giovedì 26 febbraio 2026

Mitomani?


Parodi crede di sfatare "il mito" del correntismo dicendoci cose che già sappiamo, anche se le correnti tengono "riservato" il nome degli aderenti (questione di privacy, dicono). 

Che il numero dei correntisti ufficiali non sia maggioritario chiama due osservazioni: i danni immaginari della riforma riguarderanno una esigua minoranza di magistrati che, non a caso, si erano detti favorevoli al sorteggio in una percentuale superiore al 40%; c'è una minoranza predatoria che si prende tutto ed orienta politicamente la giurisdizione. 
    

Correva l'anno 2009 quando su questo blog si scriveva: 

  
 Le correnti sono delle associazioni private - esterne ed autonome rispetto all’Associazione Nazionale Magistrati, anch’essa di diritto privato, che raccoglie oltre il 90% dei magistrati italiani - con propri statuti ed organi gestionali. Vi sono iscritti una minoranza di magistrati; queste, tuttavia, riescono ad assumere la gestione dell’ANM ed anche a determinare l’elezione dei loro aderenti al CSM predisponendo le liste dei candidati, di fatto le uniche in grado di riscuotere un sufficiente numero di consensi a causa dell’organizzazione del voto secondo i congegni più acconci in funzione del sistema elettorale.
Non dissimilmente da un gruppo di azionisti “di riferimento” che assume il controllo di una grande società, pur disponendo di una quota ampiamente minoritaria del relativo capitale, così le correnti prendono la guida della ANM e del CSM.

Sfatato Parodi. 

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo. Ci voleva questo chiarimento.

Anonimo ha detto...

Basta che ogni iscritto alle correnti persuada 3,3 colleghi a votare per lui o per altri ed ecco una magistratura super correntizzata, altro che 77% non ideologizzato
Bartolo

bartolo ha detto...

I cattedratici del no, invece di preoccuparsi del referendum che qualora vincesse il si permetterebbe l'operare di una magistratura Libera dal giogo delle correnti, s'impegnino piuttosto di scongiurare l'ennesima legge elettorale truffa in via di definizione e che rischia di continuare a prevedere di nominare tanti sciacalli in Parlamento.