venerdì 12 giugno 2009

Riforma intercettazioni: una legge scellerata


Riportiamo dal sito di Repubblica, l'audio di una intervista a Gianrico Carofiglio sulla riforma delle intercettazioni.









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La morte della giustizia penale in Italia











ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
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L’Associazione nazionale magistrati ritiene doveroso denunciare la gravità delle conseguenze che deriveranno dalle novità legislative in materia di processo penale e intercettazioni.

In un momento in cui la sicurezza dei cittadini è sovente evocata come priorità del paese, lascia sgomenti il fatto che il Parlamento stia per effettuare scelte che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti.

Le norme sulle intercettazioni sulle quali il Governo ha posto la questione di fiducia impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati.

Basti pensare ai più recenti episodi di cronaca: gli stupri di Roma, le violenze nella clinica di Milano, le scalate bancarie alla Antonveneta e alla BNL.

In nessuno di questi casi con la nuova legge sarebbe stato possibile accertare i fatti e trovare i colpevoli.

Le intercettazioni sono uno strumento di indagine finalizzato alla individuazione dei colpevoli di gravi reati ed è semplicemente assurdo pensare che si possano fare intercettazioni solo nei confronti del colpevole già individuato.

E’ del tutto irragionevole prevedere che le intercettazioni debbano sempre essere interrotte dopo 60 giorni, anche nei casi, come un sequestro di persona, un traffico di stupefacenti o di armi, in cui il reato sia in corso di esecuzione.

La equiparazione delle riprese visive alle attività di intercettazione rappresenta un grave danno per la lotta al crimine.

Con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, violenza negli stadi, assenteismo nei pubblici uffici.

In definitiva il Governo e il Parlamento chiedono alle forze dell’ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha più volte manifestato la sua disponibilità a discutere delle riforme necessarie a ricercare un adeguato punto di equilibrio tra esigenze investigative, tutela della riservatezza delle persone e diritto alla informazione, avanzando specifiche indicazioni di proposta.

Il Governo e il Parlamento scelgono, invece, di azzerare ogni equilibrio sacrificando del tutto le esigenze investigative e il diritto di informazione.

Di fronte a queste norme sarebbe più serio e coerente assumersi la responsabilità politica di abrogare l’istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile.

L’intervento sulle intercettazioni preoccupa ulteriormente se lo si legge insieme al disegno di legge sulla riforma del processo penale in discussione in Senato.

Si tratta di una proposta che non introduce le riforme necessarie ad assicurare l’efficienza del processo e la sua ragionevole durata, ma addirittura inserisce nuovi, inutili formalismi, che determineranno un ulteriore allungamento dei tempi del processo.

Il sacrosanto spirito garantista della nostra cultura giuridica viene tradito e trasformato in un “formalismo fine a sé stesso”, che spesso oscura le questioni da giudicare.

La conseguente non ragionevole durata di troppi processi si traduce di fatto nella negazione dei diritti fondamentali e in nuove forme di giustizia privata.

Ciò contrasta con l’obiettivo di accrescere il livello di efficienza del processo e di assicurare ai cittadini “decisioni nel merito” in tempi ragionevoli, nel rispetto dell’articolo 111 Cost. e senza rinunciare alle garanzie costituzionali (“dal contraddittorio all’imparzialità del giudice; dal diritto alla difesa alla presunzione di non colpevolezza”).

E’ questa, nei fatti, la morte della giustizia penale in Italia.

Roma 10 giugno 2009

La Giunta Esecutiva Centrale




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giovedì 4 giugno 2009

Contro il relativismo etico ed epistemico

Versione stampabile





di “Menici60d15”





Traggo spunto dal dibattito svoltosi in calce al post “Il relativismo etico fa “spudorata” la politica”.

Ringrazio Felice Lima per le parole di stima, che ricambio, per gli insegnamenti, e per l’accoglienza che generosamente offre col suo sito a chi come me pensa, con Orazio, “Non ho voluto giurare sulle parole di nessun maestro / dove la tempesta mi porta lì sarò ospite”.

Luigi Morsello, che mi ha anche scritto un’email burbera ma cortese, nella quale si lamenta, come altri hanno già fatto sul blog, di una mia cripticità e misteriosità, ha ragione a diffidare.

Il suo fiuto non l’ha ingannato: sono un seguace minimo di quelli che “sono venuti a portare la divisione” (Luca, 12,51).

Non prendo certo la penna per fare i complimenti al potere costituito.

D’altro canto, Morsello, che, leggo nel suo profilo utente, oltre che essere siciliano è stato un alto dirigente dell’amministrazione penitenziaria, dovrebbe capire che il potere può imporre anche carceri senza sbarre, che obbligano ad assumere, contro la propria volontà, determinati comportamenti; che visti dall’esterno appaiono anomali.

Il carcere invisibile ha dinamiche diverse da quello materiale.

Come la lotta con un avversario invisibile: di recente ho sentito a una conferenza pubblica un intervento fuori programma di Gironda, portavoce di Gladio e responsabile della guerra psicologica, che ha fatto l’esempio di due che fanno a pugni, dei quali uno è invisibile.

Ai passanti, quello visibile sembra un matto che sferra pugni in aria, o schiva come se gli stessero dando un pugno.

Se però, per evitare di passare per matto, stesse fermo e facesse la persona distinta, ho pensato, prenderebbe un sacco di botte.

E’ una situazione nella quale il soggetto viene messo a dover scegliere tra due possibilità entrambe spiacevoli. I colleghi – o i superiori – anglosassoni di Gironda la chiamerebbero una “Morton’s fork”.

Gli “ospiti” di Morsello soffrivano in una maniera che non è paragonabile al disagio torpido di chi viene privato della libertà senza essere costretto fisicamente in una cella; ma la loro condizione e il loro lamento erano chiari.

Nessuno diceva che non erano carcerati ma erano invece affetti da una grave forma di agorafobia, che li portava a starsene inspiegabilmente rintanati in una cella invece di uscire dal carcere e andarsene per i fatti loro, sordi ai pressanti inviti in questo senso del direttore e degli agenti di custodia.

Se invece c’è una forma nascosta e non dichiarata di reclusione, con le sue punizioni, che, quando non l’impedisce del tutto condiziona, sia distorcendola, sia obbligandola ad adottare alcuni espedienti, la comunicazione con l’esterno, il messaggio suonerà strano ai più.

Oltre a ciò, come se non bastasse, anche se si è liberi, a mano a mano che si cerca di approfondire un problema spesso i concetti diventano più difficili, contrari al senso comune, e confusi; perché inseguono una realtà che è intrinsecamente difficile e a volte caotica; e i limiti di chi scrive appaiono più evidenti; questo è uno dei motivi per i quali la rivista medica Lancet riconosce, nelle istruzioni agli autori, che occorre coraggio per rendere pubblica una propria ipotesi. Coraggio o sventatezza.

Risolvere un problema significa sciogliere i suoi nodi, ma a volte la procedura per sciogliere un nodo che si è trovata non è più facile del nodo stesso.

Soprattutto se quel problema è per di più “blindato”, perché riguarda grandi interessi.

Luigi Morsello di certo sa bene come l’autorità provveda a sbarrare tutte le molteplici vie di passaggio tra ciò che deve restare chiuso e l’esterno.

Queste misure sono prese non solo a livello materiale, ma anche a livello ideologico.

Per quanto mi riguarda, quel poco che scrivo appartiene al genere dei testi scritti in situazioni di privazione della libertà personale a scopo censorio.

Un genere onorevole, che comprende ben altre opere di ben altri autori; e ciò che non ho scritto dal 1997, anno della mia ultima pubblicazione su una rivista scientifica internazionale, e anno della discesa del trattamento da parte dello Stato al di sotto della soglia minima di libertà, appartiene al genere dei testi censurati con la privazione della libertà personale.

Ritengo pertanto di essere nel mio diritto adottando alcune misure precauzionali come l’uso di uno pseudonimo (non sono anonimo al webmaster), del resto lecite su internet; contrarie alle mie preferenze, e da addebitarsi alle situazioni create dalle istituzioni corrotte.

Questo per la “misteriosità”; l’altra critica di Morsello, per la quale i concetti che propongo non sarebbero sufficientemente chiari, e sarebbero chiari solo ad alcuni lettori più ferrati, mi preoccupa di più, perché la ricerca della chiarezza è un obbligo primario per chi propone idee.

Su impulso del Direttore Morsello, che deve aver ricevuto in passato prodotti di artigianato carcerario, presento il seguente commento, nel quale cerco di chiarire meglio quanto penso sul relativismo etico ed epistemico, e di rendere quindi più comprensibile ciò che ho scritto in proposito.

Mostro anche un’applicazione della critica al relativismo epistemico, considerando la discussione in corso sul testamento biologico.

* * *

L’appello al relativismo etico è un artificio ideologico per sottrarsi all’etica, o alla ricerca di un’etica comune.

Sul piano teorico, il relativismo etico gioca sull’equivoco tra il culturale e l’etico, e tra il descrittivo e il prescrittivo.

E’ vero che c’è di fatto un pluralismo culturale, che determina un pluralismo di scale di valori; e conseguentemente c’è un relativismo culturale, e una forte tendenza a etiche “domestiche”.

E’ anche vero che il pluralismo culturale di per sé va rispettato.

Ma l’etica è prescrittiva; e tende proprio a questo, a unificare sotto regole universali visioni diverse; a impedire che ciascuno si faccia la sua legge.

Deve tenere conto del relativismo culturale, ma sempre andando nella direzione di cercare di ridurre tale relativismo riguardo alle convenzioni sui rapporti con gli altri.

L’etica è in certa misura intrinsecamente opposta al relativismo culturale, in quanto opposta alle concezioni particolari, siano esse del singolo o del gruppo.

L’etica è ricerca pratica, per impedire, a costo di sacrificare gusti, preferenze o tradizioni, che ci facciamo del male tra noi.

Ed è ricerca dell’universale, perché il suo ruolo è sistemico, essendo quello di fare in modo che tutte le varie componenti della macchina sociale interagiscano senza danneggiarsi.

L’etica non è un semplice attributo culturale tra i tanti che caratterizzano un gruppo.

E’ la grammatica comune che oltre a valere all’interno del gruppo deve, soprattutto oggi, consentire ai diversi gruppi di avere relazioni non distruttive.

L’etica per essere efficace dev’essere come una lingua franca.

Non si deve andare in giro per il mondo a fare i crociati per imporre ad altri popoli le nostre regole; ma ovunque vi è una comunità culturalmente eterogenea chi è interno alla comunità dovrebbe auspicare che vi sia un’unica etica condivisa, per quanto possibile.

Si può obiettare che ciò costringe a passare da un’etica spontanea a forme imposte di etica.

In parte è vero, ed è un problema; ma è anche vero che le etiche spontanee hanno in loro i semi di tale imposizione, ad aggiustamenti che comunque non sono catastrofici, visto che esiste una base morale naturale condivisa.

La cultura (parola che viene da “coltivare”) è crescita, ma l’etica è limitazione: è quella parte della cultura che nega sé stessa.

L’etica trascende il piano culturale nel quale affonda le sue radici.

In un certo senso, l’etica, che è censura di determinati comportamenti, non è essa stessa “buona”.

E’ necessaria e salvavita ma non particolarmente piacevole.

L’etica strozza il relativismo per evitare che ci strozziamo tra noi; un’etica relativistica è una contraddizione in termini.

L’attuale multiculturalismo dovrebbe essere un ulteriore motivo per impegnarsi nell’evitare il relativismo etico.

Propugnare l’abbattimento delle barriere tra i popoli, la convivenza delle religioni, e insieme il mantenimento di etiche diverse mi pare un’altra contraddizione che svela il carattere strumentale della globalizzazione.

In una società multietnica e multiconfessionale l’etica, questo superego pubblico arcigno e insensibile, liquidando entro un’unica popolazione comune le varie “unità etiche”, senza annullarne le rispettive altre componenti culturali, può essere un mezzo di affratellamento. Naturalmente così il problema si sposta su quale etica comune si adotta.

Ma il relativismo non è una soluzione.

L’etica è coercizione, è obbedienza a regole superiori. Ma non ai “guardiani” o ai “sacerdoti” delle regole: la Chiesa contrappone al relativismo etico un assolutismo dittatoriale, nel quale è lei, come viceré di un Re che non si vede, che legifera e giudica.

Un’attività di potere che a volte pratica il relativismo etico, o il relativismo epistemico, per esempio restringendo la definizione degli omicidi che ricadono sotto il Quinto comandamento.

Clero e Dio sono due entità ben distinte, e la seconda è in realtà molto meno problematica della prima.

E’ vero che i principi etici e il senso del loro rispetto ci vengono dalla religione.

Ma siamo diventati adulti, o vecchi, e Dio è morto. Dio è morto, ma dobbiamo venerarne le memoria, onorando ciò che ci ha lasciato, princìpi etici elevati.

Sul piano umano, un’etica assoluta non toglie la possibilità di dissenso, né toglie vera libertà. Impedisce di discutere se l’omicidio vada “sdoganato”, ma invita a discutere se è lecito derubricare da omicidio doloso alcuni atti volontari egoistici che provocano i morti sul lavoro, o la morte dei pazienti.

L’etica non è in sé piacevolissima, e reprime, ma può conferire un senso di nobiltà, che proviene, per chi lo prova, dal collocare i principi etici sul piano religioso, il piano superiore all’umano che l’uomo si dà, del quale la fede in una religione confessionale è solo uno dei possibili occupanti; l’etica diviene così una sottomissione spontanea che nobilita.

Penso che rifiutare l’idea, più patetica che presuntuosa, di essere “signori e padroni”, ma considerarsi sempre sottoposti a qualcosa di più grande, conferisca dignità, sicurezza e stabilità; e porti a rifiutare di sottomettersi alla prepotenza dei propri simili.

Questo qualcosa dev’essere però un’entità veramente grande, che indiscutibilmente sovrasti, come dei principi etici immutabili.

Il relativismo etico sminuisce l’importanza di tale piano religioso, inducendo a considerare l’etica come una variabile culturale come un’altra, facendone quasi una questione amministrativa: tu hai questi codici, ma l’altro ne avrà altri, diversi ma di pari dignità.

Ciò spinge a cercare degli assoluti altrove; e a rimanere preda di illusioni peggiori di quella, costruttiva, dell’esistenza di principi etici assoluti.

L’altro ideologismo, il relativismo epistemico, ha le sue pezze d’appoggio teoriche nella consapevolezza che la conoscenza poggia “non su solida roccia ma su palafitte”, come disse Popper a proposito della conoscenza scientifica. Medawar ha osservato che alcuni hanno un gusto perverso nel sottolineare la fragilità della nostra conoscenza.

E’ scorretto trasporre i rovelli filosofici sulla conoscenza in sede pratica.

Uno dei primi casi famosi di tale intellettualizzazione fuori luogo fu quello di Pilato quando chiese “cos’è la verità?”.

