lunedì 21 marzo 2022

Che dirigenza giudiziaria volete?



Si, chiediamo proprio a Voi cittadini. 

Siete soddisfatti dell’andamento della giustizia nel nostro Paese? Reputate che sia bene organizzata? 

Ve lo chiediamo perché quella parte della magistratura che si “autogoverna” rivendica la pretesa di scegliersi i presidenti ed i procuratori della repubblica in base al “modello” che loro hanno in testa. 

Se ne ha ampia confessione in questo editoriale comparso proprio oggi sul sito di un partito politico togato.

Vi si sostiene che la scelta per “appartenenza” è giustificata se risponde allo scopo di selezionare i direttivi in base a come la pensano. 


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lunedì 14 marzo 2022

Carta delle garanzie e garanzie di carta.



di Nicola Saracino - Magistrato 


I magistrati sono inamovibili, nessuno li può trasferire.  

Luoghi comuni. 

E’ un fake clamoroso se detto in questi termini, ma il Costituente non era certo dispensatore di cattive informazioni. 

Semmai supponeva che la Carta fosse destinata a lettori attenti e bene intenzionati. 

Ecco il primo comma dell’art. 107 della Costituzione: 


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mercoledì 9 marzo 2022

Mezze sentenze.


di Nicola Saracino - Magistrato 

E’ dunque giunta all’epilogo la vicenda disciplinare che ha riguardato il dott. Giorgianni al quale si addebitava di aver pronunciato, in pubblica piazza, quanto segue: 

«Popolo italiano! Il green pass è abrogato. Oggi il popolo sovrano ha dato il preavviso di sfratto a coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere. Oggi il popolo sovrano reclama giustizia per i morti che hanno causato, per le privazioni, per i nostri figli e per la sofferenza. E noi per loro vogliamo un processo, una nuova Norimberga. E allora qua davanti a voi voglio dire, da magistrato: sono venuto a onorare il popolo sovrano, il popolo di Roma! E a coloro che dicono che la mia posizione è incompatibile con il popolo, dico: io tra voi e il popolo scelgo il popolo sovrano e lascio la toga, lascio la toga. Roma, vi amo!».


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giovedì 3 marzo 2022

Tra il dire e il fare.



Occorre riformare il CSM per liberarlo dal correntismo. Ce lo chiede anche il Presidente della Repubblica.

E noi lo mettiamo, nella relazione, che il disegno di legge governativo serve a debellare il correntismo.

Poi ascoltiamo in Commissione parlamentare tanti illustri magistrati che del correntismo sono espressione - per lo più ex consiglieri superiori di questo o di quel partitino togato, se non correntisti in piena azione come i vertici dell’ANM - e quasi ci applaudono per la grande codificazione in via di apprestamento.

Ad uno mediamente vigile il sospetto che la “riforma” non cambi un bel nulla dovrebbe venire.

E se non gli viene allora ascolti Giuliano Castiglia che senza peli sulla lingua smaschera la pantomima: contro tutte le buone intenzioni annunciate nella relazione, dall'articolato del disegno di legge il correntismo esce rafforzato ed i singoli magistrati ancor meno indipendenti rispetto allo strapotere delle correnti.

Occorrerà aspettare nuove elezioni ed una maggioranza “politica” che abbia idee chiare e giuste su come espiantare il “deep web” che domina, in segreto, la giustizia italiana.

Un potere abusivo che non sarà scalfito dall’ennesimo, inutile, anagramma dello status quo.

Qui di seguito il testo del contributo.

*******************

La riforma abbraccia un terreno vastissimo.


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mercoledì 2 marzo 2022

Incostituzionale a chi?



Riportiamo l'audizione del Prof. Francesco Saverio Marini - ordinario di istituzioni di diritto pubblico - consultato dal Parlamento in vista della riforma dell'Ordinamento Giudiziario.

A nostro avviso il cattedratico ha bene espresso cosa è costituzionale e cosa non lo è: il Sistema è incostituzionale, il sorteggio temperato è la cura.       

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mercoledì 23 febbraio 2022

Talent show



In barba all’anzianità (cioè all’esperienza) il legislatore (epoca Mastella) che per ultimo mise mano all’ordinamento giudiziario volle esaltare la “meritocrazia” in magistratura.

Lo ha fatto principalmente ampliando la già considerevole discrezionalità del CSM che nel distribuire gli incarichi lo fa secondo criteri che solo in parte sono emersi dopo  l’affaire Palamara. 

Il CSM è elettivo e si comporta come tale, gratificando (solo) chi lo ha eletto. 


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sabato 19 febbraio 2022

Buone letture: da La Sicilia del 16.02.2022




Lima: «Quei pm? Lavoro eccellente. Ma poi la politica ci ha comprati...»

intervista di Mario Barresi   


Giudice Lima, se fosse un tema sarebbe: “Mani Pulite trent’anni dopo”. Sullo svolgimento, però, le confessiamo di non sapere da dove cominciare.

«Il discorso va inquadrato. Il popolo italiano vive una profondissima crisi culturale fondata su un equivoco: credere che tutto dipenda sempre dagli altri. Non fascisti, ma vittime del fascismo. Non mafiosi, ma vittime della mafia. Non corrotti, ma vittime della corruzione. Ma un Paese vive dei valori condivisi dei suoi cittadini. Che invece vogliono continuare a fare la vita che fanno - le truffe sul bonus edilizio e sulla 104, l’evasione fiscale, le assunzioni dei raccomandati - e vogliono che si faccia giustizia contro gli altri, contro il vicino di casa. Ed è la stessa cosa che volevano le orde in piazza che inneggiavano a Mani Pulite, compresi quei politici poi diventati fieri oppositori dei giudici quando la questione è arrivata sotto casa loro. E qui si arriva all’altro grande equivoco: in ogni caso non può essere la magistratura a cambiare il mondo».


