolino: rinvio secco al 21 novembre.
Tutto questo mentre il Paese si trova in una situazione emergenziale che necessiterebbe di sollecitazioni e partecipazione da parte della magistratura associata, mentre si confezionano urgenti decreti legge che incidono sulla giurisdizione con la consulenza degli avvocati ma senza l’interlocuzione dell’ANM, che non ha una giunta e un presidente, se non in prorogatio. Mentre i colleghi arrancano e si ammalano negli uffici.
Rinvio secco, senza nessuna delle votazioni previste dallo statuto. E di ben due settimane.
E nel corso di questi due giorni nessuna discussione su punti concreti e specifici - salvo che da parte della Lista ArticoloCentouno che ha riproposto 5-6 chiarissimi, specifici e concretissimi punti programmatici, due dei quali qualificanti- ma solo flatus vocis prudenzialmente genericissimi, nell’astratto auspicio di giunte unitarie battezzate “Pace e Bene”, il cui programma consisterebbe in letterine a Babbo Natale che per mettere d’accordo tutti non possono che essere meri buoni propositi vaghi e fuffosi (del tipo: no al covid e sì all’etica!), adatti soltanto per riempire un foglio bianco (che resta sostanzialmente bianco anche una volta formalmente riempito) e per spartirsi poltrone o strapuntini nella Giunta Esecutiva Centrale, senza sapere bene per fare CONCRETAMENTE ED ESATTAMENTE che cosa e in QUANTO TEMPO.
E, peraltro, forse neppure in piena sintonia con lo spirito dello statuto.
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8.11.20
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sabato 7 novembre 2020
Tre proposte per una giurisdizione costituzionale
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7.11.20
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