martedì 26 ottobre 2021

Riforma elettorale del CSM: la (vera) posta in gioco


di Giovanni Genovese
Magistrato


In questi giorni, all’interno della magistratura, fervono gli appelli alla classe politica perché adotti questa o quella legge elettorale per l’elezione dei componenti togati per il CSM, prevista per luglio 2022.

In generale, i due gruppi più grandi premono per una legge di tipo maggioritario, con la motivazione di una maggiore vicinanza dell’eletto al territorio, mentre quelli più piccoli spingono per una riforma in senso proporzionale, adducendo la necessità che all’interno dell’organo di autogoverno venga rispecchiato il “pluralismo culturale” dei magistrati.

Gli uni e gli altri sono tuttavia accomunati da due costanti: la netta opposizione ad un sistema fondato sul sorteggio temperato e la totale obliterazione dei lavori e delle conclusioni della commissione di studio dell’ANM sulla legge elettorale.

Questa commissione, aperta alla partecipazione di qualunque iscritto all’ANM che ne avesse fatto richiesta, ha lavorato a ritmo serrato, al fine di predisporre un parere sulla proposta di riforma elaborata dalla c.d. Commissione Luciani (incentrata sul c.d. voto trasferibile) e di presentarlo tempestivamente al Comitato Direttivo Centrale dell’ANM, per consentire all’associazione di esprimersi in tempo utile. 

La relazione conclusiva del Presidente è disponibile al seguente link:

https://www.associazionemagistrati.it/doc/3590/relazione-sullo-svolgimento-dei-lavori.htm

Tutti coloro che hanno partecipato ai lavori di questa commissione hanno potuto cogliere come l'unico momento di frizione sia sorto sulla proposta preliminare di dividersi in due sottocommissioni: una sul sorteggio e una sugli altri sistemi elettorali. 

Un simile modo di procedere è stato subito contestato da parte dei fautori del sorteggio, i quali non avevano alcuna intenzione di essere confinati in una “riserva indiana”, dove avrebbero potuto interloquire soltanto fra loro, mentre tutti gli altri avrebbero discusso di quale sistema elettorale proporre come ANM (perchè non v'era alcun dubbio che, in sede di voto finale, la relazione dei "sorteggiatori" sarebbe stata messa in minoranza).

L'idea dei fautori del sorteggio era appunto quella di una contaminazione reciproca: si voleva da un lato dimostrare come il sorteggio non fosse un sistema elettorale, ma un metodo di designazione dei candidati astrattamente applicabile a qualunque sistema elettorale, sicché separare le due cose non avrebbe avuto senso; dall'altro constatare da vicino se e come il problema di fondo che la riforma avrebbe dovuto affrontare, cioè quello di sganciare l'autogoverno da una preselezione carrieristica diretta dalle correnti, fosse percepito come tale anche da chi opera all'interno di una corrente.

Il risultato finale è stato sorprendente, non soltanto sotto il primo profilo (il sorteggio, che prima era considerato alla stregua di una mera provocazione, è invece entrato a pieno titolo nel dibattito), ma soprattutto sotto il secondo: è risultato infatti evidente che la maggioranza non tollerava più la morsa delle correnti sul CSM.

Se si vanno a vedere le conclusioni finali (ma ancor più se si è assistito al dibattito, non documentabile se non per testimonianza personale), emerge con chiarezza una sostanziale unità dei partecipanti sulla pars destruens, con poche eccezioni (quasi tutte di autorevoli esponenti di correnti): la proposta Luciani è stata considerata irricevibile proprio perchè, anziché mettere i bastoni fra le ruote al condizionamento delle correnti, lo agevolerebbe e rafforzerebbe.

Si è infatti osservato che, mentre con l'attuale legge elettorale ogni corrente deve porsi un problema, e cioè quello di suddividere accuratamente il voto degli elettori per evitare dispersioni e massimizzare il risultato, il sistema del voto trasferibile glielo risolverebbe.