Un giudice che dicesse questo in aula sarebbe come Totò chirurgo, che durante una laparotomia si ferma, contempla ed esclama: “che cos’è la macchina umana!”.

Dal teoretico al furfantesco il passo non è lungo: dietro la scusa che non sappiano bene cos’è la verità si può manipolarla, sopprimerla, capovolgerla in mille maniere.

Ciò può essere ottenuto alterando la percezione dei fatti, alterando l’interpretazione, o indirettamente, agendo sui metodi di raccolta dei fatti e di interpretazione.

E’ importante osservare che anche la richiesta di standard eccessivamente rigorosi può essere usata per censurare.

Oggi le tecniche di manipolazione dell’informazione e le tecnologie permettono ai potenti di plasmarsi – con l’inganno ma anche con la violenza – un verità su misura.

Esistono decine di definizioni filosofiche della verità, e infiniti artifici per alterarla o sopprimerla del tutto.

Ma la vecchia verità per corrispondenza, “adequatio rei et intellectus”, resta il “gold standard” insuperato.

Entrambi i relativismi hanno preso piede, con cronologie diverse, negli ultimi decenni del Novecento.

Ed entrambi appaiono riflettere le esigenze del capitalismo e della sua evoluzione storica.

Il relativismo etico, propagandato al grande pubblico, serve a sciogliere le pastoie etiche che ostacolano la ricerca del profitto sulla quale il sistema si basa. Castoriadis ha osservato che il capitalismo ha consumato l’eredità storica che comprende “l’onestà, l’integrità, la responsabilità, la cura del lavoro, le attenzioni dovute agli altri”.

Il relativismo etico ha un ruolo attivo in tale degrado.

Pochi giorni fa ho sentito in tarda serata su Canale 5 una conduttrice di punta, un modello per le giovani generazioni, spiegare che all’inizio della carriera si concedeva per interesse, perché non voleva mangiare panini ma preferiva i ristoranti di lusso; presentando tale scelta come una possibilità lecita tra le varie opzioni possibili.

“Questa relativista”, ho pensato “sta istigando le giovani al relativismo”.

D’altra parte l’industria alimentare e quella della medicina estetica potranno attendersi un incremento del volume d’affari, se il messaggio passerà.

Speriamo che le giovani ascoltino il commento fatto in studio da un ospite, che con questo sistema ora le ragazze devono concedersi per avere il panino: il “relativismo” non è un buon affare.

Il relativismo etico consente inoltre di formare dei segmenti di mercato, che ottimizzano l’applicazione di scelte politiche senza creare eccessivi traumi.

Esempio la recente richiesta di applicare il relativismo etico al testamento biologico, cioè a una questione di vita e di morte.

C’è qualcosa che non va se si considera come una questione di relatività culturale la liceità di affrettare su larga scala la morte mediante la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione.

L’accorciamento della vita è una questione di preferenze personali, come per un qualsiasi prodotto?

“Sparatevi Breda” ha scritto Marcello Marchesi, umorista e pubblicitario, che aveva visto giusto.

Il relativismo epistemico, maggiormente rivolto alle elites, ha un suo nucleo nell’ammorbidimento dei criteri epistemologici di scientificità, da parte di autori come Quine, con l’avvento del consumismo: la tecnologia e l’innovazione industriale, mentre usurpano il nome e quindi il prestigio della scienza, hanno bisogno di una scienza servizievole e asservita, docile garante del lancio continuo di nuovi prodotti, e non ostacolo, con la sua capacità di evidenziarne l’inefficacia, l’inefficienza o la dannosità.

Una scienza che sulla scena figura come regina, e nella realtà dietro le quinte è la serva della compagnia.

Di recente Giannuli, nel suo “L’abuso pubblico della storia – come e perché il potere politico falsifica il passato” (2009) ha trattato dell’aggiustamento dei metodi e dei fatti in campo storiografico.

Il relativismo epistemico serpeggia nella cultura comune, rappresentato ad esempio dall’uso di citare il celebre film “Rashomon” per sostenere che la verità non è unica, ma è soggettiva.

Un altro segno del relativismo epistemico è lo spaccare la verità in “verità giudiziaria” e “verità storica” riguardo a fatti e reati estremamente concreti, come una bomba in una piazza o in altri luoghi pubblici.

Flores d’Arcais di recente ha giustamente osservato come in Italia sia ormai inveterata la prassi mediatica di degradare le verità di fatto scomode ad opinioni personali di chi le presenta, passo che Arendt considera un indice di totalitarismo in agguato.

Ormai le parti del ragionamento vengono trattate, anche da chi ha ruoli intellettuali, con l’arbitrarietà con la quale Humpty Dumpty usava le parole.

Il relativismo epistemico confluisce in quello culturale: conta il valore culturale, la coloritura emotiva, dei concetti, non la loro corrispondenza al reale.

Un caso importante di ciò è dato dalla discussione, o meglio dal lancio, del testamento biologico, nel quale ha avuto un ruolo di punta, senza dubbio in buona fede, lo stesso Flores d’Arcais.

La discussione si è basata innanzitutto su una rigorosa censura della dimensione economica del problema e degli interessi in gioco (bisognerebbe onorare anche quell’altro morto, Marx, salvandone la parte valida dell’opera, cioè il tema dell’importanza dei fattori economici nel determinare le sovrastrutture sociali); e ha poi considerato casi reali ma particolari, ignorando la gran massa dei casi pertinenti, commettendo una fallacia di generalizzazione, considerando ciò che è valido solo secundum quid come valido simpliciter.

Il problema è stato infatti identificato coi casi di Welby e Englaro, la persona senza corpo e il corpo senza persona, che sembrano scelti da un’agenzia di pubblicità o da uno sceneggiatore di Hollywood.

Welby, l’artista ancora giovane, intelligente e sensibile, inchiodato in un letto, o nel suo stesso corpo; e la bella e fresca Eluana, addormentata senza possibilità di risveglio, rappresentano casi reali, ma sia rari che particolari: la probabilità di un fine vita del genere è inferiore all’1%.

Non solo, ma i casi in sé, quello dello stato vegetativo che si protrae per anni, e degli esiti finali della distrofia muscolare, presentano problematiche che non sono quelle delle morti comuni; dove solo in una minoranza di casi è conservata la piena lucidità di Welby, o ci sono prospettive di sopravvivenza fisica indefinite di anni e anni come per Eluana.

I casi di Welby ed Englaro hanno assunto il significato simbolico, esistenziale, che si prestavano ad assumere. E culturalmente sono divenuti il simbolo del morire.

Non si dice che, così come gli USA non sono abitati se non in piccola parte da cow boys, nella maggior parte dei casi non si va verso la morte in questo modo.

E’ vero che nella piccola minoranza di casi come Welby o Englaro si pongono effettivamente problemi come quelli discussi.

E che in altri rari casi si pone addirittura il problema dell’eutanasia (argomento che per il momento in Italia si tiene da parte, per non spaventare).

Ma il testamento biologico in molte situazioni comuni non dovrebbe essere necessario, e comporta dei rischi per il paziente.

La sospensione di alimentazione e acqua ha tre valenze, che possono essere variamente innestate in sequenza:

a) Fattore nocivo che provoca la morte in un individuo che altrimenti, adeguatamente trattato, sarebbe sopravvissuto. Distinto in due sottocategorie:

a1) su soggetti sani. Es. il conte Ugolino e i suoi figli.

a2) su soggetti già malati o debilitati, ma recuperabili. Es. il bunker dalla fame ad Auschwitz, Massimiliano Kolbe e i suoi compagni.

b) Fattore che affretta la morte in uno stato irreversibile di malattia mortale. Distinto in due sottocategorie:

b1) come fattore aggiunto; es. su un paziente con un cancro in stadio avanzato, defedato, che non è in agonia, ma può entrarvi.

b2) come interruzione di un’alimentazione e idratazione che si erano già interrotte per malattia, ed erano state vicariate con mezzi artificiali. Es. Eluana.

c) Misura palliativa nell’agonia.

Va notato che in ambito medico la serie si autoalimenta e si autogiustifica: ogni stadio causa biologicamente il successivo, nel quale la misura risulta moralmente più giustificata che nel precedente.

E’ un sistema a doppia spirale: si aggravano le condizioni cliniche e si rafforza la motivazione morale a proseguire.

Le “spirali”, i circuiti a feedback positivo, sono frequenti in fisiopatologia: la sospensione di idratazione e alimentazione è una misura classificata come compassionevole che ha i meccanismi di una malattia e mima una malattia.

Questa scala, che può essere rifinita o rivista, mostra come un intero asse di valutazione sia stato ignorato, oltre alle altre variabili già dette.

Un altro compito dei vari esperti e delle varie istituzioni sarebbe dovuto essere quello di identificare e sbrogliare le combinazioni lecite e illecite di questa scala nelle varie circostanze.

Si sarebbe dovuto inoltre tenere presente la possibilità offerta da questa scala, per le sue caratteristiche di spirale doppia, di essere risalita confondendo le varie situazioni e scambiando la causa con l’effetto.

Tale “escalation retrograda” può spiegare l’insistenza, un poco sospetta, su questa particolare misura: consente di poter adottare con bassi rischi legali e d’immagine forme pilotate di decesso.

Un’insistenza che ha trovato la contrarietà di un tecnico ben accreditato, il prof. Ranieri, direttore della Rianimazione alle Molinette.

Questo rianimatore, non credente, sostenitore della “desistenza terapeutica”, ha affermato che lui sarebbe stato d’accordo a non praticare ad Eluana trasfusioni in caso di emorragia, e non somministrarle antibiotici in caso di polmonite; ma che “non avrebbe dormito la notte” se le avesse tolto alimentazione e liquidi (“Non le toglierei mai l’alimentazione” la Stampa, 21 gen 2009).

Sarebbe interessante approfondire le sue posizioni.

Invece con Eluana si è battuto molto sulla sospensione di cibo e acqua, nella forma “b2+c”; su soggetto giovane, con decorso della malattia di base particolarmente lento e quindi doloroso per i familiari.

Per valutare gli effetti di questa liberatoria, anzi questo trasferimento a terzi della podestà sul proprio corpo, che corrisponde alla richiesta di sospendere cibo e idratazione a giudizio dei medici, si dovrebbero considerare altri scenari.

Un caso diverso, e molto più comune di quello di Welby o Eluana è lo “c” puro: la sospensione dell’alimentazione e idratazione nello stato irreversibile e conclamato di agonia per una comune malattia dell’età anziana, una misura palliativa per il morente che è lecita e non è una novità.

Ma col testamento biologico potrebbe dare luogo ad abusi, incoraggiando il “portarsi avanti col lavoro” cioè anticipando la morte con l’anticipare la misura palliativa, se conviene; divenendo così un “b2+c” o un “b1+c”.

Un altro scenario, che diverrà tristemente comune, tanto da assumere dimensioni generazionali, è quello che sotto mentite spoglie percorre l’intera serie, “a2+b+c”: quello dell’anziano, in una casa di riposo, la cui demenza senile, e quindi la non autosufficienza, si aggravano. Qui il testamento biologico può essere la firma della propria condanna.

All’anziano che sta andando verso le forme più avanzate della demenza senile, che non sa più vestirsi, non parla e non comprende, è incontinente, va controllato perché assume comportamenti pericolosi, bisognerebbe aumentare l’assistenza infermieristica, con una riduzione dei profitti per la casa di cura, e con l’effetto clinico di doverla aumentare ulteriormente in futuro.

Invece di aumentare l’assistenza, se non ci sono motivi per essere prudenti, come una supervisione assidua e competente di parenti reattivi e forti, l’amministratore, che vuole conservare il suo posto e anzi fare carriera, può lasciare invariata l’assistenza infermieristica, o meglio ancora ridurla un po’, e lasciare così che insorgano complicazioni, stato di denutrizione, scompensi metabolici, piaghe da decubito, infezioni.

In questo modo si metterà lentamente in moto una spirale patogenetica, che va verso il decesso, e le condizioni del paziente peggioreranno.

Invece di fermare la spirale, la si fa progredire. Poco dopo che le condizioni sono rappresentabili come sufficientemente gravi da non dover temere accuse penali, si considera il paziente morente, e si aggiunge la spirale della sospensione della alimentazione e idratazione: avendo in cartella il modulo “testamento biologico” firmato lo si lascia morire di fame e sete, con un decorso che richiede in genere dai 3 ai 15 giorni.

Giorni nei quali la persona muore di sete e di fame letteralmente. Si dice che il paziente comunque in questo stato non soffra; io ho visto che, soprattutto se trascurato, e negli ospedali vengono trascurati anche quelli che hanno voce ed escono vivi, può invece andare incontro a una morte lenta e terribile.

Alla porta della casa di riposo fanno la fila altri anziani, meno gravi e quindi più redditizi. Avanti il prossimo.

“Ho saputo che hai seppellito tua moglie” “Per forza. Era morta”.

Questa battuta viene riportata come esempio di humor inglese, e in effetti non è che faccia scompisciare.

Serve però a ricordare che certi atti sono leciti solo sotto determinate condizioni.

Non varrebbe la pena discutere di questi rischi di omicidio nascosto che il testamento biologico, e gli interessi economici che lo stanno promuovendo, comportano? Ma la gente davvero crede che ci sia tutta questa ansia di farli vivere ad ogni costo? Lo sa cosa sta firmando, firmando quei moduletti del testamento biologico?

Dopo l’aborto, dopo gli espianti di organi, non pensano bioeticisti, giuristi, legislatori, opinione pubblica, che vi sia una terza situazione che impone di definire legalmente e in termini precisi lo stato vitale, in questo caso quand’è che si entra nella fase terminale, entro la quale possono essere prese misure che altrimenti configurano gravi reati?

Se le cose devono andare così, se la vita non gode di particolari privilegi, se è tutta una questione di soldi; ma anche se, indipendentemente dal motivo economico, la soluzione praticabile fosse solo questa, non sarebbe doveroso ammetterlo apertamente e fare in modo che il decesso pilotato sia chiamato col suo nome e sia un affare il meno sporco possibile?

E, davanti allo spettro dell’eutanasia di routine, non si dovrebbe tornare indietro, fino a esaminare anche l’altro capo del problema, la medicalizzazione esasperata, l’imbocco del percorso che porta a queste situazioni?

Che la morte è un evento naturale e da accettare ci viene ricordato solo quando, seguendo il corso voluto dagli interessi commerciali, non è più utile all’industria medica illuderci sulle fantastiche capacità della medicina di darci la vita eterna.

Nessun uomo è un’isola, e la morte dell’individuo non è un problema esclusivamente privato come affermano i sostenitori del testamento biologico, ma di fatto attira l’attenzione degli altri.

Ed è giusto che sia così, e che quindi la modalità della morte dell’individuo rimanga entro forme accettabili per la società.

