martedì 17 febbraio 2026

Il Sistema alle urne.



Le polemiche di questi giorni per via delle parole (altrui) usate dal Ministro Nordio trascurano che proprio in quei concetti (clientelismo, settarismo, modestia etica) trova origine la legge di revisione costituzionale, almeno quanto ai  temi del sorteggio e dell'alta Corte disciplinare.

Una genesi durata anni, nei quali il Sistema non ha dato cenno di volersi emendare. 

Le correnti continuano ad occupare l'Istituzione CSM impunemente, travalicando il legittimo esercizio della libertà di associazione. 

Una bufala eversiva quella che assimila le Correnti ai Partiti politici: il Parlamento le fa le leggi, il CSM deve osservarle e produce provvedimenti amministrativi.

Le correnti, come libere associazioni, non sono in pericolo: smetteranno solo di comandare i magistrati, soggetti soltanto alla legge. 

Si dimentica il motivo della riforma e si denunciano le sue cattive intenzioni, uno stratagemma ingannatorio.

Qui di seguito un parziale elenco degli articoli di questo Blog,  sempre col fiato sul collo del  Sistema.

La scelta alla quale i cittadini sono chiamati è tra la conferma del Sistema e la sua correzione.            
   


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domenica 15 febbraio 2026

Il Ministro Nordio e l'ANM, chi avvelena cosa?




L’auspicio del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, espresso in un’intervista al Messaggero Veneto, che il sorteggio previsto dalla c.d. "riforma della giustizia" possa rompere quello che ha definito "meccanismo para-mafioso" caratterizzante il "sistema" delle correnti della magistratura, ha scatenato la durissima reazione dell'Associazione Nazionale Magistrati.

Il sindacato delle toghe ha accusato il Guardasigilli di "avvelenare i pozzi" e di offendere la memoria di chi ha perso la vita lottando contro la criminalità organizzata.

Una considerazione serena dei fatti, non esacerbata dall’infuocato clima referendario, rivela che le parole di Nordio sono tutt’altro che un’isolata intemperanza verbale. Esse riflettono una convinzione diffusa tra gli addetti ai lavori e costituiscono l’eco di denunce lanciate da autorevolissimi e coraggiosi magistrati nella storia recente e meno recente.


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Para che?




La separazione delle carriere era uno degli elementi del "programma rinascita" della famigerata P2.

Chi è favorevole alla separazione delle carriere è un piduista.

Sillogismo da scimpanzè. 

E' un artificio dialettico che, prescindendo totalmente dall'argomentazione, strumentalizza la cattiva fama di un soggetto o di un'organizzazione per coinvolgervi il contraddittore. 

Ne abbiamo parlato qui, ad esempio. 

Il Ministro Nordio, nel clima infuocato di questi giorni, pare abbia affermato che il  “Sorteggio eliminerà il sistema para-mafioso al Csm”.


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sabato 14 febbraio 2026

La profana inquisizione.



Una parte consistente dei sostenitori del No al referendum è composta da figure che, provenendo da diversi ambiti come la magistratura, l’università e il giornalismo, hanno da tempo denunciato il cosiddetto “sistema”. 

Tali denunce hanno posto in luce i gravi danni (modestia etica, per il Capo dello Stato)  che il correntismo, inteso come appartenenza faziosa e organizzata all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), ha arrecato al Paese.

Non di rado, tra questi critici vi sono anche coloro che hanno proposto soluzioni radicali: alcuni, ad esempio, hanno avanzato l’idea di ricorrere al sorteggio come metodo di selezione dei membri togati del CSM, proprio perché il problema del correntismo riguarda principalmente questa categoria. I membri laici, di derivazione politica, si sono spesso adattati di conseguenza alle dinamiche correntizie.


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Quello per il referendum è voto sulla “governabilità” del Paese.





di Nicola Saracino - Magistrato 

La riforma costituzionale in materia di magistratura è stata concepita in Parlamento su iniziativa del Governo. 

Non avendo riportato una maggioranza schiacciante occorre il voto dei cittadini per confermarla o bocciarla. 

Nonostante la materia sia tecnica,  sicuramente discutibile e quindi “divisiva”,  capita che i contrapposti schieramenti del Si e del No siano sostenuti da partiti politici antagonisti. 

E questo sebbene alcune delle proposte oggi contrastate fossero in passato promosse dagli stessi oppositori.


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Il "No" a difesa del Sistema ...




... della massoneria correntizia al CSM, del carrierismo, della lottizzazione, dell'inciucio con la politica (ma solo quella "giusta"), delle veline ai giornali amici che vi sputtanano prima del processo e che poi quando c'è l'assoluzione non fa più notizia, della protezione preventiva del CSM quando le inchieste contano e della decapitazione dei magistrati imparziali che certe inchieste non le devono fare se colpiscono gli amici, dei lauti incarichi che la politica regala ai magistrati, prezzolandoli. Di quelli che Palamara lo supplicavano, per poi rinnegarlo. Della "modestia etica". 

Ecco, tutto questo sicuramente uscirà rafforzato dal NO.

E, sin qui, abbiamo parlato solo della bella compagnia delle persone "per bene" ... 

      


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giovedì 12 febbraio 2026

Se questo è un massone ...