Oltretutto, farebbe ciò in modo occulto, evitando di introdurre apertamente un sistema di tipo proporzionale (che presterebbe il fianco alle critiche dell’opinione pubblica, perchè suonerebbe come una legittimazione a pieno titolo del ruolo delle correnti nell'autogoverno), ma creando un sistema che, sotto le mentite spoglie di una competizione fra persone, di fatto manterrebbe la competizione fra correnti, con un effetto che si potrebbe definire proporzionalistico con premio di maggioranza.

La critica a questo impianto, come si è detto, è stata ampiamente maggioritaria all’interno della commissione di studio: basti pensare che le premesse della proposta formulata dal Presidente sono state mantenute identiche nella proposta alternativa (ma con medesimo impianto) fondata sul sorteggio: l'obiettivo della riforma elettorale avrebbe dovuto essere, anche a parere di chi non voleva il sorteggio, quello di recidere il cordone ombelicale fra correnti e CSM.

E forse è proprio per questo che i lavori della commissione non hanno avuto alcun seguito dopo la loro presentazione, condannati alla damnatio memorie dagli organi dell’ANM e totalmente ignorati dalle singole correnti.

Recentemente, qualcuno ha ritenuto di invitare i magistrati che si riconoscono in ArticoloCentouno – iniziativa nata per mettere fine al sistema di autogoverno fondato sul controllo delle correnti, e tornare ad un autogoverno rispettoso del modello costituzionale – a prendere atto che una legge elettorale basata sul sorteggio temperato non si farà, e a schierarsi di conseguenza per una delle possibili alternative, cioè il proporzionale.

L’invito utilizza l’argomento classico della rappresentatività, cioè la possibilità che, con un sistema di tipo proporzionale, qualche candidato riconducibile ai Centouno possa essere eletto, scalfendo così il predominio delle correnti e contribuendo a contrastare l'attuale sistema di cooptazione personale e clientelare.
Una simile richiesta è ovviamente irricevibile: non soltanto chi propone il sorteggio non potrebbe mai ragionare in termini di appartenenza per schieramenti contrapposti, ma anche gli ipotetici benefici dell'elezione di qualche indipendente finirebbero per essere in verità effimeri, dal momento che il problema non è la qualità delle persone, ma il modo con cui vengono designate.

Essa consente tuttavia di svolgere un’ulteriore riflessione.

L’aspetto che non pare essere stato colto da chi formula tale richiesta è infatti proprio la crescente insofferenza che si sta diffondendo a macchia d'olio all'interno della categoria; e non soltanto fra chi delle correnti non ne vuole sapere, ma anche fra chi ne fa parte. 

Il dibattito che si è sviluppato nella commissione di studio non è altro che lo specchio di quello che sempre più, ogni giorno, i magistrati qualunque, quelli poco avvezzi ai giochi di potere, si dicono nei corridoi.

Ma mentre la prima può essere ignorata, ignorare i secondi è molto più difficile.

Sempre più colleghi sono ormai convinti che non sia normale che si telefoni al proprio referente territoriale di corrente per perorare la propria causa (che si tratti di un disciplinare, una valutazione di professionalità problematica, un incarico o altro); che ci siano carriere parallele; che una volta divenuti direttivi o semidirettivi si rimanga tali fino alla pensione, dividendo di fatto i magistrati in due categorie; che i posti vengano prima spartiti fra correnti e solo dopo, al loro interno, eventualmente per merito ecc...

Pensare che una rappresentanza di indipendenti (ammesso che, con tale sistema, possano restare tali a lungo) possa aiutare a migliorare la situazione, significa non aver colto qual è il vero problema.
Che non è l'accesso di ArticoloCentouno  al CSM (un ossimoro, per chi propugna l’assoluta separazione fra associazioni ed istituzioni dell’autogoverno) o l'equilibrio fra gruppi contrapposti, ma porre fine ad un sistema spartitorio in favore di uno rispettoso del ruolo dei magistrati, in tutti gli aspetti che possono influire sulla loro attività.