Sono proprio i sostenitori del testamento biologico a dimostrare questa valenza sociale della morte, propugnando un sistema di controllo del fine vita tutto sommato ipocrita, un lavarsene le mani che salva le apparenze ma che nel caso concreto può divenire una barbarie mascherata, alla quale può essere preferibile l’eutanasia.

Forse l’eutanasia di massa sarà introdotta in uno stadio successivo; e a quel punto sarà effettivamente un miglioramento, relativo.

Come ho già scritto in precedenza, non ho soluzioni certe; ma penso che per avere le migliori soluzioni possibili il primo passo, la prima laicità vera, sia di guardare in faccia la realtà e definire il problema nei suoi termini reali, rifiutando le sirene del relativismo epistemico.

Considerando quindi non solo in astratto i pazienti, i medici e la Chiesa, ma anche gli interessi economici e politici “laici”, le condizioni cliniche e psicologiche specifiche del malato, l’epidemiologia dei decessi e le relative caratteristiche delle varie tipologie, l’informazione, o la disinformazione, date al pubblico.

Considerando non solo il “chi decide” ma anche il “cui prodest” e quindi il “chi decide, in realtà”.

Anche il clero ha adottato il relativismo epistemico: i preti questa semplice circostanza del secundum quid, che conoscono fin troppo bene, e che costituirebbe un argomento forte per le tesi che dicono di sostenere, non l’hanno presentata ma l’hanno lasciata nell’ombra; e invece hanno retto il gioco agitando regole da incubo sull’obbligatorietà del sondino nasogastrico e degli altri tubi delle vie non orali, sul “proibito morire”, sulla vegetazione a oltranza; in modo da terrorizzare e spingere nelle braccia del partito del testamento biologico.

Come se non fossero anche loro avveduti manager dell’industria della sanità, che nelle loro tante strutture non buttano i soldi dalla finestra ma fanno quadrare i bilanci e sorridere gli investitori.

La discussione sul testamento biologico è anche un rito col quale viene confermata l’immagine che preferiamo della morte, questa realtà inaccettabile.

E il testamento biologico, una nuova resa al mercato, è stato presentato come un atto dove sensibilità e intelletto uniscono le forze contro la morte, per la dignità umana: non le permettiamo di torturarci, siamo noi che decidiamo.

In realtà, si è affondata la testa sotto la sabbia, si sono applicati all’etica e al razionale le colorate categorie del culturale. I fatti sono stati messi da parte.

Esiste da decenni un filone di estetizzazione della malattia, che tende ad avvicinarla ad una merce, ad un prodotto che può essere venduto al meglio impaccandolo e presentandolo opportunamente.

Coi casi Welby ed Englaro nell’immaginario collettivo la morte è stata ipostatizzata, in una forma terribile ma definita, e quindi contrastabile.

Si riafferma l’immagine della morte come si deve, col ghigno e la falce fienaia, la morte-persona contro la quale si può fare qualcosa.

Si esce dalla vita in maniera romantica, andando in coma dopo una gran zuccata, o ghermiti da una carogna come una delle malattie neurologiche degenerative che colpiscono i giovani; e dicendo: “basta”.

Ci sarebbero voluti dei biostatistici onesti per spiegare che nella maggior parte dei casi si muore secondo modalità meno letterarie; oppure dei poeti, come Eliot, a dire che quando il mondo finisce, spesso finisce “Not with a bang but a whimper”.



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Vent’anni fa Tienanmen


Vent’anni fa Tienanmen.







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Il mistero del ragazzo che sfidò i tank a Tienanmen





di Federico Rampini
(Giornalista)




da Repubblica.it del 4 giugno 2009

“Per anni io e i miei amici abbiamo cercato di rintracciare il giovane che tenne testa ai carriarmati di Tienanmen - mi dice il dissidente cinese Xu Youyu - all’inizio abbiamo temuto che fosse stato arrestato, poi che fosse morto. Su di lui si formarono delle leggende, qualcuno sosteneva che si era fatto la chirurgia plastica per non farsi riconoscere. Oggi sono propenso a credere che sia ancora vivo”.

Xu non divulgherà mai degli indizi che possano portare a rintracciare quell’ex contestatore, la figura-simbolo della resistenza di vent’anni fa.

L’immagine fece il giro del mondo intero, divenne il simbolo della tragedia di Pechino.

È il 5 giugno 1989, già da 24 ore procede implacabile l’intervento militare per schiacciare la “primavera democratica”, quando diversi fotografi occidentali affacciati alle finestre del Beijing Hotel riprendono la scena.

Una colonna blindata scende lungo il Viale della Pace Eterna, di colpo è costretta a immobilizzarsi. Un giovane si è piazzato in mezzo alla strada, blocca il carroarmato di testa.

Sta ritto in piedi, con la mano sinistra tiene la giacca a penzoloni, con la destra due sacchetti di plastica della spesa.

La scena sembra irreale: i tank fermi uno dopo l’altro in fila indiana, quella figura esile che sembra soggiogarli.

L’autista del primo blindato fa manovra, cerca di aggirare il ragazzo sulla destra.

Lui gli si para davanti di nuovo, allarga le braccia come si fa per domare una bestia.

Poi il giovane fa un salto, sale sul carroarmato per parlare col soldato visibile dalla feritoia.

“Tornate indietro! Smettete di uccidere il nostro popolo!” è l’urlo che i testimoni ricordano.

Poi tutto accade in un attimo: il ragazzo è sceso dal blindato, ora è circondato da amici che lo aiutano a scappare.

La sua sorte è rimasta un mistero affascinante.

In Occidente quelle foto divennero il ricordo di un coraggio inaudito, rafforzarono la solidarietà verso la protesta studentesca.

Si è creduto che il regime cinese avrebbe fatto il possibile per catturare il protagonista di quel gesto sfrontato.

Nel ventesimo anniversario del massacro, ricostruire quelle ore aiuta a capire la strategia della repressione: chi fu colpito, come, con quali priorità.

La Cina di oggi è figlia del dopo-Tienanmen, quando il regime stabilì un ordine e una logica nel castigo.

Lontano da Tienanmen. “La repressione armata - ricorda Xu - non avvenne a Piazza Tienanmen ma più lontano. Le cataste di cadaveri io le vidi sulle vie Fuyou e Changan. I massacri peggiori avvennero all’ingresso dei blindati in città, e nelle aree di Fuxingmen e Muxidi”.

Il ragazzo che sfidò i tank senza che dai blindati partisse un solo colpo, era per fortuna troppo vicino a Tienanmen: una piazza dal potente significato simbolico, dove i leader comunisti volevano ridurre al minimo lo spargimento di sangue.

Tienanmen è da secoli il luogo sacrale del potere cinese, all’ingresso della Città Proibita dove viveva l’imperatore.

La sua importanza è stata rafforzata dall’iconografia rivoluzionaria: il rinascimento repubblicano della Cina si fa risalire alla manifestazione degli studenti il 4 maggio 1919 in quella piazza; Mao Zedong vi proclamò la vittoria del comunismo nell’ottobre 1949 e la sua salma imbalsamata è custodita nel mausoleo centrale.

Per questo nel maggio 1989 gli studenti scelsero di lanciare proprio lì lo sciopero della fame.

Per questo la propaganda del regime nelle terribili giornate di giugno si ostinava a ripetere che “nessuno era stato ucciso a Tienanmen”.

Il numero delle vittime è tuttora un segreto di Stato, le stime raccolte da Amnesty International variano fra 700 e 3.000 morti.

Ma le versioni concordano su questo: pochi morirono dentro il “cerchio magico”, il perimetro della piazza stessa.

Deng Xiaoping, l’anziano leader che orchestrò l’intervento dell’esercito, non voleva lasciare in eredità al regime comunista la maledizione di una carneficina avvenuta in un luogo troppo gravido di storia.

Nei mesi successivi la repressione seguì un criterio, non fu indiscriminata.

L’intellettuale dissidente Zhang Boshu, che oggi è uno dei firmatari di Charta 08, ricorda la caccia alle streghe.

“Deng e i suoi sapevano che l’uso della forza militare era stato illegale. Perciò dopo il 4 giugno gli arresti, le condanne e le deportazioni, tutto avvenne in segreto. Non ci fu un solo processo pubblico. C’erano i super-ricercati e le liste di proscrizione nei luoghi di lavoro. Le sezioni del partito comunista erano incaricate di fare le istruttorie a carico dei colpevoli. Era così in ogni luogo di lavoro, comprese le università e l’Accademia delle Scienze dove lavoro”.

Zhang ricorda di essere stato fortunato, di aver scansato le punizioni più esemplari.

“Eravamo tantissimi ad aver partecipato al movimento per la democrazia. Per mesi quella era stata una protesta di massa. Era impensabile punire tutti: avrebbero dovuto arrestare metà della popolazione di Pechino. Io scampai al peggio perché non ero iscritto al partito. Uno dei bersagli contro cui si accanirono dopo il 4 giugno erano i comunisti doc. La priorità di Deng era l’epurazione interna. Il nemico più odiato era la corrente dei riformisti democratici all’interno del partito, gli amici di Zhao Ziyang, il segretario generale che Deng aveva deposto con un golpe. Quella era la minaccia, perché Zhao aveva goduto di un consenso reale tra gli stessi comunisti, il partito si era spaccato in due”.

Andò peggio agli operai. Due pesi e due misure si avvertirono nel diverso trattamento riservato a studenti e operai.

Già l’8 giugno 1989 l’ufficio della Pubblica sicurezza di Shanghai arrestava 13 operai, 3 dei quali vennero condannati a morte e fucilati dal plotone di esecuzione.

Delle 48 esecuzioni pubbliche a Pechino nei giorni seguenti nessuna ebbe per vittima uno studente.

Era partita la grande operazione di recupero delle élite, la lunga marcia per cooptare intellettuali e studenti al servizio del potere.

La vera lezione che i leader comunisti impararono da quelle giornate è questa: non bisogna mai più ritrovarsi “contro” la parte più istruita e moderna della società.

Per gli irriducibili cominciò la traversata del deserto, una serie di vessazioni che durano ancora oggi: promozioni negate, niente permessi di viaggio all’estero, l’emarginazione costante.

Uno stillicidio di vendette che non ha impedito a Xu e Zhang di continuare la loro lotta per i diritti umani.

Con tutti gli altri il regime è stato magnanime, e l’elargizione di vantaggi alle professioni intellettuali è stata redditizia.

“Vent’anni dopo - ammette Zhang - non c’è all’orizzonte una forza alternativa al partito comunista, non esiste un movimento che possa guidare la transizione pacifica verso la democrazia. E’ dentro il partito comunista che deve nascere questa spinta per il cambiamento”.






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La Sezione di verona dell’A.N.M. sulla vile aggressione al Procuratore Schinaia


ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Sezione di Verona


La vergognosa aggressione patita dal collega Schinaia dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, come i toni e le parole volutamente sconsiderate, irrispettose del presunto avversario e irridenti alle istituzioni abbiano un immediato effetto concreto.

In questo clima di ripetuti e gratuiti attacchi all’Ordine Giudiziario, portati anche da soggetti di alto profilo istituzionale, un gruppo di ragazzi si è sentito legittimato ad aggredire vigliaccamente alle spalle (in assoluto contrasto con i “codici di onore” a cui gli stessi dichiarano di ispirarsi) un Magistrato della Repubblica, dopo averlo ripetutamente offeso.

Solo per un mero caso le conseguenze di un simile comportamento non sono state gravi.

Al collega Schinaia, uomo e magistrato di cui tutti conoscono e apprezzano la signorilità, umanità, pacatezza e preparazione giuridica, va tutto il nostro sostegno e la nostra sincera amicizia di cittadini e di magistrati.

I colleghi dell’Associazione Nazionale Magistrati di Verona sperano che simili episodi, che avviliscono e feriscono la nostra vita sociale e politica, non abbiano più a ripetersi e si impegnano ad operare affinché, nel rispetto delle regole e delle leggi, questo clima di scontro e di delegittimazione delle istituzioni sia relegato tra i brutti ricordi.

Verona, 3 giugno 2009

Il Presidente della Sezione A.N.M. di Verona
Ernesto D’Amico




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Verona, aggredito capo della Procura



Mario Giulio Schinaia stava rincasando nella serata di ieri dopo una festa in parrocchia quando si è accorto di essere seguito da alcuni ragazzi. Uno lo ha colpito con una bottiglia. Il magistrato: “Le nostre inchieste hanno dato fastidio a qualche fazione di giovani violenti”.


da Repubblica.it del 2 giugno 2009


Verona - Prima l’aggressione verbale, poi quella fisica.

Il procuratore di Verona, Mario Giulio Schinaia, è stato picchiato ieri sera da un gruppo di giovani mentre rientrava a casa.

La Digos sta svolgendo indagini a tutto campo per far luce sull’accaduto. Una delle piste sembra comunque indirizzarsi verso i gruppi violenti dell’estrema destra.

Va ricordato, tra l’altro, che, poco più di un anno fa, il 5 maggio 2008, a Verona venne ucciso di botte un giovane di 29 anni, Nicola Tommasoli.

I colpevoli, cinque ragazzi legati all’ambiente della violenza di estrema destra, sono stati arrestati grazie anche al lavoro della Procura.

Schinaia, dopo aver partecipato ad una festa parrocchiale, stava andando a prendere la sua auto per far ritorno a casa quando si è accorto di essere seguito da un gruppo di giovani che tra loro parlavano ad alta voce usando parolacce.

Poi, improvvisamente uno dei ragazzi si è staccato dal gruppo, ha raggiunto il magistrato e lo ha colpito alle spalle con una bottiglia vuota facendolo cadere a terra e coprendolo di insulti e frasi offensive.

Il procuratore ha fatto ricorso alle cure mediche, ma ha già annunciato che domani sarà al lavoro nel suo ufficio.

Il magistrato si è detto molto amareggiato perché “la violenza andrebbe da tutti condannata senza se e senza ma”, aggiungendo che “sarebbe bello se i giovani capissero che bisogna usare le parole e non la violenza per farsi capire, per manifestare le proprie opinioni”.

Sulla dinamica dell’aggressione Schinaia, al momento, ha detto di non essere in grado di riconoscere chi l’ha colpito, ma è convinto che le inchieste della Procura scaligera devono aver dato fastidio “a qualche gruppo di giovani che usa la violenza” e che solo “menti pigre rischiano di non accorgersi di questa realtà”.

Da tempo, infatti, i magistrati veronesi stanno indagando, tra l’altro, su gruppuscoli in qualche mondo riconducibili all’estrema destra radicati in città.

Schinaia ha aggiunto che “un fatto del genere non è mai successo a Verona”; è tragica l’idea “che un ragazzo colpisca alle spalle. E’ un atto vigliacco”.

Per il sindaco scaligero, Flavio Tosi, l’aggressione di Schinaia è stato “un atto di violenza brutale, vile e inqualificabile, tanto più grave in quanto rivolto contro una persona che rappresenta una delle più alte autorità dello Stato a Verona”.

