Il dott. Nicola Gratteri ha anticipato di voler querelare quanti gli attribuiscano di essere stato in passato a favore del sorteggio.
Dai video e dai documenti reperibili in rete si capisce chiaramente che il procuratore era, nel recente passato, ben consapevole dei guasti del correntismo e quindi favorevole al sorteggio che, dice oggi, deve accomunare anche la quota di consiglieri di derivazione politica.
E' contrario, invece, al sorteggio oggetto dei quesiti referendari perché "secco" per i togati ed a maglie indefinite per i laici.
Possiamo dire che il dott. Gratteri è ancora consapevole che il sistema attuale favorisce il male del correntismo che con il no resterà tale e quale?
Crediamo di sì e quindi di non incappare nella querela che egli riserverà a quanti non specifichino i dettagli del suo pensiero, mettendone in dubbio la coerenza.
Proprio da una persona così attenta al rispetto della propria identità - messa in dubbio da alcune imprecisioni - provengono delle affermazioni, rivolte alla generalità, che lasciano di stucco per la loro gravità
Egli ha sostenuto - non risultano smentite e se ne parla ovunque - che a votare per il sì al referendum si sarà in compagnia delle seguenti categorie di persone:
Indagati e imputati: coloro che hanno avuto o hanno pendenze con la giustizia.
Massoneria deviata: gruppi di potere occulti o deviati.
Centri di potere: tutte quelle realtà che, secondo il procuratore, non avrebbero vita facile in presenza di una giustizia efficiente.
Al contrario, Gratteri sostiene che per il no voteranno le "persone per bene" e tutti coloro che credono che la legalità sia un pilastro fondamentale per il cambiamento, con particolare riferimento alla situazione della Calabria.
Quindi le persone per bene non faranno nulla contro il correntismo, dal momento che il No al referendum ne blinda le eversive prerogative.
Ecco, da queste affermazioni il fronte del "Sì" ne esce rafforzato ben più di quanto quello, contrapposto, del "No" possa giovarsi di talune uscite del Ministro Nordio.
* La pagina in foto è tratta dal libro di Riccardo Iacona e Alfredo Robledo dal titolo Palazzo d'ingiustizia, Marsilio Editore











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