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martedì 15 febbraio 2022

Senza fretta ...




COMMISSIONE II
GIUSTIZIA
Resoconto stenografico

AUDIZIONE DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ROBERTO CASTELLI 

Seduta di giovedì 4 luglio 2002

"Credo che l'obiettivo del Ministero di consentire anche ai singoli candidati di poter accedere alla competizione elettorale sia stato pienamente raggiunto, perché ci sono stati numerosi candidati del genere (24, quindi il 20 per cento dell'elettorato passivo). Il risultato che ci eravamo prefissi è stato pienamente raggiunto. Non sappiamo quali siano gli esiti elettorali. Questo a me personalmente non importa, purché ciascun magistrato abbia potuto esprimersi in piena libertà e democrazia. Il risultato, che era semplicemente  quello di spezzare l'assoluto predominio delle correnti, è stato raggiunto. Mi pare che tutte quelle accuse di volere in qualche modo minare le fondamenta del CSM e di mettere in atto azioni di carattere incostituzionale, se non addirittura eversivo, si siano dimostrate del tutto infondate.". 


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domenica 13 febbraio 2022

Tutela delle minoranze?



di Nicola Saracino - Magistrato 

Non appaia singolare che il dibattito sulle riforme ordinamentali che riguardano la magistratura prenda vita subito dopo il licenziamento, all’unanimità, del disegno di legge  delega del Governo. 

A rigor di logica si sarebbe potuto pensare che l’unica forza politica interessata a controbattere sarebbe stata quella oggi  isolata all’opposizione. 

E invece della riforma, soprattutto di quella del sistema elettorale del CSM, ne parlano un po’ tutti. 


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sabato 12 febbraio 2022

Poteva ...



Torna d'attualità il contributo di un collega che dal "sistema" era stato fiaccato al punto da anticipare la sua uscita dall'ordine giudiziario. 

"La prepotenza" era il titolo dato dalla Redazione a quel testo. 


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venerdì 11 febbraio 2022

Inconcludenti



Se c’è una cosa peggiore dell’immobilismo è far finta di cambiare. 

E la riforma dell’ordinamento giudiziario proposta dal Governo è una messa in scena.

Per giunta grottesca, perché smentisce tutti i propositi che ne sono alla base. 

Quali erano i temi nevralgici da affrontare?


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giovedì 10 febbraio 2022

Carta c’è, Carta non c’è …



di Nicola Saracino - Magistrato 

Il sorteggio, sebbene “temperato”, è incostituzionale.

Lo è perché l’art. 104 della Costituzione dice che i componenti togati del CSM sono “eletti” dai magistrati. 

Nella testa di chi pensa queste cose,  se uno vota ci deve per forza essere uno che quel voto glielo chieda. 


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mercoledì 9 febbraio 2022

Buone letture: da "Il Riformista" del 9.2.22, L' A.N.M. non ci rappresenta




di Eduardo Savarese  -Magistrato  

La Corte europea dei diritti dell’uomo lo scorso 21 ottobre ha condannato la Bulgaria per violazione della libertà di espressione del pensiero (articolo 10 della Convenzione). La ricorrente era una giudice penale in servizio presso il Tribunale di Sofia, nonché presidente della più rilevante associazione di magistrati bulgari. La signora Todorova, infatti, ha sostenuto di aver subito procedimenti disciplinari che avevano condotto alla sua radiazione dall’ordine giudiziario apparentemente indotti da ritardi accumulati nello scrivere sentenze, ma nella sostanza motivati dalle critiche serrate che, negli anni e nel suo ruolo associativo, ella aveva mosso alle decisioni del Csm bulgaro - soprattutto di nomina dei capi di uffici giudiziari di vertice. E la Corte le ha dato ragione, evidenziando che un uso distorto del pro-cedimento disciplinare, nelle mani di un Csm ostile, suoni come una campana a morto per l’indipendenza dei giudici. Non solo. La Corte ha ritenuto che le associazioni di giudici, quando criticano le scelte istituzionali sulla giustizia, sono dei veri e propri “watchdogs”, con una funzione assimilabile addirittura a quella della stampa; in una società democratica, infatti, giustizia e indipendenza dei giudici sono temi e valori, rispettivamente, da preservare, quanto alla libertà di pensiero, da ogni interferenza indebita. 


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martedì 8 febbraio 2022

ANM: sfratto per faziosità.


Ecco il documento della GEC (Giunta esecutiva centrale) dell'ANM col quale è stato inibito l'uso dei locali dell'associazione nazionale magistrati   ai promotori del sorteggio che vi avrebbero svolto, alla presenza di un notaio, le operazioni volte all'individuazione dei candidati in vista delle elezioni del CSM che si terranno (dovrebbero tenersi) il prossimo luglio.

La GEC sembra aver dimenticato che a favore del sorteggio quale metodo d'individuazione dei candidati per l'elezione del CSM si è appena espresso il 42% dei magistrati che hanno risposto alla chiamata referendaria indetta proprio dall'ANM.


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lunedì 7 febbraio 2022

Maggioritario, con doppio correttivo proporzionale su base uninominale: e il Sistema si sbellica dalle risate ...




Si sta elaborando la riforma del sistema elettorale del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura, al dichiarato fine di arginare la degenerazione del "correntismo", quel fenomeno deleterio che colorando politicamente l'organo che amministra i magistrati determina scelte faziose ed illegittime, perché basate sull'appartenenza ad uno dei partitini politici "fatti in casa" dai magistrati.