Marco Pannella è stato un pioniere della battaglia per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, tema centrale della sua lotta per una "giustizia giusta" dagli anni '60.  Tramite il Partito Radicale promosse mozioni parlamentari, manifestazioni e referendum abrogativi, legando la proposta al caso Tortora e all'art. 111 Cost. sul giusto processo. 
(http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic1_00159_11)

Origini della battaglia

Pannella lanciò la proposta negli anni '60-70, con la prima grande manifestazione del 1967 davanti alla Cassazione per "giustizia giusta". 
(https://www.editorialedomani.it/giustizia/magistrati-separazione-carriere-csm-palamara-v3rft95z)


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Il querelante intemerato.


Il dott. Nicola Gratteri ha anticipato di voler querelare quanti gli attribuiscano di essere stato in passato a favore del sorteggio. 

Dai video e dai documenti reperibili in rete  si capisce chiaramente che il procuratore era, nel recente passato, ben consapevole dei guasti del correntismo e quindi favorevole al sorteggio che, dice oggi,  deve accomunare anche la quota di consiglieri di derivazione politica.
La pagina in foto è tratta dal libro di Riccardo Iacona e Alfredo Robledo dal titolo Palazzo d'ingiustizia, Marsilio Editore 


E' contrario, invece, al sorteggio oggetto dei quesiti referendari perché "secco" per i togati ed a maglie indefinite per i laici.

Possiamo dire che il dott. Gratteri è ancora consapevole che il sistema attuale favorisce il male del correntismo che con il no resterà tale e quale? 


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mercoledì 11 febbraio 2026

Tra amici




"La Sicilia" ha intervistato due amici, divisi solo dalle intenzioni di voto al prossimo referendum. 

Qui il link all'intervista  ad Andrea Mirenda e qui a quella a Felice Lima.      

Con l'ausilio dell'AI li facciamo "litigare" sul tema.
 

Mirenda: Dottor Lima, io credo che questa riforma sia l'unica via per porre fine allo strapotere delle correnti. Senza il sorteggio, il CSM rimarrà un’"allegra prateria" dove le correnti agiscono come "uffici di collocamento di compari", rendendo la magistratura bisognosa di protezione per fini di carriera. Il sorteggiato non avrà debiti di riconoscenza verso nessuno.

Lima: Mi permetta di dissentire, caro Mirenda. Trovo che l'idea che il sorteggio elimini il correntismo sia di una certa ingenuità. In un contesto dove la politica già oggi esercita forti ingerenze, il sorteggio "secco" rischia solo di indebolire la componente "corporativa" per rafforzare quella politica, che spesso si è dimostrata persino peggiore, come abbiamo visto con certi recenti scandali al CSM. La Costituzione non si può manomettere per interessi privati o spinte propagandistiche.


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Il rischio è l'immobilismo.




di Nicola Saracino - Magistrato 

Molti tra coloro che sostengono il "No" al referendum sono consapevoli dei guasti provocati dal correntismo, che realizza una vera e propria eversione della visione dei Costituenti quanto alla giurisdizione, privandola del fondamentale carattere della neutralità.

Per molti sostenitori del "No" il sorteggio proposto non è quello che speravano. 

C'è, tra loro, chi auspicava un sorteggio temperato quanto ai magistrati, cioè la formazione di una rosa ampia di candidati estratti a sorte,  tra i quali poi eleggere i consiglieri.


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martedì 10 febbraio 2026

Tutela della spocchia.



Al CSM è stata richiesta la “tutela” della Corte di cassazione che sarebbe stata fatta oggetto di  dileggio da taluni esponenti politici dopo l’ordinanza in materia di referendum. 

I termini della questione sono ormai noti. 

Al problema procedurale (slittamento della data del referendum) gli ermellini avevano inopportunamente offerto, non richiesti, una soluzione diversa da quella poi adottata dal  Governo con l’avallo del Presidente della Repubblica. 

Ne sono scaturite aspre polemiche da entrambi i fronti dello schieramento referendario. 


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lunedì 9 febbraio 2026

L'astensionismo non sempre è un male.



di Massimo Vaccari - Magistrato 

Chi esercita la giurisdizione ha il dovere di essere imparziale, di testimoniare imparzialità in ogni contesto, anche extra-funzionale, per evitare che il comportamento del singolo possa porre a rischio la fiducia dei cittadini nel corretto svolgimento dell’attività giudiziaria”.

Questo è uno dei passaggi più significativi del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’incontro avuto solo il 16 gennaio 2026 con i magistrati ordinari in tirocinio. 

Perché è chiaro che l’imparzialità, ma anche l’apparenza di imparzialità, è una delle qualità fondamentali del magistrato, anzi forse sono la Qualità.   


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domenica 8 febbraio 2026

Scusarsi mai.



Qui lo dico, qui lo nego è stata la cronaca del più sventurato degli obiter che si possano ricordare. 

Obiter dictum è espressione latina che significa letteralmente "detto di passaggio" o "incidentalmente". Si tratta di un'affermazione o un principio giuridico espresso in una sentenza, ma non essenziale per la decisione del caso concreto; nel sistema della common law anglosassone, dove le sentenze hanno forza vincolante (stare decisis), solo la ratio decidendi lo è; gli obiter dicta sono persuasivi, non obbligatori. Indica, cioè, opinioni incidentali del giudice su questioni non decisive, prive di forza vincolante, anche se possono orientare futuri orientamenti giurisprudenziali.

La decisione dell’Ufficio della Cassazione che si occupa della materia referendaria è stata oggetto, come doveva prevedersi, di analisi anche molto critiche, che si sono spinte sino a dubitare dell’imparzialità del collegio per via delle prese di posizione pubbliche a favore del “No” di alcuni suoi componenti.   