“Chi aggredisce il procuratore della Repubblica - ha sottolineato Tosi - aggredisce lo Stato e quindi tutti noi”.

Parole di solidarietà sono state inviate a Schinaia anche dal Pd con Federica Mogherini, membro della segreteria nazionale, che ha detto che l’aggressione “trova sponda e legittimazione in atteggiamenti e parole di odio cui troppo spesso alcune forze politiche ricorrono”.

Anche il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, ha voluto esprimere solidarietà al procuratore capo di Verona: “Condanno con fermezza questo episodio di violenza - ha detto il ministro - realizzato da chi vuole macchiare e avvelenare con l’odio il rapporto tra le istituzioni e i cittadini”.


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lunedì 1 giugno 2009

Una Procura ad personam?






di Chiazzese





Leggendo l’esposto di Silvio Berlusconi al Garante per la privacy sulla vicenda delle fotografie di Antonello Zappadu sequestrate dalla Procura di Roma, qualcosa non convince.

Secondo la versione di Berlusconi - dalla cui denuncia, come lascia intendere lo stesso avvocato del Premier Nicolò Ghedini, sarebbe pure partita l’iniziativa della Procura capitolina -, Antonello Zappadu, un fotografo di Olbia, offre in vendita fotografie carpite illegittimamente che ritraggono momenti di vita privata all’interno della nota residenza del Premier di villa Certosa, in località Porto Rotondo, ad Olbia, Sardegna.

Zappadu offre le immagini anche ad un collaboratore di Panorama, tale dottor Amadori, che informa il direttore del settimanale, dottor Belpietro, che a sua volta informa Ghedini.

Zappadu, dopo alcuni contatti con il dottor Amadori, lo incontra; a Milano.

Fatto presente che le fotografie sono di “eccezionale interesse”, gli dice che c’è chi - il gruppo Hachette-Rusconi tramite il direttore di Gente Monica Mosca - sarebbe disposto a pagare molto profumatamente quelle fotografie, addirittura 1,5 milioni di euro, e gli prospetta la possibilità di comprarle alla medesima cifra. Per dimostrargli la serietà dell’offerta, quindi, gli invia un campione di foto ed una bozza del contratto di compravendita. Amadori passa il tutto a Belpietro, il quale a sua volta passa il tutto a Ghedini. Questi telefona a Mosca - il direttore di Gente - ed apprende che non c’era stata e non c’era in corso nessuna trattativa tra Zappadu ed il gruppo Rusconi, non essendo quest’ultimo interessato alle fotografie.

Questi i fatti riferiti da Berlusconi, il quale, per questi fatti, accusa Zappadu:

- del reato di “interferenze illecite nella vita privata” (art. 615 bis c.p.): “Chiunque mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’art. 614 [abitazione, altri luoghi di privata dimora ed appartenenze di essi], è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni”;

- del reato tentata truffa per avere “tentato di procurarsi un ingiusto profitto prospettando l’indebita pubblicazione di materiale fotografico che avrebbe potuto provocare un evidente danno d’immagine ove maliziosamente prospettato, senza le facili spiegazioni che soltanto i diretti interessati avrebbero potuto fornire”.

Oltre all’esposto al Garante, Berlusconi denuncia il tutto alla Procura della Repubblica di Roma, che tempestivamente sequestra le foto.

Come dicevamo all’inizio, c’è qualcosa che non convince in questa storia.

Il comportamento del direttore di Panorama? Certo, solo in Italia accade che il direttore di un settimanale come Panorama, venuto a conoscenza dell’esistenza di fotografie di “eccezionale interesse” sul Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, anziché decidere se trattarne l’acquisto o meno, comprarle o meno, pubblicarle o meno, come avrebbe fatto qualsiasi “Giornalista”, informa l’avvocato di Berlusconi e gli passa il campione di foto fattogli pervenire dal fotografo. Ma, appunto, siamo in Italia, dove comportamenti del genere, purtroppo, non sono più - o forse non sono mai stati - sorprendenti. Quindi, anche se si tratta di quello stesso direttore che, se qualcuno lo chiama “dipendente di Berlusconi”, si inalbera come un ossesso (come si può vedere a questo link), proclamandosi “dipendente della mia coscienza”, non è questo che ci sorprende. Del resto, uno è dipendente della sua coscienza; se poi la coscienza è molto “devota”, lui che ci può fare?

Le perplessità sono altre.

Le fotografie sono state scattate in Sardegna; la condotta di Zappadu si svolge in Sardegna, da dove parla ed invia email, e, in parte, a Milano.

Se i fatti sono questi, a prescindere dal merito della vicenda, la Procura territorialmente competente è quella di Tempio Pausania (al limite, per la tentata truffa, quella di Milano). Che c’entra, in tutto questo, la Procura di Roma?

Esiste forse una competenza speciale per la tutela del Premier?


P.S. – Mentre mandavo questo post alla Redazione, apprendo che la Procura di Roma avrebbe riconosciuto la propria incompetenza (in senso territoriale, s’intende), trasmettendo il tutto alla Procura di Tempio Pausania!





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Il “doppio stato” e i casi De Magistris, Forleo, Genchi, Salerno


Vi segnaliamo, sul sito di MicroMega, a questo link, l’audio di un intervento di Marco Travaglio alla Fiera del Libro di Torino il 16 maggio 2009, nel quale affronta il tema della teoria c.d. del “doppio stato” e vi inserisce i casi De Magistris, Forleo, Genchi, Salerno.






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Rassegna stampa di Giugno 2009




a cura di Vanna Lora
(Docente di Storia e Filosofia)


La “Rassegna stampa” viene aggiornata quotidianamente.

Per non "intasare" il blog di tanti post tutti simili, la “Rassegna stampa” sta sempre in un solo post al mese, che aggiorniamo ogni volta che Vanna ci manda nuove segnalazioni.

Dunque, anche se il post ha sempre la stessa data, il suo contenuto viene aggiornato anche dopo la sua prima pubblicazione.

I link agli articoli di stampa sono in ordine cronologico: gli articoli più recenti sono in fondo.

Sulla sidebar di destra ci sono un link e un banner che consentono di rintracciare sempre facilmente le pagine della rassegna stampa.

________________


Giovanni Bianconi
La strage di via D’Amelio e il nuovo pentito. L’Antimafia indaga sulla verità di Spatuzza
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Francesco La Licata
“Boccassini non indaghi sulle stragi di mafia”
in Stampa, 1 giugno 2009

Marco Travaglio
Paese ad mafiam –Passaparola (VIDEO)
in Beppegrillo,1 giugno 2009 (Registrata il 29maggio)

Lorenzo Baldo
Le stragi: verità ancora possibile?
in Antimafiaduemila, 1 giugno 2009

Roberto Morrione
Falcone e Borsellino traditi per l’opportunismo e l’asservimento di gran parte dei mezzi d’informazione …
in Articolo21, 1 giugno 2009

Giuseppe D’Avanzo
Il nuovo volto del potere
in Repubblica, 1 giugno 2009

Stefano Rodotà
Italia, cronaca di un Paese senza
in Repubblica, 1 giugno 2009

Gad Lerner
La vergogna del giornalismo italiano
in Gadlerner.it,1 giugno 2009

Furio Colombo
Silvio da Casoria, l'educatore
in Unità, 31 maggio 2009

Marco Travaglio
Al Tappone & Topolanek
in Unità, 1 giugno 2009

Prodi festeggia 40 anni di matrimonio
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Enrico Franceschini
Il Times: “Cade la maschera del clown” Libération: “Lo scandalo è alle calcagna”
in Repubblica.it, 1 giugno 2009

Il Times attacca Berlusconi. La replica: falsità insufflate da sinistra
in Corriere.it,1 giugno 2009

Da Pd e Idv doppia interrogazione parlamentare sui voli di Stato
in Corriere.it, 1 giugno 2009

Massimo Giannini
Voli di Stato: è polemica (AUDIO)
in Repubblicatv,1 giugno 2009

La telefonata fra Marco Lillo e Roberta Arrigoni (AUDIO)
in Espressonline, 31maggio 2009

Marco Lillo
Com’è veramente andata
in Espressonline, 1 giugno 2009

Ottavio Olita intervista Domenico D’Amati
Foto sequestrate. D’Amati: violato l’interesse pubblico. Intervenga il Parlamento
in Articolo21, 31 maggio 2009

Marco Galluzzo
Il premier: lasciate in pace i miei figli
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Riccardo Rosa
Il bodyguard di veronica, pettegolezzi inventati
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Gianluca Luzi
Parte l’attacco a Veronica
in Repubblica, 1 giugno 2009

Paolo Colonnello
Sul “compagno” di Veronica smentite alla Santanché
in Stampa,1 giugno 2009

Carmelo Lopapa
“Offerti soldi alla velina del Gf”. E l’Espresso querela Il Giornale
in Repubblica, 1 giugno 2009

M.Gal.
“Il Cavaliere prepara l’attacco: ‘ Non ci sarà un nuovo ‘94’ “
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Alberto Custodero
Ministri, portaborse e amici triplicato il numero dei decolli
in Repubblica, 1 giugno 2009

Claudia Fusani
E’ qui la festa? Via vai sull’aereo di Stato. Tutti “gli ospiti” del premier
in Unità, 1 giugno 2009

Paola Di Caro
Il Pd accusa sui voli di Stato: triplicati, chi c’era a bordo?
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Marino Bisso
Voli di Stato, si muove la Procura. Il Pd: buttano via i nostri soldi
in Repubblica, 1 giugno 2009

Marco Bucciantini intervista Giuseppe Belleri
Quelle sei ragazze sedute sulle sue ginocchia e le altre foto censurate
in Unità, 1 giugno 2009

Tana de Zulueta
“Se la Merkel avesse una relazione affettiva con un ragazzo faccia d’angelo di 17 anni…”
in Articolo21, 1 giugno 2009

C.Man.
Aerei blu, archiviati Rutelli e Mastella
in Messaggero,1 giugno 2009

Salvo Palazzolo
Caos a Palermo, invasa dai rifiuti
in Repubblica, 1 giugno 2009

Barbara Saporiti
Palermo sommersa dai rifiuti “Intervenga la Protezione civile”
in Repubblica, 1 giungo 2009

Felice Cavallaro
Lombardo invoca il Colle: boccerà la legge contro di me
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Sergio Rizzo
Terremoto in Abruzzo i mugugni che è meglio non sottovalutare
in Corriere della sera, 1 giugno 2009

Massimo Giannini
Spa pubbliche e i trombati da riciclare
in Repubblica/Affari&Finanza, 1 giugno 2009

Guido Bolaffi
Cambiamo la legge sulla cittadinanza
in Corriere della sera/inserto economia, 1 giugno 2009

Giovanni Parente
Reato clandestinità: il dovere di denuncia viaggia anche in tram
in Sole24ore, 1 giugno 2009

Claudio Magris
Il voto tiepido per l’Europa
in Corriere della sera,1 giugno 2009

Marco Travaglio
“Verità o menzogna. Categorie irrinunciabili o moraliste?” (AUDIO)
in Micromega.net, 28 maggio 2009

Emiliano Sbaraglia intervista Gianluigi Nuzzi
I nuovi segreti dello Ior
in Micromega.net, 1 giugno 2009

Enrico Franceschini intervista Michale Bynyon
“Noi ispirati dalla sinistra? Ridicolo. Se è nei guai con le donne è una notizia”
in Repubblica, 2 giugno 2009

Furio Colombo
Il Duca di Casoria e l’opposizione silente
in Micromega.net, 1 giugno 2009

Paola Di Caro
Berlusconi: caso Noemi, su di me solo calunnie
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Claudio Tito
“Manovra internazionale contro di me” I sospetti di Silvio su Murdoch
in Repubblica, 2 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
Quegli scatti proibiti in Sardegna
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Paolo Berizzi
Zappadu vede gli avvocati e contrattacca “Nessun ricatto, i miei scatti sono 41”
in Repubblica, 2 giugno 2009

Gianluca Luzi
Berlusconi all’attacco della stampa estera
in Repubblica, 2 giugno 2009

Ugo Magri
Berlusconi vicino a scoppiare
in Stampa, 2 giugno 2009

Guido Ruotolo
Le foto a Villa Certosa fra topless e body guard
in Stampa, 2 giugno 2009

Andrea Carugati
“Noemi? Già detto tutto” Al premier basta Vespa
in Unità, 2 giugno 2009

Alberto Custodero
Voli di Stato, il governo difende: “Il premier ha agito legittimamente”
in Repubblica, 2 giugno 2009

Flavio Haver
Voli di Stato, procura al lavoro. Palazzo Chigi: uso legittimo
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Sergio Rizzo
Corsi e ricorsi dei privilegi
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Gemma Contin intervista Giuseppe Di Lello
“Lombardo non gioca di azzardo contro Berlusconi”
in Liberazione, 2 giugno 2009

Lirio Abbate
Netturbini, il potere forte di Palermo
in Stampa, 2 giugno 2009

M.B. intervista Leoluca Orlando
“Palermo, siamo al dissesto più totale”
in Articolo21, 1 giugno 2009

Vittorio Grevi
Processo penale, dentro la riforma due novità che fanno discutere
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Samantha Agrò
Contro l’Italia 6mila ricorsi
in Sole24ore, 2 giugno 2009

Elsa Muschella
Da "Libération" al "Times" critiche al Cavaliere
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

E D'alema: anni fa mi offrì un talk show
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Luigi Ferrarella
Sulle foto "vietate" l'azione di pm romani e le competenze sarde
in Corriere della sera, 2 giugno 2009

Mauro Suttora intervista Giovanni Sartori
"E' l'ultimo scandalo del sultano"
in Oggi, 2 giugno 2009

Deborah Ameri intervista Roger Alton
"A Londra si dovrebbe dimettere"
in Oggi, 2 giugno 2009

Natalia Aspesi
Demolizione di una first lady
in Repubblica, 2 giugno 2009

Salvo Palazzolo intervista Enzo Sellerio
Enzo Sellerio: "Qui solo la mafia è rimasta vitale"
in Repubblica, 2 giugno 2009

Saverio Lodato/Andrea Camilleri
Il libro di Giancarlo Caselli andrebbe letto nelle scuole d'Italia
in Unità, 2 giugno 2009

Nadia Urbinati
Caccia al voto piccante
in Repubblica, 2 giugno 2009

Verona, aggredito capo della Procura. Sospetti su gruppi di estrema destra
in Repubblica.it, 2 giugno 2009

Emanuela Minucci
Insulti razzisti al museo "cacciate il Preside"
in Stampa, 2 giugno 2009

Gianni Barbacetto
Quel che accadrebbe se l’Italia fosse un paese normale
in Micromega.net, 3 giugno 2009