Lo diciamo con parole loro, dei Capi dello Stato.        

La riforma qui da sempre suggerita, quella di estrarre a sorte i candidabili, così evitando la deriva politica assunta dalla giurisdizione, viene guardata con sospetto da chi ne teme l'incostituzionalità.   


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domenica 6 febbraio 2022

Stampa ... ad orologeria!



di Andrea Mirenda - Magistrato 

Ampiamente pubblicizzato da Buccini sul Corriere del 3 febbraio 2022, giunge “Potere Assoluto” di Sergio Rizzo.

L’autore, in breve, viviseziona il Consiglio di Stato e i suoi “100 giudici”, definendoli, senza tanti giri di parole,  la scheggia più autoreferenziale della magistratura. 

Altro che i politici e i pubblici Ministeri, racconta Buccini!  Sono loro, i giudici del Consiglio di Stato, quei “dotti mandarini che alla politica sono assai prossimi” , i veri detentori del “nocciolo duro del potere“. 


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giovedì 3 febbraio 2022

Superare le logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono rimanere estranee all'ordine giudiziario.



Come non riconoscersi in parole come queste, che predichiamo ormai da più di tre lustri su questo blog?

Sono del Presidente della Repubblica, le ha pronunciate oggi dinanzi al Parlamento in seduta comune che le ha ascoltate ed applaudite. 

E allora sia permessa una considerazione.

Superare le logiche, con logica però. 


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sabato 29 gennaio 2022

Screditati



 di Nicola Saracino - Magistrato 


In una cerimonia solenne, qual è l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il suo vice presidente ha invocato l’urgente riforma del CSM perché così com’è non garantisce di svolgere i suoi compiti istituzionali con lealtà ed imparzialità. E se lo dice lui c'è da crederci. 

La riforma è sollecitata a gran voce, quasi trepidante, dalle stesse correnti della magistratura le quali, candidamente, ammettono che costrette a votare coi vecchi metodi non potranno che replicare le nefandezze di sempre, in tal modo affossando l’istituzione già screditata ed ormai resiliente solo verso le sentenze che ne decretano la nullità degli atti, riprodotti tal quali a disprezzo d'ogni controllo di legalità. 


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venerdì 28 gennaio 2022

Sorteggio del CSM: 1787 firmatari!



E' trascorso qualche anno da quando uno sparuto drappello di magistrati lanciò su questo blog la proposta del sorteggio temperato come metodo di selezione dei candidati al Consiglio Superiore della Magistratura. Per tutte le buone ragioni descritte nella presentazione di quell'idea, accompagnata anche dal testo normativo.

Un'autentica bestemmia per il "sistema" che si basa sulle clientele elettorali e sulla gestione politicizzata della carriera dei togati e, soprattutto, della giurisdizione, in danno dei cittadini.     

Si è chiuso da poche ore il referendum che l'Associazione Nazionale Magistrati su questo tema aveva indetto a fine dicembre 2021. 

Va segnalato che non si è potuta svolgere alcuna campagna referendaria perché il principale strumento di dialogo dei magistrati italiani, la loro mailing list gestita dall'ANM, è silente da inizio anno per via di "problemi tecnici", quanto mai opportuni ed irrisolti.

E va detto che al voto non sono stati ammessi i magistrati non iscritti all'ANM, che sono in "numero significativo", e  pure che a votare sono stati in 4.275, vale a dire il 54% degli aventi diritto; ma ben 3.597, un "numero significativo", non ha votato. 

Chi ha votato per il sorteggio lo avrà fatto per le ragioni qui sempre sostenute o anche per motivi diversi. 

Chi non ha votato lo ha fatto perché non informato o perché non ha confidenza con il voto telematico.

C'è da credere che costoro, se avessero votato, si sarebbero espressi in "numero significativo" a favore del sorteggio proprio perché non hanno risposto alla chiamata alle armi delle correnti contro il sorteggio.

La divisione delle percentuali tra favorevoli e contrari al sorteggio temperato, infatti, non indica affatto l'esistenza di fazioni contrapposte. 

Perché chi ha votato a favore del sorteggio si è espresso senza sollecitazione di un gruppo di appartenenza, lo ha fatto liberamente per scelta individuale.        

Contro il sorteggio le correnti (i partiti dei magistrati) hanno, invece, efficacemente chiamato a raccolta i loro eserciti organizzati ed infatti, come Pirro, annunciano la vittoria.

Il presidente dell'ANM Santalucia ha subito voluto comunicare ai media la notizia della "sconfitta" del sorteggio, contro il quale ha votato, a suo avviso, un "numero significativo" di magistrati, pari a 2.470.

A fronte del numero - per Santalucia non significativo - di 1.787 colleghi favorevoli al sorteggio che idealmente ci piace vedere come sottoscrittori dell'originaria proposta lanciata proprio dalle pagine di questo blog. 

Ora, sul significato dei numeri ciascuno può farsi la propria idea.

Ma chi segue con occhio attento le vicende della magistratura sa che è successo qualcosa di epocale o, come notato da un uomo politico, di "impensabile".

Perché più del 40% dei magistrati (votanti) ha espresso la  sua profonda insofferenza verso il "sistema" correntizio.

E poiché la legge elettorale del CSM non la decidono i magistrati questo referendum altro non è se non  un vero e proprio boato rivolto alla politica affinché metta seriamente mano al "sistema" del voto togato.

 





       

   

      

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sabato 22 gennaio 2022

ANM al voto: un referendum per cambiare.


di Lorenzo Matassa - Magistrato

Nella prossima settimana i magistrati italiani andranno alle urne referendarie per cercare di mutare l’attuale sistema di elezione dei componenti del CSM.
Più in generale, la consultazione elettorale sarà uno strumento per dare una spallata al “Sistema” correntocratico ben delineato da Palamara nel suo oramai famigerato best seller pornografico (che, sembra, abbia già pronto un sequel…).