E’ intervenuto lo stesso presidente della Corte di cassazione per ricordare che “Le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticate sul piano tecnico con argomenti giuridici. Per contro, non sono tollerabili illazioni sul piano personale nei confronti dei giudici, che si risolvono in una delegittimazione della funzione giurisdizionale e ciò è ancora più grave nei confronti del collegio dell’Ufficio centrale per il referendum, la cui composizione è predeterminata direttamente ed esclusivamente dalla legge”.


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sabato 7 febbraio 2026

Titani e Giganti


di Nicola Saracino - Magistrato  

Uno dei refrain che ricorrono nei discorsi di chi contrasta la separazione delle  carriere tra pubblici ministeri e giudici è quello che evoca la super-potenza del PM una volta rinchiuso in un corpo autonomo e separato da quello dei giudici, di fatto incontrollabile e destinato, alla fine,  a meritarsi questo “controllo” nel potere esecutivo. 

Verifichiamo o falsifichiamo l’ipotesi. 

Il pubblico ministero non ha poteri diretti sulla libertà delle persone. Deve sempre chiedere ad un giudice. 

Così è oggi e così sarà domani, anche se separato.  

Qual è allora il potere, perché esso indubbiamente esiste, del PM? 


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Qui lo dico, qui lo nego.


Ma allora, si deve differire la data del referendum oppure è sufficiente modificare i quesiti referendari da stampare sulle schede?

Com’è noto, la Corte di cassazione ha stabilito che nel quesito sia indicato che si tratta di legge di revisione costituzionale (non di legge costituzionale) e sia presente l'espresso riferimento agli articoli della Costituzione che risulteranno modificati per effetto della legge, appunto, di revisione costituzionale.


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venerdì 6 febbraio 2026

Da Archivio Penale spunti ragionati per prepararsi al referendum




Di tempo ce n'è. 

La Corte di cassazione ha appena posto le premesse per lo slittamento del voto referendario la cui data del 22-23 marzo difficilmente verrà confermata. 

E' l'occasione, allora, per approfondire, oltre gli slogan, i temi sui quali siamo chiamati a pronunciarci. 

Questo il link della pagina della rivista e questo il link del documento che racchiude il corposo dibattito.


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In nome di mezzo Popolo italiano






Uno storico discorso del 1955 di Piero Calamandrei evocava la nascita della Costituzione "In nome di mezzo popolo italiano". 

Il riferimento andava ai morti della Resistenza che non erano sopravvissuti per vedere l’Italia libera.

Attraverso questa immagine, Calamandrei esortava i giovani a sentire il peso e il valore della responsabilità di dare senso e vita alla Costituzione, definendola un “testamento” lasciato da chi aveva sacrificato la propria esistenza affinché le generazioni future potessero vivere in una società democratica.


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mercoledì 4 febbraio 2026

La P2 non voleva concorrenti.




Queste brevi note sono generate da un sistema di AI.
 
La Massoneria: Associazione Privata e la Sua Influenza

Ruolo, natura e impatti sulla società e sulla politica

La Massoneria è un'associazione privata caratterizzata da riservatezza, rituali e un forte senso di appartenenza tra i membri. Pur non essendo un partito politico né un'organizzazione di governo, nel corso della storia ha esercitato, in varie epoche e paesi, una certa influenza in ambito politico e culturale.


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lunedì 2 febbraio 2026

Martello.



di Nicola Saracino - Magistrato 

I fatti di Torino sono gravi, come sempre quando c’è di mezzo la violenza, quindi anche – e soprattutto  aggiungo io – se esercitata contro le forze dell’ordine. 

Lo hanno detto tutti, del resto. 

C’è già anche l’accusa da muovere ai responsabili, quella di tentato omicidio, almeno secondo alcuni esponenti politici (ma col martello si può anche fare una strage, meglio attendere le indagini). 

Pare che la polizia, invece, abbia denunciato per resistenza, violenza e lesioni ad un pubblico ufficiale (oltre alla rapina dello scudo); se così fosse avrebbe disatteso quelle stesse direttive che i politici pensano di poter impartire alle toghe.     

Del resto anche la magistratura, come i politici, ha inteso esprimere la sua “condanna”; non quella che le compete, da emettere, quando ne sia il caso, nelle aule giudiziarie ma quella mediatica, per far conoscere la propria opinione al pubblico. 

E lo ha fatto in ordine (disordine?) sparso. 


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domenica 1 febbraio 2026

Come i tacchini a Natale


Il trito cerimoniale dell'inaugurazione dell'anno giudiziario s'è appena ripetuto.

E' stato un palcoscenico dal quale far risuonare il messaggio in favore del correntismo e quindi contro la riforma.

Hanno parlato i "capi" della varie Corti d'appello ed i Procuratori Generali, cioè i titolari dei posti più ambiti dalle correnti il cui successo consiste nel "piazzare" il loro adepto nel posto di prestigio.

Nulla di diverso, quindi, ci si poteva attendere da una messinscena che oggi evoca lo stesso ottimismo dei tacchini a Natale.


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mercoledì 28 gennaio 2026

Pensiero libero, a giorni alterni.