Detto in altri termini: alla domanda se sia meglio un autogoverno di tipo maggioritario, con una maggioranza ed una minoranza predeterminate, oppure uno di tipo proporzionale, con accordi di stampo consociativo, non si può che rispondere che il “bene” (di cui il “meglio” è notoriamente nemico) è un autogoverno del tutto scevro da queste logiche, i cui membri (quanto meno togati) non si comportino da politici, bensì da magistrati.

E i magistrati, nei loro consessi istituzionali, non si dividono in fazioni, non ricercano e non ricevono istruzioni dall’esterno (che si tratti di politici, capicorrente o altri centri di interesse poco importa), non ricevono auto ed etero segnalazioni, non valutano l’appartenenza dei colleghi, applicano le regole esistenti, ottemperano alle decisioni del giudice amministrativo, non programmano gli incarichi che dovranno ricoprire alla scadenza del mandato e tanto altro ancora.

È facile capire che, fintanto che il CSM resterà in mano alle correnti, la realizzazione di tale modello risulterà impossibile.

Oltretutto, continuare a ragionare come se il CSM fosse il Parlamento è il modo migliore per aprire la strada all’idea di un controllo diretto della politica: se i magistrati seguono logiche politiche pur non essendo legittimati dal voto popolare, al prossimo scandalo qualcuno potrebbe chiedersi se un simile potere non debba transitare direttamente nelle mani della politica.

Se davvero le correnti vogliono sopravvivere a se stesse, ed evitare che prima o poi l’autogoverno della magistratura venga travolto dalle sue stesse degenerazioni e sostituito da qualcosa di diverso, l’unica proposta seriamente percorribile è il sorteggio temperato, unico sistema che, a costituzione invariata, può coniugare l’autonomia dei magistrati con la selezione mediante voto.

Si dirà: ma se il legislatore non intendesse introdurlo, cosa potrebbero fare i magistrati?

Semplice.

Immaginiamo se tutti i segretari di corrente si riunissero e dichiarassero solennemente che, quale che sia la prossima legge elettorale, sorteggeranno al loro interno i candidati, e successivamente sosterranno esclusivamente candidati sorteggiati.

Si voterà col proporzionale? Sorteggeranno i componenti delle liste.

Si voterà per collegi uninominali? Sorteggeranno un candidato per collegio.

Si voterà con la legge attuale? Sorteggeranno un multiplo di candidati per ogni categoria.

Così facendo, il dibattito sulla formula elettorale sarebbe depotenziato e si avrebbe una competizione elettorale rispettosa del pluralismo culturale, ma con candidati del tutto scollegati dalla dirigenza dei gruppi associativi.

Si tratta, a ben vedere, del classico uovo di Colombo.

E proprio per questo, c’è da scommetterci, la proposta non avrà alcuna risposta.









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sabato 16 ottobre 2021

Mezzi uomini


di Nicola Saracino - Magistrato  

Dunque la Procura Generale della Cassazione sembra aver richiesto, in via disciplinare, la sospensione dalle funzioni del dott. Angelo Giorgianni. Se ne ha notizia qui.

E’ la più grave delle misure cautelari che si possano invocare contro un magistrato, in questo caso per un illecito di opinione.

Le idee del dott. Giorgianni restano le sue, non sarà il “merito” di quelle idee l’oggetto di questa riflessione.

Non si conosce la testuale formulazione dell’addebito disciplinare in concreto mosso e quindi la cornice giuridica entro la quale il CSM è chiamato a muoversi.

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giovedì 14 ottobre 2021

La mina costituzionale.



di Nicola Saracino - Magistrato 


Art. 24 della Costituzione: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado di procedimento.

Articolo 111:  La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.

