venerdì 23 gennaio 2026

Per partito preso


Il correntismo nel referendum sulla riforma della magistratura.
Nel contesto del referendum che verte sulla riforma della magistratura, il fenomeno del “correntismo” emerge come uno degli aspetti più discussi e controversi. La contrapposizione tra sostenitori e oppositori della riforma offre l’occasione per analizzare il funzionamento di questo sistema, spesso indicato come elemento da eliminare.

Libertà di giudizio e legittimità della scelta.
Ognuno dovrebbe essere libero di formarsi una propria opinione riguardo al valore delle modifiche costituzionali proposte, modifiche che incidono sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, sulla composizione dei due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) tramite sorteggio per la quota dei magistrati, e sull’istituzione di un giudice disciplinare separato dal CSM. I cittadini, chiamati a esprimere il proprio voto, esercitano una scelta che rimane legittima indipendentemente dal prevalere del “sì” o del “no”.

La natura del correntismo.
Per comprendere il “correntismo”, occorre osservare come la modifica costituzionale sia oggi sostenuta da un governo di centro-destra. Questo è sufficiente a generare l’opposizione degli avversari politici, spesso prescindendo dal merito delle questioni, ovvero dall’effettiva utilità o dannosità delle modifiche per il Paese. La dinamica è evidenziata dal fatto che proposte simili a quelle attualmente in discussione furono in passato promosse dagli stessi partiti che oggi si oppongono.
Un simile comportamento si riscontra anche tra alcuni promotori dei comitati per il “no”, che in precedenza non si opponevano, ad esempio, al sorteggio dei componenti del CSM, sebbene in forma temperata—cioè tramite votazione su una rosa di candidati precedentemente sorteggiati. Il favore espresso per una forma di sorteggio, anche se diversa, indica il riconoscimento dell’esigenza di modificare il sistema attuale, in cui prevale il criterio di appartenenza rispetto al merito delle questioni.

Responsabilità e chiarezza delle posizioni.
Chi oggi lamenta (addirittura con denunce penali) di essere strumentalizzato a vantaggio dello schieramento opposto è, in realtà, responsabile della propria condizione. Avrebbe dovuto presentare la propria posizione in modo più chiaro, affermando che il problema che il sorteggio intende risolvere esiste ed è grave, ma che il sorteggio “secco” è considerato eccessivo e che una versione temperata sarebbe sufficiente a limitare l’influenza delle correnti e del criterio di appartenenza.

La forza del vincolo di appartenenza.
Il vincolo di appartenenza si rivela talmente forte che alcuni intellettuali lo hanno invocato per promuovere l’espulsione dei dissidenti da un partito ufficialmente schierato per il “no”. Questo episodio evidenzia come il sistema delle appartenenze possa generare forza, violenza e coartazione, invece di essere fondato sulla libertà di coscienza e sulla valutazione autonoma.

Considerazioni finali sul correntismo e la magistratura.
Un sistema basato sulle appartenenze, soprattutto nella gestione della magistratura, rappresenta un rischio che i cittadini dovrebbero essere in grado di valutare autonomamente, senza lasciarsi influenzare da ordini di partito o di corrente. L’auspicio è che la scelta dei votanti sia guidata dalla propria coscienza e senso critico.

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