L’idea è quella che l’elezione a sorteggio degli incarichi consiliari, unita alla rotazione delle funzioni direttive e semi-direttive degli uffici giudiziari, possa stroncare – finalmente – la patologia in cui la magistratura italiana è miseramente precipitata.

La lettura di questo documento aiuterà i più volenterosi a capire.


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Non c’è più.... rispetto!



Luca Palamara è radiato ma il “Sistema” scorre imperterrito. 

Il fiume carsico ogni tanto erompe. E lo si può ammirare. 

Il Consiglio di Stato, sentenze n. 267 e n. 268 del 14.1.2022, sancisce l'illegittimità delle nomine delle massime guide della nomofilachia italiana, Presidente e Presidente aggiunto della Suprema Corte di cassazione, il primo anche componente di diritto del CSM.  


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CSM CDS 2-0



di Andrea Mirenda - Magistrato 

Di ieri l'attesissimo match, accompagnato purtroppo - per la noia degli allibratori - da pronostico preannunciatissimo.

Con la felpata  benedizione  dell'Arbitro, Sig. Canuto di Roma,  arricchita dalle armoniose note a bordo campo di "Liana-Cheerleadermilecchiana",  la Premiata Ditta “AreaMi/Ma Di Posti Saziami”, leader mondiale nel settore "tomaie e sóle" (specie delle seconde…), ha fatto scendere in campo un A-Team di eccellenza, al nobile grido di  “ripijamose tuttooo!”, gutturalmente declinato stile All Blacks.

In palio, nel bel derby romano giocato sul parterre di "piazza-indipendenza-a-chiacchiere",  l'ambita Mitromba Cup.


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giovedì 20 gennaio 2022

"Perchè io so io e voi non siete un … " (Il Marchese del Grillo)




Coi complimenti (per la sveltezza) della più alta carica dello Stato il CSM ha appena licenziato ad ampia maggioranza la delibera che, superando le sentenze del Consiglio di Stato che le avevano annullate, ribadisce le nomine del Presidente della Corte di Cassazione e del Presidente Aggiunto. 

Sicché pochissimi giorni paiono essere stati sufficienti al CSM per emendare quelle delibere dai vizi rilevati dal Consiglio di Stato. 

Si aprono due possibili scenari, in assenza della motivazione ufficiale della delibera odierna. 


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lunedì 17 gennaio 2022

Il plotone di Stato.




Al CSM tira aria di rivincita. 

Contro il Consiglio di Stato dipinto dal sistema come il plotone di berlusconiana memoria.

Così come in occasione della condanna in cassazione del Cavaliere, quando il soliloquio postumo di uno dei consiglieri che concorse alla pronuncia riferì di un plotone di esecuzione contro il politico,  oggi ci si appiglia all’estensore della sentenza che ha cassato le nomine apicali della cassazione per metterne in dubbio l'imparzialità, reo di aver vinto il concorso quando nella commissione esaminatrice figurava l’antagonista del presidente caducato. 


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domenica 16 gennaio 2022

Crisi ... d'astensione.



di Nicola Saracino - Magistrato 

A leggere certa stampa la sentenza del Consiglio di Stato che ha appena annullato la nomina del Presidente della Corte di Cassazione  è additabile a sospetto di parzialità perché l’estensore era divenuto tale in quanto vincitore del concorso per consigliere di Stato quando della relativa commissione faceva parte  il ricorrente. 

Debito eterno di gratitudine, dunque, verso chi ti ha dato il “posto”. 

Inoltre  s’è detto che quella sentenza ha anche mancato di rispetto al Presidente della Repubblica che aveva avallato la nomina del presidente così fragorosamente caducato. 


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Le sentenze si rispettano.



Mettete il titolo tra virgolette e cercate su Google. 

Appariranno molti risultati che evocano le vicende giudiziarie più importanti degli ultimi anni e che spesso hanno coinvolto esponenti politici.  

Alla critica delle sentenze ad opera di chi non le ha gradite s’è sempre accompagnato il monito, proveniente dal mondo magistratuale, “le sentenze si rispettano”.  

E come si rispettano le sentenze, viene da chiedersi? 


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giovedì 6 gennaio 2022

Statisticamente mente.




Nel discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario del 2020 il Procuratore Generale della Cassazione, dr. Giovanni Salvi, affermò che percentualmente le assoluzioni dalle accuse penali non superassero il 20%.

L’informazione era di per sé autorevole ed il confronto con le statistiche disponibili, relative ad anni piuttosto risalenti, fece quindi pensare ad un eccezionale recupero di efficienza del sistema penale. 

Sopravviene, oggi, un studio molto accurato di Cristiana Valentini, ordinario di procedura penale, che dimostra, “dati alla mano”, quanto mal riposto fosse l’ottimismo del Procuratore Generale. 


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Signora Ministra, cosa vuol sapere?


di Nicola Saracino - Magistrato 

Un padre uccide il piccolo figlio. 

Atto tremendo, contro natura. 

Giusti il dolore e lo sdegno ai massimi livelli. 

Quel padre aveva (avrebbe) avuto un alterco con un collega di lavoro minacciato con un coltello e per quel motivo si trovava agli arresti domiciliari. 


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domenica 19 dicembre 2021

Champagne per blindare un incontro…


di Lorenzo Matassa - Magistrato

C’è qualcosa di veramente incomprensibile – anche a distanza di un po’ di tempo dai fatti – nella vicenda che ha terremotato la magistratura e portato alle dimissioni e al giudizio disciplinare di condanna nei confronti di alcuni consiglieri del CSM.