Ma in realtà il sale della riforma è altrove. Sta nel sorteggio, usato per designare tutti i membri del Csm della magistratura giudicante, del Csm della magistratura requirente, dell’Alta Corte disciplinare. Un antidoto, il più categorico e brutale, alla deriva correntizia della magistratura. Non che questo strumento offenda i principi democratici. Anzi: la democrazia nasce col sorteggio, nell’Atene del V secolo a.C. E sono innumerevoli le sue recenti applicazioni. Anche nella Carta scritta dai costituenti, circa la composizione della Consulta: nei giudizi d’accusa contro il presidente della Repubblica – stabilisce l’articolo 135 – quest’ultima viene integrata da 16 componenti estratti a sorte. 
Ma il vizio sta in ciò che non dice la riforma, negli abusi che il silenzio potrebbe favorire. Chi sono i sorteggiabili? Verrà garantita la parità di genere? E l’equilibrio territoriale? Spetterà al ministro della Giustizia, a lui soltanto, l’iniziativa disciplinare contro i magistrati? E in secondo luogo il vizio sta nella radicalità di quest’intervento normativo, nella soluzione estrema che prospetta. Perché non circoscrivere l’uso del sorteggio, come avviene già per la Consulta, a una frazione del collegio? Perché espropriare totalmente i magistrati del diritto di scegliersi i propri rappresentanti? Per umiliarli, forse, per metterli in castigo. Tuttavia le azioni – diceva Maometto – verranno giudicate secondo le intenzioni”.

Ed a quanto pare il pensiero si giudica a giorni alterni. Oggi sì, domani no. 

Il prof. Michele Ainis aveva sostenuto tesi ben diverse. Ha espresso posizioni favorevoli al sorteggio per l'elezione dei membri togati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) come rimedio al correntismo e per garantire uguaglianza tra i magistrati. 


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martedì 27 gennaio 2026

Perché non si può essere d'accordo con Barbero



di Giovanni Genovese
Magistrato


PREMESSA

Sono da tempo un ammiratore del Prof. Barbero, che non ha soltanto il merito di aver sostanzialmente inventato (almeno in Italia) la figura dello storico-divulgatore, consentendo a moltissimi di appassionarsi alla Storia con un approccio semplice, accattivante e rigoroso al contempo, ma anche quello di averlo fatto sempre con onestà intellettuale, senza nascondere “trappole ideologiche” o doppi fini nelle propri lezioni e conferenze, e consentendo a chiunque di distinguere i fatti accertati dalle sue legittime opinioni.

Ḗ proprio per questo che il breve video diffuso qualche giorno fa, con il quale il Professore ha deciso di esporre le ragioni del suo “no” al referendum sulla riforma della magistratura, è risultato inopinato e – senza inutili giri di parole – sconcertante; basta un’analisi neppure troppo tecnica delle motivazioni addotte per dimostrarne l’inconsistenza sul piano culturale, giuridico e (spiace constatarlo) storico, oltre che politico.

ERRORE CULTURALE

Prima di commentarlo, il discorso merita di essere riportato per intero, per evitare che la sua manipolazione possa involontariamente distorcere il pensiero dell’autore. così facendo, si comprende già dall’incipit che qualcosa non torna:


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domenica 25 gennaio 2026

Siamo alle Crociate.



Si apprende da un "social" che, recentemente, presso la Chiesa dell'Immacolata di San Gregorio di Catania, si sarebbe verificato un episodio che merita una profonda riflessione sul rapporto tra istituzioni religiose, magistratura e partecipazione democratica. 

Al termine della Santa Messa, il sacerdote avrebbe invitato i fedeli a trattenersi per ricevere dei "chiarimenti sul contenuto del referendum". 

Tuttavia, la dinamica di quanto accaduto solleva dubbi sulla reale neutralità dell'iniziativa.


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sabato 24 gennaio 2026

Guardie svizzere.




Questa la risposta di un motore di AI alla domanda quali partiti invocano il garantismo contro la custodia cautelare in carcere?

"In Italia, i partiti che più invocano il garantismo contro l'abuso della custodia cautelare in carcere sono principalmente quelli del centrodestra come Forza Italia e la Lega, insieme ai Radicali Italiani. Questi gruppi spingono per limiti temporali (es. massimo 2 mesi), interrogatorio preventivo e misure alternative per evitare che diventi "pena anticipata".

Forza Italia
Propone emendamenti per custodia cautelare a tempo (60 giorni max, poi revoca automatica se non ci sono nuove esigenze) e la limita ai recidivi, come "extrema ratio".


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venerdì 23 gennaio 2026

Per partito preso



Il correntismo nel referendum sulla riforma della magistratura.
Nel contesto del referendum che verte sulla riforma della magistratura, il fenomeno del “correntismo” emerge come uno degli aspetti più discussi e controversi. La contrapposizione tra sostenitori e oppositori della riforma offre l’occasione per analizzare il funzionamento di questo sistema, spesso indicato come elemento da eliminare.

Libertà di giudizio e legittimità della scelta.
Ognuno dovrebbe essere libero di formarsi una propria opinione riguardo al valore delle modifiche costituzionali proposte, modifiche che incidono sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, sulla composizione dei due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) tramite sorteggio per la quota dei magistrati, e sull’istituzione di un giudice disciplinare separato dal CSM. I cittadini, chiamati a esprimere il proprio voto, esercitano una scelta che rimane legittima indipendentemente dal prevalere del “sì” o del “no”.


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martedì 20 gennaio 2026

Io esisto




Solo una radicale riforma legislativa che impedisca ai gruppi associativi di condizionare la selezione dei componenti del CSM potrà far sperare che in futuro l’azione dell’Organo di governo autonomo della Magistratura possa essere ispirata, con riferimento alle sue diverse sfere di competenza, a principi di buona amministrazione, piuttosto che a logiche di compromesso e prassi spartitorie tra schieramenti interni, talora operanti in sinergia con poteri esterni all’Ordine Giudiziario.

