Il correntismo nella magistratura italiana, emblema di un sistema opaco di spartizioni per nomine e incarichi, è esploso con le chat di Luca Palamara ("conviene attaccare Salvini ..."), ma trascura le dinamiche più ampie che coinvolgono tutte le correnti. Oltre a quelle rivelate, esistono probabilmente altre chat non disvelate, come suggerisce l'episodio della mail di Francesco Vigorito, componente CSM di Area (Magistratura Democratica), diffusa per errore nel 2012 a migliaia di colleghi: vi si confessava che associati della sua corrente erano stati proposti per ruoli direttivi per mera "opportunità politica", ammettendo un'ingiustizia, senza che vi fossero dimissioni o autocritiche significative.
Ma la spartizione non è il solo "core business" correntizio.
Il caso Forleo: ritorsione per indagini sul PD.
Clementina Forleo, Gip a Milano, fu trasferita d'ufficio dal CSM nel 2008 per presunta "incompatibilità ambientale" dopo aver esteso le indagini sulle scalate bancarie ad esponenti del PD come Massimo D'Alema e Piero Fassino, chiedendone l'uso di intercettazioni alle Camere. Il provvedimento, contestato come illegittimo con ricorso al TAR, fu giustificato con accuse di "propensione vittimistica"; Forleo tornò a Milano solo nel 2011, ma il caso resta simbolo di ritorsioni correntizie contro chi osa toccare la sinistra. Il trasferimento era platealmente illegittimo, alla faccia del CSM tutore dell'indipendenza del magistrato!
De Magistris e Why Not: il prezzo dell'indagine "a sinistra".
Luigi de Magistris fu rimosso dall'inchiesta Why Not nel 2007 su iniziativa ministeriale, mentre indagava su una rete di corruzione in Calabria che lambiva politici di varia area, inclusi esponenti di centrosinistra. Nel 2009 subì un procedimento disciplinare per aver acquisito tabulati telefonici di parlamentari senza autorizzazione, con condanna in primo grado a un anno e tre mesi per abuso d'ufficio (riformata in appello per difetto di dolo); lo definì un "errore giudiziario", lamentando oggi sui social di essere stato fermato per aver indagato "a sinistra".
Questi episodi, anteriori allo scandalo Palamara, confermano un correntismo trasversale e impunito, dove le correnti esercitano un controllo politico sulle carriere e sulle indagini.
La lezione amara per i giovani magistrati.
Il prossimo "Luigi De Magistris", che oserà indagare senza aver prima chiesto il benestare ai potentati delle correnti, si dimostrerà uno sciocco sprovveduto: è ormai chiaro che certe indagini non si fanno senza il previo consenso politico del partito dei magistrati.
Da che parte sta il partito dei magistrati? Ma dalla parte della Costituzione, ca va sans dire...











2 commenti:
Che la magistratura opera secondo influenze politiche correntizie solo chi non ne ha avuto a che fare non lo sa.
Sono un testimone vivente che ha visto condannare cittadini completamente estranei alle mafie e assolvere o mai indagati boss mafiosi.
Non sono mai stato in silenzio: ho subito, dopo il carcere, oltre un decennio di mobbing lavorativo inutilmente denunciato fino ad arrivare nello stato in cui mi trovo, sotto cura psico-fisica. Che ne sa de Magistris di casi come i miei? Lui pontifica, a ragione, sulle sue esperienze ma, nonostante, ha fatto campagna elettorale per il no.
Il correntismo è uno spettro. Oggi sappiamo tutto, soprattutto dove abita. Appena ci avviciniamo scompare . De Magistris: la prova lampante !!!
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