Occorrerà una breve sintesi delle puntate precedenti per rendere edotto il lettore del motivo di incomprensibilità, promettendo che il tempo di lettura del riassunto non supererà il minuto.


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Se M.I. conviene.



di Nicola Saracino - Magistrato 

Era il 22 luglio del 2020. 

Le chat carpite dal trojan innestato nel cellulare di un uomo del “sistema”, il dott. Luca Palamara, rendevano evidente il coinvolgimento  di tutti i partiti dei magistrati (le correnti) nella lottizzazione sfrenata dei posti di potere e della combutta con ogni potere. 

Magistrati supplicanti, magistrati raccomandanti, magistrati parlamentari: tutti avevano qualcosa da chiedere o un motivo per ringraziare Luca Palamara. 

Che del sistema era servo, non padrone come hanno vanamente tentato di far credere. 


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giovedì 9 dicembre 2021

Il parto delle nebbie



di Nicola Saracino  - Magistrato 

Ombre buie s'abbattono sui cittadini italiani, consegnati mani e piedi ad una magistratura ancor più politicizzata di quanto già oggi non sia. 

La Ministra Cartabia sembra aver scelto, tra gli alambicchi congegnati dalla commissione di studio composta in gran parte da magistrati correntisti, quello che prevede la vittoria dei primi due della lista elettorale, in sostanza un sistema maggioritario.

Se due sono gli eletti,  due saranno i “partiti” con chance di successo. 


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lunedì 15 novembre 2021

L'ufficio del processo: un miraggio ?


di Guido Salvini - Magistrato

L'Ufficio del processo dovrebbe unificare in un'unica struttura le figure già oggi presenti e cioè i Giudici onorari e le varie categorie di tirocinanti insieme ai nuovi addetti specificamente all'Ufficio introdotti dalla riforma Cartabia del 6 agosto 2021.

I contorni del nuovo istituto sono ancora abbastanza indefiniti ma certo è destinato a provocare alcune conseguenze.

In primo luogo, nasce una nuova rilevante categoria di precari con contratto a tempo determinato. I nuovi precari, trascorso il periodo, breve, previsto, due anni e sette mesi quelli reclutati con il concorso appena bandito, due anni quelli di cui ai concorsi successivi, certamente non vorranno essere estromessi da un impiego significativo nella giustizia.  Punteranno ad una proroga ed una formalizzazione del “rapporto di servizio”.


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giovedì 4 novembre 2021

Il sistema non esiste


di Nicola Saracino - Magistrato 

In questo luogo la vicenda del dott. Luca Palamara è stata seguita ed approfondita passo dopo passo.

Sul “sistema” lo stesso Luca Palamara ha scritto un saggio rimasto in vetta alle classifiche di vendita per molte settimane. 

Se digitiamo in google “sistema Palamara” otteniamo centinaia di risultati che danno prova della vulgata che i media proni al potere togato hanno inteso trasmettere.

Ma  il sistema Palamara era e resta una contraddizione in termini.

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martedì 26 ottobre 2021

Riforma elettorale del CSM: la (vera) posta in gioco


di Giovanni Genovese
Magistrato


In questi giorni, all’interno della magistratura, fervono gli appelli alla classe politica perché adotti questa o quella legge elettorale per l’elezione dei componenti togati per il CSM, prevista per luglio 2022.

In generale, i due gruppi più grandi premono per una legge di tipo maggioritario, con la motivazione di una maggiore vicinanza dell’eletto al territorio, mentre quelli più piccoli spingono per una riforma in senso proporzionale, adducendo la necessità che all’interno dell’organo di autogoverno venga rispecchiato il “pluralismo culturale” dei magistrati.

Gli uni e gli altri sono tuttavia accomunati da due costanti: la netta opposizione ad un sistema fondato sul sorteggio temperato e la totale obliterazione dei lavori e delle conclusioni della commissione di studio dell’ANM sulla legge elettorale.

Questa commissione, aperta alla partecipazione di qualunque iscritto all’ANM che ne avesse fatto richiesta, ha lavorato a ritmo serrato, al fine di predisporre un parere sulla proposta di riforma elaborata dalla c.d. Commissione Luciani (incentrata sul c.d. voto trasferibile) e di presentarlo tempestivamente al Comitato Direttivo Centrale dell’ANM, per consentire all’associazione di esprimersi in tempo utile. 

La relazione conclusiva del Presidente è disponibile al seguente link:

https://www.associazionemagistrati.it/doc/3590/relazione-sullo-svolgimento-dei-lavori.htm

Tutti coloro che hanno partecipato ai lavori di questa commissione hanno potuto cogliere come l'unico momento di frizione sia sorto sulla proposta preliminare di dividersi in due sottocommissioni: una sul sorteggio e una sugli altri sistemi elettorali. 

Un simile modo di procedere è stato subito contestato da parte dei fautori del sorteggio, i quali non avevano alcuna intenzione di essere confinati in una “riserva indiana”, dove avrebbero potuto interloquire soltanto fra loro, mentre tutti gli altri avrebbero discusso di quale sistema elettorale proporre come ANM (perchè non v'era alcun dubbio che, in sede di voto finale, la relazione dei "sorteggiatori" sarebbe stata messa in minoranza).

L'idea dei fautori del sorteggio era appunto quella di una contaminazione reciproca: si voleva da un lato dimostrare come il sorteggio non fosse un sistema elettorale, ma un metodo di designazione dei candidati astrattamente applicabile a qualunque sistema elettorale, sicché separare le due cose non avrebbe avuto senso; dall'altro constatare da vicino se e come il problema di fondo che la riforma avrebbe dovuto affrontare, cioè quello di sganciare l'autogoverno da una preselezione carrieristica diretta dalle correnti, fosse percepito come tale anche da chi opera all'interno di una corrente.