Sono le parole del dott. Roberto Saieva, Procuratore Generale di Catania, dette in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021. 


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domenica 18 gennaio 2026

Esibire gli scalpi non garantisce la giustizia del carnefice.



Il sistema disciplinare dei magistrati, concepito come garanzia di correttezza, imparzialità e rispetto delle regole, rappresenta uno dei pilastri della nostra democrazia. Tuttavia, un’analisi più attenta delle dinamiche interne fa emergere alcune criticità che rischiano di minare la fiducia dell’opinione pubblica nella reale equità del sistema stesso. 

Nel contesto della magistratura, le correnti rappresentano gruppi di pensiero e di appartenenza che, pur nati con l’intento di favorire il pluralismo, hanno finito col determinare logiche di potere e di influenza nelle carriere e nei procedimenti disciplinari. Non di rado, la percezione diffusa è che i magistrati indipendenti, non allineati o privi di appoggi nelle correnti dominanti, siano più esposti a procedimenti e condanne disciplinari rispetto a chi gode della protezione di solide reti associative.

Questa tendenza pone un serio rischio: quello della giustizia “di parte”, in cui il sistema disciplinare, invece di garantire imparzialità, potrebbe diventare uno strumento di pressione o di esclusione per chi si discosta dalle posizioni maggioritarie. Tale impressione è ulteriormente rafforzata dall’elevato numero di provvedimenti che coinvolgono proprio magistrati non organici alle correnti, alimentando il sospetto che le sanzioni diventino talvolta il risultato di equilibri interni e dinamiche associative piuttosto che di un’autentica ricerca della verità e della correttezza professionale.


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venerdì 16 gennaio 2026

Le ragioni del Sì.



In un clima referendario tanto infuocato quanto irrazionale, riempito da balle spaziali dall'uno e dall'altro fronte, c'è chi si ostina a ragionare sul presente e sul futuro assetto della magistratura, sfatando i luoghi comuni. 

Questo il link dell'intervista a Giuliano Castiglia realizzata dall'avvocato Valentina Alberta per il blog l'Asterisco e di seguito un report sui suoi densi contenuti.    


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Analisi approfondita della Riforma costituzionale della Giustizia.

1.0 Introduzione: contesto e struttura della Riforma.

La Riforma costituzionale della giustizia, approvata dal Parlamento e in attesa del vaglio referendario, rappresenta uno degli interventi più strategici e dibattuti sull'assetto dell'ordinamento giudiziario italiano degli ultimi decenni. Essa investe alcuni snodi fondamentali dell’attuale assetto dell’ordinamento giurisdizionale riguardante i magistrati ordinari, con inevitabili riflessi anche sulle garanzie e i diritti dei cittadini.
Questa relazione si propone di analizzare in modo approfondito i contenuti della Riforma, le argomentazioni a favore e contro e le sue potenziali implicazioni, basandosi sulle tesi esposte dal magistrato Giuliano Castiglia, il quale offre una prospettiva definita "controcorrente" rispetto alle posizioni dominanti nell'associazionismo giudiziario.

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sabato 10 gennaio 2026

Domande retoriche




Chi si oppone al sorteggio dei componenti togati del CSM rivendica senza remore la natura "politica" di quell'organo. 

Il CSM non si limita, cioè, ad amministrare ma compie autonome valutazioni politiche a ciò legittimato dal voto dei magistrati.    

Paradosso dei paradossi, quindi, che sia esposto senza ritegno un motto (quello della dipendenza dei giudici dalla politica) che esprime proprio il risultato del correntismo, che si vuole mantenere: i magistrati già dipendono dalla politica, quella delle correnti dalla quale i cittadini sono del tutto esclusi (non votano, contano solo i magistrati).       


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lunedì 5 gennaio 2026

Scalate immonde



Vinci un concorso  - non un'elezione - e sei lanciato nella carriera politica in magistratura.

Non sei obbligato, sia chiaro: scrivi sentenze o fai indagini e stop. 

Ma se poco poco  aspiri ad un posto direttivo o semi-direttivo entri, necessariamente,  nel girone dantesco delle correnti. 

L'equazione  è piuttosto banale. 


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domenica 21 dicembre 2025

C'è chi dice ... ni!



Sembra che la pratica più in voga di questi tempi sia quella di rilevare le incoerenze tra la dichiarazione favorevole o contraria al referendum sulla giustizia e le opinioni precedentemente espresse.

Così Il Fatto Quotidiano mette in risalto "La giravolta dell’ex pg della Cassazione: un anno fa bocciava la riforma Nordio, ora è nel comitato della destra per il Sì". 

Il riferimento è al dott. Luigi Salvato che in passato si era detto contrario al sorteggio, una delle misure che il Fatto bolla come di "destra". 


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giovedì 18 dicembre 2025

Se persino la Zia Cesarina ...



Pubblichiamo l'intervista del quotidiano Il Dubbio al Cons. Mirenda. 

