Era l'epoca della grande riforma, giustinianea, detta Cartabia.
Sentirono, in Parlamento, anche Antonino Di Matteo.
Correva l'anno 2021 e disse che l’unica soluzione per “scompaginare la patologia delle candidature è quella del sorteggio temperato", cioè l’estrazione a sorte di un multiplo dei componenti da eleggere, a cui oltre quattro toghe su dieci si dicono favorevoli ma che la Guardasigilli considera contrario alla
Costituzione.
Quella riforma alla fine partorì un topolino, che ha il nome di Andrea Mirenda, l'unico consigliere superiore non espresso dalle correnti.
Il sorteggio "secco", oggi, non va bene.
Teniamoci, allora, la "patologia delle candidature".











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