Non sei obbligato, sia chiaro: scrivi sentenze o fai indagini e stop.
Ma se poco poco aspiri ad un posto direttivo o semi-direttivo entri, necessariamente, nel girone dantesco delle correnti.
L'equazione è piuttosto banale.
Il CSM è eletto, cioè votato, quindi politico.
Chi concorre ad un incarico qualsiasi (anche per la corte di cassazione) viene votato da chi già è stato votato, più o meno senza regole se non quelle rigidissime della spartizione.
Sono, dunque, incarichi politici perché frutto del voto.
E porre al vertice degli uffici giudiziari dei "politici" mette a rischio la democrazia ben più di quanto non lo faccia la separazione tra giudicanti ed inquirenti.
Una montagna di letame - così plasticamente raffigurabile l'attuale "carriera" in magistratura - non si scala, si spala e si spiana.
Ed il sorteggio del CSM a questo serve, a far capire ai magistrati italiani che sono i servi della legge e delle regole e non i padroni.
Un bene necessario.











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