1. Andrea Mirenda, consigliere sorteggiato del Csm, cosa voterà al referendum e perché spiegato ad un semplice cittadino?
Voterò "sì". Credo che sarà di grande aiuto per uscire dalla narcosi etica in cui è precipitata da decenni la magistratura a causa del veleno correntizio. L’ANM, purtroppo, non ha voluto contrastare in alcun modo quella “modestia etica” - per usare le parole del Capo dello Stato - fatta di carrierismo, nomine truccate, assoluzioni sorprendenti, genuflessioni collettive dei magistrati ai vari capi e capetti locali per un via libera ai propri “desiderata”, etc. Tutte cose, queste, che il Caso Palamara ha semplicemente reso pubbliche poiché da sempre assolutamente note, non solo al nostro interno...

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mercoledì 10 dicembre 2025

L'Alta Corte disciplinare pone a rischio l'indipendenza della magistratura?

di Giovanni Genovese
Magistrato


Uno dei timori espressi da chi avversa la riforma costituzionale della magistratura approvata dal DDL costituzionale A.S. 1353-B, sulla quale l’elettorato verrà chiamato a pronunziarsi in primavera con referendum confermativo, è il rischio che l’Alta Corte disciplinare, di nuova istituzione, rappresenti una sorta di “cavallo di Troia”, attraverso il quale una maggioranza politica potrà assumere il controllo del potere di disciplinare sui magistrati e condizionarne perciò indirettamente l’attività.

Si tratta di un rischio effettivo?

La risposta non può dipendere dalla maggiore o minore fiducia in chi ha proposto la riforma, o nella classe politica, o nella magistratura in generale; tanto meno si possono trarre indicazioni dalle dichiarazioni più o meno improvvide di questo o quell’esponente politico, o dalle sue intenzioni soggettive, vere o presunte.


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mercoledì 3 dicembre 2025

A domanda rispondo




Pubblichiamo  l'intervista apparsa nei giorni scorsi sulle pagine de Il Riformista. 

Dottor Saracino, esiste – e se esiste qual è secondo lei – il punto cruciale di questa riforma?

Il sorteggio dei componenti togati destinati a comporre il CSM (anzi i due CSM separati). Ne sono a tal punto convinto da ritenere che questa sola riforma sarebbe di per sé sufficiente ad assicurare anche gli obiettivi collegati alle altre due, vala a dire la separazione tra giudici e pubblici ministeri e la costituzione dell’Alta Corte disciplinare, esterna ai CSM. 

Studi giuridici ne attestano la razionalità, mentre la storia anche contemporanea racconta che è un sistema percorribile e, in alcuni casi, l’unica soluzione per i problemi generati dalla cattiva gestione delle fasi di formazione degli organi assembleari. 
a. Qual è secondo lei la ragione dell’avversione così viscerale di ANM contro questo aspetto della riforma?
b. Sortirà gli sperati effetti di spazzare via la correntocrazia che governa il CSM?
c. Esiste davvero un problema di rappresentanza dell’organo di governo della magistratura? 

Il “voto” oggi previsto per l’elezione dei componenti togati del CSM è il grimaldello per affermare la natura “politica” della scelta degli elettori e la conseguente legittimazione politica del CSM. Col paradosso che il Costituente avrebbe reso indipendenti i magistrati dalla politica generale lasciandoli tuttavia liberi di auto-assoggettarsi ad una politica propria, tutta interna alla corporazione.   

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mercoledì 26 novembre 2025

DOCUMENTO RELATIVO ALLA LEGGE COSTITUZIONALE “NORME IN MATERIA DI ORDINAMENTO GIURISDIZIONALE E DI ISTITUZIONE DELLA CORTE DISCIPLINARE”



Pubblichiamo, perché d'interesse,  il documento dell'Associazione tra gli studiosi del processo penale. 


Il Consiglio Direttivo dell’Associazione tra gli studiosi del processo penale ritiene che la legge costituzionale recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», approvata definitivamente il 30 ottobre 2025, tenda ad una più coerente e concreta attuazione del «giusto» processo penale, così come delineato dall’art. 111 Cost. Si tratta di una valutazione di sintesi che non pretende di esprimersi su ogni aspetto della riforma e che non tocca, come si conviene alla disamina su basi scientifiche, né la questione di carattere politico riguardante lo spazio riservato alla dialettica parlamentare nel procedimento di revisione costituzionale, né le polemiche di schieramento circa gli scenari suscettibili di prodursi in un ipotetico futuro (la paventata attrazione dell’organo dell’accusa nell’orbita del governo).

Pur nella consapevolezza di opinioni non sempre convergenti, qui si coglie il contributo positivo che la riforma può produrre sulla cruciale esigenza di imparzialità del giudice, posta (non tanto tra gli altri canoni del modello, bensì) «al vertice dei valori del “giusto processo”» poiché «in sua carenza tutte le altre regole e garanzie processuali perderebbero di significato» (Corte cost., sent. n. 306 del 1997).

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domenica 23 novembre 2025

Riforma costituzionale della giustizia: Alta Corte e Sezione disciplinare a confronto.




di Giuliano Castiglia
Magistrato



Il Parlamento ha approvato, in seconda lettura, il disegno di legge costituzionale della c.d. “riforma della giustizia”.

In assenza della maggioranza dei due terzi, Parlamentari pro e contro ne hanno separatamente promosso la sottoposizione a Referendum, che si terrà nei prossimi mesi.

Uno degli aspetti più criticati dagli oppositori della Riforma è l’istituzione di un nuovo organo, l’Alta Corte, alla quale viene attribuita «la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari».

Vengono criticati, in particolare, il carattere di giudice speciale dell’Alta Corte, l’impugnabilità delle sue decisioni dinanzi a sé stessa e l’assenza di una disciplina costituzionale che assicuri la maggioranza togata nei collegi giudicanti.