Il risultato finale è stato sorprendente, non soltanto sotto il primo profilo (il sorteggio, che prima era considerato alla stregua di una mera provocazione, è invece entrato a pieno titolo nel dibattito), ma soprattutto sotto il secondo: è risultato infatti evidente che la maggioranza non tollerava più la morsa delle correnti sul CSM.

Se si vanno a vedere le conclusioni finali (ma ancor più se si è assistito al dibattito, non documentabile se non per testimonianza personale), emerge con chiarezza una sostanziale unità dei partecipanti sulla pars destruens, con poche eccezioni (quasi tutte di autorevoli esponenti di correnti): la proposta Luciani è stata considerata irricevibile proprio perchè, anziché mettere i bastoni fra le ruote al condizionamento delle correnti, lo agevolerebbe e rafforzerebbe.

Si è infatti osservato che, mentre con l'attuale legge elettorale ogni corrente deve porsi un problema, e cioè quello di suddividere accuratamente il voto degli elettori per evitare dispersioni e massimizzare il risultato, il sistema del voto trasferibile glielo risolverebbe.

Oltretutto, farebbe ciò in modo occulto, evitando di introdurre apertamente un sistema di tipo proporzionale (che presterebbe il fianco alle critiche dell’opinione pubblica, perchè suonerebbe come una legittimazione a pieno titolo del ruolo delle correnti nell'autogoverno), ma creando un sistema che, sotto le mentite spoglie di una competizione fra persone, di fatto manterrebbe la competizione fra correnti, con un effetto che si potrebbe definire proporzionalistico con premio di maggioranza.

La critica a questo impianto, come si è detto, è stata ampiamente maggioritaria all’interno della commissione di studio: basti pensare che le premesse della proposta formulata dal Presidente sono state mantenute identiche nella proposta alternativa (ma con medesimo impianto) fondata sul sorteggio: l'obiettivo della riforma elettorale avrebbe dovuto essere, anche a parere di chi non voleva il sorteggio, quello di recidere il cordone ombelicale fra correnti e CSM.

E forse è proprio per questo che i lavori della commissione non hanno avuto alcun seguito dopo la loro presentazione, condannati alla damnatio memorie dagli organi dell’ANM e totalmente ignorati dalle singole correnti.

Recentemente, qualcuno ha ritenuto di invitare i magistrati che si riconoscono in ArticoloCentouno – iniziativa nata per mettere fine al sistema di autogoverno fondato sul controllo delle correnti, e tornare ad un autogoverno rispettoso del modello costituzionale – a prendere atto che una legge elettorale basata sul sorteggio temperato non si farà, e a schierarsi di conseguenza per una delle possibili alternative, cioè il proporzionale.

L’invito utilizza l’argomento classico della rappresentatività, cioè la possibilità che, con un sistema di tipo proporzionale, qualche candidato riconducibile ai Centouno possa essere eletto, scalfendo così il predominio delle correnti e contribuendo a contrastare l'attuale sistema di cooptazione personale e clientelare.
Una simile richiesta è ovviamente irricevibile: non soltanto chi propone il sorteggio non potrebbe mai ragionare in termini di appartenenza per schieramenti contrapposti, ma anche gli ipotetici benefici dell'elezione di qualche indipendente finirebbero per essere in verità effimeri, dal momento che il problema non è la qualità delle persone, ma il modo con cui vengono designate.

Essa consente tuttavia di svolgere un’ulteriore riflessione.

L’aspetto che non pare essere stato colto da chi formula tale richiesta è infatti proprio la crescente insofferenza che si sta diffondendo a macchia d'olio all'interno della categoria; e non soltanto fra chi delle correnti non ne vuole sapere, ma anche fra chi ne fa parte. 

Il dibattito che si è sviluppato nella commissione di studio non è altro che lo specchio di quello che sempre più, ogni giorno, i magistrati qualunque, quelli poco avvezzi ai giochi di potere, si dicono nei corridoi.

Ma mentre la prima può essere ignorata, ignorare i secondi è molto più difficile.

Sempre più colleghi sono ormai convinti che non sia normale che si telefoni al proprio referente territoriale di corrente per perorare la propria causa (che si tratti di un disciplinare, una valutazione di professionalità problematica, un incarico o altro); che ci siano carriere parallele; che una volta divenuti direttivi o semidirettivi si rimanga tali fino alla pensione, dividendo di fatto i magistrati in due categorie; che i posti vengano prima spartiti fra correnti e solo dopo, al loro interno, eventualmente per merito ecc...

Pensare che una rappresentanza di indipendenti (ammesso che, con tale sistema, possano restare tali a lungo) possa aiutare a migliorare la situazione, significa non aver colto qual è il vero problema.
Che non è l'accesso di ArticoloCentouno  al CSM (un ossimoro, per chi propugna l’assoluta separazione fra associazioni ed istituzioni dell’autogoverno) o l'equilibrio fra gruppi contrapposti, ma porre fine ad un sistema spartitorio in favore di uno rispettoso del ruolo dei magistrati, in tutti gli aspetti che possono influire sulla loro attività.

Detto in altri termini: alla domanda se sia meglio un autogoverno di tipo maggioritario, con una maggioranza ed una minoranza predeterminate, oppure uno di tipo proporzionale, con accordi di stampo consociativo, non si può che rispondere che il “bene” (di cui il “meglio” è notoriamente nemico) è un autogoverno del tutto scevro da queste logiche, i cui membri (quanto meno togati) non si comportino da politici, bensì da magistrati.