Articolo 105: Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) ha deliberato a strettissima maggioranza  (8 voti contrari, 9 favorevoli, col solito ampio gruppo di astenuti).

Cosa ha deliberato? 

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sabato 9 ottobre 2021

Libertà scomode.


di Nicola Saracino  - Magistrato 


E’ da qualche tempo apparso sul sito web della Corte di Cassazione italiana un documento ufficiale, che  s’intitola “Risposte della Corte Suprema di cassazione al questionario proveniente dalla Corte Suprema della Repubblica Ceca su Le attività secondarie e l’uso dei social media da parte dei magistrati".

E’ stato ripreso da riviste giuridiche specializzate che gli hanno dato grande risalto titolando, ad esempio, “Cassazione: magistrati fuori dai dibattiti social sui temi di interesse generale".

Tralasciamo quanto qui non interessa e limitiamoci ai passaggi fondamentali.

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Minotauromachia e riforma Cartabia


di Andrea Reale - Magistrato

Come nelle migliori tradizioni del Bel Paese, all’insediamento di un nuovo esecutivo corrisponde una annunciata riforma “epocale” della giustizia.

Non ha fatto eccezione il governo dalle  larghe intese guidato da Mario Draghi, che vede come ministra della Giustizia la professoressa Marta Cartabia.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza, che costituisce il cosiddetto Recovery plan, necessario per ottenere i cospicui fondi europei (oltre 220 miliardi di euro), ha addirittura messo le ali agli annunciati, consueti, proclami e ha reso tangibile e concreta l’attuazione di quella che qualcuno ha ribattezzato, in modo non particolarmente benevolo, la “schiforma”.


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mercoledì 6 ottobre 2021

Non spartite quella torta (il bue e l'asino parte seconda)

di Andrea Mirenda - Magistrato

L'articolo de Il Corriere della Sera di oggi, a firma di L. Ferrarella, che riferisce della clamorosa indagine su alcuni docenti universitari accusati di aver "truccato" alcuni concorsi si conclude così:

"Per i pm, invece, gli indagati avrebbero, nel complesso delle casistiche singole, «inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione» ai concorsi, «sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità».

Come cantava Battisti, "mi ritorna in mente" qualcosa di terribilmente familiare e domestico, di.cui abbiamo ampiamente scritto anche su questo blog ed in particolare nell'articolo che si può leggere a questo link.


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martedì 5 ottobre 2021

Tu chiamale se vuoi...raccomandazioni


 di Rosario Russo - Magistrato in quiescenza


«X solo tu puoi trovare la strada ...e solo tu puoi aiutarmi hai sempre raggiunto i risultati voluti ...dammi questa possibilità te lo chiedo per favore in nome dei 30 anni di [corrente dell’A.N.M.] e della nostra amicizia». (Messaggio - riportato dalla stampa e qui orfano dei dati individualizzanti - indirizzato da un magistrato ordinario al dott. Palamara, all’epoca componente del C.S.M.)

‘Raccomandazioni’. 

Sono tante, pubblicate a puntate dai quotidiani, raccolte in volumi di grande successo editoriale, acquisite dalle Procure, dall’A.N.M. e dal C.S.M.


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lunedì 4 ottobre 2021

Settarismo: ovvero dell'apparenza di faziosità




di Nicola Saracino - Magistrato  

L’essere settario, cioè fazioso; accanito spirito di parte. Sinonimi:  faziosità, partigianeria, parzialità (Treccani online).

Questa sembra l’accusa rivolta alla magistratura che ha condannato l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano.  

Accusa filosofica. 

Formulata dal prof. Luigi Ferrajoli con largo seguito nei commentatori di (dispositivi di) sentenze.