Marco Travaglio
Al Cappone
in Unità, 3 giugno 2009

Angelo d’Orsi
Il Caimano furioso
in Micromega.net, 2 giugno 2009

Mario Coffaro intervista Angelino Alfano
Alfano: dopo il voto, ordini separati legge sulle intercettazioni e nuovo Csm
in Messaggero, 3 giugno 2009

Nello Rossi
Csm sorteggiato? Idea irrazionale e anticostituzionale
in Riformista, 3 giugno 2009

Cosimo Maria Ferri
Al Csm serve il voto di preferenza
in Italia Oggi, 3 giugno 2009

Alberto Custodero
Voli di Stato, è ancora polemica costi aumentati di oltre 1 milione
in Repubblica, 3 giugno 2009

Andrea Bonanni
L’Europa al voto senza passione la Sinistra in lieve vantaggio
in Repubblica, 3 giugno 2009

Carlo Federico Grosso
Decalogo dell’uomo pubblico
in Stampa, 3 giugno 2009

Sueddeutsche: "Privato e politico". Su Open Democracy il disagio degli italiani
in Repubblica.it, 3 giugno 2009

Claudia Fusani
Bertolaso e lo scandalo eco balle che toglie il sonno al premier
in Unità, 3 giugno 2009

Napoli, quindici arresti per i rifiuti. Manette a politici, professori e funzionari
in Repubblica.it, 3 giugno 2009

Paolo Berizzi
Ma tra le foto di Villa Certosa ci sono scatti sfuggiti al sequestro
in Repubblica, 3 giugno 2009

Marino Bisso
Il premier rischia l’accusa di peculato indagini sulla ballerina di flamenco
in Repubblica, 3 giugno 2009

Umberto De Giovannangeli intervista David Lane
Un premier che si sottrae alla giustizia deve dimettersi
in Unità, 3 giugno 2009

Francesco Merlo
L’abuso di Stato
in Repubblica, 3 giugno 2009

Enrico Franceschini
Dalla libertà di stampa a papi altre 10 domande da Londra
in Repubblica, 3 giugno 2009

Claudia Guasco
Noemi: il mio ex Gino si è inventato la qualunque ma la famiglia ritira la querela
in Messaggero, 3 giugno 2009

Massimo Rossignati
Verona, naziskin aggrediscono il procuratore capo
in Gazzettino, 3 giugno 2009

M.Fu.
Verona, aggredito il procuratore delle inchieste sui neonazisti
in Corriere della sera, 3 giugno 2009

Roberto Bianchin
Verona, aggredito il giudice anti-nazi
in Repubblica, 3 giugno 2009

Lionello Mancini
Titano,un mistero lungo 20 anni
in Sole24ore, 3 giugno 2009

Enrico Fierro
Palermo, i roghi le promesse e la grande truffa dei rifiuti
in Unità, 3 giugno 2009

Presunto boss mafioso è "depresso". Passa dal 41 bis a Parma ai domiciliari
in Repubblica.it, 3 giugno 2009

Gian Antonio Stella
Alessandrini, corsa in nome del padre la sua perdita un lutto senza fine
in Corriere della sera, 3 giugno 2009

Carlo Annovazzi intervista Romano Prodi
Prodi: “Milano ha buttato via un anno. I litigi sull’Expo mi hanno disgustato”
in Repubblica-ed.Milano, 3 giugno 2009

Francesco Alberti intervista Romano Prodi
Il professore: io membro da un anno ma il clima di lite ci danneggia
in Corriere della sera, 3 giugno 2009

Gianni Vattimo
L’Europa che ci attende
in Micromega.net, 2 giugno 2009

Marco Travaglio
Ex voti
in Unità, 4 giugno 2009

Giuseppe D’Avanzo
Omissioni e sottomissioni
in Repubblica, 4 giugno 2009

Gian Antonio Stella
E’ la stampa, bellezza
in Corriere della sera/Magazine, 4 giugno 2009

Filippo de Lubac
Berlusconi ha esaurito il suo compito? Sibillina intervista a Marcello Dell'Utri
in Il Resto, 2 giugno 2009

Carlo Bonini
Voli di Stato, indagato Berlusconi
in Repubblica, 4 giugno 2009

Alberto Custodero
Aerei di Stato, bolletta da 60 milioni
in Repubblica, 4 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
Voli di Stato, atti sul premier al Tribunale dei ministri
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Guido Ruotolo
Aerei di Stato indagato il premier
in Stampa, 4 giugno 2009

Giovanni Bianconi
Il lodo Alfano in questo caso non scatterebbe
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Dino Martirano intervista Niccolò Ghedini
Ghedini: non c’è nulla, finirà con l’archiviazione
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Gianluca Luzi
“Meschinità, ho rispettato le regole” la controffensiva del Cavaliere
in Repubblica, 4 giugno 2009

Liana Milella intervista Niccolò Ghedini
“Dai magistrati un atto dovuto quegli scatti su Apicella li ho dati io”
in Repubblica, 4 giugno 2009

C.L.
In Germania: il premier si dovrebbe dimettere
in Repubblica, 4 giugno 2009

Stefano Corradino intervista Alexander Stille
“Noemi, Mills…Se Berlusconi fosse presidente Usa passerebbe guai seri…”
in Articolo21, 3 giugno 2009

Mancino e Alfano al Quirinale
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Riforma della giustizia al via Franceschini apre, Di Pietro no
in Riformista, 4 giugno 2009

Luigi Ferrarella
Giustizia, tutti fanno diagnosi ma nessuno studia la cura
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Mario Cicala
Il giudice fa politica
in Italia Oggi, 4 giugno 2009

Alfio Sciacca
Boss depresso in cella e i giudici di Catania lo mandano a casa
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Attilio Bolzoni
Tutti malati sotto la cupola
in Repubblica, 4 giugno 2009

Michela Giuffrida
“Scarcerate il boss, è depresso” mafia, sentenza shock in Sicilia
in Repubblica, 4 giugno 2009

m.lud.
“Sequestrati alla mafia 3,3 miliardi”
in Sole24ore, 4 giugno 2009

Lorenzo Salvia
Arresti per i rifiuti: docenti, funzionari e un politico del Pd
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
I pm: incarichi per amicizia o clientela. E ora Bertolaso teme per gli impianti
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Antonio Fraschilla
Palermo, militari per la raccolta netturbini in strada sotto scorta
in Repubblica, 4 giugno 2009

Alfio Sciacca
Emergenza a Palermo, arrivano i soldati. Netturbini sotto scorta
in Corriere della sera, 4 giugno 2009

Alessandra Ziniti
Cemento depotenziato, arresti. Sequestrati cinque cantieri
in Repubblica-ed.Palermo, 4 giugno 2009

Salvo Palazzolo
A Lugano il tesoretto di Provenzano
in Repubblica, 4 giugno 2009

Verona, aggredì il Procuratore. Arrestato un minorenne
in Repubblica.it, 4 giugno 2009

Adriana Cerretelli
Strasburgo,l’Italia punta alla presidenza
in Sole24ore, 4 giugno 2009

Guido Olimpio
Qaedisti arrestati in Italia: una trama complessa con sei punti cardine
in Corriere.it, 4 giugno 2009

Vulpio vs Mastella attacchino abusivo (VIDEO)
in Youtube, 3 giugno 2009

Las imàgenes censuradas de Berlusconi
in El Paìs, 5 giugno 2009

Le immagini proibite da Berlusconi
in El Paìs, 5 giugno 2009

Berlusconi al desnudo
in El Paìs, 5 giugno 2009

Berlusconi: “Foto innocenti” Ma denuncia il giornale spagnolo
in Repubblica.it, 5 giugno 2009

Miguel Mora
¿Donde està la izquierda italiana?
in El Paìs, 3 giugno 2009

L’ira e il silenzio
in Repubblica, 5 giugno 2009

Enrico Franceschini
Tanta cronaca e un po’ di ironia la stampa inglese risponde a Silvio
in Repubblica.it, 5 giugno 2009

Gianluca Di Feo
Con Papi si vola
in Espresso, 5 giugno 2009

Edmondo Berselli
Silvio circus
in Espresso, 5 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
Inchiesta sui voli di Stato. Si indaga su 5 passeggeri
in Corriere della sera, 5 giugno 2009

Marino Bisso
Voli di Stato, si indaga sugli ospiti i pm chiedono le liste e autorizzazioni
in Repubblica, 5 giugno 2009

m.lud.
Voli di Stato, l’indagine avanza. Berlusconi: “Sarà archiviata”
in Sole24ore, 5 giugno 2009

Claudia Fusani
Aerei ed elicotteri Fininvest diventano voli di Stato
in Unità, 5 giugno 2009

Peter Gomez
Signorine&Signorini
in Espresso, 5 giugno 2009

Marco Travaglio
Dalla Storia a Casoria
in Espresso, 4 giugno 2009

Guido Ruotolo
E Silvio disse a Villa Certosa non vado più
in Stampa, 5 giugno 2009

Enrico Franceschini intervista Roy Greenslade
Dietro la campagna non c’è Murdoch
in Repubblica, 5 giugno 2009

Marco Travaglio
Giuliano la Prostata
in Unità, 5 giugno 2009

Pino Corrias/Peter Gomez/Marco Travaglio
Per chi votiamo
in Voglioscendere, 5 giugno 2009

Lorenzo Salvia
Acerra nel mirino dei pm
in Corriere della sera, 5 giugno 2009

Biagio Marsiglia/Guido Olimpio
“Volevano colpire il métro” presi 5 terroristi a Milano
in Corriere della sera, 5 giugno 2009

Davide Carlucci
“Terroristi pronti a colpire la metro di Milano”
in Repubblica, 5 giugno 2009

Ma.Fu.
Confessa minore di famiglia-bene: ho picchiato il procuratore
in Corriere della sera, 5 giugno 2009

Luigi Ferrarella
Dossier illeciti: patteggia l’ex capo della security Pirelli
in Corriere della sera, 5 giugno 2009

Di Pietro e Santoro, minacce via posta. Buste con proiettile e la scritta “Morirai”
in Corriere.it, 5 giugno 2009

Lettera di minacce a Di Pietro e Santoro
in Lastampa.it, 5 giugno 2009

Pino Maniaci/Riccardo Orioles
L’antimafia resta sola
in Antimafiaduemila, 5 giugno 2009

Ennio Fortuna
La grande delusione del nuovo processo penale
in Italia Oggi, 5 giugno 2009

Mediaset dice addio a Mentana: divorzio “consensuale”
in Corriere.it, 5 giugno 2009

Facebook “Berlusconi, rispondi!” il gruppo raggiunge quota 90mila
in Repubblica.it, 5 giugno 2009

Roberto Laghi intervista Corrado Stajano
Capitale morale corrotta, nazione infetta (AUDIO)
in Micromega.net, 5 giugno 2009

Alba Guarresca intervista Pietro Grasso
“Non mi piace che non sia fatta interamente chiarezza sull’assassinio del giudice Borsellino”
in Italiadallestero, 30 maggio 2009

Alba Guarresca intervista Pietro Grasso
“Cela me déplaît que toute la lumière sur l’assassinat du juge Borsellino ne soit pas faite »
in Le Courrier, 30 maggio 2009

Barbara Spinelli
Dove porta l’odio dell’altro
in Stampa, 6 giugno 2009

Eugenio Scalfari
Le anime belle di fronte alle urne
in Repubblica, 6 giugno 2009

Tommaso Padoa Schioppa
Se gli europei dicessero: yes, we can
in Repubblica, 6 giugno 2009

Francesca Caferri intervista Kristina Morvai
“Stanchi di zingari e ebrei ma non chiamateci nazisti”
in Repubblica, 6 giugno 2009

Marco Zatterin
Olanda, boom della destra xenofoba “Troppa Europa e troppi islamici”
in Stampa, 6 giugno 2009

Lorenzo Fuccaro
“El Paìs” pubblica le foto sarde. Berlusconi: inaccettabile, querelo
in Corriere della sera, 6 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
In Colombia tutti gli scatti di Zappadu
in Corriere della sera, 6 giugno 2009

Alessandro Oppes intervista Javier Moreno
“Ripristinato un diritto negato a voi italiani”
in Repubblica, 6 giugno 2009

Gabriele Romagnoli
La matrioska di Villa Certosa
in Repubblica, 6 giugno 2009

Norma Rangeri
I maggiordomi del Cavaliere
in Manifesto, 5 giugno 2009

Dora Quaranta intervista Raffaele Cantone
Intervista a Raffaele Cantone: magistrato per amore del diritto
in Antimafiaduemila, 5 giugno 2009

S.Sta.
“I dati Bankitalia sui precari non ci risultano”
in Corriere della sera, 6 giugno 2009

Stefano Lepri
Ma Bankitalia conferma le stime
in Stampa, 6 giugno 2009

Stefania Tamburello
Via Nazionale, il clima elettorale e la conferma sulle stime
in Corriere della sera, 6 giugno 2009

Marino Bisso/Elsa Vinci
Voli di Stato, pm al lavoro nella mappa della procura almeno altri 5 sono sospetti
in Repubblica, 6 giugno 2009

Mariolina Sesto
Voli di Stato, Rutelli convoca Letta
in Sole24ore, 6 giugno 2009

Aldo Fontanarosa
Esposto di Tremonti contro Report. Gabanelli: “E’ solo giornalismo”
in Repubblica, 6 giugno 2009

Luca Telese intervista Fabrizio Rondolino
“Il piano per D’Alema al Quirinale”
in Giornale, 6 giugno 2009

Marco Travaglio
Un uomo solo al telecomando
in El Paìs, 6 giugno 2009

José Saramago
La cosa Berlusconi
in El Paìs, 6 giugno 2009

Miguel Mora
Anatomia di Berluscolandia
in El Paìs, 7 giugno 2009

Filippo Di Giacomo
Alla sinistra di Papi
in El Paìs, 6 giugno 2009

Furio Colombo
Parlar male di Berlusconi
in Unità, 7 giugno 2009

Aldo Cazzullo
Lo staff “bocciò” D’Alema per Palazzo Chigi “meglio il Quirinale”
in Corriere della sera, 5 giugno 2009

Gianni Barbacetto
Piano di Rinascita Democratica da “Drive In”
in Micromega.net, 7 giugno 2009

M.Ne.
Il presidente Copasir fa pressing sui vertici: quella telefonata al generale Piccirillo
in Corriere della sera, 7 giugno 2009

Marco Nese
Il premier e le foto sarde. Il Pdl critica i Servizi
in Corriere della sera, 7 giugno 2009

Marco Galluzzo
Il Pdl, le foto e i sospetti sugli 007
in Corriere della sera, 7 giugno 2009

Marino Bisso
Voli di Stato, dieci volti da identificare, il Copasir: indagini su aerei e sicurezza
in Repubblica, 7 giugno 2009

Alessandro Oppes
“El Paìs” pubblica altre foto delle feste del premier a Villa Certosa
in Repubblica, 7 giugno 2009

