mercoledì 11 febbraio 2026

Tra amici




"La Sicilia" ha intervistato due amici, divisi solo dalle intenzioni di voto al prossimo referendum. 

Qui il link a quella ad Andrea Mirenda e qui a quella a Felice Lima.      

Con l'ausilio dell'AI li facciamo "litigare" sul tema.
 

Mirenda: Dottor Lima, io credo che questa riforma sia l'unica via per porre fine allo strapotere delle correnti. Senza il sorteggio, il CSM rimarrà un’"allegra prateria" dove le correnti agiscono come "uffici di collocamento di compari", rendendo la magistratura bisognosa di protezione per fini di carriera. Il sorteggiato non avrà debiti di riconoscenza verso nessuno.

Lima: Mi permetta di dissentire, caro Mirenda. Trovo che l'idea che il sorteggio elimini il correntismo sia di una certa ingenuità. In un contesto dove la politica già oggi esercita forti ingerenze, il sorteggio "secco" rischia solo di indebolire la componente "corporativa" per rafforzare quella politica, che spesso si è dimostrata persino peggiore, come abbiamo visto con certi recenti scandali al CSM. La Costituzione non si può manomettere per interessi privati o spinte propagandistiche.

Mirenda: Ma la politica è già dentro! La vicenda dell'Hotel Champagne ha mostrato come le correnti siano "cinghie di trasmissione dei partiti". Separare le carriere serve a garantire la terzietà del giudice, che oggi manca. È necessario che i PM non decidano più della carriera dei giudici e viceversa, per tutelare i cittadini indagati.

Lima: La storia della "colleganza" tra giudice e PM è una bufala assoluta. In quarant'anni di carriera, non ho mai visto un giudice dare ragione a un PM solo perché collega; le pressioni vere vengono dal potere, dalla stampa di regime o dal contesto sociale. Se separiamo le carriere, rischiamo di avere un PM che non risponde più a criteri di imparzialità, come accade in certi sistemi americani, diventando il "braccio armato" del potere politico.

Mirenda: Non sono d'accordo. Lo sdoppiamento del CSM e l’istituzione dell'Alta Corte garantiranno finalmente un giudice disciplinare terzo, separando chi amministra l’ordine giudiziario da chi deve giudicare le regole. I giudici dell'Alta Corte saranno sorteggiati e quindi estranei alle logiche di appartenenza correntizia.

Lima: Al contrario, l'Alta Corte mi preoccupa moltissimo. La percentuale di magistrati sarà inferiore rispetto all'attuale sezione disciplinare del CSM, rendendo più facile "convincerne" alcuni per cambiare i risultati. Inoltre, le decisioni saranno impugnabili solo dinanzi alla stessa Alta Corte, eliminando il ricorso in Cassazione. Lei dice che l'ANM mente sul "catastrofismo", ma io vedo una riforma che erode la democrazia e l'indipendenza della giurisdizione.

Mirenda: L'ANM mente perché vuole difendere i propri potentati interni. Molti giuristi democratici voteranno Sì perché sanno che questa riforma non tocca l’indipendenza, ma colpisce il degradato sistema delle correnti che ha distrutto la credibilità della magistratura.

Lima: La magistratura ha le sue colpe, e io per primo critico l'ANM da decenni. Ma la soluzione proposta darà un potere decisivo ai membri di nomina politica, che spesso sono in perfetta sintonia con i metodi correntizi che dicono di voler combattere. È una riforma "a scatola chiusa" che la stragrande maggioranza dei cittadini non può comprendere appieno.


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