E i magistrati, nei loro consessi istituzionali, non si dividono in fazioni, non ricercano e non ricevono istruzioni dall’esterno (che si tratti di politici, capicorrente o altri centri di interesse poco importa), non ricevono auto ed etero segnalazioni, non valutano l’appartenenza dei colleghi, applicano le regole esistenti, ottemperano alle decisioni del giudice amministrativo, non programmano gli incarichi che dovranno ricoprire alla scadenza del mandato e tanto altro ancora.

È facile capire che, fintanto che il CSM resterà in mano alle correnti, la realizzazione di tale modello risulterà impossibile.

Oltretutto, continuare a ragionare come se il CSM fosse il Parlamento è il modo migliore per aprire la strada all’idea di un controllo diretto della politica: se i magistrati seguono logiche politiche pur non essendo legittimati dal voto popolare, al prossimo scandalo qualcuno potrebbe chiedersi se un simile potere non debba transitare direttamente nelle mani della politica.

Se davvero le correnti vogliono sopravvivere a se stesse, ed evitare che prima o poi l’autogoverno della magistratura venga travolto dalle sue stesse degenerazioni e sostituito da qualcosa di diverso, l’unica proposta seriamente percorribile è il sorteggio temperato, unico sistema che, a costituzione invariata, può coniugare l’autonomia dei magistrati con la selezione mediante voto.

Si dirà: ma se il legislatore non intendesse introdurlo, cosa potrebbero fare i magistrati?

Semplice.

Immaginiamo se tutti i segretari di corrente si riunissero e dichiarassero solennemente che, quale che sia la prossima legge elettorale, sorteggeranno al loro interno i candidati, e successivamente sosterranno esclusivamente candidati sorteggiati.

Si voterà col proporzionale? Sorteggeranno i componenti delle liste.

Si voterà per collegi uninominali? Sorteggeranno un candidato per collegio.

Si voterà con la legge attuale? Sorteggeranno un multiplo di candidati per ogni categoria.

Così facendo, il dibattito sulla formula elettorale sarebbe depotenziato e si avrebbe una competizione elettorale rispettosa del pluralismo culturale, ma con candidati del tutto scollegati dalla dirigenza dei gruppi associativi.

Si tratta, a ben vedere, del classico uovo di Colombo.

E proprio per questo, c’è da scommetterci, la proposta non avrà alcuna risposta.









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sabato 16 ottobre 2021

Mezzi uomini


di Nicola Saracino - Magistrato  

Dunque la Procura Generale della Cassazione sembra aver richiesto, in via disciplinare, la sospensione dalle funzioni del dott. Angelo Giorgianni. Se ne ha notizia qui.

E’ la più grave delle misure cautelari che si possano invocare contro un magistrato, in questo caso per un illecito di opinione.

Le idee del dott. Giorgianni restano le sue, non sarà il “merito” di quelle idee l’oggetto di questa riflessione.

Non si conosce la testuale formulazione dell’addebito disciplinare in concreto mosso e quindi la cornice giuridica entro la quale il CSM è chiamato a muoversi.

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giovedì 14 ottobre 2021

La mina costituzionale.



di Nicola Saracino - Magistrato 


Art. 24 della Costituzione: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado di procedimento.

Articolo 111:  La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.

Articolo 105: Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) ha deliberato a strettissima maggioranza  (8 voti contrari, 9 favorevoli, col solito ampio gruppo di astenuti).

Cosa ha deliberato? 

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sabato 9 ottobre 2021

Libertà scomode.


di Nicola Saracino  - Magistrato 


E’ da qualche tempo apparso sul sito web della Corte di Cassazione italiana un documento ufficiale, che  s’intitola “Risposte della Corte Suprema di cassazione al questionario proveniente dalla Corte Suprema della Repubblica Ceca su Le attività secondarie e l’uso dei social media da parte dei magistrati".

E’ stato ripreso da riviste giuridiche specializzate che gli hanno dato grande risalto titolando, ad esempio, “Cassazione: magistrati fuori dai dibattiti social sui temi di interesse generale".

Tralasciamo quanto qui non interessa e limitiamoci ai passaggi fondamentali.

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Minotauromachia e riforma Cartabia


di Andrea Reale - Magistrato

Come nelle migliori tradizioni del Bel Paese, all’insediamento di un nuovo esecutivo corrisponde una annunciata riforma “epocale” della giustizia.

Non ha fatto eccezione il governo dalle  larghe intese guidato da Mario Draghi, che vede come ministra della Giustizia la professoressa Marta Cartabia.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza, che costituisce il cosiddetto Recovery plan, necessario per ottenere i cospicui fondi europei (oltre 220 miliardi di euro), ha addirittura messo le ali agli annunciati, consueti, proclami e ha reso tangibile e concreta l’attuazione di quella che qualcuno ha ribattezzato, in modo non particolarmente benevolo, la “schiforma”.


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mercoledì 6 ottobre 2021

Non spartite quella torta (il bue e l'asino parte seconda)

di Andrea Mirenda - Magistrato

L'articolo de Il Corriere della Sera di oggi, a firma di L. Ferrarella, che riferisce della clamorosa indagine su alcuni docenti universitari accusati di aver "truccato" alcuni concorsi si conclude così:

"Per i pm, invece, gli indagati avrebbero, nel complesso delle casistiche singole, «inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione» ai concorsi, «sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità».

Come cantava Battisti, "mi ritorna in mente" qualcosa di terribilmente familiare e domestico, di.cui abbiamo ampiamente scritto anche su questo blog ed in particolare nell'articolo che si può leggere a questo link.