Si tratta, effettivamente, di uno snodo delicatissimo dell’ordinamento giudiziario e la previsione di un giudice speciale, competente sia in primo che in secondo grado, non può non destare perplessità.

Il giudizio su una qualunque riforma, tuttavia, non può mai essere assoluto. Deve essere, invece, comparativo, mettendo a confronto l’assetto vigente con l’assetto che verrebbe fuori dalla riforma.

Il sistema disciplinare imperniato sull’Alta Corte, dunque, va confrontato col sistema attualmente vigente.

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venerdì 3 ottobre 2025

Un intervento di Andrea Mirenda al XX Congresso ordinario dell'Unione Camere Penali Italiane




Una voce dissonante sul sorteggio dei componenti del CSM, qui sotto il link ed il testo.  

Sono quotidiane le conferme dei mali del correntismo,  come la recente e feroce lottizzazione delle Commissioni del CSM, una a quel gruppo di "colti", una a quell'altro. 

Le Correnti,  centri culturali   in teoria, centri per l'impiego in pratica.

Che la spartizione continui.          





DOTT. ANDREA MIRENDA
CATANIA - CONGRESSO UCPI 27 settembre 2025

Grazie.
prima di tutto, voglio ringraziarvi per l’invito: per me è stato un momento estremamente formativo, anche sul piano personale e professionale, come magistrato. Ieri ho ascoltato discorsi, come usa dire, “alti”.  E, se mi è consentito, vorrei anche aggiungere che la vostra elaborazione culturale — quella dell’Unione delle Camere Penali — è, a mio avviso, più alta e più profonda di quella che oggi riesce a esprimere l’ANM, purtroppo arroccata in una posizione difensiva, di chiusura, di “no a tutto”: una postura che, come ha ben ricordato ieri l’onorevole Morando, ha finito per impedire quello che avrebbe potuto essere un dialogo sereno e costruttivo.

Eppure, ciò che stiamo vivendo — almeno negli ultimi anni — rappresenta una straordinaria lezione di educazione civica, assolutamente trasversale alla societa civile, che avrebbe meritato di essere raccolta e condivisa da tutti. Stiamo assistendo, difatti,  — e questo è un Vostro merito — ad una straordinaria riflessione costituzionale che attraversa tutto il Paese. Perché non riguarda soltanto noi operatori della giustizia — magistrati, avvocati, studiosi — ma coinvolge fortunatamente anche i cittadini, chiamati a interrogarsi sempre più sul significato di giusto processo, di parità delle parti,  in definitiva sul senso stesso del rito accusatorio. Argomenti che, fino a poco tempo fa, erano materia quasi “esoterica”, riservata agli addetti ai lavori.

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giovedì 19 giugno 2025

Atto finale della saga: la prepotenza ha vinto!




Le puntate precedenti: 

  





Alla fine l'hanno fatta Presidente della Corte d'appello dell'Emilia Romagna!

Come ha sottolineato un consigliere a caso, Andrea Mirenda (in foto), l'hanno messa a capo dell'organo che dà i pareri sui magistrati, il Consiglio Giudiziario; del resto è una che ha mostrato di intendersene, anche quando non  doveva (che non dovesse è scritto nella sentenza che l'ha assolta:  per il giudice disciplinare brigare è un fatto bagatellare).

Imperdibile l'accorato intervento di Andrea Mirenda a questo link  (file2/4 dal minuto 29,20)  

Nordio ha pienamente ragione quando afferma che aver cacciato Palamara non ha minimante scalfito il sistema. 

Ma allora il Governo si sbrighi ad introdurre il sorteggio del CSM,  sollevando i magistrati italiani dal cappio del correntismo.  

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lunedì 9 giugno 2025

Una decisione in Consulta



 di Nicola Saracino - Magistrato 

Per mezzo secolo una legge liberticida ha leso i diritti fondamentali dei cittadini.

Il trattamento sanitario obbligatorio, al quale si ricorre quando la persona in stato di alterazione psichica necessita di cure  che rifiuta, non poteva essere disposto senza che un giudice avesse sentito l’interessato. 

Ciò perché la costrizione implica un’ovvia compressione della libertà personale sì da suggerire l’adozione di garanzie analoghe a quelle previste per chi sia accusato di un reato o sospettato di volerne commettere o per  chi sia  in procinto di essere allontanato dal territorio italiano non avendo i requisiti per permanervi. 

Del resto, ricorda la Corte (sent. n. 76/2025), l’esame della persona è previsto nei procedimenti di interdizione, di inabilitazione ed in quelli per la nomina di un amministratore di sostegno.  

Anche l’Europa ha, infine, raccomandato il massimo rispetto per i diritti fondamentali dell’individuo. 

E ci mancherebbe. 

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domenica 8 giugno 2025

Se davvero si volesse arginare il correntismo ...




... questa la via indicata da AricoloCentoUno in una recente mozione sul tema, non farisaica.  


Il Consiglio Consultivo dei Giudici Europei (CCJE), più volte occupatosi dei rapporti tra Associazioni di giudici e Governo Autonomo della Magistratura, nel 2007 suggerisce il sorteggio come metodo di selezione dei componenti dei Consigli Superiori.

Nel parere n. 23, reso il 6 novembre 2020 - sul ruolo delle associazioni di giudici a sostegno dell’indipendenza della giustizia – il CCJE definisce i giudici “le pietre angolari degli Stati fondati sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani”.