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mercoledì 29 settembre 2021

Lo "strano" caso dei magistrati esonerati


di Carmen Giuffrida - Magistrato

Non molti sono a conoscenza dell’esistenza di una peculiare delibera del 22 settembre 2010 con la quale il Consiglio Superiore della Magistratura, facendo uso dei suoi “superpoteri”, applicava per la prima volta l’istituto dell’esonero totale dal lavoro ordinario ad un magistrato che, essendo assegnato allo svolgimento di funzioni di vice-capo di una missione dell’Unione Europea in un paese terzo, avrebbe dovuto semplicemente e legittimamente essere collocato fuori ruolo.

Non occorrevano voli pindarici, elucubrazioni mentali o sforzi interpretativi per collocarlo fuori ruolo. Sarebbe semplicemente bastato applicare la normativa di riferimento. Eppure si fece ricorso a questa strana delibera che, oltre che ingiustificabile, non appariva neanche tanto inoffensiva visto che, nel garantire al magistrato esonerato di tenere al caldo il suo  posto, comportava che i suoi colleghi d’ufficio si facessero nel frattempo  carico del suo  lavoro.


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martedì 28 settembre 2021

Capacità e competenze o interessi di consorteria?


di Nicola Saracino - Magistrato  

I magistrati sono soggetti soltanto alla legge e si differenziano solo per le funzioni in concreto svolte. 

Non c’è un meglio ed un peggio, un sopra ed un sotto. 

Del resto se un cittadino avvia una causa il giudice non se lo sceglie, lo trova.  

In base a congegni  prefissati dalla legge e dalle norme che alla legge danno attuazione. 


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lunedì 27 settembre 2021

Sorteggio per il CSM: la Politica passi dalle parole ai fatti.


Pubblichiamo una nota di ArticoloCentouno che, prendendo spunto da alcune recenti dichiarazioni del Senatore Renzi in tema di "giustizia" e registrando l'adesione al sorteggio per le elezioni del CSM di gran parte della Politica, chiama quest'ultima alle proprie responsabilità.

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Nel suo intervento al Senato del 22 settembre 2021, il Sen. Matteo Renzi (Italia Viva) ha affrontato il problema del peso delle correnti all’interno della magistratura, dichiarando che “il problema non è la separazione delle carriere, il punto è lo strapotere vergognoso che le correnti hanno all’interno della magistratura delle correnti, che impedisce a magistrati bravi di fare carriera se non sono iscritti a determinate correnti. La vera separazione va fatta tra corrente e magistrato”.

La dichiarazione tocca un problema ritenuto assolutamente centrale da un gruppo sempre più ampio di magistrati autonomi dalle correnti, che ormai da anni denuncia, all’interno ed all’esterno della magistratura, le insopportabili storture del sistema correntocratico che la governa.

L’intervento si è concluso con l’appello alla classe politica ad utilizzare “il tempo che va da qui al rinnovo del CSM, nel luglio del 2022, per scrivere una pagina nuova”, senza specificare in cosa essa dovrebbe consistere.


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lunedì 20 settembre 2021


All'esito dell'ultimo Comitato direttivo centrale dell'Anm pubblichiamo il resoconto dei componenti della Lista indipendente Art. 101, dal quale si evince come le correnti, che controllano l’associazione nazionale magistrati, siano impegnate, nell’ordine, ad assecondare di fatto le riforme della giustizia proposte dall’attuale governo, mantenere lo status quo dell’autogoverno della magistratura e soffocare il dissenso interno alla medesima associazione. 

In cambio di cosa è facile intuire.

Non disturbate e non sarete disturbati.

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I componenti del CDC eletti nella lista ArticoloCentouno

                                                                                                                 17 settembre 2021

QUIETA NON MOVERE ET MOTA QUIETARE

Registriamo, e non possiamo che stigmatizzare pubblicamente, l’immobilismo e l’incapacità delle correnti della magistratura associata e dell’ANM governata dalle stesse di intraprendere seri ed efficaci percorsi di autocritica e rinnovamento dopo la pubblica emersione dei fatti che hanno caratterizzato negativamente, e continuano a connotare, il funzionamento dell’autogoverno.