R.R.
Foto a Villa Certosa, accertamenti Copasir su sicurezza-Le foto? Poteva essere un fucile
in Sole24ore, 7 giugno 2009

Gianni Messa
Lecco, esplode il caso Brambilla “Saluto fascista alla festa dell’Arma”
in Repubblica-ed.Milano, 6 giugno 2009

Foto (dalla Gazzetta di Lecco)
in Repubblica-ed.Milano, 6 giugno 2009

Marco Travaglio
Il partito dell’amore
in Unità, 6 giugno 2009

Nicola Tranfaglia
Con il ddl intercettazioni a rischio le nostre libertà fondamentali
in Articolo21, 6 giugno 2009

Barbara Spinelli
Incapaci di pensare europeo
in Stampa, 7 giugno 2009

José Saramago
La cosa Berlusconi
in El Paìs, 7 giugno 2009 (traduzione di italiadallestero)

Massimo Giannini
Il plebiscito mancato
in Repubblica, 8 giugno 2009

Guido Compagna
Proiezioni: Pdl al 35, 4%, Pd al 26, 7
in Sole24ore, 8 giugno 2009

Marco Travaglio
I veri vincitori/1
in Carta Canta/repubblica.it, 8 giugno 2009

Marco Travaglio
Europa, istruzioni per l’uso (interno)
in Unità, 8 giugno 2009

Paolo Flores D’Arcais
Sconfitto Berlusconi. Ora si può uscire dal tunnel (AUDIO)
in Micromega.net, 8 giugno 2009

Federico Geremicca
Silvio e Dario due leader acciaccati
in Stampa, 8 giugno 2009

Lorenzo Salvia
Il voto delle Europee delude il Pdl
in Corriere della sera, 8 giugno 2009

Marco Galluzzo
Berlusconi, gelo dai dati: ma aspetto quelli veri
in Corriere della sera, 8 giugno 2009

Claudio Tito
Il Cavaliere sperava nel “voto tombale”
in Repubblica, 8 giugno 2009

Gianluca Luzi
Berlusconi non sfonda, cala il Pd -Prime proiezioni, Pdl in flessione. Pd in calo, Di Pietro raddoppia
in Repubblica, 8 giugno 2009

Filippo Ceccarelli
Il Cavaliere santo ma non subito l’agiografia frenata dalle proiezioni
in Repubblica, 8 giugno 2009

Amedeo La Mattina
L’amarezza del premier “E’ un brutto risultato”
in Stampa, 8 giugno 2009

Ugo Magri
Da Lega e Di Pietro schiaffo a Pdl e Pd
in Stampa, 8 giugno 2009

Francesco Grignetti
Di Pietro esulta “Ora una nuova coalizione”
in Stampa, 8 giugno 2009

Andrea Fabozzi
Di Pietro fa festa c’è un vincitore all’opposizione
in Manifesto, 8 giugno 2009

Marco Zatterin
La sinistra crolla in Europa
in Stampa, 8 giugno 2009

Alessandra Arachi
Balzo di Di Pietro: “Nell’opposizione cresciamo solo noi”
in Corriere della sera, 8 giugno 2009

Liana Milella
Il voto di protesta premia Di Pietro "siamo l’opposizione che vince"
in Repubblica, 8 giugno 2009

Valentina Baldisserri intervista Luigi De Magistris
“Idv, successo spalmato in tutta Italia” (AUDIO)
in Corrieretv, 8 giugno 2009

Luca Telese
Pannella perde la guerra: dopo 30 anni addio al seggio
in Giornale, 8 giugno 2009

Francesco Verderami
Ora il premier teme la sfida di tre Procure – Offensiva su intercettazioni e giustizia
in Corriere della sera, 8 giugno 2009

Luigi Offeddu
La carica dell’ultradestra scuote il Continente
in Corriere della sera, 8 giugno 2009

Andrea Bonanni
L’onda conservatrice – L’Europa svolta a destra sull’onda di crisi e astensione
in Repubblica, 8 giugno 2009

Andrea Tarquini
Dall’Austria all’Est, vento xenofobo – Dall’est ondata di estrema destra boom delle camice nere ungheresi
in Repubblica, 8 giugno 2009

Maria Grazia Bruzzone
E la sinistra radicale scompare anche dall’Ue
in Stampa, 8 giugno 2009

Umberto De Giovannangeli intervista Massimo Salvadori
La gauche ha perso identità e valori sconfitta annunciata
in Unità, 8 giugno 2009

Conchita Sannino
Vota Noemi, il seggio chiude e la gente grida vergogna
in Repubblica, 8 giugno 2009

Enrico Franceschini
La stampa inglese insiste “Bromuro a Berlusconi”
in Repubblica, 7 giugno 2009

Mario Pirani
Referendum, l’astensione è la sola via di salvezza
in Repubblica, 8 giugno 2009

Felice Cavallaro
L’Mpa non entra in Sicilia, resa dei conti tra Lombardo e Pdl
in Corriere della sera, 8 giugno 2009

Roberto Natale
Intercettazioni, spira un brutto vento sulla cronaca giudiziaria
in Articolo21, 7 giugno 2009

Patrizia Capua
E’ clandestina e senza codice fiscale “Niente maturità”. Poi il dietrofront
in Repubblica, 8 giugno 2009

Europee 2009, Rita Borsellino: “Dedicato ai siciliani” (VIDEO)
in Repubblicatv, 9 giugno 2009

Ezio Mauro
La crepa è aperta
in Repubblica, 9 giugno 2009

Marco Travaglio
I veri vincitori/2
in Carta Canta/repubblica.it, 9 giugno 2009

Claudio Tito
Berlusconi incolpa gli ex di An “Ho combattuto solo contro tutti”
in Repubblica, 9 giugno 2009

Alberto Statera
E la Lega di lotta e di governo ora dilaga sopra e sotto il Po
in Repubblica, 9 giugno 2009

Stefania Aloia
Preferenze, Berlusconi non fa il record
in Repubblica, 9 giugno 2009

Carlo Bertini
Berlusconi il più votato ma non arriva a 3 milioni
in Stampa, 9 giugno 2009

Marco Cremonesi
Bossi, cena ad Arcore con un nuovo patto
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Gian Antonio Stella
E la Lega superò “i confini celtici”
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Miguel Gotor
Il vincitore segreto è Fini
in Sole24ore, 9 giugno 2009

Marco Castelnuovo
Sei milioni di voti in fuga da Pd e Pdl
in Stampa, 9 giugno 2009

Francesco Alberti intervista Romano Prodi
Prodi spinge per il ricambio: “Ci sono pagine da voltare”
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Fra.Gri. intervista Luigi De Magistris
“Questione morale il Pd deve svegliarsi”
in Stampa, 9 giugno 2009

Maurizio Caprara intervista Valentino Parlato
Parlato: la gauche pensa alle bibite, non sa capire dove va la società
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Maria Grazia Bruzzone
Rai, la Lega lancia Paragone. “A noi un direttore di Rete”
in Stampa, 9 giugno 2009

Marcello Sorgi
Berlusconi e lo schiaffo siciliano
in Stampa, 9 giugno 2009

Sebastiano Messina
Lombardo esulta dopo il boom in Sicilia “Adesso facciamo il partito del sud”
in Repubblica, 9 giugno 2009

G.G.V.
“Effetto Noemi” sul voto, i cattolici divisi
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Barbara Fiammeri intervista Marcello Dell’Utri
Sì un effetto-Noemi c’è stato
in Sole24ore, 9 giugno 2009

Giacomo Galeazzi
Effetto Veronica-Noemi: l’esodo dei cattolici
in Stampa, 9 giugno 2009

Marco Travaglio
Papaveri e Papi
in Unità, 9 giugno 2009

Alessandra Arachi
Di Pietro: dialogo ma nel partito spuntano i primi no
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Liana Milella
Di Pietro: ora il Pd ci tratti alla pari
in Repubblica, 9 giugno 2009

Claudia Fusani intervista Antonio Di Pietro
“A Franceschini dico: l’Idv è l’altra gamba di un unico progetto”
in Unità, 9 giugno 2009

Elsa Muschella
“Spero solo di non trovare Clemente ad accogliermi”
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Fabrizio Caccia
Il ritorno di Mastella: “A Bruxelles con quel pm”
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Giampiero Martinotti intervista Cohn-Bendit
Il miracolo di Dany “il verde” “Abbiamo vinto con l’allegria”
in Repubblica, 9 giugno 2009

Giovanni Bianconi
I procuratori e i nuovi poteri. La linea Napolitano al Csm
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Luigi Ferrarella/Giuseppe Guastella
Pm-Alfano, scontro sui computer
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Napolitano: “Riforme giustizia possibili ma senza strappi”
in Repubblica.it, 9 giugno 2009

Napolitano sferza la magistratura “No a protagonismi dannosi dei pm”
in Corriere.it, 9 giugno 2009

Intercettazioni, blindato il lodo Alfano. Il governo mette la fiducia sul decreto
in Repubblica.it, 9 giugno 2009

Intercettazioni: il governo blinda il testo
in Corriere.it, 9 giugno 2009

B.Di G.
Voli di Stato: Ghedini rivela i nomi di quattro ospiti
in Unità, 9 giugno 2009

M.Mart.
Aerei di Stato, la Procura indaga su cinque voli del premier
in Messaggero, 9 giugno 2009

Grazia Longo
Pozzi fantasma e debiti maxitruffa al petroliere
in Stampa, 9 giugno 2009

Peppino Caldarola
Torniamo a parlare di Contrada
in Riformista, 9 giugno 2009

Roberto Saviano
“La bellezza e l’inferno” Scrivere per non arrendersi
in Repubblica, 9 giugno 2009

Ezio Mauro
Il romanzo della realtà
in Repubblica, 9 giugno 2009

Domani Grillo in Parlamento
in Stampa, 9 giugno 2009

Truffa nella sanità, 9 arresti a Roma
in Repubblica-ed.Roma, 9 giugno 2009

Nel fuorionda l'autocensura del Tg5 "Mica lo diciamo che il Pdl è in calo"
in Repubblica, 9 giugno 2009

Dino Martirano
Centinaia di sentenze in ritardo: sospeso
in Corriere della sera, 9 giugno 2009

Lorenzo Baldo intervista Rita Borsellino
Rita Borsellino: lavorerò affinchè la ricerca della verità sulle stragi diventi patrimonio europeo
in Antimafiaduemila, 9 giugno 2009

Giuseppe D’Avanzo
La legge del bavaglio
in Repubblica, 10 giugno 2009

Vittorio Grevi
Il rischio di indagini meno efficaci
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Armando Spataro
Intercettazioni: un disegno di legge da dis-approvare
in Riformista, 10 giugno 2009

Carlo Federico Grosso
Giusto guardare in casa propria
in Stampa, 10 giugno 2009

Gian Antonio Stella
I voti smarriti dal centrodestra tra i veleni del caso Sicilia
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Massimo Giannini
E D’Alema affila le armi
in Repubblica, 10 giugno 2009

Antonello Caporale intervista Luigi De Magistris
“Tonino non è invidiosi di me ma ora dirò la mia nel partito”
in Repubblica, 10 giugno 2009

Alessandro Calvi intervista Luigi De Magistris
Nell’Idv io punto di riferimento
in Riformista, 10 giugno 2009

Claudia Fusani intervista Luigi De Magistris
“Idv sarà il punto di riferimento per l’opposizione”
in Unità, 10 giugno 2009

Dino Martirano
Napolitano: no ai pm troppo protagonisti. Riforme, evitare strappi
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Giovanni Bianconi
L’appello all’”autocorrezione” contro le guerre tra procure
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Giorgio Battistini
Napolitano ai magistrati “Basta protagonismi”
in Repubblica, 10 giugno 2009

Paolo Passarini
Napolitano striglia i pm “Troppo protagonismo”
in Stampa, 10 giugno 2009

Paolo Colonnello intervista Niccolò Ghedini
“La magistratura accetti di stare al proprio posto”
in Stampa, 10 giugno 2009

Lanfranco Palazzolo intervista Gaetano Pecorella
“Sul Colle non c’è un altro Scalfaro”
in Tempo, 10 giugno 2009

Francesco Grignetti intervista Luigi De Magistris
Il vero pericolo? La legge stile P2 fatta dal governo
in Stampa, 10 giugno 2009

Paolo Foschi
Fiducia sulle intercettazioni. L’opposizione: è un abuso
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Alberto Custodero
Il governo teme i voti segreti. Fiducia sulle intercettazioni
in Repubblica, 10 giugno 2009

Liana Milella
Altolà di Maroni al Guardasigilli “Garanzie sulle indagini antimafia”
in Repubblica, 10 giugno 2009

Fra.Gri.
Fiducia sulle intercettazioni, è scontro
in Stampa, 10 giugno 2009

Dino Martirano intervista Giulia Bongiorno
Bongiorno mediatrice: miglior testo possibile. C’è un anno di lavoro
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Carmine Fotia intervista Leoluca Orlando
“Una nuova alleanza anti-Berlusconismo”
in Manifesto, 10 giugno 2009

Guido Ruotolo
Sulla rotta dei trafficanti di clandestini
in Stampa, 10 giugno 2009

Elisabetta Rosaspina
Cognac dell’Eta per uccidere il giudice Garzòn
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Laura Serafini
In gioco infrastrutture da oltre 9 miliardi
in Sole24ore, 10 giugno 2009

Simona Ravizza
Sanità, la Lombardia blocca gli ispettori
in Corriere della sera, 10 giugno 2009

Paolo Silvestrelli
Tescaroli indaga sull’omicidio di Calvi e le trame segrete
in Italia Oggi, 10 giugno 2009

Gianluigi Nuzzi
Ecco tutta la verità del figlio di Don Vito Ciancimino
in Italia Oggi,10 giugno 2009

Valerio Venturi intervista Gianluigi Nuzzi
Vaticano spa come truffare in nome di Dio
in Liberazione, 10 giugno 2009

No della Camera a Pd e Di Pietro
in Stampa, 10 giugno 2009

Flavia Amabile
Scuola, la riforma in mano ai giudici
in Stampa, 10 giugno 2009

Andrea Tarquini
Sta nascendo qui a Budapest il nuovo fascismo europeo
in Repubblica, 10 giugno 2009

Ciao Enrico (speciale Berlinguer)
in Unità, 11 giugno 2009

Franco La Torre
In memoria di Enrico Berlinguer, a 25 anni dalla sua scomparsa
in Articolo21, 10 giugno 2009

l.mi.
Intercettazioni, passa la fiducia. Dall’opposizione protesta al Colle
in Repubblica, 11 giugno 2009

Dino Martirano
Sì alla fiducia sulle intercettazioni
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Fulvio Milone
“Intercettazioni così muore la giustizia”
in Stampa, 11 giugno 2009

Donatella Stasio
Sì alla fiducia sulle intercettazioni
in Sole24ore, 11 giugno 2009