Il CCJE sottolinea come l’indipendenza dei singoli giudici esige “non soltanto l’esclusione di ogni influenza esterna, ma anche di quella che può essere esercitata all’interno del sistema giudiziario” al fine di “contrastare le indebite ingerenze”, allorquando “si tratti di decisioni delle autorità competenti che influiscono sulla carriera dei giudici (nomina, promozione, trasferimenti, procedure disciplinari e di valutazione, etc.)”.

Ai fini del raggiungimento dei loro obiettivi è indispensabile che le associazioni dei giudici interloquiscano con queste istanze, esercitando una doverosa funzione di controllo sulla legalità di tali procedure, giammai di condizionamento.

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giovedì 17 aprile 2025

L’ingiusto processo penale telematico.


Volentieri ospitiamo l'accorato intervento di un autorevole operatore del diritto alle prese coi primi, ed a quanto pare sguaiati, vagiti del processo penale telematico. E' comunque di buon auspicio l'invocazione finale di un "giusto processo telematico" che non suona come anacronistica avversione all'evoluzione tecnologica, purché essa sia al servizio della giustizia e non il contrario.        


di Oliviero Mazza - Professore ordinario di diritto processuale penale ed Avvocato

Il frutto più velenoso della riforma Cartabia è certamente il processo penale telematico. Dietro al fascino suadente della innovazione si nasconde in realtà un Moloch tecnologico sul cui altare sono state sacrificate le garanzie del giusto processo, anche quelle che nell’ambiente analogico tradizionale sembravano intangibili.

La porta d’ingresso in questo brave new world, in cui i diritti sono confinati in un drammatico limbo esistenziale, sono due norme processuali in bianco (art. 111-bis e 111-ter c.p.p.) che delegano al potere regolamentare (il vero Moloch tecnologico) la scrittura di un processo penale parallelo, libero da vincoli, compresi quelli costituzionali. 

L’apparente insipienza del legislatore nasconde, in realtà, la callida scelta di aggirare ogni limite e di utilizzare lo sviluppo digitale quale cavallo di troia per infettare del più cupo germe inquisitorio quello che restava dei brandelli del processo accusatorio dopo la cura efficientista.

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sabato 8 febbraio 2025

Ma ve l’immaginate un CSM di sorteggiati?


di Nicola Saracino - Magistrato 


Magistrati ai quali la sorte non darebbe la forza morale e l’autorevolezza necessaria a fronteggiare i compiti cui è chiamato un consigliere superiore. 

Perché uno dei tanti mandato lì a caso non è rappresentativo, non ha un serbatoio elettorale da ringraziare e custodire. 

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domenica 12 gennaio 2025

Elezioni del Comitato Direttivo Centrale dell'ANM del 26-27-28 gennaio 2025 - Lista ArticoloCentouno

Ospitiamo le presentazioni dei candidati (in ordine alfabetico per nome di battesimo, per scelta del sistema operativo) alle elezioni del Comitato Direttivo Centrale dell'ANM dei prossimi 26, 27 e 28 gennaio 2025 della lista ArticoloCentouno, lista che non è una corrente, dato che non aspira ad avere "rappresentanti" al Consiglio Superiore della Magistratura, e che non ha un sito internet che le consenta di presentarsi agli elettori. 

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sabato 11 gennaio 2025

La fortuna aiuta.




Pubblichiamo l'intervista de Il Dubbio ad Andrea Mirenda, consigliere superiore per caso.

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La componente togata del Csm si è compattata contro la riforma costituzionale. Tutti d’accordo, tranne uno, l’indipendente Andrea Mirenda, unico ad astenersi e ad aver già vissuto sulla propria pelle il sorteggio. Che potrebbe rappresentare una soluzione, afferma, alle degenerazioni correntizie.
Lei è l’unico togato ad essersi astenuto dal voto sul parere sulla separazione delle carriere, dichiarandosi favorevole in particolare al sorteggio come strumento per riformare il Csm. Che effetti pensa che avrà, in concreto, questo intervento legislativo?
Come ricordato in plenum anche dal PG Luigi Salvato, separazione delle carriere e Alta Corte, se approvate - auspicabilmente con i correttivi evidenziati nel dibattito di Plenum - non saranno la “Fine di Mondo” paventata dalle correnti né la soluzione dei nodi storici della giustizia italiana, principalmente bisognosa di un razionale efficientamento che assicuri celerità, prevedibilità e stabilità delle decisioni. Diverso discorso vale per il sorteggio (anche qui preferibilmente nella sua forma temperata) che, nel breve- medio periodo, potrà scardinare l’occupazione correntizia del Consiglio, restituendo autonomia e indipendenza ad ogni singolo consigliere, come prevede il Codice etico dei Consigli di giustizia europei. Del tutto prevedibile e scontato il parere negativo espresso sul punto dal plenum: non si può chiedere ai designati dalle correnti di porre fine al loro enorme potere parallelo.

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sabato 23 novembre 2024

Gente distratta.



di Nicola Saracino - Magistrato 

Non so se commentare una legge in fieri, in particolare una “legge del governo” (neologismo di questi tempi, sic!) mi esporrà a conseguenze disciplinari. 

Corro il rischio. 

Ma è su tutti i giornali l’idea dell’esecutivo di chiedere al parlamento di approvare (ripristiniamo i “fondamentali”, tipo lo stop di petto) una disciplina che proibisca al magistrato, in quanto tale, di parlare, pubblicamente,  di diritto, dei diritti.

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