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martedì 5 ottobre 2021

Tu chiamale se vuoi...raccomandazioni


 di Rosario Russo - Magistrato in quiescenza


«X solo tu puoi trovare la strada ...e solo tu puoi aiutarmi hai sempre raggiunto i risultati voluti ...dammi questa possibilità te lo chiedo per favore in nome dei 30 anni di [corrente dell’A.N.M.] e della nostra amicizia». (Messaggio - riportato dalla stampa e qui orfano dei dati individualizzanti - indirizzato da un magistrato ordinario al dott. Palamara, all’epoca componente del C.S.M.)

‘Raccomandazioni’. 

Sono tante, pubblicate a puntate dai quotidiani, raccolte in volumi di grande successo editoriale, acquisite dalle Procure, dall’A.N.M. e dal C.S.M.


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lunedì 4 ottobre 2021

Settarismo: ovvero dell'apparenza di faziosità




di Nicola Saracino - Magistrato  

L’essere settario, cioè fazioso; accanito spirito di parte. Sinonimi:  faziosità, partigianeria, parzialità (Treccani online).

Questa sembra l’accusa rivolta alla magistratura che ha condannato l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano.  

Accusa filosofica. 

Formulata dal prof. Luigi Ferrajoli con largo seguito nei commentatori di (dispositivi di) sentenze.

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mercoledì 29 settembre 2021

Lo "strano" caso dei magistrati esonerati


di Carmen Giuffrida - Magistrato

Non molti sono a conoscenza dell’esistenza di una peculiare delibera del 22 settembre 2010 con la quale il Consiglio Superiore della Magistratura, facendo uso dei suoi “superpoteri”, applicava per la prima volta l’istituto dell’esonero totale dal lavoro ordinario ad un magistrato che, essendo assegnato allo svolgimento di funzioni di vice-capo di una missione dell’Unione Europea in un paese terzo, avrebbe dovuto semplicemente e legittimamente essere collocato fuori ruolo.

Non occorrevano voli pindarici, elucubrazioni mentali o sforzi interpretativi per collocarlo fuori ruolo. Sarebbe semplicemente bastato applicare la normativa di riferimento. Eppure si fece ricorso a questa strana delibera che, oltre che ingiustificabile, non appariva neanche tanto inoffensiva visto che, nel garantire al magistrato esonerato di tenere al caldo il suo  posto, comportava che i suoi colleghi d’ufficio si facessero nel frattempo  carico del suo  lavoro.


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martedì 28 settembre 2021

Capacità e competenze o interessi di consorteria?


di Nicola Saracino - Magistrato  

I magistrati sono soggetti soltanto alla legge e si differenziano solo per le funzioni in concreto svolte. 

Non c’è un meglio ed un peggio, un sopra ed un sotto. 

Del resto se un cittadino avvia una causa il giudice non se lo sceglie, lo trova.  

In base a congegni  prefissati dalla legge e dalle norme che alla legge danno attuazione. 


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lunedì 27 settembre 2021

Sorteggio per il CSM: la Politica passi dalle parole ai fatti.


Pubblichiamo una nota di ArticoloCentouno che, prendendo spunto da alcune recenti dichiarazioni del Senatore Renzi in tema di "giustizia" e registrando l'adesione al sorteggio per le elezioni del CSM di gran parte della Politica, chiama quest'ultima alle proprie responsabilità.

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Nel suo intervento al Senato del 22 settembre 2021, il Sen. Matteo Renzi (Italia Viva) ha affrontato il problema del peso delle correnti all’interno della magistratura, dichiarando che “il problema non è la separazione delle carriere, il punto è lo strapotere vergognoso che le correnti hanno all’interno della magistratura delle correnti, che impedisce a magistrati bravi di fare carriera se non sono iscritti a determinate correnti. La vera separazione va fatta tra corrente e magistrato”.

La dichiarazione tocca un problema ritenuto assolutamente centrale da un gruppo sempre più ampio di magistrati autonomi dalle correnti, che ormai da anni denuncia, all’interno ed all’esterno della magistratura, le insopportabili storture del sistema correntocratico che la governa.

L’intervento si è concluso con l’appello alla classe politica ad utilizzare “il tempo che va da qui al rinnovo del CSM, nel luglio del 2022, per scrivere una pagina nuova”, senza specificare in cosa essa dovrebbe consistere.


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lunedì 20 settembre 2021


All'esito dell'ultimo Comitato direttivo centrale dell'Anm pubblichiamo il resoconto dei componenti della Lista indipendente Art. 101, dal quale si evince come le correnti, che controllano l’associazione nazionale magistrati, siano impegnate, nell’ordine, ad assecondare di fatto le riforme della giustizia proposte dall’attuale governo, mantenere lo status quo dell’autogoverno della magistratura e soffocare il dissenso interno alla medesima associazione. 

In cambio di cosa è facile intuire.

Non disturbate e non sarete disturbati.

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I componenti del CDC eletti nella lista ArticoloCentouno

                                                                                                                 17 settembre 2021

QUIETA NON MOVERE ET MOTA QUIETARE

Registriamo, e non possiamo che stigmatizzare pubblicamente, l’immobilismo e l’incapacità delle correnti della magistratura associata e dell’ANM governata dalle stesse di intraprendere seri ed efficaci percorsi di autocritica e rinnovamento dopo la pubblica emersione dei fatti che hanno caratterizzato negativamente, e continuano a connotare, il funzionamento dell’autogoverno.

Il dibattito interno viene fortemente limitato, addirittura anche con l’introduzione di norme e prassi che impediscono, all’interno del CDC, persino di discutere e, se ritenuto, di criticare l’operato della GEC o di suoi componenti, a cominciare dal Presidente dell’ANM.


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