Il dibattito interno viene fortemente limitato, addirittura anche con l’introduzione di norme e prassi che impediscono, all’interno del CDC, persino di discutere e, se ritenuto, di criticare l’operato della GEC o di suoi componenti, a cominciare dal Presidente dell’ANM.


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domenica 8 agosto 2021

La controriforma della giustizia

Pubblichiamo il comunicato del 1° agosto 2021 dei componenti del Comitato Direttivo Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati eletti nella lista ArticoloCentouno sulla c.d. riforma "Cartabia" in materia di giustizia approvata il 3 agosto u.s. dalla Camera dei Deputati.
Il voto di fiducia sul maxiemendamento governativo, che ha sostanzialmente precluso ogni discussione, è stato posto praticamente all'indomani della richiesta di parere formulata dal Ministro della Giustizia al Consiglio Superiore della Magistratura.
La corsa del CSM per l'adozione del parere non è servita a nulla. Il parere, licenziato a tempo di record, è stato infatti tenuto in non cale: a nostro avviso, un vero e proprio smacco istituzionale, tanto più che era stato lo stesso Presidente della Repubblica a invitare il CSM a soprassedere dal licenziare un parere parziale sul tema dell'improcedibilità, già approvato dalla competente Commissione, e a optare per un parere generale in risposta alla successiva richiesta del Ministro della Giustizia.



Giustizia - Una riforma contraria alla Costituzione e contro l'Europa

Per erogare i fondi del Recovery, sulla Giustizia penale l'Europa chiede all' Italia due cose:
1) diminuire la durata dei processi, soprattutto nelle fasi di impugnazione;
2) rafforzare il contrasto alla corruzione.

Rispetto a queste due richieste, la c.d. "riforma Cartabia" appare una truffa.

Intanto, anche nella sua ultima versione, si pone in gravissimo contrasto con la Costituzione.


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lunedì 26 luglio 2021

 









Pubblichiamo il comunicato con il quale i componenti del Cdc dell'Anm della lista 101, nel silenzio dell'Associazione e delle correnti della magistratura, spiegano, con estrema chiarezza e perentorietà, quale sia il vero problema della inedita iniziativa disciplinare promossa dal Procuratore generale Giovanni Salvi nei confronti del P.M. Paolo Storari.


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I componenti del CDC eletti nella lista ArticoloCentouno

26 luglio 2021

L’iniziativa cautelare del Procuratore Generale Salvi

contro il Sostituto Procuratore Storari

Si apprende che il Procuratore Generale della Cassazione Giovanni Salvi ha chiesto, in via cautelare, il trasferimento ad altra sede del Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano Paolo Storari e la sua destinazione ad altre funzioni.

Sembra che la Sezione disciplinare del CSM sia all’uopo convocata per venerdì 30 luglio.

Non possiamo certo dire che sia un fulmine a ciel sereno perché il cielo è tutt’altro che sereno.

Siamo profondamente sorpresi, però, da un’iniziativa che ci sembra intempestiva, spropositata, ingiusta e, in definitiva, incredibile.


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La finta di corpo



di Giuliano Castiglia - magistrato

La legge assegna al CSM, tra gli altri, il compito di dare pareri – anche non richiesti – al Ministro della Giustizia in tema di ordinamento giudiziario e di amministrazione della giustizia.

E così, ancorché sino a quel momento il Consiglio non fosse stato sollecitato dal Ministro, il 22 luglio la Sesta Commissione del CSM ha licenziato una proposta di parere che - come è stato scritto - "stronca" la c.d. “riforma Cartabia”, nella parte in cui introduce nel processo penale l’istituto di nuovo conio dell’improcedibilità.

Istituto in virtù del quale il processo, se le fasi dell’impugnazione non sono concluse entro una certa data, muore. E tutto va in fumo.


