Chi si oppone al sorteggio dei componenti togati del CSM rivendica senza remore la natura "politica" di quell'organo.
Il CSM non si limita, cioè, ad amministrare ma compie autonome valutazioni politiche a ciò legittimato dal voto dei magistrati.
Paradosso dei paradossi, quindi, che sia esposto senza ritegno un motto (quello della dipendenza dei giudici dalla politica) che esprime proprio il risultato del correntismo, che si vuole mantenere: i magistrati già dipendono dalla politica, quella delle correnti dalla quale i cittadini sono del tutto esclusi (non votano, contano solo i magistrati).
La dipendenza non riguarda solo la banale "carriera" del magistrato.
Proprio dal comitato per il no proviene il timore che senza la "protezione" del CSM così come è oggi certe indagini non si potranno fare.
E' quindi ammesso che è proprio il CSM - con il suo armamentario disciplinare - a stabilire le indagini che si possono fare e quelle che vanno stroncate (chiedere, ad esempio, a Luigi De Magistris).
La domanda corretta era allora un'altra: volete che i magistrati continuino a dipendere dalla politica del CSM?
Fino a prova contraria e norme sotto mano, l'eventuale approvazione della riforma, ed in particolare l'introduzione del sorteggio, avrà proprio l'effetto di liberare i magistrati dalla politica incestuosa e non democratica delle loro sette corporative, le correnti.
Nessuna norma della riforma giustifica quel timore, a questo punto espresso solo per ingannare l'opinione pubblica.











1 commenti:
Già la nostra Costituzione vi da da indipendente da tutti. Che io da anonimo cittadino approvo, è concordo nel volere l'Indipendenza totale ma soggetta all'applicazione delle leggi in vigore(e non all'interpretazione).
Che poi al famoso dicitur contro associazioni dei Magistrati o CSM è un dicitur molto limitato, la maggioranza dei Magistrati cercano di fare il loro lavoro serio, respetto ai guai di altri operatori del Diritto che fanno danni reali. E' di conseguenza si butta fango sul magistrato.
Posta un commento