D.St.
Stretta anche su riprese video e tabulati
in Sole24ore, 11 giugno 2009

Marzio Breda
Il Colle e le perplessità, dalla scorciatoia legislativa allo scontro tra poteri
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Liana Milella intervista Armando Spataro
“Sarà impossibile salvare vite umane e tanti omicidi resteranno irrisolti”
in Repubblica, 11 giugno 2009

“Si indebolisce l’informazione”
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Giuseppe D’Avanzo
Quello che sui giornali non leggerete più
in Repubblica, 11 giugno 2009

Giuseppe Di Lello
La mafia ringrazia
in Manifesto, 11 giugno 2009

Stefano Milani
Il governo arresta le indagini
in Manifesto, 11 giugno 2009

Alessandro Braga
Giornalisti e editori sul piede di guerra pronti a scioperare
in Manifesto, 11 giugno 2009

Claudia Fusani
L’opposizione si rivolge al Colle: troppi strappi alla Costituzione
in Unità, 11 giugno 2009

D.Mar.
“Il reato di clandestinità paralizzerà la giustizia”
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

eu.b.
Csm boccia il reato di clandestinità: bloccherà gli uffici
in Sole24ore, 11 giugno 2009

Vladimiro Polchi
"Il reato di clandestinità paralizzerà la giustizia"
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Giovanni Bianconi
Con la nuova legge addio all’operazione lodata da Maroni
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Carmelo Lopapa/Liana Milella
Intercettazioni. L’Anm: “Così muore la giustizia”
in Repubblica, 11 giugno 2009

Francesco Grignetti
La strigliata di Napolitano spiazza i pm
in Stampa, 11 giugno 2009
Marco Travaglio
Più protagonisti? Magari
in Unità, 11 giugno 2009

"Pm protagonisti Napolitano faccia i nomi"
in Repubblica, 11 giugno 2009

Vittorio Zincone intervista Pietro Grasso
Faccio antimafia non sociologia
in Corriere della sera/Magazine, 11 giugno 2009

Giovanni Bianconi
Indagati 4 parlamentari per il tesori di Ciancimino
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Tesoro di Ciancimino, indagati quattro parlamentari siciliani
in Repubblica-ed.Palermo, 11 giugno 2009

Vizzini: “Sono sereno ma mi dimetto”
in Corriere.it, 11 giugno 2009

Felice Manti
Vulpio: “Di Pietro, che fretta c’era di farmi fuori?”
in Giornale, 11 giugno 2009

D.M.
L’Idv s’interroga sulla scorta alla Forleo
in Corriere della sera/Magazine, 11 giugno 2009

Emilio Gioventù intervista Luigi De Magistris
Idv, così parla un leader
in Italia Oggi, 11 giugno 2009

La volpe del deserto e le libertà negate
in Sole24ore, 11 giugno 2009

M.Antonietta Calabrò
Gheddafi a Roma: siamo amici. Ma il Senato gli nega l’aula
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Maurizio Caprara
Il lungo show del Colonnello “Il terrorismo ha le sue ragioni”
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Claudio Tito
I pasticci del cerimoniale e la minaccia “Se non mi accoglie Silvio torno a casa”
in Repubblica, 11 giugno 2009

Giovanna Casadio
Le opposizioni contro “il dittatore”. Ma sul Colonnello si spacca il Pd
in Repubblica, 11 giugno 2009

Giampaolo Cadalamu intervista Angelo Del Boca
Quella foto sulla divisa che esce dal passato
in Repubblica, 11 giugno 2009

Tommaso Di Francesco intervista Angelo Del Boca
“Benvenuto a lui. E agli immigrati”
in Manifesto, 11 giugno 2009

Emanuele Novazio
Petrolio, energia e gas nel dossier. E spunta la Roma
in Stampa, 11 giugno 2009

Francesca Del Rosso intervista il senatore Perduca (Radicale)
“Inaccettabile sdoganamento di un dittatore” (AUDIO)
in corrieretv, 11 giugno 2009

Daria Bonfietti
Ustica e l’incontro con Gheddafi
in Articolo21, 9 giugno 2009

Giancarlo Radice
Murdoch e il Cavaliere: “Mai fatto complotti”
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Alberto Mattone
“Mai istigato i miei giornali contro Berlusconi”
in Repubblica, 11 giugno 2009

Veronica Berlusconi
Infangate la mia dignità e la mia storia coniugale – Lettera
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Guido Ruotolo
“Villa Certosa è indifendibile”
in Stampa, 11 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
“Villa Certosa come un bunker” Gli 007 davanti al Copasir
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Conchita Sannino
Dimenticato da 12 anni il processo al padre di Noemi
in Repubblica, 11 giugno 2009

Biagio Marsiglia/Fiorenza Sarzanini
Cinque arresti prima del G8: c’è il figlio di un ex br
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Guido Ruotolo
G8, arrestato il figlio di un capo Br
in Stampa, 11 giugno 2009

Mladic indisturbato a Belgrado: tv bosniaca “pesca” il super-latitante
in Corriere.it, 11 giugno 2009

Alberto Spampinato
Uccisero mio fratello. Non posso dimenticare
in Stampa, 11 giugno 2009

Marco Alfieri intervista Roberto Saviano
La bellezza di Roberto ragazzo contro l’inferno
in Sole24ore, 11 giugno 2009

Fulvio Bufi
Soldati contro il clan del califfo il boss del pizzo con 27 figli
in Corriere della sera, 11 giugno 2009

Stefano Rodotà
Il cittadino mortificato
in Repubblica, 12 giugno 2009

Marco Travaglio
Gasparri e il valzer degli inquisiti
in Unità, 12 giugno 2009

Dino Martirano
Intercettazioni, sì tra urla e striscioni
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Donatella Stasio
Intercettazioni ok, scontro in aula
in Sole24ore, 12 giugno 2009

Marzio Breda
Napolitano: “Prenderò la decisione che mi compete”
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Carmelo Lopapa
Intercettazioni, sì alla legge. Napolitano: esaminerò il testo
in Repubblica, 12 giugno 2009

Maria Grazia Bruzzone
Napolitano: valuterò il decreto intercettazioni
in Stampa, 12 giugno 2009

Frida Nacinovich
Intercettazioni, voto segreto Berlusconi stravince
in Liberazione, 12 giugno 2009

D.Mart.
Pd e franchi tiratori. Carra. Un errore la votazione segreta
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Lavinia Di Gianvito
Abbiamo arrestato ottanta pedofili ora sarà impossibile
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Alberto Gaino intervista Maria Cordova
Il Ddl Alfano ferma la metà dei processi
in Stampa, 12 giugno 2009

Francesco Grignetti
Ascolto consentito per 60 giorni al massimo
in Stampa, 12 giugno 2009

Luigi Ferrarella
Eccessi e pericoli
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Giuseppe Cascini
“Costi troppo alti? Copiare i tedeschi per azzerarli”
in Repubblica, 12 giugno 2009

Roberto Natale
Il bluff della privacy
in Manifesto, 12 giugno 2009

Raffaele Cantone
Tornare indietro sulla criminalità
in Mattino, 12 giugno 2009

Enrico Pugliese
Per i ricchi la privacy, poveri in galera
in Liberazione, 12 giugno 2009

Stefano Milani
Silenzio, non si indaga
in Manifesto, 12 giugno 2009

Claudia Fusani
Bavaglio alle intercettazioni dall’opposizione venti voti
in Unità, 12 giugno 2009

Carlo Lucarelli
Come si diventa complici
in Unità, 12 giugno 2009

Caterina Malavenda
La sanzione porta l’editore al controllo preventivo
in Sole24ore, 12 giugno 2009

R.I.
Csm, lasciano in tre “Alfano ci delegittima”
in Stampa, 12 giugno 2009

D.Mart.
Tre dimissioni al Csm per l’accusa di Alfano
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Giovanni Negri
Si dimettono tre consiglieri del Csm
in Sole24ore, 12 giugno 2009

Csm: si sospende un altro consigliere
in Corriere.it, 12 giugno 2009

Massimo Solani
Alfano insulta il Csm, tre membri lasciano gli incarichi
in Unità, 12 giugno 2009

Alberto Gaino intervista Giancarlo Caselli
“Il Ddl Alfano ferma la metà dei processi”
in Stampa, 12 giugno 2009

Micromega intervista Giancarlo Caselli
Una catastrofe per la giustizia (AUDIO)
in Micromega.net, 12 giugno 2009

Micromega intervista Gianni Barbacetto
Obiezione di coscienza contro il bavaglio (AUDIO)
in Micromega.net, 12 giugno 2009

Roberto Scarpinato
Il Paese messo a tacere
in Micromega.net, 11 giugno 2009

Giuseppe Giulietti
Così si realizza il sultanato. Occorre una grande reazione di tutti i democratici
in Micromega.net, 12 giugno 2009

Giuseppe Giulietti
Il bavaglio colpisce anche la rete
in Micromega.net, 12 giugno 2009

Il fronte editori-giornalisti “privacy sì, silenzio no”
in Repubblica, 12 giugno 2009

Ezio Mauro
L’appello di Repubblica (VIDEO)
in Repubblicatv, 12 giugno 2009


Intercettazioni, oltre 100mila firme per l’appello di Repubblica
in Repubblicatv, 12 giugno 2009

Federico Orlando
E’ in gioco la stessa sicurezza dei cittadini
in Europa, 12 giugno 2009

Paolo Berizzi/Carlo Bonini
Il fotografo di Villa Certosa: ho 5mila scatti su Berlusconi
in Repubblica, 12 giugno 2009

Giuseppe D’Avanzo
Il nuovo registro di una crisi
in Repubblica, 12 giugno 2009

Liana Milella
Tangenti, “furbetti” e Calciopoli le verità che non avremmo saputo
in Repubblica, 12 giugno 2009

Paola Di Caro
“Noemi e Mills sposi”, ironia del premier
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Marco Damilano
L’Italia di B&B
in Espresso, 12 giugno 2009

Maurizio Molinari
Ora Obama vuole capire Berlusconi
in Stampa, 12 giugno 2009

Marco Travaglio
Muammar Al Tappon
in Unità, 12 giugno 2009

Furio Colombo
Gheddafi e la follia del governo italiano
in Micromega.net, 11 giugno 2009

Antonio Carlucci intervista Antonio Di Pietro
Tonino il maratoneta
in Espresso, 12 giugno 2009

Curzio Maltese
Qualche domanda chiave per il futuro della sinistra
in Repubblica/Venerdì, 12 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
Nuove Br, trovate le armi “Agiremo fino alla morte”
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Alberto Custodero
Retata anti-terroristi, 5 arresti “volevano ricostruire le Br”
in Repubblica, 12 giugno 2009

A.Cus.
“Useremo modellini telecomandati dobbiamo fare qualcosa di grosso”
in Repubblica, 12 giugno 2009

Biagio Marsiglia
Così papà scelse a Milano la lotta armata
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Gemma Contin
Stato forte con i terroristi ma debole con la mafia. Perché?
in Liberazione, 12 giugno 2009

Alfio Sciacca
Vizzini sotto inchiesta lascia l’Antimafia
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Felice Cavallaro intervista Massimo Ciancimino
“Prendono i soldi e scappano, come mio padre”
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Alfredo Marsala
Parla Ciancimino, nei guai quattro parlamentari
in Manifesto, 12 giugno 2009

Domenico Walter Rizzo
Il tesoro di Don Vito mette nei guai l’Udc siciliana
in Unità, 12 giugno 2009

Giovanni Bianconi
La pista del denaro e l’appunto a mano
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Alessandra Ziniti
“Così Ciancimino pagava i politici” un pizzino dietro gli avvisi di garanzia
in Repubblica-ed.Palermo, 12 giugno 2009

Silvia Cordella
Vizzini, Cintola, Romano e Cuffaro. Per loro le ricche ricompense della “Gas” di Vito Ciancimino
in Antimafiaduemila, 11 giugno 2009

Dopo frasi Ciancimino ipotesi indagini a Caltanissetta
in Ansa, 12 giugno 2009

Anna Petrozzi
Calvi, Ciancimino e lo Ior
in Antimafiaduemila, 12 giugno 2009

S.A.M.
I voli di Silvio verso l’archiviazione
in Manifesto, 12 giugno 2009

Il Copasir convoca Gianni Letta e il generale Piccirillo
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

R.I.
Gianni Letta sarà ascoltato dal Copasir su Villa Certosa
in Stampa, 12 giugno 2009

Gian Antonio Stella
Il popolo, le sedie e la democrazia
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Mara Gergolet
Le feste del latitante Mladic, superlatitante a “piede libero”
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Mara Gergolet
Lo sberleffo di Mladic tennista a un’Europa troppo lontana
in Corriere della sera, 12 giugno 2009

Antonio Padellaro
La rivincita di Annozero
in Iogiocopulito, 12 giugno 2009

Gian Antonio Stella
La “lectio” antielezioni del colonnello
in Corriere della sera, 13 giugno 2009

Lorenzo Salvia
D’Alema e Pisanu vanno a trovarlo in tenda: “Si è scusato”
in Corriere della sera, 13 giugno 2009

Goffredo De Marchis
Il giallo del colonnello sparito: “E’ malato”. “No, sta pregando”
in Repubblica, 13 giugno 2009

Gerardo Pelosi
Libia zona franca per l’Italia – Gheddafi: prima le imprese italiane
in Sole24ore, 13 giugno 2009

Laura Serafini
Eni, Enel e Atlantia aprono al fondo di Tripoli
in Sole24ore, 13 giugno 2009

Liana Milella
Intercettazioni, i dubbi del Quirinale
in Repubblica, 13 giugno 2009

Dino Martirano
Alfano sulle intercettazioni: il Colle? Giuste prerogative
in Corriere della sera, 13 giugno 2009

Paolo Passarini
Intercettazioni, Napolitano chiede modifiche al testo
in Stampa, 13 giugno 2009

Donatella Stasio
Dal Quirinale massima attenzione
in Sole24ore, 13 giugno 2009

Marco Travaglio
Partito Delinquenti Liberi
in Unità, 13 giugno 2009

Gianni Barbacetto
Lo stop alle intercettazioni è la vendetta dei politici corrotti (VIDEO)
in Exit, 12 marzo 2009

Fra.Gri. intervista Luca Palamara
“Vogliono trasformarci in impiegati e burocrati”
in Stampa, 13 giugno 2009

Raffaele Cantone
Se una legge isola i magistrati
in Unità, 13 giugno 2009

Giuliano Pisapia
Intercettazioni lotta tra poteri
in L’Altro, 13 giugno 2009

Marco Castelnuovo
Guerra ad Alfano dai consiglieri Csm
in Stampa, 13 giugno 2009

Eugenio Bruno
Csm e Alfano sempre più lontani
in Sole24ore, 13 giugno 2009

Anna Masera
Obbligo di rettifica, la rabbia sul web: “E’ censura”
in lastampa.it, 12 giugno 2009