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sabato 24 luglio 2021

Un po' di Ermineutica



di Andrea Reale - Magistrato

 Su Il Fatto Quotidiano del 29 giugno è stato pubblicato un articolo a firma dell'ex Presidente di sezione della Corte di Cassazione, Antonio Esposito, avente ad oggetto l'intervista rilasciata al Corriere della Sera dall'On. Avv. David Ermini il 25 giugno scorso. Lo riporto integralmente qui sotto (e allego l'intervista di cui si parla).

Mi andrebbe di porre altre domande al Vice Presidente del CSM.

1) In che modo l'organo di autogoverno è intervenuto in concreto  in questi anni per il cambiamento culturale e morale della categoria?

2) Come valuta le  delibere sulla nomina del Procuratore di Roma, annullata dal TAR  e dal Consiglio di Stato? O quella sui vertici della Scuola superiore della Magistratura?


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venerdì 9 luglio 2021

Meglio la nebbia del sole ?


di Rosario Russo - Magistrato in quiescenza

Come Giano, l’affaire Palamara ha due fronti. Il primo è quello delle conversazioni–cospirazioni svoltesi tra i commensali, riuniti all’Hotel Campagne, per incidere sulla nomina del Procuratore della Repubblica di Roma (e non solo). 

Il secondo fronte è costituto dai messaggi (chat), estratti dal telefonino del dott. P., con cui tantissimi magistrati si rivolgevano a lui, allora potente membro del Consiglio superiore della Magistratura, per raccomandare altri o raccomandarsi. 

In entrambi i casi sono coinvolti magistrati ordinari.


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lunedì 5 luglio 2021

Soltanto alla legge


di Massimo Galli - Magistrato

Nonostante il mascheramento ideologico (si dice che p.m. e giudici non dovrebbero frequentare gli stessi ambienti istituzionali e probabilmente neppure lo stesso bar) è evidente che l’insistenza con la quale una parte importante della politica persegue la separazione delle carriere è senz’altro mirata all’obiettivo di trasformare il pubblico ministero, non più giudice e gerarchicamente inquadrato, in  un superpoliziotto scodinzolante di fronte alla gerarchia e ansioso di riportare in bocca l’imputato giusto (magari previa eliminazione dell’obbligo dell’esercizio dell’azione penale).

Ci si potrebbe chiedere come mai, sia paure scontando  la sicurezza in sé  stessi e l’ottimismo di cui si deve armare qualsiasi esponente politico, ci sia tanto impegno, direi quasi accanimento,  per ottenere tale  risultato nonostante la storia  insegni, che spesso il manico del coltello cambia di mano e che anche il politico più brillante potrebbe trovarsi a desiderare un pubblico ministero imparziale.


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lunedì 14 giugno 2021

Buone letture: da Repubblica dell'11 giugno 2021 ("Giustizia, la riforma senza forma")


di Michele Ainis 

Fin qui, sulla giustizia, c'è una riforma senza forma: manca ancora un testo, un progetto di legge timbrato dal governo. Eppure le discussioni s'accendono come cerini. 

Ma senza un testo sul quale confrontarsi, di che discutono i discussant? 

D'ipotesi, o al più di proposte caldeggiate da questa o quella commissione ministeriale, e immediatamente respinte da questo o quel partito. È l'esito d'una babele che dura ormai da troppo tempo: qualunque idea divide prima ancora di venire formulata.

In questa Babilonia, c'è però una scelta che chiama in causa la ministra in carica, e insieme a lei le forze di governo.


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lunedì 7 giugno 2021

We ask Europe: do not waste money! (Lo chiediamo all'Europa: non sprecare denari!)


Recovery fund: it is a simple formula that means that  European funds will be given to the Member States upon condition that they  use them to improve the efficiency of public services and infrastructures.

Under the pressure of this lavish opportunity, Italy is also in the running to grab its share. Therefore, among others, Italy puts forward  proposals that embrace also the justice sector, specifically civil justice, criminal justice and the  High Judicial Council (CSM).


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