Paolo Berizzi
Ghedini ai pm: “Bloccate le 5mila foto di Berlusconi”
in Repubblica, 13 giugno 2009

Marco Travaglio
Quando le domande le faceva la Lega
in Espresso, 12 giugno 2009

Alla tv Usa si ride di Berlusconi “Dobbiamo scusarci con Clinton”
in Repubblica.it, 12 giugno 2009

Gianni Barbacetto
Oil for food, la condanna. Formigoni, per favore, rispondi…
in Societacivile, 12 giugno 2009

Federico Orlando
Conoscete Spampinato?
in Europa, 13 giugno 2009

Guido Ruotolo
In manette l’ultimo padrino
in Stampa, 13 giugno 2009

Claudio Tito
Caffè con Obama, niente pranzo. Il premier ora teme il declassamento
in Repubblica, 13 giugno 2009

Antonio Scurati
L’utile non serve a niente
in Stampa, 13 giugno 2009

Riciclaggio, perquisita sede di Arner Bank. Tre indagati, c’è anche l’amministratore
in Repubblica-ed.Mlano, 12 giugno 2009

Carlo Vulpio
Il virus benefico della libertà è la nostra “smodata” ambizione
in Carlovulpio.it, 11 giugno 2009

Massimo Mucchetti
Italiani plagiati dalla televisione
in Corriere della sera, 13 giugno 2009

Giovanni Valentini
Quando il voto viene dopo il Tiggì
in Repubblica, 13 giugno 2009

Eugenio Scalfari
Il successo della destra e la sconfitta del suo capo
in Repubblica, 14 giugno 2009

Barbara Spinelli
Se Marx seduce la destra
in Stampa, 14 giugno 2009

Ezio Mauro
Il Cavaliere e il suo fantasma
in Repubblica, 14 giugno 2009

Giuseppe D’Avanzo
Quelle 4 “calunnie” sono 4 bugie del premier
in Repubblica, 14 giugno 2009

Umberto De Giovannangeli
Sotto esame in America. Ricevuto solo per un caffè
in Unità, 14 giugno 2009

Gianluca Luzi
Berlusconi attacca i media “Piano eversivo contro di me”
in Repubblica, 14 giugno 2009

Roberto Mania
Ma la Marcegaglia si smarca “Investiamo dove vogliamo altro che selezionare i giornali”
in Repubblica, 14 giugno 2009

Claudio Tito
Berlusconi e il fantasma di Draghi “Ma non riusciranno a farmi fuori”
in Repubblica, 14 giugno 2009

Ferruccio Sansa
“Un piano eversivo per attaccare me”
in Stampa, 14 giugno 2009

Marzio Breda
Il Colle sui media: la loro libertà è fondamentale
in Corriere della sera, 14 giugno 2009

Donatella Stasio
Gli italiani dicono sì alle intercettazioni ma con la privacy-Ascolti da tutelare, non da pubblicare
in Sole24ore, 14 giugno 2009

Marco Travaglio/Antonio Padellaro
Notte bianca “No Bavaglio”
in Voglioscendere, 13 giugno 2009

Dino Martirano
Cresce fra le toghe la protesta anti Alfano: lottizzati? Mai
in Corriere della sera, 14 giugno 2009

Emanuele Novazio
“Gheddafi è un cliente originale”
in Stampa, 14 giugno 2009

Biagio Marsiglia
Nuove Br, condanne fino a 15 anni
in Corriere della sera, 14 giugno 2009

Andrea Senesi
Aquila e basco, nascono le “ronde nere”
in Corriere della sera, 14 giugno 2009

Milano, arrivano le ronde nere con i simboli dell’estrema destra
in Repubblica-ed.Milano, 13 giugno 2009

Marco Imarisio
Saya e l’incubo sicurezza. Dossier falsi in salsa SS da commedia all’italiana
in Corriere della sera, 14 giugno 2009

Simona Bolognesi intervista Maurizio Monti
Ecco le ronde nere (AUDIO)
in Repubblicatv, 13 giugno 2009

Franco Vanni
Le ronde nere con la divisa che evoca il nazifascismo
in Repubblica, 14 giugno 2009

Caterina Pasolini intervista Massimo Salvadori
“Troppi richiami al fascismo sono un messaggio inquietante”
in Repubblica, 14 giugno 2009

Furio Colombo
Il Pd e lo specchio della Lega
in Unità, 14 giugno 2009

Mafia, scarcerato Badalamenti jr
in repubblica.it, 13 giugno 2009

Alessandra Ziniti
Ciancimino, qualcuno ha coperto i politici
in Repubblica-ed.Palermo, 13 giugno 2009

Stefano Corradino
“Caro Barack, ti ricordiamo 10 cose su Silvio”. Più di 3000 scrivono a Obama
in Articolo21, 13 giugno 2009

Massimo Giannini
Il premier e i consigli per gli acquisti
in Repubblica, 15 giugno 2009

Claudio Tito
Il premier e l’affondo sul complotto: “Attenti che riporto l’Italia al voto”
in Repubblica, 15 giugno 2009

Paola Di Caro
Maggioranza con il premier: noi compatti, le trame falliranno
in Corriere della sera, 15 giugno 2009

Fabio Martini
Il complotto e i soliti sospetti
in Stampa, 15 giugno 2009

Giulietti: “Minacce di un presidente-editore. L’Antitrust dovrebbe battere un colpo
in Repubblica, 15 giugno 2009

Gianluca Luzi
Berlusconi vola da Obama continua la crociata anti-giornali
in Repubblica, 15 giugno 2009

Enrico Fierro
Bossi e Noemi: il tramonto del premier spaventa il Pdl
in Unità, 15 giugno 2009

Ilvo Diamanti
Idv-Pd, l’opposizione senza speranza
in Repubblica, 15 giugno 2009

Carmelo Lopapa
Berlusconi attacca, D’Alema risponde: “Scosse nel governo”
in Repubblica, 15 giugno 2009

Fabrizio Roncone intervista Lucia Annunziata
La Annunziata: il sospetto è che arrivi una crisi ampia. Forse con un altro scandalo
in Corriere della sera, 15 giugno 2009

Lucia Annunziata intervista Massimo D'Alema (VIDEO)
in Raitv-In 1/2 h, 14 giugno 2009

Maria Zegarelli
Il governo delle ombre-D’Alema: “Potrebbero esserci scosse improvvise nel Paese”
in Unità, 15 giugno 2009

Maria Grazia Bruzzone
"Ci saranno altre scosse"
in Stampa, 15 giugno 2009

Luca Ricolfi
La legge che piace alla casta
in Stampa, 15 giugno 2009

Giovanni Sartori
Il pozzo senza fondo
in Corriere della sera, 15 giugno 2009

Adriano Prosperi
Il fantasma necessario del "disfattismo"
in Repubblica, 15 giugno 2009

Andrea Senesi
Milano, inchiesta sulle "ronde nere"
in Corriere della sera, 15 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
Niente divise o simboli politici. Il Viminale detta le regole
in Corriere della sera, 15 giugno 2009

Walter Galbiati
Ronde nere è polemica ora indagano le Procure
in Repubblica, 15 giugno 2009

Alessia Gallione
Ma il ministro Maroni rilancia “Noi avremo i nostri vigilantes”
in Repubblica, 15 giugno 2009

Livio Pepino
Pacchetto sicurezza. L’allarme del Csm: rischi senza controllo
in Unità, 15 giugno 2009

Franco Vanni intervista Maurizio Correnti
“Stemmi fascisti? Non lo sapevo. Metterò il tricolore”
in Repubblica, 15 giugno 2009

Massimo Solani
La procura indaga sulle ronde nere. Guardia nazionale: andiamo avanti
in Unità, 15 giugno 2009

L’Msi di Gaetano Saya presenta la “Guardia nazionale Italiana” (VIDEO)
in peacereporter, 13 giugno 2009

Ronde nere, gli Amici di Israele: “Riattiveremo la Brigata ebraica”
in Corriere.it, 15 giugno 2009

Marcello D’Orta
Quelle strane ronde di Napoli arruolati gli esperti: i detenuti
in Giornale, 15 giugno 2009

Gasparri: a Napoli ci sono quelle di ex detenuti
in Stampa, 15 giugno 2009

Gianni Trovati
Più poteri alla polizia locale
in Sole24ore, 15 giugno 2009

Carlo Giorgi
Triplicati gli immigrati dall’Asia
in Sole24ore, 15 giugno 2009

Elena Lisa
Dopo il saluto romano l’ira dei partigiani contro la Brambilla
in Stampa, 15 giugno 2009

Claudia Fusani
Bertolaso indagato l’inchiesta verso Roma
in Unità, 15 giugno 2009

C.Fus.
"Eh, sognati che facciamo il rinvio per il sottosegretario"
in Unità, 15 giugno 2009

I magistrati calabresi con il Csm
in Corriere della sera, 15 giugno 2009

l.pl. intervista Micaela Soriente
“Noi, vpo pagati a udienza e ci compriamo pure la toga”
in Repubblica-ed.Torino, 15 giugno 2009

Antonello Cherchi
Lunga vita agli enti inutili: spunta un’altra proroga
in Sole24ore, 15 giugno 2009

Giuseppe Caporale
Sisma, domani protesta degli sfollati a Roma “Proibito il volantinaggio nelle tendopoli”
in Repubblica, 15 giugno 2009

La camorra? Ha vinto al superenalotto
in Articolo21, 14 giugno 2009

El Mundo intervista José Saramago
“La corruzione non importa a nessuno”
in Micromega.net, 16 giugno 2009

Franco Bechis
Berlusconi, l’auto-golpe
in Italia Oggi, 16 giugno 2009

Francesco Bei
I timori del premier blindato in hotel
in Repubblica, 16 giugno 2009

Lorenzo Fuccaro
“Scosse” sul premier il Pdl accusa D’Alema. Gelo del leader Pd
in Corriere della sera, 16 giugno 2009

Guido Ruotolo
Le scosse di D’Alema allarmano il Viminale
in Stampa, 16 giugno 2009

Marco Travaglio
Senti chi straparla
in Unità, 16 giugno 2009

Fiorenza Sarzanini
No al sequestro delle altre foto. Voli di Stato, la procura frena
in Corriere della sera, 16 giugno 2009

Marino Bisso
Foto a Villa Certosa, no al sequestro bis e sui voli di Stato ipotesi archiviazione
in Repubblica, 16 giugno 2009

Carlo Bonini
Zappadu: mai violata la privacy del Cavaliere è il suo entourage che tentò di incastrarmi
in Repubblica, 16 giugno 2009

Piero Colaprico
Tra diritti tv e società offshore per il premier l’ossessione Mills
in Repubblica, 16 giugno 2009

Cesare Buquicchio
Tutti i misteri insoluti del Noemigate? Li spiega “Lost in Berlusconi” (VIDEO)
in video.unita, 16 giugno 2009

Flavio Haver
Nomine lottizzate, interviene il Colle
in Corriere della sera, 16 giugno 2009

Giuseppe Vittori
Consiglieri Csm-Alfano: interviene Napolitano
in Unità, 16 giugno 2009

Bossoli e minacce ad Alfano e allo staff
in Repubblica, 16 giugno 2009

Massimo Numa
Le ronde nere si tingono di blu
in Stampa, 16 giugno 2009

Emanuele Fiano
Le Ronde nere e la democrazia a rischio
in Articolo21, 15 giugno 2009

Claudio Tito
Berlusconi a Obama noi e gli Usa sempre alleati
in Repubblica, 16 giugno 2009

Vittorio Zucconi
La diplomazia del caffè
in Repubblica, 16 giugno 2009

Nicola Corda intervista Furio Colombo
"Obama sa di dover affrontare un alleato strano e bizzarro"
in AGL Gruppo Espresso Quotidiani

Gian Enrico Rusconi
Berlusconi spiegato agli stranieri
in Stampa. 16 giugno 2009

Carlo Bastasin
Sinistra europea spiazzata dal sociale
in Sole24ore, 16 giugno 2009

Giuseppe Caporale
In piazza la rabbia degli sfollati
in Repubblica, 16 giugno 2009

Claudia Fusani/Massimo Solani
Pugno di ferro, così si vive nel “principato delle macerie”
in Unità, 16 giugno 2009

Massimo Solani
Dai volantini ai caffè la strategia del "vietato"
in Unità, 16 giugno 2009

Paolo Conti
La Rai rigetta l’offerta Sky ma Masi apre alla trattativa
in Corriere della sera, 16 giugno 2009

Carmelo Lopapa
E Berlusconi premia le sue tv boom di pubblicità istituzionale
in Repubblica, 16 giugno 2009

Alfio Sciacca
Gli scout minacciati dal boss "non fermerà la nostra base"
in Corriere della sera, 16 giugno 2009

Attilio Bolzoni
Quando il pizzo strangola Palermo
in Repubblica, 16 giugno 2009

Luca De Vito/Andrea Montanari
Milano, proteste contro la Gelmini e il ministro abbandona la sala
in Repubblica, 16 giugno 2009

Annachiara Sacchi
La Gelmini contestata, salta l'incontro sul libro
in Corriere della sera, 16 giugno 2009

G.Lon. intervista Raffaele Guariniello
Processi infiniti dietro le stragi
in Stampa, 16 giugno 2009

Salvo Palazzolo
Blitz antimafia fra Trapani e Roma 13 arresti legati al boss Denaro
in Repubblica-ed.Palermo, 16 giugno 2009

Salvo Palazzolo
Il boss, lo scrivano e le veline
in Repubblica-ed.Palermo, 16 giugno 2009

Giuseppe Crimaldi
Il pm: condannate Romeo a dieci anni di carcere
in Messaggero, 16 giugno 2009

Walter Galbiati/Emilio Randacio
Inchiesta politici-Antonveneta stretta su Brancher e Calderoli
in Repubblica, 16 giugno 2009

Giancarlo De Cataldo
Parlar male dei giudici
in Unità, 16 giugno 2009

Liana Milella intervista Antonio Di Pietro
L’Idv non è solo opposizione pronti all’alternativa di governo
in Repubblica, 16 giugno 2009

Marco Travaglio
Ancora sulla censura della Bignardi a Vauro e a Beatrice Borromeo
in Voglioscendere, 16 giugno 2009

StreetWar (Ostia 13-06-09) Premio per la poesia a Licio Gelli (VIDEO)
in Youtube, 13 giugno 2009

Nino Luca intervista Giancarlo Caselli
"Ecco perchè la mafia non è stata sconfitta" (VIDEO)
in Corrieretv, 16 giugno 2009

Nicola Corda intervista Furio Colombo
"Obama sa di dover affrontare un alleato strano e bizzarro"
in AGL Gruppo Espresso Quotidiani

Massimo Solani
Dai volantini ai caffè la strategia del "vietato"
in Unità, 16 giugno 2009



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